Karma e reincarnazione – Gedun Tarchin

pubblicato in: AltroBlog 0
Karma e reincarnazione

Ven. Gedun Tarchin

Reincarnazione: il riflesso del karma

Insegnamento del Ven. Gedun Tharchin, Geshe Lharampa, su “Karma e
Reincarnazione”, tenutosi il 6 luglio 2002 presso l’Istituto Lam-Rim in
occasione del compleanno di Sua Santità il Dalai Lama

Ringraziamo Federico Tisi per la traduzione e Maurizio Bevilacqua per la
trascrizione

Senza dubbio, il
Dalai Lama è l’esempio più famoso di reincarnato. Per questo motivo ho
deciso di parlare di karma e reincarnazione. L’entità della reincarnazione
dipende dalla saggezza degli esseri che desiderano che essa si manifesti. La
reincarnazione non è un fenomeno a sé stante, non avviene da solo,
indipendentemente. Utilizzando una metafora, forse riuscirò a spiegare
meglio il concetto. Provate ad immaginare che la reincarnazione sia simile a
uno specchio: ecco, può avvenire soltanto se c’è qualcosa che si riflette
nello specchio stesso. Lo specchio da solo non ha nessuna utilità.

L’immagine che vediamo nello specchio è certamente il riflesso di qualcosa
che si trova altrove. Senza l’oggetto che si riflette nello specchio non c’è
nessuna immagine. Allo stesso modo, senza lo specchio anche l’oggetto che si
riflette non avrebbe nessuna possibilità di avere la propria immagine
riprodotta e riflessa. D’un colpo la sua utilità verrebbe meno. Diventerebbe
un oggetto che non potrebbe essere più riflesso nello specchio. Quindi,
oggetto e specchio sono interdipendenti.

A questo punto, proviamo a sostituire lo specchio con qualcos’altro. Al
posto dello specchio, poniamo le persone che desiderano e che hanno bisogno
di questa reincarnazione. La reincarnazione è la conseguenza diretta dei
desideri, del karma e del contesto sociale delle persone fra le quali la
reincarnazione si manifesta. Per semplificare, possiamo tranquillamente dire
che il karma e la reincarnazione sono strettamente collegati fra loro. Non
possono manifestarsi da soli.

Il reincarnato non è il Buddha originale, ma è un’immagine riflessa del
Buddha originale. Per potersi verificare, la reincarnazione ha bisogno di
alcune condizioni favorevoli: soprattutto, il karma della persone
dell’ambiente nel quale questa reincarnazione si renderà manifesta. Gli
esseri reincarnati vengono al mondo perché in un determinato momento c’è
bisogno di essi. Quando è necessario e quando i desideri degli esseri
ordinari sono molto forti, allora gli esseri reincarnati si manifestano.
Da un punto di vista storico, ci sono tantissimi esempi di esseri
reincarnati. Buddha Shakiamuni (il Buddha storico, il fondatore del
Buddhismo), Gesù Cristo, Sai Baba e tanti altri.

Ebbene, tutte queste
persone speciali sono apparse in un determinato momento storico per venire
incontro ai desideri e alle necessità altrui. Gli esseri reincarnati non
nascono per un proprio individuale bisogno, ma perché c’è bisogno della loro
presenza. Quando i desideri e il karma di un determinato contesto sociale
portano a creare le condizioni favorevoli per una reincarnazione, allora è
sicuro che un Buddha o un bodhisattva si reincarnerà per aiutare gli esseri
senzienti. È il karma di quegli esseri senzienti che hanno avuto il bisogno
dei reincarnati a determinare la reincarnazione, non il karma dei
reincarnati. Se il nostro karma ha maturato i suoi frutti, allora un
reincarnato manifesterà la sua presenza.

Vi siete mai chiesti per quale motivo – se sviluppiamo un forte desiderio
che si manifesti una reincarnazione e se maturiamo il giusto karma – diventa
inevitabile l’apparizione di un Buddha o di un Bodhisattva? Il motivo per il
quale queste persone speciali vengono al mondo è strettamente collegato alla
loro innata compassione e alla loro mente altruistica. La loro innata
qualità di mente altruistica e di compassione non lascia nessuna scelta:
devono comparire sotto una qualche forma per poterci aiutare e per poter
venire incontro alle nostre aspirazioni.

Anche da un punto di vista
monoteistico, il meccanismo è sempre lo stesso. Non è importante credere in
Dio oppure no. Se Dio volesse venire incontro ai nostri bisogni, renderebbe
manifesta la sua presenza. La comparsa di Gesù è un esempio molto chiaro di
questo concetto. Se ci sono le aspirazioni e il karma corretto, Dio si
manifesta e viene incontro alle nostre richieste. Naturalmente, questo
esempio è valido per chi crede in questo tipo di filosofia o di religione.

I Buddha e i bodhisattva accorrono in nostro aiuto. Il motore che li spinge
ad agire è, semplicemente, la mente compassionevole. Che voi crediate in Dio
oppure in Buddha, la sostanza del discorso è sempre la stessa. La natura
dinamica di entrambi è la mente compassionevole. La reincarnazione è una
manifestazione di tale mente e può assumere diverse forme. Può prendere la
forma di un uomo, di una donna, di un bambino o di un anziano. Addirittura
può anche prendere una forma animale, per esempio di un cane o di un gatto.
Oppure, semplicemente, puo’ assumere la forma di un albero che dà riparo a
qualcuno, o anche di un ponte. Insomma, la reincarnazione non ha una forma
fissa o un colore fisso. Inoltre, non possiamo mai essere certi di chi possa
essere un reincarnato.

A volte succede che, se qualcuno afferma di esserlo,
con molta probabilità non è realmente un reincarnato, ma un semplice
impostore. Oppure, esistono casi di reincarnati che lo sono, ma non sanno di
esserlo. Non è facile stabilirlo.

La reincarnazione è il frutto di una mente compassionevole e del karma delle
persone bisognose: questi due elementi combinati insieme possono produrre
effetti inimmaginabili. Può o meno come la matematica. È come una formula
matematica: il potere del Buddha è il risultato della unione del potere
della compassione e del potere del karma. Attraverso la matematica si può
spiegare tutto ciò che avviene sul nostro pianeta. In fin dei conti, lo
sviluppo tecnologico è il risultato di tante formule matematiche. Non
possiamo prevedere le conseguenze di questo sviluppo tecnologico. Il
meccanismo del potere della compassione e del karma funziona alla stessa
maniera. Eppure, la reincarnazione non è niente di speciale. Di fatto fa
parte della nostra vita quotidiana. Anche senza saperlo abbiamo sempre avuto
a che fare con la reincarnazione.

Al giorno d’oggi, una reincarnazione importante viene attestata da un
certificato. Molte volte succede che non tutti sono d’accordo sulla
veridicità di una determinata reincarnazione. Spesso, certi disaccordi
sfociano in veri e propri litigi. Una cosa molto triste e spiacevole. Credo
che ogni cultura – una volta che abbia raggiunto il massimo dello
splendore – debba subito dopo sperimentare un inevitabile declino. Un tempo
la reincarnazione era un fenomeno molto utile e prezioso, di beneficio per
tutti. Oggi, invece, è oggetto di dispute. Comunque, è molto importante
comprenderne il vero significato: la combinazione di karma e di compassione.
Ritornando alla metafora dello specchio e dell’oggetto che, combinati,
riproducono un’immagine riflessa, allo stesso modo la combinazione di karma
e compassione produce la reincarnazione. In questo caso, lo specchio è il
karma delle persone, delle circostanze e dell’ambiente nel quale l’immagine
(la reincarnazione) viene riflessa.

Di conseguenza, la qualità della
reincarnazione dipende dalla qualità del karma. Devo confessare, purtroppo,
che oggi in Tibet tutti ricercano soltanto le reincarnazioni di persone
ricche e famose. E’ triste constatare che la reincarnazione di uno yogi
povero non interessi nessuno. Gli occidentali che seguono il Buddhismo – in
modo particolare il Buddhismo Tibetano – devono essere informati di ciò. È
importante che aprano bene gli occhi.

Il Dalai Lama non è importante soltanto perché è una reincarnazione di una
serie di precedenti Dalai Lama. Prima di lui, ce ne sono stati altri
tredici, alcuni dei quali anche molto famosi e popolari in Tibet. Il Dalai
Lama ha sue proprie eccelse qualità. Egli è un esempio incomparabile
d’intelligenza e di compassione. Io, per esempio, non ho mai visto il Tibet,
sono nato in Nepal da genitori tibetani fuggiti dopo l’invasione cinese. Per
me, che non ho una patria, il Tibet è il Dalai Lama. Soprattutto, perché è
un grande maestro di Dharma e, poi, perché ha a cuore la salvezza della
cultura tibetana. Per me, egli è sicuramente la reincarnazione del Buddha
della compassione e della mente altruistica.

Non ha nessuna importanza che
egli sia la reincarnazione del tredicesimo Dalai Lama. Essere la
reincarnazione del Buddha della compassione è di per sé sufficiente.
Le sue qualità eccelse gli consentono di primeggiare in tutto il mondo.
Pensiamo al suo contributo per la pace nel mondo. Il Dalai Lama è una
persona molto semplice che ama la pace. Se ci fosse qualcuno che avesse a
cuore la pace, dovrebbe avere a cuore anche Sua Santità. Naturalmente, un
altro esempio molto simile è stato in passato Gandhi. Nessuno badava al
fatto se fosse induista, giainista o di un’altra religione: egli era tenuto
in grande considerazione e lodato da tutti. Gandhi non ha mai ottenuto
nessun riconoscimento internazionale, ma l’apprezzamento per il suo operato
è implicitamente riconosciuto in tutto il mondo. Se si pensa al pacifismo, è
naturale pensare al Mahatma Gandhi. Un esempio di pace e di tolleranza. Un
chiaro esempio di come dedicare la propria vita per il benessere di tutti,
senza distinzioni.

—————-

Domande e risposte:

Domanda : hai detto che la reincarnazione è come il riflesso delle qualità
del Buddha e non il Buddha stesso. Più avanti, invece, affermi che la
reincarnazione è la manifestazione del Buddha. Ho capito male? Da una parte,
come se non fosse la vera manifestazione quando fai l’immagine dello
specchio; da un’altra, dici che ogni persona può essere Buddha.
Risposta: dipende, se il Buddha si reincarna come un albero, non è il
Buddha: è un albero. Però, e’ pur sempre una reincarnazione. Se, invece, si
reincarna come il Buddha, è anche una reincarnazione del Buddha. In altre
parole, il Buddha può reincarnarsi in te, ma tu rimani sempre tu, non
diventi Buddha.

Domanda: e questo, allora, in che relazione è con l’affermazione che tutte
le cose hanno le qualità del Buddha e che è sufficiente che la rivelino
dentro di sé? Non è una contraddizione?

Risposta: la natura di Buddha è un potenziale che hai dentro di te e che
devi sviluppare. La reincarnazione è un supporto esterno a questo tipo di
lavoro che va fatto sul proprio potenziale e che va sviluppato.

Domanda: quindi, vorresti forse dire che c’è un qualcosa che ci deriva dal
nostro passato, dal nostro karma, e un qualcos’altro che dobbiamo sviluppare
noi stessi?

Risposta: giusto, proprio così. È come il rapporto studente – insegnante. Se
abbiamo un buon insegnante, ma non studiamo, non otterremo alcun risultato.
Allo stesso modo, se non abbiamo un buon insegnante, ma ci impegniamo molto,
potremmo comunque non realizzare alcunché. Bisogna esser bravi e lavorare su
se stessi e al tempo stesso ricevere l’aiuto di queste manifestazioni. La
manifestazione del Buddha non significa essere Buddha. Tu potresti essere
una manifestazione del Buddha e potresti non saperlo. Il concetto si applica
a chiunque e dipende dalle circostanze. Voler misurare le potenzialità della
matematica in tutti i suoi aspetti non è possibile ed è molto difficile. La
stessa difficoltà si riscontrerebbe se volessimo comprendere tutte le
potenzialità del karma e della reincarnazione.

Ho concluso. Complimenti per le domande: sono state molto buone.
Vi ringrazio tutti.

tratto da www.geduntharchin.it/buddhismo/insegnamenti/karma-reincarnazione.asp

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *