“Psiche e Cosmo ” ( PRIMA PARTE ) di Stanislav Grof

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“Psiche e Cosmo ” ( PRIMA PARTE ) di Stanislav Grof

Capitolo omesso nella traduzione italiana del libro edito dalla RED ” Il gioco Cosmico ”

e gentilmente messo a disposizione dal Prof. S. Grof

Stati Olotropici , Psicologia Archetipica e Astrologia dei Transiti

Lo sforzo di ricerca di mezzi per la predizione delle reazioni alla sostanze psichedeliche e lo
sbocco terapeutico sono stati uno degli obiettivi di un ampio studio clinico condotto dal nostro
team di ricercatori al Centro di Ricerca Psichiatrica del Maryland. Allo scopo, ci siamo serviti di
una batteria di test psicologici standard, comprendenti l’Inventario della Personalità
Multidimensionale del Minnesota (MMPI), l’Inventario dell’Orientamento Personale di Shostrom (POI),
il Test delle Macchie d’Inchiostro di Rorschach, il nostro Questionario sull’Esperienza Psichedelica
(PEQ) ed altri.

Tale ricerca confermò le mie precedenti scoperte fatte all’Istituto di Ricerca Psichiatrica di
Praga, Cecoslovacchia, e la conclusione tratta dallo studio della letteratura specialistica, e cioè
che i risultati delle prove effettuate e generalmente adottate dalla psicologia occidentale erano
essenzialmente inutili sotto tale aspetto.

Per ironia, quando – dopo anni di sforzi frustranti – trovai finalmente un dispositivo che rendeva
possibili tali predizioni, questo apparve fonte di controversie ancora più grande delle stesse
sostanze psichedeliche. Si trattava dell’astrologia, disciplina che, anche dopo anni di studio di
fenomeni transpersonali, io stesso tendevo a rifiutare come ridicola pseudoscienza.

Il cambiamento radicale del mio atteggiamento nei confronti dell’astrologia fu il risultato della
cooperazione con, mio caro amico Richard Tarnas, psicologo e filosofo e collega per molti anni.
Rick è uno degli astrologi più brillanti e creativi dei nostri tempi, e le sue ricerche uniscono
un’impeccabile conoscenza e una profonda familiarità con stati non ordinari di coscienza, argomento
della sua dissertazione di dottorato. Dick porta anche, nel suo lavoro, una conoscenza estremamente
approfondita della storia e della cultura umana.

Da vari anni, esploriamo insieme correlazioni astrologiche di esperienze mistiche, crisi
psicospirituali, episodi psicotici, stati psichedelici e sessioni di respirazione olotropica. Tale
lavoro ha mostrato che l’astrologia, e particolarmente lo studio dei transiti planetari, può predire
contenuti e tempi di stati olotropici di coscienza. Il nostro studio sistematico delle correlazioni
tra natura e contenuto di stati olotropici e transiti planetari mi convinse che una combinazione di
terapia sperimentale profonda con psicologia archetipica, e di astrologia dei transiti, costituisce
la strategia più promettente per la psichiatria del prossimo millennio.

Mi rendo conto che questa è un’affermazione molto forte, specie considerando il fatto che molti
scienziati delle maggiori scuole ritengono l’astrologia – e io stesso come loro – incompatibile per
principio con la visione scientifica del mondo. Fare una buona spiegazione dell’uso dell’astrologia
dal punto di vista filosofico e scientifico richiederebbe spazi molto più ampi di quelli concessi a
questo libro.

Rinvierò i lettori interessati agli scritti di Richard Tarnas, che è anche molto più adatto di me a
tale compito (Tarnas 1991, 1995, in stampa). In questa sede, presenterò solo un breve rendiconto dei
cambiamenti nella considerazione dell’astrologia nel corso della storia e ricercherò l’evidenza che
sostiene quest’antica disciplina emersa dalla moderna ricerca sugli stati olotropici di coscienza.

L’astrologia è un’arte ed una scienza antica, probabilmente nata già nel terzo millennio a. C. in
Mesopotamia, donde si diffuse in India e Grecia. Si basava sulla dottrina della simpatia universale.
Il suo principio base, espresso dalla frase “come in alto, così in basso”, pretende che il
microcosmo della psiche umana rifletta il macrocosmo e che gli eventi terrestri rispecchino quelli
celesti. Nella Grecia dell’era ellenistica, gli astrologi perfezionarono i calcoli astronomici e
assegnarono specifiche deità mitiche ai singoli pianeti. Si servirono poi del sistema risultante per
prevedere eventi sia collettivi, sia propri della vita dei singoli.

La comprensione del significato dei pianeti, le loro posizioni e aspetti geometrici, e le loro
specifiche influenze sulla vita umana furono riuniti per la prima volta in una sintesi unificata
nell’astrologia di Tolomeo. Nei secoli successivi, generazioni di astrologi ampliarono,
revisionarono e perfezionarono il sistema tolemaico. Nella sua forma greca di pieno sviluppo,
l’astrologia dominò per quasi 2000 anni religione, filosofia e scienza dell’Europa pagana e poi
cristiana. Gli astrologi moderni, grazie ai progressi astronomici resi possibili dalla scoperta del
telescopio, aggiunsero poi all’antico sistema i tre pianeti esterni – Urano, Nettuno e Plutone –
ignoti agli antichi, e ne studiarono e descrissero il significato archetipico.

Come molti altri sistemi esoterici, l’astrologia fu tra le vittime del razionalismo e del
materialismo della Rivoluzione Scientifica. Fu ripudiata non già in seguito a prove scientifiche
della falsità dei suoi presupposti, ma per l’incompatibilità con le fondamentali tesi metafisiche
della scienza occidentale, dominata dal materialismo monistico. Più precisamente, esistono diverse
importanti ragioni del ripudio dell’astrologia da parte degli scienziati materialisti.

La scienza occidentale ritrae l’universo come un sistema meccanico impersonale e in gran parte
inanimato, una super-macchina che si è creata da sé ed è governata da leggi meccaniche impersonali.
La vita, la coscienza e l’intelligenza sono considerate prodotti più o meno accidentali della
materia. Al contrario, la tesi fondamentale dell’astrologia è che il cosmo è la creatura di
un’intelligenza superiore, che si basa su un progetto inconcepibilmente complicato e rispecchia uno
scopo e un ordine superiori.

La prospettiva dell’astrologia rispecchia strettamente il significato originale della parola greca
kosmos, la quale descrive il mondo come un sistema ordinato in modo comprensibile, secondo modelli,
e collegato coerentemente con l’umanità, come parte integrante del tutto. Con questa visione, la
vita umana non è il risultato di forze erratiche dominate dai capricci del caso, ma segue una
traiettoria preordinata, che è sintonizzata sui movimenti dei corpi celesti e può quindi, almeno in
parte, essere intuita.

Il pensiero astrologico presuppone l’esistenza di archetipi, principi primordiali senza tempo, che
stanno alla base, permeano e formano la sostanza del mondo materiale. La tendenza
all’interpretazione del mondo secondo principi archetipici sorse per la prima volta nell’antica
Grecia e fu una delle caratteristiche più straordinarie della filosofia e della cultura greche.

Gli archetipi possono essere considerati da molti diversi punti di vista. Nell’epica omerica essi
assunsero la forma di figure mitologiche personificate, come deità, quali Zeus, Poseidon, Hera,
Afrodite o Plutone. Nella filosofia platonica e socratica, vengono descritti come puri principi
metafisici, Idee o Forme. Essi possedevano una propria esistenza indipendente, in un ambito
inaccessibile ai normali sensi umani. In tempi moderni, C. G. Jung introdusse il concetto di
archetipi nella psicologia moderna, descrivendoli fondamentalmente come principi psicologici (Jung
1959).

L’esistenza di invisibili dimensioni nascoste della realtà è un’idea estranea alla scienza
materialistica, a meno che esse siano materiali riscontrabili in natura, e possano essere rese
accessibili usando dispositivi che ampliano la gamma dei nostri sensi, quali microscopi, telescopi o
sensori rivelatori di vari campi della radiazione elettromagnetica. Inoltre, come abbiamo detto
prima, gli psichiatri accademici adottano una struttura concettuale molto angusta, limitata alla
biografia postnatale e all’inconscio individuale freudiano. Secondo loro, la nozione e – in
particolare – l’esperienza di archetipi è un prodotto patologico del cervello che richiede un
trattamento con i tranquillanti.

Un altro importante ostacolo a una seria considerazione dell’astrologia sta nel pensiero
deterministico della scienza occidentale. L’universo viene considerato come una catena di cause ed
effetti, mentre il principio di causalità è ritenuto ineludibile in tutti i processi dell’universo.

Un’importante ed inquietante eccezione a questa regola sta nel nel fatto che l’origine dell’universo
e il problema della ‘causa di tutte le cause’ vengono raramente menzionati nelle discussioni
scientifiche. Così la causalità è l’unico tipo d’influenza che i critici dell’astrologia sono
generalmente in grado di immaginare e di prendere in considerazione.

E l’idea di un effetto materiale diretto dei pianeti sulla psiche e sul mondo è, naturalmente, non
plausibile e assurda.

Infine, l’enfasi posta dall’astrologia sul momento della nascita non ha alcun senso per la
psicologia e la psichiatria accademiche, che non considerano la nascita biologica un evento
psicologicamente rilevante e non riconoscono il livello perinatale dell’inconscio. Ciò si basa sulla
tesi molto discutibile che il cervello del neonato non può registrare l’impatto traumatico della
nascita, dal momento che il processo di mielinizzazione (formazione degli strati di grassa mielina
che ricoprono i neuroni), al momento della nascita, non è del tutto concluso nel cervello del
neonato.

l’esistenza di esperienze transpersonali che indicano un cosmo animato, permeato di coscienza e di
intelligenza cosmica creativa
la possibilità di esperienza diretta di realtà spirituali, comprese figure e ambiti archetipici
l’esistenza di sincronicità che rappresentano un’alternativa importante e percorribile al principio
di causalità
la critica importanza psicodinamica dell’esperienza natale per la sviluppo psicologico e per la vita
dell’individuo
lo straordinario potenziale predittivo dei transiti astrologici per la natura, le fasi e i contenuti
degli stati olotropici di coscienza

Diversi decenni di ricerca sistematica sugli stati olotropici hanno permesso di raccogliere grandi
quantità di dati che minano alla radice queste fondamentali tesi della scienza materialistica,
mentre portano evidenti appoggi all’astrologia.

Tali osservazioni rivelano:

1. Evidenza di un cosmo animato. Abbiamo già visto in precedenza che lo studio degli stati
olotropici dimostra con grande evidenza che le esperienze transpersonali non possono essere
liquidate come prodotti irrilevanti psicotici. Il fatto che essi consentano di accedere a precise
nuove informazioni su vari aspetti dell’esistenza elimina ogni dubbio che essi siano fenomeni ‘sui
generis’ che mettono in discussione le tesi più fondamentali della scienza materialistica. Essi
rivelano che l’universo è una rete unificata di eventi di coscienza permeata di intelligenza
superiore e riflettenti un ordine più alto. Inoltre, tali esperienze danno evidenza sperimentale al
fatto che la psiche individuale umana non ha confini ed è essenzialmente commisurata a tutto
l’esistente. Così essi confermano il principio fondamentale di molti sistemi esoterici, astrologia
compresa, che il microcosmo rispecchia il macrocosmo.

