GRAVITAZIONE A-TEMPORALE E UNIVERSO IN EQUILIBRIO DINAMICO

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GRAVITAZIONE A-TEMPORALE E UNIVERSO IN EQUILIBRIO DINAMICO

di Davide Fiscaletti e Amrit Sorli, SpaceLife Institute

Considerando il tempo come flusso di cambiamenti materiali irreversibili che avvengono nello spazio,
si aprono nuove prospettive nella descrizione del mondo fisico. In particolare, qui si mostra che
l’interazione gravitazionale risulta essere trasmessa dalla densità dello spazio fisico e l’universo
è un fenomeno a-temporale in equilibrio dinamico che si autorinnova a causa della trasformazione
ciclica “spazio-materia-spazio…” che ha luogo nei nuclei galattici attivi. Premessa Se ci basiamo
sulla nostra percezione elementare il trascorrere del tempo non può essere percepito chiaramente
come materia e spazio in modo diretto; noi possiamo percepire solo i cambiamenti materiali
irreversibili che avvengono nello spazio cosmico. Questo è un punto di vista diverso rispetto a
quello convenzionalmente adottato in fisica, ma è probabilmente più corretto e appropriato in quanto
è più coerente con i fatti sperimentali, vale a dire con il fatto che non esiste alcuna evidenza
empirica riguardo al movimento degli oggetti materiali nel tempo. Adottando questo punto di vista in
cui si studiano i fenomeni naturali senza l’interferenza del concetto lineare del tempo, il teatro
dell’universo non è lo spazio-tempo ma è in realtà uno spazio a-temporale in cui il tempo stesso è
spazio. I fenomeni avvengono nello spazio-tempo solo nei modelli matematici della realtà, che a
volte diventano più reali della realtà stessa, la quale invece, in virtù della nostra percezione
elementare, risulta essere a-temporale. La consapevolezza come strumento di ricerca ci insegna che
lo spazio a-temporale è adimensionale.

Inoltre, in un modello matematico il più possibile vicino all’esperienza consapevole, si può
assumere che lo spazio fisico a-temporale è quadridimensionale, in cui la quarta coordinata
rappresenta l’ordine numerico dei cambiamenti materiali che avvengono nello spazio tridimensionale
che conosciamo. La gravitazione a-temporale Se il tempo esiste solo come flusso di cambiamenti
materiali irreversibili che avvengono in uno spazio a-temporale, ne deriva un nuovo modo di
interpretare l’interazione gravitazionale, l’interazione che si esercita universalmente tra gli
oggetti dotati di massa. Infatti, prendendo in considerazione la relatività generale (la teoria
fondamentale su cui si basa la fisica attuale per descrivere l’interazione gravitazionale), il
continuo spazio-temporale a quattro dimensioni introdotto da Einstein può essere visto in realtà
come uno spazio a-temporale quadridimensionale. Di conseguenza la gravitazione, anziché essere vista
come una modifica delle proprietà geometriche del continuo spazio-temporale, può essere vista come
una modifica delle proprietà geometriche di uno spazio a-temporale.

La presenza di materia in una determinata regione dello spazio produce delle modifiche non solo
nelle tre coordinate dello spazio tridimensionale che conosciamo ma anche nell’ordine numerico dei
cambiamenti che la materia stessa subisce nello spazio a-temporale. La proprietà fisica fondamentale
che caratterizza lo spazio fisico a-temporale è la densità. La densità dello spazio fisico dipende
dalla densità della materia: più densa è la materia, più denso è lo spazio fisico. La densità dello
spazio fisico in un dato volume dipende quindi dalla quantità di materia che c’è in esso,
precisamente può essere espressa tramite il prodotto della massa dell’oggetto contenuto in quel
volume per la costante di gravitazione universale. Pertanto, la relatività generale può essere
interpretata nella seguente maniera: la gravità è trasmessa dalla densità dello spazio a-temporale
quadridimensionale e il suo effetto è quello di produrre delle modifiche nella geometria (cioè nella
curvatura) di questo spazio a-temporale. L’interazione gravitazionale è a-temporale, nel senso che
per la sua azione non è richiesto nessun cambiamento della materia: essa agisce direttamente, senza
la necessità che ci sia la propagazione di altre entità fisiche, gli ipotetici gravitoni o le
ipotetiche onde gravitazionali . Lo spazio fisico a-temporale può anche essere immaginato come un
mezzo elastico che ha una tendenza a contrarsi: più il mezzo è denso, maggiore è la forza di
contrazione e la forza di contrazione rappresenta appunto la gravità. L’intensità della forza
gravitazionale in un dato volume dipende dalla quantità di materia al suo interno. Inoltre,
introducendo il concetto di densità di un dato volume dello spazio, la legge di gravitazione
universale di Newton sulla forza gravitazionale che si esercita tra due oggetti può essere espressa
in modo formalmente molto elegante, in termini appunto della densità dello spazio. Dati due oggetti,
la forza gravitazionale tra di essi risulta essere direttamente proporzionale al prodotto delle
densità dello spazio fisico esistenti nel centro di tali oggetti e inversamente proporzionale al
quadrato della loro distanza, e la costante di proporzionalità risulta essere uguale all’inverso
della costante di gravitazione universale.

