Psiche e Cosmo (TERZA PARTE) di Stanislav Grof

pubblicato in: AltreViste 0

Psiche e Cosmo (TERZA PARTE) di Stanislav Grof

Capitolo omesso nella traduzione italiana del libro
edito dalla RED ” Il gioco Cosmico ”
e gentilmente messo a disposizione dal Prof. Stanislav Grof

Stati Olotropici , Psicologia Archetipica e Astrologia dei Transiti

KAREN

Karen era una graziosa donna di quasi trent’anni, bionda e snella, che dava un’immagine di bellezza
tenera e sognante. Esteriormente, appariva piuttosto timida e tranquilla, ma era molto brillante e
fisicamente attiva. Aveva avuto un’infanzia difficile; sua madre si suicidò quando lei aveva tre
anni; lei crebbe con un padre alcolizzato e con la seconda moglie. Lasciò la casa a quasi vent’anni,
attraversò periodi di depressione e dovette combattere periodicamente la bulimia.

Viaggiò, studiò e s’innamorò della danza jazz, diventando una ballerina provetta e di tanto in tanto
insegnante. Le piaceva cantare e sviluppò una competenza professionale come massaggiatrice
qualificata. Karen si stabilì in campagna, dove incontrò e cominciò a vivere con Peter, un uomo
gentile e premuroso; benchè non sposati, ebbero una figlia, Erin, alla quale sono entrambi molto
affezionati.

La storia di Karen rappresenta la fine più drammatica del continuo, tra una manifestazione
spirituale graduale e delicata e l’estrema crisi di un’emergenza spirituale. Anche così, molti degli
esiti della sua esperienza valgono per chiunque subisca un processo di trasformazione. Gran parte
della nostra descrizione rappresenta fatti osservati direttamente da noi.

Nella crisi di Karen c’erano tutti gli elementi di una vera emergenza spirituale. La crisi durò tre
settimane e mezza, interruppe completamente la sua normale attività, e si rese necessaria
un’assistenza continua Dopo alcuni giorni della sua emergenza spirituale, alcuni suoi amici, che
erano al corrente del nostro interesse in questo campo, ci chiesero di prenderci cura di lei. Noi la
vedemmo quasi ogni giorno durante le ultime due settimane e mezza di questo episodio.

Come per molte emergenze spirituali, l’avvento della crisi di Karen fu rapido e inatteso, e Karen fu
così assorbita e sovrastata dalle sue esperienze da non poter prendersi cura né di sé, né della
figlia di tre anni che abitava col padre. Gli amici della comunità dove lei viveva decisero che,
invece di farla ricoverare, si sarebbero impegnati a fare turni, prendendosi cura di lei
ventiquattro ore al giorno.

Karen fu spostata dalla sua casa e portata a turno in una camera dell’abitazione di vari suoi amici.
Questi poi istituirono un “servizio di assistenza”: due persone alla volta si impegnavano per turni
di due fino a tre ore ogni ventiquattro ore. Fuori dalla porta, si teneva un’agenda sulla quale gli
assistenti firmavano all’entrata ed all’uscita, e annotavano le loro impressioni sulle condizioni di
Karen, ciò che aveva detto o fatto, che liquidi o cibi aveva consumato e quale comportamento poteva
prevedersi per la coppia susseguente.

Nella prima giornata della sua esperienza, Karen osservò che la sua visuale divenne improvvisamente
più chiara, non più così “fiacca e confusa” come d’abitudine. Udiva voci femminili che le dicevano
come lei stesse entrando in un’esperienza favorevole e importante. Per parecchi giorni, il corpo di
Karen irradiò un tremendo calore, mentre lei aveva visioni di fuoco e di campi rossi e a volte si
sentiva consumata dalle fiamme. Per calmare la tremenda sete di cui soffriva a causa delle fiamme,
beveva grandi quantità di acqua.

