TEORIA DEI CYBER

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TEORIA DEI CYBER

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli

TEORIA DEI CYBER

IL MODELLO CYBER

La coscienza cibernetica, la sincronizzazione cerebrale e la coscienza collettiva di Nitamo
Montecucco

Introduzione

Cyber è il primo modello scientifico di coscienza, che permette una lettura unitaria dell’indentità
umana, dell’evoluzione della materia alla vita, e della sua continua evoluzione verso forme animali
più complesse e coscienti, fino a terminare nell’autoconsapevolezza umana e nella coscienza
planetaria.

La comprensione scientifica del cervello, della coscienza individuale e collettiva rappresenta la
sfida della attuale ricerca scientifica. Dopo quattro secoli di materialismo la scienza può
ritrovare lo spirito olistico originario per aiutare l’umanità anche nella sua dimensione interiore:
la frontiera è la comprensione della coscienza umana, delle logiche di evoluzione del cervello, e
della coscienza collettiva.

Per comprendere scientificamente la coscienza individuale e collettiva è necessario: primo,
introdurre nell’attuale logica scientifica differenti paradigmi di lettura della realtà che ci
permettano di penetrare nella dimensione o dominio della coscienza, secondo, degli appropriati
modelli di coscienza che permettano di analizzare i dati in modo coerente ed evolutivo, terzo dei
dati sperimentali che ci permettano di comprendere la natura e la logica dell’evoluzione della
coscienza individuale e collettiva.

Tra i principali paradigmi proposti per comprendere scientificamente la dimensione psichica
troviamo: l'”ordine implicato” e l'”informazione attiva” di David Bohm, il “campo psi” o “vuoto
sub-quantistico” di Ervin Laszlo, la “protomente” di David Peat, la “non-località”, la
“sincronicità” di Carl Jung.

La rivoluzione cognitiva, per passare da una visione meccanicista ad una visione olistica capace di
includere la dimensione interiore nell’osservazione della realtà, è orientata alla cibernetica. Per
questo definiamo la coscienza come “ciò che possiede la facoltà di percepire il significato di
un’informazione”.

SCI.32.020 -Informazione come “Quanto di significato”

Partiamo dal concetto stesso di informazione: se in una visione positivista della realtà
l’informazione è solo un sinonimo di segnale o bit (come differenza discriminabile e quindi
percepibile) usato come mezzo per inviare messaggi; in una visione olistica esso può essere
interpretato anche come un “quanto di significato”.

Informazione senza significato è un non-senso.

Proviamo ad analizzarne brevemente le caratteristiche: l’informazione in cibernetica, sin dalla sua
nascita, è definita come priva di energia e di massa, il Nobel per la chimica Manfred Eigen sostiene
che: “la natura dell’informazione è immateriale”, il biologo Pierre Grassé scrive che
“l’informazione fa e anima l’essere vivente”.

Ogni “quanto di energia” (particella elementare) può essere descritto come un pacchetto di
informazioni, e l’intera realtà può essere così vista in modo non-duale come energia informata,
intelligente e cosciente, in continuo flusso informatico, che può cristallizzarsi,
individualizzarsi, duplicarsi, disgregarsi e ovviamente evolvere unificando le informazioni in
insiemi e flussi coerenti e sinergici.

“Gateway” verso la coscienza

Il fisico e filosofo Henry Margenau sottolinea che: “La coscienza, benché la teoria
dell’informazione non dica nulla su di essa, non avrebbe senso senza l’informazione. Quest’ultima
implica la coscienza, apre una porta verso di essa, misura ciò che vi entra, ma si ferma in qualche
modo alla sua soglia. Possiamo dunque osservare che l’informazione, detta anche nega-entropia, la
quale cresce ovviamente con il crescere del tempo, presenta la stessa tendenza alla vita.”

L’informazione implica necessariamente il significato e quindi presuppone la coscienza, il concetto
di informazione è un “gateway”, (un passaggio) aperto e in costante relazione con la grande
dimensione implicata della coscienza.

L’informazione, come le particelle elementari, ha una sua duplice apparenza, dal lato
esplicato-energetico è vista come bit, dal lato implicato-psichico è un quanto di significato, è il
“building block” (elemento costitutivo) della coscienza stessa.

