CERVELLO/MENTE/COSCIENZA (PRINCIPI E MODELLI) 6

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CERVELLO/MENTE/COSCIENZA (PRINCIPI E MODELLI) 6

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli

tratto da “Enciclopedia olistica”

Analisi del modello energetico Cyber sette

Il modello Cyber di unità di coscienza è espressione di una realtà implicata e invisibile che si
manifesta nella realtà esplicata e può essere rappresentato nel suo aspetto energetico e dinamico
dal modello Cyber7.

Il modello Cyber unitario è a forma di sfera o di ovoide luminoso, con il centro caratterizzato da
una maggiore luminosità, ma è senza un “alto” o un “basso”, è senza divisioni o movimenti (in quanto
questi concetti sono privi di significato in una dimensione aspaziale e atemporale di pura
coscienza); Cyber7 invece è la manifestazione del Cyber nel mondo fisico-energetico, e quindi
possiede una sua relazione con le dimensioni dello spazio (assi cartesiani) e del tempo, che creano
una serie di strutture dinamiche interne. La struttura del Cyber7 è archetipica, è un ovoide
costituito da flussi di energia-informazione ruotanti che circolano continuamente intorno al proprio
centro formando la base dinamica strutturale del proprio asse centrale. La logica che differenzia e
lega i due modelli è quella della luce pura rispetto ai suoi sette colori, o del suono unico
rispetto alle note armoniche di cui è costituito.

Modelli dinamici di riferimento

La struttura dinamica a spirale autoreferente del Cyber7 è stata presa principalmente da due modelli
scientifici: il campo elettromagnetico e gli attrattori caotici. Nella Tavola V° possiamo vedere (in
basso a sinistra) il campo elettromagnetico, un vero “uovo energetico” formato dal flusso di
elettroni che circolano in modo continuo su un centro-asse interno; dato che consideriamo l’energia
come informazione, abbiamo un modello energetico generale dei sistemi viventi la cui struttura
fondamentale è data da “un flusso di energia-informazione che circola su se stesso”. L’altro modello
di cui Cyber7 riprende fedelmente la struttura è l’attrattore caotico in genere e, specificatamente,
l’attrattore del flusso d’acqua calcolato al computer in Germania e pubblicato su Nature, di cui
riportiamo (in alto a destra) l’immagine di grande bellezza e complessità. Al centro nel mezzo le
fibre del cuore umano. In alto a sinistra il moto spirale di una particella elementare.

Sul livello spirituale, il modello di riferimento di Cyber7 era l'”atomo ultimo” scoperto dai
Teosofi nel corso delle loro indagini psichiche, (in mezzo a sinistra) e ritenuto la prima e più
elementare forma di struttura energetica, una sorta di quark esoterico, di mattone energetico dalla
cui complessificazione nasce l’intera esistenza.

Sul piano psicologico, Cyber7 ricorda l’uovo, diviso in bande orizzontali di sette colori, creato da
Roberto Assagioli come modello di base della psicosintesi (Fig.**). La somiglianza è profonda anche
se non contempla, come il Cyber7, un continuo flusso di energia-informazione, sia in direzione
ascendente che discendente.

Cyber7 è una struttura dinamica che richiama l’energia spirale dei simboli primordiali e si
sovrappone ai modelli di spirituali tradizionali di corpo energetico il cui asse (spesso
rappresentato come spirale di energia intelligente) è diviso in sette chakra, ruote di energia
luminosa in vorticante rapidissimo movimento.

L’informazione che conosce se stessa

La forma autoricorsiva di flusso spirale dinamico e continuo che osserviamo nei modelli dinamici
della Tavola V°, rappresenta la struttura elementare di ogni campo elettromagnetico e del modello
Cyber7. Come esposto relativamente al principio di autoconoscenza (Pag.**), questa struttura
rappresenta l’archetipo delle funzioni viventi di autoconoscenza e della capacità di espansione del
campo, che permette di comprendere la sua evoluzione verso modelli sempre più complessi.

Nel Cyber7 l’energia-informazione dell’intero sistema continua a riverberare su se stessa; così le
informazioni generano un “flusso cibernetico circolare autoreferente” che si concentra nel centro o
nell’asse del sistema.

Questo continuo “feed-back informatico autoreferente”, che produce auto-informazione, rappresenta
fondamentalmente la matrice del principio di autocoscienza-conoscenza, ossia una “spirale
cibernetica” che “conosce se stessa”. La natura dell’identità è la continua autoconoscenza, ossia:
“esisto come io in quanto conosco costantemente le informazioni del mio campo”.

