Aromaterapia 3

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Aromaterapia 3

di Irene Balloi

(terza parte)

CHE COSA SONO GLI OLI ESSENZIALI

Ricerca, a cura di Irene Balloi

Gli oli essenziali sono miscele complesse di sostanze volatili e odorose, liquide o solide, prodotte
da molte piante e raccolte all’interno delle cellule vegetali sotto forma di minuscole goccioline,
dentro cavità rotondeggianti dette vacuoli. Essi sono intimamente connessi con i processi vitali che
si svolgono nell’organismo vegetale e si possono localizzare in diverse strutture della pianta, alle
quali conferiscono l’odore caratteristico: nelle foglie, negli steli, nei frutti, nella scorza dei
medesimi, nei rami, nel legno, nella corteccia, nella resina, nei fiori, nei semi, nella radice, nel
rizoma.

Attraverso diverse procedure queste miscele di sostanze sono estratte e quindi utilizzate dall’uomo.
Per alcune varietà di piante possono essere estratti oli essenziali differenti dal punto di vista
qualitativo e quantitativo, da parti diverse della stessa pianta. La quantità essenziale contenuto
in una pianta, è di solito molto ridotta, anche inferiore allo 0,001%, ma per altre specie può
essere molto abbondante anche il 15% e oltre.

– Proprietà generali degli oli essenziali –

Benché molto differenti tra loro, gli oli essenziali hanno in ogni modo, diverse proprietà in
comune: sono sostanze oleose, non si mescolano con l’acqua, anche se le tracce presenti nell’acqua
sono sufficienti a trasmetterle una certa profumazione; sono solubili negli oli, nell’alcool e nei
solventi organici; sono volatili a temperatura ambiente a differenza degli oli “fissi” come per
esempio l’olio d’oliva

o l’olio di mandorle; sono infiammabili, come ad esempio, se si spreme un pezzo di scorza d’arancia
sulla fiamma di una candela, le goccioline contenenti l’olio essenziale che ne sprizzano bruceranno
al contatto con la fiamma, dando vita ad un minuscolo, grazioso fuoco d’artificio. Caratteristiche
sensoriali

Una peculiarità fondamentale degli oli esenziali, estremamente importante dal punto di vista dei
loro effetti sull’uomo e delle possibili applicazioni, è il fatto che vengono percepiti dal nostro
olfatto come odorosi. Il gran numero di sostanze che compongono gli oli essenziali e che
s’influenzano a vicenda e la loro diversificazione, che rende veramente ampia la gamma d’aromi
offerta dal mondo affascinante degli oli essenziali.

La natura essenziale degli oli: un condensato di luce e calore

La formazione degli aromi delle piante non può avvenire senza l’azione della luce e del calore del
sole e proprio con le parole “sole” e “calore” possiamo indicare il lato fondamentale nella
formazione degli oli essenziali. Questi si formano in particolare nelle piante dotate di fiore: il
profumo si espande dal fiore nell’ambiente circostante e funge da richiamo per gli insetti
impollinatori. A livello del fiore la pianta sembra andare oltre la sua natura vegetale, per
collegarsi con il mondo degli insetti, in pratica, con il mondo animale: E’ soprattutto in questa
sfera che troviamo gli oli essenziali.

Essi si formano la dove, in un certo senso, la pianta va oltre se stessa, aprendosi e comunicando
qualcosa all’ambiente che la circonda. Le caratteristiche degli oli ne rivelano la “natura
superiore” essi non hanno legami con la sfera terrestre, nella quale la pianta penetra con le sue
radici, né con l’elemento acqua, che riempie di succhi le arti verdi della pianta in quanto non si
miscelano con l’acqua.

La pianta sembra andare oltre la sua natura vegetale, per collegarsi con il mondo degli insetti, in
pratica, con il mondo animale: E’ soprattutto in questa sfera che troviamo gli oli essenziali. Essi
si formano la dove, in un certo senso, la pianta va oltre se stessa, aprendosi e comunicando
qualcosa all’ambiente che la circonda. Le caratteristiche degli oli ne rivelano la “natura
superiore” essi non hanno legami con la sfera terrestre, nella quale la pianta penetra con le sue
radici, né con l’elemento acqua, che riempie di succhi le arti verdi della pianta in quanto non si
miscelano con l’acqua.

