PRESENTAZIONE DELL’ASTROLOGIA VEDICA

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PRESENTAZIONE DELL’ASTROLOGIA VEDICA

di Roberto Ceregatti (Rama giri)

Un grande astrologo di Benares Deoki Nandan, mi insegnava di come gli uomini e gli eventi nascono
con due “libretti delle istruzioni”: il primo deducibile con l’attenta osservazione delle linee
delle mani (chiromanzia); poi con la precisa considerazione delle posizioni planetarie (astrologia).
Diceva quindi che ognuno dovrebbe considerare la propria carta astrologica come il documento di vita
più importante e significativo.
Nell’Astrologia Vedica il corpo individuale non è concepito solo come un “ciclo biologico che
cammina”, così come la scienza ordinaria dichiara, ma come un’entità spirituale rivelata in una
forma materiale. Questa visione ampia e reale si situa in un contesto effettivamente evolutivo e
permette la conoscenza della nostra posizione soggettiva inserita in un più ampio contesto
universale. Si perviene quindi al dono di comprendere come le dinamiche dell’essere umano sono
indissolubilmente collegate con gli eventi universali.

Nel centro della ricerca filosofica dell’antica India o della “tradizione vedica”, che si pone di
diritto storico come origine di tutte le moderne culture e civiltà, si verte al raggiungimento di
una meta che dà il senso a tutta quella letteratura tesa, con vari modi o percorsi, a descrivere il
principio, il mantenimento e la fine di ogni cosa. Questo scopo (vedanta da veda conoscenza, e anta
fine) è la realizzazione spirituale della Realtà Unica.

Ogni testo considerato parte dei Veda, che sia un riflesso trasparente dello spirito originale
dell’autore (Vyasadeva), si pone questo obbiettivo di base anche se culturalmente si manifesta
tenendo conto del tempo, del luogo geografico e delle circostanze storiche.

Quindi la comprensione della meta ovvero l’unità dell’unica Realtà spirituale come centro di tutte
le prospettive di visione è anche lo scopo di tutta l’Astrologia Vedica.

Nel contesto vedico l’essere (come stato) è la verità; fisso, immutabile, non è soggetto
all’infinita varietà dei fenomeni transitori; l’ultima verità è unitaria e inscindibile quindi
non-duale, esiste comunque, al di là di tutto, nella sua natura eterna. E’ l’essere la base
invariabile su cui poggia tutta la manifestazione della varietà.
Nel contesto della tradizione yoga, l’individualità e ciò che ne consegue è intesa come possibilità
dell’Anima. La liberazione dal piccolo contesto, che non può essere altro che relativo, consiste nel
trovare, al centro (ridhaya), l’Essere come realtà inscindibile, non soggetto al tempo, alla forma
materiale o a qualsiasi altra manifestazione relativa.
Soggettivo e oggettivo, che sono prodotti dell’immaginazione individuale, cessano di essere tali
nella riconquistata unità della coscienza (bedha-abhedha tattva) e la dualità, con le svariate
polarità che produce, si armonizza reitengrandosi nell’inscindibile e primaria unità dell’ Essere.

E’ nella reintegrazione del “tutto” nella sua primaria ed inscindibile Unità che la dualità, con le
indefinite polarità che produce, è risolta e ricondotta alla reale Non-dualità; ed è in quest’opera
di unione (yoga) che il soggettivo e l’oggettivo, entrambi prodotti reali dell’illusione
(bedha-abedha), cessano di essere tali nella riconquistata unità di coscienza (L’Essere, che è
libero di manifestare la propria coscienza nella infinita varietà della manifestazione, dopo averne
passato diverse varie fasi dovute all’interazione del principio maschile (purusha) con quello
femminile (shakti), denominate suddha-ashuddha-tattva, sperimenta varie fasi di coscienza entrando
nell’ordine di maya (illusione), kala (tempo), raga (desiderio) ecc.

E’ da qui che più specificamente si colloca l’Astrologia Vedica, cioè nella descrizione
dell’asuddha-tattva, (relatività) il piano dell’esperienza condizionata, in cui l’essere si
identifica e interagisce con la prakriti, o sostanza primordiale.

La prakriti comprende le tre dinamiche (guna) su qui si fonda la natura del corpo grossolano e che
sono:) raja (creazione), sattva (mantenimento) tama (distruzione), ed è il primo dei ventiquattro
elementi che compongono la “natura materiale sottile e grossolana”.

Così sono nell’ordine:

PRAKRITI (Guna)
Buddhi (Intelletto)
Ahankara (Senso dell’io, ego)
Manas (Mente)

UDITO SUONO PARLARE (Lingua) ETERE
TATTO CONTATTO PRENDERE(Mani) ARIA
VISTA COLORE ANDARE (Piedi) FUOCO
GUSTO SAPORE GENERARE(Genitali) ACQUA
OLFATTO ODORE EVACQUARE(Ano) TERRA

In sintesi: per comprendere l’Astrologia Vedica occorre partire dalla visione che il cosiddetto
“essere umano” è in realtà Puro Spirito che anima la materia nello svolgimento di uno degli infiniti
passatempi nel livello di Coscienza che si è scelto (lila).
Se ci si spinge oltre ad un certo limite di questa ‘discesa’ le problematiche della materia
grossolana prendono il sopravvento sulla costante attenzione di chi è l’Essere reale, è da questo
oblio che l’essere condizionato può identificarsi nelle dinamiche celesti, terrene e oltre, fino
all’estremo. E’ qui che l’astrologia vedica interviene per spiegare le dinamiche del corpo
grossolano e sottile, affinché l’uomo superiore possa comprenderle e superarle per recuperare una
visione consapevole della realtà.

Per spiegare la prospettiva che si apre all’analisi astrologica soggettiva, prendiamo in
considerazione ad esempio le tre principali dinamiche universali (guna) e cosa determinano nella
loro interazione e i loro effetti in relazione all’individuo.
Avendo determinato (tramite la disposizione dei pianeti nelle costellazioni vediche o nakshatra)
quali pianeti coi i loro aspetti sono gli indicatori del potenziale dei tre guna ne trarremo la
conseguente considerazione: Il Pianeta in una costellazione sattva (mantenimento o virtù) sarà
indice delle energie che consentono di mantenere, o conservare o di attività come l’insegnamento, la
medicina, o la ricerca spirituale; un pianeta in posizione raja indicherà il vasto mondo delle
tendenze creative, in tama le potenzialità distruttive. Valutando tali interazioni l’astrologo
vedico giungerà alla visione metafisica della struttura astrale di un individuo (corpo astrale) su
cui sono posizionati i sensi astrali detti chakra.

IL CORPO ASTRALE
Il corpo astrale (dal termine astra che vuol dire stelle e pianeti) è dunque individuabile e si
forma in primo luogo in base alla quantità e alle caratteristiche del karma alla nascita e alla sua
costituzione; è di ordine di materia più sottile della materia grossolana che tutti conoscono, una
sostanza tecnicamente definibile “insieme delle influenze planetarie”. Il corpo grossolano (terra,
acqua, fuoco, aria,etere) non ha ragione di esistere senza il corpo astrale, ma solo pochi sono
consapevoli delle sua esistenza e ancor meno sono coloro che ne posseggono la capacità di visione e
di utilizzo in piena consapevolezza.
Lo studio astrologico permette l’individuazione del corpo astrale con il suo spessore, i suoi
colori, caratteristiche, punti di forza e debolezza.

L’ASTROLOGIA INDIANA E’ UNA SCIENZA VERIFICABILE
Il termine scienza abbinato alla parola astrologia provoca parecchie perplessità nella mentalità
tipica occidentale. Personalmente ne ho sempre riscontrata la straordinaria esattezza e non solo
nelle analisi personali, ma anche ascoltando le tesi che, in merito, grandi ed autorevoli maestri
nelle più disparate materie ci hanno lasciato. In Oriente la scienza astrologica è utilizzata in
molti importanti rami dello scibile come la politica, l’agricoltura, l’architettura, la medicina, la
pedagogia, la ricerca scientifica, la psicologia e come non tener conto che tutte le grandi
religioni storiche ed esoteriche hanno coltivato tradizioni secolari e millenarie di applicazione
astrologica. La maggior parte dei paesi del mondo ha all’interno delle proprie strutture governative
e private (ufficialmente o ufficiosamente) degli operatori astrologici che da secoli collaborano
nello stabilire tempi e modi per la riuscita delle strategie nei più disparati piani di intervento.
Le previsioni di terremoti, inondazioni ed eventi atmosferici di grande rilevanza hanno
nell’astrologia il metodo predittivo più sicuro.

LA SUA NATURA
In India e non solo e nelle scuole di natura profonda, l’astrologia è vista come una conoscenza che
non nasce solo da uno studio sperimentale empirico: sono le realizzazioni illuminate dovute alla
pratica dello yoga superiore, dalla meditazione mistica, dall’ascetismo che hanno permesso agli
astrologi la comunicazione di informazioni esatte, semplici descrizioni delle leggi universali sulle
influenze planetarie a cui il nostro pianeta con i suoi abitanti è soggetto. La conoscenza vedica ha
un sistema di trasmissione della comunicazione ‘discendente’ che si tramanda da maestro a discepolo
e l’attenta cura del maestro sull’esatta comprensione del discepolo e di ciò che ha appreso, fa in
modo che si mantenga intatto il messaggio originale.

L’astrologia indiana è essenzialmente un linguaggio, un criptogramma mistico di cui l’astrologo
conosce la chiave di lettura.
La letteratura antica la definisce “kala chakra” la ruota del tempo, da cui si può dedurre quando e
come le influenze del tempo e delle leggi universali agiranno sugli esseri. Le influenze planetarie
non hanno tuttavia una natura causale degli eventi, ovvero non ne sono le dirette responsabili;
saranno la predisposizione personale, la possibilità di reazione, il libero arbitrio e l’interazione
dei desideri le cause scatenanti. In poche parole non sarà l’influenza di questo o di quel pianeta a
stabilire questa o quella caratteristica dell’individuo, ma è l’insieme delle conseguenze delle sue
azioni passate mascolate con i desideri del presente a determinare il suo futuro, o nei termini di
questa filosofia: L’insieme del suo karma attivo più quello ancora da maturare unito con la
disponibilità del suo libero arbitrio.

Roberto Ceregatti (Rama giri)
Da: Astrologia Indiana (1° edizione del 2000)

tratto dal sito dell’Accademia Vaishnava
< Isvara Inc. Network > www.isvara.org

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