GUARIRE DA DENTRO

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GUARIRE DA DENTRO

di Annalisa e Giampiero Cara

Finalmente, anche la medicina occidentale si sta avvicinando sempre di piu’
ad un concetto di malattia non come semplice malfunzionamento meccanico
della “macchina fisica”, bensi’ come conseguenza di uno squilibrio
interiore, a livello psicologico ed emozionale. Quali sono, dunque, i nuovi metodi di
cura di medici e psicologi all’avanguardia? Ecco le risposte di cinque
grandi esperti: Deepak Chopra, Larry Dossey, Paul Pearsall, Joan Borysenko e
Bernie Siegel.

Che cos’è la malattia? Soltanto un cattivo funzionamento della macchina
fisica, ossia il nostro corpo, che all’improvviso s’inceppa a causa
dell’intervento di agenti esterni, siano essi i batteri che respiriamo
insieme all’aria o le sostanze nocive che ingeriamo attraverso il cibo?
Oppure e’ anche e soprattutto un pensiero negativo che ci assilla, magari a
livello inconscio, un’emozione triste o dolorosa, l’ansia e lo stress che ci
impediscono di godere la vita?

*Oriente e Occidente a confronto*

Quest’ultimo e’, in sostanza, il punto di vista delle dottrine spirituali
antiche e moderne, delle medicine tradizionali dell’Oriente, come quella
cinese o indiana, ma anche dei “padri” della medicina occidentale. Infatti,
Ippocrate e Galeno, i piu’ grandi medici dell’antica Grecia, ritenevano che
pensieri ed emozioni si muovessero all’interno del corpo e influenzassero
per contatto le condizioni di salute dei vari organi.

Di simile avviso erano anche i medici del Rinascimento, secondo i quali le
emozioni erano in grado di stimolare particolari stati fisici. Nel Seicento,
invece, con la divisione tra mente e materia teorizzata dal filosofo
francese Rene’ Descartes (Cartesio), comincio’ ad affermarsi la concezione
secondo cui la malattia avrebbe cause solo fisiche, che e’ rimasta a
fondamento della medicina occidentale praticamente fino ai giorni nostri.

*Dalla medicina psicosomatica a quella olistica*

Negli ultimi decenni, pero’, quest’idea e’ stata messa sempre piu’ in
discussione, dapprima con il progressivo affermarsi della medicina
psicosomatica e con la riscoperta di terapie orientali, poi con la creazione
di discipline mediche sempre piu’ attente al ruolo di pensieri ed emozioni
nel mantenimento della salute, fino ad arrivare ad un approccio “spirituale”
alla malattia, che ha portato un numero crescente di specialisti ad inserire
tra i loro metodi di cura antiche pratiche soprattutto religiose come la
meditazione e la preghiera.

Insomma, sembra che finalmente la medicina occidentale, almeno quella piu’
all’avanguardia, stia tornando ad una concezione unitaria dell’essere umano
nella sua totalita’ psicofisica. Buona parte del merito di questo va ad
alcuni medici “illuminati” che, dopo essere stati testimoni di “guarigioni
miracolose”, soprattutto da parte di pazienti affetti da cancro e giudicati
“incurabili”, si sono aperti ad un approccio olistico nei confronti della
malattia.

E’ il caso, per esempio, dei celebri oncologi americani Carl e Stephanie
Simonton che gia’ negli anni Settanta riportavano notevoli successi curando
gli ammalati di cancro con tecniche di visualizzazione e di pensiero
positivo. Oppure del chirurgo Bernie Siegel, il quale, nel suo best-seller
Amore, medicina e miracoli (Sperling & Kupfer), afferma che la malattia
nasce da pensieri e stati psicologici negativi, e cita casi illuminanti in
questo senso.

Uno di questi e’ quello di una sua paziente affetta da sclerosi multipla che
perse l’uso della mano destra dopo che il suo collaboratore domestico se ne
ando’ lasciandola con cinque figli da curare (aveva letteralmente perso il
suo braccio destro). Un’altra donna, invece, avendo perduto due mariti a
causa del cancro, aveva a sua volta sviluppato un cancro all’utero ed un
fuoco di sant’Antonio alla mammella. “Non credo che fosse una coincidenza”,
scrive Siegel. “Dopo due perdite di quel genere si era ammalata agli organi
sessuali per evitare che altri uomini potessero avvicinarsi a lei”.

*La “ricetta per la salute”*

Se dunque la malattia nasce da emozioni e pensieri negativi, il segreto per
star bene, secondo il dottor Siegel, consiste nel vivere pienamente la
propria vita, con gioia e senza rimpianti. Ecco dunque la sua meravigliosa
“ricetta per la salute”:

“Vivi la tua vita. Dai ascolto alla tua splendida
intelligenza interiore. In essa e’ contenuto il programma per essere
veramente te stesso. In un senso mistico, il seme da cui sei cresciuto
conteneva il progetto del tuo sviluppo fisico, intellettuale, emotivo e
spirituale. Lascia che questo evento si realizzi pienamente; cresci e
fiorisci. Fa’ che la gioia ti guidi e sii cio’ che vuoi essere”.

Sembra il consiglio di una guida spirituale orientale, piu’ che di un medico
occidentale. Eppure, per quanto strano possa ancora sembrare, oggi ce ne
sono molti di medici che parlano in modo analogo, facendo riferimento
all’Oriente.

*Il “Supersistema”*

Ecco per esempio cosa dice, nel suo libro “Superimmunita’” (Armenia), il
celebre psichiatra americano Paul Pearsall, primario presso il Sinai
Hospital di Detroit, a proposito del nostro sistema immunitario, che avrebbe
il compito di “difenderci” dalle malattie: “Fino a poco tempo fa, ritenevamo
che il sistema immunitario fosse qualcosa di separato da noi, che eseguisse
le sue funzioni in modo automatico, al di la’ del nostro controllo. Studi
recenti rivelano invece che il sistema immunitario agisce all’interno di un
Supersistema che comprende sia la sfera fisica sia quella mentale. Questo
Supersistema e’ contraddistinto da due modalità di funzionamento: quella
‘fredda’ (Yin) e quella ‘calda’ (Yang). Il sistema immunitario e’ fiacco se
si verifica un iper-funzionamento della modalita’ fredda; risulta
esageratamente attivo, invece, quando predomina la modalita’ calda”.

Sembra quasi di leggere il Classico di Medicina Interna dell’Imperatore
della Cina, un testo risalente al 50 a.C., in cui si dice che la malattia
altro non e’ che la perdita di equilibrio tra i due elementi fondamentali
della vita: lo Yin e lo Yang. Lo Yin e’ l’energia femminile, ricettiva, e un
suo predominio causa malattie “fredde”, da deficienza, mentre l’eccesso di
Yang, l’energia maschile, espansiva, produce malattie “calde”, da
sovrabbondanza.

Secondo Pearsall, le malattie “fredde” sono infezioni, allergie e patologie
autoimmuni, tra cui l’artrite reumatoide, il diabete, il lupus, la sclerosi
multipla e la degenerazione cellulare (ossia le varie forme di cancro).
Quelle “calde”, invece, sono le emicranie, le ulcere, le coliti spastiche,
l’ipertensione, i disturbi cardiaci e le irritazioni intestinali.

*Pensieri “caldi” e “freddi”*

Per evitare questi disturbi e’ necessario quindi rimettere in equilibrio le
energie Yin e Yang dentro di noi. Ma in che modo? Il professor Pearsall e’
convinto che si debba innanzitutto regolare la “temperatura” del nostro
“dialogo interiore”, ossia di tutti quei pensieri che ci passano per la
testa ogni giorno, perche’ “frasi, pensieri e sentimenti sono piu’ potenti
di qualsiasi batterio”. I pensieri “caldi”, ossia quelli che ci vengono quando
siamo ansiosi e sotto stress e ci predispongono alle malattie “yang”, sono
improntati ad impazienza, ostilita’ e competitivita’, mentre quelli
“freddi”, che ci rendono piu’ soggetti alle malattie “yin”, sono caratterizzati da un
senso di passivita’, di inettitudine, di rinuncia e di sconfitta.

Sostanzialmente, i metodi consigliati da Pearsall per riequilibrare la
temperatura del nostro dialogo interiore si possono ricondurre a sette
elementi principali che, secondo lo studioso americano, rafforzano la nostra
salute e ci guariscono. Innanzitutto, la fiducia, perche’ credendo in se
stessi, nella propria buona salute, si sostiene il morale del sistema
immunitario. Poi l’atteggiamento, che – se orientato alla speranza,
all’ottimismo e all’autostima – rafforza le difese dell’organismo. Quindi,
la possibilita’ di sperimentare, senza reprimerli, tutti i propri
sentimenti, compresa rabbia e tristezza, cosa che lascia il sistema immunitario piu’
libero di espletare le sue funzioni. E ancora la capacita’ di immaginarsi in
perfetta salute ed armonia, magari attraverso esercizi di visualizzazione in
grado di produrre una risposta positiva da parte dell’organismo.

Anche un modo di pensare responsabile e creativo contribuisce ad eliminare
le sostanze chimiche nocive prodotte nel corpo dal rimuginare continuamente
su torti e colpe. Inoltre, il miglioramento delle proprie esperienze ed
abitudini di vita gratifica il sistema immunitario. E’ quindi importante,
secondo Pearsall, mangiare sano, non assumere sostanze eccitanti, respirare
aria pulita e fare del movimento divertendosi.

Infine, si possono usare anche i ricordi: rievocando le gioie della propria
vita, si offrono al sistema immunitario elementi positivi su cui fondare il
proprio benessere. Certo, non e’ facile cambiare il proprio modo di pensare
dall’oggi al domani. Se ci sono delle difficolta’, ossia se le vecchie e
negative abitudini di pensiero e di azione continuano ad affiorare e a
danneggiare la nostra salute psicofisica, puo’ essere necessario
“riprogrammare” la propria mente, soprattutto attraverso esercizi di
meditazione.

*La meditazione per la salute*

E’ questo il parere di molti medici attenti alla dimensione mentale della
malattia, ma soprattutto della biologa americana Joan Borysenko,
autrice di numerosi testi divulgativi di
successo (pubblicati, negli Stati Uniti, dalla casa editrice di Louise L.
Hay) e fondatrice della Clinica Mente/Corpo del New England Deaconess
Hospital. In questa clinica, la Borysenko ha messo a punto un programma di
dieci settimane con tecniche fisiche e mentali volte a risvegliare la
potentissima energia di guarigione che e’ dentro ognuno di noi.

La meditazione ha un ruolo preponderante all’interno del programma, perche’
fa emergere piu’ facilmente i nostri vecchi modelli di pensiero e ricordi
inconsci, affinche’ sia possibile prenderne coscienza e modificarli. “Questa
situazione puo’ risultare temporaneamente inquietante”, avverte la
dottoressa Borysenko nel suo libro “Guarire con la mente” (Sperling & Kupfer), “poiche’
la vostra mente ha investito notevoli energie per reprimere il ricordo
traumatico. Una volta usciti alla luce del giorno, pero’, questi ricordi
sono solitamente meno spaventosi di quando, prima, sono stati relegati in un
angolo recondito dell’inconscio”.

Una volta tolti dall’armadio del nostro inconscio i vecchi scheletri
mentali, che altrimenti continuerebbero a creare problemi per la nostra
salute psicofisica, e’ possibile, come dicevamo, “cambiare programma”. Il
modo piu’ semplice ed efficace di far questo e’ ricorrere alle affermazioni
positive, almeno secondo la Borysenko, la quale consiglia di concentrarsi
almeno su una o due di esse durante la meditazione quotidiana.

*Una preghiera per guarire*

Un altro medico americano, lo specialista di medicina interna Larry Dossey,
consiglia invece, quale strumento per attivare le nostre capacita’ di
autoguarigione, la pratica religiosa della preghiera, attraverso la quale la
mente umana diviene capace di sintonizzarsi con un’energia superiore e di
affidarsi ad essa, ricevendone grandi benefici. Tali benefici, secondo il
professor Dossey, sono documentati da numerosi studi scientifici che pero’
vengono ignorati dalla maggior parte dei medici.

Come esempio di questo, nel suo libro “Il potere curativo della preghiera”
(Red Edizioni), Dossey cita la ricerca compiuta nel 1991 da due psichiatri
americani, David e Susan Larson, i quali passarono in rassegna vent’anni di
pubblicazioni dell’American Journal of Psychiatry e gli Archivi di
Psichiatria Generale statunitensi, scoprendo che la partecipazione a
cerimonie religiose, ma anche la preghiera privata ed il rapporto personale
con Dio, erano spesso associati a benefici per la salute psichica: il 92%
degli studi riportava effetti benefici, il 4% era neutro e un altro 4%
riferiva effetti dannosi.

Un anno prima, un altro psichiatra americano, F.C. Cragie, aveva esaminato
dieci anni di pubblicazioni di un altra importante rivista scientifica, il
Journal of Family Practice, trovando risultati simili per la salute fisica:
l’83% degli studi dimostrava effetti benefici, il 17% era neutro e nessuno
riportava effetti dannosi.

Particolarmente significativo, tra quelli riportati da Dossey, e’ anche
l’esperimento compiuto piu’ di recente dal dottor Randolph Byrd, cardiologo
dell’Universita’ della California, il quale ha studiato 400 pazienti ammessi
al reparto di assistenza coronarica del General Hospital di San Francisco. A
tutti questi pazienti sono state offerte le normali cure mediche, ma per
meta’ di loro sono stati incaricati di pregare dei gruppi di persone
reclutati in tutti gli Stati Uniti. Ne’ i medici curanti, ne’ gli
infermieri, ne’ i pazienti sapevano pero’ quali fossero esattamente i pazienti per cui
tali gruppi stavano pregando.