– Le vie d’assorbimento degli oli esenziali –

Gli oli essenziali presentano tre importanti caratteristiche che determinano le tre peculiari
modalità attraverso cui, entrano in rapporto con l’uomo, penetrando nel suo organismo e possono
espletare la maggior parte dei loro effetti benefici, non solo a livello fisico, ma anche
psicoemotivo. Essi sono sostanze volatili, odorose e oleose.

La volatilità, ossia la capacità di evaporare e di diffondersi nell’aria, ne permette l’assorbimento
attraverso le vie aeree ed i polmoni, poiché si miscelano con l’aria che inspiriamo. L’odorosità
degli oli essenziali rappresenta la loro caratteristica più significativa e consiste nella capacità
da parte del nostro olfatto, di rilevarli sensorialmente come odori. La percezione dell’odore
dell’olio essenziale è immagazzinata nella memoria come esperienza associata ad eventi. Si pensa che
attraverso l’olfatto, gli oli essenziali esercitino la loro azione soprattutto sulla mente, vale a
dire sulle funzioni psichiche, come memoria e apprendimento, sull’umore, sulle emozioni, sulla
componente neurovegetativa del sistema nervoso, cioè sulla relazione esistente tra gli stati
psicoemotivi e il funzionamento degli organi.

L’oleosità di queste sostanze vegetali le rende iposolubili, in pratica, solubili nei grassi,
quindi in grado di superare la barriera costituita dalle cellule epidermiche e di venire facilmente
assorbite attraverso la pelle. A queste tre interfacce, vie respiratorie, cavità nasale e pelle, che
permettono l’accesso all’organismo, si aggiunge naturalmente una quarta interfaccia, rappresentata
dalla via digestiva, attraverso l’assunzione per bocca degli oli essenziali. Questa modalità è
piuttosto delicata, dal momento che, gli oli essenziali, sono sostanze concentrate e potenti e
andrebbe scelta solo nei casi strettamente necessari. Infatti, i dosaggi vanno calibrati con cura,
per evitare il rischio d’intossicazioni acute o croniche. Si utilizzano per questa via
concentrazioni molto basse d’oli essenziali, veicolati in oli, miele o soluzioni alcoliche. Va
ricordato inoltre che, l’assunzione per via orale, si devono rigorosamente utilizzare oli essenziali
controllati e garantiti, assolutamente scevri da adulterazioni.

GLI OLI ESSENZIALI E L’OLFATTO

L’olfatto è l’attività sensoriale sollecitata dagli oli essenziali. Le molecole aromatiche che si
diffondono nell’aria raggiungono la parte superiore delle cavità nasali. Qui, in una nicchia, posta
sul retro delle cavità, di trovano circa cinque centimetri quadrati di tessuto mucoso, specializzato
nel recepire lo stimolo degli odori. Le cellule olfattive sono cellule nervose, alloggiate tra le
cellule supportanti l’epitelio di cui è rivestita la cavità nasale. Una volta sollecitate dalle
molecole odorose, trasformano lo stimolo chimico in impulsi elettrici che vanno a stimolare i centri
olfattivi dei bulbi. Da qui il messaggio viaggia verso altre regioni del cervello, dove è analizzato
e confrontato con i modelli di riconoscimento già immagazzinati. In particolare avvengono delle
connessioni con aree filogeneticamente antiche del cervello (sistema limbico), in relazione con gli
stati emotivi, il tono dell’umore, la sessualità, l’aggressività, l’alimentazione, la riproduzione.

TIPI DI UTILIZZO ESTERNO: Tecniche e indicazioni

Le possibilità d’utilizzo per via esterna degli oli essenziali sono numerose e diversificate e
permettono, data la grande capacità diffusiva degli oli, un buon assorbimento da parte
dell’organismo, con minor rischio di effetti indesiderati rispetto all’assunzione per via orale.