Sembrava che fosse trascinata attraverso la sua esperienza da un’enorme energia che le scorreva
dentro, portandola a vari livelli dell’inconscio e a ricordi, emozioni ed altri sentimenti, e
sensazioni in questi contenuti. Divenuta molto infantile, rivisse eventi biografici come il suicidio
della madre e i susseguenti maltrattamenti inflittile dalla matrigna. Una volta, il ricordo
infantile di colpi infertile con una cinghia si modificò improvvisamente, e lei si sentì un nero
africano sofferente, frustato su un’affollata nave di schiavi.

Passò soffrendo attraverso il dolore fisico ed emotivo della propria nascita biologica, e rivisse
ripetutamente il parto di sua figlia. Visse molte volte e in varie forme la morte, e la sua
preoccupazione per la morte allarmò i suoi assistenti, che temevano tentativi di suicidio. Comunque,
una tale eventualità era improbabile, date le misure di sicurezza adottate, per l’ambiente e per
l’attenta scelta delle persone d’assistenza. Tutte le persone addette la sorvegliavano da presso,
standole sempre vicine ed incoraggiandola a vivere le sue esperienze dentro di sè, invece di
metterle in atto.

A volte, Karen si sentiva in comunicazione con la sua defunta madre, oltre che con un amico morto in
un incidente proprio un anno prima. Ella disse che li rimpiangeva e che aspirava a raggiungerli.
Altre volte, si sentiva osservare altre persone che morivano, o lei stessa morente.

Dicendole che era possibile fare l’esperienza simbolica della morte senza effettivamente morire
fisicamente, i suoi assistenti le chiesero di tenere gli occhi chiusi, incoraggiandola a
sperimentare in modo completo e internamente queste sequenze di morte, ed a esprimere le conseguenti
difficili emozioni. Ella accettò, e rapidamente passò dall’intenso confronto con la morte ad altre
esperienze.

Per un paio di giorni, Karen fu sconvolta da sequenze contenenti elementi del Male. A volte sentiva
di essere un’antica strega che partecipava a riti magici sacrificali: altre volte sentiva dentro di
sé un terribile mostro. Quando la diabolica bestia espresse le sue energie infernali, inondò la
camera di rabbiose parole, rotolando sul pavimento e facendo facce feroci. I suoi assistenti,
rendendosi conto che lo sfogo non era contro di loro, la protessero e l’incoraggiarono ad esprimersi
ancora.

Talvolta la sua esperienza interessava la sensualità. Dopo aver rivissuto alcuni ricordi traumatici
del proprio vissuto sessuale, sentì nel bacino una forte sorgente d’energia. Dopo aver considerato
la sessualità come un basso impulso istintivo, fece una profonda esperienza spirituale, nella quale
scoprì la stessa presa di coscienza offerta da certe tradizioni esoteriche, in particolare dal
Tantra: l’impulso sessuale non è semplicemente una spinta biologica, ma anche una forza divina e
spirituale. Si sentiva la prima donna cui era concessa questa consapevolezza, ed espresse una nuova
riverenza verso il suo ruolo mistico di madre dispensatrice di vita. In un altro periodo, Karen si
sentì unita alla terra ed alla sua gente, e di entrambi temeva che fosse prossima la distruzione.
Ebbe la sensazione che il pianeta e la sua popolazione si avviassero verso l’annichilimento ed
espresse chiare e mature intuizioni sulla situazione del mondo. Vide effigi di capi di stato
sovietici ed americani mentre tenevano le dita “sul bottone”, e formulò commenti azzeccati e spesso
spiritosi sulla politica internazionale.

Per parecchi giorni, Karen attinse direttamente a una forte corrente di creatività, esprimendo molte
sue esperienze sotto forma di canzoni. Era sorpendente constatare che, quando un tema interno
affiorava nella consapevolezza, ne faceva una canzone o ne richiamava una dalla memoria, cantando
piacevolmente di sé stessa nella fase che attraversava.