L’informazione è un termine largamente utilizzato nelle scienza che può essere facilmente
riorientato e utilizzato come elemento di quantificazione della coscienza in ogni suo aspetto.

Il primo principio di termodinamica: entropia e sintropia

Mentre la logica delle energie fisiche sottostà alla legge di entropia, in cibernetica il concetto
di informazione porta ad una formula di segno opposto, ossia al concetto nega-entropico,
l’informazione ha quindi una evidente tendenza all’ordine e all’evoluzione.

Il Nobel Ilya Prigogine ha di fatto evidenziato come lo stesso principio di entropia, quando
applicato alle “strutture dissipative” ossia a sistemi aperti e lontani dall’equilibrio
termodinamico (come quelli viventi e coscienti), porta ad un opposto risultato di organizzazione.

Possiamo quindi interpretare la realtà parallelamente sia come energie fisiche legate al concetto di
entropia sia come informazioni legate al concetto di nega-entropia o sintropia come è stata chiamata
dal fisico italiano Fantappié.

Il principio di conservazione dell’energia e dell’informazione

Il primo principio di termodinamica chiamato principio di conservazione stabilisce che l’energia e
la massa non possono essere distrutte o annichilite ma solo modificarsi e cambiare di stato. Se
interpretiamo l’energia come informazione abbiamo il principio di conservazione dell’informazione e
del significato.

E’ il principio di memoria su cui è basato il DNA e il senso di identità di ogni essere vivente.
Comprendere il significato di un’informazione è l’atto stesso del conoscere e conservare
informazioni significa accumulare conoscenza.

Il centro della rete informatica

Dalle basi teoriche passiamo ora al modello. L’intrinseca tendenza dell’informazione-coscienza è
quella di aggregarsi, organizzarsi ed evolvere.

Nella nostra comune osservazione noi percepiamo il mondo come composto di insiemi: sassi, piante,
cielo, uomini, stelle ecc.. Questi insiemi, dal punto di vista cibernetico possono essere
genericamente catalogati in due tipi: gli insiemi non-unitari e gli insiemi unitari. Un sasso, come
un lago o un orologio sono un insieme di atomi che non mostrano nessuna attività globale e unitaria,
se spezziamo un sasso in frammenti abbiamo tanti sassi. Un albero, una persona o una balena sono
insiemi formati da cellule che mostrano un’altissima integrazione informatica, e una evidente unità.
Quando vediamo “una” balena o “un” bambino percepiamo prima l’unità che le parti di cui sono
formati, non percepiamo “una massa di alcuni miliardi di cellule a forma di bambino” ma la sua
individualità, l’unità di informazioni e di significato, che si manifesta come unità di coscienza.

E’ l’unità centrale che li anima e ne permette la funzionalità biochimica, emozionale e psichica.
L’intera sequenza dei processi biochimici e neuropsichici di un organismo vivente può essere infatti
osservata come una complessa rete o ciclo di elaborazione di informazioni che possiede una specie di
nodo centrale, di centro cibernetico. Per questo definiamo la coscienza come “ciò che possiede la
facoltà di percepire il significato di un’informazione”.

Il modello Cyber

Noi percepiamo inconsapevolmente questi insiemi complessi con un modello di coscienza unitario, che
chiamiamo individualità o soggettività. Per maggiore chiarezza e per sottolinearne l’importanza di
un suo uso cosciente diamo a questo modello il nome Cyber, dal greco Kubernetes “colui che governa,
che guida”, termine che a sua volta deriva dalla più antica radice sanscrita Kubera: “il timone, il
perno centrale”.

Cyber è ogni unità complessa che possiede la capacità autonoma di autogovernarsi in quanto – come
unità di coscienza – comprende il significato dell’intera massa delle proprie informazioni e decide
la risposta come direzione operativa. Cyber è l’unità psicosomatica, vivente e cosciente, è un
insieme inscindibile di energie intelligenti, organicamente e psicologicamente strutturato. Un Cyber
è un’unità inscindibile: non possiamo fare a pezzi un bambino e avere tanti bambini.

Il concetto di Cyber dal punto di vista della sua dimensione psicologica, si sovrappone parzialmente
al concetto di “campo noo-semantico” proposto da Christine Hardy.

