Storia dell’esoterismo 1

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Storia dell’esoterismo 1

a cura del Dr. Mario Rizzi

– Parte prima –

Questa storia dell’Esoterismo è stata composta utilizzando brani di
autori diversi al fine di offrire un materiale scelto che presenti una
facile ricerca delle fonti originali.

Siccome il presente lavoro è rivolto ad un pubblico che è stato
istruito nella religione Cattolica, inizieremo il nostro cammino
fornendo le informazioni necessarie per poter comprendere ed accettare
sia l’Esoterismo che la sua storia. Infatti, gli argomenti che
tratteremo (i Maestri, la Gerarchia Planetaria, ecc.), potrebbero
essere scartati in partenza da coloro che, avendo studiato i fatti
delle spirito nella religione Cattolica, non ne hanno mai sentito
parlare.

Dimostreremo, con l’aiuto di validi e riconosciuti pensatori, che
anche nel Cristianesimo, così come in tutte le grandi religioni, è
esistito l’Esoterismo; insegnamento che pensiamo sia a disposizione
della Chiesa ufficiale, ma che non è oggetto di alcuna forma di
divulgazione.

Questa storia è stata concepita per offrire le fondamenta per un
ulteriore approfondimento dell’Esoterismo. Non vuole essere dogmatica,
anzi si sforza di proporre degli argomenti che siano accettabili dalla
ragione. E’ pertanto diretta a tutti, anche a coloro che si
definiscono atei, ma che non lo sono nell’intimo del loro cuore.

Oggi, purtroppo, l’Esoterismo non ha una segnaletica ben precisa;
spesso, infatti, viene confuso con altre scuole di pensiero
(spiritismo, medianità, ecc.) magari più facili e appariscenti. Per
questo gli uomini, affannati dai tanti problemi della vita quotidiana,
gli passano accanto senza neppure notarlo.

Sono più di cent’anni che alcuni grandi iniziati ci hanno indicato la
strada. Ne citiamo qualcuno omettendo gli altri per brevità: H.P.
Blavatsky, Annie Besant, W.C. Leadbeater, Alice Bailey, R. Steiner,
Max Heindel, Paramansa Yogananda, P. Ubaldi, Krisnamurti, Omraam
Mickhael Aivanhov, Sai Baba, ecc. Ad essi vadano i nostri più sentiti
ringraziamenti per averci messo a disposizione le indicazioni
necessario per un giusto cammino.

Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni, che con il loro
lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora, per
impossibilità, errore o distrazione, abbiamo mancato di citare la
fonte originale di quanto proposto.

Vorremmo anche ricordare ai lettori, desiderosi di vivere nella luce,
questa breve e luminosa invocazione: “Divina presenza in me, possa la
tua Saggezza dirigere ogni mia azione, il tuo Amore guidare i miei
pensieri, la tua Luce illuminare il mio cammino. Avvolgimi nella tua
radiosa Presenza ora e sempre. Amen”

AVVERTIMENTO AL SAGGIO

Il fondatore della Religione Cristiana formulò una massima occulta
quando disse: “In verità vi dico: chiunque non riceverà il Regno di
Dio come un fanciullo, non vi entrerà” (Marco X, 15). Ogni occultista
riconosce la profonda importanza di questo insegnamento del Cristo e
cerca di viverlo giorno per giorno.

Quando una nuova filosofia si presenta al mondo, essa viene accolta in
maniera diversa secondo le diverse persone.

Una si impadronirà avidamente di qualunque nuovo tentativo filosofico
per verificare fino a qual punto esso possa essere di sostegno alle
sue idee personali. Per una tale persona, la filosofia in sé è di
secondaria importanza. Il suo principale valore consisterà nella
capacita che essa può avere di essere di sostegno alle sue idee. Se
l’opera filosofica viene incontro alle aspettative di quella persona,
essa l’adotterà con entusiasmo e vi aderirà con un fanatismo che non
ha niente a che fare con la ragione, altrimenti, la stessa persona,
getterà via con sdegno quell’opera con l’impressione che l’autore
abbia quasi voluto farle un affronto personale.

Un’altra persona adotterà un atteggiamento di scetticismo se scoprirà
che l’opera contiene qualcosa che essa non ha prima né letto, né
udito, né scoperto nel suo proprio pensiero. Questa persona
respingerebbe sdegnosamente come del tutto ingiustificata l’accusa che
il suo atteggiamento mentale sia il colmo dell’autocompiacimento e
dell’intolleranza. Nondimeno è proprio così, ed essa in tal modo
chiude la mente all’accettazione di qualsiasi verità che potrebbe
eventualmente essere nascosta in ciò che viene da lei respinto senza
cercare di comprendere.

Queste due classi di persone volgono le spalle alla luce. Le idee
preconcette le rendono inaccessibili ai raggi della verità, “un
fanciullo”, da questo punto di vista, è proprio l’opposto delle
persone colte. Egli non è imbevuto di un opprimente sentimento di
conoscenza superiore, né si sente obbligato ad apparire saggio od a
nascondere la sua ignoranza intorno a qualsiasi argomento, dietro un
sorriso od una smorfia.

Il fanciullo è francamente ignorante, libero da opinioni preconcette e
quindi eminentemente ricettivo. Accetta tutto con quel magnifico
atteggiamento di fiducia, che potremo chiamare “fede ingenua”, nel
quale non esiste ombra di dubbio. Così il fanciullo si attiene
all’insegnamento ricevuto, fino a che esso si dimostri giusto o
errato.

In tutte le scuole di occultismo si comincia col richiedere al
discepolo, quando gli si impartisce un nuovo insegnamento, di
dimenticare ogni altra cosa e di non lasciarsi influenzare da
preferenze e pregiudizi, mantenendo il suo spirito in uno stato di
attesa calma e ponderata. Come lo scetticismo ci nasconderebbe le
verità nella maniera più completa, così questo calmo e fiducioso
atteggiamento della mente permetterà all’intuizione, questa scienza
innata, di divenire consapevole della verità contenuta in quanto
proposto. E’ questa l’unica via che permetta di discernere il vero dal
falso.

La vostra vita è nelle vostre mani

Ricordate sempre che la vostra vita è nelle vostre mani. Non potrete
mai raggiungere la salvezza attraverso la sofferenza di un altro. La
morte di Cristo sul Calvario stava a simboleggiare il vostro diritto a
tentare di nuovo ciò che in passato non vi era riuscito. Ma siete voi
a dover agire; voi dovete scalare la montagna del progresso spirituale
con le vostre forze; voi dovete protendervi verso Dio poiché, anche se
Egli vi attende sempre a braccia aperte, ciò non basta a salvarvi dal
male da voi stessi generato.

Infine, ricordate che l’universo fu creato per Amore. Il Dio di Tutto
ciò che E creò le anime in modo da poter meglio sentire il Suo Amore
Divino. E questo può avvenire solo quando le Sue creature gli
restituiscono quell’amore.

Tutte le anime e le entità che dimorano sul piano dal quale queste
parole provengono, sentono profondamente il dolore dei loro fratelli
umani in questa epoca, mentre le ombre del Grande Giudizio si
allungano sul pianeta. Sappiamo quali prove si avvicinano; sappiamo i
rischi che si corrono; sappiamo il dolore e la sofferenza che
incombono sul genere umano.

Vi inviamo il nostro amore, i nostri pensieri, la nostra forza.
Chiedete di essere toccati da queste vibrazioni che inondano la terra
e lo sarete. Non importa se nelle vostre preghiere vi rivolgerete al
vostro angelo, a Gesù, a Dio o a qualche altra entità. Tutte le
creature, grandi e piccole, sono emanazioni di un Unico Creatore.
Quando chiedete ad una di esse di aiutarvi, Dio sa che lo state
chiedendo a Lui.

Rimanete saldi nelle cose in cui credete. Reputate la vostra verità
superiore a quella proveniente da qualunque altra fonte, sia che si
tratti di psicologi, di medium, di scritture o di questo libro stesso.
La vostra verità, è scritta nelle pagine del vostro cuore, poiché è lì
che dimora il Dio Vivente. Tutto ciò che dovete cercare di fare è di
vivere quella verità, di percorrere il sentiero che sapete distendersi
davanti a voi, di tenere alta la vostra luce, in modo che coloro che
brancolano nel buio possano vederla.

Rimanete fedeli a voi stessi, se credete nel giusto e se ponete a
vostra mano nella mano di Dio, allora nessun male, nessun dolore e
nessuna sofferenza durevole potranno mai colpirvi.

Possano la pace e la benedizione di tutti gli esseri superiori, che
hanno a cuore la lotta dell’umanità, essere con voi per sempre.

OM MANI PADME HUM

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ALCUNI PRESUPPOSTI DI BASE

Alla riscoperta di antiche verità

Viviamo in un’epoca di estremismi e di contrasti impressionanti in cui
le più straordinarie scoperte scientifiche nel Regno Materiale
coincidono con quelle ancora più sorprendenti del futuro della
Coscienza. Ma se le prime sembrano reali scoperte, le seconde non sono
altro che riscoperte della Conoscenza degli Antichi.

Infatti realizziamo poco alla volta che gran parte di questa
conoscenza scartata dai razionalisti come semplice superstizione, non
può essere ignorata o negletta in modo così sistematico e che i
fenomeni supernormali (paranormali), prima attribuiti all’intervento
sporadico della divinità, erano solo manifestazioni di forze naturali,
in mano a coloro che le sapevano manipolare o facoltà percettive
ancora sopite nella maggior parte degli uomini.

Così, quello che una volta era chiamato con devozione “miracolo”, è
oggi considerato più freddamente come un caso di chiaroveggenza,
chiarudienza, mesmerismo ipnotico, guarigione metafisica o magnetica,
secondo le circostanze.

L’uomo ha scoperto che queste facoltà sono in lui e possono essere, in
parte, sia ereditate sia scientificamente sviluppate grazie agli
insegnamenti di un maestro qualificato. In tal caso è possibile
provare a se stesso con le sue proprie percezioni l’esistenza dei
piani superfisici, stati superiori di coscienza, delle molteplici
entità disincarnate e dei numerosi poteri e potenzialità di cui aveva,
fino ad allora, ignorato l’esistenza. Attendendo di possedere queste
facoltà, fa dipendere la sua conoscenza dalla testimonianza di coloro
che le hanno acquisite, nello stesso modo in cui accetta come vere le
testimonianze scientifiche degli scienziati sull’astronomia, o altri
fenomeni scientifici che non ha il desiderio o la possibilità
materiale di scoprire da solo.

In una parola la scienza occulta è, nel minimo dettaglio, altrettanto
scientifica di quella della materia ed il fatto che ci siano
occultisti mediocri, indifferenti o fraudolenti non può rimettere in
ogni modo in causa la Verità stessa.

La Verità è unica

… esiste una unità di fondo di tutte le religioni; non vi è
differenza fra le verità professate dalle varie fedi che il mondo si
evolve, sia esteriormente sia interiormente, secondo il medesimo
procedimento e che tutte le Scritture riconoscono una sola Meta.
Eppure questa verità fondamentale non è facilmente compresa. Il
disaccordo esistente tra le diverse religioni, e l’ignoranza umana,
rendono quasi impossibile sollevare il velo e intravedere questa
grande verità. Le varie confessioni religiose alimentano l’ostilità e
le divergenze, mentre l’ignoranza accentua il divario che separa una
fede dall’altra. Solo pochi esseri particolarmente dotati riescono a
sottrarsi all’influenza del proprio credo e a scorgere l’identità
perfetta delle verità sostenute da tutte le grandi religioni.

Definizione della “spiritualità”

Noi diamo al vocabolo “spirituale” un significato ampio. Non parlo qui
di verità religiose; le varie formulazioni che ci provengono da
teologi ed ecclesiastici appartenenti alle grandi organizzazioni
religiose, sia orientali che occidentali, possono essere vere o no.

Usiamo la parola “spirituale” per intendere quel mondo di luce e di
bellezza, di ordine e di proposito, del quale parlano le sacre
Scritture, quel mondo che è oggetto di attenta ricerca da parte degli
scienziati e in cui sono sempre penetrati i pionieri della famiglia
umana, per tornare poi a narrarci le loro esperienze.

Consideriamo spirituali tutte le manifestazioni della vita, ed
estendiamo così il significato usuale di questa parola, in modo che
includa le energie e le potenze che sono alla base di ogni forma della
natura e conferiscono loro le qualità e le caratteristiche essenziali.

La vita spirituale non consiste…

La vita spirituale non consiste nell’andare in chiesa, accendere ceri,
confessarsi, dare qualche spicciolo ai poveri e mormorare qualche
preghiera. No, la vera spiritualità è una qualità della vita e
sottintende un contatto con la vita celeste, pura, armoniosa,
perfetta. Infatti “spirituale” significa che lo spirito si manifesta,
che la Divinità si manifesta.

Ora, spesso sono le forme che occupano il primo posto senza che il
contatto con lo spirito sia stabilito. Si incontrano dei sedicenti
spiritualisti che hanno tutto tranne lo spirito. In questi casi
vedrete delle commedie, delle messe in scena, ma lo spirito sarà
assente. Quando lo spirito si manifesta, apporta la nuova vita, una
vita che fluisce, che purifica, che risuscita. Quando un essere umano
è animato dallo spirito, anche se non fa’ nulla, anche se non dice
nulla, si sente che in lui lo spirito è presente.

Lo scopo finale

… lo scopo di tutte le autentiche discipline religiose, o dello
Yoga, è condurre l’individuo al punto in cui egli vedrà, e saprà, di
per se stesso la realtà delle cose. Non è costringere la gente a ciò
che si considera essere una buona condotta, anche se la condotta
stessa, con la crescita della conoscenza interiore, deve
inevitabilmente diventare “buona” e sociale.

Molti metodi sono stati usati per addestrare la gente, ogni religione
accentuando un qualche aspetto particolare delle direttive, e ognuna
avendo, anche nel proprio ambito, variazioni senza fine di tali
aspetti. In tutte, però, e in qualsiasi modo ciò venga espresso,
l’essenziale è che l’essere individuale deve essere cambiato in modo
che l’identità personale, così come la messa a fuoco della sua
coscienza, vengano sostituite da qualcosa che va oltre l’ego
separatista intorno al quale, di norma, sono accentrate le nostre
vite.

In taluni casi viene richiesta l’osservanza di un rituale e di azioni
esteriori, anche in misura esagerata. In altri si dice che la verità
esiste e può essere trovata soltanto mediante la meditazione e una
elaborazione interiore. In alcuni il tema centrale è la devozione a un
dio o a un Maestro; in altri è detto che l’ignoranza, o la conoscenza
parziale, sono la causa del nostro “estraniamento” dalla realtà
ultima.

Comunque per tutte il punto culminante è il principio che fino a
quando viviamo focalizzati sul nostro sé personale, identificandoci a
ciò che chiamiamo “Io” e che consideriamo come scisso da una qualunque
“esistenzialità” universale, restiamo nel buio, meglio, rimaniamo
ciechi alla Luce che è sempre presente intorno a noi.

Lo spiritualista può essere ricco quanto il Signore

Se lo spiritualista ha una coscienza vasta e illuminata, è ricco
quanto il Signore, poiché si sente figlio Suo e Suo erede. Mentre il
materialista che non si riconosce erede di Dio, si crede soltanto
erede di suo padre, del nonno o dello zio, ed è ben poca cosa. Lo
spiritualista è colui che si considera un erede di Dio, sapendo che la
ricchezza si trova nella sua coscienza. Fino a che non penserete in
questo modo, sarete poveri e miserandi.

Se amate la vita spirituale…

Se amate la vita spirituale, se non l’abbandonate mai, qualsiasi
vostra difficoltà si trasformerà in successo, in vittoria. Ma se, per
sfortuna, decideste di lasciare la vita spirituale perché vi impedisce
di realizzare nel mondo qualcosa di più interessante, siete
naturalmente liberi di agire come più vi piace; presto però vedrete
l’enormità del vostro errore e di che cosa vi siete privati.

La vita spirituale è un contatto coi mondi superiori, un rapporto
grazie al quale imparate a progredire anche a vostra insaputa. Se
interrompete questo legame siete perduto, perché vi ponete fuori dalla
luce.

Se finora non avete ottenuto grandi vittorie, ciò è dovuto al fatto
che ancora non avete veramente sperimentato la potenza dello spirito.
Incominciate a credere in questo potere, e scoprirete quanto è reale.
Più tempo passerà e più lo vedrete manifestarsi in tutto il suo
splendore.

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CHI SONO GLI AUTORI DEGLI ARGOMENTI ESOTERICI?

Quando si parla di veri Insegnamenti di saggezza, che datano di
millenni e rappresentano le fondamenta di tutte le grande religioni,
troviamo autori antichi e moderni. Mentre non possiamo stabilire le
caratteristiche peculiari di quelli antichi, possiamo senz’altro
dividere quelli moderni in tre grandi categorie:

1. persone dotate di chiaroveggenza (Rudolf Steiner, Max Heindel,
Mons. Leadbeater, ecc.),

2. persone dotate di telepatia superiore, alcune di loro sono anche
dotate di chiaroveggenza, (madame Blavatsky, Annie Besant, Alice
Bailey, ecc.),

3. persone normali che raccolgono le informazioni date dagli autori
della categoria 1 e 2 e le elaborano a modo loro. Arthur Powell, con
la sua grande opera sui mondi invisibili, ne è un classico esempio.

La Chiaroveggenza

Vi sono delle persone che sono dotate di una particolare sensibilità
che, con un lungo e severo tirocinio, possono acquisire ciò che viene
chiamata “chiaroveggenza volontaria” o il risveglio del “terzo
occhio”, che gli Indù rappresentano con una gemma in mezzo alla fronte
dei loro dei. Essi possono investigare esseri e cose costituite di
materia diversa da quella fisica e le loro indagini sono indipendenti
dal tempo. L’Uraeus, o serpente simbolico, posto sulla fronte dei
Sacerdoti degli antichi Insegnamenti, indicava in questa abilità
l’origine della loro saggezza.

I chiaroveggenti volontari sono rarissimi perché per acquisire tale
facoltà occorre possedere delle doti particolari e fare un lungo corso
di allenamento sotto la guida di un maestro qualificato. Ecco la
descrizione dei due tipi di chiaroveggenti data da Max Heindel: “Il
chiaroveggente volontario, vede ed investiga a volontà, mentre il
medium (chiaroveggente involontario, n.d.r.) è incapace di indagare
per ottenere informazioni, poiché non può osservare quello che
desidera …

La maggior parte della gente, non fa distinzione fra i due; tuttavia
c’è una regola infallibile, alla quale ognuno può attenersi: Nessun
chiaroveggente correttamente formato eserciterà la chiaroveggenza a
scopo di lucro, sia esso denaro od altra cosa; non la userà per
soddisfacimento di curiosità, ma unicamente per aiutare il genere
umano.

Nessuno che sia capace di insegnare il metodo adatto per lo sviluppo
di questa facoltà, darà una tale lezione a scopo di lucro. Coloro che
chiedono denaro per esercitare la chiaroveggenza o per impartire
lezioni su queste cose, non posseggono effettivamente nulla che meriti
di esser pagato. La regola data è una guida sicura che può esser
seguita da tutti con piena fiducia”.

La Telepatia superiore

Si tratta di una forma di trasmissione e ricezione del pensiero tra
una persona ed un’altra, che può essere uno dei Maestri (esseri
particolarmente evoluti), di cui avremo modo di parlare nelle prossime
lettere.

Colui che riceve i messaggi, a differenza dei medium, non cade in
trance, ma rimane ben sveglio ad ascoltare ciò che gli viene detto,
per scriverlo a beneficio di altri ricercatori. In questo stato di
coscienza può anche porre domande al Maestro e farsi dare eventuali
chiarimenti sull’argomento che sta trattando.

Ecco come descrive il suo modo di operare Alice Bailey: “Voglio
mettere in chiaro che il lavoro che faccio non ha nulla a che vedere
con la scrittura automatica. Questa, salvo rari casi (e tutti pensano
che il loro caso sia un’eccezione), è molto pericolosa… Colui che
trasmette e colui che riceve non devono mai agire come automi”.

Continua, inoltre, dicendo: “Molte volte la negatività di chi riceve
permette l’ingresso di una seconda forza … ne consegue il rischio
dell’ossessione. Sono molti i casi di ossessione come conseguenza
della scrittura automatica”.

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I CONTINENTI PERDUTI

Per poter comprendere la vera essenza di tutte le religioni è
opportuno cercare le caratteristiche della prima religione, apparsa
sul nostro pianeta. Contrariamente a quanto si è portati a pensare
questa non è affatto costituita da riti tribali con adorazione di
feticci di legno o di pietra.

Ne parla Friedrich M. Muller, in Origin of Religious Laws (Origine
delle leggi religiose) dicendo: “Vi fu una religione primitiva ariana,
una semitica, una turanica, prima che ciascuna di quelle razze
primordiali si scindesse formando lingue, adorazioni, sentimenti
nazionali separati. Il Dio supremo ricevette lo stesso nome nella
mitologia antica dell’India, della Grecia, dell’Italia, della
Germania, e lo conservò, sia che fosse venerato sulle catene
dell’Imalaia o tra le querce di Dodona, nella capitale o nelle foreste
della Germania. Quel nome fu Dyaus in sanscrito, Zeus in greco,
Jupiter in latino, Tiu in germanico …

… Dyaus non significava il cielo azzurro, né era il cielo
personificato; rappresentava un’altra cosa. Nel Veda troviamo
l’invocazione Dyaus Pitar, il greco padre Zeus e il latino padre
Jupiter, e l’espressione nelle varie lingue ripete il significato che
ebbe prima che le lingue si differenziassero. Significa “Padre del
Cielo” o “Padre Celeste”.

Pertanto, prima di intraprendere uno studio dell’Esoterismo, che
rappresenta oggi l’elaborazione degli Insegnamenti di allora, pensiamo
giusto fare una breve analisi storica per mostrare dove e come si sia
formato: dedicheremo pertanto questa lettera ai continenti scomparsi
Atlantide e Lemuria.

Mu, la madre terra dell’uomo

Il Paradiso terrestre, di cui parla la Bibbia, si riferisce ad
un’epoca assai lontana, quando l’uomo, alquanto diverso da come lo
conosciamo, viveva su un grande continente, ora sommerso, nell’oceano
pacifico. Questo continente, chiamato anche col nome di “Lemuria”,
rappresenta la Madre Terra dell’umanità perché è solo da questo punto
dell’evoluzione che l’uomo può considerarsi tale.

La terra di Mu era molto vasta, si estendeva da un punto a nord delle
Hawaii fino alle Figi e, a sud, fino all’Isola di Pasqua. Era un
bellissimo paese dove viveva un popolo che, tra l’altro, fondò varie
colonie.

Tutti professavano la stessa religione ed adoravano il Sole. Da molto
tempo, l’imperatore era anche sommo sacerdote, il suo nome era “Ra Mu”
ed il suoi impero ebbe il nome di “Impero del Sole”; egli, tuttavia,
non venne mai venerato perché era solo un rappresentante della
divinità.

Gli abitanti di Mu credevano nell’immortalità dell’anima, la quale,
alla fine, tornava alla “grande sorgente” da cui era venuta. Furono
grandi navigatori ed esperti architetti, costruirono palazzi di pietra
e grandi templi senza tetto, affinché il popolo in preghiera potesse
ricevere i raggi del Sole, loro Dio.

Uno dei momenti di massimo splendore fu raggiunto circa 26.000 anni,
un periodo immediatamente precedente alla sua scomparsa, a causa di
un’azione vulcanica sotterranea ininterrotta. L’isola di Pasqua, con i
suoi enigmatici monumenti, rappresenta un reperto archeologico di
questo antichissimo continente.

L’Atlantide

Platone, nel suo Timeo, parla di un continente scomparso che, fino a
qualche tempo fa, era considerato come fantasioso e leggendario. Ora,
con le scoperte archeologiche e le investigazioni occulte, si è invece
stabilito che si tratta di un continente assai antico, sprofondato
nell’oceano Atlantico circa 12.000 anni fa.

Nel Timeo vi sono quattro interlocutori, Socrate, Timeo, Ermogene e
Critia. In questo dialogo Critia afferma di aver sentito un racconto
da suo nonno, che a sua volta lo aveva sentito da Solone il più savio
dei sette sacerdoti di Sais. la prima città costruita in Egitto
all’incirca 16.000 anni.

Solone era stato ospite di una comunità, probabilmente derivante da
Atlantide, ed un loro sacerdote gli aveva detto:”O Solone, Solone, voi
Elleni siete proprio dei ‘bambini’ e non è possibile che tra di voi si
trovino uomini ‘maturi’. “Cosa vuoi dire?”, replica Solone. “Voglio
dire che a livello mentale voi tutti siete ‘giovani’ in quanto la
vostra cultura e la vostra scienza hanno delle radici recenti e la
ragione di ciò va ricercata nel fatto che vi sono state, e vi saranno,
delle distruzioni dell’umanità dovute a cause molteplici, le peggiori
sono però state causate dal fuoco e dall’acqua.

Tutto ciò che è accaduto nel nostro paese, o nel vostro, e di cui noi
siamo stati informati è stato da noi registrato e se ne può trovare la
traccia nei nostri templi. Da parte vostra, invece, non è rimasta
alcuna registrazione relativa a quei tempi lontani.

L’ultimo cataclisma è sceso dal cielo come una pestilenza lasciando
solo pochi sopravvissuti senza conoscenza ed esperienza. Per questo
motivo il vostro popolo è stato costretto a ripartire dall’inizio e
questa è la ragione per cui voi non conoscete nulla di ciò che è
accaduto al vostro popolo in un tempo assai lontano. Sappiate che nel
vostro territorio visse la più nobile ed evoluta razza che mai apparve
sulla terra.

Tu ed il tuo popolo siete soltanto ciò che è rimasto e tutto ciò non
vi è conosciuto perché i sopravvissuti non tennero alcun resoconto per
molte generazioni. La vostra antica Atene fu costruita 1000 anni prima
della nostra città di Sais…”

Il territorio di cui parla Solone era l’isola di Poseidone: ciò che
rimaneva di Atlante, paese sconvolto in precedenza da tre cataclismi
che, a distanza di centinaia d’anni, lo avevano ridotto alla grande
isola chiamata, appunto, Poseidone.

Il popolo di Atlantide

La razza atlantidea, si è suddivisa in sette sottorazze delle cui
caratteristiche faremo un breve riassunto tratto dalla Cosmogonia dei
Rosacroce.

1. RMOAHAL: questi primitivi, con il senso del tatto, potevano
percepire la sensazioni di dolore, agio e benessere. Possedevano
inoltre un barlume di memoria e ricordavano le sensazioni provate
(suoni, colori, ecc.). Con la memoria acquistarono anche i rudimenti
del linguaggio e, da quel momento, emisero parole e non più semplici
suoni come facevano i Lemuriani. Gli Rmoahal cominciarono a dare nomi
alle cose. Il linguaggio per loro era utilizzato solo per cose sacre
perché era la più alta espressione diretta dello Spirito.

2. TLAVATLI: in questa razza si cominciò a conoscere il proprio valore
come esseri umani separati. Diventarono ambiziosi ed iniziarono a
pretendere che gli altri ricordassero le loro opere. Il ricordo di
fatti compiuti da alcuni, faceva sì che un gruppo di persone
scegliesse come proprio capo l’autore di grandi gesta.

3. TOLTECHI ORIGINARI: in questo popolo l’educazione veniva impartita
dai genitori che risvegliavano nell’interiorità dei loro figli le
conoscenze e le esperienze da essi compiute. Ciò permetteva ai figli
ad assumere le qualità paterne e, chiaramente, portava onori ai figli
delle persone che si erano dimostrate importanti. L’esperienza era
altamente stimata e colui che ne possedeva di più era considerato un
buon consigliere. Furono loro che, elaborando le idee dei loro
predecessori inaugurando la Monarchia e la successione ereditaria.

In questa parte del Periodo atlantideo, troviamo i primi esempi di
nazioni separate. Gruppi di persone che scoprivano in altri gusti e
abitudini consimili, lasciavano le loro vecchie abitazioni per fondare
una nuova colonia.

Le Guide del genere umano (che vedremo in seguito, n.d.r.),
stabilirono in quel tempo dei grandi Re per governare i popoli, ai
quali fu dato loro grande potere. Le masse onoravano codesti Re con
tutta la venerazione dovuta a coloro che erano veramente Re “per
grazia di Dio”. Questa condizione felice, tuttavia, recava in sé il
germe della disgregazione perché col tempo i Re divennero avidi di
potere e cominciarono ad usare il loro potere corrottamente per scopi
egoistici e per profitto personale, invece che per il bene comune.

4. TURANICI ORIGINARI: furono la quarta razza, erano particolarmente
spregevoli per il loro abominevole egoismo. Essi eressero dei templi
dove i loro Re venivano adorati come dei e inflissero oppressioni
estreme alle classi inferiori. Una Magia nera della più nauseante e
peggiore specie fiorì e tutti gli sforzi di questo popolo erano
diretti al soddisfacimento della vanità e del fasto smagliante.

5. SEMITI ORIGINARI: questo popolo era in grado, fino a un certo
punto, di reprimere i desideri mediante il pensiero così, invece di
desideri puri e semplici, ne risultavano malizia e astuzia, mediante
le quali essi cercavano di raggiungere i loro fini egoistici.

Delle due razze seguenti (Akkadiani e Mongoli) non vi sono
informazioni importanti in quanto è stata la quinta sottorazza
Lumuriana il terreno da cui hanno tratto le loro origini coloro che
hanno progredito formando le progenie di coloro che stanno attualmente
evolvendo nell’epoca Ariana.

La civiltà atlantidea

A Epoche di cultura si susseguono da tempi di licenza, durante i quali
tutto il progresso della scienza e dell’arte sembra perduto, e questi
sono a loro volta seguiti da civiltà che giungono a livelli ancora più
alti. La descrizione che segue, dunque, si riferisce evidentemente ai
periodi di cultura …

Il governo era autocratico (il Re aveva il potere assoluto, n.d.r.), e
sotto i Re divini nessun altro sistema poteva essere migliore per il
popolo. Esso era stato ideato dai Saggi per il bene di tutti, e non da
qualche classe particolare per il proprio vantaggio. Perciò, il
benessere generale era molto maggiore che nella civiltà moderna.

I governanti, erano ritenuti responsabili del benessere e della
felicità delle loro province: i delitti e la carestia erano imputati
alla loro negligenza o alla loro inettitudine …

… Si praticava la musica, che però era primitiva, come pure gli
strumenti. Tutti gli Atlantidei amavano i colori, e tanto l’interno
che all’esterno delle loro case era ornato di decorazioni brillanti.
Però, l’arte della pittura non riuscì mai ad affermarsi in modo
stabile, benché si eseguisse qualche disegno ed alcune opere
pittoriche. La scultura era invece molto diffusa, e raggiunse una
grande perfezione …

L’architettura era l’arte più estesamente praticata, gli edifici erano
massicci e di dimensioni gigantesche. Le case erano separate fra loro,
anche nelle città; qualche volta quattro corpi circondavano un cortile
centrale, in mezzo al quale era una fontana …

… Alcune case erano ornate di intagli, affreschi o decorazioni
colorate. Le finestre erano munite di un materiale simile al vetro, ma
meno trasparente. Gli interni erano ammobiliati, ma senza particolari
complicati; però, questi soggetti erano molto raffinati.

I templi erano grandi saloni, ancora più ammirevoli di quelli
dell’Egitto; i pilastri sostenenti il tetto erano quadrati, o in
qualche caso rotondi. Nei tempi della decadenza, le navate laterali
erano circondate da numerose cappelle, contenenti statue dei cittadini
più importanti e un culto particolare era loro reso da sacerdoti
incaricati appositamente di ciò. Anche i templi avevano le loro torri
e cupole, che servivano per il culto solare e per osservatori.

L’interno dei templi era intarsiato, o anche interamente coperto d’oro
o d’altri metalli preziosi, metalli ottenuti con la trasmutazione,
essendo questa un’industria privata, con la quale gli alchimisti
guadagnavano la vita. L’oro, essendo preferito all’argento, era
prodotto in maggior quantità.

L’oro, l’argento e l’oricalco (antica lega di rame e zinco simile
all’ottone, n.d.r.) erano i metalli più usati per le decorazioni e per
gli utensili domestici. Le armi erano riccamente intarsiate di questi
metalli, e quelle usate solo nelle cerimonie e nelle processioni
spesso erano fatte interamente di metalli preziosi; in queste
occasioni elmi, corazze e gambali d’oro erano portati sopra tuniche e
calze dei colori più brillanti: scarlatto, arancio e un porpora molto
elegante …

… Tutte le scuole erano mantenute dallo Stato, e l’educazione
primaria era obbligatoria, ma saper leggere e scrivere non era
considerato necessario per i lavoratori dei campi e per gli artigiani.
Alla età di dodici anni i ragazzi che dimostravano delle attitudini
erano mandati nelle scuole superiori dove imparavano ciò che meglio si
addiceva a ciascuno: agricoltura, meccanica, caccia e pesca, ecc. Le
proprietà delle piante e le loro qualità curative formavano un ramo
importante di studio; non c’erano medici riconosciuti, ma ognuno
sapeva qualcosa di medicina, come pure di cure magnetiche.

La chimica, la matematica e l’astronomia erano pure insegnate, con lo
scopo di sviluppare le facoltà psichiche dello studente e istruirlo
sulle forze più nascoste della natura. In questa categoria erano
comprese le proprietà occulte delle piante, dei metalli e delle pietre
preziose, come pure le trasmutazioni alchemiche …

L’impiego usuale della chiaroveggenza permetteva loro di osservare i
processi della natura, ora invisibili per i più, cosicché la scienza
era avanzata, e le sue applicazioni alle arti e ai mestieri erano
numerose e utili.

Essi possedevano una conoscenza di certe forze che oggi è stata
perduta. Una di queste forze era impiegata per la propulsione tanto
delle navi che degli aeroplani, un’altra per invertire la forza
attrattiva della gravità in forza repulsiva, cosicché il sollevamento
di grossi blocchi di pietra a grande altezza era un’impresa
facilissima. Le forze più sottili non erano applicate a macchine, ma
dirette col potere della volontà, servendosi del meccanismo, allora
ben conosciuto e sviluppato, del corpo umano.

… I Rmoahal e i Tlavatli, vivendo specialmente di caccia e di pesca,
non avevano bisogno di un sistema agricolo; tuttavia i Tlavatli
avevano un sistema di coltivazione basato sui villaggi.

L’aumento della popolazione e la civilizzazione nei primi tempi dei
Toltechi resero necessario un sistema di tenuta delle terre, ma poi,
specialmente per la perfezione di questo sistema, la povertà e le
ristrettezze scomparvero.

Il complesso delle terre e dei loro prodotti, come pure il bestiame,
si consideravano appartenenti all’imperatore. Il re o il viceré era
responsabile, nell’ambito del suo distretto, della coltivazione, della
raccolta, del pascolo e degli esperimenti agricoli. I suoi consiglieri
agricoli erano versati in astronomia, e traevano tutto il vantaggio
dalle influenze occulte sulla vita animale e vegetale …

Tornando all’agricoltura, per ogni operazione si calcolava esattamente
il giorno adatto regolando ogni particolare. Ogni regione per solito
consumava i suoi prodotti, ma qualche volta avvenivano scambi con
altre regioni.

Dopo aver prelevata una piccola quota per l’imperatore e il governo
centrale, il prodotto di tutto il distretto veniva diviso fra gli
abitanti; al viceré locale e ai suoi funzionari toccava una quota
maggiore, ma ciascuno riceveva abbastanza per avere assicurata la vita
ed il benessere. Gli aumenti nella produzione, sia agricola che
mineraria, erano divisi fra tutti.

Dopo un lungo periodo di risultati felici, questo sistema declinò, con
l’affermarsi della negligenza, dell’egoismo e del lusso raffinato. Un
motivo essenziale di malcontento era il fatto che le classi superiori,
le cui facoltà psichiche erano state debitamente sviluppate,
affidavano ai subordinati, meno esperti, il compito delicato di
scegliere i ragazzi per l’istruzione tecnica superiore. Molti errori
erano così commessi, e della gente si trovava vincolata per tutta la
vita in occupazioni non adatte e non di suo gusto …

… Nel tempo dei Toltechi, quando regnava un Re divino, c’era un
clero di iniziati che formava una grande fratellanza occulta, e
incominciava i primi passi sul Sentiero occulto. Si tratta
naturalmente dei pochi, perché la grande maggioranza era molto più
indietro nello sviluppo spirituale. Era adottato il culto del Sole, ma
i più intelligenti guardavano il Sole come un simbolo, mentre gli
ignoranti non potevano vedere oltre la forma esteriore del simbolo.

Per tutta l’Atlantide, ma specialmente nella Città dalle Porte d’Oro,
furono eretti dei templi magnifici al Sole. Non era permessa alcuna
immagine della Divinità, essendo il disco del Sole ritenuto l’unico
emblema appropriato: un disco d’oro collocato in modo da ricevere i
primi raggi del Sole nascente all’equinozio di primavera o al
solstizio d’estate.

Questo sistema religioso sopravvive nel culto scintoista in Giappone,
ma a differenza dai templi sfarzosamente decorati dell’Atlantide, i
templi scintoisti sono finiti con semplice legno liscio di gusto
finissimo, senza sculture, pitture né altre decorazioni. In seguito,
un’immagine d’uomo archetipico fu introdotta nei templi e adorata come
la più alta rappresentazione della divinità.

Ma si avvicinavano i tempi cattivi, nei quali la razza sarebbe stata
inghiottita dall’abisso dell’egoismo. Il concetto morale decadde,
portando la perversione dell’ideale spirituale. Ognuno lottava per se
stesso e usava le proprie conoscenze per scopi egoistici. Le Stanze di
Dzyan (libro antichissimo, n.d.r.) così ne parla:

“Poi la Quarta divenne gonfia d’orgoglio: Noi siamo i Re, noi siamo
gli Dei. Essi fabbricarono immense città. Fabbricarono con terre e
metalli rari. Dei fuochi vomitati, della pietra bianca delle montagne
e della pietra nera, essi scolpirono le proprie immagini, della
propria grandezza e somiglianza, e le adorarono”. L’apoteosi del sé
non poteva andare oltre.

Oltre al Sole, il clero conosceva e custodiva altri simboli, tra cui
la concezione della Trinità nell’Unità. La Trinità nel suo significato
più sacro non fu mai divulgata, ma la Trinità personificante i poteri
cosmici dell’universo come Creatore, Conservatore e Distruttore,
divenne di dominio pubblico per qualche indiscrezione nel tempo dei
Turaniani. Quest’idea fu ancora più materializzata e degradata dai
Semiti, in una trinità strettamente antropomorfa, consistente di
padre, madre e figlio.

Un’ulteriore degenerazione avvenne nel tempo dei Turaniani. Praticando
la stregoneria, molti vennero a conoscere l’esistenza di potenti
elementali (forme energetiche, n.d.r.), creati o animati dalla loro
forte volontà. Gli uomini si erano talmente degradati, che si misero
ad adorare queste semicoscienti creature dei loro cattivi pensieri …

… La parola sacra della Razza atlantidea è Tau mentre quella della
quinta Razza è OM.

Cosa rimane dei popoli atlantidei?

Della prima e seconda sottorazza atlantidea non esistono discendenti
puri, ma lo scheletro dell'”uomo Furfooz” è un buon esemplare della
prima e quello dell'”uomo CroMagnon” della seconda. La terza (Toltec)
rimane ancora negli “Indios” del Sud e Centro America e nei pellirosse
degli Stati Uniti e del Canada.

La quarta sottorazza (Turaniani) emigrò dall’Atlantide e dirigendosi
verso oriente, oltre Babilonia, lungo il fiume Giallo, scese nelle
pianure della Cina. È rappresentata oggi in certe parti della Cina da
una razza Cinese gialla e alta di statura, affatto distinta dai Cinesi
della settima sottorazza.

Dei Semiti originari, quinta sottorazza, si vedono oggi i discendenti
negli Israeliti di tipo puro o nei Kabili dell’Africa settentrionale.
La sesta, o Akkadiana, era rappresentata dai Fenici che commerciavano
nel Mediterraneo; e la settima, o Mongola, si sparse divenendo la
moderna razza Cinese.

L’inizio della Legge di causa ed effetto

Il livello evolutivo raggiunto dai Semiti (quinta sottorazza
atlantidea), era tale che Coloro che gli avevano guidati fino ad
allora e da cui dipendevano le loro vite, decisero di insegnar loro a
gestirsi da soli, fornendo le indicazioni su come comportarsi e
implementando così la Legge di causa ed effetto (o Legge del karma).

In questo insegnamento veniva sancito che solo l’ubbidienza alla Legge
avrebbe permesso una vita senza problemi, essendo i problemi stessi
generati da ogni tipo di trasgressione. Fatto che viene riassunto in
una massima assai significativa: “Noi non siamo mai puniti per i
nostri peccati, ma dai nostri peccati”.

Una testimonianza della geologia

Nell’estate 1896 una nave fu impegnata nella posa del cavo sottomarino
che unisce Brest a capo Cod. Il cavo si ruppe a ovest di Parigi ed a
circa 900 chilometri a nord delle isole Azzorre. La profondità
dell’oceano, in quel punto, era di 3100 metri.

Il tentativo di ripescarlo a mezzo di ramponi fallì più volte perché
il grappone restava impegnato in rocce dalle punte dure e spigoli
aguzzi. Tutte le schegge che rimasero attaccate ai grapponi erano di
una lava vetrosa, avente la composizione chimica dei basalti, chiamata
tachilite. Una tale lava, interamente vetrosa, può consolidarsi solo
sotto l’effetto della pressione atmosferica e non certamente 3000 m.
d’acqua.

Con questo fatto divenne evidente che il fondo dell’Atlantico, a 900
chilometri a nord delle Azzorre, era una terra emersa quando è stata
coperta da colate di lava e solo in un secondo tempo è sprofondata a
3000 metri di profondità. Conclusione: tutta una regione al nord delle
Azzorre, che comprende forse le Azzorre, e della quale dunque queste
isole non sarebbero che le visibili rovine, si è sprofondata molto
recentemente, probabilmente nell’epoca che i geologi chiamano attuale.

Le testimonianze della paleontologia

Le testimonianze della paleontologia confermano e completano quella
dei geologi. Sommamente interessanti sono a questo proposito le
conclusioni cui giunse, qualche decennio fa, il naturalista francese
Luigi Germain, che fece oggetto di attenti studi la fauna e la flora
delle Azzorre, di Madera, delle Canarie e del Capo Verde.

Le sue osservazioni conclusero (C. R. Ac. des Sc., 20 settembre 1911)
che, effettivamente, verso la metà dell’evo terziario, i detti quattro
arcipelaghi formavano una sola terra unita a nord con la penisola
iberica, a sud con la Mauritania, ad ovest con le Bermuda e con le
Antille. Alla fine del terziario, in conseguenza di vasti movimenti
orogenici sopravviene lo spezzettamento… ciò che ne restò, avrebbe
formato l’Atlantide di cui parla Platone.

Ma durante il terziario, e fino ai tempi del pliocene, il continente
che abbracciava gli arcipelaghi era rimasto unito, come si è detto,
con la penisola iberica: ciò è provato dalla sopravvivenza dei
molluschi o dei vegetali del pliocene nelle Canarie e nelle Azzorre.

Anche sir C. Wyville Thomson trovò che alcuni esemplari della fauna
della costa del Brasile, raccolti dal fondo del mare per mezzo della
sua draga, sono simili a quelli della costa Lusitana.

Ripetiamo che il continente terziario dell’Atlantico ha dovuto
comprendere almeno una parte delle Antille, non potendosi altrimenti
spiegare la singolare ripartizione dei molluschi “Oleacinidae”, i
quali non vivono che nell’America centrale, nelle Antille, nelle
Canarie, nelle Azzorre, ed in una parte del bacino del Mediterraneo.

Inoltre, quindici varietà di molluschi marini vivono soltanto nelle
Antille e sulle coste del Portogallo; non li si ritrova in nessun
altro luogo, né questa coesistenza può spiegarsi col trasporto degli
embrioni per la via delle correnti marine. Perciò gli zoologi sono
stati costretti, dalla riunione di tutte queste osservazioni, ad
ammettere l’esistenza di un grande continente miocenico, che si spezza
dapprima dal lato delle Antille, e poi, al pliocene, dal lato
dell’Africa, originando l’isola di Poseidone.

Le testimonianze più antiche

Gli argomenti che tratteremo in questa lettera sono basati sulla
traduzione di alcuni documenti antichissimi: le tavole dei Naacal,
scoperte da James Churchward in un tempio indù, ed una vasta raccolta
di tavole in pietra (oltre 2600), portate alla luce da William Niven
in Messico. L’esame comparato delle due raccolte ha mostrato che hanno
una origine comune: sono delle antichissime Scritture Sacre, che si
possono attribuire ai Sacerdoti atlantidei.

Secondo la leggenda, le tavole dei Naacal (scritte con simboli e
caratteri Naga), furono compilate in Atlantide e portate prima in
Birmania, poi in India. La loro remotissima età è convalidata dalla
storia che data a oltre 15.000 anni fa il momento in cui i Naacal
lasciarono la Birmania. Su queste tavole possiamo trovare una
stupefacente storia della Creazione.

Non si è invece sicuri del luogo dove vennero scritte le tavole
messicane, che contengono una storia molto dettagliata della
Creazione, dell’origine della Vita, dell’attività delle “Quattro
Grandi Forze Cosmiche” e la creazione della donna. E’ notevole come
tanti punti di questa storia coincidano con il racconto della
Creazione proposto dalla Bibbia cristiana.

James Churchward, ha speso cinquant’anni anni della sua vita per
condurre indagini, ricerche ed esplorazioni, al fine di convalidare
quanto ha trovato scritto sulle tavole dei Naacal. Dopo tutto questo
lavoro ha concluso che le tavole messicane, così come quelle dei
Naacal, mostrano in modo inequivocabile che sul nostro pianeta è
esistita un’antichissima civiltà che, sotto molti aspetti, si presenta
persino più progredita di quella attuale.

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