Karen era estremamente medianica, altamente sensitiva ed acutamente sintonizzata sul mondo
circostante. Era in grado di “vedere dentro” tutti quelli che la circondavano, spesso prevedendone
commenti ed azioni. Una volta, un assistente aveva parlato di Karen prima di andare da lei. Entrando
nella stanza, fu sorpreso dalla precisione con cui Karen ricostruì la sua conversazione. Con grande
scoraggiamento degli interessati, lei commentava con molta franchezza gli scambi interpersonali che
vedeva svolgersi, ed affrontava immediatamente chiunque fosse troppo controllato o rigido, o
rifiutasse di collaborare con questi.

Dopo circa due settimane, qualcuna delle situazioni difficili e dolorose cominciò a diminuire, e
Karen ebbe esperienze sempre più favorevoli e sopportabili, sentendosi via via più collegata ad una
sorgente divina. Vide dentro di sé un gioiello consacrato, una perla luminosa che sentì simbolizzare
il suo vero centro, e passò molto tempo parlandole con tenerezza e carezzandola. Riceveva istruzioni
da una fonte interna come avere amore ed attenzioni per sé stessa, e sentì che le ferite emotive che
aveva sofferto nel cuore e nel corpo stavano guarendo. Diceva di sentirsi speciale, “neonata”,
avendo attraversato una “seconda nascita”, ed osservava: “Sto aprendomi alla vita, all’amore, alla
luce e al sé”.

Quando Karen cominciò ad uscire dalla sua esperienza, divenne sempre meno assorbita dal suo mondo
interno, e più interessata a sua figlia e alle persone che vivevano con lei. Cominciò a mangiare e a
dormire più regolarmente, e progressivamente divenne capace di occuparsi delle sue necessità
quotidiane. Voleva ultimare la sua esperienza e tornare a casa, e si rese conto chiaramente che le
persone che la circondavano erano anch’esse pronte alla fine dell’episodio. Fra Karen e i suoi
aiutanti fu raggiunto un accordo: cioè essa avrebbe cercato di assumere nuovamente la responsabilità
della cura giornaliera di sé stessa e di sua figlia.

Come nel caso di Flora, il tema natale di Karen è dominato da un forte stellium che coinvolge
quattro pianeti (Venere, Plutone, Mercurio e Marte), tutti congiunti nel ristretto campo di 8 gradi.
Un altro aspetto importante del suo tema natale sta nella stretta congiunzione tra Urano e Sole.
Tutti i sei pianeti interessati in questi aspetti stanno in Leone. Sorprendentemente, l’enorme
energia e potenziale insiti in questo tema non si manifestarono pienamemente finchè non furono
attivati da importanti transiti dei pianeti esterni. Ciò potrebbe essere in parte dovuto all’effetto
d’inibizione di Saturno che, nel suo tema natale, è in quadratura con la congiunzione Plutone/Venere
di Karen.

La pesante influenza di materiale del profondo inconscio (e superconscio) che caratterizza
l’episodio di emergenza spirituale di Karen fu resa possibile dalla quadratura tra Nettuno e Sole
del suo tema natale. Come per la congiunzione Sole/Nettuno di Flora, Sole/Nettuno di Karen indica un
ego molto “permeabile”, vulnerabile all’invasione di materiale dagli ambiti transpersonali.
Ulteriori fattori importanti nell’episodio di Karen furono il transito di Plutone, che quadrava la
sua congiunzione Urano/Sole ed attivava le energie prometeiche dell’archetipo di Urano, e il
transito di Urano che rilasciava una combinazione di energie archetipe, dovute alla quadrupla
congiunzione dello stellium.

In ottobre e novembre 1986, il transito di Plutone scatenò una creatività spettacolare inerente alla
combinazione Sole/Urano (archetipo della “stella”, come esemplificato dai temi natali di Mick Jagger
e Madonna) e influenzata da Plutone, Marte, Mercurio e Venere. Con un’ incessante espansione di
energia, che si traduceva in un susseguirsi di idee e in logorrea, Karen creava spiritosi
neologismi, doppi sensi e giochi di parole, e intere canzoni nuove. Spesso accompagnava canto e
produzione verbale con gesti, smorfie e danze altamente originali.

Una carica di straordinaria aggressività (Plutone e Marte) trovò espressione in esperienze che
ritraevano varie scene di maltrattamenti subiti da Karen nell’infanzia e nella minore età, e in vite
passate, come pure in parole offensive rivolte a varie persone presenti. Il suo umore sarcastico,
brillante ed incisivo, attaccava senza pietà debolezze e difetti che tali persone tentavano di
nascondere, o di cui non erano neppure consapevoli. Le sue esternazioni abbondavano di parole di
quattro lettere di natura sessuale e scatologica. Tutte queste manifestazioni sono caratteristiche
di una combinazione Plutone, Marte e Mercurio.

L’archetipo plutonico introduce elementi della BPM III e spiega manifestazioni quali l’eruzione di
potenti energie vulcaniche, ondate di calore, identificazione sperimentale con un animale selvatico,
sequenze demoniache ed impulsi sessuali che coprono il vasto campo che va dal gesto osceno al
risveglio di Kundalini e a esperienze tantriche. La combinazione Plutone/Venere/Marte è la
costellazione archetipa caratteristica dell’aggressione sessuale manifestata in molte occasioni da
Karen.

Un altro importante fattore astrologico nella situazione di Karen sta nel fatto che, avendo un’età
di 29 anni, all’epoca di quest’episodio stava a metà del suo ritorno di Saturno (il transito di
Saturno è a un solo grado dal suo Saturno natale). Come nel caso di Flora, ciò sta ad indicare la
fine di un intero ciclo di vita e l’inizio di uno nuovo; contribuisce anche a cambiamenti duraturi
provocati da questa trasformazione.

Questi sono solo due esempi della notevole correlazione esistente fra esperienze olotropiche e
transiti planetari da noi riscontrati regolarmente in individui che sperimentavano varie forme di
stati di coscienza non ordinari. Non mi illudo che queste illustrazioni, estratte dal contesto di
complessi temi natali, come pure ricavate e staccate da esperienze olotropiche dal vivo, saranno in
grado di convincere i lettori che non abbiano già familiarità con l’astrologia. La civiltà
euro-americana sta sotto un’influenza della scienza materialistica così forte che, in genere,
occorrono anni di ricerca sugli stati olotropici, e di intenso interessamento personale ad essi
prima di riuscire a romperne l’incantesimo e di accettare la radicale revisione che si deve fare
nella nostra comprensione della psiche umana e della natura della realtà per adattarla ai nuovi
dati.

Non sorprende che tale processo sia così difficile e incontri tante resistenze. L’ampia schiera di
osservazioni provocatorie degli stati olotropici e dell’astrologia non può essere trattata con un
piccolo raffazzonamento concettuale o un occasionale adattamento cosmetico servendosi di ipotesi di
second’ordine ad hoc. Esso richiede una drastica revisione che frantumi e sostituisca i più
fondamentali assunti metafisici e convinzioni della scienza materialistica. Le implicazioni
specifiche per psicologia e psichiatria vanno molto oltre quanto già discusso in precedenza – un
modello della psiche molto ampliato, una struttura a molti livelli dei disordini emotivi e
psicosomatici molto più complessa, il concetto di radar interno e l’uso di un’intelligenza
guaritrice interiore, oltre a qualcos’altro.

