Siamo parte di una terra vivente

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Siamo parte di una terra vivente

Alla base dell’ecopsicologia, l’idea e lo sviluppo dell’idea che siamo tutti parte del nostro
pianeta Terra. Un concetto ampiamente approfondito da Theodor Gustav Fechner, psicologo del 19°
secolo, precursore di Ipotesi Gaia.

Pioniere della psicologia sperimentale, fondò la psicofisica e indagò le leggi basilari della
percezione sensibile. Lo psicologo tedesco Theodor Gustav Fechner (1801-1887) è anche ricordato per
la sua ardita e poetica visione del mondo, per la quale ogni unità fisica è un elemento costitutivo
di un’unità psichica superiore: la grande Anima della Terra – visione esposta nel Libro Zend-Avesta.
Pensieri sulle cose del cielo e dell’aldilà, del 1851.

“Un inno alla vita”, ecco come si può definire la sua opera. In essa è profusa la summa delle sue
riflessioni: la Terra è un organismo vivente, animato come quello di ogni essere vivente; ha un
corpo, un suo respiro e possiede anche degli organi sensibili. E quali potrebbero essere tali
organi, se non gli uomini stessi e tutte le creature che ne calcano il suolo? “L’uomo, l’animale e
il mondo si trovano più che in contatto: si trovano in un processo di mutua compenetrazione”.

Noi tutti siamo organi della terra vivente: e non vogliamo accorgercene perché “dovendo guardare in
faccia a un essere gigantesco che ci abbraccia, preferiamo chiudere gli occhi e dire a noi stessi
che non esiste. Qualora però ci facessimo animo e guardassimo, ci accorgeremmo che non è l’essere
mostruoso e gigantesco che si riteneva fosse, bensì la nostra diletta madre terra che ci porta nel
suo seno”.

Ecco un suo testo originale, tratto dalla rara edizione di Theodor Gustav Fechner, Zend-Avesta,
Pensieri sulle cose del cielo e dell’al di là, Bocca, Milano 1944:

“Ho talvolta rivolto la mia attenzione a un formicaio e a un alveare, e mi sono domandato: cos’è che
costringe le incoscienti formiche e api a un lavoro così fortemente indirizzato verso un fine? Ho
letto che le farfalle e i bruchi si muovono in grandi processioni, nelle quali un animale vola o
striscia dietro l’altro, e mi sono chiesto qual è la forza che spinge tali animali? non già le anime
delle singole bestiole.

Il Tutto vede come attraverso il meccanismo visuale d’una sola anima, ma dove ha sede tale anima? Se
l’ anima risiede in qualche luogo, essa può solo trovarsi in ciò che abbraccia tutto questo, nella
cosa in cui tutto striscia e vola, cresce e risiede: formiche, fiori, terra, formicai e alveari: la
nostra terra. Nella nostra terra ha sede ciò che muove questi esseri. Con gli uomini non avviene
altro di quanto avvenga con le formiche, le api, i bruchi e le farfalle, spinti verso fini che
nessuno di questi singoli animali ha posto.

La terra è, per forma e sostanza… una creatura, in sé e per sé, con proprietà individuali e
collegata con il Tutto, che si pone di fronte ad altre simili creature. Sotto la pressione di un
mondo esterno, essa dispiega le sue energie interne e sviluppa interiormente un giuoco di elementi
liberi. In particolare sottostà al cambiamento, in generale rimane stabile. Quel che si dice del
nostro corpo si può altrettanto dire della terra (in questa, però, tutto in misura molto maggiore).

Gli uomini e gli animali sono esseri minuscoli, mutabili, passeggeri, formatisi dalle materie
terrestri e presto riconvertentesi in queste; esseri senza costanza e senza durata, che cercano
fuori di sé ciò che la terra possiede nel proprio seno. La terra è un tutto potente, unitario, non
dipendente che da se stesso; che opera in sé tutti i cambiamenti della vita elementare, vegetale,
animale; un tutto che fa continuamente sorgere il ‘nuovo’ da sé medesimo e che, nel mutarsi delle
forme, si mantiene e si sviluppa.

Nel corpo della terra si riconosce la sua vera e più alta anima. E non le manca in realtà neanche il
sistema nervoso: essa ha i cervelli e i sensi di tutti gli uomini e di tutti gli animali, poiché
questi e quelli appartengono a essa… l’aria, il mare e la terra costituiscono il piedistallo dello
spirito, poiché, conducendo le onde sonore, trasmettono i pensieri da uomo a uomo e, per mezzo dei
raggi di luce, fanno sì che i viventi possano osservarsi e regolarsi reciprocamente. Tutti questi
sono mezzi di collegamento fra gli esseri viventi di questa terra, mezzi che fanno considerare
garantita l’unità della coscienza terrestre.

La terra ha così strette analogie con noi che è possibile affermare che essa possiede un’ anima
unitaria e autonoma, come la nostra. Naturalmente anche lo spirito della terra ha il suo campo di
osservazione. Gli uomini e gli animali rendono alla terra ciò che l’occhio e l’orecchio rendono a
noi: il processo della sensazione è in entrambi i casi lo stesso. La terra, grazie agli uomini e
agli animali che fungono da organi dei sensi, attinge continuamente dal serbatoio comune del loro
spirito, e arricchisce sempre più il proprio possesso.

Ma come la terra ha, con innumerevoli uomini e animali, un campo di sensazioni assai più vasto di
quello che abbiamo noi coi nostri organi sensoriali, così la terra stessa riceve da noi immensamente
più di quel che noi riceviamo da essa con i nostri sensi. E, come il nostro occhio non può essere
concepito senza le sue radici nel cervello, possiamo in tal guisa dire che noi uomini, malgrado la
nostra individualità, siamo connessi con tutta quanta la terra. Siamo per così dire, radicati alla
terra.”

www.lifegate.it/essere/stampa_art.php?id_articolo=1521

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