La morte, una fase dell’evoluzione

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La morte, una fase dell’evoluzione

del Dr. Mario Rizzi

LA MORTE, UNA FASE DELL’EVOLUZIONE

– La morte fisica (1) –

“Il corpo non è che il viaggio dell’anima. Si cambia d’abito nella tomba, il
sepolcro è l’anticamera del cielo.” (Victor Hugo)

Quando arriva il momento di lasciare questo mondo terreno il corpo fisico
non serve più, allora il doppio eterico e gli altri corpi sottili si
ritirano dalla testa e lasciano le spoglie inanimate. I corpi sottili escono
dal corpo fisico con un movimento a spirale, recando con loro le
informazioni raccolte da un atomo speciale che risiedeva nel cuore.

Tutti gli eventi vissuti dall’individuo durante la vita ora finita, sono
stati registrati in questo speciale atomo, detto “atomo permanente”. E’ un
atomo che l’individuo ha portato con sé da millenni, esso, infatti, ha preso
parte alla formazione di tutti i corpi fisici usati nel corso della sua
evoluzione. Siccome tale atomo serve come nucleo attorno al quale si
costruirà il nuovo corpo fisico ad ogni incarnazione viene anche definito
“atomo-seme”.

Durante la vita terrena l’atomo-seme è localizzato nel ventricolo sinistro
del cuore, vicino all’apice. Al momento della morte sale al cervello
seguendo il nervo pneumogastrico e abbandona il corpo fisico insieme ai
veicoli sottili, passando tra le suture delle ossa parietali ed occipitali
del cranio.

Anche se i corpi sottili hanno lasciato il corpo fisico, vi restano ancora
collegati mediante un sottile cordone risplendente detto “funicella
d’argento”. Questa funicella resiste fintanto che viene raccolto tutto il
panorama della vita trascorsa (circa tre giorni) e, solo nel preciso momento
in cui si spezza, il corpo denso può veramente considerarsi un cadavere.

Per questo motivo si deve aver somma cura di non cremare o ferire il corpo
del defunto, almeno fintanto che siano trascorsi tre giorni dalla morte.
Siccome il doppio eterico ed i veicoli superiori sono ancora uniti al corpo
fisico per mezzo della funicella d’argento, qualunque autopsia od altra
lesione al corpo fisico, sarebbe in qualche modo risentita dal defunto.

Si dovrebbe assolutamente evitare la cremazione nei tre giorni successivi
alla morte, perché tende a disintegrare il doppio eterico che dovrebbe
mantenersi integro fintanto che il panorama della vita passata è stato
registrato nel corpo astrale.

– Il panorama della vita trascorsa (1) –

Quando il defunto si libera dal corpo fisico, giunge per lui un momento
della massima importanza. Non si insisterà mai troppo, facendo presente ai
parenti di chi sta per morire che è una colpa grave, nei confronti del
moribondo, il prorompere in rumorose espressioni di dolore. Infatti durante
i tre giorni che seguono la morte il defunto è impegnato in una questione di
suprema importanza: “la raccolta del filmino della sua vita”, e
l’accuratezza con cui può fare questo lavoro dipende dall’attenzione che vi
può dedicare.

Un altra azione colpevole verso il morente è, inoltre, quella di
somministrargli stimolanti che abbiano per effetto la forzatura del rientro
dei corpi sottili nel corpo denso, fatto che provocherebbe un penoso choc.

Un trapasso naturale non crea sofferenza mentre è assai penoso l’essere
trascinato indietro per sopportare nuovi dolori. Alcuni trapassati, hanno
detto agli investigatori nei mondi invisibili, che in tal modo essi erano
stati trattenuti in vita per delle inutile ore e sarebbero stati assai lieti
se i parenti (e i medici, n.d.r.), li avessero lasciati morire in pace.

– Molti defunti credono di essere ancora vivi –

Sembra accertato che la grande massa di coloro che muoiono non sapendo nulla
dello stato post-mortem, credono di essere ancora vivi e, per qualche tempo
restano piuttosto perplessi per il pianto e le forti vibrazioni emotive da
cui sono circondati.

Questo accade perché, durante il sonno, ognuno di noi lascia temporaneamente
il corpo fisico (vedi lettera “La Luce dell’Anima” n. 14), pertanto il
defunto si ritrova in una condizione conosciuta, con la sola differenza che
alla fine del sonno la funicella d’argento gli permetteva di rientrare nel
corpo e ora, essendosi spezzata, il rientro non è più possibile.

La letteratura esoterica, pullula di esempi e di testimonianze di persone
che si sono trovate fuori dal loro corpo fisico. Vi è, per esempio, il caso
di un medico che dovette sotto­porsi ad un intervento chirurgico ad opera di
suoi colleghi; pochi secondi dopo l’anestesia, si è tro­vato improvvisamente
in un angolo della sala o­peratoria da dove ha potuto seguire l’operazione.

Senza dubbio l’anestetico, iniettato, era troppo forte e quel medico ha
corso il rischio di non poter più rientrare nel suo corpo fisico, per
ringraziare e per congratularsi con i suoi amici, perchè il distacco totale
del doppio eterico significa la morte del corpo fisico.
Il corpo eterico, generalmente, si disintegra dopo poche settimane o pochi
mesi, nel frattempo aleggia sulle tombe ove i corpi fisici densi sono
sepolti e le persone sensitive lo possono vedere.

– Il purgatorio –

Quando il corpo eterico si disintegra il defunto inizia a vivere nel Mondo
astrale, utilizzando gli altri corpi sottili. Mentre permane nel Mondo
astrale si dedica ad osservare il panorama della vita appena terminata e
soffre per ogni sofferenza che gli altri hanno subito a causa sua.

Questa fase dura all’incirca un terzo degli anni vissuti nel corpo fisico e
viene fatta a ritroso, ovvero dalla morte alla nascita; in questo modo si
vede per primo il dolore arrecato e poi l’azione che lo causò. Questo esame
è assai importante perché permette al defunto di rendersi conto di quanto
male ha causato e, questa consapevolezza, sensibilizza la sua coscienza.

Va notato che quando uno spirito entra nel purgatorio, è esattamente lo
stesso personaggio che era prima di morire; ha gli stessi gusti, gli stessi
desideri, le stesse avversioni di prima. Non ha però il corpo fisico per
soddisfare i suoi desideri; il beone, ad esempio, desidererà ardentemente
bere, ancor più di quando era in vita. Egli, non avendo lo stomaco, potrebbe
entrare in un bar, penetrare nel corpo fisico di un beone e soddisfare, suo
tramite, il suo pressante desiderio.
Il supplizio di Tantalo, intende appunto mostrare la situazione dei viziosi
durante il purgatorio. Il supplizio termina quando il defunto comprende che
non ha più alcuna possibilità di soddisfare i desideri carnali e supera i
suoi vizi avanzando così nel cammino spirituale.

Se i suoi desideri fossero insaziabili, al punto da non poter resistere
senza essere appagati, la sofferenza sarebbe davvero “infernale” anche se
non vi fossero fiamme di sorta. Se la vita terrena è stata vissuta
sobriamente il processo di purificazione viene terminato in breve tempo,
sarà invece assai lungo se le brame ed i desideri sono stati forti ed
incontrollati.

– Il territorio di confine (1) –

Il purgatorio occupa le tre regioni inferiori del Mondo astrale. Il Primo
Cielo si trova nelle tre regioni superiori. La regione centrale è una specie
di territorio di confine in cui si trovano coloro che sono stati onesti ed
integri; che non hanno recato danno ad alcuno, ma che, durante la vita
terrena, furono completamente presi dagli affari mondani e non si curarono
affatto della vita superiore.

Per loro la vita nel Mondo astrale è una condizione di opprimente monotonia;
in quel Mondo, infatti, non esistono gli “affari”, e neppure qualcosa con la
quale sostituirli. Fino a che non impara ad occuparsi di cose superiori agli
affari mondani, il defunto vive un’esistenza molto dura. Qui si trovano
coloro che quando rivolsero il pensiero al problema della vita conclusero
che “con la morte finisce tutto”, e quelli che negarono l’esistenza dei
mondi sottili.

– Il primo cielo o paradiso (1) –

Terminato il purgatorio, il defunto passa nelle tre regioni superiori del
Mondo astrale, dette anche “primo cielo”. Qui egli ha il modo di osservare
nuovamente il panorama della vita trascorsa, lo scopo è però diverso, si
tratta ora di vedere il bene compiuto e di rallegrarsene. La Chiesa
Cattolica definisce il tempo impiegato per svolgere questo lavoro di
retrospezione come “paradiso”. Il risultato che segue a tale lavoro è l’aver
imparato ciò che si deve fare per alleggerire le miserie dei nostri simili.

– Il terzo cielo (1) –

Dopo il paradiso, detto anche “secondo cielo”, lo spirito è pronto per
entrare nel “terzo cielo”. Qui le esperienze fatte nel purgatorio e nel
paradiso vengono incorporate nel corpo causale che ne risulta arricchito e
diventa più luminoso (vedi la lettera “La Luce dell’Anima” n. 17). Nel terzo
cielo il defunto può concedersi un periodo di riposo, certamente meritato,
ma che a lungo andare diventa monotono, egli inizierà perciò a desiderare di
rinascere in un nuovo corpo con cui fare nuove esperienze.

– Il desiderio di rinascere (1) –

“I libri dicono bene, la vita di ciascuno è il risultato del suo vivere
passato; gli errori compiuti portano tristezza e sventura le buone azioni
generano felicità.” (Budda, poema tradizionale)

Quando il defunto decide di incarnarsi nuovamente subentrano degli esseri
spirituali di altissima intelligenza (gli Angeli del Destino o Rettori del
Karma) che l’aiutano a creare la trama della sua nuova esistenza. Con Essi
egli esamina i vari atti negativi e positivi compiuti in tutte le precedenti
esistenze, e pianifica una vita dove poter incontrare le persone che ha
danneggiato e compensare il male fatto nel migliore dei modi.

Anche il bene fatto non va perduto perché le persone beneficiate, saranno
coloro che gli offriranno amore, aiuto e simpatia nella vita che si stà
preparando.
Dopo questa laboriosa preparazione lo spirito inizia la sua discesa verso i
mondi più densi. Con la materia del Mondo Mentale si crea il corpo mentale e
con quella dei Mondi inferiori si crea il corpo astrale ed il doppio
eterico. Quest’ultimo viene posto nel grembo materno ed agisce come una
matrice energetica per dare la forma dovuta al feto in gestazione.

– La visibilità dei disincarnati (1) –

Max Heindel, esperto ricercatore nei mondi sottili, ha tentato numerosi
esperimenti con certi spiriti dei regni superfisici: taluni avevano appena
lasciato la vita terrestre, altri erano rimasti un tempo più o meno lungo
nel Mondo astrale, altri ancora erano quasi pronti per entrare nel primo
cielo. Molti di questi spiriti sono stati compiacenti e si sono prestati per
una serie di prove il cui risultato ha fornito delle informazioni
sorprendenti.

Lo scopo di questi esperimenti, era dimostrare in quale misura sarebbe stato
loro possibile di rivestirsi dei materiali che costituiscono i due eteri più
grossolani e di quelli che formano le regioni gassose del nostro pianeta. Si
è così riscontrato che coloro che erano trapassati da poco tempo potevano
sopportare facilmente le basse vibrazioni dell’etere, benché le loro
aspirazioni superiori gli impedissero di sentirsi a loro agio o di restarvi
per un tempo più lungo di quello necessario.

Gli spiriti che si trovavano nel Mondo astrale avevano invece più difficoltà
e le medesime aumentavano in proporzione a quanto lo spirito, nel suo
purgatorio, si era sbarazzato delle sostanze dense del Mondo astrale. Per
gli spiriti prossimi ad entrare nel primo cielo tali difficoltà diventavano
notevoli. Essi spiegavano che pareva loro di dover entrare in un pozzo molto
profondo e di soffocare.

E’ stato inoltre constatato che era assolutamente impossibile che una
persona vivente riuscisse a scorgere gli spiriti più o meno rivestiti di
materia eterica. Sono stati provati diversi stratagemmi per indurre i
viventi a guardare nella direzione in cui si trovavano gli spiriti ma
nessuno di essi diede dei risultati positivi.

– LA RESURREZIONE DALLA CARNE –

Quando un’individuo ha raggiunto un notevole grado di perfezione non ha più
bisogno di rinascere e continua a vivere nei mondi sottili aiutando
l’umanità insieme ai Maestri della Gerarchia Planetaria. Egli, in effetti,
ha ottenuto ciò che viene chiamata la “resurrezione della carne”, che
andrebbe meglio definita come “la resurrezione dalla carne”.

Leggiamo al proposito nello Zohar (libro della Cabala): “Le anime devono
ritornare all’Assoluto da cui sono emerse. Per raggiungere questo fine,
però, devono sviluppare le perfezioni il cui seme è già insito in loro. E se
non avranno sviluppato tali caratteristiche in questa vita, allora dovranno
cominciarne un’altra, una terza, e così via. Dovranno continuare così finché
non avranno acquisito la condizione che permette loro di tornare in
compagnia di Dio”.

– Un pensiero di Origene, padre della Chiesa, 185-254 d.C. –

Se si può dimostrare che un essere incorporeo e dotato di ragione ha vita
indipendente dal corpo e sta peggio all’interno del corpo che fuori da esso,
allora indubbiamente i corpi hanno solo un’importanza secondaria e appaiono
di quando in quando per soddisfare le diverse necessità delle creature
razionali. Chi ha bisogno di un corpo ne viene rivestito; quando invece le
anime cadute si elevano a un destino migliore, i loro corpi vengono
nuovamen­te distrutti. Così essi appaiono e scompaiono perennemente.

* * *

Vediamo ora, utilizzando fonti alquanto diverse, di arrivare ad una
interpretazione sufficientemente valida della “resurrezione della carne”,
questa importantissima fase dell’evoluzione umana.

– L’interpretazione della Chiesa Cattolica (2) –

Seguono alcuni brani tratti dal nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica.

Pag. 265, versetto 997.
Che cosa significa “risuscitare”? Con la morte, separazione dell’anima e del
corpo, il corpo dell’uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima va
incontro a Dio, pur restando in attesa di essere riunita al suo corpo
glorificato. Dio nella sua onnipotenza restituirà definitivamente la vita
incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della
Risurrezione di Gesù.

Pag. 266, versetto 998.
Chi risusciterà? Tutti gli uomini che sono morti: “quanti fecero il bene per
una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di
condanna” (Gv. 5,29).

Pag. 266, versetto 999.
Come? Cristo è risorto con il suo proprio corpo: “Guardate le mie mani e i
miei piedi: sono proprio io!” (Lc 24,39); ma egli non è ritornato ad una
vita terrena. Allo stesso modo, in lui, “tutti risorgeranno coi corpi di cui
ora sono rivestiti” (Concilio Lateranense) ma questo corpo sarà trasfigurato
in corpo glorioso (Fil 3,1), in “corpo spirituale” (1 Cor 15,44):

Ma qualcuno dirà: “Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?”.
Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore, e quello che
semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco… Si semina
corruttibile e risorge incorruttibile… E’ necessario infatti che questo
corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si
vesta di immortalità (1 Cor 15,35-37.42.53).

Pag. 266, versetto 1000.

Il “come” supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro
intelletto; è accessibile solo nella fede. Ma la nostra partecipazione
all’Eucaristia ci fa già pregustare la trasfigurazione del nostro corpo per
opera di Cristo:
Come il pane che è frutto della terra, dopo che è stata invocata su di esso
la benedizione divina, non è più pane comune, ma Eucaristia, composta di due
realtà, una terrena, l’altra celeste, così i nostri corpi che ricevono
l’Eucaristia non sono più corruttibili, dal momento che portano in sé il
germe della risurrezione (S. Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 18,
4-5).

Pag. 266, versetto 1001.
Quando? Definitivamente “nell’ultimo giorno” (Gv 6,39-40.44.54; 11,24);
“alla fine del mondo” (Concilio Ecumenico Vat. II, Lumen gentium, 48).
Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente associata alla Parusia di
Cristo (venuta del Cristo negli ultimi tempi, n.d.r.):
Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’Arcangelo e al suono
della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in
Cristo (1 Ts 4, 16).

– L’interpretazione dell’Esoterismo –

Come avremo modo di vedere l’interpretazione data dall’esoterismo è ben
diversa da quella data dalla Chiesa Cattolica e, ciò che più conta, utilizza
come convalida anche alcuni brani della Bibbia.

Seguono le differenze fondamentali tra le due interpretazioni:

Chiesa: considera la risurrezione un fenomeno a cui parteciperanno i corpi
fisici di coloro che sono defunti e che ora stanno nella tomba. Si leggano
al proposito i brani seguenti:

“Tutti risorgeranno coi corpi di cui ora sono rivestiti” (Concilio
Lateranense).

“Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso. Dalla sua
presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé.
Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti
dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti
vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno
secondo le sue opere. Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte
e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato
secondo le sue opere. Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno
di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non era
scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco” (Apo 20,
11-15).

Esoterismo: vede la risurrezione come il momento in cui una persona, dopo
molte vite di giusto operato, è riuscita a far sviluppare il seme del suo
“corpo spirituale” o “corpo causale” (che tutti abbiamo allo stato
germinale) e può vivere nei regni invisibili senza aver bisogno di un corpo
fisico.

San Paolo, se letto con una visione esoterica delle cose, è molto esplicito
nel sottolineare che la risurrezione non avviene con il corpo fisico,
afferma infatti che “la carne e il sangue non possono ereditare il regno di
Dio” (I Cor 15,50).

Egli ben sapeva dell’esistenza del corpo spirituale che tutti noi abbiamo e
dovremmo coltivare con cura come si coltivano i semi, lo sottolinea dicendo:
“se c’è un corpo animale, c’è anche un corpo spirituale” (1 Cor 15, 44). E’
notevole come nelle edizioni vecchie della Bibbia il corpo spirituale veniva
chiamato “soma psuchicon” o corpo-anima.

Nei versetti precedenti, egli ci spiega il cammino che l’uomo “seminato
sulla terra” dovrebbe seguire per poter vivere nei mondi spirituali, ecco le
sue parole: “si semina corruttibile e risorge incorruttibile; 43 si semina
ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; 44
si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale” (1 Cor 15, 43-44).

Nella prima lettera ai Tessalonicesi egli spiega anche come al ritorno del
Cristo coloro che avranno sviluppato il corpo spirituale risorgeranno per
andare con Lui tra le nuvole e lì restare per sempre. “E prima risorgeranno
i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme
con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così
saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste
parole” (1 Tess 4, 17-18).

– L’interpretazione di Max Heindel (3) –

Max Heindel, fondatore di una scuola che fa capo ai Rosacroce, riprende le
parole di S. Paolo e precisa che effettivamente gli uomini della nuova era
abiteranno nell’aria. Ma siccome sappiamo che i nostri corpi fisici
gravitano verso il centro della terra, deve necessariamente avvenire una
trasformazione che ci permetta di equipaggiarci con un corpo spirituale
costruito di etere e, di conseguenza, più leggero dell’aria e capace di
levitazione.

Questo corpo è il “dorato manto nuziale”, la pietra filosofale o pietra
viva, che alcune antiche filosofie chiamano “anima diamantina” perché è
luminoso, splendente e scintillante come un gioiello inestimabile. Gli
alchimisti medioevali lo designarono col nome di “corpo astrale” per la
facoltà che conferisce a colui che lo possiede di attraversare le regioni
stellari. Però non lo dobbiamo confondere con il corpo astrale che abbiamo
studiato in precedenza, con cui sperimentiamo passioni, desideri, emozioni e
sentimenti.

Il corpo spirituale è un veicolo che, col tempo, tutta l’umanità svilupperà,
ma durante il transito dall’Era Ariana alle condizioni eteriche della Nuova
Galilea, vi saranno dei precursori che precederanno i propri fratelli, come
fecero i primitivi Semiti nel cambiamento dall’Epoca Atlantidea a quella
Ariana… Infatti vi è già chi, in virtù di una vita santa e pura, è capace
di staccarsi temporaneamente dal proprio corpo di carne per volare nell’aria
e occuparsi delle cose del Signore rivestito dell’abito nuziale etereo della
Nuova Era. Questa trasformazione può essere ottenuta tramite una vita di
preghiera e di servizio.

– L’importanza dell’abito nuziale –

Nel seguente brano del Vangelo, viene illustrato il ritorno del Cristo (il
Re), e come coloro che non avranno ancora sviluppato il corpo spirituale o,
manto nuziale, non potranno partecipare alla vita celeste.
“Poi il Re disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli
invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti
quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi
raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di
commensali.

Il Re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava
l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito
nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il Re ordinò ai servi: ‘Legatelo mani e
piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.
Perché molti sono chiamati, ma pochi gli eletti'” (Mt 22, 8-12).

– Riferimenti bibliografici –

1) Liberamente tratto dalla Cosmogonia dei Rosacroce, di Max Heindel,
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
2) Catechismo della Chiesa Cattolica,
Libreria Editrice Vaticana.
3) Max Heindel, Massoneria e cattolicesimo, pag, 82,
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
Letture per approfondire
Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
Charles Rafael Payeur, La luce oltre la soglia, come addomesticare la morte,
Brewsci Editore, Edizioni L’Età dell’Acquario, Grignasco (NO).
Omraam Mikhael Aivanhov, La morte e la vita nell’aldilà,
Edizioni Prosveta..

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