AUDIO FONOLOGIA E ORECCHIO ELETTRONICO

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AUDIO – PSICO – FONOLOGIA E ORECCHIO ELETTRONICO

Un metodo innovativo per il trattamento
dei disturbi del linguaggio e del comportamento

a cura di Monica Corsi

CHE COS’È L’AUDIO-PSICO-FONOLOGIA

L’Audio-psico-fonologia è una disciplina che, approfondendo lo studio degli aspetti fisiologici e
psicologici dell’udito e del linguaggio (ricettivo ed espressivo), ha messo in luce l’importanza
fondamentale che ha la funzione uditiva in tutti gli aspetti della maturazione dell’individuo, fin
dalle primissime fasi dello sviluppo.

Nel corso del quarto mese di vita intrauterina l’orecchio comincia ad esercitare la sua funzione; il
feto sente e viene raggiunto da stimoli sonori, percettivi e insieme affettivi.

Inizia quindi ad aprirsi il contatto con un mondo che dapprima è costituito soltanto dalla madre
con i suoni emessi dal suo corpo: battito cardiaco, movimenti intestinali e poi rumori, voci
esterne.

Questi corrispondono a stati d’animo, movimenti energetici che gettano le basi della comunicazione
del bambino con l’altro. Tutto questo avviene attraverso il liquido amniotico (via acquea). E’ un
rapporto a due; a questo segue la nascita e quindi il primo contatto con il mondo esterno; l’ascolto
adesso avviene per via aerea e il soggetto entra in un universo che è tattile, visivo, sonoro in un
modo diverso. Comincia quindi l’apprendimento; si possono instaurare problemi o si può costruire una
situazione armoniosa.

Attraverso l’occhio e l’orecchio l’uomo integra gli aspetti essenziali della conoscenza.
Quest’ultima, attraverso la percezione, non si risolve in una lettura di dati sensoriali ma consiste
in una organizzazione attiva… si tratta di una ricostruzione del reale da parte del soggetto.
L’uomo accede così alle categorie del pensiero, della logica attraverso il sistema percettivo ed il
suo corpo tutto intero.

Come sostiene J. Raynaud (1980): “L’orecchio riceve la parola e quindi il linguaggio che è
espressione vibratoria che integra, attraverso il corpo, tutto un corredo culturale, tutto un mondo
che lo circonda e che il soggetto esplora anche con la vista, il tatto e le sensazioni kinestesiche
del movimento.

L’Audio-psico-fonologia è un tentativo di ripercorrere le fasi dello sviluppo (vita intrauterina,
nascita, fase post-natale, incontro con il padre, apprendimento del linguaggio) al fine di
ricostruire il mondo sonoro del soggetto; questo percorso ha lo scopo di favorire lo sviluppo delle
capacità di comunicazione, di relazione, e di affermazione nel mondo.

Questa metodica infatti, è alla base di una proposta terapeutica che cerca di comprendere e di
elaborare le turbe della comunicazione, del linguaggio, dell’apprendimento, e i disturbi psichici
del bambino e dell’adulto, privilegiando la funzione uditiva intesa come “luogo di precipitazione di
corrispondenze fisiche e psichiche che interessano l’individuo come globalità”.

I suoni possono provocare in relazione alla loro frequenza, intensità e ripetitività, delle
modificazioni che investono il modo di sentire e la qualità dell’ascolto (l’ascolto è un
adattamento, un aggiustamento dell’udito e della postura, un mettersi in sintonia, cioè un atto
volontario e cosciente).

Il trattamento Audio-psico-fonologico è una terapia fondata su suoni (musica o voce umana)
opportunamente modificati che stimolano e dinamizzano i centri nervosi superiori, favoriscono
l’equilibrio e l’adattamento psico-motorio, migliorano l’organizzazione funzionale del sistema
nervoso.

Essa non costituisce una “tecnica” a sè stante, ma integra molte recenti acquisizioni nel campo
della neuro-psicologia, della pedagogia, della psico-acustica, della linguistica. In un approccio
pluridisciplinare può venire associata ad altre forme di trattamento psico-pedagogico, di cui
vengono potenziati gli effetti terapeutici.

TOMATIS: L’IDEATORE DELL’AUDIO-PSICO-FONOLOGIA

Fondatore della metodica Audio-psico-fonologica è il Dott. Alfred Tomatis. Nato a Nizza nel 1920
iniziò la sua attività medica come otorinolaringoiatra, divenendo poi un pioniere nel campo della
psicologia applicata.

Egli dopo anni di difficoltà e di resistenza, ha visto svilupparsi in più paesi del mondo centri di
Audio-psico-fonologia, per l ‘esattezza circa 200 dei quali 15 in Italia; al fine ha avuto il
riconoscimento ufficiale di tale disciplina in Francia, con centri autonomi o inseriti in ospedali.
Sempre in Francia la terapia con “Orecchio Elettronico” è divenuta prestazione specialistica
convenzionata e perciò finanziata regolarmente dal Ministero della Sanità.

Altri centri esistono in Belgio, Svizzera, Spagna, Sud Africa. In Canada questa disciplina è stata
introdotta ed assunta quale metodo terapeutico presso il Child Study Center dell’Università di
Ottawa.

CENNI GENERALI SULLA METODICA

Sul piano tecnico la metodica utilizza un apparecchio cibernetico chiamato “Orecchio Elettronico”,
ideato e perfezionato dal Dott. Tomatis ed attualmente costruito in vari paesi del mondo;
quest’ultimo utilizza il suono inteso come energia, vibrazione e messaggio sonoro.

In sintesi esso è costituito da un amplificatore e da un sistema di filtri che modificano il
messaggio sonoro inviato al soggetto secondo criteri prefissati ad ogni individuo.

L’apparecchio si basa su un principio – il cosiddetto “effetto Tomatis” (sotto questo nome è stato
riconosciuto dall’Accademia delle Scienze e dall’Accademia di Medicina di Francia il 4 Giugno 1957)-
secondo il quale, adeguate stimolazioni uditive continuamente ripetute modificano il modo di
ascoltare e conseguentemente di esprimersi del soggetto.

L’”Effetto Tomatis” corrisponde in certo modo alla reazione circolare di Piaget: uno stimolo
ripetuto con frequenza adeguata viene assimilato e determina di conseguenza fenomeni di adattamento
da parte dell’organismo.

Similmente l’apparecchio di Tomatis impone all’orecchio e quindi all’organismo una serie continua di
stimolazioni uditive; esso è così costretto a rispondere, cioè a reagire allo stimolo sensoriale.
Tali stimolazioni acustiche sono costituite da suoni filtrati (tagliati), ai quali sono state
sottratte elettronicamente le frequenze più basse.

Il materiale sonoro di partenza può essere una registrazione della voce della madre (quando si
tratta di bambini) o di brani musicali scelti secondo determinati criteri. Col filtraggio si
conservano tutte le frequenze al di sopra di 8000 hz e se ne attenuano quelle al di sotto (secondo
una curva di 60-80 db per ottava).

Questi suoni nell’Orecchio Elettronico subiscono una ulteriore modificazione che è alla base
dell’effetto terapeutico e che è frutto di un particolare accorgimento tecnico (bascule
éléctronique), il quale determina un passaggio alternato di toni bassi e di toni alti amplificati.

Per quanto riguarda il programma terapeutico, possiamo anticipare in modo assai schematico che il
trattamento generalmente presenta tre momenti brevemente descritti qui di seguito:

-all’ inizio – e per un periodo di durata variabile secondo il caso – si utilizzano suoni filtrati a
8000 hz con l’esclusione di tutti gli altri suoni – al fine di ricondurre il soggetto ad un ascolto
primordiale, l’ascolto intrauterino. La psicanalisi fa rivivere, per superarli, i conflitti
dell’infanzia nella situazione di transfert. La metodica audio-psico-fonologica conduce il soggetto
ad una regressione sonora alla vita fetale e post-natale per cercare un rimedio alle turbe che si
sono strutturate nel corso delle tappe più arcaiche dell’esistenza: è la voce materna o la musica
filtrata che riporta ad un modo di ascolto primordiale che è l’ascolto nell’ambiente liquido, ricco
di alte frequenze, suoni rassicuranti e familiari senza la semantica.

-In una seconda fase, si propone l’ascolto di suoni progressivamente defiltrati, cioè con graduale
restituzione delle frequenze basse precedentemente cancellate, al fine di riprodurre il momento
della nascita e quindi il passaggio dell’ascolto dalla via acquea alla via aerea.

-In una terza tappa si giunge ad una partecipazione attiva da parte del soggetto che parla davanti
ad un microfono e riascolta (attraverso una cuffia) la propria voce modificata dall’apparecchio,
rinforzata nelle alte frequenze e di solito diretta prevalentemente all’orecchio destro. E’ questo
il momento dell’apprendimento del linguaggio. Fin dai primi tempi dell’utilizzazione dell’Orecchio
Elettronico, Tomatis si accorse che tale terapia comportava (oltre ad un miglioramento sul piano
dell’ascolto e dell’espressione), una dinamizzazione del soggetto, il quale usciva dalla sua
timidezza, dal suo isolamento, dalla sua apatia e sembrava scoprire nuovo interesse alla vita.

BASI DELLA METODICA

Tomatis ha approfondito lo studio della funzione uditiva, affrontando tre diversi aspetti:

1) Approccio filogenetico:

Nel corso naturale dell’evoluzione della specie, la maturazione e il perfezionamento dell’organo
dell’equilibrio e dell’udito hanno avuto un’influenza strutturante sull’organizzazione e
sull’evoluzione del Sistema Nervoso Centrale, fino a determinare nell’uomo la formazione delle sue
qualità più specifiche: verticalità, lateralità (cioè specializzazione funzionale del cervello),
linguaggio. (Per Tomatis linguaggio e dominanza emisferica sono strettamente correlati).

2) Approccio neurologico:

Già nel corso dello sviluppo del feto è evidente il significato funzionale delle molteplici
connessioni che si formano tra organo dell’udito e la totalità dell’organismo attraverso il sistema
nervoso.

3) Approccio cibernetico:

Il modo in cui l’informazione viene ricevuta ed integrata modificando nel tempo lo stesso modo di
ascoltare; quest’ultimo influisce sulla qualità dell’espressione verbale.

ASPETTI PSICOLOGICI DELLA TERAPIA

Come già accennato, fin dall’inizio della sua ricerca, Tomatis era stato portato a considerare
l’orecchio come organo psicologico in opposizione alla concezione fino allora dominante che lo
riteneva un recettore passivo di stimoli fisici. “L’udito è un’esperienza psichica che si manifesta
nel linguaggio”- (Tomatis).

Dopo aver sottolineato la possibilità che ha l’uomo di chiudere l’orecchio ai processi della
comunicazione, si accostò come terapeuta e come ricercatore ai problemi dell’autismo infantile.

Pur partendo quindi come specialista dell’orecchio, consapevole del fatto che l’orecchio è il primo
organo di senso che funziona fin dal quarto mese di vita intrauterina, cominciò a scoprire il mondo
dell’inconscio pre e post-natale in una prospettiva psicanalitica.

L’orecchio con i suoi condizionamenti é l’orecchio dell’infanzia che ha ereditato tutti i conflitti
affettivi.

ASPETTI NEUROLOGICI DELLA TERAPIA

A questo proposito possiamo sottolineare i seguenti punti:

1) Suoni opportunamente modificati determinano una sorta di ginnastica uditiva, che facilita
l’accomodamento e la discriminazione acustica, necessari per l’ascolto, come la messa a fuoco è
necessaria per la visione.

2) Azione di ricarica e dinamizzazione corticale, con un miglioramento dello stato di attenzione e
concentrazione dell’individuo (questa è dovuta prevalentemente alle alte frequenze impiegate).

3) Azione favorente i processi di lateralizzazione e quindi una migliore organizzazione funzionale
del sistema nervoso centrale; (nella terapia si tende a privilegiare l’orecchio destro, orecchio
direttivo secondo Tomatis).

4) Azione sulla postura

5) Azione sull’articolazione della parola.

CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA METODICA

In linea generale – e al di là di ogni miracolismo – può trarre vantaggio dal trattamento
audio-psico-fonologico il vasto campo delle turbe della comunicazione, le difficoltà di
apprendimento, i problemi di linguaggio, problemi di attenzione e di concentrazione, turbe del
comportamento legate a difficoltà di dialogo con l’ambiente, turbe della psicomotricità, autismo.
Per Tomatis il bambino con autismo è situato al bordo estremo del non-ascolto.

Ad una sensibilità acustica spesso accentuata a quelli che sono i rumori dell’ambiente e il volume
delle voci egli, per difendersi, contrappone il sottoutilizzo di tutta la zona di frequenza che
permette l’analisi dei suoni propri al linguaggio. (Tomatis).

Da molti anni l’Orecchio Elettronico ha trovato pratica applicazione con ottimi risultati, talora
associandolo ad altre forme di intervento terapeutico (psicoterapico, farmacologico)- nelle
psiconevrosi dell’adulto, in modo particolare negli stati ansiosi e ansioso-depressivi, nei problemi
di apprendimento, in soggetti portatori di handicap, ma soprattutto nelle turbe di tipo psichico e
nell’autismo.

In conclusione possiamo dire che la metodica audio-psico-fonologica costituisce un nuovo e valido
approccio per la soluzione di problemi di natura neurologica e neuro-psicologica.

Si basa su recenti acquisizioni di carattere neuro-fisiologico e psicologico (in particolare sulla
psicologia dello sviluppo) e sulla rieducazione dell’orecchio inteso quale organo della
comunicazione per eccellenza.

da metodotomatis.com

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