IL LIBRO DEL RISVEGLIO 14

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IL LIBRO DEL RISVEGLIO 14

ovvero detti intuizioni poemi
che indicano la vera sorgente della vita

di Isabella di Soragna

CAPITOLO 19
pensiero – libertà – schiavitù

D.:. Continuo a credere di avere una scelta. Oggi infatti ho scelto di venire qui invece di andare
in spiaggia

B.: Ciò che crediamo volontà e libertà di scelta sono solo concetti.

Quasi tutti una volta o l’altra hanno avuto l’esperienza personale del funzionamento di tutta la
mente quando l’azione si verifica… come in un vuoto di perfezione… senza la riflessione.

… Lo stato senza mente non è lo stato di un idiota; è lo stato mentale libero dal disturbo di idee
che distraggono.

Ramesh Balsekar

Ora che sono a Han Shan le diecimila faccende cessano

Più alcun pensiero fugace si aggancia al cuore

Ozioso, scolpisco poemi sulla roccia,

In accordo col fluire, come barca senza ormeggi.

Han Shan

Osserva i pensieri come il traffico per la strada. La gente va e viene: l’attenzione lo registra
meccanicamente. All’inizio può non essere facile, ma con un po’ di pratica vedrai che la mente può
funzionare allo stesso tempo a vari livelli, e che tu puoi esserne consapevole ad uno ad uno.

Nisargadatta Maharaj

Ciò che chiamiamo di solito mente, è la mente dispersa, un turbine di pensieri attizzati dal
desiderio, la collera e l’ignoranza. Essa, al contrario della coscienza del risveglio, trae sempre
in inganno… Pertanto, per quanto potenti siano questi pensieri, essi non sono che pensieri e
finiscono per svanire. Una volta riconosciuta la natura intrinseca della mente, questi pensieri che
sembrano apparire e scomparire senza sosta, non sono più capaci di ingannarci. Come nuvole che si
formano, si soffermano un attimo e poi si fondono di nuovo nella vacuità del cielo, essi sorgono,
durano un poco e si rituffano nel vuoto della mente. In realtà nulla è successo.

… Anche se la coscienza all’interno, non è ancora chiara, impedisci solo alla mente di vagabondare
all’esterno. Ciò basterà, poiché la coscienza del risveglio risiede in fondo alla mente stessa.
Entrambe sono, si dice, come il ghiaccio e l’acqua. Il ghiaccio non è del tutto identico all’acqua,
dato che il ghiaccio è solido e può essere afferrato; ma poiché, sciolto, esso non è che acqua, di
fatto il ghiaccio e l’acqua sono una sola cosa. Ugualmente la mente, essendo confusa, non è la
coscienza del risveglio, ma la natura della mente, una volta realizzata, non è altro che la
coscienza del risveglio.

Dilgo Khyentse

Se vuoi veder la verità

non aver opinioni pro o contro qualcosa.

Contrapporre ciò che ti piace a ciò che non ti piace

è la malattia della mente.

Hsin Hsin Ming

Pensiamo che non è per questo che i capi stregoni neri (capi di stato) proibiscono la droga, poiché
tutto ciò che può essere nocivo all’uomo è scrupolosamente ordinato con cura da loro. Preferiscono
abbrutire l’uomo con l’alcool o i discorsi politici e culturali imbecilli – piuttosto che far
conoscere una pratica che potrebbe cambiare la visione del mondo di molti. Il loro scopo è di
mantenere in schiavitù i popoli che amministrano… Ma come si può volergliene… sono essi i più
illusi di tutti. Ciò che cerca il maestro, nelle piante, non è il dare al discepolo un “potere”, né
delle sensazioni gradevoli – come i viaggiatori dell’LSD che C.Castaneda chiama “bambini che non
sanno cosa fanno”. Ciò che cerca il maestro è fermare la rappresentazione del mondo, cioè il dialogo
interno.

Le cose sono reali quando abbiamo imparato ad accettare la loro realtà.

Il mondo, che non è che una rappresentazione, si mantiene attraverso il dialogo interiore.
Incessantemente parliamo a noi stessi, mantenendo questa rappresentazione, quella che abbiamo
imparato.

Il “piccolo fumo” (humito o erba del diavolo) … ci permette di sentirci liberi… ma deteriora il
corpo.

La prima attenzione è il primo anello di potere, la seconda attenzione, il secondo anello. La prima
si attacca al tonal, la seconda al nagual. L’attenzione esclusiva al tonal è la ragione. ‘Noi
pensiamo a proposito di tutto’ e questo ci rinchiude in questo mondo… Senza pensiero, l’attenzione
al tonal diminuisce. Il mondo che non è che un pensiero, ci appare reale perché ci attacchiamo a
questo pensiero. E questo pensiero è prodotto dall’attenzione esclusiva al corpo fisico,
dall’identificazione al corpo fisico. Da lì nasce l’idea di “io” da cui parte la dualità

Non abbiamo che una sola schiavitù: il nostro pensiero. Non siamo schiavi del mondo né del diavolo:
siamo schiavi di noi stessi. Questo mondo che creiamo e che ci crea è il nostro scudo. Ma invece che
difensore diventa guardiano, ed il guardiano siamo noi, il pensiero erroneo: “io”.

Il compito essenziale del guerriero è di capire “la natura della coscienza” che è infinita libertà:
la coscienza è il vero Sé, e non è né questo né quello. Capire questa natura significa non
identificarsi a nulla…

Dubant-Marguerie

D.: Cos’è la mente? Cos’è la non-mente?

P.: La mente è un pacco di pensieri assieme all’ “io” (pensiero) che li porta in giro. Quando l’
“io” cade, non c’è mente. Quando la non-mente sprofonda nella propria sorgente, la realtà brilla in
permanenza.

D.: Molti hanno paura di lasciar andare la loro mente perché credono di averne bisogno per
funzionare nel mondo. Come portar avanti le faccende quotidiane, se non c’è nessuno che decide cosa
fare e come fare?

P.: Prova e vedrai. Sei come un telefonista che crede di dover correre per collegare i fili da solo.
Rilassati, non interferire e vedrai che tutto lo spettacolo va avanti da solo senza il tuo
intervento.

P.: Quando vai a caccia di un pensiero, lo prendi?

D.: No, i pensieri scompaiono.

P.: E quando i pensieri sono scomparsi, chi sei?

silenzio

P.: E’ la risposta migliore che potevi darmi. Rimani così. Se esci dal silenzio, nascono i problemi.
Non hai bisogno di niente. L’eternità è qui. La felicità è qui. La morte non ha accesso a questo
silenzio. I problemi non possono entrarvi. Ma escine fuori, ed ecco il samsara il ciclo infinito di
nascite e morti. Qui non possono entrare ne’ pensieri ne’ concetti. Tutti i desideri sono appagati
qui nel vuoto. Se esci fuori per rincorrerli, i desideri non verranno mai esauditi.

Poonja

Come può fare l’esperienza del silenzio? Se esiste uno stato senza pensieri né lei né alcuna persona
può farne l’esperienza. Ogni esperienza è creata dal pensiero.

Tutte le strade devono sparire. Finché seguirete la strada di qualcuno, quel cammino è un prodotto
del pensiero. Non è un cammino nuovo.

U.G.

Quello di cui parliamo è al di là dei pensieri, al di là del livello cerebrale.

Nisargadatta Maharaj

Sono un guardiano del gregge

Il gregge sono i miei pensieri

E i miei pensieri sono tutti sensazioni.

Penso con gli occhi e con le orecchie

E con le mani e coi piedi

E con il naso e con la bocca..

Pensare un fiore, è vederlo e respirarlo.

E mangiare un frutto è saperne il senso.

Ecco perché quando un giorno di caldo

Mi sento triste di goderne tanto,

E mi stendo completamente nell’erba,

E chiudo gli occhi che bruciano,

Sento che tutto il corpo è steso nella realtà,

So la verità e sono felice.

Tu dici, vivi nel presente;

Vivi solo nel presente.

Ma io non voglio il presente, voglio la realtà:

Voglio le cose che esistono, non il tempo

Che le misura.

Cos’è il presente?

È qualcosa di relativo al passato e al futuro.

È una cosa che esiste in funzione dell’esistenza

Di altre cose.

Ma io voglio la sola realtà, le cose senza presente.

Non voglio includere il tempo nel mio schema.

Non voglio pensare le cose in quanto presenti:

Le voglio pensare in quanto a cose.

Non le voglio separare da esse stesse,

Trattandole come presenti.

Non dovrei nemmeno trattarle come reali.

Non dovrei trattarle affatto.

Dovrei solo vederle, semplicemente vederle;

Vederle fino al punto di non poterle pensare,

Vederle fuori dal tempo, fuori dallo spazio,

Vederle con la facoltà di toglier tutto tranne il visibile.

Ecco la scienza del vedere, che non è scienza.

Fernando Pessoa

Se ci si rende consapevoli di non possedere questi pensieri che vengono a galla, la mente acquista
un’altra qualità.

G.Bluestone

Quando la mente è calma, non c’è ruminar di pensieri. Poiché non è coltivata, cammini sulla Via ad
ogni passo. Se non c’è ruminar di pensieri, non c’è mondo da trascendere. Poiché non è coltivata,
non c’è Via da cercare.

Non rimanere preso dalle situazioni e non lasciar che i tuoi pensieri continuino a giudicare se una
situazione è favorevole o avversa. Probabilmente arriverai all’imperturbabilità. Ma se hai solo il
minimo desiderio di imperturbabilità, questo è diventato già una preoccupazione.

Huang Long

D.: Come maestro lei ha continuamente pensieri o solo quando è necessario? Può scegliere di star
senza pensieri?

P.: I pensieri vanno e vengono, ma non sono “miei”. Lasciateli venire, lasciateli andare. Che
importa? Non hanno niente a che vedere con me.

D.: Qual’è il senso della vita?

P.: Perché dovrebbe avere un significato? Ogni significato è solo un’idea nella tua mente. La vita
non si spiega con le opinioni che ne puoi avere.

D.: Quando siamo sulla “soglia” tra due vite, scegliamo consciamente il corpo in cui ci
reincarneremo, i nostri genitori, ecc. ? Se è così, in che modo?

P.: Non è un’agenzia di viaggi dove cerchi un bel posticino per la prossima nascita. I tuoi pensieri
e i tuoi desideri di questa vita ti proiettano in una nuova forma e magari in una forma nemmeno
tanto gradevole. Non puoi controllarlo. Ma puoi esercitare il tuo controllo nel vedere da dove
vengono i tuoi pensieri e desideri. Dopo la tua morte sarà troppo tardi.

Poonja

E’ la mente che vede gli oggetti e fa esperienze e che trova un vuoto quando cessa di …
sperimentare, ma quella mente non sei “tu”. Tu sei la costante illuminazione che illumina insieme
l’esperienza e il vuoto. E’ come la luce di un teatro che non solo ti fa vedere il teatro, gli
attori e il dramma, mentre si recita, ma che rimane accesa e che ti fa dire che non c’è nessuna
recita in atto, quando tutto è finito.

Prima si vede il Sé come oggetti, poi si vede il Sé come vuoto, poi si vede il Sé come il Sé; solo
in quest’ultimo caso non c’è vedere, perché vedere è essere.

Si può capire la frustrazione dei filosofi, che vogliono afferrare tutto con la mente, nel sentirsi
dire che la Realtà sta dietro e al di là della triade di conoscitore-conoscenza -conosciuto; perché
ovviamente, il miraggio non può penetrare in ciò che gli sta alla base.

(Commento) … parlare di Autorealizzazione è un’illusoria fuga da un’illusoria prigione.

D.: Come svanisce la mente?

R.: Solo mediante la ricerca “chi sono?” Sebbene… sia un’attività mentale, pure distrugge tutte le
attività mentali, compresa se stessa, così come il bastone con cui si attizza il rogo funerario si
riduce anch’esso in cenere dopo che sono arsi il rogo e i cadaveri.

Se la mente è calmata con altri mezzi, se ne sta quieta per un po’ e poi spunta di nuovo e riprende
la sua primitiva attività.

D.: Quando saranno domati in noi tutti gli istinti e le tendenze come… l’autoconservazione?

R.: Più ci si ritrae nel Sé, più queste tendenze avvizziscono e alla fine cadono.

Ramana Maharshi

D.: Può dirci la differenza tra lei e una persona qualunque?

U.G.: Pochissima… lo spessore di un capello.

È uno stato dove il pensiero e la vita non sono due cose distinte, ma una sola cosa. Non è uno stato
intellettuale; è piuttosto uno stato di sentimenti (uso questa parola in un senso un po’ diverso).
Uno stato di non-ricerca.

È il pensiero che ha separato, creato i due punti della nascita e della morte. Il pensiero ha
costruito lo spazio e il tempo. Ma in realtà la nascita e la morte sono due processi simultanei.

Non siete pronti ad accettare che dovete arrendervi. Una resa totale e completa.

Uno stato di disperazione che vi dica che non c’è via d’uscita da questa situazione.

U.G.

La mente del passato si neutralizza quando cerca i propri limiti. La mappa si richiude. Ricercare
l’esistenza di una mente individuale significa arrivare all’innominato.

… La risposta finisce sempre per uccidere il lampo d’illuminazione – la mente poi torna alla
conoscenza statica, e prima o poi si intrappola nella rete delle associazioni…

Quando possiamo guardare al fluire dei pensieri senza favoritismi, senza interessarci ad un pensiero
in particolare, cominciamo a conoscere… noi stessi.

Quando il pensiero è visto distaccato dalla cornice, quando è visto nascere e morire nello spazio
che lo circonda, allora non entra più nelle associazioni pesanti con altri pensieri. Quando possiamo
arrivare allo spazio nel quale l’immagine di sé continuamente va a caccia, allora l’immagine di sé
non interferisce più con la chiara visione. Quando c’è vigilanza senza volizione, allora il pensiero
si distacca dalla reazione e vi è un acuto senso di vivere attraverso lo sconosciuto vitale. È la
memoria e l’immaginazione che ci allontanano dal momento presente. Eppure non c’è nessun altro posto
in cui poter vivere, tranne quello presente.

È assolutamente inutile cercar di smettere di pensare. È meglio invece chiedersi la validità o meno
del pensiero -… la validità dei nostri adorati simboli… Rimettere in questione la validità di
tutta la mappa, piuttosto che di uno o due componenti, significa fermare l’attaccamento al pensiero,
che il pensiero si arresti o meno… Non significa diventare idioti.

G.Bluestone

D.: I miei pensieri non lo permetteranno.

M.: Trascurali. Non competere, non assumere iniziative che li riguardino, lascia che siano, quali
che siano. E proprio il tuo combatterli che li suscita. Attraversali con lo sguardo. Ricordati di
ricordare: -Qualunque cosa accada, accade perché io sono.- Non occorre arrestare il pensiero…
Sospendi l’abitudine di accumulare, di tenere ai risultati, e la libertà dell’universo sarà tua. Sii
senza sforzo.

Nisargadatta Maharaj

Certo, la memoria ha il suo posto ad un certo livello. Non potremmo funzionare nella vita
quotidiana…ma c’è uno stato mentale dove ha poco posto. Una mente che non è paralizzata dalla
memoria possiede la vera libertà.

J. Krishnamurti

Ci liberiamo dal pensiero concettuale quando grazie a un assidua osservazione vediamo l’irrealtà dei
pensieri egoistici. Allora possiamo rimanere distaccati… Non diventiamo persone gelide ma non
siamo più vinti e trascinati dalle circostanze.

Charlotte Joko Beck

D.: Ero immerso in una profonda esperienza, quando mi accorsi che la mia mente mi giocava una burla,
creando un’esperienza spirituale.

P.: Quando sai chi ti gioca una burla, non ti può più prender in giro. Qualunque genere di
esperienza è ancora un gioco della mente… Sarai felice di questa esperienza e la racconterai ad
amici e Guru che l’apprezzeranno solo perché non hanno mai visto un luogo dove non c’è nessun tipo
di esperienza!

D.: Noto che queste esperienze succedono quando sono tranquillo.

P.: Questo è sbagliato, perché se sei tranquillo, non ti succede niente. Cos’altro può succedere se
sei tranquillo? Questo tuo notare che sei tranquillo è un trucco della mente. Se no, come lo avresti
notato? Controlla i trucchi della mente non guardando da nessuna parte, né dentro né fuori!

Il desiderio di permanenza della chiarezza è un trucco della mente perché la permanenza è nel tempo
e solo può posporre ciò che è qui adesso.

Quando vuoi mantenere questa esperienza di chiarezza della mente tutto il tempo, significa che vuoi
portare questa esperienza nel tempo. Quando questa esperienza è avvenuta, era aldilà del tempo.
Tutto ciò che avviene nel tempo non ha valore. Qualunque cosa tu ottenga nel tempo: felicità, pace,
una persona che ami, un giorno sparirà. Allora perché vuoi che questo “senza tempo” entri nel tempo,
per farti piacere? Se non desideri che essa entri nel tempo, potrà essere un’esperienza eterna.

Poonja

Non siamo noi che viviamo la vita, è la vita che vive in noi. In realtà, tuttavia, non c’è un “noi”
separato dalla vita che la vita possa “vivere”. Non…siamo strumenti passivi… perché potremmo
esserlo solo se fossimo qualcosa di diverso dalla vita.

Miracolo! Prodigio! Attingo acqua e porto legna da ardere.

Hokoji

Centinaia di fiori di primavera; la luna autunnale;

un fresco venticello estivo; la neve invernale;

libera la tua mente dagli oziosi pensieri

e per te sarà dolce ogni stagione.

Mumon

L’uomo libero… non ha esitazioni e non si guarda mai indietro, perché sa che non c’è nulla nel
futuro e nulla nel passato che possa scuotere la sua libertà. La libertà non gli appartiene, …non
la possiede e non ne è posseduto. E siccome non si guarda mai indietro, si dice che le sue azioni
non lasciano traccia, come un uccello che attraversa l’aria.

… Un discepolo domandò a Gensha (maestro zen) come poter entrare nel Sentiero. Gensha disse:
-“Senti il mormorio del torrente?”- “Sì, lo sento.”-“Ecco un modo di entrare”.-

Alan Watts

D.: Il celibato ci aiuta a realizzare il Sé?

P.: Non c’è questione di sesso nel Sé. Io ho bambini, nipoti e pronipoti e nessuno di loro mi è
stato di impedimento.

D.: Allora la mente è il suo oggetto.

P.: Certo, sono la stessa cosa. Ogni oggetto è mente oggettivata. Se non la lasci aderire a nulla,
c’è non-mente. La non mente è libertà. Quando la mente prende dimora, appare il samsara. Il samsara
e’ una costruzione della mente.

La schiavitù nasce solo se ti frammenti. Divieni una parte, ti separi dal resto e poi cerchi di
capirlo. E come se una goccia dell’oceano pensasse: “Io sono separata dall’oceano. Soffro e devo
continuare a spostarmi sulla superficie dell’oceano”…

Poonja

… Un modo di vedere olografico (non) può… essere interpretato in termini di stimoli o di
risposte. I nostri pensieri sono olografici in quanto tutti i pensieri si muovono tra infiniti segni
di richiamo assieme a tutti gli altri pensieri.

Michael Talbot

D.: Perché non ricordiamo niente delle vite passate?

P.: Alcuni ricordano, molti no. Ricordare il passato ti mantiene nel passato. Meno passato ricordi e
meglio starai.

Poonja

Deve essere fatto il vuoto, devono essere abbandonati i concetti: è il digiuno della mente, che
prepara la venuta dell’ignoto.

Nisargadatta Maharaj

Il pensiero crea il tempo e lo spazio. Quando c’è il pensiero, ci sono il tempo e lo spazio.

Il pensiero ha creato il domani. Voi vi sentite disperati perché avete creato la speranza nel
domani. L’unica possibilità che avete è ora; la speranza non è affatto necessaria. E non ha valore
nemmeno l’idea del Sé, dell’atma. Ho fatto di tutto per trovare questo Sé. Ma è un’invenzione dei
filosofi.

U.G.

D.: Cosi, alla fine è semplice e si riassume così: liberarsi semplicemente dai pensieri; è vero?

M.: … Puoi sentire di essere libero dal pensiero, ma ad un certo punto il pensiero balzerà
improwisamente su di te. Molti cosiddetti saggi, sebbene abbiano conseguito lo stadio libero dal
pensiero, hanno avuto ancora la loro caduta.

D.: Qual’è l’effetto della morte?

M.: L’effetto è su coloro che sanno che la persona è morta e se n’è andata. Non c’è effetto su colui
che è morto e se n’ è andato. Egli non sa di essere morto e di essersene andato… Poiché stai
pensando alla morte, la morte si cura di te, ma se sei il Sé, per te non si pone la questione della
morte.

Nisargadatta Maharaj

Lasciate perdere l’ultima realtà. Non avete modo di sperimentare nessuna realtà. Poter sperimentare
la realtà ‘di momento in momento’ è un’altra invenzione del pensiero.

La consapevolezza è una semplice attività del cervello. Non può essere usata per produrre alcun
cambiamento e tanto meno per guarire. A questa consapevolezza naturale e fisiologica, che tra
l’altro abbiamo in comune anche con gli animali, abbiamo sovrapposto un processo che attribuisce un
nome alle cose.

Potreste diventare consapevoli di qualcosa, se non faceste ricorso alla memoria e al pensiero?

La memoria è conoscenza. Persino i vostri sentimenti sono memoria. Lo stimolo e la risposta
costituiscono un movimento unitario; non possono essere separati in modo ben definito… a meno che
non intervenga il pensiero e ne crei una. Il pensiero, in quanto memoria e conoscenza, ha creato
questo meccanismo.

Il pensiero non potrà mai afferrare il movimento della vita; è troppo lento. Accade più o meno la
stessa cosa col lampo e col tuono. Il lampo e il tuono avvengono contemporaneamente, ma il suono si
muove più lentamente della luce. Per quel che io posso dire, noi diventiamo consapevoli di qualcosa
solo attraverso la memoria, la conoscenza; altrimenti non può esserci alcuno spazio, né la
consapevolezza separante che esso porta con sé.

Il pensiero e la vita sono un unico movimento. Ma sembra esserci in voi un movimento di pensiero
parallelo al movimento della vita e che continua internamente di continuo.

U.G.

La mente vaga per sua natura. Tu non sei la mente. La mente sorge e poi affonda. È impermanente,
transitoria, mentre tu sei eterno… bisogna rimanere nel Sé. Non dar importanza alla mente.
Nell’uomo realizzato la mente può essere attiva o inattiva, solo il Sé rimane per lui.

Ying-an

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