Il concetto di “sistema autopoietico” si adatta perfettamente alle caratteristiche del modello
Cyber.

In campo umanistico il modello Cyber è in parte identificabile con i concetti-modelli di Atman
induista, di Monade di Leibniz, di Olone di Koestler, di Mandala tibetano e di modello sferoidale di
Assagioli.

Senza un modello di coscienza la scienza attuale non può entrare in un differente reame di
conoscenze.

Evoluzione come espansione della conoscenza/coscienza per “salti quantici”

Caratteristica fondamentale del modello Cyber è di esistere alimentandosi di informazioni e di
crescere accumulando conoscenza. Ogni unità, in quanto organismo vivente, si alimenta di
materia-energia, e in quanto Cyber si alimenta di informazioni-coscienza ossia vive in un continuo
processo di conoscenza di sé e dell’esistenza. L’intero processo evolutivo è un processo di
espansione e complessificazione della conoscenza. Ogni passo evolutivo si manifesta sincronicamente
come aumento di complessità strutturale e informatica, ossia come incremento dell’ordine nel corpo e
nella coscienza.

Per comprendere la coscienza umana e il suo salto quantico verso la coscienza collettiva dobbiamo
comprendere le logiche stesse del processo co-evolutivo che hanno portato alla creazione dell’essere
umano a partire dagli elementi costitutivi. Sulla Terra le unità Cyber sono gli atomi, le cellule, i
multicellulari e il pianeta stesso come Gaia.

Se osserviamo il processo evolutivo dal punto di vista dell’aggregazione delle unità Cyber in unità
maggiori, possiamo descrivere solo tre grandi salti: il primo, avvenuto agli albori della nascita
dell’universo, durante il periodo inflazionario quando le particelle elementari si sono aggregate a
formare gli atomi, poi il secondo, sulla Terra, dagli atomi alle cellule e il terzo dalle cellule
agli organismi multicellulari.

Oggi assistiamo all’inizio di un ipotetico quarto salto: la grande trasformazione degli esseri umani
dalla coscienza individuale e frammentata alla coscienza planetaria; processo che difficilmente
possiamo quantificare o prevedere ma che certamente possiamo comprendere nelle sue logiche di fondo
e nel suo senso più profondo.

SCI.32.090 -Evoluzione e comunicazione coerente

Le unità viventi unicellulari dopo un lungo periodo di evoluzione individuale entrano in una
differente fase di evoluzione collettiva da cui, col tempo, si produrrà una unità di coscienza
sovraindividuale. In questo processo di aggregazione la comunicazione delle informazioni diventa un
fattore essenziale per creare quei presupposti di coerenza che sono alla base del salto quantico.
Tra le cellule si viene a creare un progressivo incremento della trasmissione e della complessità
delle informazioni. Ne sono esempi i primi semplici aggregati batterici praticamente senza
comunicazione, poi le colonie di unicellulari con minima differenziazione come alcune alghe, fino ai
più complessi aggregati come i volvox o le spugne, in cui l’aggregazione è praticamente arrivata ad
un suo massimo oltre il quale non si può più parlare di aggregazione di individui unicellulari ma di
una vera e propria unità sovracellulare: l’organismo multicellulare, un’unità di coscienza
infinitamente maggiore delle singole unità che lo compongono.

Vi sono casi come ad esempio l’ameba del genere Dyctiostelium in cui di nell’arco di una vita gli
individui unicellulari producono questo salto verso il multicellulare. Quando le condizioni di
umidità e nutrimento del sottobosco diventano critici le singole amebe si riuniscono, si amalgamano
e grazie ad alcuni mediatori chimici, come l’AMP-C, che attivano il processo si differenziano come
un vero e proprio multicellulare: una parte delle amebe forma la base attaccandosi al terreno,
un’altra parte cresce verticalmente assottigliandosi fino ad una discreta altezza dove un terzo
gruppo di cellule forma un rigonfiamento dentro cui matureranno le spore. Quando la siccità romperà
la capsula le nuove spore saranno trasportate dal vento e da queste nasceranno nuove amebe
unicellulari.