2. Supporto empirico all’esistenza degli archetipi. Gli stati olotropici offrono un diretto accesso
sperimentale alle dimensioni spirituali (mistiche) dell’esistenza, comprendenti gli archetipi. Ciò è
importante, dato che il concetto di archetipo è essenziale per l’astrologia. Nel ventesimo secolo,
C. G. Jung fece rivivere l’antica idea degli archetipi, introducendoli nella moderna psicologia del
profondo nella forma di principi psicologici, modelli organizzativi primordiali della psiche (Jung
1959).

Sia lui che i suoi seguaci esplorarono e descrissero molto dettagliatamente l’importante ruolo
giocato dagli archetipi nella vita di individui, nazioni e natura. Molti articoli e libri
professionali, come pure letteratura popolare scritta da autori di tendenza junghiana, sostengono
che le nostre caratteristiche e comportamenti personali riflettono la dinamica di potenti principi
archetipici (Shinoda Bolen 1984,1989) e che noi mettiamo in scena dei tipici temi archetipici nella
nostra vita quotidiana (Campbell 1972)

Un’importante caratteristica degli archetipi è di non essere confinati nel cervello umano, ma di
agire da ambiti trascendentali, ed esercitare un’influenza sincronistica sia sulla psiche degli
individui, sia sugli eventi del mondo fisico. Il matrimonio tra astrologia scientifica e psicologia
archetipica, basato sul lavoro di C.G. Jung, rappresenta un progresso straordinario in ambo i campi.
Apporta la precisione matematica dell’astronomia nel mondo creativo ed immaginativo della psicologia
del profondo, arricchendo enormemente le possibilità di speculazioni teoretiche e di predizioni
cliniche.

Psicologi e psichiatri accademici hanno considerato finora l’idea degli archetipi di Jung priva di
fondamento e arrischiata, rifiutandosi di prenderla sul serio.

Comunque, la moderna ricerca sulla coscienza ha confermato l’esistenza di archetipi al di là di ogni
ragionevole dubbio, mostrando che, negli stati olotropici di coscienza, essi possono, in effetti,
essere direttamente sperimentati. Ho pubblicato, in altri contesti, storie di casi che illustrano
come esperienze transpersonali coinvolgenti archetipi possono fornire nuove informazioni sulle
realtà mitologiche di culture sconosciute allo sperimentatore (Grof 1985, 1988, 1992).

3. La scoperta della sincronicità. La tendenza a pensare in termini di causalità è una delle
principali ragioni del violento ripudio dell’astrologia. Ricordo una delle mie accese discussioni
con Carl Sagan sulla psicologia transpersonale, durante la quale mi disse, tra l’altro:”L’astrologia
è un’assoluta sciocchezza; standomene seduto qui, ho su di te un’influenza maggiore di quella che ha
Plutone”. Egli – a questo proposito – chiaramente pensava in termini di masse, distanze, forze
gravitazionali e altri termini fisici. Tale approccio sbaglia completamente il bersaglio. I critici
dell’astrologia come Carl Sagan non comprendono che gli astrologi si servono di un sofisticato
paradigma che suppone una relazione sincronistica tra i pianeti, la psiche umana e gli eventi
esterni. Per comprendere l’astrologia, dobbiamo pensare in termini sincronistici.

Richard Tarnas ed io abbiamo presentato insieme le nostre scoperte sulla relazione tra la psiche e
il cosmo in laboratori di addestramento transpersonale, seminari pubblici ed in corsi accademici
presso l’Istituto di Studi Integrali della California (CIIS), intitolandoli Psiche e Cosmo. La cosa
che abbiamo sempre cercato di chiarire prima di qualsiasi discussione su questa materia è che,
parlando di correlazioni di esperienze ed eventi con movimenti ed aspetti planetari, non intendiamo
in alcun modo influenze causali dei corpi celesti su psiche e avvenimenti umani nel mondo materiale.

L’atteggiamento da assumere in relazione all’astrologia può essere illustrato con un semplice
esempio. Se guardo il mio orologio, che ha l’ora esatta e segna le sette in punto, posso arguire che
tutti gli orologi, sia da polso che non, nella stessa fascia oraria e altrettanto ben regolati,
segneranno anch’essi le sette. Posso inoltre ritenere con ragionevole certezza che, se accendo la
TV, sono in grado di trovare il notiziario delle sette, o che mi si aspetta al ristorante dove ho
riservato un posto per le sette.

Ciò naturalmente non significa che il mio orologio abbia un’influenza diretta sugli altri orologi,
da polso e non, dei dintorni, né che sia la causa delle notizie TV o che interagisca con la
coscienza del personale del ristorante. Tutti questi eventi sono semplicemente sincronizzati con il
tempo astronomico, una dimensione nascosta che agisce ‘dietro la scena’, e che non si può percepire
direttamente.

Allo stesso modo, il pensiero che sta alla base dell’astrologia suggerisce che, nello schema
universale delle cose, i moti planetari e gli aspetti geometrici di questi sono correlati alle
dinamiche archetipiche nascoste che plasmano gli eventi del mondo fenomenico. Dato che i pianeti
sono visibili, essi possono essere usati per arguire cosa sta succedendo nel mondo degli archetipi,
o, secondo l’esempio visto prima, che ‘ora’ è nel mondo archetipico.