I risultati? I pazienti “oggetto” di preghiera hanno fatto registrare un
numero nettamente inferiore di decessi e di complicazioni cardiopolmonari,
nonche’ una diminuzione nella quantita’ di diuretici e di antibiotici
somministrati. Di fronte a tali risultati, anche il dottor William Nolen, un
medico molto noto in America per il suo scetticismo nei confronti delle
“guarigioni con la mente”, ha riconosciuto l’importanza dello studio,
dicendo che forse sarebbe il caso che i medici scrivessero sulle loro
prescrizioni: “Pregare per il paziente tre volte al giorno”.

Ma quale sarebbe il modo migliore di pregare? Anche per rispondere a questa
domanda si sono compiuti degli studi scientifici. Per un decennio, la
Spindrift Organization di Salem, nello stato americano dell’Oregon, ha
condotto degli esperimenti sulla capacita’ di chi prega di provocare dei
cambiamenti in semplici sistemi biologici, come dei germogli o delle colture
di lievito, oltre che sugli esseri umani, e i risultati ottenuti dimostrano
che il modo di pregare piu’ potente consiste nell’usare un approccio
indiretto, ossia nel non dire specificamente all’entità pregata cosa fare,
limitandosi a pronunciare frasi come “Sia fatta la Tua volonta’” o “Possa
accadere la cosa migliore per questa persona”.

“Queste scoperte”, conclude il professor Dossey, “dovrebbero essere
rassicuranti per noi, poiche’ indicano che in ogni caso di malattia e’
all’opera una saggezza superiore alla nostra, e quindi non sta a noi
decidere quale risultato specifico sia il migliore. Insomma, si puo’ dire
sia dimostrato scientificamente che e’ meglio fidarsi della saggezza illimitata
di Dio o dell’Universo piuttosto che delle nostre limitate preferenze”.

*La saggezza che guarisce*

Ma la saggezza dell’universo invocata attraverso la preghiera e’ davvero
qualcosa di diverso da noi ? La posizione del professor Dossey sembra
risentire, in effetti, del vecchio concetto occidentale di una divinità
esterna e superiore a noi. Ma un altro medico, che forse piu’ di ogni altro
ha abbracciato le dottrine del movimento New Age, l’endocrinologo Deepak
Chopra, non e’ d’accordo.

Per spiegare la sua posizione, il dottor Chopra, che e’ nato e cresciuto in
India, ma si e’ formato professionalmente negli Stati Uniti, si richiama
alle Upanishad, in cui e’ scritto: “Poiche’ tutto nasce dalla nostra coscienza,
non esiste nulla di esterno a noi nel creato”.

“Dunque dentro di noi”, scrive Deepak Chopra sulla celebre rivista americana
New Frontier, “c’e’ la capacità di dirigere qualsiasi forza della natura, di
influenzare ogni atomo dell’universo. Tuttavia, lo stato di coscienza in cui
attualmente si trova la maggior parte di noi ci ha convinto di essere
piccoli ed impotenti. Accettare una simile realta’ e’ la forma piu’
penalizzante di ignoranza, perche’ si trasforma in una profezia. Se non
conosciamo il nostro vero Io, questo Io si rimpicciolisce per adattarsi alla
nostra concezione di esso. Ogni volta che gridiamo, la nostra voce non
raggiunge altri che noi stessi. Quando abbiamo paura, siamo noi stessi a
farci spaventare”.

Allora, se davvero non siamo separati da cio’ che esiste nell’universo,
perche’ Dio e’ in tutti noi, quando preghiamo e’ importante ricordare che, in
sostanza, ci stiamo rivolgendo a noi stessi, ossia al Dio che e’ in noi. In
questo senso, la saggezza dell’universo di cui parla Dossey, e’ la nostra
stessa saggezza piu’ profonda, la cui voce, solitamente coperta dal
frastuono dei nostri pensieri di paura, riesce a raggiungerci magari soltanto nel
silenzio interiore della meditazione o della preghiera. Ma bastano questi
momenti per portarci alla piena guarigione di mente e corpo, ossia della
totalita’ di noi stessi. E il fatto che a dirlo siano dei medici occidentali
fa davvero ben sperare per il futuro della scienza.

*****************

Libri consigliati,sull’argomento:

– Ritorno alla salute di Carl e Stephanie Simonton, Armenia, £ 26.000 (CSS1)

– Amore, medicina e miracoli di Bernie S. Siegel, Sperling & Kupfer, £
14.000
(BS1)

– Il potere curativo della preghiera di Larry Dossey, Red Edizioni, £ 39.000
(LD1)

-Superimmunità di Paul Pearsall, Armenia, £ 16.000 (PP1)

– Guarire con la mente di Joan Borysenko, Sperling & Kupfer, £ 14.000 (JB1)

– Perché la mente guarisce di Joan e Miroslav Borysenko, Armenia, £ 27.000
(JB2)

– Benessere totale di Deepak Chopra, Sperling & Kupfer, £ 14.000 (DC4)

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