Il cervello bilingue, come funziona?

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Il cervello bilingue, come funziona?

In che modo l’apprendimento delle lingue influisce sul nostro cervello? Conoscere altre lingue ci
apre le porte al mondo del lavoro, ma come influenza il nostro rendimento cognitivo? Approfondiamo
l’argomento.

Per molto tempo si è ipotizzato che parlare due o più lingue avesse un’influenza negativa sulle
abilità cognitive e che addirittura condizionasse l’orientamento politico e i valori morali.
Tuttavia, oggi conosciamo meglio il modo in cui funziona il cervello bilingue e possiamo affermare
che l’ago della bilancia pende verso i benefici più che verso i costi.

A seguire presentiamo le principali scoperte in merito al funzionamento e le caratteristiche del
cervello delle persone che parlano più di una lingua; alcune sono intuibili, altre potrebbero
sorprendervi.

Il bilinguismo

Il bilinguismo individuale viene definito come la capacità di utilizzare due o più lingue
(multilinguismo) in qualsiasi situazione, mantenendo pari efficacia comunicativa. Inoltre, possiamo
distinguere tra bilinguismo simultaneo e bilinguismo consecutivo.

Il primo indica l’acquisizione di due lingue sin dalla nascita. Il secondo, invece, l’acquisizione
di una seconda lingua dopo avere appreso la lingua madre; ad esempio, dopo aver frequentato lezioni
o dopo aver vissuto in un altro Paese.

Più della metà della popolazione mondiale è considerata bilingue. In base alla regione o al Paese,
le percentuali di popolazione bilingue possono variare. Nel caso dell’Europa, l’incidenza è del 56%,
mentre è pari all’incirca al 20% in Canada e addirittura al 99% in Lussemburgo.

Queste elevate percentuali di persone bilingue hanno spinto i ricercatori specializzati nel campo
della psicologia cognitiva a interessarsi ai processi sottostanti.

Ecco come si è scoperto che le persone monolingue e quelle bilingue presentano uno sviluppo,
un’efficienza e persino un rendimento cognitivo diversi tra loro.

Il principale elemento di interesse del bilinguismo, a livello cerebrale e funzionale, è la
neuroplasticità. Quest’ultima è la capacità del cervello di modificarsi in base alle esperienze.
Poiché il bilinguismo è un’esperienza determinata principalmente dall’ambiente e non da scelte
individuali, risulta di grande interesse per la scienza.

Caratteristiche cognitive del cervello bilingue

Nel processo di sviluppo linguistico in età infantile non sono noti effetti nocivi significativi
associati all’apprendimento di più di una lingua. Eppure, il bilinguismo implica una serie di costi
e benefici a livello funzionale.

Le persone bilingue pensano che tra le due lingue che padroneggiano una delle due sia predominante e
l’altra secondaria, pur avendole apprese simultaneamente.

Ecco perché utilizzare la seconda lingua richiede sempre uno sforzo cognitivo maggiore rispetto
all’uso della lingua dominante. Eppure, sappiamo che esistono alcune differenze tra le persone che
parlano una sola lingua e le persone bilingue anche nell’uso della lingua dominante.

Svantaggi per i bilingue

In generale, si è visto che le abilità verbali dei bilingue in ciascuna degli idiomi che
padroneggiano sono più deboli rispetto a quelle dei monolingue. Per esempio, hanno un vocabolario
più povero, anche se tenendo conto della quantità di parole che conoscono nelle due lingue, il
risultato potrebbe variare.

Si è osservato anche che le persone bilingue sono più lente nell’indicare il nome di un oggetto, nel
produrre parole e si ritrovano più spesso a vivere la sensazione di avere “la parola sulla punta
della lingua“.

Impiegano più tempo a recuperare un termine, ma questo effetto è meno marcato nelle parole e nelle
frasi di uso comune, come “casa” o “come stai?”.

L’ipotesi principale elaborata per spiegare questi svantaggi è il fatto che quando i bilingue
vogliono dire, scrivere o ascoltare una parola non possono evitare che quella stessa parola si
attivi nell’altra lingua. Ad esempio, se un bilingue italiano e francese vuole ringraziare, nella
sua mente si attiverà inevitabilmente anche la parola merci.

Vantaggi del cervello bilingue

Il fatto stesso che si attivino i due termini contemporaneamente, richiede una capacità tale da
permettere di selezionarne uno e inibire quello che non vogliamo utilizzare. Inoltre, lo stesso vale
nell’elaborazione di un intero discorso o di una conversazione anziché di una sola parola.

La capacità cognitiva che permette di farlo è il controllo esecutivo. Queste funzioni esecutive
(inibizione, cambiamento di set e di memoria di lavoro) sono un insieme di abilità che si fanno
carico di elaborare l’informazione e selezionare quella per noi davvero rilevante e necessaria,
evitando di incorrere in interferenze.

È stato possibile osservare un discreto vantaggio nel controllo esecutivo da parte dei bambini e
degli adulti bilingue rispetto a quelli monolingue. Questa abilità è associata a un maggiore
rendimento scolastico, così come benessere e salute mentale a lungo termine.

Questo notevole vantaggio aumenta la quantità di risorse cognitive degli individui bilingue rispetto
a quelli monolingue, ritardando la comparsa del deterioramento cognitivo o dell’Alzheimer persino di
quattro anni.

Un uomo che conosce due lingue vale quanto due uomini.

-Proverbio francese-

Caratteristiche del cervello

Riguardo al controllo delle funzioni esecutive, studi di neuroimaging hanno dimostrato che il
cervello bilingue si distingue per una maggiore attivazione di determinate aree, come il nucleo
caudato dell’emisfero sinistro, la corteccia prefrontale dorsolaterale, la corteccia cingolata e la
circonvoluzione sopramarginale.

Il cervello bilingue si attiva maggiormente in corrispondenza del nucleo caudato dell’emisfero
sinistro, della corteccia prefrontale dorsolaterale, della corteccia cingolata e della
circonvoluzione sopramarginale.

Inoltre, ci sono evidenze del fatto che il cervello bilingue ha una maggiore quantità di neuroni,
possibilmente grazie all’esposizione prolungata al bilinguismo. Uno studio condotto da Michelli e
dal suo staff ha evidenziato una maggiore densità di materia grigia in regioni parietali nei
bilingue di lingua italiana e inglese rispetto ai monolingue italiani.

Di pari passo a una migliore connessione tra le diverse regioni, si è osservata una maggiore
quantità di materia bianca negli adulti bilingue. Questo vale particolarmente per il corpo calloso,
una struttura che mette in contatto i due emisferi.

Nonostante un tempo si pensasse che parlare due lingue potesse essere negativo e comportare alcuni
svantaggi -seppur non significativi- le persone che parlano due lingue presentano maggiore controllo
cognitivo e sono più attente.

Questo vantaggio cognitivo, inoltre, influisce su altre funzioni oltre che su quella linguistica,
aumentando le riserve cognitive, l’attivazione e l’anatomia del cervello. Per concludere, parlare
altre lingue ci aiuta a comunicare con più persone, a viaggiare senza alcun limite e a migliorare il
funzionamento del nostro cervello.

Bibliografia

Bialystok, E., Craik, F.I.M. y Luk, G. (2012). Bilingualism: consequences for mind and brain. Trends
in Cognitive Science, 16(4), 240-250.

Costa, A., Hernández, M. y Baus, C. (2015). El cerebro bilingüe. Mente y Cerebro, 71, 34-41.

pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15483594/

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da lista mente gg

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