PNL: Programmazione neuro linguistica

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PNL: Programmazione neuro linguistica

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La programmazione neuro linguistica (PNL), in inglese Neuro-linguistic programming (NLP), è un
approccio alla comunicazione, allo sviluppo personale e alla psicoterapia ideato in California negli
anni 1970 del XX secolo da Richard Bandler e John Grinder. Il nome deriva dall’idea che ci sia una
connessione fra i processi neurologici (“neuro”), il linguaggio (“linguistico”) e gli schemi
comportamentali appresi con l’esperienza (“programmazione”), affermando che questi schemi possono
essere organizzati per raggiungere specifici obiettivi nella vita. Ad oggi (2013), la programmazione
neurolinguistica non ha validità scientifica.

Cenni generali

Definizioni

L’Oxford English Dictionary descrive la PNL come “un modello di comunicazione interpersonale che si
occupa principalmente della relazione fra gli schemi di comportamento di successo e le esperienze
soggettive (in particolare gli schemi di pensiero) che ne sono alla base” e “un sistema di terapia
alternativa basato su questo che cerca di istruire le persone all’autoconsapevolezza e alla
comunicazione efficace, e a cambiare i propri schemi di comportamento mentale ed emozionale”.

Secondo i fondatori del movimento, Richard Bandler e il linguista John Grinder, la PNL sarebbe
strumentale “all’individuazione delle modalità per aiutare le persone ad avere vite migliori, più
complete e più ricche”.
Essi coniarono il termine per denotare un presunto collegamento teorico fra i processi neurologici
(“neuro”), il linguaggio (“linguistico”) e gli schemi comportamentali che sono stati appresi con
l’esperienza (“programmazione”), sostenendo che questi schemi possono essere organizzati per
raggiungere specifici obiettivi nella vita.

Bandler ha sostenuto che gli esseri umani siano letteralmente programmabili: “Quando ho cominciato
usando il termine programmazione le persone si arrabbiarono veramente. Hanno detto cose come: ‘state
dicendo che noi siamo come le macchine. Siamo esseri umani, non robot.’ Ciò che stavo dicendo
veramente era proprio l’opposto. Siamo la sola macchina che può programmarsi. Siamo
auto-programmabili. Possiamo impostare programmi deliberatamente progettati e automatizzati che
funzionano da soli per occuparsi di noiose mansioni terrene, liberando così le nostre menti per fare
altre cose più interessanti e creative.”

Concetti fondamentali

L’idea centrale della PNL è che la totalità dell’individuo interagisce nelle sue componenti
(“linguaggio”, “convinzioni” e “fisiologia”) nel creare percetti con determinate caratteristiche
qualitative e quantitative, l’interpretazione individuale di questa struttura significa il mondo.
Modificando i significati attraverso una trasformazione della struttura percettiva (detta mappa,
cioè l’universo simbolico di riferimento), la persona può intraprendere cambiamenti di atteggiamento
e di comportamenti. La percezione del mondo, e consequenzialmente la risposta ad esso, possono
essere modificate applicando opportune tecniche di cambiamento.
La PNL ha quindi tra gli scopi l’obiettivo a sviluppare abitudini/reazioni di successo, amplificando
i comportamenti “facilitanti” (cioè efficaci) e diminuendo quelli “limitanti” (cioè indesiderati).
Il cambiamento può avvenire anche riproducendo (“modellando”) precisamente i comportamenti delle
persone di successo allo scopo di creare un nuovo “strato” di esperienza (una tecnica chiamata
modeling, o modellamento).

L’opinione degli autori

La PNL fu promossa in origine dai fondatori Bandler e Grinder negli anni settanta come una forma
straordinariamente efficace e rapida di terapia psicologica, affermando che potesse essere d’aiuto
nella cura di fobie e disabilità di apprendimento, addirittura tramite una singola sessione di
un’ora.
Michael Heap in un articolo sulla PNL scritto nel 1988 per The Psychologist, la rivista mensile
della Società psicologica britannica, riferisce di un annuncio sentito presso un seminario di PNL in
cui si sosteneva che i problemi di pronuncia potessero essere eliminati in cinque minuti tramite un
NLP Training Programme.

Bandler e Grinder scrissero in The Structure of Magic (1975) che “Il (…) desiderio in questo libro
non è mettere in discussione la qualità magica della nostra esperienza su questi stregoni
terapeutici, ma piuttosto indicare che questa magia che compiono – psicoterapia… come altre
attività umane complesse quali dipingere, comporre musica, o mandare un uomo sulla luna – ha una
struttura ed è, quindi, imparabile, date le risorse adatte. Nostra intenzione non è nemmeno
sostenere che leggere un libro può assicurare che abbiate queste qualità dinamiche. Non desideriamo
in particolare rivendicare che abbiamo scoperto “il giusto” o il più potente approccio alla
psicoterapia. Desideriamo soltanto presentare un insieme specifico di strumenti che ci sembrano
essere impliciti nelle azioni di questi terapisti, in modo che possiate cominciare o continuare il
processo infinito per migliorare, arricchire e ampliare le capacità che offrite per assistere le
persone.”

Il nome

Il nome scelto dai fondatori della disciplina sintetizza tre componenti:
Programmazione, cioè la capacità di influire sulle modalità di comportamento variabili e fondate
sulla percezione e sull’esperienza individuali. Tramite la PNL si interverrebbe su una gamma
predefinita di comportamenti (programmi o schemi), che funzionano in modo inconsapevole ed
automatico;
Neuro, ovvero i processi neurologici del comportamento umano, basato su come il sistema nervoso
riceve stimoli dagli organi di senso e li rielabora come percezioni e rappresentazioni;
Linguistica, che definisce il sistema con cui i processi mentali umani sono codificati, organizzati
e trasformati attraverso il linguaggio.

Efficacia e utilizzo

Gli effetti secondo gli autori

Secondo gli autori, questa tecnica sarebbe stata capace di intervenire su problemi in cui gli
psicoterapeuti incorrevano di frequente, quali fobie, depressione, abitudini ossessive, disturbi
psicosomatici.
Gli autori sostennero che una singola sessione di PNL combinata con ipnosi potesse eliminare la
miopia, e addirittura curare un comune raffreddore.

Bandler e Grinder rivendicavano che combinando i metodi di PNL con la regressione ipnotica, una
persona può non solo essere curata efficacemente da un problema, ma anche resa amnesica in primo
luogo del fatto di avere avuto il problema. Dopo una sessione della terapia, i fumatori
riuscirebbero a negare di aver mai fumato prima, anche quando la loro famiglia ed amici insistono
altrimenti e anche di fronte a prove come le macchie della nicotina. Il potenziale
dell’autodeterminazione sovrasterebbe anche le limitazioni dell’istruzione.
Successivamente è stata promossa come “scienza di eccellenza”, derivata dallo studio di come persone
di successo o eccezionali in campi differenti avrebbero ottenuto i propri risultati.
È stato asserito che queste abilità possono essere imparate da chiunque per migliorare la propria
efficacia sia personale che professionale.

L’assenza di riconoscimento scientifico

Nonostante l’abbondanza di affermazioni a sostegno già all’epoca della pubblicazione gli autori non
riuscirono a portare alcuna evidenza empirica a sostegno. Questo fatto, insieme ai dubbi sulla
fondatezza dei meccanismi presentati, ha fatto sì che la PNL non abbia ricevuto il sostegno della
comunità scientifica.
La programmazione neurolinguistica oggi non viene considerata parte della corrente accademica
prevalente della psicologia, e ha ottenuto solo un limitato impatto in alcune tecniche di
psicoterapia e di counseling.
La PNL è stata per diverso tempo accomunata a varie tecniche di manipolazione psicologica: Milton
Erickson rispondeva a tali accuse affermando che tutti ci “manipoliamo” per diverse ragioni e spesso
a fin di bene, come fa una madre che accudisce i suoi figli e trasmette loro modi, pensieri e
valori, o come fa un docente con i suoi allievi.

Diffusione

Oggi la PNL viene usata principalmente da praticanti delle forme di psicoterapia e psicologia
parascientifica, soprattutto legati agli ambienti dell’ipnositerapia, del life coaching e della
formazione aziendale. In una indagine sull’industria del coaching in Australia, il 13% di chi ha
risposto riportava di essere stato formato alla PNL e/o allo sviluppo personale.
Heap scrisse che, stante la difficoltà nello stimare la diffusione della PNL, il numero di persone
che sono state formate al livello di “praticante” nel Regno Unito appariva di almeno 50.000 persone.
Sempre secondo Heap, la tecnica era insegnata in numerosi seminari, specie nei paesi anglosassoni,
in Norvegia, Spagna e Brasile, con modalità pratiche forse diverse.

Applicazioni

La programmazione neuro linguistica è oggi una disciplina che riunisce vari ambiti dello studio
della comunicazione umana, e si propone come strumento per influenzare fattori quali l’educazione,
l’apprendimento, la negoziazione, la vendita, la leadership, il team-building. Ha trovato
applicazione anche nei processi decisionali e creativi, nello sport e nel counseling.
In Italia ha cominciato a diffondersi all’inizio degli anni ottanta, inizialmente nel settore della
formazione manageriale.
La PNL è tuttora considerata una pseudoscienza, e gli stessi sostenitori affermano che le sue
applicazioni non debbano necessariamente avere fondamento scientifico, perché i principi
fondamentali sono “ipotesi di lavoro che possono essere vere o meno. Il problema non è se siano
vere, bensì se siano utili”.

La tecnica

La PNL si propone come una metodologia di “studio della struttura dell’esperienza soggettiva”
(Robert Dilts).
L’obiettivo pratico è comprendere come alcune persone riescano ad ottenere determinati risultati:
questo dovrebbe avvenire tramite l’analisi, l’apprendimento e il modellamento (cioè l’acquisizione
volontaria di determinati comportamenti).
L’analisi dovrebbe condurre a definire un modello comportamentale, che poi dovrebbe essere replicato
nel “paziente” tramite l’acquisizione dei modelli considerati efficaci. Ai modelli acquisiti da
altri, si affiancherebbero poi modelli già in possesso del “paziente”, ottenuti da esperienze
passate e positive.

Il modellamento

Il modellamento, cioè la pratica di rilevare e riprodurre modelli comportamentali, può essere di due
tipi: intuitivo o analitico.
Nel primo caso, il modellamento avviene tramite un’imitazione inconsapevole degli schemi di
comportamento di un modello: questo processo avverrebbe nella relazione tra bambino e genitori, i
quali sono imitati e presi ad esempio senza alcun genere di consapevolezza da parte del bambino.
Il modellamento analitico invece prevede una meticolosa raccolta di informazioni relative alla
strategia messa in atto dalla persona per ottenere un certo risultato. Tramite l’ascolto di racconti
ed esperienze, si estrapolano i meccanismi chiave dell’abilità desiderata, e si cerca di replicarli.

I fautori della PNL pongono attenzione sulla persona oggetto dell’intervento, sostenendo che gli
esseri umani possiedano già tutte le risorse di cui hanno bisogno, pur essendo queste risorse non
sviluppate o inesplorate. Il ruolo del “programmatore”, cioè del praticante di PNL, sarebbe dunque
quello di aiutare la persona ad esplorare la sua “mappa del mondo”, svolgendo domande specifiche per
stimolare questo processo del ricevente.
L’analisi dei diversi punti di vista di un problema viene usata per definire ed eliminare
convinzioni ritenute limitanti, e tramite l’esplorazione dell'”ecologia”, cioè del tessuto di
relazioni di una persona, si cercano di definire le conseguenze del raggiungimento degli obiettivi
predeterminati e gli influssi sul benessere di una persona.

Storia

Anni Settanta: fondazione e primo sviluppo della PNL

La PNL fu fondata e sviluppata da Richard Bandler e John Grinder all’Università della California, a
Santa Cruz, tra gli anni sessanta e settanta. In quegli anni i seminari sul potenziale umano in
California si svilupparono come un settore autonomo, creando un filone di interesse che includeva
sia reali movimenti scientifici che teorie pseudoscientifiche e new age.

Gregory Bateson, ed in particolare le sue idee sul modellamento umano e sul concetto di mappa e
territorio (la mappa non è il territorio) fu influenzato da Alfred Korzybski. Queste idee furono
adottate da Bandler e Grinder.
Dal 1972 i fondatori della PNL si interessarono alle eccezionali capacità comunicative del terapeuta
di scuola Gestalt Fritz Perls, della terapeuta della famiglia Virginia Satir, e dal presidente
fondatore della Società Americana della Ipnosi clinica, Milton H. Erickson. Studiarono anche la
teoria del linguaggio del corpo e della comunicazione non verbale, soprattutto gli indicatori
oculari.
Usando questi terapeuti come modelli, furono pubblicati La struttura della Magia (1975) e I Modelli
di Milton H. Erickson (1976, 1977). Alla fine degli anni ’70 Leslie Cameron-Bandler, Judith
DeLozier, Robert Dilts e David Gordon lavorarono sia con i co-fondatori che separatamente per
contribuire allo sviluppo della PNL.

Anni Ottanta: nuovi sviluppi e valutazione scientifica

Negli anni ottanta poco dopo la pubblicazione di La Programmazione NeuroLinguistica Volume I con
Robert Dilts e Judith DeLozier, Grinder e Bandler si ritirarono.
Sorsero diversi conflitti e cause legali per la proprietà intellettuale delle teorie, e la PNL
cominciò ad essere sviluppata da diverse persone.

Negli anni ’80 John Grinder e Judith DeLozier collaborarono a sviluppare una forma di PNL chiamata
il Nuovo Codice della PNL che tentava di ripristinare un approccio PNL sistemico alla totalità
mente-corpo. Anche Richard Bandler pubblicò nuovi processi con sottomodalità ed ipnosi ericksoniana
in Using your brain: For a Change (1984).
Contemporaneamente Anthony Robbins, che insegnava la PNL già alla fine degli anni ’70, cominciò una
massiccia operazione per incorporare la PNL (ridefinita come Condizionamento Neuro Associativo) al
settore del marketing.
Altri studenti e professionisti di PNL elaborarono, definirono e svilupparono le loro integrazioni
alla PNL. Michael Hall propose una PNL focalizzata sui cosiddetti “meta-stati” (una condizione in
cui si cambiava posizione percettiva e si osservava il sé da una prospettiva più ampia tramite la
coscienza auto-riflessiva).

Tad James sviluppò una tecnica terapeutica basata sulla linea del tempo (timeline) dove i clienti
erano incoraggiati a visualizzare, e possibilmente a creare fisicamente la linea del tempo della
loro vita o tratti di essa, e poi ad alterarla e migliorarla. Ulteriori contributi alla PNL vennero
da Judith DeLozier e Connirae e Steve Andreas. Data la numerosità dei contributi e delle persone
coinvolte, non esisteva un modello definito ed univoco di PNL.
Alla fine degli anni ’80, le ricerche nel campo della psicologia del counseling sperimentale di
Sharpley (1984, 1987) ed il Consiglio della Ricerca Nazionale degli USA diedero un giudizio
complessivamente negativo della PNL.
Di seguito, la ricerca sulla PNL subì un brusco rallentamento, ulteriormente acuito dall’emergere
degli abusi di cocaina e alcol di Bandler e dal suo coinvolgimento nel caso di omicidio di Corine
Christensen; tutti fatti che intaccarono fortemente la credibilità dell’autore e della sue
affermazioni.

Anni Novanta: controversie, divisioni, e marketing

Nel luglio 1996, dopo molti anni di battaglie legali, Bandler fece causa a John Grinder e altri,
reclamando la proprietà esclusiva della PNL sin dalla sua fondazione, ed il diritto esclusivo di
usare il termine come marchio registrato.
Contemporaneamente, nel Regno Unito Tony Clarkson, un praticante inglese, chiese con successo alla
High Court di revocare la registrazione inglese fatta da Bandler del marchio PNL, al fine di
chiarire legalmente che PNL era un termine generico e non una proprietà intellettuale.

A causa della frammentazione delle varie correnti, e soprattutto della mancanza di una struttura
normativa che ne regolamentasse e disciplinasse la pratica, negli anni novanta la PNL cominciò ad
essere proposta e pubblicizzata come il rimedio per eccellenza, la panacea o la soluzione miracolosa
a una vasta serie di problemi.
Cominciarono ad abbondare i modelli di dubbia qualità, sviluppati da praticanti più interessati a
sfruttare la moda e il fascino new age, piuttosto che all’approfondimento scientifico.
Nel 1994 Michael Hall, psicologo della scuola del comportamentismo cognitivista, studiò e sviluppò
con Bandler una nuova tecnica, la neuro-semantica, un sistema che avrebbe dovuto affrontare e
risolvere alcune delle debolezze percepite della PNL.

Anni 2000: risoluzione dei conflitti legali e regolamentazione governativa

Nel 2001 le controversie legali furono chiuse con la conciliazione tra Bandler e Grinder che si
accordarono nell’essere identificati come co-fondatori della PNL.
Sin dal 1978, la formazione dei praticanti era affidata ad un solo programma di certificazione della
durata di 20 giorni. Un rinnovato interesse verso la disciplina spinse a implementare nuove modalità
di formazione nella struttura dei corsi e la progettazione cambiò, differenziandosi da istituto a
istituto.
Negli anni ’90, in seguito a tentativi di mettere in Inghilterra la PNL su un cammino più
regolamentato formalmente, altri governi cominciarono a certificare i corsi di PNL ed i relativi
fornitori, come per esempio in Australia, dove un diploma in PNL è accreditato nell’ambito del
“Qualifications framework” australiano (AFQ).

Fatti salvi questi casi peculiari, la maggior parte degli stati non assegna alcun riconoscimento
ufficiale a questa pratica, e sarebbe difficile stabilire delle linee guida comuni a causa della
miriade di differenti autori, formatori e praticanti che hanno sviluppato i loro propri metodi,
concetti e definizioni, spesso tutte chiamate in modo indifferenziato “PNL”.
In Europa, l’associazione di terapia di PNL sta promuovendo formazione in linea con gli standard
europei. La molteplicità delle proposte e la mancanza di controlli hanno reso difficile distinguere
su base comparativa i livelli di competenza, abilità e atteggiamento nei vari corsi di formazione
PNL. Secondo Pete Schutz la durata del training in Europa varia da 2-3 giorni, per chi lo affronta
per hobby, a 35-40 giorni, fino a 9 mesi per raggiungere un livello di competenza professionale.

Aspetti controversi

Lo status di pseudoscienza

La PNL non viene considerata una scienza, ma una pseudoscienza: le sue affermazioni non sono basate
sul metodo scientifico, e molte delle tecniche che utilizza sono basate su teorie che non hanno
fondamento nell’attuale corpus di conoscenze mediche e psicologiche.
Secondo alcuni autori, i termini usati e il nome stesso sarebbero un pretesto per trovare
legittimazione in discipline come le neuroscienze, la neurolinguistica e la psicologia: tra questi
Michael Corballis, del Dipartimento di Psicologia dell’università di Auckland che nel 1999 ha
scritto che “PNL è un titolo completamente falso, progettato per dare l’impressione di
rispettabilità scientifica”.
Barry Beyerstein nel 1995 scrisse che le teorie della PNL sul rapporto tra gli stili cognitivi e le
funzioni cerebrali “risultano in ultima analisi delle grezze analogie”.

L’assenza di prove scientifiche

Una seconda critica frequente, riguarda l’assenza di prove empiriche e ricerche strutturate per
quanto riguarda le teorie sostenute dalla PNL, alcune delle quali contrarie alle attuali conoscenze.
Michael Heap sottolineò nel 1988 l’assenza delle teorie sviluppate dai fondatori della PNL sulle
riviste o sui libri di testo dedicati alla psicologia. Secondo Heap, tali affermazioni sarebbero
state, se corrette, scoperte notevoli e con importanti implicazioni. Heap approfondì l’argomento con
colleghi accademici, ricercatori e insegnanti, scoprendo che tra gli studiosi del settore la PNL
aveva scarsa diffusione e ancor più scarso credito.
Questa opinione venne rafforzata dallo studio di Efran e Lukens (1990), che scrissero che
“l’interesse originario per la PNL si è trasformato in disillusione dopo averla studiata, tanto che
oggi in psicoterapia è solo raramente citata.
Nelle opere degli autori che hanno fondato la PNL, è assente il meticoloso procedimento di indagine
e osservazione che è invece richiesto dall’applicazione del metodo scientifico.

I mancati risultati

Quando le teorie della PNL sono state sottoposte a verifica, sono per la maggior parte risultate
infondate.
Una ricerca condotta da Christopher Sharpley nel 1984 seguita da un’altra di revisione nel 1987 in
risposta alle critiche mosse da Einspruch Forman, concluse che c’erano scarsi elementi probatori per
la sua utilità come un efficace strumento di consulenza., conclusione supportata anche da Michael
Heap nel suo saggio del 1988.
Un gruppo di ricercatori del Counselling Psychology Review (CPR), ha esaminato nel 1995 diverse
tecniche e teorie della PNL, concludendo che:

“Non esistono correlazioni significative tra i movimenti oculari ed i predicati verbali e scritti”
“La teoria della PNL circa la determinazione del sistema di rappresentazione preferito da un
partecipante in base all’osservazione di un comportamento esterno non può essere sostenuta
dall’evidenza sperimentale, così come non sono sostenibili le affermazioni della PNL nel
generalizzare la comprensione (rapport)”
“Non esiste alcuna esposizione sistematica definitiva della PNL. Anche se le caratteristiche
fondamentali non mutano nelle diverse presentazioni, aspetti particolari sono messi in rilievo
spesso in modo contraddittorio”
“Molte delle teorie considerate congruenti con la PNL sono metafore che non hanno grande influenza o
non sono accettate nella letteratura scientifica (…) Non c’è alcuna evidenza a sostegno della
relazione tra movimenti oculari e rappresentazioni del pensiero postulata dalla PNL (…) I
fondamenti della PNL (…) sono una serie di aneddoti e di fatti concatenati che non portano ad
alcuna conclusione”

“La descrizione dei processi biologici fondamentali è piena di errori piccoli ma significativi (…)
I riferimenti alla letteratura biologica e psicologica sono obsoleti (…) e le citazioni di
psicologia cognitiva ignorano gli ultimi venti anni di risultati in questo campo (…) In breve, il
sistema dei modelli oculari, linguistici, di postura e di tono della PNL non deriva né è derivabile
da lavori scientifici noti”
Relativamente alla possibilità di curare le fobie in pochi minuti: “Non ci sono studi che
corroborino questa affermazione”
“La variabile dipendente usata nella maggior parte degli studi di PNL è l’empatia tra cliente e
terapeuta, misurata su una particolare scala (…) Non si tratta di un indice soddisfacente per
valutare l’efficacia del terapeuta. Si può trovare un terapeuta di grande empatia, ma inefficace nel
modificare comportamenti o sentimenti (…) In conclusione, le prove empiriche a sostegno sia degli
assunti sia dell’efficacia della PNL sono praticamente inesistenti”
In seguito, anche la Association française pour l’information scientifique ha definito la PNL come
pseudoscienza.

La vicinanza con gli ambienti esoterici

Il New Zeland Cults & Religious Groups List identifica la PNL come un derivato moderno della New Age
facente capo ai Large Group Awareness Training Programs. Nello Skeptic’s Dictionary vengono
sottolineate l’ascientificità delle asserzioni della PNL, e il mero utilizzo di un sistema
empatico-amicale per cercare di risolvere le problematiche emergenti nelle sedute.
Massimo Introvigne sottolinea come alcuni esponenti della PNL abbiano avuto contatti con ambienti
esoterici, e considera i suoi successivi sviluppi ad opera di Anthony Robbins come centrali nel
movimento Next Age. Robbins si sarebbe “formato in quella singolare zona d’incontro fra tecniche per
la felicità individuale ed esoterismo che è la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) di Richard
Bandler e John Grinder”.

Riconoscimento ufficiale

Alle varie certificazioni (practitioner, master practitioner, trainer, counselor ecc.) offerte dai
corsi di PNL attualmente non è riconosciuto alcun valore legale.
Analogamente, i vari corsi privati che formano queste figure in genere non sono promossi da scuole
di psicologia, e non vi insegnano psicologi. È infatti contrario alla deontologia professionale
degli psicologi insegnare tecniche che non abbiano saldi fondamenti scientifici.

Bibliografia

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Richard Bandler, John Grinder, Robert Dilts, Leslie Cameron-Bandler, Judith DeLozier, Programmazione
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Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione. Casa editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma,
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Richard Bandler, John Grinder, La ristrutturazione. Casa editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1983.
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Richard Bandler, John Grinder, I modelli della tecnica ipnotica di Milton H. Erickson. Casa editrice
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