Ormoni endocrini e ormoni tessutali

pubblicato in: AltreViste 0

Ormoni endocrini e ormoni tessutali

Accanto alle ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, paratiroidi, ghiandole surrenali, pancreas,
gonadi, epifisi e timo), esistono sistemi cellulari preposti alla sintesi di sostanze ormonali dette
ormoni tessutali o istio-ormoni. Come esempi di istio-ormoni si possono ricordare la
colecistochinina e la secretina, elaborate a livello della mucosa intestinale. In base alla
struttura chimica si distinguono tre categorie di ormoni: ormoni di tipo fenolico, come gli ormoni
della tiroide e quelli prodotti dalla midollare del surrene (adrenalina e noradrenalina); ormoni di
struttura proteica, comprendenti l’insulina, il glucagone, gli ormoni dell’ipofisi, la
somatostatina, il paratormone, la calcitonina, la gastrina; ormoni steroidei, che comprendono i
prodotti della corteccia surrenale (corticosteroidi) e gli ormoni sessuali elaborati dal testicolo,
dall’ovaio, nonché dalla placenta durante la gravidanza.

adrenalina

ormone secreto dalla porzione midollare della ghiandola surrenale, mediatore chimico della
trasmissione nervosa del sistema simpatico. Aumenta il tasso di glucosio nel sangue. Vasocostrittore
cutaneo, causa il pallore visibile nei momenti di grave stress; vasodilatatore delle arterie
muscolari e coronariche, aumenta la pressione sistolica e diastolica, aumenta la frequenza cardiaca,
rilassa la muscolatura bronchiale e addominale. Efficace soprattutto nei casi di crisi ipoglicemica
da insulina, di arresto cardiaco, di shock anafilattico e di attacco acuto di asma. Viene
somministrata dal medico in iniezione endovenosa o sottocutanea. È usata in anestesia locale per
mantenere nel luogo di iniezione la massima quantità di anestetico.

noradrenalina

(o norepinefrina) ormone prodotto dalla sostanza midollare del surrene in quantità minore rispetto
all’adrenalina (in proporzione di 1 a 4 circa). Chimicamente deriva dall’aminoacido fenilalanina;
viene metabolizzata da sistemi enzimatici in prodotti finali, poi escreti – in forma, per esempio,
di acido vanilmandelico – con le urine; la misurazione di queste sostanze è indice della quantità di
catecolamine (adrenalina e noradrenalina) prodotte dall’organismo. La noradrenalina agisce sui
recettori adrenergici: stimola intensamente i recettori alfa-adrenergici, presenti soprattutto a
livello dei vasi, provocando vasocostrizione; stimola, ma in misura minore, anche i recettori
beta1-adrenergici, prevalenti a livello del miocardio e del tessuto di conduzione, aumentando di
poco la contrattilità e la frequenza cardiaca; non ha effetti significativi sui recettori
beta2-adrenergici, presenti a livello arteriolare e bronchiale. La noradrenalina ha inoltre anche
funzione di neurotrasmettitore del sistema nervoso simpatico. Rispetto all’adrenalina, la
noradrenalina è meno attiva, oltre che a livello dei bronchi, anche a livello della muscolatura
scheletrica, dove provoca un aumento del flusso del sangue, e dell’intestino, dove causa contrazione
degli sfinteri e rilasciamento della parete muscolare. Ha inoltre effetti metabolici, aumentando i
livelli di glucosio e di lipidi nel sangue. La noradrenalina trova indicazioni, come farmaco, negli
stati di shock da cause cardiache (somministrata per via endovenosa o direttamente per iniezione
intracardiaca) e nei gravi stati di ipotensione (per via endovenosa).

dopamina

neuromediatore che deriva dalla DOPA e dà origine alla noradrenalina. La sua ridotta presenza in
alcuni nuclei del cervello è messa in relazione al morbo di Parkinson.

serotonina

neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti. Anche se non è stato esattamente
chiarito il ruolo della serotonina nelle malattie psichiatriche e nel meccanismo d’azione degli
psicofarmaci, è stato tuttavia dimostrato il suo coinvolgimento in diverse funzioni: nella
regolazione del sonno e del dolore, nei comportamenti motorio, aggressivo, alimentare e sessuale.

neurotrasmettitore

sostanza fisiologica che rende possibile la trasmissione degli impulsi nervosi tra due strutture
nervose anatomicamente separate e poste in collegamento da sinapsi, oppure tra la fibra nervosa
terminale e l’organo effettore (per esempio, tra nervo e fibre muscolari nella placca motrice). Nel
sistema nervoso, i neurotrasmettitori svolgono un ruolo essenziale nella trasmissione degli impulsi
che possono avere carattere eccitatorio o inibitorio. I principali neurotrasmettitori sono
l’acetilcolina e la noradrenalina, rispettivamente presenti a livello sinaptico nei neuroni di tipo
colinergico (come i motoneuroni e i neuroni effettori viscerali pregangliari) e di tipo adrenergico
(come i neuroni effettori postgangliari viscerali ortosimpatici); altri importanti
neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale sono la dopamina, la serotonina, aminoacidi quali il
GABA (acido gamma-aminobutirrico), l’aspartato, il glutammato. Nelle sinapsi i neurotrasmettitori
vengono elaborati da apposite strutture e quindi accumulati all’interno delle vescicole
presinaptiche; all’arrivo dell’impulso nervoso le vescicole liberano il neurotrasmettitore che migra
nello spazio intersinaptico per andare quindi a fissarsi su recettori specifici posti sulla membrana
postsinaptica, causando la depolarizzazione della cellula o attivando una particolare funzione (per
esempio, la secrezione ghiandolare). Il neurotrasmettitore liberato nella fessura sinaptica non ha
la possibilità di accumularsi e di persistere in questa area se non per il tempo brevissimo
(dell’ordine dei millisecondi) necessario per esplicare la funzione fisiologica; immediatamente il
neurotrasmettitore viene inattivato da sistemi enzimatici specifici (colinesterasi, monoaminossidasi
ecc.) e successivamente viene riassorbito dalle vescicole presinaptiche (processo di reuptake). I
neurotrasmettitori hanno un ruolo essenziale non solo nella conduzione degli stimoli dal centro alla
periferia e viceversa, ma anche nella funzione di regolazione e di modulazione dell’attività globale
del sistema nervoso centrale, comprese le attività intellettive superiori e quelle legate
all’affettività e al tono dell’umore.

da www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=vr&url=/3/5241_1

Condividi:

Lascia un Commento: