Tesla: lo scienziato contro 5

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Tesla: lo scienziato contro 5

di Edoardo Segato

– Parte quinta –

– Un Etere unificabile

Teoricamente secondo Kozyrev la maggiore fonte di campi di torsione/flussi di tempo nel sistema solare è la nostra stessa stella. Per cui l’etere fluirebbe diversamente di giorno e di notte, di stagione in stagione. Anche questo concetto coincide alla perfezione con le affermazioni di Tesla sul fatto che le radiazioni cosmiche (non elettromagnetiche) venissero emesse da tutte le stelle, compreso il Sole e che tali radiazioni sono un poco più intense di giorno che di notte, in alcune stagioni piuttosto che in altre.[45] Per cui l’etere fluirebbe diversamente quando il sole è schermato dal pianeta e quando invece è visibile nel cielo, quando è più vicino alla Terra e quando è più lontano.[46]

Nel 1970 Saxel e Allen dimostrarono addirittura che nel corso di un’eclissi solare la presenza della Luna scherma l’irraggiamento dei campi del Sole verso la Terra, cosa che i meteorologi V.S. Kazachok, O.V. Khavroshkin e V.V. Tsyplakov furono in grado di dimostrare ripetendo l’esperimento nell’eclissi solare di sei anni dopo, registrando lo stesso effetto di incremento nel periodo delle oscillazioni della bilancia di torsione, proprio perché essa veniva colpita da meno flussi di etere. I risultati che vennero pubblicati nel 1977 erano prove che andavano a confermare non solo i precedenti pratici e teorici di Kozyrev, e indirettamente di Tesla, ma anche di quello che in realtà già Leibniz disse nel 1670, riprendendo Leucippo: «La Terra è penetrata da un sottilissimo etere che, se per ipotesi la Terra girasse intorno al proprio centro da occidente ad oriente, girerebbe in senso contrario ad essa. Questi movimenti universali, cioè la rivoluzione della Terra attorno al Sole e la rotazione attorno al proprio asse, insieme alle figure degli atomi e i vortici, ci servono per spiegare le cose. È la gravità quella che produce la maggior parte dei moti che si danno sulla Terra, riducendoli a pure ragioni meccaniche. La gravità nasce dalla circolazione dell’etere all’esterno e all’interno della Terra.»[47]

La stessa eliosfera, lo spazio interplanetario definito dal campo magnetico del sole entro cui si diffonde il plasma del suo vento, è costituita da una morfologia dinamica vorticante e spiraliforme, così come quella di molte galassie, tra cui la nostra. Albert Wilson, astrofisico dei Douglas Research Laboratories in California, uno dei pochi in America ad essersi interessato all’opera di Kozyrev, è certo del fatto che qualcosa di molto simile alle teorizzazioni dell’astrofisico russo sarà istituzionalizzato nella fisica teorica entro dieci o vent’anni e che le implicazioni saranno oltremodo rivoluzionarie. Sempre secondo Wilson sarà necessario lavorare per una generazione intera per integrare e incorporare nella conoscenza scientifica i cambiamenti che esse produrranno.

Oggi la scienza della “temporologia” ispirata anche dal lavoro di Kozyrev in Russia si sta sviluppando enormemente, tant’è che l’Università di Stato di Mosca e la Fondazione Umanitaria Russa stanno investigando questa nuova branca della fisica, tracciando tra le altre cose un modello cosmologico a spirale molto complesso basato sulle orbite planetarie e su quella solare, tentando di individuare il processo fisico che sta alla base delle grandi dinamiche di quella cosa che chiamiamo tempo e che potrebbe anche sottostare alle dinamiche degli accadimenti nel mondo. Le ricerche di Shipov, Terletzkij e altri teorici russi unificarono la forza dei campi di matrice spiraliforme, più comunemente noti come campi torsionali, con quella gravitazionale definendola “energia gravi-spin”. Secondo Kozyrev però quella gravitazionale è 30 gradi di magnitudine più forte dell’energia dei flussi di tempo dell’etere. John Wheeler formulò negli anni sessanta la “geometro-dinamica”, un modello fisico che descrive la gravità e l’elettromagnetismo come effetti della geometria dello spazio-tempo. In effetti, anche secondo molti altri scienziati e studiosi di tutto il Novecento e anche del nuovo millennio, l’etere sarebbe alla base di entrambi i fenomeni. In questo caso sarebbero considerabili come irradiazioni complesse, figlie della sua interazione con la materia, da cui deriva lo spazio-tempo.

– Campi Torsionali e Gravito-magnetismo

I paralleli tra magnetismo e gravità sono evidenti, tanto che si sono consolidati in una branca molto promettente che interpreta i due fenomeni sincronicamente. Il Gravito-magnetismo è un modello che affronta la gravità relativistica come una “forza apparente” che si originerebbe ugualmente a come si origina il campo magnetico dal movimento di una carica elettrica. Le conseguenze di questa formulazione sono sconcertanti, confermate anche dal fisico Roger Penrose nelle analisi dei buchi neri rotanti e da Reva Kay Williams dell’Università della Florida nelle alte energie luminose dei quasar, dei buchi neri e dei nuclei galattici attivi. Ognuno di questi fenomeni dimostra il gravito-magnetismo ma sopratutto è spiegabile grazie ad esso. I getti relativistici di plasma dei quasar e delle radiogalassie, fonti di grande dibattito scientifico, nell’ottica del gravito-magnetismo ne rappresentano una clamorosa convalida. Alla Standford University sono in corso di analisi i dati relativi al primo test di verifica del modello gravito-magnetico dall’esperimento Gravity Probe B, lo stesso che rivelò il vortice spaziotemporale intorno alla terra. Anche l’osservatorio Apollo per misurazioni laser sulla Luna, sta cercando conferme di questo modello.

Tesla è famoso nei bassifondi delle teorie “pseudoscientifiche” per via delle sue affermazioni sull’antigravità. Questo lo ha automaticamente trascinato in tutte le ipotesi cospirazioniste dell’ultimo secolo, comprese quelle appartenenti all’ufologia. Come se non bastasse nella sua Teoria Dinamica della Gravità disse che la forza opposta che permetterebbe la levitazione sarebbe collegata proprio con lo stesso fenomeno che è alla base dell’elettromagnetismo. Questa affermazione fece scalpore per lungo tempo, ma oggi non suona più così strana. Nel 2001 lo scienziato russo Eugene Podklentov, ricercando sui superconduttori nel laboratorio della Tampere University of Technology, in Finlandia, scoprì che superconduttori di cristalli di ceramica rotanti producevano campi gravito-magnetici sia attrattivi che repulsivi a seconda delle rotazioni. La magnitudine di questi campi secondo Podklentov è trilioni di volte più intensa di quella prevista dalle equazioni descrittive della meccanica quantistica. Non appena si seppe del suo lavoro e aleggiò nell’aria la parola “anti-gravità” l’Università ne prese le distanze, un mare di critiche e attacchi piombarono da tutti gli Stati addosso a Podklentov e all’italiano Giovanni Modanese che lo aiutò per anni nelle ricerche e nella stesura degli articoli che seguirono la sua prima pubblicazione peer-reviewed: “Una possibilità di forza di schermatura gravitazionale tramite massa superconduttiva”.[48]

Lo stesso effetto gravito-magnetico prodotto da superconduttori rotanti viene studiato e riprodotto costantemente da Martin Tajmar fisico e insegnante presso lo Space System della Dresden University of Technology[49] e da Ning Li e Douglas Torr del Dipartimento di Plasma dello Spazio e Ricerche Aeronomiche dell’Università delll’Alabama[50].

Tajmar sta lavorando alla costruzione di propulsori spaziali basati su Emissioni di Campo Elettrici, brevettando anche alcuni processi di generazione di campi gravitazionali,[51] mentre Ning Li risultò così eccitata dalla scoperta che fondò immediatamente una nuova società specializzata, la AC Gravity LLC.

La Teoria Dinamica della Gravità di Tesla coincide con alcune delle più recenti teorie dei fisici sulla gravità e sul magnetismo che mettono da parte le teorie di Einstein, alla ricerca di una vera teoria unificata. Eric J. Lerner, fisico del Plasma, direttore della Focus Fusion Society e presidente della Lawrenceville Plasma Physics Incorporation di New Jersey scrisse su Science Digest nel 1985 che «Il magnetismo è fondamentale quanto la gravità.»[52]

Le ricerche del fisico del Plasma A. Peratt del Laboratorio Nazionale di Los Alamos, evidenziano che «i filamenti di gas osservati dagli astronomi con i radio-telescopi, che s’inarcano molto lontano sopra il piano galattico, sono spirali vorticanti che rimangono strette assieme da campi magnetici, stirandosi lungo 500 anni luce di distanza. Quei vortici magnetici potrebbero avere un ruolo importantissimo nell’universo, basilare quanto quello della gravità.»[53]

La teoria Gravito-magnetica oggi è per il Modello Standard la candidata migliore ai fenomeni che accomunano il movimento degli elettroni e la relativa creazione del campo elettromagnetico, con il corrispettivo cosmologico del movimento dei corpi celesti e laformazione del loro campo gravito-elettromagnetico.

– Il sogno di Einstein

Einstein fu uno dei primi a sottolineare la necessità di una teoria unica per tutte le scienze fisiche, quella che oggi ancora ci resta celata e che alcuni chiamano Teoria del Tutto. Si cerca una teoria unificata, ma nessuno sembra unificarsi in questa ricerca.

Come per le più grandi scoperte la risposta teorica oggi si annida ovunque. Accenni di intuizione si trovano in tutte le salse, che prendono però le mosse sempre da un principio comune: i Campi Morfogenetici di Rupert Scheldrake,[54] l’Ethereal Mechanics di Robert Distinti,[55] la Relatività Finale del modello unificato di Fisica e Biologia secondo le leggi della Sintropia di Luigi Fantappiè,[56] la Teoria Unificata dell’Universo Olofrattografico di Nassim Haramein,[57] quella di Nicola Limardo[58] candidato al Nobel del 2003, descritta nel suo libro “Tecnologia Quantistica”, la Teoria del Campo Unico di Eugenio e Lara Selvaggi,[59] l’Etero-dinamica Quantistica di David W. Thomson III[60] e molti altri. Ognuno di questi è uno specchio dell’altra, ognuna con un proprio carattere ma senza omettere mai il debito verso Nikola Tesla per le sue anticipazioni teoriche ed empiriche.

Come ci ricorda appunto il biologo Robert Lanza[61] lo scopo principale di una Teoria del Tutto, dovrebbe essere chiaramente quella di smettere di cercare regole che funzionino per il microcosmo e poi trovarne altre diverse per il macrocosmo.
Per questo non c’è unificazione nella fisica. Non si dovrebbe perpetrare il paradossale assunto che spostando il punto di vista dell’osservatore cambino le leggi della fisica. Questo è ridicolo e piuttosto antropocentrico. Oramai dovrebbe essere arrivato il momento in cui abbandoniamo finalmente questi paradigmi anti-reali. Inoltre, ogni volta che ci troviamo di fronte a fenomeni che non possiamo spiegare con le nostre conoscenze attuali non possiamo inventare ipotesi assurde che tentino di mantenere intatte quelle passate. Tra i tanti pregi di Einstein resta indelebile la sua forte solidità di principi: «Non possiamo risolvere i problemi usando lo stesso modo di pensare che usavamo quando li abbiamo creati.»[62]

Nel 1986 ad esempio venne ripreso l’esperimento di Eötvös, che in un primo momento sembrava aver dimostrato il principio di equivalenza di Einstein e di Galileo, secondo cui la massa inerziale e quella gravitazionale si equivalgono. Quando due masse di peso diverso vengono gettate da una certa altezza atterreranno entrambe contemporaneamente. Eötvös in realtà dimostrò che ciò che accade è esattamente l’opposto. Quella che pesa di meno raggiungerà il suolo prima![63] Se Galileo avesse gettato le due masse da distanze più elevate invece che dalla torre di Pisa si sarebbe reso conto di questa evidenza.[64]

Questa dimostrazione prima di tutto toglie validità all’assunto di Einstein dell’equivalenza massa inerziale/massa gravitazionale, quindi a molti altri assunti della Relatività. Per spiegare questa asimmetria gli scienziati si sentirono obbligati a formulare l’assurda supposizione di una misteriosa “quinta forza”, introdotta con più dubbi di quelli che la generarono. Sul New York Times di quell’anno si legge addirittura che i fisici hanno ipotizzato che questa quinta forza, locale e ultra-debole, dovesse esistere, sarebbe un modo per conservare intatte le equazioni di Einstein come strumenti descrittivi cosmologici.[65] Dal punto di vista eterico invece ciò risulta felicemente spiegabile, ma la questione sembra essere stata dimenticata.

Tanto Lerner, quanto Peratt, Penrose e altri sembrano suggerire la stessa cosa: Tesla aveva ragione. È indubbio che una comprensione migliore del meccanismo che sta alla base delle quattro interazioni fondamentali, condurrebbe automaticamente a quell’unificazione tanto ambita, il cui punto di partenza sarebbe proprio da ricercare negli esperimenti con le onde longitudinali e i campi scalari di Nikola Tesla. Il già citato Fran De Aquino, anch’esso propositore di una Teoria del Tutto, spiega che l’interazione gravitazionale funziona tramite lo scambio di fotoni gravitazionali virtuali attraverso i campi elettromagnetici.[66] Il concetto di fotone gravitazionale però, in Italia non ci è sconosciuto.

[45] Dr. Tesla Writes of Various Phases of his Discoveries, Nikola Tesla, New York Times, 6 Febbraio 1932,16; ristampato su RATZLAFF John T, “Tesla Said“, Tesla Book Company, Chula Vista, pag. 237;
[46] Dr. Tesla Writes of Various Phases of his Discoveries, Nikola Tesla, New York Times, 6 Febbraio 1932,16; ristampato su RATZLAFF John T, “Tesla Said“, Tesla Book Company, Chula Vista, pag. 237; Si vedano anche: Tesla Harness Cosmic Energy, Nikola Tesla, Philadelphia Public Ledger, 2 Novembre 1933, ristampato su RATZLAFF John T, Reference Articles for Solutions to Tesla‘s Secrets, Tesla Book Company, Chula Vista, Part II (1981), pp. 104-105; Expanding Sun Will Explode Some Day Tesla Predicts, New York Herald Tribune, 18 Agosto 1935, ristampato in RATZLAFF John T., Reference Articles for Solutions to Tesla‘s Secrets, Tesla Book Company, Chula Vista, Part II (1981), pp. 104-105.
[47] Leibniz e Newton, Alfonso Perèz de Laborda, su Hipotesis phisica nova, Theoria motus concreti di Gottfried Leibniz.
[48] A possibility of gravitational force shielding by bulk YBa2Cu3O7−x superconductor. Podkletnov, E; Nieminen, R., Physica C, 203, 10 Dicembre 1992.
[49] Martin Tajmar
[50] Gravito-electric coupling via superconductivity, Ning Li, D.G. Torr, Foundations of Physics Letters, pp. 371–383, 1 Agosto 1993; si vedano anche: Effects of a Gravitomagnetic field on pure superconductors, Ning Li, D.G. Torr, Physical Review, 15 Gennaio 1991, pp. 457–459; Gravitational effects on the magnetic attenuation of superconductors, Ning Li, D.G. Torr, Physical Review, 12 Settembre 1992.
[51] Ibidem.
[52] Lerner, E. Magnetic whirlwinds. Science Digest, 6/1985, p. 26.
[53] The role of particle beams and electrical currents in the plasma universe, Anthony L .Peratt, Los Alamos National Laboratory, Los Alamos, New Mexico, 1 Ottobre 1987, ; si vedano anche: Filamentation of Volcanic Plumes on the Jovian Satellite Io, Anthony L. Peratt, Los Alamos National Laboratory, Los Alamos, New Mexico, U.S.A. & A.J. Dessler, Dipartimento di Fisica Spaziale e Astronomia, Rice University, Houston, Texas, U.S.A, 17 Luglio 1987; Plasma Astrophysicist and Cosmology: the Second IEEE International Workshop, edited by Anthony L. Peratt,
[54] Rupert Sheldrake
[55] distinti.com; vedi anche: emV001 Ethereal Mechanics Introduction
[56] L’opera Scientifica di Luigi Fantappié; vedi anche: Luigi Fantappié, Cos’è la sintropia?, Arcobaleno, 2011;
[57] resonance.is
[58] tecnologia quantistica nicola limardo
[59] teoriadelcampounico.it
[60] sota.quantumaetherdynamics.org
[61] Robert Lanza – What are space and time?
[62] Albert Einstein, Forbes, Vol 150, Issues 6-10, pag. 177.
[63] Fifth Force Theory, E. Fischbach, D. Sudarsky, A. Szafer, C. Talmage, and S. H. Aronson, Physical Review Letters, Marzo 1986; Si vedano anche: Eötvös Experiment, R. von Eötvös, D. Pekár, and E. Fekete, Ann. Phys. (Leipzig), Novembre 1922; G Measurement Anomaly, S. C. Holding and G. J. Tuck, Nature 307, 714, 1984.
[64] Renato Palmieri – Cap.2.6 Gravità – Massa.
[65] nytimes.com – hints of 5th force in universe challenge galileo’s findings
[66] Ibidem.

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