Decidere meglio riducendo le opzioni

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Decidere meglio riducendo le opzioni

Avere troppe opzioni a disposizione a volte rende più difficile la decisione finale. Ecco perché
ridurre le opzioni può aiutare a decidere meglio. Vi piacerebbe conoscere alcuni trucchi per
migliorare la vostra capacità decisionale?

Pensate che il numero di opzioni che avete a disposizione influisca sulle vostre decisioni? Credete
che il cervello analizzi allo stesso modo tutte le opzioni? Pensate di poter decidere meglio se
disponete di molte opzioni? Oppure ridurle facilita il compito?

In questo articolo cercheremo di rispondere a tutte queste domande per capire un po’ meglio come il
nostro cervello gestisce la fase decisionale.

Processo decisionale

Immaginate di trovarvi in un ristorante dove sul menù vengono riportati decine e decine di patti, o
di essere in un cinema che offre la visione di più di cento spettacoli. Quanto ci mettereste a
decidere? Sareste poi d’accordo sulla vostra decisione? Nella maggior parte dei casi, ridurre le
opzioni facilita la decisione finale, soprattutto se è molto importante da prendere. E questo perché
ridurre le opzioni significa avere di conseguenza meno scenari da dover analizzare.

Le nuove tecnologie si concentrano proprio su questo, riducono le informazioni che ci arrivano e le
filtrano in modo che si adattino ai nostri gusti, lasciandoci nozioni più semplici per decidere
meglio o raggruppandole in categorie. Il tutto affinché il cervello non debba impiegare troppo tempo
nel processo decisionale.

Un minor numero di opzioni a disposizione, inoltre, ci aiuta a prendere la decisione che crediamo
migliore per la specifica occasione. In parte, perché è proprio quello che ci spinge a fare la
società consumistica in cui viviamo, che odia vederci esitare quando dobbiamo decidere. Un esempio?
Le offerte speciali riservate solo ai primi acquisti, in cui ogni tanto ci imbattiamo.

Il fenomeno FOBO?

Il fenomeno FOBO prende il nome dell’espressione inglese Fear of better options (paura verso opzioni
migliori). Posticipare la decisione perché si vuole essere sicuri di prendere quella giusta,
continuando ad analizzare le alternative finché non si trova quella perfetta. In molte occasioni,
questo fenomeno porta all’errore di posticipare quello che potrebbe trovare soluzione oggi.

Oltre alla paura di mancare l’opzione migliore, creiamo di continuo altre opzioni perché questo
fenomeno si alimenta da solo. in altre parole, si tratta di una strategia che raramente trova un
punto finale. Il più delle volte, continuiamo a pensare a una decisione anche quando questa è già
stata presa. Continuiamo a riflettere su macchine o elettrodomestici anche se l’acquisto è stato già
concluso e ci mangiamo le mani quando la tecnologia ci offre una soluzione più interessante di
quella che abbiamo scelto.

“La chiave per decidere meglio nel mondo dell’iper-scelta è scegliere quello che è sufficientemente
valido e non il meglio. Se al contrario ci si aspetta di trovare il meglio, la ricerca non avrà mai
fine.”
-Schwartz-

Negli anni ’50 Herbert Simon, premio Nobel per l’economia, distinse due profili durante l’atto
decisionale. Da una parte, le persone che massimizzano, ovvero quelle che pensano e ripensano per
trovare la decisione migliore. Dall’altra, quelle che si affidano alla soddisfazione momentanea.

Le persone che massimizzano si avvicinano alla decisione migliore, ma rischiano di cadere nella
trappola del fenomeno FOBO. Per queste persone prendere una decisione è un processo complesso, che
potrebbe divenire eterno. La decisione perfetta non esiste, esiste solo quella che prendiamo.

Questo effetto può essere fonte di stress, depressione, insoddisfazione e mancanza di benessere.
Questo perché non decidiamo, arrovellandoci all’infinito su infinite possibilità, non permettendo al
cervello di riposare e di godere della decisione presa. Per questo motivo avere troppe opzioni a
disposizione non garantisce né decisioni migliori né migliori soddisfazioni.

In un recente studio del 2012 si è potuto osservare che le persone che massimizzano si sentano più
insoddisfatte dopo aver preso una decisione. Questo perché continuano a interrogarsi sulla decisione
presa e non si sentono mai sicure di quanto deciso.Uomo che cammina

Come possiamo decidere meglio?

Quando giunge il momento di prendere una decisione, possiamo rendere il processo più semplice
affidandoci a tre suggerimenti. Ci aiuteranno a ridurre le opzioni e a prendere quindi decisioni
migliori:

Rispondere alla domanda “cosa voglio ottenere?”. Ridurremo le opzioni solo a quelle che ci davvero
all’obiettivo che vogliamo raggiungere.
Analizzare le opzioni rispondendo alle seguenti domande: di cosa ho bisogno? Di quanto tempo
dispongo? Quanto sono motivato a scegliere questa opzione? Qual è la prima cosa che dovrei fare una
volta presa la decisione? Grazie a queste domande saremo in grado di strutturare un piano di azione
per ogni eventuale decisione che intendiamo prendere.
Riflettere sui benefici che otterremmo a lungo termine. Bisogna stabilire i pro e i contro di tutte
le possibilità a disposizione, evitando così di sceglierne una facendoci trasportare dall’emotività
del momento o per necessità immediate. Questa decisione quanto mi cambierà da qui a qualche mese? E
quanto tra un anno?
Con questi semplici accorgimenti possiamo ottimizzare il processo decisionale, aiutando il cervello
a capire davvero le opzioni che abbiamo a disposizione e a prendere quella che si avvicina più di
tutte al nostro obiettivo. Quella decisione che ci farà sentire soddisfatti e realizzati,
consapevoli che in quel determinato momento non avremmo potuto scegliere di meglio.

da lista mente

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