Possiamo vederlo come un continuo processo cognitivo di auto-feed-back che porta alla coscienza
globale delle informazioni, grazie al quale l’intero sistema inizia a comportarsi dinamicamente come
un tutto. Questa è la base teorica dell’autopoiesi e dei sistemi aperti di conoscenza.

I livelli di coscienza nel modello Cyber7

Nel modello Cyber7 possiamo riconoscere una differenziazione, lungo l’asse verticale, delle sette
frequenze armoniche in cui può essere scomposta un’energia, dalle più basse alle più elevate. Le
frequenze più basse sono legate ad una maggiore fisicità mentre le più elevate ad un livello più
complesso di informazione. Nel cervello le onde elettromagnetiche Delta, più lente (0.5-4 Hz), sono
tipiche delle zone più primitive e istintive del cervello (archipallio) mentre le onde Beta (14-35
Hz) sono correlate alle funzioni superiori della neocorteccia. Questo modello può così essere
analogicamente utilizzato per rappresentare i sette livelli di complessità dell’esistenza. Ogni
livello corrisponde ad una spira-colore, ad un certo gradino evolutivo della coscienza.

1) Primo livello: corrisponde all’inconscio cosmico, la mente e la memoria della materia
dell’universo.

2) Secondo livello: è l’inconscio collettivo, molto più ampio rispetto all’equivalente concetto
Junghiano, che include la mente e la memoria di tutti gli esseri viventi del pianeta.

3) Terzo livello: è l’inconscio personale, sede di instinti, passioni e desideri, dei
condizionamenti (karma) passati.

4) Quarto livello: corrisponde al conscio, alla coscienza di veglia, che si può trasformare in
autocoscienza, primo passo verso i livelli superiori.

5) Quinto livello: corrisponde al piano superiore della consapevolezza e può essere chiamato il
superconscio individuale, sede delle memorie delle vite precedenti e della coscienza degli scopi
evolutivi presenti e futuri.

6) Sesto livello: è il superconscio collettivo, che raggruppa tutte le coscienze e intelligenze del
pianeta, analogo alla Noosfera di Teilhard de Chardin o alla coscienza di Gaia.

7) Settimo livello: è il superconscio cosmico, insieme di tutte le coscienze e memorie spirituali
dell’intero universo: la mente di Dio, l’illuminazione.

Cyber definizioni

Campo di informazioni: ogni insieme matematico, sia esso fisico o mentale, viene considerato un
campo di informazioni in relazione. Un campo di informazioni può essere unitario, ossia con una
coscienza “centrale” che unisce tutte le informazioni, come una cellula o un animale, oppure
non-unitario, come un sasso, un lago o una città, che sono privi di un’unità di coscienza.

Unità di coscienza, identità o sé: coscienza globale delle informazioni di un campo. Senso unitario
dell’intero campo. Coscienza dell’interconnessione e dell’unità delle informazioni di un campo, come
il nodo centrale di una rete di informazioni.

Campo unitario di coscienza o Cyber: campo di informazioni autocosciente e quindi dotato di vita
relativamente autonoma.

Densità cibernetica: numero di informazioni che circolano all’interno di un campo di coscienza. Le
densità dipendono dal numero degli insiemi-livelli che caratterizzano il campo.

Riassunto delle caratteristiche analogico-sintetiche del modello Cyber

La complessità del modello Cyber si manifesta pienamente nella sua possibilità di comprendere il
processo di evoluzione e i differenti livelli o densità di comunicazione e di organizzazione
dell’essere umano.

Cyber è un modello che – come ogni essere vivente – incarna nella sua unità microcosmica le leggi
universali dell’esistenza e ne esprime i simboli archetipici. Vediamo insieme di riepilogare le sue
caratteristiche principali.

Cyber è l’unità cibernetica

La cibernetica è la scienza oggettiva del controllo e dell’utilizzo delle informazioni, Cyber è il
soggetto, il centro di coscienza o self che controlla e dirige le informazioni. Il “corpo” di un
Cyber è l’insieme delle informazioni gestite in flusso-rete-insieme unitario. Il Cyber si “nutre” di
informazioni, le capta con i suoi organi di senso, ne percepisce il significato, le analizza, le
elabora e le fa sue, le immagazzina nella sua memoria, le trasforma, le utilizza per sopravvivere,
per vivere meglio e per evolvere. Nell’oceano informatico Cyber è un campo unificato ad alta densità
di informazioni e a relativa autonomia.

Cyber è l’uno: l’uovo dell’essere

Cyber è la “misura” dell’unità dell’essere vivente. Ogni essere vivente è un Cyber. Un’ape è una
unità vivente quindi è un Cyber, un’entità vivente, come unità di coscienza e di informazioni. Una
mela non è un Cyber ma una parte di un Cyber che, in questo caso, è l’intero albero di melo. La mela
non vive di vita propria, non è autonoma, non possiede un suo centro che unifica le sue
informazioni, è l’organo riproduttivo del melo e da esso dipende costantemente per la sua crescita.
Nella mela i semi sono dei Cyber potenziali: in essi, quando diventano maturi, si manifesta
olograficamente l’unità di coscienza del melo stesso, unità che permette loro, una volta caduti
nella terra, di auto-organizzarsi come entità viventi autonome.

La balena è un’insieme di “triliardi” di atomi e cellule; quando diciamo “una” balena poniamo
l’accento sulla sua unità o individualità vivente: ciò che unisce le sue parti, la “struttura che
connette”.

Newton “scoprendo” la forza di gravità diede un nome e un concetto all’ovvia evidenza “che le cose
cadono verso il basso”. Cyber è un modello che dà consistenza e ragione scientifica a ciò che da
sempre appare ovvio, ossia “che gli esseri viventi sono unità soggettive”. L’Uovo che rappresenta il
modello Cyber è raffigurazione olografica del mitico Uovo di Luce splendente che ha dato inizio
all’esistenza. Cyber è un’unità di coscienza.

Dall’unità di misura alla misura dell’Unità

Fino ad ora la scienza ha creato unità di misura per comprendere i fenomeni fisici del mondo: la Res
Extensa. Cyber è la misura dell’unità, elemento chiave per investigare e conoscere la dimensione
soggettiva, la Res Cogitans.

Mentre le unità di misura oggettive, come il metro, il grammo o il secondo, devono essere
quantificate in maniera rigida ed esatta, Cyber è un’unità esistenziale fluida come un’onda che
varia poeticamente dallo zero del non esistere, all’uno del nascere ed essere, all’infinito della
libertà per tornare allo zero del cessare di vivere. Ogni scienza ha un suo Cyber come unità
elementare di cui indaga la natura e la complessità: la fisica ha i quanti e le particelle
elementari, la chimica ha l’atomo, la biologia ha la cellula, la zoologia ha l’animale, la medicina
e la psicologia hanno l’essere umano, la geologia e le scienza geografiche hanno il pianeta Terra,
l’astonomia ha i soli e le galassie, l’astrofisica ha il Tutto, l’Universo. (vedi Fig. tavola delle
unità Cyber)

Punto Zero, Vuoto e non conoscenza

Il “centro” di coscienza del Cyber è virtuale: lo posizioniamo nel centro fisico dello sferoide per
comodità simbolica e topologica, ricordando che esso è olograficamente distribuito in ogni punto del
sistema. Chiamiamo “punto zero” il centro virtuale di coscienza per ricordare la sua natura di vuoto
e quindi la sua costante connessione con il grande vuoto sub-quantistico universale.

La natura vuota della coscienza è sincronica e olografica con l’infinita coscienza vuota del Tutto.
Questo contatto ci permette di evolvere verso una coscienza unitaria e infinita. Il centro di
coscienza, come lo zero matematico e come il punto geometrico, è senza dimensioni: quando cerchi di
afferrarlo fisicamente o logicamente non lo trovi. Quando guardi dentro di te e cerchi di scoprire
chi sei, cos’è la sostanza del tuo “io”, trovi solo spazio vuoto e silenzio: shunyata. Non c’è io,
solo coscienza, in pace e vastità. Questa è la nostra vera natura, questo vuoto è la misteriosa
radice originaria della non-conoscenza, che umilmente dobbiamo accettare.

Sincronicità, coerenza e sintropia

Un Cyber è un’area sincronica dello spazio-tempo, ossia un campo ad altissima coerenza. Un Cyber è
esso stesso un evento sincronico del Tutto, che manifesta in ogni sua azione la legge di sintropia.
Praticamente ogni evento biochimico, emozionale o psichico che avviene in un Cyber è un evento
altamente sincronico, che ha un senso e un fine, che è frutto di una costante sinergia di eventi, e
quindi, in gradi diversi, è sincronizzato con il funzionamento globale dell’intera unità e
dell’esistenza.

Cyber è un’unità sincronica.

Vortex

Prigogine utilizza il vortice in un fiume come modello di sistema vivente aperto. Cyber è un vortice
nel cosmico flusso di informazioni dell’esistenza. Un’onda dell’oceano della coscienza.

Il centro del vortice è il cuore intorno a cui gravitano le informazioni che continuano a giungere
dall’esterno e a cui ritornano dopo aver “girato” nel Cyber. Vortice e flusso sono due entità
virtualmente separate di un unico indiviso movimento. Il centro di coscienza di un Cyber è come il
punto di incontro di infiniti flussi di informazione, come il “fuoco” di una lente, dove le
traiettorie di miliardi di fotoni si incrociano e si fondono.