Il principio di sincronicità come alternativa importante alla causalità lineare fu per la prima
volta descritto esaurientemente da Carl Gustav Jung. Secondo lui, la sincronicità è un principio di
collegamento acausale che si riferisce a significative coincidenze di eventi distanti nel tempo e/o
nello spazio (Jung 1960). Mentre Jung era interessato, in generale, a peculiari coincidenze della
vita, egli era principalmente attratto da quelle in cui vari eventi esterni erano significativamente
collegati a esperienze interne, come per esempio sogni, fantasie e visioni.

Questa varietà di straordinarie coincidenze fu ciò che egli chiamò sincronicità. Egli definì
sincronicità di questo genere un “verificarsi simultaneo di uno stato psichico con uno o più eventi
esterni che appaiono come paralleli significativi allo stato soggettivo momentaneo”. La sincronicità
può assumere varie forme differenti; alcune di loro collegano gli individui agli eventi in luoghi
separati, altre nel tempo.

A causa della credenza, profondamente radicata, nella causalità come legge centrale della natura,
Jung esitò molti anni prima di pubblicare le sue osservazioni degli eventi che non rientravano in
questo modello. Egli ritardò la pubblicazione del suo lavoro su questo argomento finchè lui ed altri
non ebbero raccolto letteralmente centinaia di convincenti esempi di sincronicità, tali da renderlo
assolutamente sicuro di avere qualcosa di valido da riferire. Per lui fu anche importante ricevere
appoggio al suo concetto di sincronicità da parte di due pionieri della fisica moderna, Albert
Einstein e Wolfgang Pauli. Dal punto di vista della nostra analisi, è interessante che Jung, nel suo
saggio pionieristico Sincronicità: Un Principio di Collegamento Acausale (Jung 1960), discusse
espressamente di astrologia.

Nel lavoro con gli stati olotropici, il verificarsi di sincronicità straordinarie è così comune da
non lasciare dubbi sul fatto che esso rappresenti un’importante alternativa alla causalità come
principio di collegamento. In pratica meditativa, terapia psichedelica, lavoro di respirazione
olotropica e crisi psicospirituali spontanee (‘emergenze spirituali’), i contenuti che sorgono
dall’inconscio e dal superconscio spesso entrano in interazione vivace con vari aspetti della realtà
consensuale. Ciò mette in discussione le nostre tesi fondamentali sulla realtà e disperde
completamente la netta distinzione che noi facciamo normalmente tra il mondo interno e quello
esterno.

Un tipico esempio è l’incidenza di sincronicità straordinarie nella vita di gente coinvolta in
rinascita e integrazione conscia della memoria della nascita biologica. Quando il processo di
esplorazione interna li porta vicino all’esperienza della morte dell’ego, pur senza che questa si
completi, tali individui spesso si imbattono nella vita di ogni giorno in straordinari accumuli di
situazioni pericolose, lesioni e incidenti. E’ importante sottolineare che sto parlando di eventi
causati da altre persone o circostanze esterne e che non sono il risultato di tendenze
autodistruttive da parte dei soggetti stessi.

Quando tali persone vivono nel loro processo interno la morte dell’ego e la rinascita spirituale,
queste situazioni tendono a schiarirsi magicamente come si sono verificate. Sembra che, a questo
stadio di trasformazione personale, l’individuo abbia a che fare col tema della distruzione, ma goda
della possibilità di viverla come processo interno o come reale evento della vita. Ciò è esattamente
quello che gli astrologi osservano in relazione all’effetto di difficili transiti planetari.

Sincronicità egualmente notevoli accompagnano varie forme di esperienze transpersonali. Degli eventi
sincronistici accompagnano di frequente il rivivere esperienze di vite passate. Questi sono pure
molto frequenti nel momento di confronto interno con immagini archetipiche. Quando le persone
coinvolte in un intenso processo interiore hanno a che fare con i temi di Animus, Anima, Vecchio
Saggio o Dea Madre Terribile, spesso compaiono nella loro vita di ogni giorno degli esseri umani che
rispecchiano queste figure in modo fedele.

Analogamente, se una persona vive una potente esperienza sciamanica che coinvolge uno spirito-guida
animale, tale animale può apparire improvvisamente in vari modi nella vita della persona con una
frequenza al di là di qualsiasi ragionevole probabilità Molta gente ha anche vissuto l’esperienza
che, qualora venga coinvolta, in modo disinteressato, in un progetto ispirato dagli ambiti
transpersonali della psiche, c’è una tendenza al verificarsi di sincronicità stupefacenti e al
rendere sorprendentemente facile il loro lavoro. Io stesso ho sperimentato e descritto esempi di
questo tipo.(Grof 1998).

4. Significato psicologico della nascita. Il lavoro con gli stati olotropici ha corretto il
sorprendente equivoco della psichiatria accademica secondo cui il parto biologico deve causare un
danno irreversibile alle cellule cerebrali perché ci sia una qualsiasi conseguenza su condizioni
mentali, vita emotiva e comportamento dell’individuo. Come visto in precedenza, questa esperienza
stimolante lascia una traccia emotiva e una sensazione fisica importanti che, interagendo con gli
eventi postnatali, intervengono sullo sviluppo di vari disordini emozionali e psicosomatici.
Inoltre, lo schema complessivo della nostra nascita tende anch’esso a riflettersi nel modo in cui
trattiamo le vicende della vita e affrontiamo impegni e progetti importanti. Abbiamo già visto che
le matrici perinatali nella psiche degli individui possono avere un ruolo importante nell’impegno di
questi in eventi sociopolitici e movimenti culturali collettivi.