Nell’organismo multicellulare l’informazione globale è presente come DNA in ogni singola cellula,
questo produce una comunicazione di estrema coerenza e densità.

La coerenza di trasmissione delle informazioni è certamente uno degli elementi chiave per
comprendere la coscienza collettiva.

Evoluzione del sistema nervoso

Negli animali multicellulari l’evoluzione della coscienza è precisamente riflessa nello sviluppo del
sistema nervoso. Ogni salto di comprensione e di sviluppo delle capacità strategiche di
sopravvivenza può essere ritrovato nel sincronico modificarsi e complessificarsi del cervello.

La tesi proposta considera la coscienza individuale e la sua intelligenza di elaborare, memorizzare
ed utilizzare il senso delle informazioni, come il vero motore dell’evoluzione. La selezione
naturale si evidenzia certamente nella misura in cui ogni strategia individuale deve necessariamente
confrontarsi e selezionarsi con l’ambiente e le sue logiche.

La tesi di una evoluzione casuale può essere scartata dalla semplice evidenza dell’incremento con
cui gli organismi viventi si evolvono in ordine e complessità. Se questo processo fosse casuale si
avrebbe necessariamente che la complessità di un organismo sarebbe inversamente proporzionale al
tempo di evoluzione, mentre in realtà osserviamo esattamente il contrario: tanto più gli organismi
viventi diventano complessi tanto più aumenta la velocità con cui evolvono.

Dalla prima cellula procariota (senza nucleo) ai più evoluti unicellulari eucarioti (con nucleo)
sono occorsi circa tre miliardi di anni, mentre dal primo microscopico unicellulare marino
all’essere umano sono occorsi solo settecento milioni di anni e l’intera storia umana, dal primo
ominide ad oggi sono solo trenta milioni di anni.

Più la coscienza si evolve, più rapidamente trova le logiche e sviluppa le potenzialità della
propria intelligenza. La coscienza individuale che sviluppa il migliore programma di adattamento ad
un certo ambiente ossia l’hardware neuropsichico e il software comportamentale più intelligente e
adattabile, si seleziona naturalmente rispetto a programmi individuali meno intelligenti o
adattabili.

Archeologia psichica del cervello e della coscienza umana

Nel sistema nervoso umano, così come nella sua coscienza, sono rappresentate tutte principali
strutture che hanno caratterizzato il suo percorso evolutivo: dall’unicellulare, al cordato, al
rettile, al mamifero fino al livello umano. I tre livelli evolutivi presenti nel nostro cervello
(rettile, mammifero e umano), come proposti da Paul McLean, ne sono la più tangibile evidenza.
Normalmente in medicina psicosomatica si ritiene che la dilagante presenza di disturbi e malattie
psicosomatiche, dalle disfunzioni neurovegetative, allo stress, alle depressioni, siano l’evidenza
di una bassa comunicazione e integrazione neurofisiologica tra i tre cervelli, fenomeno che McLean
ha chiamato “schizofisiologia”.

In termini psicosomatici questa bassa integrazione viene interpretrata come incapacità di gestire
fluidamente e integrare gli istinti, le emozioni, i sentimenti e i pensieri, (come nostre componenti
psicosomatiche rettili, mammifere e umane) dovuta a condizionamenti inibitori (“inibizione
dell’azione” di Henry Laborit) famigliari o sociali che risultano anche sul piano strutturale
muscolare sotto forma di blocchi caratteriali nelle varie parti del corpo.

Moltissimi disturbi sono stati anche ricondotti ad una bassa comunicazione e integrazione tra gli
emisferi. Questo appare anche dai dati delle ricerche condotte sulla comunicazione interemisferica
sia in persone sane che nei pazienti con emisferi divisi, come gli “split-brain” di Sperry e
Gazzaniga. Secondo questi dati la comunicazione interemisferica presenta alcuni maggiori ostacoli,
primo tra tutti l'”auto-coscienza” delle proprie operazioni dell’emisfero sinistro rispetto
all’inconsapevolezza del destro. Anche questo dato trova una sua interpretazione psicosomatica come
difficoltà o incapacità di integrare la nostra parte maschile e femminile, dovuta soprattutto
all’imprinting famigliare e alle modalità educative e alle necessità culturali.

In breve: l’attività a bassa coerenza del nostro cervello rispecchia la frammentazione della nostra
vita e della nostra cultura che si manifesta con un alto livello di incomunicabilità sociale.

L’ipotesi da cui partiamo è che nell’essere umano può esistere uno stato di coscienza unitario. che
produce un alto grado di coerenza tra le funzioni cerebrali e intellettive. Questa unità interiore
si proietta all’esterni come unità nel sociale.

SCI.32.120 -Ricerche sulla sincronizzazione cerebrale

Un’importante conferma della nostra ipotesi verso la comprensione dei sottili meccanismi cerebrali è
stato ottenuto con una serie di ricerche condotte presso la Cyber Ricerche Olistiche, associazione
scientifico culturale senza scopi di lucro, con sede a Milano.

Queste scoperte sono state ottenute grazie ad un nuovo sofisticato elettroencefalografo
computerizzato, ideato e sviluppato da me e realizzato dal Dott. William Giroldini, esperto in
informatica.

Lo strumento, chiamato Brain Olotester, introduce nuovi standard di analisi e di presentazione che
permettono una lettura della trasformata di Fourier delle normali onde EEG (0-30 Hz) in 64 bande da
0.5 Hz l’una, divise per colore nelle quattro bande: Delta, Theta, Alfa e Beta. Tra le analisi della
normale onda EEG abbiamo introdotto la “correlazione lineare” di Pearson tra coppie speculari di
punti, che quantifica (da + 100 a – 100) il grado di coerenza tra le onde dell’emisfero destro e
sinistro, da noi chiamato valore di “sincronizzazione”. L’analisi della sincronizzazione tra
emisferi ha portato a tre importanti scoperte sul funzionamento unitario del cervello.

Cervello sincronico e salute globale

La prima scoperta è relativa all’esistenza di una correlazione tra la “sincronizzazione”
interemisferica e la salute psicosomatica. Tutte le ricerche da noi svolte hanno utilizzato due
elettrodi (frontale destro e sinistro) più un elettrodo di riferimento sull’orecchio. I dati sono
stati rilevati su soggetti seduti.

L’analisi della sincronizzazione media di un gruppo di pazienti che presentavano disturbi
psicosomatici di varia natura, paragonato alla sincronizzazione di un gruppo di controllo di persone
sane, ha rilevato una significativa diminuzione della sincronizzazione.

Dall’osservazione di più di un migliaio di pazienti ho rilevato che le onde elettroencefalografiche
dei due emisferi possono essere più o meno sincronizzate in relazione al loro livello di integrità
psicofisica. Alti valori sono correlati a stati di salute, bassi valori a stati di depressione
psicofisica.

Il valore di sincronizzazione viene da noi interpretato come indicatore generale della comunicazione
e integrazione tra i due emisferi e tra le differenti aree funzionale del cervello (tre cervelli).

I valori di sincronizzazione si stanno rivelando di potenziale utilità sia per diagnosticare
patologie neurologiche e psicosomatiche che per spiegare fenomeni fino ad ora non quantificabili
come la creatività e l’equilibrio psicofisico.

Stati armonici ad altissima sincronizzazione

La seconda è la scoperta di “stati armonici ad altissima sincronizzazione” caratteristici dei
momenti di intensa creatività, di profondo benessere e degli stati di meditazione.

L’analisi della sincronizzazione media di un gruppo di meditanti dopo una sessione di meditazione è
significativamente più elevata della loro media prima della sessione. I dati relativi alla
sincronizzazione media durante le sessioni di meditazione sono invece altissimi, tendenti al 100%.

Due ricerche condotte nel 1990 e nel 1991, in monasteri indiani ed himalayani hanno permesso di
scoprire che, in stati di meditazione e coscienza superiore, le onde cerebrali entrano in altissima
sincronizzazione e generano un’unica onda armonica, con picchi regolari o a forma di onda quadra o
sinusoidale, spesso stabile per decine di minuti, come se tutte le differenti frequenze dei vari
centri cerebrali diventassero coerenti e iniziassero a “suonare un’unica sinfonia comune”.

La presenza di onde armoniche – tipiche degli strumenti musicali! – e la sincronizzazione vicina al
100%, indicano un altissimo livello di coerenza e unità neuropsichica con un’ottimale comunicazione
che testimonia una funzione globale delle funzioni del cervello. Questo “stato armonico ad altissima
sincronizzazione” si riflette in uno stato globale di salute psicofisica e di empatia sociale. Un
dato di grande utilità per una prima quantificazione del livello di sviluppo del potenziale umano.

Sincronizzazione interpersonale o collettiva

La terza scoperta è relativa alla “sincronizzazione intercerebrale”.

I cervelli di persone vicine, che normalmente sono caratterizzati da onde completamente
indipendenti, possono sincronizzarsi tra loro anche a livelli altissimi.

Questi dati, emersi per la prima volta dagli esperimenti di Jacobo Green-Zylberbaum e Julieta Ramos
presso l’Universitad Nacional Autonoma del Mexico, sono stati confermati e quantificati con maggiore
precisione con una serie di rilevazioni tra coppie e tra gruppi di 12 persone.

Un programma computerizzato permette di osservare contemporaneamente sul monitor le immagini degli
emisferi di due (fino a dodici) persone, e di analizzarne i valori di sincronizzazione tra i loro
emisferi destri e sinistri. Questo programma ha evidenziato una straordinaria e inaspettata
comunicazione di onde elettroencefalografiche tra persone vicine, con punte di sincronizzazione tra
cervelli superiori al 90%.

In una serie di esperimenti condotti su gruppi di 12 persone prima e durante una sessione di
meditazione ha evidenziato un aumento della sincronizzazione collettiva con valori medi intorno al
60%. Questo dato testimonia l’esistenza e la possibilità di una prima quantificazione del fenomeno
della coscienza collettiva ponendolo in diretta connessione con lo sviluppo del potenziale e della
coscienza individuale.

Conclusioni

Le nostre menti sono in comunicazione, le nostre coscienze possono sincronizzarsi.

Viene così confermata l’ipotesi di lavoro secondo cui l’essere umano possiede la capacità di
sviluppare uno stato di coscienza unitario e globale che lo connette con gli altri esseri umani e
con l’esistenza.

La comprensione delle logiche e delle modalità di sviluppo globale dell’essere umano e della
formazione della coscienza collettiva (come comunicazione attiva tra cervelli-coscienze) possono
quindi essere considerate delle finalità immediate della ricerca scientifica in modo tale che
possano diventare parte di una medicina e di un’educazione più globale e consona alle attuali
necessità storiche di trasformazione verso una coscienza planetaria.

E’ particolarmente interessante, dal punto di vista della medicina psicosomatica, considerare
l’opportunità di un’educazione psicosomatica preventiva attuabile già dai primi anni di vita del
bambino. La nostra associazione, da una decina di anni, organizza corsi e gruppi di crescita umana
orientati alla coscienza globale. In questi corsi e gruppi vengono praticate le maggiori tecniche
psicosomatiche (bioenergetica, gestalt, rebirthing, psicodramma ecc.) per la consapevolezza e la
liberazione dei blocchi, e le principali tecniche di meditazione (vipassana, mantra, yoga,
preghiera). I risultati sono all’altezza delle aspettative, le persone alla fine del corso
sperimentano una sorta di trasformazione interiore e del comportamento e vivono stati di coscienza
molto positivi, unitari e creativi. Ritrovare l’unità e la fluidità interiore è il primo passo verso
una visione olistica dell’esistenza, visione che potrà essere successivamente trasmessa ai bambini
in un contesto di educazione globale.

Una descrizione più dettagliata e analitica del modello Cyber, delle basi teoriche e dei principii
della cibernetica olistica possono essere trovati in: DIO.00.000 CIBERNETICA OLISTICA, LA SCIENZA
DELLA COSCIENZA – la parte relativa all’evoluzione in: DIO.60.000 L’EVOLUZIONE DEL CORPO E DELLA
MENTE – OLTRE DARWIN – l’evoluzione psicosomatica e la descrizione dettagliata degli esperimenti
sulla coerenza cerebrale e la sincronizzazione collettiva in: MED.30.000 PSICOSOMATICA OLISTICA.

da “Enciclopedia olistica” – www.globalvillage-it.com/enciclopedia

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