Cyber è un vortice informatico aperto, con un centro virtuale.

Ologramma

Nel fascio laser (prodotto con luce coerente) e nella lastra olografica l’informazione totale è
distribuita in ogni singola parte.

Nelle nostre cellule ogni nucleo contiene nel suo DNA tutte le informazioni, non solo quelle
relative alla sua microscopica vita ma anche quelle relative all’intera struttura. Ogni cellula, con
la sua piccola identità e funzione locale è intimamente connessa con la globalità di noi stessi come
un minuscolo microcosmo in un macrocosmo. La stessa relazione lega ogni singolo essere vivente ed in
particolare l’uomo all’intero cosmo: “Pensa globalmente e agisci localmente”.

Cyber è un’unità olografica, che deriva da un’informazione coerente col Tutto.

Ordine e caos

Le attività energetiche sono processi di informazione. Fuori dai Cyber (sistemi viventi) l’energia
tende al disordine e alla stasi ossia tende all’entropia, mentre nei sistemi viventi l’informazione
tende all’ordine e all’auto-organizzazione ossia tende alla sintropia. L’incredibile sinergia
(sintonia di azione) che si osserva in tutte le attività metaboliche di ogni essere vivente
rappresenta il riflesso energetico visibile dell’unità di elaborazione delle informazioni.

Il fenomeno dell’individualità degli esseri viventi dipende dall’unitarietà nella rete interna di
comunicazioni che connette ogni parte atomica e cellulare del loro essere. Nel vivente tutto
“pensa”, tutto è “in rete”. Cyber è una rete unitaria di relazioni.

Geometria cibernetica

Cyber è un mandala sferico

Proviamo a costruire un Cyber. Crea una sfera, disegnala o falla calcolare al computer grafico;
dentro questa sfera poi crea un centro, puntiforme o sferico: questa è la forma archetipa del Cyber.

Come modello topologico tridimensionale, la sfera può ovalizzarsi, appiattirsi, allungarsi, o
diventare eccentrica senza perdere la sua struttura originaria. Ad esempio l’essere umano nasce come
sfera unicellulare (l’ovulo fecondato) e man mano modifica questa forma originaria introducendo
innumerevoli variabili che ne alterano la superficie. Anche da adulto, pur avendo perso la forma
sferica, l’alone elettromagnetico che circonda l’uomo è di forma sferoidale. Una galassia è un campo
sferoidale particolarmente schiacciato sull’asse Nord-Sud, al contrario di un cipresso che, rispetto
al medesimo asse verticale, invece è particolarmente allungato. Ovviamente una sfera da sola, come
un pallone, non è un Cyber.

Il centro

La caratteristica prima degli esseri viventi è di essere individui, ossia di essere un centro di
coscienza. Raffiguriamo questo “io”, questo “centro soggettivo” come punto zero centrale, un punto
“vuoto”, “senza dimensioni”.

Esattamente come lo zero posto al centro delle coordinate cartesiane X, Y e Z, che ne rappresenta
l’origine anche se è virtualmente inesistente (0=nulla), il punto zero rappresenta il centro di
coscienza, il vuoto, la soggettività che virtualmente sta all’origine di tutte le funzioni del
vivente, ma che (oggettivamente) non c’è.

Il punto zero chiarisce matematicamente la costante e implicita presenza della dimensione di
coscienza, non spaziale e non temporale, nei fenomeni fisici. Il punto zero rappresenta il motore
immobile, l’asse su cui gravitano le informazioni dell’unità vivente. In realtà il centro è diffuso
in maniera olografica in ogni singolo punto del Cyber.

Asse e poli

Essendo espressione della dimensione implicata della coscienza, il modello Cyber non ha dimensioni e
quindi non può avere un asse di rotazione. Il modello energetico-esplicato Cyber7 può possedere un
proprio asse di rotazione e quasi sempre un polo sud-caudale, chiamato punto alfa, e un polo
nord-cefalico, chiamato punto omega. Esempi: atomo, cellula, pianeta.

Spin

L’eventuale rotazione del flusso di energia-informazione di un Cyber7 può essere centrifuga o
centripeta, destrogira o levogira, ascendente o discendente. O anche, nei Cyber più evoluti, una
complessità di più flussi interdipendenti.

Codici colore

Daremo al Cyber la gamma delle intensità di luce dal buio abissale dello zero assoluto all’accecante
bagliore delle nove. Mentre daremo al Cyber7 la gamma dei colori dello spettro completo della luce:
dall’infrarosso (nero) all’ultravioletto (bianco) passando per i sette colori dell’arcobaleno.
Questi colori designeranno arbitrariamente le differenti densità o livelli evolutivi dei Cyber.

continua…

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