Queste osservazioni costituiscono un importante sostegno per l’astrologia, che attribuisce un grande
significato al momento della nascita e alla forte traccia di questo nella psiche dell’individuo.
Esse sono anche collegate a un altro principio basilare dell’astrologia, il quale definisce
esattamente la relazione tra eventi di grande importanza e avvenimenti della vita individuale.

Ciò suggerisce una correlazione tra i principali movimenti ed avvenimenti della storia umana con le
posizioni planetarie e le loro interrelazioni reciproche. Il grado e la natura della partecipazione
individuale a tali eventi collettivi e i particolari incidenti della loro vita riflettono poi i loro
transiti planetari personali. Questi, a loro volta, rappresentano la relazione tra i transiti del
mondo ed il tema natale personale. Ritorneremo sull’argomento più avanti, nella discussione dei
principi base dell’astrologia.

5. Correlazioni tra stati olotropici e transiti planetari. Mentre tutte le precedenti osservazioni
indicano una visione del mondo e una teoria della personalità fondamentalmente concordi con
l’astrologia, la ricerca sugli stati olotropici ha anche fatto accumulare straordinarie evidenze
specificamente a sostegno di importanti tesi fondamentali dell’astrologia. Essa ha mostrato
corrispondenze sistematiche tra natura e contenuti di stati olotropici di coscienza con transiti
planetari degli individui coinvolti.

La prima indicazione della possibilità dell’esistenza di qualche straordinaria relazione tra
l’astrologia e la mia ricerca sugli stati olotropici fu la comprensione da parte di Richard Tarnas
che la mia descrizione della fenomenologia delle quattro matrici perinatali, basata su osservazioni
fatte in modo del tutto indipendente molti anni prima che io avessi alcuna nozione di astrologia,
mostra sorprendenti analogie con la descrizione degli archetipi astrologici associati ai quattro
pianeti esterni del sistema solare.

L’aspetto positivo della BPM I, il rivivere episodi di esistenza intrauterina indisturbata, con la
sua enfasi sulla scomparsa di limiti, estasi oceanica, sentimenti cosmici di unità, trascendenza e
dimensioni mistiche della realtà, è nettuniano senza ombra di dubbio. Lo stesso vale per l’aspetto
negativo della BPM I, associato a esperienze regressive di disturbi prenatali. Qui la scomparsa di
limiti non è mistica, ma psicotica in natura; conduce a confusione, delusione, senso di
avvelenamento chimico e percezione paranoide della realtà. Abbiamo anche discusso precedentemente i
collegamenti tra questa matrice e intossicazione o dipendenza alcolica o narcotica. Tutte queste
sono qualità descritte dagli astrologi come il lato d’ombra dell’archetipo di Nettuno.

Importanti caratteristiche della BPM II sono la preoccupazione dell’invecchiamento e della morte, di
difficili prove e dura fatica, depressione, costrizione e miseria. Questa matrice produce sentimenti
di inadeguatezza, inferiorità e colpa. Si associa a scetticismo e a una visione dell’esistenza
profondamente pessimista, a devastanti crisi relative al significato, a incapacità di godere di
qualsiasi cosa e a perdita di ogni collegamento con la dimensione divina della realtà. In
astrologia, tutte queste qualità vengono attribuite all’archetipo di Saturno.

La precisa corrispondenza astrologica con gli aspetti sperimentali della BPM III è particolarmente
straordinaria e sorprendente, dato che questa matrice rappresenta un’insolita combinazione di
elementi, caratteristica dello stadio finale della nascita biologica – inesorabile spinta di una
forza motrice elementare, urto di energie titaniche, estasi dionisiaca, nascita, sesso, rinascita,
eliminazione e scatologia. Astrologicamente, tutti attributi dell’archetipo di Plutone.

E infine, la fenomenologia della BPM IV è strettamente collegata all’archetipo di Urano. E’
caratterizzata da tratti distintivi quali risoluzione inaspettata e sorprendente di una situazione
difficile, limiti dirompenti e trascendenti, visioni illuminanti, epifania prometeica e elevazione a
un nuovo livello di consapevolezza e coscienza.

Ancora più sorprendente della messa in evidenza, da parte di Richard Tarnas, di questi straordinari
paralleli tra la fenomenologia delle matrici perinatali e gli aerchetipi planetari, fu la scoperta
che negli stati olotropici il confronto sperimentale con queste matrici effettivamente si verifica
con regolarità nel momento in cui gli individui coinvolti subiscono importanti transiti dei pianeti
corrispondenti. Dopo anni, siamo ora in grado di confermare tale rapporto con migliaia di
osservazioni specifiche. Ciò risultò essere la ricercatissima pietra di Rosetta della ricerca di
coscienza, che fornì la chiave per la comprensione della natura e del contenuto degli stati
olotropici, sia spontanei che indotti. Ciò rese anche possibile fare predizioni notevolmente precise
sul contenuto archetipico di sessioni psichedeliche e olotropiche.

Il sistema di riferimento di cui sto parlando implica mutue relazioni angolari tra dieci astri
(sole, luna e otto pianeti) nel tema natale (aspetti) e le relazioni angolari tra le posizioni
natali degli stessi dieci corpi celesti e le relative posizioni in qualsiasi momento particolare
(transiti). Inoltre, anche le relazioni di questi astri rispetto a un sistema di coordinate che
comprenda l’asse ascendente/discendente e l’asse zenit/nadir giocano pure un ruolo importante in
astrologia.

Stiamo perciò parlando di una struttura concettuale e di un sistema di riferimento di notevole
complessità. Io non ho la possibilità di rendere giustizia a questo affascinante tema, esponendolo
in modo comprensibile nel contesto di questo libro. Inoltre, presumo che molti lettori abbiano solo
una conoscenza superficiale dell’astrologia, e altri nessuna. Questo compito dovrà quindi essere
riservato a una prossima pubblicazione specificatamente dedicata a questo argomento, che io spero di
scrivere in futuro insieme a Richard Tarnas.

A questo punto, rinvio coloro che sono interessati ad approfondire l’argomento a fonti già fornite
da esperti del campo e in particolare al lavoro di Robert Hand e Richard Tarnas. Robert Hand ha
scritto un libro fondamentale sulla comprensione dei transiti planetari (Hand 1976). Il capolavoro
di Richard Tarnas, La Passione della Mente Occidentale (Tarnas 1991), sullo sviluppo del pensiero
europeo dai presocratici fino ai tempi postmoderni, ha un seguito documentato in modo estremamente
rigoroso, intitolato Psiche e Cosmo, che fornisce le correlazioni astrologiche con questo lavoro
(Tarnas, in stampa). Il libro di Tarnas Prometeo, Colui che Ridesta (Tarnas 1995), che indaga sul
significato archetipico del pianeta Urano, è un ottimo esempio del suo approccio alla psicologia e
alla astrologia archetipiche.

Per il motivo descritto sopra, una discussione piena e esauriente sull’importanza dell’astrologia
nella ricerca sulla coscienza, in psichiatria e in psicologia va al di là dello scopo di questo
scritto. Comunque, l’argomento è di importanza talmente fondamentale per il lavoro sugli stati
olotropici, che io voglio almeno offrire un breve schizzo dei principi fondamentali dell’astrologia
e del suo utilizzo in questo campo.

Spero che ciò creerà interesse nei lettori che non hanno familiarità con questa disciplina e che li
spingerà a cercare ulteriori informazioni nella ricca letteratura astrologica. Naturalmente, la
definitiva convalida di questo straordinario strumento richiede una personale esposizione
all’astrologia, sia nel ruolo di cliente di un astrologo esperto e con buone basi, sia, ancora
meglio, apprendendo l’astrologia tanto a fondo da essere in grado di fare da sé le proprie
osservazioni.

Il tema natale, o oroscopo, è un’immagine bidimensionale della situazione celeste nel momento in cui
una persona nasce. Si tratta di un cerchio diviso in quattro quadranti da un asse orizzontale e uno
verticale. La circonferenza di questo cerchio è suddivisa in 360 gradi e in dodici segmenti di 30
gradi, ciascuno dei quali assegnato a uno dei dodici segni zodiacali. E’ questo lo sfondo generale
sul quale l’oroscopo mostra le posizioni dei pianeti alla nascita e le relazioni angolari fra di
essi.

I pianeti rappresentano i principi archetipici fondamentali, ovvero le forze, e le loro relazioni
angolari, o aspetti, riflettono l’interazione tra questi archetipi. In astrologia, ci sono dieci
‘pianeti’, dato che tale termine serve anche per il sole e la luna. Ciò è coerente con il
significato originale della parola greca ‘planetes’, che significa ‘vagante’, un corpo celeste che
ha una propria traiettoria autonoma e non segue il movimento complessivo dei cieli. Come i pianeti,
i segni astrologici sono collegati a una specifica energia archetipica.

I quattro punti in cui le coordinate toccano la circonferenza del cerchio hanno un significato
speciale. Sono chiamati ‘ascendente, discendente, medium coeli o zenit e nadir’. Il pianeta che sta
alzandosi sull’orizzonte nel momento della nascita compare nel tema vicino all’ascendente, quello
che si trova proprio sopra la testa allo zenit e quello che sta tramontando verrebbe segnato sul
discendente. Il pianeta posto sul fondo del tema starebbe sotto i piedi, nella parte invisibile del
cielo. Se un pianeta si pone, alla nascita di una persona, entro una stretta orbita da questi
quattro punti, si ritiene che l’archetipo corrispondente abbia un’influenza particolarmente forte
sulla vita di tale individuo.

Rivediamo in breve le qualità degli archetipi collegati ai singoli pianeti e delle loro specifiche
energie iniziando dai due astri Sole e Luna.

Il Sole rappresenta il principio centrale dell’energia vitale e dell’identità personale, il nucleo
splendente della personalità, o la coscienza di sé. Governa inoltre la volontà personale e la
tendenza a esprimersi come individuo autonomo. L’energia archetipica del Sole è maschile, o yang, in
natura, e il sole può pure rispecchiare importanti figure maschili nella nostra vita. Gli archetipi
di qualsiasi pianeta che col sole formi degli aspetti significativi avranno un’influenza
particolarmente forte sulla vita e sul carattere della persona.

Per contrasto, la Luna riflette i nostri lati nascosti all’ego cosciente, la matrice profonda ed il
sé psicosomatico. E’ strettamente collegata ai lati emozionalmente e istintivamente reattivi della
personalità, come pure agli aspetti della psiche di cui non abbiamo coscienza. Tale archetipo
s’associa al principio femminle, o yin, alla prima relazione tra madre e figlio e all’infanzia, a
importanti figure femminili nella nostra vita e al retaggio ancestrale. Gli archetipi dei pianeti
che con la luna formano aspetti importanti tendono ad assumere significati particolari nella vita
della persona; ciò si manifesterà nelle parti della vita governate dalla Luna.

L’archetipo di Mercurio rappresenta intelletto, ragione o Logos. Sovrintende alle attività mentali,
alle capacità di percezione e apprendimento, per concettualizzare e articolare idee e per usare
parole e linguaggio. E’ pure associato all’abilità di spostarsi, di trasportare, di prendere
contatto con gli altri, mettersi in relazione con essi e comunicare idee. Importanti aspetti tra
Mercurio e altri pianeti riflettono il modo in cui essi ricevono e trasmettono informazioni, la
natura della loro attività intellettuale e il punto focale della loro educazione. L’espressione
mitologica di quest’archetipo è il dio greco Hermes (il romano Mercurio), messaggero degli dei e
psicopompo, che cioè guida le anime tra le realtà.

L’archetipo di Venere è soprattutto associato al principio di amore, o Eros. Trova la sua
espressione nell’aspetto yin di sensualità e sessualità, nel desiderio di romanticismo, di
associarsi e di avere rapporti sociali, nel processo di attrazione di altri o da parte di altri.
Venere governa anche la sensibilità estetica e la sua espressione in attività artistiche, oltre che
nella ricerca di armonia. I principali aspetti che collegano Venere ad altri pianeti mostrano
significative correlazioni con la capacità di dare e ricevere affetto ed amore, con la natura delle
nostre relazioni sociali e specialmente dei coinvolgimenti romantici, e con interessi, talenti,
impulsi artistici e abilità d’espressione. Quest’archetipo trova la sua espressione mitologica nella
figura greca di Afrodite, la Venere romana, dea dell’amore e della bellezza.L’archetipo di Marte
rappresenta il principio dell’energia dinamica, dell’impulso a intraprendere e a comandare.
Nell’ambito materiale, è associato alle forze della natura e della tecnologia, alle guerre e a altri
eventi potenti e violenti, a vitalità e prodezza atletica, come pure all’ aspetto yang della
sessualità. Nella psiche, interviene su ambizione, autoritarietà, competività, coraggio, rabbia e
violenza. Importanti aspetti di transiti coinvolgenti Marte tendono a coincidere con comportamenti
aggressivi, conflitti e scontri, oltre che con la disposizione ad essere impulsivi e ingiuriosi.
Nella mitologia, Ares, il romano Marte, è il dio della guerra.

Giove è l’archetipo associato a crescita, espansione, successo, felicità e buona fortuna. Governa la
tendenza all’ottimismo, all’esperienza dell’abbondanza, conseguenza di ciò che è migliore e più
alto, alla generosità e alla magnanimità. Inoltre, è collegato a apertura d’animo, aspettative di
grande respiro, alti livelli morali e ideali filosofici, ricchezza intellettuale e vastità
culturale. A causa di queste caratteristiche, ci si riferisce spesso a Giove come al Grande
Benefico. Il suo lato in ombra è eccessiva indulgenza, esagerata opinione di sé, eccentricità,
stravaganze ed eccessi d’ogni genere. Giove (il greco Zeus) è la massima deità del panteon romano ed
il re degli dei dell’Olimpo.

L’archetipo planetario di Saturno è – sotto molti aspetti – l’opposto polare di Giove. Spesso
chiamato Grande Malefico, Saturno – nei suoi aspetti negativi – rappresenta restrizione,
limitazione, scarsità, penuria, sfinimento, oppressione, repressione, inferiorità, colpa e
depressione. Mitologicamente, Saturno è una deità romana spesso identificata con il dio greco
Cronos; è così associato a provvisorietà, invecchiamento, morte, termine delle cose, Padre Tempo e
Mietitore Mostruoso.

Comunque, l’archetipo di Saturno ha un’importante funzione positiva come principio essenziale su cui
fondare la nostra esistenza quotidiana, dato che governa struttura, realtà materiale di cose, ordine
e sequenza lineare di eventi. In relazione al processo di nascita biologica (e al processo
psicospirituale morte-rinascita), rappresenta lo stadio in cui le contrazioni uterine comprimono
periodicamente il bambino, ma la cervice è ancora chiusa e sembra non esserci via d’uscita (nessuna
uscita).

Nella vita personale, Saturno rappresenta affidabilità, resistenza, maturità, responsabilità e
fedeltà. E’ anche il principio che ci mette di fronte alle conseguenze delle nostre azioni in questa
vita, come nelle precedenti incarnazioni, e rappresenta l’elemento di superego, legge morale,
coscienza e giudizio. I principali aspetti di Saturno suggeriscono le sfide critiche che
incontreremo nella vita, ma definiscono anche il lavoro che dovremo svolgere nel mondo e offrono
importanti occasioni di crescita. I transiti che interessano Saturno segnano in modo tipico periodi
di sviluppo critici nella vita e tempi di ‘dura fatica’. Portano difficili prove e tribolazioni
personali, ma forgiano anche strutture durevoli e guidano a importanti compimenti.

L’archetipo associato al pianeta Urano non sembra corrispondere al dio greco Urano (il Cielo), che
divorò i suoi figlioletti e fu castrato da Cronos su richiesta di Gaia. Come mostrato da Richard
Tarnas (1995), le proprietà dell’archetipo planetario di Urano si possono intendere al meglio nei
termini della figura mitica di Prometeo, il Titano che rubò il fuoco dal cielo per dare più libertà
all’umanità.

Urano rappresenta il principio dell’improvvisa sorpresa, di ribellione contro lo status quo, di
attività rivoluzionaria, liberazione, risveglio spirituale, drastici cambiamenti emozionali e
intellettuali. Inoltre, determina il crollo improvviso di strutture radicate, individualismo e
originalità, intuito rivoluzionario, genio creativo, inventiva e tecnologia. In relazione al
processo della nascita biologica, Urano collega più strettamente allo stadio finale del parto, in
cui sconforto e pressioni sono al massimo e vengono risolti in una liberazione esplosiva.

Il lato d’ombra dell’archetipo di Urano (Prometeo) trova la sua espressione in anarchia, eccentrità
priva d’immaginazione e esibizioni indiscriminate contro limitazioni e leggi d’ogni tipo.

Nelle persone prive di acume psicologico e spirituale che tentano di resistere al suo impatto
archetipico, può pure accompagnarsi a cambiamenti di vita dirompenti, in cui si è vittime passive e
derelitte, invece che entusiasti agenti del cambiamento.

Quando Urano è in un aspetto importante rispetto a un altro pianeta, esso tende a liberare il suo
archetipo planetario nella piena espressione, spesso in modi che risultano improvvisi, inattesi,
inusuali, sorprendenti e stimolanti.

L’archetipo di Nettuno si collega allo sciogliersi dei limiti – tra il sé e gli altri, il sé e la
natura, il sé e l’universo, tra il mondo materiale e altre realtà, tra sé e Dio. E’ l’archetipo di
unione mistica, di coscienza cosmica, di ambiti immaginali e spirituali. Comunque, lo scioglimento
di limiti non significa necessariamente trascendenza. Il lato d’ombra di Nettuno lo collega a
perdita di basi, fuga dalla quotidianità verso la fantasia, auto-inganno, illusione, delusione,
distorsione psicotica della realtà, e confusione neile persone dipendenti da alcol e droghe.

Nettuno trova la sua espressione nella felicità trascendentale della mistica, ma anche nel divino
gioco di maya che ci imprigiona nel mondo samsarico, può manifestarsi nella suprema chiarezza
dell’esperienza mistica, come anche nella confusione della psicosi. Sta come fondamento
dell’altruismo del santo e dello yogi, ma può condurre alla perdita dell’individualità, da cui
derivano disorientamento e impotenza.

Nettuno è l’archetipo dei sogni e delle aspirazioni idealistiche, della guarigione fisica e
psicologica, del desiderio spirituale, dell’intuizione elevata, della percezione extrasensoriale e
dell’immaginazione creativa. Quando un pianeta si trova in un’aspetto importante rispetto a Nettuno,
il suo archetipo tende a essere più sfumato, idealizzato o spiritualizzato. Dato che la figura
mitologica corrispondente è il dio romano dell’oceano, Nettuno (il greco Poseidon), quest’archetipo
è strettamente collegato all’acqua, sia all’ambiente amniotico nel grembo materno, che ai fluidi
corporali o ai laghi e agli oceani.

Plutone è l’archetipo dell’energia primordiale – il principio dinamico che sta dietro la creazione
cosmica, la forza universale della vita che promuove l’evoluzione in natura e nella società umana
(Kundalini Shakti), come anche l’energia della distruzione (la Divoratrice Dea Madre Kali). Dirige i
fondamentali processi biologici di nascita, sesso e morte, il processo di trasformazione di morte e
rinascita psicospirituale, e le forze dell’istinto in corpo e psiche (l’Es freudiano). Plutone
rispecchia l’elemento ctonio, il mondo sotterraneo, sia nel senso fisico letterale (sotterranei,
infrastruttura della metropoli), che in senso metaforico (distretti a luci rosse, criminalità
organizzata), in senso psicologico (inconscio) o archetipico/mitologico

In relazione al processo della nascita biologica e al suo omologo psicospirituale, il processo di
morte-rinascita, Plutone corrisponde allo stadio in cui il bambino viene espulso di forza dal corpo
materno e sperimenta nel canale della nascita una lotta tra vita e morte. In questo momento, si
scatenano potenti energie fisiche e intense energie istintive (libidiche e aggressive)..
Mitologicamente, Plutone (il romano Ade) è il dio greco del mondo infero.

Quando Plutone è in aspetto con un altro pianeta, tende a intensificare e potenziare l’archetipo di
tale pianeta, al punto da diventare un’importante influenza o persino una forza coercitiva nella
vita dell’individuo. Ciò può produrre vari scontri e conflitti di potere, ma anche profonde
trasformazioni.

Finora ho brevemente descritto le specifiche caratteristiche individuali dei dieci archetipi
planetari, combinando la conoscenza astrologica tradizionale con alcune acute aggiunte e
perfezionamenti di Richard Tarnas. Comunque, quel che interessa gli astrologi pratici non sono le
sole qualità degli archetipi, ma anche gli aspetti, i loro rapporti angolari nel tema natale, e i
transiti, le relazioni angolari che si creano durante la vita tra le posizioni variabili dei pianeti
e la loro posizione alla nascita.

Il tema natale mostra la configurazione archetipica generale che governa la nostra personalità e la
nostra vita nel suo insieme. Essa indica dove possiamo prevedere tensioni ed attriti tra i principi
archetipici implicati o, al contrario, un’armoniosa cooperazione fra essi. Comunque, l’oroscopo
natale resta lo stesso per tutta la vita e non ci dà, di per sé e da solo, nessuna informazione sui
cambiamenti cui siamo soggetti in varie fasi e periodi della nostra vita. Come sappiamo, ci sono
ampie differenze nella qualità dell’esperienza della nostra vita di anno in anno, di mese in mese, o
anche di giorno in giorno. Gli astrologi affermano che i cambiamenti di campi archetipici che, nel
corso del tempo, governano la nostra vita, sono in relazione con i moti planetari e si possono
quindi predire. Tali correlazioni sono il soggetto di una branca dell’astrologia detta dei transiti.

(per gentile concessione dell’autore ) Stanislav Grof

Traduzione dall’inglese a cura di katia soliani e augusta uccelli

Copyright per la traduzione in lingua Italiana Maggio 2000 – www.olotropica.it

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