In sostanza, questa nuova interpretazione dell’interazione gravitazionale, che può essere definita
teoria della gravitazione a-temporale, comporta che la materia rende denso lo spazio fisico e che
gli oggetti materiali si muovono nella direzione in cui la densità dello spazio fisico è crescente.
La teoria della gravitazione a-temporale ha delle conseguenze significative. In particolare, essa
comporta che la velocità del tempo fisico diminuisce all’aumentare della densità dello spazio
fisico. Questo significa che la marcia degli orologi dovrebbe procedere più lentamente sotto terra
che sulla superficie terrestre, in quanto l’accelerazione gravitazionale, essendo direttamente
proporzionale alla densità dello spazio fisico e inversamente proporzionale al quadrato della
distanza, è maggiore più vicino al centro della terra che sulla superficie. In particolare, ponendo
due orologi (sincronizzati) uno 4100 metri sotto la superficie terrestre e uno sulla superficie, si
calcola che lo spostamento nella misura del tempo da parte di questi due orologi, legato alla
gravità, è di 0,0000012 secondi per mese. Si apre quindi la possibilità di realizzare un esperimento
per verificare questo risultato e, a questo proposito, un posto ideale potrebbe essere la miniera
“Western Deep” che si trova a Westonaria in Sudafrica, 4100 metri sotto la superficie della terra.
L’universo a-temporale che si autorinnova A livello cosmologico, la teoria della gravitazione
a-temporale comporta che anche l’universo stesso è un fenomeno a-temporale, più precisamente è un
sistema in cui materia e spazio fisico sono in equilibrio dinamico permanente.

L’universo non ha avuto nessun inizio e non avrà mai fine: esso viene continuamente ringiovanito
dalla trasformazione ciclica “spazio-materia-spazio…” che ha luogo nei nuclei galattici attivi.
D’altra parte, questo risultato è suggerito e confermato da alcune osservazioni astronomiche
condotte recentemente da un gruppo di ricercatori dell’università della Virginia e dell’università
del Massachussets. Queste osservazioni mostrano che il nucleo galattico attivo della galassia Via
Lattea sta “mangiando” la galassia del Sagittario e, allo stesso tempo, emette continuamente gas
fresco. Questo significa che nei nuclei galattici attivi avvengono due tipi di processi reversibili:
da un lato, l’energia della materia si trasforma in energia dello spazio fisico e, dall’altro,
l’energia dello spazio fisico si trasforma poi in energia della materia. Di conseguenza,
nell’universo l’aumento dell’entropia della materia è soltanto temporaneo: i nuclei galattici attivi
sono sistemi che hanno il ruolo di rinnovare vecchia materia avente alta entropia in nuova materia
dotata di bassa entropia. In virtù delle caratteristiche dei nuclei galattici attivi, l’universo è
un sistema che si ricrea da solo in cui energia della materia ed energia dello spazio fisico sono in
permanente equilibrio dinamico. L’entropia totale dell’universo tende a zero. L’aumento
dell’entropia che noi osserviamo nelle strutture materiali è soltanto temporaneo: esso è solo parte
di un processo dinamico più vasto tra la materia e lo spazio.

Sulla base della prima legge della termodinamica uno può ammettere che nell’universo l’energia non
può essere creata né distrutta ma soltanto trasformata. La somma dell’energia della materia e
dell’energia dello spazio fisico è sempre costante: + = . Allora, scegliendo convenzionalmente come
iniziale ordine numerico del cambiamento la situazione in cui gas fresco comincia ad uscire dai
nuclei galattici attivi, in corrispondenza a questa situazione fisica avremo =0 e = cioè l’energia
totale è tutta energia dello spazio, mentre l’entropia totale assume il suo valore minimo (zero) in
quanto lo spazio non ha entropia. Successivamente, con il processo di emissione di gas fresco da
parte dei nuclei galattici attivi, lo spazio fisico si trasforma in materia e quindi si trasforma in
. In questa fase, la densità dello spazio all’interno del raggio di Schwarzschild diminuisce.
Abbiamo così la formazione di nuclei, atomi, molecole, stelle e pianeti e in corrispondenza
l’entropia aumenta. La trasformazione dell’energia dello spazio in energia della materia finisce
quando la quantità della materia e la densità dello spazio fisico all’interno del nucleo galattico
attivo in esame sono in equilibrio, in altre parole quando ed sono perfettamente bilanciate: = = /2.
A quel punto, la materia comincia a trasformarsi in spazio, vale a dire all’interno dei nuclei
galattici attivi, oltre il raggio di Schwarzschild, tutte le particelle atomiche e subatomiche si
trasformano in energia dello spazio, si trasforma in e quindi tende a zero mentre tende verso .

Avremo quindi in corrispondenza una diminuzione dell’entropia. In questa fase la densità dello
spazio fisico nell’area all’interno del raggio di Schwarzschild tende ad aumentare e, di
conseguenza, le forze gravitazionali tra le galassie diventano più intense. Questo processo
determina una diminuzione nella velocità di espansione dell’universo: l’espansione si fermerà
proprio quando nei nuclei galattici attivi la densità dello spazio fisico raggiunge il suo valore
massimo, cioè quando =0 e = il che significa che l’entropia ha raggiunto di nuovo il suo valore
minimo (zero). A quel punto, nei nuclei galattici attivi comincia di nuovo il processo reversibile
di emissione di gas fresco, vale a dire l’energia dello spazio comincia di nuovo a trasformarsi in
energia della materia e l’entropia torna di nuovo ad aumentare. Si genera in questo modo una
trasformazione ciclica “spazio-materia-spazio…” attraverso la quale l’universo si mantiene in
equilibrio dinamico, riceve un processo di autorinnovamento con la formazione continua di nuovi
sistemi di spazio e materia, per i quali non si può individuare né un inizio né una fine.

Una conseguenza importante di questa visione dell’universo in equilibrio dinamico permanente che si
ricrea da solo in virtù della trasformazione ciclica “spazio-materia-spazio…” che ha luogo nei
nuclei galattici attivi, sta nel fatto che di un universo di questo tipo uno non è in grado di
stabilire quanto sia grande. I modelli scientifici dello spazio fisico universale dipendono dalla
geometria che lo descrivono. Quando le geometrie sono finite lo spazio fisico universale sarà
finito, quando le geometrie sono infinite lo spazio fisico universale sarà infinito. Le proprietà
geometriche dello spazio universale non dipendono dalla geometria con cui uno descrive lo spazio:
uno non è in grado di conoscere esattamente la geometria e l’estensione dello spazio fisico. L’unica
cosa che si può fare è quella di studiare stelle e galassie in uno spazio fisico osservabile e
predire che nello spazio fisico non osservabile l’universo funzioni allo stesso modo. Per la mente
scientifica razionale la comprensione dello spazio fisico universale ha i suoi limiti. La
consapevolezza come strumento di ricerca può essere di immenso aiuto al fine di ottenere una sua
comprensione più profonda e, quindi, nella creazione di modelli scientifici del mondo che siano il
più possibile vicini alla realtà.

Bibliografia Fiscaletti D., A-temporal physical space and quantum nonlocality, EJTP, Vol.2, n. 6,
2005. Samarrai F., Majewski S., Skrutskie M., Weinberg M. (University Virginia, University
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www.astro.virginia.edu/mfs4n/sgr/, 2003. Sorli A. e Fiscaletti D., Active galactic nucleus as
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2, n. 5, 2005. Sorli A. e Sorli I., Consciousness as a research tool into space and time, EJTP, Vol.
2, n. 6, 2005.

www.scienzaeconoscenza.it/articolo.php?id=525

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