Dato che le esperienze di pazienti, sia in stato ordinario che olotropico, mostrano correlazioni
profonde con le energie archetipiche dei pianeti transitanti in qualsiasi momento particolare, sono
soggette a costanti cambiamenti. Ho citato precedentemente la frustrazione dei teorici che stanno
tentando di stabilire un sistema fisso di classificazione e delle diagnosi psichiatriche.
Attualmente, siamo alla quarta versione riveduta del manuale ufficiale americano di statistica e
diagnostica (DSM-IV) e i clinici continuano ad esprimere la loro frustrazione per la mancanza di
corrispondenza tra la descrizione delle categorie diagnostiche e gli effettivi quadri clinici
riscontrati nei pazienti. La versatilità del quadro clinico rispecchia il costante spostamento delle
relazioni angolari fra i pianeti.

In vari periodi della storia, due o più pianeti formano nei cieli importanti aspetti. Ciò è
particolarmente significativo e di lunga durata se sono coinvolti i pianeti esterni, da Giove a
Plutone. Il campo archetipico combinato, associato a questi pianeti, darà a questo periodo un certo
gusto sperimentale e determinerà il suo Zeitgeist. Per esempio, una significativa parte degli anni
60 fu governata da una tripla congiunzione coinvolgente Plutone, Urano e Giove. Questa era
certamente una combinazione archetipica adatta ad un periodo di una importante rivoluzione
spirituale di genere dionisiaco, caratterizzata da rivolta sociale, movimento per i diritti civili,
trionfo tecnologico, innovazioni radicali in musica ed arti e liberazione sessuale. Ciò fu
accompagnato da un grande interesse per la psichedelia, il misticismo, le filosofie orientali e lo
shamanismo.

Invece la principale influenza archetipica in gran parte degli anni 90 fu una congiunzione Nettuno
Urano, temporaneamente raggiunti da Giove. Questo fu un periodo di profondi ma delicati cambiamenti
spirituali e sociali, ‘rivoluzioni di velluto’, come l’unificazione della Germania, la liberazione
dei paesi dell’Europa orientale e la pacifica fine della pericolosa superpotenza dell’Unione
Sovietica. In questo periodo, la psicologia junghiana si guadagnò un crescente consenso e le liste
dei bestseller furono riempite da libri di orientamento spirituale. I temi transpersonali presero
piede nei film. Mitologia, fenomeni di rapimentro da parte di UFO, transcomunicazione strumentale e
realtà virtuale suscitarono una grande attenzione sia negli esperti come nel pubblico.

Nel momento di aspetti planetari importanti per tutto il mondo, anche queste combinazioni planetarie
diventano personalizzate per un certo numero di individui, formando significative posizioni angolari
coi pianeti nei temi natali (transiti personali). Ciò si paleserà tra l’altro come manifestazione di
specifici disordini emotivi e psicosomatici. Ne consegue che psichiatri di diversi periodi storici
non vedono gli stessi fenomeni dei loro colleghi di epoche precedenti o successive. Ciò spiega le
difficoltà per la creazione di una DSM IV costante, universalmente valida.

Ma la storia non finisce qui! Nei corsi ‘Psiche e Cosmo’ tenuti da Rick Tarnas e da me all’ Istituto
di Studi Integrali della California (CIIS) dedichiamo una sessione all’esame dei fondatori di varie
scuole di psicologia del profondo e allo studio dei loro temi natali.

Fu subito chiaro che non erano in grado di studiare con obiettività la psiche dei loro clienti, nè
di trarre conclusioni generali che potessero restar valide per sempre. Essi vedevano i problemi dei
loro pazienti attraverso il proprio diaframma percettivo, o lente deformante, determinato dagli
aspetti dei rispettivi oroscopi e dei propri transiti nel momento dell’osservazione.

