Il pensiero delle masse viene adattato al pensiero dominante

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Il pensiero delle masse viene adattato al pensiero dominante

28/07/2016

Programmazione mentale

La fusione delle aziende mediatiche, nelle ultime decadi, ha generato una ristretta ma potente
oligarchia di gruppi di controllo. Gli spettacoli televisivi che seguiamo, la musica che ascoltiamo,
i film che guardiamo e i giornali che leggiamo, sono tutti prodotti da cinque corporations, che in
questo modo riescono a creare una standardizzazione e un’omologazione del pensiero umano.

I proprietari di questi gruppi di controllo hanno legami stretti con le élites di potere, di cui in
molti casi fanno parte integrante. Possedendo gran parte dei media in grado di raggiungere le masse,
hanno il potere di creare nelle menti delle persone una singola e coesa visione del mondo, generando
questa “standardizzazione del pensiero umano”.

Persino movimenti o stili considerati marginali, sono spesso estensioni del “pensiero mainstream”. I
mass media producono loro stessi dei finti ribelli, che fanno parte del medesimo establishment e non
lo mettono mai veramente in discussione. Gli artisti, le creazioni e le idee che non si adattano al
pensiero dominante, vengono invece inesorabilmente rifiutate e dimenticate dai gruppi di controllo,
che le fanno gradualmente scomparire dalla società, mentre le idee che sono giudicate adatte ad
essere accettate dalla società, sono abilmente vendute alle masse con lo scopo di farle diventare
norme ovvie.

Già nel 1928, Edward Bernays, colse l’immenso potenziale dei film nello standardizzare il pensiero,
affermando: “Nel mondo di oggi, le pellicole americane sono i più grandi mezzi per diffondere la
propaganda. Sono grandi distributori di idee e opinioni. I film possono standardizzare le idee e i
costumi di una nazione. Poiché i film sono fatti per andare incontro alle richieste del mercato,
essi riflettono, enfatizzano e forse esagerano le abitudini popolari, anziché stimolare nuove idee e
opinioni. I film si servono solo di idee e opinioni che sono in voga. Come i giornali cercano di
fornire notizie, i film cercano di fornire intrattenimento”. (Edward Bernays – Propaganda)

Già negli anni trenta, questi aspetti furono infatti ritenuti pericolosi per la libertà umana, da
pensatori della Scuola di Francoforte, come Theodor Adorno e Herbert Mancuse, i quali identificarono
tre principali problemi dell’industria della cultura. L’industria può:

ridurre gli esseri umani allo stato di massa, ostacolando lo sviluppo di individui emancipati che
sono in grado di compiere decisioni razionali;
rimpiazzare il legittimo desiderio di autonomia e consapevolezza, con la pigra sicurezza del
conformismo e della passività;
permettere agli uomini di scappare dal mondo crudele e assurdo in cui vivono, perdendosi in uno
stato ipnotico di auto-soddisfazione.
Le masse, che costantemente cercano l’intrattenimento, si affideranno a costosi prodotti che possono
essere unicamente prodotti dalle più grandi realtà industriali del mondo. Questi prodotti contengono
messaggi attentamente bilanciati e simboli che non sono nient’altro che propaganda
nell’intrattenimento. Il pubblico è stato allenato ad amare la propaganda a cui è sottoposto, a tal
punto che spende i soldi guadagnati con il sudore della fronte, per esserne esposto ulteriormente.
La Propaganda (utilizzata nella sua accezione politica, culturale e commerciale) non è più nella
forma coercitiva e autoritaria delle dittature, è diventata sinonimo di intrattenimento e piacere.

“Riguardo alla propaganda, i primi sostenitori della letteratura universale e della libertà di
stampa ipotizzarono solo due strade: la propaganda poteva essere vera o falsa. Essi non previdero
ciò che in realtà è successo in tutte le democrazie capitaliste occidentali: lo sviluppo di una
gigantesca industria di comunicazione di massa, che non si interessava al vero e nemmeno al falso,
bensì a ciò che era parzialmente o totalmente irrilevante. In una parola, non avevano tenuto conto
dell’infinita attrazione dell’uomo per le distrazioni”. (Aldous Huxley – Prefazione al Mondo Nuovo)

L’azione di un singolo canale mediatico non ha comunque effetti costanti sulla psiche umana. I mass
media, per via della loro onnipresenza, creano quindi un ambiente vivente in cui evolvere nel corso
dell’intera giornata. Definiscono le norme e escludono ciò che non è desiderato. Nello stesso modo
in cui i cavalli di una carrozza indossano paraocchi in modo tale da vedere ciò che sta davanti a
loro, le masse possono vedere solo la direzione in cui sono spinti.

“È l’emergere dei mass media che rende possibile l’uso della propaganda su scala sociale. Il
controllo della stampa, della radio e della televisione crea un continuo e duraturo ambiente, che
nasconde l’influenza costante della propaganda. I mass media costituiscono il legame essenziale tra
l’individuo e le richieste di una società tecnologica”. (Jacques Ellul)

Tecniche di Manipolazione

Una delle ragioni per cui i mass media influenzano con successo la società, è fornita dal gigantesco
proliferare di ricerche sulle scienze cognitive e sulla natura umana.

La spinta alla vendita di prodotti e idee al pubblico, ha portato a un numero di ricerche sul
comportamento umano e sulla psiche senza precedenti.

Le scienze cognitive, la psicologia, la sociologia, la semiotica, la linguistica e molti altri campi
correlati, sono continuamente esplorati da nuovi studi. I risultati di questi studi sono applicati
alla pubblicità, ai film, ai video musicali e ad altri media, con lo scopo di renderli il più
possibile influenti. L’arte del marketing è frutto di calcoli e ricerche scientifiche, perché deve
raggiungere sia la coscienza individuale che quella collettiva. Un video non è mai solo un semplice
video, immagini, simboli e significati sono posizionati strategicamente per raggiungere l’effetto
desiderato.

“È conoscendo l’essere umano, le sue tendenze, i suoi desideri, i suoi bisogni, i suoi meccanismi
psicologici, i suoi automatismi e altrettanto con la conoscenza della psicologia sociale e della
psicologia analitica, che la propaganda raffina le sue tecniche”. (Jacques Ellul – Propagandes)

La propaganda di oggi non usa mai argomentazioni logiche o razionali. Si indirizza verso i bisogni e
gli istinti umani primari, con lo scopo di generare una risposta emotiva e irrazionale. Tanto per
fare un esempio, i neonati e i bambini sono costantemente presenti nelle pubblicità rivolte alle
donne per una ragione specifica: alcuni studi hanno dimostrato che l’immagine del bambino innesca
nelle donne un bisogno istintivo di nutrire, proteggere e curare, scatenando in definitiva una
sensazione di affetto nei confronti della pubblicità.

Se pensassimo sempre razionalmente, probabilmente non compreremmo il 50% dei prodotti che invece
acquistiamo quotidianamente.

Tratto da: svolte-epocali.blogspot.ch
Fonte: fisicaquantistica.it

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