IL Massaggio

Gli oli essenziali possono valorizzare e rendere più efficace il massaggio, utilizzato per fini
rilassanti, tonificanti o per il benessere di tutto l’organismo. Per il massaggio globale, si
utilizzano oli “dermocompatibili” chiamati oli vettori o oli- base che fungono da veicolo, evitano i
fenomeni irritativi causati dall’applicazione delle essenze pure sulla pelle e permettono un
assorbimento più graduale e costante.

A tali oli, sono aggiunti uno o più oli essenziali, con una concentrazione totale dell’1-3%. Ma per
essenze molto forti quali chiodi di garofano, timo o cannella, che contengono fenoli o aldeidi
dermocaustici, non si deve superare la concentrazione dello 0,5-1%. Con questa concentrazione si
ottengono oli da massaggio aromatici ben tollerati e che non risultano irritanti per la pelle. Gli
oli base migliori per veicolare gli oli essenziali attraverso il massaggio sono gli oli vegetali: si
tratta di sostanze oleose ottenute dalla spremitura di semi o di frutti ricchi di sostanze grasse.
Molti grassi vegetali posseggono proprietà nutritive e curative per la pelle e sono impiegati per la
preparazione di prodotti cosmetici. Essi non solo diluiscono e favoriscono l’applicazione e
l’assorbimento degli oli essenziali, ma al tempo stesso apportano ulteriori principi attivi utili
per la pelle. Tra quelli più consigliati ricordiamo: olio di sesamo, di jojoba, di girasole, di
mandorle dolci, di nocciole, di mais, di avocado, di vinaccioli, di germe di grano.

– Come si preparano gli oli per l’aromassaggio –

Gli oli essenziali per il massaggio globale, vanno utilizzati in concentrazione dell’12%, diluiti in
oli-base vegetali. Se ne preparerà una quantità paragonabile al contenuto di una bottiglietta da 100
ml, che dovrà essere di vetro scuro, meglio se munita di contagocce. Indicativamente, per ottenere
una concentrazione dell’1-2 % andrebbero aggiunte nel flacone da 100 ml, riempito non completamente
con uno o più oli vettori, rispettivamente 1 o 2 ml d’olio essenziale (se si utilizzano più oli
essenziali questa rappresenta la dose totale, suddivisa tra gli oli di base all’effetto che si vuole
ottenere). In genere non si consiglia di miscelare più di 3-5 oli essenziali. Il flacone pronto va
conservato chiuso, lontano da fonti di calore.

Esso ha una durata di circa due, tre mesi. Sempre rispettando queste proporzioni si possono
preparare flaconi da massaggio aromatizzato più piccoli (50 ml), o, invece più grandi ( 150-200 ml).
Per un massaggio estemporaneo e per coloro che preferiscono preparare al momento la miscela d’oli
essenziali per il massaggio queste sono le proporzioni da seguire: a due cucchiai da cucina d’olio
vettore aggiungere un totale di 6- 7 gocce di oli essenziali. In 1 ml sono comprese 25-35 gocce
essenziale, 30-35 per gli oli più volatili e circa 20-25 per gli oli meno volatili. I valori
cambiano secondo il tipo essenziale. Il contagocce “standard” ha un orifizio del diametro esterno di
3 mm. Una goccia corrisponde in medi a 20-30 mg d’olio essenziale. Un cucchiaino da caffè contiene
circa 3 ml d’olio; un cucchiaio da minestra circa 9 ml.

Per un massaggio estemporaneo e per coloro che preferiscono preparare al momento la miscela d’oli
essenziali per il massaggio queste sono le proporzioni da seguire: a due cucchiai da cucina d’olio
vettore aggiungere un totale di 6- 7 gocce di oli essenziali. In 1 ml sono comprese 25-35 gocce
essenziale, 30-35 per gli oli più volatili e circa 20-25 per gli oli meno volatili. I valori
cambiano secondo il tipo essenziale. Il contagocce “standard” ha un orifizio del diametro esterno di
3 mm. Una goccia corrisponde in medi a 20-30 mg d’olio essenziale. Un cucchiaino da caffè contiene
circa 3 ml d’olio; un cucchiaio da minestra circa 9 ml.

-Il bagno aromatico –

Il bagno aromatico rappresenta una delle applicazioni più piacevoli e ricercate dell’aromaterapia.
Il bagno caldo consiste nell’aggiunta all’acqua del bagno (a temperatura piacevolmente calda, dai 36
ai 39-40° C) di un certo numero di gocce di uno o più oli essenziali. Le dosi possono variare da un
minimo di 3-4 gocce ad un massimo di 20 ( mantenersi tra le 5 e le 10 gocce). La procedura è la
seguente: poiché gli oli essenziali sono pressoché insolubili in acqua, vanno in precedenza,
emulsionati, con un cucchiaino di miele, oppure due cucchiai di latte o un pò di sapone liquido,
quindi vengono versati nella vasca prima di immergervisi, avendo cura di rimestare l’acqua per
facilitare la dispersione dell’olio. In questo modo si sfruttano più vie d’assorbimento: la via
cutanea, attraversata dalle micro goccioline d’olio essenziale disperso nell’acqua, la via
respiratoria, attraverso l’inalazione dell’aria e del vapore acqueo che trasporta nelle vie aeree le
molecole aromatiche volatili.

E’ possibile anche aromatizzare del sale grosso e preparare sali da bagno profumati con i propri
oli essenziali preferiti. Per questo si raccoglie qualche manciata di sale grosso in un contenitore
di vetro e vi si versa sopra una ventina di gocce d’olio essenziale, mescolando bene.

La doccia aromatica

Si versano 4-5 gocce d’olio essenziale su un guanto di spugna bagnato e cosparso con un pò di
detergente liquido neutro o di bagnoschiuma. Con il guanto si friziona il corpo sotto il getto
dell’acqua.

Maniluvi e pediluvi

Maniluvi e pediluvi sono consigliati il mattino o la sera, prima di coricarsi e devono comprendere i
polsi e le caviglie. In un catino d’acqua calda (contenente circa due litri d’acqua) si versano 5-8
gocce d’olio essenziale (miscelati con un pi di sale o latte) e si agita bene. S’immergono le mani o
i piedi e si prolunga l’immersione per 10 minuti, eventualmente aggiungendo ancora un pò d’acqua
calda per mantenere costante la temperatura. Alla fine si possono frizionare mani e piedi con acqua
fredda. Disponendo di un pò di tempo, si consiglia di avvolgere mani o piedi in un asciugamano
asciutto per 5- 10 minuti.

Frizioni

Una frizione con oli essenziali su tutto il corpo o su una parte di esso, può svolgere varie
funzioni: rinvigorente, tonificante, rilassante ecc.. Alcune gocce d’olio essenziale (4-5) diluite
in alcol e versate su un guanto di spugna o un pezzo di cotone idrofilo possono servire per
frizionare un’area del corpo in corrispondenza del disturbo da trattare: per esempio il torace in
caso di bronchite o tosse, muscoli irrigiditi , cuoio capelluto (forfora caduta di capelli). Se si
immerge un guanto di spugna o un pezzo di cotone idrofilo in un pi di acetosi mele nel quale sono
state versate 5-6 gocce d’olio tonificanti o rassodanti, si può effettuare una frizione a livello
delle gambe, dei glutei e dell’addome per riattivare la circolazione, rassodare i tessuti e ridurre
gli in estetismi della cellulite.

Percezione olfattiva dell’olio essenziale (inalazione del profumo)

Un elemento molto importante dell’olio essenziale, è il suo profumo, che è percepito dall’olfatto e
determina una serie di reazioni psicoemotive. Quando è necessario attivare questo tipo di risposte
per avere degli effetti a livello mentale ed emotivo (tonificante, rilassante, ansiolitico,
antidepressivo, stimolante) si consiglia di aspirare il profumo dell’olio essenziale. Questo può
avvenire durante il bagno, la doccia aromatica, il massaggio, la diffusione nell’ambiente. E’
possibile però enfatizzare quest’aspetto con alcuni accorgimenti: si possono versare 1-2 gocce
dell’olio esenziale scelto, su un fazzoletto da annusare.

Suffumigi

Si tratta di un sistema particolarmente utile in caso di raffreddore, sinusite, influenza, affezioni
delle prime vie respiratorie con tosse e catarro, bronchite. Si versa acqua bollente in un catino e
si aggiungono 5-8 gocce di uno o più oli ad azione antisettica, balsamica e mucolitica ( le gocce
d’olio possono essere prima disciolte in un cucchiaino d’alcol) Le molecole volatili si liberano
nell’aria assieme al vapore acqueo e possono così essere inalate per giungere alle vie respiratorie.
Si espone il viso ai vapori ( ad una distanza sufficiente per non scottarsi) coprendo la testa con
un asciugamano e respirando i vapori balsamici.

Sciacqui

Sono indicati alla presenza d’infiammazioni del cavo orale come afte, gengiviti canditosi e della
gola. In un bicchiere d’acqua o di tisana, aggiungere 3-4-gocce d’olio essenziale in precedenza
miscelato con un pi di miele o con qualche goccia di soluzione di propoli. Per gli sciacqui si
sorseggia una piccola quantità di liquido e si trattiene in bocca a contatto con la parte
interessata. Si ripete più volte eliminando il liquido dalla bocca dopo uno, due minuti e rinnovando
l’operazione.

Irrigazioni interne

Alla presenza d’infiammazioni e infezioni vaginali, è utile praticare delle irrigazioni interne
utilizzando 200-300 ml d’acqua bollita cui siano state aggiunte 4-5-gocce di un olio essenziale
antisettica ( utilizzate quelli più delicati ed evitare quelli fenolici) e antinfiammatori,
mescolando bene.

LA DIFFUSIONE NELL’AMBIENTE

I modi per diffondere gli oli essenziali nell’ambiente sono diversi e andrebbero scelti in base alle
necessità.

Umidificatori

Il metodo più semplice consiste nel versare alcune gocce nella vaschetta d’acqua che è comunemente
appesa al calorifero per aumentare il grado d’umidità dell’aria. In questo modo per effetto del
calore, l’olio essenziale evaporerà lentamente e potrà diffondersi nell’ambiente. Questo metodo è
adatto per diffondere oli molto volatili. Sembra strano, ma la familiarità e il sapere utilizzare al
meglio gli oli permette in cucina l’eliminazione degli odori che si formano dopo aver cucinato
piatti, senz’altro buoni, ma un pò troppo sgradevoli come odore.

SCHEDE AROMATICHE

o Qui di seguito la descrizione e la carta d’identità degli oli essenziali (circa sessanta), abbiamo
volutamente escluso i più tossici.

o Identificazione della pianta (nome botanico, famiglia, descrizione, distribuzione geografica ,
climatica, eventuali specie simili).

o Le parti utilizzate per estrarre l’olio essenziale con la modalità estrattiva ( per distillazione,
spremitura, per mezzo di solventi ecc…).

o I componenti chimici prevalenti nell’olio essenziale (con riferimento al tipo specifico di
molecole presenti e al gruppo chimico di riferimento). o Le qualità organolettiche dell’olio
essenziale (profumo, con riferimento alla nota di testa, cuore o base; colore).

o Le caratteristiche energetiche dell’olio essenziale (con riferimento alle categorie yin-yang e
alle simbologie planetarie.

o Le proprietà terapeutiche dell’olio essenziale e le principali indicazioni.

o Le eventuali avvertenze (effetti collaterali, precauzioni).

Nella parte che segue, approfondiremo la conoscenza della pianta stessa, la sua profonda natura, la
sua personalità, il rapporto più intimo con l’uomo: ci si avvalerà di contributi etimologici,
riferimenti mitologici, medicina antica, gli utilizzi tradizionali che si ritrovano presso diversi
paesi e culture, aspetti simbolici, gli impieghi degli oli stessi: spiegando e insegnando l’utilizzo
degli oli per le varie problematiche ed infine, ci sarà un paragrafo sull’uso “curioso”, in cui
vengono spiegate le utilizzazioni insolite dell’olio essenziale trattato. La scelta degli oli
essenziali descritti, ne comprende un’ampia gamma per le più diverse esigenze, le piante aromatiche
da cui si estraggono gli oli sono centinaia. Qui vedremo i più poliedrici, facilmente reperibili,
più interessanti e utili. Sono esclusi gli oli potenzialmente tossici.

Gli oli essenziali sono efficaci a dosi minime. Iniziare con le dosi più basse indicate è una regola
valida per tutti gli oli essenziali e per tutti i trattamenti, perché è molto importante valutare la
sensibilità e la tollerabilità individuale, che può variare da persona a persona. E’ consigliato
l’utilizzo preferenziale della via esterna rispetto a quella orale, perché è più sicura e meno
esposta ai rischi di tossicità e sovradosaggio. Per nessun motivo bisogna interrompere di propria
iniziativa una terapia medica per sostituirla con quella a base d’oli essenziali. L’eventuale
utilizzo d’oli essenziali in associazione con farmaci va valutato dal medico curante

Gli oli essenziali sono efficaci a dosi minime. Iniziare con le dosi più basse indicate è una
regola valida per tutti gli oli essenziali e per tutti i trattamenti, perché è molto importante
valutare la sensibilità e la tollerabilità individuale, che può variare da persona a persona. E’
consigliato l’utilizzo preferenziale della via esterna rispetto a quella orale, perché è più sicura
e meno esposta ai rischi di tossicità e sovradosaggio. Per nessun motivo bisogna interrompere di
propria iniziativa una terapia medica per sostituirla con quella a base d’oli essenziali.
L’eventuale utilizzo d’oli essenziali in associazione con farmaci va valutato dal medico curante.

ABETE BIANCO

o Sinonimi: abete comune, abete vero, pino bianco, abete europeo

o Nome botanico: Abies alba

o Famiglia: pinacee

o Descrizione: albero sempreverde che può raggiungere i 50 -60 metri di altezza e che viene
considerato, assieme all’abete rosso, la conifera più grande di tutte quelle diffuse in Europa. La
chioma è slanciata e conica, i rami crescono orizzontalmente rispetto al tronco. Una volta raggiunti
i 100 anni, (vive fino a 300), l’albero smette di crescere in senso longitudinale e i rami
cominciano a crescere verso l’alto, avvolgendosi su se stessi. Le foglie sono grossi aghi di colore
verde scuro sopra e con due strisce bianche sotto. I coni, le pigne, sono allungati e a disposizione
eretta in verticale.

o Distribuzione: forma foreste pure nelle regioni montane dell’Europa centrale dai Pirenei,
attraverso le Alpi, fino ai Balcani. Anche gli abeti si sono notevolmente rarefatti a causa
dell’ormai diffusa “moria dei boschi” che ha colpito praticamente tutte le specie di alberi
esistenti.

o Altre specie: Abete canadese (a.balsamea), abete siberiano (a.siberica) i cui oli essenziali hanno
caratteristiche simili a quelle dell’abete bianco.

o Parti utilizzate per estrarre l’olio essenziale: foglie e rametti per produrre l’olio essenziale
la secrezione del tronco per produrre l’oleoresina.

o Componenti principali dell’olio essenziale: pinene, limonane (monoterpeni), acetato di bornile
(esteri terpenici), (dell’oleoresina: pinene, cafene)

o Profumo: balsamico, fresco, dolce; (nota di base)

o Colore: incolore o giallo chiaro

o Energia: yang-yin

o Simbologia planetaria: sole, saturno luna

o Proprietà: tonico stimolante generale, antisettico delle vie respiratorie, antispasmodico
espettorante febbrifugo antireumatico.

o Indicazioni principali: malattie da raffreddamento, raffreddore, sinusite, bronchite, artrosi,
stanchezza, dolori muscolari

o Avvertenze: l’uso non diluito può irritare la pelle; se ne sconsiglia l’uso orale. Gli abeti
crescono dove la terra è povera e l’inverno è lungo, scelgono per svilupparsi luoghi montagnosi
difficili e poco ospitali e posizioni ombreggiate; con le loro robuste radici si abbarbicano su un
suolo povero di nutrimento e creano, con i loro aghi che cadono un minimo di terra per avere
nutrimento. Chi entra per la prima volta in un bosco di abeti rimane impressionato dal vedere il
particolare rapporto dei rami con la luce: la luce solare viene assorbita e filtrata dai rami e
arriva molto smorzata al suolo, creando un’atmosfera raccolta e quasi magica, una cattedrale
naturale.

L’abete è uno degli elementi principali dell’atmosfera natalizia in quanto rappresenta il classico
“albero di Natale”, che viene addobbato in occasione delle festività. Si tratta di una tradizione
molto antica di origine nordica, che prende origine dai culti celtici legati al solstizio d’inverno.
Nel calendario celtico l’abete era consacrato al giorno della nascita del Fanciullo divino giorno
supplementare che seguiva al solstizio d’inverno. E’ quindi legato strettamente a tematiche solari e
all’eterna dicotomia tra vita e morte: nella lunga notte invernale nordica questo albero,
sempreverde e immutabile, aveva in sé tutta la forza simbolica di qualcosa di più forte della morte.
Per la sua maestà, veniva considerato dalle popolazioni dell’Asia settentrionale (insieme con la
betulla degli sciamani siberiani) “l’ Albero Cosmico”, che in ogni tradizione rappresenta la
manifestazione divina del cosmo, asse del mondo, punto d’incontro dell’alto con il basso, unione di
due opposti, le profondità della terra e l’inaccessibilità del cielo, fermo sostegno dell’universo.
Presso tutti i popoli dell’Europa settentrionale è documentato il legame tra l’abete e il solstizio
d’inverno. Nel Medioevo, poco prima di questo giorno, i contadini si recavano nel bosco per tagliare
un abete, che veniva portato a casa e decorato con ghirlande, candele e dolciumi, assumendo il
significato di “albero di luce”.

Nei paesi latini quest’usanza penetrò molto tardi, dopo l’ottocento: il significato dell’abete
natalizio si è esteso a simboleggiare la nascita di Cristo, luce che illumina il mondo; i dolcetti e
i regalini appesi diventano allora il simbolo dell’amore che Egli ci offre, il raccogliersi attorno
all’albero significa essere illuminati dalla Sua luce e pervasi dal Suo amore. Nei paesi del Sud
dell’Europa la festa del solstizio era associata al culto del dio Mitra, figlio del Sole.

L’abete è portatore anche di significati meno consueti: non mancò a questa pianta l’attribuzione di
un significato materno, connesso con il suo riprodursi spontaneo e con il suo aspetto sempreverde,
che vince ogni immagine di morte e sterilità. Con le sue lunghe fronde che si allargano
orizzontalmente assume un aspetto protettivo: i piccoli abeti bianchi hanno bisogno per crescere
dell’ombra dell’albero madre, perché troppa luce nuocerebbe loro. Questa funzione di protezione si
estende anche ai piccoli animali che vivono in montagna e che possono trovare riparo sotto i suoi
ampi rami. Nelle culture rurali era simbolo di prosperità; in una località della Germania c’era
l’usanza una volta all’anno, di battere le donne con rami di abete per favorirne la fecondità. In
Grecia l’abete bianco era sacro alla dea Artemide, cioè alla Luna, protettrice delle nascite, ed è
collegato a riti primaverili in onore della Grande Madre e della rinascita della natura.

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