Ad eccezione dei disordini determinati organicamente, la psichiatria non dispone quindi di una serie
fissa di fenomeni da studiare. Il risultato di qualsiasi ricerca su disordini emotivi e
psicosomatici non organici viene così determinato da un interscambio complesso di diversi fattori;
il tema natale del ricercatore e i suoi transiti nel momento dell’osservazione, gli aspetti
planetari per il mondo intero che definiscono lo Zeitgeist di un particolare periodo e i transiti
che influenzano le esperienze dei clienti. L’immagine della psichiatria, come disciplina in possesso
di concise descrizioni di condizioni patologiche, fisse e transtemporali, e di un armamentario di
rimedi e interventi specifici, è illusoria. Il solo approccio percorribile in queste circostanze sta
nel descrivere i disordini psichiatrici in termini di rapporti e di dispositivi utilizzabili per
analizzare la situazione in qualsiasi momento particolare, e per caratterizzarla nei termini della
fenomenologia dell’esperienza del cliente e della sua relazione coi transiti planetari dello stesso.
Come correttivo, è anche necessario prendere in considerazione gli aspetti planetari, il mondo,
l’oroscopo e i transiti propri del ricercatore.

Dato che mettiamo così tanta enfasi sull’astrologia come importante dispositivo nella teoria e nella
pratica psichiatrica, è necessario interessarsi della relazione fra astrologia e scienza. Molti
scienziati delle principali scuole sono convinti che l’astrologia sia una pseudoscienza, in assoluto
e inconciliabile conflitto con la visione scientifica del mondo. Come abbiamo visto precedentemente
in questo capitolo, non si riesce a integrare l’astrologia nella visione monistica e materialistica
del mondo propria della scienza di Newton e Cartesio. Gli astrologi affermano che c’è uno stretto
collegamento tra la psiche umana individuale, gli eventi collettivi sul nostro pianeta, le dinamiche
del campo archetipico e i movimenti dei corpi celesti. E pretendono di essere in grado di
documentare ciò empiricamente, mostrando le correlazioni sistematiche tra transiti planetari e
psiche umana individuali in salute e malattia, e pure grandi eventi collettivi.

Ciò solleva una domanda molto interessante: esiste una visione complessiva del mondo in grado di
accogliere l’astrologia e di assimilare le sue scoperte? Nel corso degli anni e non senza lotte e
tribolazioni, sono giunto alla conclusione che esiste una visione del mondo in grado di assorbire e
spiegare le mie esperienze e osservazioni provenienti dalla ricerca della coscienza e anche di
abbracciare l’astrologia. Comunque, essa è diametralmente opposta al sistema di credenze che domina
la civiltà industriale occidentale. Le correlazioni rivelate dall’astrologia sono così complesse,
intricate, vivaci e tanto fantasiose da non lasciar dubbi sulla loro origine divina. Esse forniscono
una prova convincente di un piano generale supremo che sta alla base della creazione e di
un’intelligenza cosmica superiore che lo creò.

Ho descritto questa visione del mondo nel mio libro Il Gioco Cosmico: Esplorazioni delle Frontiere
della Coscienza Umana (Grof 1998). Esso si basa su esperienze e intuizioni provenienti da stati
olotropici e ritrae l’universo non come sistema materiale, ma come gioco infinitamente complesso
della Coscienza Assoluta. Nel mio libro ho cercato di mostrare che questo modo di vedere l’universo
è sempre più compatibile con vari progressi rivoluzionari nel nuovo paradigma della scienza. Antichi
testi sacri indù definiscono un’analoga visione del cosmo come lila, il gioco divino. Se il cosmo è
una creazione intelligente e non una supermacchina che si è creata da sola, non esiste alcuna
ragione per cui l’astrologia non possa essere uno dei molti diversi ordini inseriti nello schema
universale.

Abbiamo già visto che stati olotropici offrono una prova sperimentale diretta dell’esistenza del
campo archetipico, una dimensione della realtà che sta tra la coscienza indifferenziata del
principio creativo e l’ambito materiale della nostra vita di tutti i giorni. Ripetute osservazioni
mostrano anche che la dinamica archetipica permea e dà forma ai fenomeni del mondo della materia. Si
può poi ammettere che il piano generale dell’universo colleghi sistematicamente le dinamiche del
mondo archetipico con i movimenti dei pianeti e le loro relazioni angolari. Ciò renderebbe possibile
dedurre dai movimenti e dalle posizioni dei pianeti quel che sta succedendo nel mondo archetipico e,
da questo, indirettamente, cosa possiamo attenderci nel mondo fenomenico.

