L’orecchio elettronico di Tomatis

pubblicato in: AltreViste 0

L’orecchio elettronico di Tomatis

PRINCIPI DI BASE DI FUNZIONAMENTO DELL’ORECCHIO ELETTRONICO A EFFETTO TOMATIS

da www.tomatis-italia.ovh

Tutto inizia più di cinquanta anni fa, dal confronto di due serie di osservazioni. In qualità di
otorinolaringoiatra e figlio di un cantante lirico, Tomatis si ritrova a trattare molti artisti con
la voce rovinata. Nello stesso periodo però, Tomatis dirige i Laboratori di Acustica
dellAeronautica Militare Francese, dove deve esaminare le persone che hanno avuto ludito
deteriorato lavorando ai banchi di prova dei reattori supersonici, per sapere se bisogna
indennizzarli. Contemporaneamente al danno acustico, Tomatis osserva molto spesso una deformazione
molto netta della voce e si chiede se ludito danneggiato non sia la causa dei problemi della voce,
anche nel caso dei cantanti, nei quali il danno acustico potrebbe essere stato causato dalla loro stesso voce utilizzato ad alto volume in ambiente acustico inappropriato.

Approfondendo le sue osservazioni, Tomatis è colpito dal parallelismo esistente tra lesame
audiometrico dei soggetti esaminati e la curva di inviluppo dellanalisi spettrale della loro voce:
inizia allora una serie di sperimentazioni portanti sulle reazioni e contro-reazioni delludito sullemissione vocale. Per far ciò utilizza due montaggi:

– uno che permette di visualizzare la scomposizione armonica dei suoni emessi (analisi spettrale) attraverso lutilizzo di un microfono e di un analizzatore.

– laltro che dà la possibilità di modificare a piacere lascolto del soggetto partecipante
allesperimento; la sua voce è captata da un secondo microfono collegato a un amplificatore le cui
caratteristiche di risposta a livello della cuffia indossata dal soggetto sono modificabili grazie a
un gioco di filtri (passa-alto/passa-basso/passa-banda) permettendo così di far variare il modo di ascoltare del soggetto e di conseguenza il suo modo di controllarsi.

Limportanza straordinaria delle contro-reazioni che si manifestano nella sperimentazione autorizza
Tomatis ad affermare che esiste un vero e proprio circuito chiuso di auto-informazione il cui
captatore di controllo, al momento dellemissione a livello dellapparato fonatorio, non è altro che
lorecchio, e che ogni modificazione imposta a questo captatore produce istantaneamente una
modificazione considerevole dellatto vocale, facile da osservare a livello visivo e uditivo e controllabile fisicamente sul tubo catodico dellanalizzatore.

Così, essendo accertato che una modalità espressiva vocalica legata ad un condizionamento
dellapparato fonatorio esteriorizzantesi attraverso un atto vocale conosciuto, risponde a una
maniera di ascoltare determinata da un condizionamento più o meno complesso dellinsieme
dellapparato uditivo; essendo accertato inoltre che ogni modificazione di questo modo di ascoltare
genera un nuovo atto vocale, Tomatis prova allora a modificare il condizionamento difettoso con un
nuovo condizionamento, calcolato sulla base di una curva dascolto ideale (quella di un grande professionista della voce, ad esempio).

Fin dalle prime sedute si constata che sussiste una rimanenza temporanea di questo nuovo stato, e dopo un certo periodo di allenamento, essa diventa permanente.

Per realizzare praticamente questo processo, Tomatis mette a punto un apparecchio che sarà chiamato Orecchio Elettronico a Effetto Tomatis.

LE QUATTRO LEGGI FONDAMENTALI DI TOMATIS

Raoul Housson, riprendendo questo esperimento nel 1957 nei Laboratori di Fisiologia delle Funzioni
della Sorbona, lo conferma interamente, e raggruppa questo insieme di contro-reazioni audiofonatorie sotto il nome di Effetto Tomatis.

Questo è definito da quattro leggi:

La voce contiene ciò che lorecchio percepisce.

Se si restituisce allorecchio traumatizzato la possibilità di ascoltare correttamente le frequenze
mal percepite, queste si trovano ristabilite nellemissione fonatoria, istantaneamente e allinsaputa del soggetto.

Generalizzando questa relazione audiofonatoria ad un orecchio normale:

Lorecchio trasmette allapparato fonatorio le modificazioni uditive che gli vengono imposte artificialmente.

Tomatis, essendosi posto la domanda di sapere come lorecchio poteva conservare il beneficio di questo esercizio e migliorare progressivamente, approda alla quarta legge:

Lascolto forzato, alternativamente imposto e soppresso, arriva a modificare permanentemente lascolto e la fonazione.

LORECCHIO ELETTRONICO E LA SUA MODALITA DAZIONE

Questa apparecchiatura è un complesso elettronico comportante degli amplificatori, dei filtri e un gioco di basculle elettroniche. Esso può essere utilizzato in due modalità:

1. Linformazione trasmessa da un magnetofono passa attraverso lO. E. prima di arrivare allorecchio del soggetto tramite una cuffia (training puramente uditivo).

2. Linformazione trasmessa dal magnetofono è percepita e riprodotta dal soggetto durante i bianchi
sonori ripartititi sul nastro magnetico: quasi simultaneamente la voce dellallievo è captata da un microfono e modificata dallO. E. (training audio-vocale).

LO. E. agisce modellando linformazione allinterno di una banda passante determinata, al fine di
sopprimere gli scotomi (cadute della curva dascolto su certe frequenze) e dare alla curva la
progressione necessaria (pendenza ascendente) per una percezione e unanalisi frequenziale di qualità ottimale.

Esso inoltre offre al messaggio sonoro due percorsi possibili: un canale corrisponde alla messa in
tensione del timpano e dei muscoli del martello e della staffa, un altro agisce sulla loro
distensione; è necessaria allora una semplice regolazione per far passare alternativamente
linformazione da un canale allaltro, provocando così un movimento continuo di tensione e distensione dei meccanismi muscolari adattatori dellorecchio medio.

Questa microginnastica protratta per un certo tempo produce un fenomeno di rimanenza che crea un
condizionamento muscolare progressivo e permanente: lorecchio medio diviene così capace di compiere
da solo, spontaneamente e correttamente le regolazioni necessarie alla trasmissione dei suoni.

Queste diverse funzioni sono assicurate da alcuni insiemi elettronici:

I filtri: ripartiti su due livelli, formano i due canali e modulano il passaggio delle frequenze
(uno, ad esempio, può lasciar passare in maniera preferenziale le frequenze elevate e laltro le frequenze gravi).

La basculla: essa regola le andate e venute successive da un canale allaltro; è una sorta di porta che si apre e si chiude secondo le variazioni dintensità del messaggio sonoro.

Lequilibrio: per preparare lorecchio destro a divenire direttore, il rapporto delle intensità
sonore, corrispondenti ai due auricolari della cuffia è progressivamente differenziato per riduzione dellintensità a sinistra.

Per quanto riguarda linformazione sonora propriamente detta, essa è costituita da un insieme di
nastri magnetici registrati in laboratorio, il cui ordine di diffusione è determinato dal programma
concepito in funzione del caso trattato; si tratta essenzialmente di musica e di voce umana,
elaborata eventualmente elettronicamente, in pratica più o meno filtrata su determinate frequenze.

LA PROGRAMMAZIONE DEL MATERIALE SONORO

Il programma rieducativo è concepito seguendo le norme della disciplina audio-psico-fonologica; esso
ha come scopo di far percorrere al paziente il cammino sonoro ideale che egli avrebbe dovuto seguire
a partire dalla sua vita fetale, poiché è da esso che dipendono la qualità del suo ascolto e di conseguenza, le sue facoltà di espressione.

Dalla comunicazione carnale del feto con lutero materno agli scambi verbali più fecondi, il cammino
è lungo e disseminato di trappole, giacché in ogni momento della sua evoluzione, la relazione del
soggetto con lambiente può essere disturbata, indebolita o decisamente tagliata.

Il metodo consiste, appoggiandosi sul fatto che esiste già una comunicazione tra il feto e la madre,
a suscitare nel soggetto il desiderio che questa comunicazione si prolunghi dopo la nascita, con la madre prima, poi con il padre e infine con la società.

Litinerario inizia con il dialogo intra-uterino e si conclude con linserimento del soggetto nel contesto comunicazionale sociale.

Lorecchio è dunque rituffato nelle condizioni di un vissuto molto lontano, il più antico che gli è stato possibile percepire.

A questepoca però, lascolto del feto è caratterizzato dal fatto che esso si esercita in ambiente
acquatico, essendo immerso nel liquido amniotico. Linformazione sonora (suoni filtrati) è ottenuta
facendo passare il suono attraverso dei filtri elettronici che realizzano artificialmente unaudizione simile a quella che si otterrebbe attraverso degli strati dacqua.

Generalmente, per questo scopo si utilizza la voce materna registrata su nastro magnetico o la
musica di Mozart. Lesperienza ha permesso di constatare che i temi musicali sono più efficaci
quando sono ricchi di frequenze acute e si avvicinano ai ritmi mozartiani e al canto gregoriano.

Dopo un certo numero di sedute di suoni filtrati, si effettua quello che viene chiamato parto
sonoro, cioè si fa passare il soggetto da unaudizione in ambiente liquido ad una in ambiente
aereo, cioè lascolto a cui siamo normalmente abituati, dove il suono viaggia semplicemente
attraverso laria. A questo scopo, nel corso di alcune sedute il filtraggio può passare da 8000 Hz a
100 Hz. Gli effetti di questa fase sono generalmente profondi e levidenza clinica ha mostrato che
viene data la possibilità al soggetto di recuperare dei vissuti emotivi correlati ad una tappa cruciale della propria esistenza.

Dopo il parto sonoro si inizia la fase attiva dove, il soggetto si prepara ad incontrare laltro
(luniverso sociale); si posano le prime strutture del linguaggio, attraverso degli esercizi di
lettura e/o ripetizione di parole e frasi attraverso il controllo dellorecchio elettronico.

Da qui il soggetto passa ad una fase che gli permette di incontrarsi ed accettarsi, il materiale
sonoro laiuterà allora a liberare il linguaggio; i suoi autocontrolli sono rinforzati per
garantirgli un buon adattamento alle sue realtà e alle condizioni di esistenza imposte dallambiente.

LASCOLTO INTRAUTERINO

Domande che favoriscono un approccio al problema del linguaggio:

Come arriva lessere umano a produrre dei suoni articolati?

Perché sente il bisogno di produrli?

La prima di queste domande potrebbe sorprenderci, perché sembra evidente che lessere umano parla in
quanto è dotato di un apparato espressamente destinato ad assolvere questa funzione.

Questa affermazione in realtà è falsa, in quanto non esiste un organo fisiologicamente concepito a
questo fine. La parola ha utilizzato lesistente per costruirsi; un primo insieme costituito di una
parte del sistema digestivo: le labbra, la bocca, il velo palatino, la lingua, i denti, e un secondo
insieme proveniente dallapparato respiratorio: la laringe, le fosse nasali, i polmoni, il diaframma, la cassa toracica.

Così, per mettersi al servizio della parola, la laringe si è allontanata dalla sua funzione
primaria. Si è liberata, in un certo senso. E questa liberazione è coincisa con quella
dellorecchio, inizialmente destinato a localizzare i suoni, ha iniziato ad analizzarli.

Riguardo la seconda domanda, Tomatis afferma che ciò che è importante non è tanto poter parlare
quanto voler parlare; perché la scimmia da un punto di vista strettamente fisiologico potrebbe parlare, però non lo fa.

Allorigine del linguaggio, secondo Tomatis, deve esistere un desiderio, che non può essere altro
che quello di comunicare con laltro; è la ricerca di una situazione conosciuta, vissuta, rimpianta,
nel corso della quale si è rivelata la nozione profonda di comunicazione, da dove parte la prima presa di coscienza della relazione. Ma come nasce questa pulsione?

E a partire dalle osservazioni di uno zoologo inglese che Tomatis elabora la sua risposta. Questo
autore, Negus, aveva notato che se le uova di uccelli canterini erano covate da uccelli non canterini, gli uccelli nati da quella covata non cantavano.

Ancora, se le uova erano covate da uccelli che cantavano, però in un’altra maniera, i piccoli avrebbero avuto molte probabilità a sbagliarsi di canto dopo la nascita.

Sembra dunque che un condizionamento audio-vocale sia possibile già allo stadio delluovo.

E se fosse così anche per il genere umano?

Delle esperienze condotte sui neonati da altri ricercatori indicarono a Tomatis che egli era sulla
buona strada: la madre crea il suo bambino, gli dà un nido dentro il suo ventre, lo nutre, lo
prepara alla vita attraverso un dialogo costituito da tutti i contatti che ella può avere con lui.
La comunicazione sonora è il più importante di questi contatti, in quanto la madre si rivela al feto
attraverso i suoi rumori organici, viscerali e soprattutto tramite la voce. Il bambino assorbe tutta
la sostanza affettiva di questa voce che parla, ne è impregnato; integra in questo modo il supporto della lingua materna.

Si tratta della prima comunicazione audiovocale, dalla quale lembrione, quando tutto va bene, attinge un sentimento di sicurezza che aiuta il suo sbocciare.

Il desiderio di comunicare non è altro allora che il desiderio di non interrompere, o eventualmente di rinnovare, una relazione (acustica) con laltro così soddisfacente.

Ma se il feto sente, non è certo alla nostra stessa maniera. Dalla nascita alla maturità lapertura
dellorecchio è progressiva; e lo stesso parto apporta una modifica fondamentale nellascolto,
perché lorecchio, adattato allambiente liquido della vita intrauterina, deve bruscamente
accomodarsi ad un ambiente aereo che presenta un diverso fattore di impedenza acustica.

Tomatis spiega che prima della nascita, le tre parti dellorecchio esterno, medio e interno sono
acusticamente adattate alle stesse frequenze; queste sono praticamente quelle dellacqua, e si
trovano nella zona dei suoni acuti. Alla nascita avviene un vero e proprio parto sonoro. Lorecchio
medio e in particolare la Tromba di Eustachio trattengono del liquido amniotico per circa dieci
giorni dopo il parto, così che i due livelli medio e interno dellorecchio restano accordati sulle
frequenze dellambiente liquido. Dopo circa dieci giorni tutto si spegne, perché la Tromba di
Eustachio si svuota della sostanza liquida e il neonato perde la sua percezione dei suoni acuti, diventando momentaneamente come sordo.

Grazie ad un lungo e progressivo apprendimento, che dura delle settimane, lorecchio cerca di
aumentare il suo potere daccomodamento lavorando sulla tensione timpanica, al fine di ritrovare,
poco a poco, attraverso laria circostante, il contatto che aveva con questa voce che lo cullava nel profondo del suo universo uterino.

Messo in presenza di problemi psicologici la cui origine si situa sicuramente a livello delle prime
tappe dello sviluppo dellindividuo, Tomatis ha lidea di fare rivivere a livello sonoro questi
periodi, riuscendo ad ottenere, attraverso delle semplici informazioni acustiche, delle reazioni psicologiche profonde estremamente intense, e la cessazione di alcuni sintomi.

Tomatis si rendeva conto, così, che attraverso il suono era possibile rinnovare le relazioni
primordiali con tutti gli aspetti decondizionanti che una simile esperienza può dare e potenziare il
desiderio di comunicare con lambiente circostante, senza il quale non può esserci un buon equilibrio psicologico.

In questo processo, limmenso vantaggio deriva dal fatto che i suoni filtrati attraversano il talamo
senza che questo operi delle censure eccessive. Il talamo è una parte del cervello. E una massa
nervosa sottocorticale, che agisce sotto forma di filtro che coordina, interpreta e valuta le diverse sensazioni prima di essere trasmesse alla coscienza (corteccia).

Se il talamo ha una resistenza o viscosità troppo grande, a causa di unaffettività perturbata da
traumatismi anche antichi, linformazione che raggiunge questa regione va ogni volta a risvegliare i traumi iniziali e rischia di non arrivare alla corteccia in maniera completa.

Inviando linformazione sonora filtrata delle frequenze gravi e medie, contenente soltanto frequenze
elevate, ricche di energia e scarse di semantica emotiva ed esistenziale, il talamo permette un
passaggio più rapido verso la corteccia, la quale, venendo vivificata può controreagire sul talamo.
In questo modo, la corteccia, aumentando il suo campo cosciente, assume più facilmente le difficoltà
dolorose. In queste condizioni il soggetto può prendersi più facilmente in carico.

LEFFETTO DI RICARICA CORTICALE

Lorecchio, prima di divenire un organo destinato a udire, ha la funzione di nutrire la corteccia con il suo potenziale di stimolazione sensoriale.

Non tutti i suoni però sono adatti provocare leffetto di ricarica corticale. Sulla membrana
basilare della coclea, le cellule del Corti sono più dense nella parte riservata alle frequenze
acute, che in quella riservata alle frequenze gravi; la trasmissione alla corteccia di energia captata è perciò molto più forte quando essa proviene dalla zona degli acuti.

I suoni gravi per Tomatis non apportano energia a sufficienza e finiscono spesso per stancare
lindividuo, in quanto stimolano delle risposte motrici attraverso la loro azione sul vestibolo
(canali semicircolari, otricolo, etc.), che assorbono più energia di quanta ne possa fornire lo stimolo sonoro.

LEQUILIBRIO NEURO-VEGETATIVO

Il nervo pneumogastrico, o decimo paio craniale, o Nervo Vago, estende la sua antenna sensoriale sulla membrana timpanica.

La sua presenza è importante, poiché è uno dei nervi che regolano i meccanismi dellorecchio in
funzione degli umori o stati danimo del soggetto, e così come sa obbedire allo psichismo, così sa
piegare questultimo alle sue reazioni. Nel suo essere interfaccia intima tra lessere e il corpo,
nellimbricazione delle sue interferenze multiple che gli valgono la denominazione di nervo Vago, esso è maestro della vita vegetativa e viscerale.

Il suo campo neuronico è immenso, tocca il timpano, la faringe, la laringe, i polmoni, il cuore, lo stomaco, il fegato, la milza, i reni, il pancreas, lintestino, il retto, lano

Grazie ad esso tutto può organizzarsi armoniosamente oppure disequilibrarsi; ciò dovesse avvenire,
appare allora il corteo delle somatizzazioni diverse: la paura, lansia, langoscia, le bulimie, le anoressie, le angine, lasma, le otiti, le riniti

Allinterno di questo quadro, lorecchio può giocare un ruolo particolarmente nefasto; per Tomatis
basta che esso si chiuda, vale a dire che rilasci la muscolatura del martello e che la staffa non
venga più sollecitata. I suoni sono allora trasmessi in maniera molto parziale e vengono analizzati
male; solo le frequenze gravi riescono a passare la barriera, trascinando il timpano, molto disteso,
in un movimento troppo ampio che per reazione va a eccitare il ramo auricolare del Vago, con tutte le reazioni che ciò produce nella sfera neurovegetativa.

Il training audiovocale con lorecchio elettronico, aiuta la postura dascolto dellorecchio verso
gli acuti. In questo modo leccitazione del nervo pneumogastrico si attenua e questa attenuazione va
ad inondare il mondo viscerale. Il soggetto esperisce questo come unimpressione di benessere e di
liberazione da un fardello dal contenuto difficilmente discernibile. La respirazione migliora,
lansia e le contratture muscolari si attenuano, la distensione generale può manifestarsi.

LA VERTICALITÀ E LA POSTURA DASCOLTO

Lorecchio assicura, grazie ai canali semicircolari, una funzione di equilibrio che determina le
nostre attitudini posturali. La verticalità favorisce la pienezza dellascolto, in quanto tendere
lorecchio è anche tendere il corpo allascolto, al fine di offrire allinformazione le zone sensibili del nostro rivestimento cutaneo.

Si stabilisce allora un feedback continuo: lascolto migliora e trasforma latteggiamento posturale,
mentre questultimo permette a sua volta allascolto di perfezionarsi grazie al messaggio che inizia
ad arrivargli in maniera più fedele grazie ad un miglior dispiegamento della via corporea.

E facile tramite lorecchio elettronico provocare sperimentalmente dei cambiamenti di atteggiamento posturale in funzione di particolari modificazioni dellascolto.

Imponendo un ascolto ricco in frequenze acute, si osserva, nel momento in cui la fonazione del
soggetto si anima, una correlazione posturale impressionante: la colonna vertebrale si allinea, la
cassa toracica si apre, il soggetto cerca una migliore attitudine dorsale tramite la rotazione del bacino in avanti, il viso si distende e si mobilizza in maniera armonica.

Una curva dascolto opposta, invece, che favorisca i gravi, produce una contro-reazione posturale che va in senso inverso alla precedente.

Ricordiamo anche che il consumo energetico relativo al mantenimento della nostra postura è minimo quando il corpo è in equilibrio, dritto e verticale.

La capacità che ha lorecchio interno di svolgere queste funzioni gli viene dalla sua appartenenza
ad un blocco neurologico molto complesso che ingloba il labirinto, il cervelletto, la corteccia e il
corpo: esso tiene così sotto il suo controllo tutti i muscoli motori del corpo e ne coordina la
motricità, il suo ruolo è essenziale nella presa di coscienza del corpo da parte della corteccia.

LORECCHIO DESTRO E LA LATERALITA

Losservazione della modalità di autocontrollo della voce in un cantante mostra che il controllo che
egli effettua non è della stessa qualità se questo è effettuato con lorecchio destro o con lorecchio sinistro.

Inviando del rumore ad una certa intensità sullorecchio sinistro ad un cantante tramite una cuffia,
in modo da fargli perdere il controllo tramite lorecchio sinistro, si nota che egli canta ancora
bene e in certi casi addirittura meglio di prima. Al contrario, se è lorecchio destro a essere
messo fuori circuito, il soggetto prova immediatamente una grande difficoltà a gestire qualitativamente la voce.

Tomatis ebbe occasione di ripetere questa esperienza con degli strumentisti e con degli attori e
ogni volta il controllo dellemissione vocale o strumentale era qualitativamente migliore tramite i circuiti dellorecchio destro.

Se i due orecchi servono a localizzare i suoni in quanto la bilateralità uditiva favorisce
langolazione, sembra che laccesso al padroneggiamento del linguaggio non può avvenire che
scegliendo come antenna di captazione della colata verbale lorecchio destro; lorecchio sinistro da
una visione globale dellambiente sonoro, il destro può focalizzare un suono ben preciso e analizzarlo finemente.

Perché questa asimmetria? Perché gli impulsi che partono dal cervello devono arrivare alla laringe
affinché un suono sia prodotto. A questo livello esiste unasimmetria: lemilaringe destra beneficia
di un nervo ricorrente motorio molto più corto del suo collaterale. Il ricorrente destro si dirige
verso la parete laterale della laringe dopo aver incrociato in basso larteria sottoclavicolare
destra; mentre il ricorrente sinistro entra nel torace e forma unansa sotto laorta, prima di raggiungere il lato sinistro della laringe.

Di conseguenza il tempo di percorrenza degli impulsi nervosi è differente; lorecchio destro si
trova più vicino degli organi fonatori dellorecchio sinistro. I deficit legati allautocontrollo
uditivo destro producono spesso dei problemi dellespressione orale e scritta; in certi casi lo
studio di una lingua straniera o del canto possono risultare difficoltosi. In concomitanza si nota
un abbassamento evidente del rendimento delle facoltà di memorizzazione, attenzione e concentrazione.

LIMMAGINE DEL CORPO

Limmagine del corpo è una nozione essenziale, e generalmente mal definita.

Lessere umano è prima di tutto un sistema nervoso ricoperto di una guaina somatica, e limmagine
del corpo per luomo è lutilizzazione del suo campo neuronico, utilizzazione che varia secondo gli individui e i fattori accidentali che li distinguono gli uni dagli altri.

Questa immagine è il più sovente molto diversa da ciò che sarebbe unimmagine perfettamente
obiettiva; e la sua importanza risiede nel fatto che la nostra apparenza, la nostra postura e il nostro comportamento sono sotto la sua dipendenza diretta.

Inoltre, solo la sua integrazione corretta può apportare labilità corporea della quale lessere
umano ha bisogno nelle sue diverse attività, che sia la pratica di uno sport, di uno strumento musicale o la semplice guida di unautomobile.

Il virtuoso possiede la sua immagine corporea ad un punto tale che vi integra lo strumento della sua
attività e lo spazio dove simmerge (linsieme dellorchestra, ad esempio); così larciere Zen
diventa una cosa sola con larco e con il bersaglio. E questo viene centrato più facilmente. Come si crea questimmagine?

Laria non smette di muoversi sotto limpulso del suono: ogni essere è immerso in una struttura che
lo scolpisce, in quanto il suono non si dirige solo sullorecchio, ma sul corpo tutto. Lorecchio
certamente ne è divenuto il captatore principale, ma si tratta della differenziazione progressiva di
una parte di pelle, che, allorigine non si distingueva dal resto della superficie cutanea.

Il corpo è quindi preso in una rete di pressioni e impulsioni che lo stimolano in tutti i suoi
punti. Poco a poco, la sommatoria di tutte queste eccitazioni crea unimmagine del corpo integrata.

Il gioco di stimolazioni può essere provocato in modo differente, esiste però un mezzo privilegiato,
capitale: è il linguaggio, in quanto il suono che produciamo noi stessi imprime in permanenza una
miriade di piccoli tocchi (pressioni acustiche) su tutto il nostro sistema nervoso periferico. In
funzione delle parole che utilizziamo, noi andremo a toccare più o meno certe parti del nostro corpo.

Il linguaggio sensibilizza progressivamente le zone sensoriali rilevatrici delle onde acustiche
della colata verbale. Le zone più sensibili a questa informazione si trovano là dove le fibre
nervose specializzate nella rilevazione della pressione sono più dense (viso, parte anteriore del
torace, addome, palmo della mano, faccia dorsale della mano destra a livello della pinza pollice-indice, interno delle membra inferiori, pianta del piede).

Da qui ne deriva che per offrire la maggior parte di questa superficie corporea al suono, la
verticalità diventa un obbligo, se si vuole avere una perfetta padronanza della parola.

Da qui si potrebbe dedurre un principio essenziale: se limmagine del corpo è la conseguenza del
linguaggio, migliorando la parola si potrebbe rimodellare il corpo, poiché la nostra postura e il nostro modo di muoverci sono modellati da essa

Ma è evidente che se noi siamo in qualche sorta scolpiti dai suoni che emettiamo, lo siamo
ugualmente dai suoni che emette laltro; allora in questa prospettiva un dialogo può essere visto
come il modo in cui due individui si mettono in vibrazione lun laltro; e la qualità della loro
inter-comunicazione dipende dalla compatibilità delle loro immagine corporali, legate esse alla
coerenza delle loro curve dascolto. Due soggetti che presentano delle curve distorte e poco simili
tra di esse hanno poche probabilità dintendersi, in quanto, nel senso letterale del termine, non sono su sulla stessa lunghezza donda.

In sintesi una buona immagine corporea realizza laderenza assoluta del corpo reale e del corpo
immaginato: è limmagine grazie alla quale si può essere sé stessi fino allultima cellula e potersi ingaggiare in una dinamica comportamentale armoniosa.

approfondimento su:

http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/tomatis_e_canto.html

http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/effetto-mozart-submozart.html

0 0 vote
Voto Articolo
Sottoscrivi Notifiche
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments