Il pensiero si legge agli infrarossi

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Il pensiero si legge agli infrarossi

di Alfonso Maruccia

Roma – Ci stanno provando in molti a leggere quello che si nasconde nella materia grigia del
cervello umano, quella che produce il pensiero razionale, riuscendo a carpire immagini sfuocate e ad
anticipare i desideri di una persona prima ancora che questa ne sia consapevole. L’ultima tecnica di
indagine nella mente umana ha un approccio pratico al problema, essendo diretta a recepire ordini
semplici e basilari dai complessi meccanismi chimici alla base del pensare quotidiano.

Sviluppato dai ricercatori dell’Università di Toronto, il sistema prevede che il soggetto indossi
una fascia per capelli “intelligente”, in grado di catturare le emissioni elettromagnetiche vicine
alle frequenze infrarosse: un tipo di emissione che caratterizza l’attività di consumo di ossigeno e
il flusso sanguigno nella corteccia superiore.

La lettura di simili emissioni cerebrali (che ricorda alcuni racconti di fantascienza dei decenni
passati) non è sufficiente a conoscere granché dei complessi meccanismi alla base del pensiero
umano, ma può essere altresì utile per realizzare un dispositivo in grado di interpretare l’attività
cerebrale in un “sì” o in alternativa un “no”.

Durante la ricerca, i pazienti sono stati invitati a pensare a qualcosa che fosse in grado di
attivare una particolare area della corteccia, una memoria forte, una canzone e quant’altro,
permettendo ai sensori di carpire l’informazione e tradurla nella scelta di cui sopra.

Per quanto si tratti di un metodo di analisi rudimentale, la nuova tecnica potrebbe risultare
utilissima a chi si trova in uno stato di completa incapacità corporale ma con il cervello ancora
ben attivo, un’ultima chance per comunicare con il mondo esterno per chi è affetto da gravi
disabilità.

punto-informatico.it/2549086/PI/News/pensiero-si-legge-agli-infrarossi.aspx

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