In un precedente capitolo, nel quale ho descritto per sommi capi le idee fondamentali del mio libro
sul gioco cosmico, ho fatto riferimento al concetto indù di lila, l’universo come gioco divino del
principio creativo cosmico.

Nel corso degli anni, ho ascoltato molte storie e fatto molte osservazioni che rivelavano come la
Coscienza Assoluta, che è il creatore e direttore del dramma cosmico, abbia uno squisito senso
dell’umorismo. Sembrerebbe quindi del tutto plausibile che egli/essa concepisca e goda di una trama
in cui due sistemi rivali, reciprocamente incompatibili, si impegnino in una lotta intellettuale
senza soste.

Sarebbe certamente una sfida intellettuale interessante e intrigante trovare per entrambi una
sufficiente prova empirica che ciascuno di essi potrebbe usare per sostenere la propria prospettiva.
In particolare, la sconfitta definitiva dell’arrogante scientismo del monismo materialistico, che
domina la scena da alcune centinaia di anni, offrirebbe certamente una svolta emozionante e
sorprendente nell’intreccio cosmico.

Stanislav Grof

Traduzione dall’inglese a cura di KATIA SOLIANI E AUGUSTA UCCELLI ( con il consenso
dell’autore )

Bibliografia:

Bolen, J. S. 1984. Goddesses in Everywoman. A New Psychology of Women. San Francisco: Harper and
Row.

Bolen, J. S. 1989. Gods in Everyman: A New Psychology of Men’s Lives and Loves. San Francisco:
Harper and Row.

Campbell, J. 1972. Myths to Live By. New York: Bantman. –Trad. it. Miti per vivere, RED, 1990.

Grof, S. 1985. Beyond the Brain: Birth, Death, and Transcendence in Psichotherapy. Albany, N.Y.:
State University New York Press.

Trad. it. Oltre il cervello, Cittadella Ed., Assisi, 1988.

Grof, S. 1988. The Adventure of Self-Discovery. Albany, N. Y.:State University New York Press.–
Trad. it. La tempestosa ricerca di sé stessi, RED, 1996.

Grof, S. (con Bennet, H.Z.) 1992. The Holotropic Mind. San Francisco, CA.: Harper Publications.
—Trad. it. La mente olotropica, RED, 1996.

Grof, S. 1998.The Cosmic Game: Explorations of the — Trad. it. Il gioco cosmico della mente,
RED, 2000

Frontiers of Human Consciousness. Albany, N.Y .: State University New York Press. —

Hand, R. 1976. Planets in Transit: Life Cycles for Living. Gloucester, MA: Para Research.

Jung, C. G.1959. The Archhetypes and the Collective Unconscious. Collected Works, vol. 9,1.
Bollingen Series XX, Princeton, N.J.: Princeton University Press.

Trad. it. Gli archetipi e l’inconscio collettivo, vol. 9, tomo 1, Ed. Boringhieri.

Jung, C. G. 1960. Synchronicity. An Acausal Connecting Principle. Collected Works, vol. 8, Bollingen
Series XX. Princeton: Princeton University Press.

Trad. it. La sincronicità come principio di nessi acausali, vol. 8, Ed. Boringhieri.

Tarnas, R. 1991. The Passion of the Western Mind. New York: Harmony Books.

Tarnas, R. 1995. Prometheus the Awakener. An Essay on the Archetypal Meaning of the Planet Uranus.
Woodstock, CT. : Spring Publications.

Tarnas, R. Psyche and Cosmos: Intimations of a New World View. New York: Random House.

Copyright per la traduzione in lingua Italiana Maggio 2000 – www.olotropica.it

Condividi:

Lascia un Commento: