Chiarezza di pensiero e tolleranza

pubblicato in: AltroBlog 0

Chiarezza di pensiero e tolleranza

di ANTHONY DE MELLO

da CHIAMATI ALL’AMORE – RIFLESSIONI

EDIZIONI PAOLINE

Titolo originale dell’opera: Call to Love – Meditations 1991,
Gujarat Sahitya Prakash, Anand, India

Traduzione dall’inglese di Renzo Fenoglio

“La lucerna del tuo corpo e’ l’occhio… Se il tuo occhio e’ malato, anche
il tuo corpo e’ nelle tenebre”. Lc 11,34

Noi pensiamo forse che il mondo potrebbe essere salvato se solo si riuscisse
a immettervi in misura copiosa la buona volonta’ e la tolleranza. Si tratta
di un’idea falsa. Il mondo non sara’ salvato, ne’ dalla buona volonta’, ne’
dalla tolleranza; ma, dalla chiarezza di pensiero. Di che utilita’ puo’
risultare, infatti, che tu sia tollerante verso gli altri, se, poi, sei
intimamente convinto che la ragione sia dalla tua parte e che chiunque ti
da’ torto si sbaglia? Questa non e’ tolleranza: questa e’ semplicemente
condiscendenza, acquiescenza.

E questo non porta all’unione dei cuori, ma alla divisione; perche’ tu sei
quello che sta su, gli altri quelli che stanno giu’, e questa posizione puo’
generare soltanto un senso di superiorita’ in te e un senso di risentimento
in chi ti sta intorno, e in questa maniera si alimenta ancor piu’
l’intolleranza. L’autentica tolleranza nasce esclusivamente da una nitida
coscienza della abissale ignoranza da cui siamo irrimediabilmente tutti
inquinati quando e’ in gioco la verita’. Perche’ la verita’ e’
essenzialmente mistero.

Lo spirito puo’ averne il sentore, ma non e’ in grado di afferrarla, tanto
meno di esprimerla a parole. Le nostre strutture mentali possono
indicarcela, incanalare verso di essa la nostra attenzione, ma non riescono
a tradurla in espressioni verbali. Cio’ nonostante, tutti parlano con
passione del “valore del dialogo”; ma a che cosa si riduce questo dialogo?
Nel caso peggiore, il “dialogo” altro non e’ che una maschera con la quale
si cerca di convincere l’altra persona della probita’ della nostra
posizione; nel migliore dei casi, il ” dialogo ” ci salva dal divenire una
rana nella nostra pozza d’acqua, una rana che pensa che in quella pozza
consista tutto il mondo possibile.

Che cosa succede quando diverse rane da diversi stagni si riuniscono per
scambiarsi le proprie esperienze e le proprie convinzioni? Succede che il
loro orizzonte si allarga su, fino ad abbracciare l’esistenza di altre rane
diverse da loro, ma cio’ nonostante esse non arrivano a farsi la minima idea
di un oceano di verita’ che non puo’ essere racchiuso entro le sponde di uno
stagno mentale. E cosi’ le nostre povere ranocchie continuano nelle loro
divisioni… e continuano a parlare di ” mio ” e di ” tuo “, della ” tua “
esperienza, delle ” tue ” convinzioni, della ” tua ” ideologia e della ” mia
“.

Il mettere in comune le formule non arricchira’ mai coloro che lo fanno,
perche’ le formule, come le sponde dello stagno, non fanno altro che
dividere: solo l’oceano illimitato riunisce. Ma per raggiungere questo
oceano di verita’ che non conosce sponde e’ essenziale avere il dono della
chiarezza di pensiero. Che cos’e’ questa lucidita’ di pensiero, e come vi si
arriva? La prima cosa che devi sapere e’ questa: – non e’ indispensabile
aver imparato molte cose. Un pensiero chiaro e’ cosi’ semplice che puo’
essere raggiunto anche da un ragazzino di dieci anni. Cio’ che si richiede
non e’ gia’ l’imparare, bensi’, al contrario, il disimparare; non ci vuole
talento, ci vuole coraggio.

Per capire questo concetto pensa a un bambino tra le braccia di una anziana
, brutta domestica. Il bambino e’ troppo piccolo per avere gia’ in testa i
pregiudizi degli adulti, percio’, quando si rannicchia tra le braccia di
quella donna, egli non si basa su etichette elaborate dal suo cervello; non
si basa su etichette come ” donna bianca “, ” donna negra”, ” brutta “, “
graziosa “, ” vecchia “, ” giovane “, ” madre “, ” serva “, ma sulla
realta’. Quella donna risponde al suo bisogno di amore: e’ questa la realta’
che muove il bambino, non il nome della donna, la sua figura, la sua
religione, la sua razza, o la sua setta. Queste sono cose per lui totalmente
irrilevanti. Il bambino non ha ancora opinioni o pregiudizi. E’ questo
l’ambito nel quale si puo’ realizzare la lucidita’ del pensiero. E per
raggiungerla, bisogna scartare tutto cio’ che si e’ imparato e riacquistare
lo spirito del bambino, che e’ ancora immune da passate esperienze e dalle
pianificazioni che ci precludono cosi’ radicalmente la via a guardare in
faccia la realta’.

Scruta dentro te stesso ed esamina le tue reazioni di fronte alle persone e
alle situazioni, e ti spaventerai nel constatare le prevenzioni che stanno
alle spalle delle tue reazioni. Non e’ quasi mai la concreta realta’ di
questa persona, o di questa cosa cio’ a cui tu reagisci. Tu rispondi a
principi, a ideologie, a tutto un sistema di opinioni politiche, economiche,
religiose e psicologiche; tu rispondi a idee preconcette e a pregiudizi,
siano essi positivi o negativi. Affrontali uno per volta – persona, cosa, o
situazione – e cerca di scoprire i pregiudizi che creano barriera tra la
realta’ che ti sta di fronte e le tue percezioni programmate e le tue
proiezioni.

Questo esercizio ti arrechera’ una rivelazione cosi’… divina che neanche
le Scritture saprebbero fornirtela. Pregiudizi e idee preconcette non sono
gli unici nemici del chiaro pensare. Ce n’e’ un altro paio, e sono il
desiderio e la paura. Per acquisire un pensiero che non sia contaminato da
emozioni, quali il desiderio, la paura e l’interesse egoistico, si richiede
un ascetismo cosi’ severo che puo’ spaventare. In genere, noi pensiamo,
erroneamente, che il nostro modo di pensare sia frutto del nostro cervello;
esso invece e’ frutt= o del cuore, il quale e’ sempre il primo a imporre le
conclusioni, ingiungendo poi alla mente di fornire il ragionamento che le
difenda.

E hai, qui, un’altra fonte di divina rivelazione. Esamina alcune delle
conclusioni cui sei pervenuto, e vedi quanto esse sono contaminate
dall’interesse. Cio’ e’ vero per ogni conclusione, a meno che tu la sostenga
solo provvisoriamente. Pensa per esempio alla tenacia con la quale sostieni
le tue conclusioni, riguardo alla gente: questi tuoi giudizi sono
completamente liberi dalle emozioni? Se credi di si’, probabilmente e’
perche’ non ti sei ancora esaminato abbastanza in profondita’. Siamo di
fronte a quella che e’ la maggiore causa di discordie e di divisioni tra le
nazioni e gli individui.

I tuoi interessi non coincidono con i miei, cosi’ come i tuoi pensieri e le
tue conclusioni non collimano con i miei. Quanto pochi individui conosci, il
cui modo di pensare sia almeno qualche volta contrario ai loro interessi!?
Quante volte ricordi di esserti tu stesso impegnato in un simile genere di
pensieri? Quante volte sei riuscito ad alzare una barriera invalicabile tra
un pensiero che prende piede nella tua mente e le paure e i desideri che
agitano il tuo cuore? Ogni volta che cercherai di riuscirci, capirai che
cio’ di cui ha bisogno la lucidita’ di pensiero; non e’ l’intelligenza –
sarebbe troppo facile – ma un coraggio che sconfigga le paure e i desideri,
perche’, nel momento in cui tu desideri o temi qualcosa, il tuo cuore,
consciamente o meno, si frappone come un ostacolo sulla strada del tuo
pensiero. Sono considerazioni da giganti dello spirito, gente arrivata a
capire che per trovare la verita’ c’e’ bisogno non di formulazioni teoriche,
ma di un cuore capace di spogliarsi della propria pianificazione e dei
propri interessi, ogni volta che il pensiero si elabora; un cuore che non
abbia nulla da proteggere e nulla da desiderare; un cuore, percio’, che
lascia libero lo spirito di fare la sua strada, sciolto dalle catene, senza
paure e libero, alla ricerca della verita’; un cuore sempre pronto ad
accettare una nuova evidenza e a cambiare le proprie visuali.

Un cuore cosi’ diventa, allora, una ” lucerna ” che scaccia le tenebre da
tutto il corpo dell’umanita’. Se ogni essere umano fosse dotato di un cuore
cosi’, nessuno piu’ etichetterebbe se stesso come ” comunista” o “
capitalista “, ” cristiano ” o ” musulmano ” o ” buddista”. La lucida
chiarita’ della loro visione rivelerebbe loro che tutti i pensieri, tutti i
preconcetti, tutte le credenze sono lucerne cariche di tenebre, nient’altro
che segni della loro ignoranza. E in questa conoscenza, le mura che dividono
i loro rispettivi stagni crollerebbero, aprendo varchi all’oceano che unisce
tutti i popoli nella verita’.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *