Kundalini Shakti

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endorfine morfina oppiacei oppioidi endogeni

 

L’energia divina Kundalini

autori vari

 

Kundalini è un termine della lingua sanscrita adoperato originariamente in alcuni testi delle tradizioni religiose dello shivaismo kashmiro per indicare quell’aspetto della Shakti (sakti) presente nel corpo umano, l’energia divina che si ritiene risiedere in forma quiescente in ogni individuo. Il concetto di kundalini è stato ultimamente reso oggetto di interesse sia nella comunità medica, sia nei movimenti New Age.
 
Sebbene la nozione di un corrispettivo dell’energia divina nel corpo umano e delle pratiche relative per gestirla si trovi già espressa e discussa in alcuni testi del corpus dei Bhairava tantra, quali a esempio il Netra Tantra, il Kubjikamata Tantra e il Vijñanabhairava Tantra, sembra che la prima menzione del termine compaia nel Tantrasadbhava, altro testo del medesimo corpus, risalente all’VIII secolo circa.

Il passo è citato dal filosofo kashmiro Ksemaraja (X-XI sec.) nel suo commento agli Sivasutra:
 
« Questa potenza è chiamata suprema, sottile, trascende ogni norma di comportamento. Avvolta intorno al punto luminoso (bindu) del cuore, all’interno giace nel sonno, o Beata, in forma di serpente addormentato e non ha coscienza di nulla, o Uma. Questa Dea, dopo aver immesso nel grembo i quattordici mondi insieme con la luna il sole i pianeti, cade in uno stato di obnubilamento come di chi è offuscato dal veleno. È risvegliata dalla suprema risonanza naturale di conoscenza, [nel momento in cui] è scossa, o Eccellente, da quel bindu che sta nel suo grembo. Si produce infatti uno scuotimento nel corpo della Potenza con un impetuoso moto a spirale. Dalla penetrazione nascono per prima i punti splendenti di energia. Una volta levata Essa è la Forza (kala) sottile, Kundalini. »
(Tantrasadbhava, f.11b linea 4 – f.12b linea3; citato in Ksemaraja, Sivasutravimarsini, commento a II.3; in Vasugupta, Gli aforismi di Siva, con il commento di Ksemaraja, a cura e traduzione di Raffaele Torella, Mimesis, 1999, p. 90.)
 
I Bhairava tantra sono un insieme di opere, 64 per l’esattezza, che la tradizione vuole rivelate dal Dio Siva nel suo aspetto Bhairava. Questi testi espongono una dottrina monista (a-dvaita, “non-dualista”), cioè una visione metafisico-religiosa nella quale ogni aspetto nel cosmo, individui compresi, sono una manifestazione, un’espansione dell’Assoluto, Siva. Molti di questi testi non ci sono pervenuti, ma ne abbiamo menzioni e citazioni sia in quelli attualmente conosciuti sia nei numerosi commenti che ne sono seguiti.

 

 

Il segreto di Kundalini
 
Il mistero dell’uomo
 
Il segreto indicibile di Kundalini
 
(autore sconosciuto)

 

Trasmutazione delle Energie Eteriche
 
La vita fisica dell’uomo è un complesso di energie di Fuoco, il fuoco della vita che viene acceso dall’Anima nel corpo destinato a servirla durante l’incarnazione sulla terra, per svolgere la parte del suo servizio. Questa energia di fuoco a cui l’uomo reagisce è di tre specie:
 
1. Spirituale, che proviene dal Piano Monadico;
 
2. Senziente, che è il principio della coscienza che proviene dal Cuore del Sole;
 
3. Prana o energia vitale, che proviene dal sole fisico ed opera attivamente nel corpo eterico di ogni forma della natura.
 
Queste tre energie sono chiamate rispettivamente:
 
Fuoco Elettrico, Fuoco Solare, e Fuoco per frizione.
 
Per quanto riguarda in particolare il Prana, esso è l’essenza della vita di ogni Piano nella settemplice area che chiamiamo piano fisico cosmico. Nel Sistema Solare il prana si manifesta appunto come cinque grandi energie chiamate Piani, o mezzi di coscienza, che sono: atmico, intuitivo, mentale, emotivo e fisico.
 
Nel corpo eterico dell’uomo, vi sono cinque aspetti o varietà di prana:

 

1. Prana, che si estende dal naso al cuore;

 

2. Samana, che va dal cuore al plesso solare;

 

3. Apana, che domina dal plesso solare fino alla pianta dei piedi, nonchè gli organi escretori e genitali.

 

4. Upana, fra il naso e le sommità della testa

 

5. Vyana, che permea il sangue e pertanto va in tutte le parti del corpo in modo uniforme.

 

Tutte le energie hanno la funzione di infondere vitalità a tutti gli organi del corpo fisico, sono, cioè, la sostanza vivente che sottostà alla forma fisica densa. L’uomo comune non si rende conto di questo mondo, ma l’esoterista, man mano che avanza sulla via interiore, comincia a comprenderlo, fino a sapere manipolare le energie stesse.

 

Allora, i divini principi interiori si trasformeranno gradualmente in attitivà esteriori.

 

In “Discepolato nella Nuova Era” è detto:

 

“Il vortice di forza nel quale ogni discepolo è immerso gli procura l’addestramento di cui necessita per manipolare quelle energie che sono la sostanza di ogni creazione e lo rende capace di contribuire al processo di creare un mondo nuovo”.

 

Vi è sempre un mondo nuovo che si viene formando; la nota fondamentale dell’opera di ogni discepolo può essere riassunta nelle parole: “Io rendo nuove tutte le cose”.

 

Il lavoro dell’esoterista è quello di trarre dallo stato di latenza le celate qualità divine, di realizzare ciò che è in potenza e di portare in espressione ciò che è latente. In altre parole l’esoterista, come lo scienziato dei tempi moderni, studia e ricerca le energie; egli non possiede un laboratorio, in quanto tutto il lavoro lo svolge nello spazio interno, inserendosi nella dinamica del Piano Divino di Evoluzione che presenta sempre nuove forme di energie, o meglio sempre aspetti nuovi delle medesime energie cosmiche.

 

In questa dinamica si inserisce il mutamento che le energie del Piano Eterico Planetario, di cui è formato il corpo eterico dell’uomo, subiscono; così, attraverso il processo evolutivo di Razze e sottorazze, la forma umana e gli altri veicoli sottili vanno sempre più perfezionandosi per meglio corrispondere all’esigenza dell’anima.

 

La 4a Razza Atlandidea aveva sviluppato l’emotività, la coscienza umana era focalizzata nel plesso solare. Ora siamo alla 5a sottorazza della 5a Razza Ariana che ha sviluppato la mente concreta e notiamo che è in atto una conquista intellettuale che stà dando all’ umanità la possibilità di giungere al dominio della materia, mentre già l’uomo incomincia a dominare le energie.

 

Oggi, il corpo eterico trasmette due specie di energie: desiderio- mente inferiore; volontà spirituale – mente superiore. La coesistenza delle due energie è anche in relazione al fatto che esiste ancora una massa residua di razze precedenti, come i pigmei del Congo, gli esquimesi, gli australiani aborigeni discendenti di lemuriani, mongoli-ungheresi, akkadiani (sardi, fenici, baschi, levantini) della razza atlantidea.

 

La coscienza di questi popoli è ancora focalizzata nel plesso solare, l’emotività è dominante e ciò spiega la vendetta ereditaria di famiglia in famiglia, i sequestri di persone ed altri delitti perpetrati a cuor leggero. Da ciò la necessità di diffondere l’insegnamento spirituale fra le masse, proprio ora che sta venendo in auge l’influenza del V Raggio e l’energia del Piano Eterico comincia ad essere condizionata e governata dall’nergia solare.

 

Questo porterà sempre più verso una coscienza mentale. Sta all’uomo colto, all’uomo evoluto, spostare la sua attenzione dal piano fisico ed emotivo a livelli di coscienza eterici, e quindi il suo obiettivo deve essere quello del cuore prima, successivamente il centro della gola per la creatività sui livelli spirituali, e infine, il centro posto alla sommità della testa. A tale centro vengono portate le energie del fuoco Kundalini attraverso la spina dorsale, la quale, con i suoi centri eterici, può essere paragonata ad una scala con vari pianerottoli connessi ai piani dell’edificio.

 

In alcuni scritti di Ramakrishna è detto:

 

“Vi sono 7 piani ove risiede la mente. Quando essa riflette sulle cose del mondo, del sesso e sulla ricchezza, risiede nei tre piani inferiori: i tre centri della spina dorsale. In quello stato perde le visioni più alte e resta assorbita nei piaceri e nelle soddisfazioni dei sensi.

 

Il 4° piano è il cuore; quando la mente vi si innalza, si ha il risveglio dell’anima. Si vede come una luce divina dappertutto. In questo stadio la mente. non si abbassa a correre dietro ai piaceri dei sensi. La regione della gola è il 5° piano della mente. Quando vi si innalza, l’ignoranza scompare. Allora non si desidera sentire o parlare d’altro che di Dio. il 6° è la fronte. Quando la mente lo raggiunge, si contemplano le Manifestazioni Divine giorno e notte. Anche allora permane una fioca coscienza dell’Io. Vista la manifestazione impareggiabile, l’uomo diviene per così dire, pazzo di gioia, e corre ad unirsi al Divino Onnipotente, ma non può farlo. E’ come la luce di una lampada in una custodia di vetro; sembra di poterla toccare ma il vetro lo impedisce. La testa è il 7° piano, raggiunto il quale si perviene al Samadhi e si realizza l’Assoluto”.

 

Ogni aspirante al sentiero, ogni uomo di buona volontà, deve necessariamente spostare il fuoco della volontà, deve cioè imparare ad usare i punti focali di energia per dirigerla ove occorre. Inoltre egli deve seguire scrupolosamente la via del dovere e della cultura etica e condurre una vita interiore di preghiera, di meditazione, di adorazione del Divino, cioè innalzarsi al Piano Divino. Questi punti focali sono rappresentati dai Sette Maggiori Centri che raggruppano 21 centri minori, e questi a loro volta vivificano 49 punti disseminati in tutto il corpo, i quali inviano energia ai piccoli centri chiamati nadi. Dai nadi si dipartono le comunicazioni capillari che formano il collegamento fra il corpo eterico e il sistema nervoso cerebrospinale e quello del gran simpatico (ghiandole endocrine).

 

 

Attività dei Centri

 

Ciascun centro trasmuta in forza operante l’energia che riceve per vitalizzare la rete eterica a cui sono collegate la rete nervosa e quella endocrina, e coordina l’azione dei centri minori e dei plessi di forze che vi fanno capo. I centri sono collegati lungo la spina dorsale e distinti dal diaframma che segna il limite fra i livelli eterici inferiori e quelli superiori: al di sopra abbiamo i centri del cuore, della gola, intercigliare e coronale, i quali sono dominati dai 4 eteri cosmici, ai quali diamo i nomi di energie dei piani buddico, atmico, monadico e adi. Al di sotto si trovano il plesso solare, il centro sacrale e quello della base della spina dorsale, i quali sono dominati dagli eteri planetari.

 

L’intera struttura dei centri è pervasa da due flussi di energie: uno verso l’alto e l’altro verso il basso. Questi due flussi, col loro variare, secondano il processo evolutivo interiore. Allo stato iniziale la vita dei centri è fondata sulla inerente vita dell’organismo stesso, col fuoco della vita che emana dal centro della base della spina dorsale; poi a mano a mano i centri inferiori diventano sempre più attivi e alimentano gli istinti, la vita dei sensi, la sessualità, l’emotività, il desiderio e la forza materiale.

 

I centri posti al di sopra vibrano appena muovendo solo 4 petali.

 

I centri al di sotto del diaframma, sebbene abbiano uno scopo proprio oggettivo, ricevono impulso, determinazione e condizionamento dalla vita e dal ritmo della parte superiore del corpo. Così, ciò che viene determinato nella testa, compulsato dal cuore, sostenuto dal respiro ed espresso attraverso l’apparato della gola determina quello che l’uomo è.

 

Il Corpo Eterico funziona anche da ponte di congiunzione fra il corpo fisico e quello emotivo, infatti esso invia a quest’ultimo la coscienza dei contatti sensoriali, e trasmette al cervello e al sistema nervoso la coscienza dell’astrale, nonchè quella dei piani superiori, quando l’uomo raggiunge un certo progresso interiore.

 

La rete eterica ha anche la funzione di proteggere dalla prematura comunicazione con il mondo astrale e con i suoi abitanti e dai pericoli dello psichismo inferiore. Possiamo perciò dire che il corpo eterico domina, sotto certi aspetti, il corpo fisico quasi automaticamente.

 

La dualità eterica

 

Tecnicamente ci sono due corpi di luce, il corpo vitale o eterico e il veicolo dell’anima.

 

l. Il corpo vitale, comunemente chiamato corpo eterico, è formato di energie puramente fisiche ed è l’espressione soggettiva del corpo fisico.

 

2. Il veicolo dell’anima, che possiamo chiamare Corpo Solare, è il vero fondamento della manifestazione oggettiva.

 

La sintesi di questa fondamentale dualità è l’Entità Unificata, come accenna il Maestro Tibetano in Trattato di Magia Bianca:

 

“Questo corpo di luce e di energia coerente e unificato, è il simbolo dell’anima, in quanto contiene sette punti focali nei quali la condensazione delle due energie mescolata è intensificata… Il corpo eterico è governato dal pensiero che gli infonde energia e può portarlo alla piena attività funzionale”. Interessandoci di questa fondamentale dualità, noi in verità ci occupiamo di due aree di manifestazione, di due sfere di vita e di sostanza responsiva; noi ci occupiamo sia della sostanza eterica derivata dalla sfera solare, o luce dell’Anima, e sia di quella eterica planetaria. La solare provvede alla struttura o modello, attorno al quale la planetaria s’intesse.

 

Il corpo solare, o Luce dell’Anima, è la base, il cuore dell’uomo oggettivo, è il prolungamento del sutratma, o filo d’argento, che con la sua estensione forma una rete dorata nelle cui maglie sono tenuti insieme tutti gli atomi i quali vengono vivificati dall’energia vitale portata in circolazione dal sangue.

 

Il Doppio eterico puro e semplice è il veicolo dei prana e quindi è l’espressione soggettiva del corpo fisico. Nel Corpo unificato le linee di forza si intrecciano e circolano, emanando l’una dall’altra e da uno dei sette piani o aree di coscienza della nostra vita planetaria. Questi circuiti di energie sono connessi ai sette Centri Maggiori i quali sono sensibili all’urto delle energie del Corpo Solare; quando un centro diviene vibrante e ricettivo di queste energie, esso si sviluppa come fattore dominante. Per mezzo della concentrazione nella Meditazione, il Corpo Solare cresce in radiosità e abbraccia il corpo eterico, mescolandosi con Esso. Quando l’irradiazione diviene intensa, tutti gli atomi del corpo fisico vengono stimolati e manifestano la luce che in essi è celata, come una miriade di punti luminosi che formano una veste di candida luce.

 

Trasmutazione trasformazione e trasfigurazione

 

A mano a mano che la vita interiore evolve, l’attività dei centri inferiori, che corrispondono ai tre istinti principali di autoaffermazione, riproduzione e istinto di aggregazione, si attenua e la relativa forza si riversa nei centri superiori che così vengono risvegliati e attivati dando luogo alla trasmutazione delle energie. Ciò conduce alla trasfigurazione dell’uomo il quale migliora sempre più la capacità di pensare intelligentemente e di essere comprensivo con il prossimo.

 

Le energie si trasferiscono:

 

1. Dal centro sacrale al centro della gola; la creatività fisica viene trasmutata in creatività mentale e artistica.

 

2. Dal centro del plesso solare al cuore, la coscienza emotiva è la forza trasmutata in coscienza ed amore di gruppo.

 

3. Dal centro alla base della spina dolsale alla testa; la forza materiale è trasmutata in energia spirituale.

 

4. Da uno o tutti i 5 centri lungo la colonna vertebrale al centro intercigliare; la vita carente di coordinazione è trasmutata in vita personale integrata.

 

5. Da questi 6 centri, in mutuo rapporto, alla sommità della testa nel centro coronale; l’attività personale è trasmutata in vita spirituale.Tutto questo, naturalmente, è soltanto una generalizzazione del processo.

 

Occorre tener presente che il risveglio non è simultaneo ma varia per ogni centro e in relazione anche agli stadi evolutivi dell’uomo:

 

a) uomo ordinario;

 

b) aspirante e discepolo in prova;

 

c) discepolo accettato;

 

d) iniziato.

 

1) L’uomo ordinario reagisce inconsciamente alle forze della sua personalità accentrata nel plesso solare, per poi giungere, se ci riesce, a coordinare intelligentemente tali forze per integrare la personalità e volgerle ai fini dell’Anima.

 

2) L’aspirante e il discepolo in prova hanno per meta il trasferimento delle forze dai centri inferiori a quelli superiori, per divenire coscienti sul piano dell’Anima.

 

3) Il discepolo accettato (1.a e 2.a Iniziazione) ha per fine il risveglio dei centri della testa e il dominio di tutti gli altri. In questo sforzo egli acquista coscienza di sè come personalità integrata d’Anima e fa si che la forza latente celata nella materia alla base della spina dorsale, si trasferisca alla testa operando la fusione dei fuochi della personalità e dell’Anima.

 

4) L’iniziato (dalla 3.a Iniziazione in su) ha per meta quella che tutti i centri eterici possano rispondere all’Energia del Raggio Egoico e alle altre energie di raggio sussidiario.

 

Risveglio e coordinamento dei Centri Superiori

 

Nel lungo sforzo evolutivo, mano a mano che l’uomo purifica la propria personalità e la volge al servizio della Volontà Spirituale, le energie dei centri al di sotto dei diaframma si elevano automaticamente verso quelli superiori risvegliandoli.

 

I Centri superiori, ricevute le energie inferiori, si attivano e volgono le loro energie verso la Testa, al punto di sintesi.

 

Il Centro della Gola viene attivato dall’arrivo delle energie del centro sacrale. Ciò avviene quando l’attività sessuale viene ridimensionata prima, e superata e sublimata poi. La fusione dell’energia della gola con quella in arrivo da origine all’attività creativa sul piano mentale, dato che il centro della gola, quale organo specifico della parola creativa, focalizza l’intelligenza creativa. Questo processo di sublimazione di energie è in rapporto al conseguimento della 1a Iniziazione.

 

Il Centro del Cuore si sveglia quando il plesso solare comincia a trasferire le energie al centro del Cuore, per cui il desiderio del se personale viene trasmutato in amore spirituale. E’ interessante tener presente che il plesso solare è il grande commutatore e purificatore delle energie inferiori, che la maggior parte dell’umanità adopera, ed è anche il grande centro dominante, sia per la ricezione che per la distribuzione delle energie, finquando il centro del cuore non sia risvegliato e cominci a dominare la personalità. Il Centro del Cuore riassume le energie che riceve, le amalgama con le sue e le dirige poi ai centri superiori adatti a riceverle. Questo trasferimento di energie è in relazione alla 2a Iniziazione e segna il compiersi del processo per cui l’Anima assume il dominio della natura emotiva.

 

Il Centro intercigliare giunge a perfetta attività quando l’uomo comincia ad avere una personalitá sviluppata nei suoi aspetti fisico, emotivo e mentale coordinati e integrati. Siamo al tempo della 3a Iniziazione. Questo centro, essendo connesso col filo creativo, è in stretto rapporto col centro della gola, da dove risalgono fuse le energie dei centri sottostanti che esso sintetizza e regola per poi fonderle con quelle del centro Egoico al tempo giusto. Questo centro è non solo sintetizzatore di energie, ma anche distributore dell’energia dell’intelligenza attiva, quella che incorpora l’idea che è alla base dell’attività creativa sui livelli mentali, cioè l’atto di dare forma ideale all’idea.

 

Il Centro Coronale viene risvegliato mediante la meditazione, il servizio e l’aspirazione, e comincia ad essere attivo al tempo della 3a Iniziazione, quando dal Centro Intercigliare perviene il filo creativo di energie, che è un conglomerato di energie del plesso solare, del cuore e della mente e che rappresenta la risposta della personalità integrata alla energia della vita e della coscienza scesa giù col sutratma. E’ allora che con un atto di Volontà illuminata del Centro Egoico viene fatta salire l’energia accumulata nel centro alla base della spina dorsale, attirandola nel campo magnetico dei centri eterici e mescolandola con le energie emanate dal centro splenico. Questa energia, chiamata Kundalini, o fuoco per frizione, nel salire lungo la colonna vertebrale brucia ogni ostacolo eterico che incontra, e giunta alla base del cranio, al centro Alta Major, si congiunge col fuoco solare della Mente Egoica. In conseguenza i centri eterici e tutto il corpo eterico restano vivificati di energia e il corpo fisico potentemente vitalizzato. Ne risulta anche una forte stimolazione dei tre centri della testa, della gola e del cuore. Questi Centri Superiori formano un campo di attrazione per la discesa, a tempo debito, dopo la 3a Iniziazione, del 3° fuoco, quello elettrico, o dello Spirito. E così i tre fuochi per frizione (del corpo), Solare (dell’Anima) ed elettrico (dello Spirito) andranno ad incontrarsi e fondersi nel Centro Coronale alla sommità della Testa.

 

Il processo di trasfigurazione è giunto al suo termine. Il potere determinante di questi eventi dipende dalla nostra opera soggettiva che va sotto il nome di costruzione del ponte di luce sul piano mentale (Antahkarana), per cui si dice che l’uomo è il pontefice di sè stesso. Infatti quando il ponte è stato costruito, ciascuno dei tre Aspetti della Triade Spirituale reperisce, nell’organismo eterico dell’Iniziato vivente nel mondo fisico, un punto di contatto per cui diventa una fusione di Anima e personalità, in cui la Vita della Monade può riversarsi.

 

1. Il Centro Coronale diviene il punto di contatto per la Volontà Spirituale, Atma (Spirito).

 

2. Il centro del Cuore diviene lo strumento dell’Amore Spirituale, Buddhi (Intuizione).

 

3. Il Centro della Gola diviene l’espressione della Mente Universale, Manas (Mente superiore).

 

Le parole sono inadeguate ad esprimere ciò che avviene nell’uomo quando l’appello magnetico delle energie spirituali attira verso l’alto e assorbe le energie inferiori che riguardano principalmente la vita della personalità. La Luce riflessa della Triade Spirituale e quella della Gloria Monadica sono trasferite nei centri superiori e usate dall’uomo, dando luogo alla trasmutazione prima e alla trasformazione poi, completandosi alla 3a Iniziazione con la Trasfigurazione. Allora la Luce radiosa dell’Anima, fusa con la luce del corpo eterico, risveglia dall’oscurità la luce celata in ogni atomo del corpo fisico, e l’essere appare avvolto in una veste di Luce candica di radiosa bellezza (è il corpo glorioso del Cristo risorto).

 

Lacerazioni eteriche planetarie

 

Similmente a quanto avviene nell’uomo, anche nel piano eterico planetario avvengono lacerazioni dei veli eterici dovute all’azione in via normale dei raggi cosmici, che costituiscono l’aspetto Kundalini planetario, il cui influsso è quello di lacerare il velo, o rete eterica, che separa il mondo visibile dall’invisibile. Queste lacerazioni possono essere provocate anche da forti esplosioni atomiche riprodotte dall’uomo. La Bibbia ci parla simbolicamente di tre grandi lacerazioni di veli eterici di maya (l’illusione del piano eterico), alle quali vanno però aggiunte altre di minor entità che hanno aiutato l’umanità ad avanzare più facilmente lungo la via illuminata e a passare attraverso le aule di maya, aiutata dalla luce che fuoriesce dalle lacerazioni nei veli operate da tre uomini divini nel momento stesso dei loro trionfo.

 

La prima grande lacerazione fu effettuata da Mosè. Egli sali sul monte Sinai e ricevette i 10 Comandamenti che sono l’espressione della Legge Divina, adattata ai bisogni dell’umanità, che venne enunziata nella necessaria preparazione per la proiezione delle forze destinate a distruggere, purificare e riorganizzare. Mosè penetrò in una delle Aule all’interno dei veli di maya ed ivi incontrò la Gloria del Signore. Il Commentario dice: “Colui che entrò fra i primi, penetrando all’interno dei veli, assorbì la Luce che non sapeva come trasmettere. Nè Lui, nè gli altri erano pronti, ma la luce li circondava e c’erano due occhi che guidavano; solo uno di essi può usare la Luce, proiettarla e dirigerla verso la sua missione, l’altro deve essere coperto, e il Datore della Legge si rese conto di ciò; perciò Egli velò la Luce e a tale scopo prese un frammento di quel velo che Egli aveva aiutato a lacerare, e così bendato discese dalla sommità del monte e tornò all’oscurità della Terra”.

 

La seconda lacerazione molto più importante, avvenne quando il Cristo sottopose il Maestro Gesù alla 4a Iniziazione e la loro azione congiunta riportò il trionfo sulla morte, dopo la grande rinunzia con la Crocifissione. Questa lacerazione lasciò penetrare la Luce nel 2° livello dei piano eterico, ed un nuovo genere di illuminazione si diffuse sulla Terra: l’Amore. Così la Legge di Mosè e l’Amore del Cristo potevano penetrare nella coscienza dell’umanità in modo nuovo e diretto, perchè il cervello dell’uomo diveniva responsivo, tramite la sostanza della controparte eterica del cervello fisico.

 

La terza lacerazione, relativamente, di minor importanza, avvenne quando Saul di Tarso, sulla via di Damasco, vide la Gloria del Signore e fu convertito in Paolo Apostolo. La sua dirittura e sincerità lo spinsero a penetrare attraverso uno dei veli che impedisce la visione e così la lacerazione avvenne. Egli portò una nuova rivelazione: l’Unione, la Sintesi. Si racconta che Egli rimase accecato per tre giorni. Ciò viene riconosciuto come la penetrazione nel Terzo Cielo, ove comprese la natura della Legge, e fu portato ai piedi dell’Iniziatore per effetto del suo amore, e in tal modo trasse profitto dalle due precedenti lacerazioni del Velo. Uscendone scrisse l’epistola agli Ebrei, in cui è espresso il primo aspetto delle qualità divine che è considerato come Unione, Sintesi: come Comunione dei Santi.

 

 

I suoni che risvegliano Kundalini

 

di Govinda

 

Tratto da: Govinda LA CONOSCENZA DELL’INFINITO Meditazione e realizzazione di Dio

 

I Suoni Interiori

 

Vivere senza la Verità è penoso e angosciante. Quando un uomo pratica la meditazione, il suo mondo, afflitto da problemi e sofferenze, diventa pieno di pace e gioia divina. Concentrate la mente e immergetevi nei più segreti recessi del vostro essere. Scoprirete certamente l’Eterno. Solo se cercate nell’acqua profonda, troverete la perla della Verità. Se ve ne state a riva, vedrete soltanto conchiglie rotte.

 

È a causa della dispersione mentale che l’uomo non sa guardare dentro di sé e ha dimenticato lo splendore immortale della sua anima. Egli non può avere una percezione acuta finché i raggi dispersi della mente non vengono fatti convergere in un solo punto interno. Allora potrà percepire il fascino del suo spirito.

 

Scopre che la vera realtà è indescrivibile e al di là della portata dei sensi. Essa è la luce che illumina tutto, mentre niente è luce che può illuminare lei. Il linguaggio non può esprimerla, l’intelletto non può comprenderla. La più grande fortuna è conoscere questa Verità sublime che, sebbene invisibile a chi non ha occhi per vederla, è la cosa più manifesta. Proprio come conoscendo un solo pezzo di creta, si conosce ogni cosa fatta di creta; come da un solo ornamento d’oro, si conosce tutto ciò che è fatto di oro, dal momento che le modificazioni sono soltanto forme e nomi diversi, mentre la realtà costituita dalla creta e dall’oro rimane sempre la stessa, similmente, conoscendo la propria essenza, si conosce l’essenza di tutto ciò che esiste. Conoscendo lo Spirito, ogni cosa di questo universo viene automaticamente conosciuta, perché tutto è una sua modificazione.

 

Sperimentando l’estasi divina, tutti i piaceri del corpo e della mente sono sperimentati. Da essa hanno origine e in essa, quindi, sono contenuti. Così l’uomo soddisfa appieno i suoi sensi, appaga il desiderio di sensazioni tattili e di bellezza fisica, il bisogno creativo di arte e di poesia.

 

Durante la concentrazione non ci deve essere sforzo, né tensione. Mentre viene diretta sul terzo occhio, la mente deve stare rilassata tutto il tempo. Anche se vi sfugge non inquietatevene. Cercate di portarla sotto controllo dolcemente e in modo naturale. Se la sforzate, invece di ottenere stabilità e calma, essa si sente stanca e si agita, avrete l’effetto contrario. Via via che i pensieri si diradano e le onde mentali si placano, il grado di concentrazione aumenta da solo.

 

Riempite l’intelletto di sentimenti puri ed elevati. Allo stesso modo in cui potete impregnare l’aria di profumo, saturate la vostra mente con pensieri su Dio e sulla presenza divina in ogni cuore. Saranno escluse tutte le tendenze mondane e l’anima si sveglierà alla spiritualità. Si formeranno dei nuovi canali nel cervello e nuove vie si apriranno nel subconscio. Attraverso essi fluirà un flusso continuo di coscienza spirituale che vi terrà sempre dediti alla meditazione e fedeli al vostro ideale divino. Una misteriosa voce interiore vi guiderà. La udrete molto chiaramente.

 

Se coltivate pensieri positivi, vi metterete in sintonia con le corrispondenti vibrazioni benefiche che si trovano nello spazio. Ve ne avvantaggerete e diventerete più forti. Se invece nutrite pensieri negativi, attirate su di voi vibrazioni negative. Aprirete quei canali interiori di bassa natura attraverso i quali esse vi penetrano peggiorando la vostra condizione.

 

Quando un legno bagnato viene posto sopra un braciere, esso perde a poco a poco la sua umidità e infine brucia. Del pari, lo spirito di mondanità si dissecca nell’uomo che pensa costantemente a Dio. Infine egli arde dal desiderio di vederlo.

 

Tutto dipende dalla pratica. Il risveglio di Kundalini richiede tempo e pazienza, ma non si deve vivere d’attesa, né chiedersi quando la meditazione porterà frutto. Ci si deve abbandonare al sentiero, sapendo che è la propria esistenza. Il tempo è troppo lento per chi aspetta, troppo rapido per chi ha paura, troppo lungo per chi soffre, troppo breve per chi gioisce, ma per chi ama il Signore il tempo non esiste.

 

Occorre sempre ricordare gli insegnamenti del proprio Maestro e stare in compagnia dei suoi devoti. Le tendenze si sviluppano in noi a seconda delle persone che frequentiamo. Bisogna allontanarsi dagli amici indesiderabili e non farsi trascinare verso le frivolezze del mondo che distruggono le nobili qualità. Esso è pieno di menzogne, d’inganni, di doppiezza, d’ipocrisia, d’invidia, d’adulazione e d’interessi personali.

 

È impossibile non rendersi conto che è tutto falso. In ogni circostanza usate il vostro discernimento, non date ascolto agli ignoranti e ai maliziosi che cercano di distogliervi dai vostri propositi. La Verità che salva sta solo dentro di noi. Impiegate tutte le vostre energie per conoscerla.

 

Non meditate assieme a persone che seguono altri Maestri. È un consiglio molto importante. La loro presenza crea ostacoli invisibili di cui non ci si avvede, ritarda il momento del risveglio ed è negativa per la propria evoluzione.

 

Nel campo spirituale non ci può essere mescolanza di sentieri. Ciascuno è unico, esclusivo e strettamente personale. Per la sua originalità non ha alcuna somiglianza con gli altri, sebbene le tecniche usate possano sembrare uguali.

 

Si possono unire gli Stati, le ideologie e le associazioni, che operano nell’ambito della vita materiale, ma non le vie dei Maestri. Basta pensare che molti uomini, considerati tali e annoverati fra gli Illuminati, sono invece false guide.

 

Se qualcuno parla di unione dei sentieri in nome dell’amore, è solo perché in realtà non è sicuro del proprio, non si sente tranquillo e cerca l’approvazione degli altri sentieri, di prendere da essi. Soprattutto denota scarsa serietà nei confronti del proprio Maestro e una mente immatura.

 

Si reca nei vari ambienti religiosi spinto dall’irrequietezza interiore, per non avere ancora trovato la sua vera guida. Egli non conosce il modo particolare in cui opera la Grazia divina, la quale esige assoluta coerenza ed esclusività, non sa che l’aiuto di cui ha bisogno gli può venire soltanto dal suo Maestro e non anche dai Maestri degli altri. Ciò dimostra che nessuna mescolanza è consentita, per il fatto stesso che ai fini evolutivi non è di alcuna utilità, oltre a creare confusione. Ognuno dovrebbe stare nel proprio sentiero, non introdursi in quello altrui e rispettarlo qualunque cosa ne pensi. Questo significa fratellanza e armonia tra gli uomini.

 

Non sono solo io a dirlo. Anche i Maestri dai quali sono derivate le religioni hanno fondato il loro insegnamento su tali principi. Essi emergono da molte affermazioni. È la maniera in cui in India viene praticata la spiritualità da tempi immemorabili, la tradizione orale da cui sono nati i giganti dello spirito.

 

Krishna, Buddha, Gesù e Maometto non hanno mai stabilito intese o accordi con le religioni della loro epoca, ma le hanno respinte inducendo i loro discepoli ad abbandonarle completamente. Essi scuotevano alla base l’intero sistema religioso tradizionale, per questo la massa, educata dai sacerdoti, non li accettò. Furono poche le persone che credettero e si salvarono.

 

Il loro intento non è stato mai quello di unire sentieri e religioni, perché questo va contro la volontà divina, bensì di fare della propria via il sentiero unico ed esclusivo per coloro che si convertivano.

 

Anche oggi in oriente i Maestri di risveglio di Kundalini vengono seguiti con questa concezione fondamentale. Ogni sentiero è distinto e separato dagli altri.

 

Non è vero che tutte le vie portano a Dio. Una sola conduce a Lui: è la via del Maestro vivente. A cosa servono gli altri sentieri? Essi non sono che deviazioni, falsi culti.

 

Gesù disse alla folla che lo ascoltava: “Io non sono venuto a unire, ma a dividere, non a mettere pace, ma discordia. Da ora innanzi, se vi sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro due, e due contro tre. Io sono venuto a mettere il figlio contro suo padre, la figlia contro sua madre, la nuora contro la suocera e l’amico contro l’amico; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua. Chi non viene dietro a me, non è degno di me, non può esser mio discepolo. Chi non è con me, è contro di me; e chi è contro di me, è contro Dio”.

 

Queste cose diceva Gesù a persone molto religiose, che seguivano fedelmente le sacre scritture, compivano nel tempio i riti prescritti e si ritenevano, erroneamente, nel giusto. Krishna, parlando al suo discepolo Arjuna, disse:

 

“Diventa mio devoto. Lascia la religione e abbandonati a me. Io ti libererò da tutte le reazioni dell’ignoranza e del peccato. Non temere. Senza dubbio ti condurrò a Dio, nella dimora suprema dell’Assoluto”.

 

L’idea di mettere assieme le religioni e farsi punto d’incontro delle varie fedi può sorgere solo in chi non è capace di creare un sentiero, non sentendosi realizzato, e teme di non essere seguito. Egli si serve dell’influenza dei grandi Illuminati per affermare la propria personalità. Sfrutta la devozione e la fede che gli uomini hanno nei veri Maestri ripiegandole abilmente su di sé, così da investirsi di un carisma che non è suo, suscitare fiducia ed essere accettato come guida spirituale. Solo in tal modo può fare proseliti e circondarsi di fedeli. Ma non deve essere così.

 

Se in voi c’è ancora il desiderio di conoscere altri sentieri, significa che quello in cui credete non è in realtà il vostro sentiero, che possedete frivolezza di carattere. Quando incontrerete il Maestro che dovrà condurvi alla Luce, la tranquillità e la fermezza di mente che acquisterete vi terranno saldi nella sua guida, senza mai discostarvene. Dentro il suo amore sarà la vostra unica dimora. In voi sorgerà una grande stabilità interiore e non avvertirete più alcuno stimolo a recarvi negli altri sentieri, ad apprendere nuovi metodi. Troverete ciò infantile e controproducente.

 

L’armonia non si raggiunge in rapporto alle persone, ma in rapporto a se stessi. È uno stato della mente, non un sentimento tra individui. Nasce dalla relazione con il Sé supremo e non dipende dalla vita esterna. Chi non ha l’armonia dentro, non può sperare di raggiungerla attraverso gli altri. Resterà sempre povero e infelice.

 

Il sentimento di devozione traccia un canale etereo che va dal cuore del discepolo al cuore del Maestro. Attraverso esso scorre la Grazia divina. Se mentre meditate siete con una persona che non è del vostro sentiero, questo canale interiore viene deviato dalla sua devozione, che possiede una diversa direzione, anche se è rivolta a Dio, per cui non raggiunge il Maestro e non si arriva mai ad essere in sintonia con lui.

 

L’aura formata dentro di voi dalla vostra fede è disturbata a livello inconscio dalle sue onde mentali. La Kundalini avverte questo turbamento e non accorda il suo favore. Sono fenomeni molto sottili di cui l’individuo non si accorge. Poiché le vibrazioni spirituali di chi segue un altro Maestro non hanno le stesse caratteristiche delle vostre, si genera un contrasto che blocca la crescita impedendo ogni esperienza.

 

Pertanto non andate nelle chiese e negli altri luoghi di culto, non fate meditazione con chi non appartiene al vostro sentiero, perderete quello che avete conseguito. La solitudine e la compagnia dei discepoli della propria guida armonizzano l’aura, intensificano il canale che connette col Maestro e lo tengono stabilmente orientato verso di lui, permettendo alla Grazia divina di giungere al devoto.

 

La Madre universale sa con quanta fedeltà seguite il sentiero che avete scelto. Se non siete sinceri si offenderà con voi, non vi darà la sua amicizia. La vostra Kundalini è la stessa che dimora nel Maestro. Assicuratevi quindi che i vostri sentimenti nei confronti della guida spirituale siano genuini. Se simulate, siete ambigui o le mancate di rispetto, non fate altro che ingannare voi stessi.

 

Con il termine meditazione si indicano anche le tecniche di risveglio. Esse sviluppano pensieri elevati e calma mentale. Danno la forza e la pace per affrontare tranquillamente i disordini e gli inconvenienti della vita quotidiana. Sono la via che bisogna seguire per raggiungere la Coscienza cosmica.

 

Inoltre costituiscono un potente tonico per l’organismo. L’energia vitale viene spinta in tutti gli angoli e le fessure del corpo, penetrando i nervi, gli organi e le cellule. In tal modo dà loro vitalità, ne elimina le sottili cause di malattia e ne assicura il buon funzionamento.

 

Mentre meditate, i dubbi si risolvono da soli e le vostre domande ottengono risposta. Non potete conoscere la vostra divinità senza fare le tecniche. Non potete sbarazzarvi delle pene e delle afflizioni che derivano dal susseguirsi delle rinascite senza la loro costante pratica. Solo tramite la meditazione ottenete l’estasi immortale. Allora, in ogni luogo, non vedrete che l’unico e infinito Sé colmo di beatitudine. Sarete il più ricco degli uomini, anche se avete un solo straccio per coprirvi e niente da mangiare.

 

Il devoto coltiva le divine virtù dell’evoluzione interiore nel giardino del suo cuore, prendendosi cura della disciplina spirituale.

 

Ma durante il cammino della vita, incontra amici che portano con sé il divoratore delle virtù, vale a dire il vizio. Il contatto con queste persone sembra interessante e piacevole, in realtà è un’amicizia che gli costerà molto cara. Un giorno scoprirà con grande amarezza che quella compagnia lo ha spogliato di tutte le virtù divine che aveva pazientemente coltivato per poter entrare nella dimora del Signore. Egli non può presentarsi dinanzi a Dio senza purezza di mente ed elevazione. Addolorato e pieno di rimorsi, con fatica, deve riconquistare quello che ha perduto.

 

O aspiranti alla perfezione! Non stringete amicizia con esseri indegni e non lasciatevi vincere dalle cattive abitudini. Amate il silenzio più dell’eloquenza e non ascoltate i discorsi ignobili di individui corrotti. Dovete avere un interesse genuino per ciò che riguarda i misteri dell’anima. Allora soltanto tutta la vostra attenzione si rivolgerà all’interno.

 

Se fate sorgere l’amore per la Verità divina e create l’interesse, avrete una meravigliosa concentrazione, niente potrà importunarvi. La mente è sempre in agguato, pronta ad assalirvi per arrestare il vostro progresso. Vi tenterà in mille modi. Chiaritevi costantemente le idee e riflettete con lucidità. Siate sempre consapevoli della vostra missione nel mondo.

 

Se Dio non esistesse, da dove verrebbero all’uomo l’intelligenza, l’amore e la saggezza? A nessuno sorgerebbe mai il desiderio di realizzarlo e ogni tentativo risulterebbe vano. Non ci sarebbe dentro di noi il più lieve stimolo religioso, mentre, al contrario, in moltissimi casi l’impulso spirituale ha dominato l’intera vita dell’uomo ed è stato di gran lunga più travolgente di qualsiasi forza umana. Nessuno avvertirebbe il bruciante sentimento di elevarsi al di sopra della natura fisica per ricongiungersi allo Spirito.

 

Mentre ero in profonda meditazione, gli occhi si fissavano in alto verso la corona della testa, dove splendeva una potente luce e risuonavano dolci melodie. Il respiro veniva risucchiato e rimanevo in questo stato a lungo.

 

Percepivo anche divine fragranze che scaturivano dall’interno, al cui confronto perfino i migliori profumi sono del tutto sgradevoli. Il mio appetito era ritornato normale, mi nutrivo tre volte al giorno. La mia dieta consisteva in riso, legumi, latticini e frutta.

 

La carica e l’entusiasmo che mi davano le varie esperienze, tutte meravigliose e al di là di ogni aspettativa, mi indussero a dedicare maggior tempo alla mia disciplina e a procedere più speditamente. Non pensavo ad altro che a meditare, non mi interessava neanche la compagnia delle persone. Il giorno riflettevo costantemente su ciò che avevo visto e non vedevo l’ora di tornare nel mondo interiore. La meditazione era la mia sola passione, il solo scopo del mio respiro. In quel periodo avevo appena terminato un’esperienza, che subito un’altra la sostituiva.

 

Udivo molti suoni spirituali. Essi si manifestavano uno per volta, quando invece facevano la loro comparsa contemporaneamente, formavano tali estatiche armonie che nessuna composizione di arte umana può eguagliare. Le musiche divine avevano il potere di trasformarmi. Bastavano solo poche note per avvincermi. Allora scioglievo i miei ormeggi e, dimenticando tutto, mi lasciavo trasportare in dimensioni paradisiache.

 

Questi suoni hanno provenienza diversa, sebbene la loro sorgente sia la stessa. Il suono del flauto, del tamburo, dell’organo, di alcuni strumenti a corda, i rintocchi della campana, il rombo potente del tuono e la musica celeste sono prodotti in uno spazio etereo all’interno del cervello.

 

Gli altri suoni, tra cui il canto degli uccelli, il mormorio dei fiumi e alcune melodie, nascono dentro il petto, là dove si trova la luce dell’anima, e vengono percepiti da entrambe le orecchie. All’inizio del risveglio sono questi ultimi che si manifestano, in seguito si odono anche quelli proveniente dall’alto. Normalmente l’uomo non ne fa esperienza a causa delle impurità che otturano i suoi canali fluidici.

 

Il boato del tuono è il suono più importante e più intenso. Esso è l’ultimo ad apparire e preannuncia l’avvicinarsi della meta. Quando sta per emergere, tutti gli altri suoni tacciono e si fa un gran silenzio, come se stesse per accadere un evento molto atteso di grande importanza. Questo suono fu prodotto dall’energia divina quando cominciò la creazione dell’universo, è la corrente sonora primordiale che continua a riverberare nella natura spirituale di tutto il cosmo.

 

Durante la meditazione, nel primo stadio della sua comparsa? esso sembra spostarsi da una parte all’altra della testa. In realtà il suono rimane sempre fermo in un solo punto del cervello, è la mente che, non avendo ancora raggiunto la fissità, si muove e crea l’impressione che sia il suono a muoversi.

 

Ogni volta che lo udivo mi concentravo su di esso e potevo ascoltarlo per parecchi minuti di seguito. Ne ero irresistibilmente attratto. Perfino durante il giorno la mia attenzione si volgeva da sola verso il centro da cui il suono proveniva.

 

Dopo un certo tempo divenne persistente. Lo percepivo in continuazione qualsiasi cosa facessi, camminando, mangiando o facendo il bagno. Allora la mia gioia cresceva immensamente senza conoscere limiti. Sapevo che era la forma sonora del Sé, il corpo vibrante dell’Assoluto, e lo adoravo come Dio stesso, la sorgente di tutte le cose. La sua purezza immacolata rivelava la sua divinità, la sua natura trascendente.

 

Anche la musica celeste era un’esperienza incredibile. Mi deliziavo sempre più nell’ascoltarne le sublimi varianti e nel farlo mi sentivo sciogliere in essa come zucchero che si fonde in acqua. Ero estasiato da note musicali dolcissime che mi immergevano in un mondo saturo di splendide melodie. Queste esperienze mi facevano scoprire la bellezza e il valore della creazione, che tutto è in realtà una meravigliosa rappresentazione divina. Allora glorificavo la vita e veneravo ogni cosa. Onde di beatitudine si liberavano in me e comprendevo come è dolce e gioiosa l’esistenza.

 

Un’immensa, soave felicità nasce nell’uomo, lo riempie e lo accompagna ogni minuto che trascorre, perché è vera e non può essere mandata via, non la si può nascondere. Ad ogni persona che incontra, lo assale il desiderio di gridare la sua felicità, la sua contentezza, la meraviglia che ha scoperto.

 

Appena cominciavo a meditare udivo spesso il flauto divino suonare motivi affascinanti. Tutti i miei sensi erano elettrizzati dalle sue note incantevoli e mi era addirittura impossibile distrarmi o pensare ad altro. Poi dall’alto pioveva il nettare che mi deliziava con i suoi squisiti sapori soprannaturali. Infine il fragore del tuono mi ricordava l’onnipotenza di Dio.

 

Proprio come esistono varie luci spirituali, che nascono dall’unica Luce Divina, così vi sono vari tipi di suoni mistici che derivano tutti dall’unico suono universale e autogenerato esistente in natura.

 

Potete constatare voi stessi quanto questo suono sia perfetto. È il potere cosciente dal quale è nato l’intero universo con le sue innumerevoli forme di vita.

 

Come un seme contiene potenzialmente un intero albero con tutte le caratteristiche della sua specie, come la forma delle foglie, il colore dei fiori e il sapore dei frutti, allo stesso modo tutte le cose esistono in forma sottile di seme e in uno stato indifferenziato nel suono divino, che non è altro che la vibrazione cosmica di Kundalini.

 

Quando avrete superato tutti i suoni, compreso l’ultimo, vi troverete nello stato di silenzio ineffabile che brilla della sua propria luce: è il trono supremo del Signore. Entrerete nella dimensione della beatitudine incorrotta priva di ogni traccia di diversità, dell’esistenza imperitura che è indipendente da tutto e rimane sempre identica a se stessa. Sarete assorti nella Realtà non rivelata e avrete la perfetta conoscenza di Dio.

 

Il Sé viene sperimentato come separato dall’attività, in uno stato d’inazione e di quiete assoluta. Mentre la mente è impegnata nelle attività esterne, essa rimane ancorata al silenzio dell’essere interiore che permea tutti i sensi. L’uomo vede il silenzio eterno nell’attività e gode costantemente la gioia che deriva dallo stato sereno libero dai pensieri.

 

Da questa gioia egli è pienamente saziato e la conserva anche se le cose della vita gli vengono a mancare. Avendo conseguito l’estasi liberatrice, egli è distaccato e appagato dal suo stesso essere. Rimane eternamente felice e dappertutto, nel sacro silenzio spirituale, scorge l’unità universale della sua anima.
 
approfondimento su http://www.amadeux.net/sublimen/  
 
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