Aforismi spirituali

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< Aforismi > – di Aetos

La ricerca di se stessi richiede convinzione, fermezza e coraggio.
La percezione di una Verità superiore funge da scintilla, il dubbio
rappresenta il sentiero sul quale si procede, mentre la Consapevolezza ne è
il traguardo.
Per essere liberati dalla morsa dell’illusione è necessario rimettere in
discussione i pilastri che sorreggono la nostra erronea formazione
culturale.

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Solo pochi uomini riescono a vedere al di là dello specchio; tutti gli altri
sono condannati a vivere ciecamente abbagliati da invitanti chimere che
alimentano l’insoddisfazione, fanno perdere di vista il senso stesso della
nostra esistenza e ci costringono a rincorrere un’incomprensibile vita
frenetica che vede ormai nell’uomo solo un mero consumatore di risorse.
In questo giuoco un ruolo fondamentale viene coperto da quella
disinformazione strategica che io vedo come l’implacabile tiranno dei nostri
giorni.
Un implacabile tiranno responsabile dell’ipnosi collettiva e di quel torpore
consensuale all’interno del quale non è possibile alcuna crescita
consapevole.

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Lìberati dal condizionamento, non percepire altri, percepisci te stesso!

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Ad un amico che tempo fa mi chiedeva consiglio e mi confidava le sue enormi
perplessità e le difficoltà nel percepire lo Spirito Divino che dovrebbe
caratterizzare le cosiddette sacre scritture, risposi più o meno così:

«….Ad essere sincero a me non importa molto di ciò che subdoli
ecclesiastici e avventati pseudo-sapienti considerano “Divino” e di cosa mi
è stato sinora “insegnato” dalle religioni istituzionalizzate. Voglio
dimenticare tutte le assurde teorie che ci hanno propinate, voglio poter
comprendere l’origine di ogni consuetudine alla quale siamo soggetti, non
voglio essere schiavo del pregiudizio, né tantomeno interiorizzare
massificanti stereotipi. Vorrei altresì comprendere la natura della vita e
fare l’esperienza di essere realmente vivi e liberi dalle suggestioni.
Voglio conoscere. Non mi sono sufficienti le spiegazioni di altri. Voglio
scoprire da me stesso tutto ciò che può essere scoperto…»

– poi aggiunsi:

«… vedi, lo stesso atteggiamento di base del buddhismo ad esempio è
decisamente empirico ed antiassolutista. Lo stesso Buddha Shakyamuni (come
Gesù Cristo, Socrate, Krishnamurti, Bhagwan e moltissimi altri del resto),
fu decisamente antitradizionalista e contrario ad ogni ipnotizzante
ortodossia. Gautama il Buddha non offrì i suoi insegnamenti come una
raccolta di dogmi, ma piuttosto come un insieme di asserzioni sulle quali
chiunque veniva chiamato ad investigare personalmente. L’invito che il
Buddha rivolgeva a tutti, era: “Venite e vedete”.

A coloro che lo seguivano ripeteva spesso: “Non mettete nessuna testa sopra
alla vostra, nemmeno la mia…”. Con ciò egli intendeva raccomandare di non
sottomettersi ciecamente alla parola rivelata da chicchessia, o da dubbie
fonti scritte, ma piuttosto verificare di persona…

Vedi, sono convinto che tutto ciò che abbiamo “artificiosamente imparato”
può essere “fruttuosamente disimparato”, tutti gli errori, le illusioni ed i
fallaci condizionamenti possono essere gradualmente rimossi, e il primo
passo per fare questo è proprio capire cosa stiamo facendo nel momento
stesso in cui lo stiamo facendo, vivere nel qui e ora mettendoci in una
posizione di quieta e consapevole osservazione…..»

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Quasi sempre durante la meditazione si “realizza” chiaramente la mutevolezza
della propria condizione e della condizione umana in genere.

Anche la percezione spirituale si inserisce in questa “mutevolezza”. La
nostra realtà superiore si rivela ad ogni essere senziente a seconda dello
“stato”, della “condizione di consapevolezza”, della “posizione nel ciclo”,
della “disposizione”, della “situazione”, della circostanza”, della
“maturazione”, del “momento karmico”, della “capacità di assorbimento”,
etc.. etc..

Questa condizione, probabilmente, ha un preciso scopo: garantire ad ognuno
il massimo del beneficio per permettere ad ognuno di trarre da questa
“presenza spirituale” quanto è veramente essenziale e proficuo per la
propria “crescita” consapevole.
Potrebbe “Dio” manifestarsi a chi non è pronto a “comprenderLo” ?

Chiaramente ognuno potrà “conoscere” in proporzione all’apertura del proprio
“canale” ed in funzione della reale “prospettiva di crescita benefica”.

Non è possibile “conoscere Dio” tramite un’attività meramente intellettuale
che non passi dalla Supercoscienza.

Peraltro non è plausibile la posizione di molti che vorrebbero vedere il
credente “superiore” al non credente, o viceversa; stiamo camminando tutti
nello stesso sentiero, non esistono eletti e non eletti, distinti o
indistinti.

Queste assurde convinzioni sono mere illusioni, figlie di una radicata e
vivida ignoranza; sfaccettature di una vita, vista tramite un immenso
caleidoscopio da cui ognuno trae visioni diverse: nessuna di queste è reale.

Le vicissitudini in questo nostro lungo cammino sono davvero infinite, e
dovranno essere conosciute tutte, una ad una, solo allora potremo liberarci
e uscire da questa ammaliante illusione.

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Per liberare l’uomo dal mare di sofferenze in cui rischia di affogare e dal
mendace condizionamento culturale che ne standardizza la stoltezza c’è un
solo sentiero da percorrere: quello che conduce alla Consapevolezza.

Oggi l’uomo puo’ contare sulle sue numerosissime pseudo-conoscenze, ma
nonostante cio’ brancola ramingo nel buio, nella più completa oscurità,
ottenebrato da convinzioni fallaci e completamente ignaro del significato
ultimo della propria esistenza.

L’intera umanità sembra ormai intrappolata, segregata nell’illusorio
labirinto, da lei stessa costruito intorno a sé. Questo labirinto è figlio
dell’ignoranza. Ma potrà mai l’uomo trovare l’uscita? Forse è possibile ma
soltanto se a condurci sarà la consapevolezza e la reale conoscenza di se
stessi.

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Non è possibile raggiungere la Verità poiché non è a portata d’uomo;
possiamo altresì coltivare la percezione consapevole sino a rendere più
sottile il velo illusorio che si frappone fra noi e la Verità stessa

Sono convinto che ad ogni essere umano è dato di Conoscere solo ciò che è
pronto a Conoscere.

Del resto non è stato mai possibile ad alcuno dimostrare l’esistenza di Dio,
né tantomeno la non esistenza.

“Dio” stesso evidentemente ha fatto in modo di essere conosciuto solo
tramite un preciso percorso di consapevole ricerca interiore che attiva
quella che io definirei la “percezione supercosciente”, peraltro molto nota
a tutti coloro che praticano correttamente la meditazione.

tratto da it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana

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