TECNICHE PSICO ENERGETICHE

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TECNICHE PSICO ENERGETICHE

da “Enciclopedia olistica”

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli

La meditazione dei Sette Suoni: per iniziare una ricerca olistica

La seconda tecnica che presento è il frutto di una nostra lunga sperimentazione con i suoni e prende
il nome di “Sette Suoni”, è nata migliaia di anni fa quando i primi ricercatori della coscienza
iniziarono ad ascoltare dentro di sé il “suono del silenzio”. In Oriente la sperimentazione del
suono primordiale OM e dei mantra da esso derivati è antichissima. Una larga parte dello Shivaismo,
dello Yoga, del Tantra e del Buddhismo tibetano è basata sull’uso consapevole dei suoni e dei suoi
potenti effetti psichici, fisici e spirituali. Abbiamo scelto questa tecnica per la sua semplicità
ed efficacia, per permettere ad ognuno di sperimentare l’esperienza olistica in se stesso, ossia
l’esperienza di unità di corpo, energia, psiche e coscienza.

Teoria ed esperienza delle frequenze

Provate a mettere la mano sul petto all’altezza del cuore e cantate un suono con la voce più bassa e
profonda che riuscite a fare, poi piano piano aumentate fino a salire ad una nota medio-alta.
Noterete che il torace vibra intensamente sulle frequenze medie e poco su quelle basse. Ora spostate
la mano sulla sommità del capo e provate ad aumentare ancora la tonalità della vostra voce fino ad
arrivare alla nota più acuta che potete. Sentirete che la cima della testa vibra meglio sulle
tonalità più alte. Siamo quindi come una cassa armonica, dove le note più gravi risuonano in basso,
nel ventre, quelle medie nel torace e quelle più alte nella testa. Se Dio si manifestò come verbo o
suono, l’essere umano, immagine di Dio, è come un’ottava musicale di sette note.

Stati armonici e disarmonici

La logica di questa tecnica si basa su questa esperienza: quando una delle nostre parti, dai piedi
alla testa, non è in sintonia con le altre, la sua vibrazione non è armonica e noi la percepiamo
come stonata o dolorosa o vuota e senza suono. Seguendo quindi i sette suoni della musica della
cassetta, noi facciamo vibrare tutte le sette zone del corpo e diventiamo consapevoli delle zone che
sono in sintonia e di quelle che sono disarmoniche. Le zone del corpo possono essere bloccate per
motivi fisici di tensione muscolare, per emozioni bloccate o per condizionamenti mentali. Alcuni
blocchi sono di origine spirituale.

Ricapitolando quanto già esposto, la concezione medica-spirituale olistica dell’essere umano
comprende sette zone: 1) Zona anale, connessa con il coccige, si espande alla parte posteriore delle
gambe fin sotto i piedi. È il Muladhara, primo chakra della tradizione induista. 2) Zona sessuale,
connessa con il bacino, il basso ventre, si espande alla parte anteriore e interna delle gambe fino
alle dita dei piedi. È il chakra Svadhisthana. 3) Zona gastrica, connessa con lo stomaco, il fegato,
i reni e le vertebre lombari-toraciche. È il chakra Manipura. 4) Zona cardiaca, connessa con il
torace e il cuore, si espande alle ascelle, alla parte inferiore delle braccia fino alle dita. È il
chakra Anahat. 5) Zona espressiva, connessa con la gola, il collo e le vertebre cervicali, si
espande alla parte superiore delle braccia fino al pollice e indice. È il chakra Vishudda. 6) Zona
cerebrale, connessa con la testa, gli occhi e il cervello umano. È il chakra Ajna. 7) Zona di
apertura, connessa con la fontanella. È il chakra Sahasrar o loto dai mille petali.

I sette suoni

Per meglio sperimentare i “sette suoni” è opportuno seguire una cassetta, da noi prodotta in
collaborazione con il musicista Daniele Marcato, sulla quale sono registrati suoni e voci su sette
differenti frequenze che stimolano i sette chakra; ognuna di queste frequenze dura circa due minuti.
C’è un breve intervallo di silenzio tra un suono e l’altro. Si inizia dal basso emettendo, per due
minuti, un suono che faccia vibrare la zona del primo chakra, poi si passa alla zona del secondo
chakra per altri due minuti e così via seguendo la musica. Alla fine dei due minuti, sul settimo
centro, la musica cala di tono e vi sono due minuti per scendere velocemente dal settimo al primo e
fermarsi un attimo in silenzio prima di riiniziare la seconda salita. Ogni salita e discesa durano
quindi un quarto d’ora circa. La tecnica prevede tre salite e discese per un totale di 45 minuti. Al
termine di questi 45 minuti di suoni, si resta in silenzio per 15 minuti e si sperimenta uno stato
di profondità, vuoto e pace. Si sente tutto il corpo che vibra leggermente e le energie molto
cariche e vitali. Si sta seduti o coricati; questo è il momento più importante della tecnica, i
primi 45 minuti servono per fermare il pensiero, aprire e riequilibrare le energie psicofisiche del
corpo, gli ultimi 15 minuti sono di esperienza unitaria, si sperimenta lo stato più profondo di
coscienza, la vera meditazione.

Preliminari esterni

Questa tecnica è semplicissima ma richiede una particolare atmosfera per essere efficace. Prima di
tutto è necessario decidere di iniziare questa sperimentazione e continuarla senza interruzioni per
un periodo di 21 giorni. L’esperienza olistica è come un lungo viaggio, bisogna prepararsi e partire
decisi. Poi si deve creare un posto dove poter restare indisturbati un’intera ora. Può essere ad
esempio la propria stanza da letto, o un soggiorno. Si stacca il telefono e, se ci sono altre
persone in casa, le si invita a non disturbarci per quel periodo di tempo, spiegando che stiamo
facendo una tecnica di rilassamento profondo. Si mette un cartello fuori dalla porta con scritto “in
silenzio – non disturbare”. Sarebbe meglio praticare la tecnica sempre alla stessa ora, la mattina o
la sera. Essendo una tecnica di consapevolezza, è necessario essere il più lucidi e svegli
possibile, se scegliamo la sera dopo il lavoro, la cosa migliore è farsi una doccia prima di
iniziare.

Atmosfera interiore

Seguite attentamente le istruzioni: sedetevi con la schiena dritta e rilassata, la posizione
migliore è a gambe incrociate, ma se sentite tensioni o dolori, scegliete una comoda poltrona o
appoggiatevi al muro. Imparare a stare seduti per 45 minuti, all’inizio, può essere difficile.
Chiudete gli occhi e rilassatevi, fate due o tre respiri profondi e sentite che siete presenti a voi
stessi, senza pensieri che vi portano via. Percepite con attenzione il vostro corpo, rilassate la
pancia, il torace e la faccia sentendo il respiro che li muove, e sorridete. Quando sentite di
essere calmi e presenti, allungate la mano e fate iniziare la cassetta.

Diagnosi olistica

Questa tecnica ci permette di fare una diagnosi psicoenergetica globale. Consigliamo al termine
dell’intera ora di prendere un foglio da disegno e dei pastelli o delle matite a cera e di disegnare
liberamente le varie zone del proprio corpo. È necessario fare l’intera immagine del corpo grande
come l’intero foglio e raffigurare, con i colori che ci vengono spontaneamente, sia le esperienze
piacevoli e luminose sia le sensazioni di tensione, dolore e blocco. Dove non si è percepito nulla
si lascia vuoto e, nelle volte successive, si cerca si percepire meglio e con più sensibilità il
suono di quella stessa parte.

I risultati della tecnica sono abbastanza evidenti e si manifestano come maggiore benessere, senso
interiore di unità, tranquillità. Nelle prime sedute è possibile sperimentare qualche sensazione
particolare come giramento di testa, lieve nausea o sonno. Questi ultimi sono effetti della
stimolazione in persone molto bloccate o mentali. Perseverando e rilassandosi prima della
meditazione, magari con un bagno, un poco di ginnastica o un massaggio alla pancia nel caso di
nausea, questi sintomi spesso scompaiono da soli. Dai disegni spesso si possono osservare delle
trasformazioni evidenti dei colori e delle zone scure. Invitiamo tutti coloro che sperimenteranno
questa tecnica per 21 giorni a inviare i propri disegni e la propria esperienza alla segreteria
dell’Accademia di Medicina Olistica, presso il Villaggio Globale di Bagni di Lucca .

Gli ostacoli all’evoluzione del potenziale umano

Prendiamo brevemente in considerazione, per concludere, gli ostacoli all’esperienza dell’essere,
ossia le cause principali che ci impediscono di entrare in meditazione. Nella concezione
indotibetana si considera che l’essere umano è caratterizzato da tre “umori” o energie psicofisiche:
Tamas, Rajas e Sattwa. Tamas è l’inerzia, la pigrizia, la debolezza, l’energia più bassa, oscura e
legata alla materia. Rajas è l’energia dell’attività, del fuoco del calore che porta irrequietezza
sensoriale, emotiva e mentale. Sattwa è l’energia di equilibrio, è il ritmo che bilancia gli
opposti, che conserva la vita in armonia. Tamas e Rajas sono due qualità che devono essere in
equilibrio, altrimenti diventano le cause della nostra incapacità ad evolvere. Spesso, quando ci
sediamo in meditazione e chiudiamo gli occhi, invece di sperimentare una chiara consapevolezza
dell’essere, ci ritroviamo stanchi, senza energie, addormentati (Tamas) o al contrario la nostra
mente è instabile, eccitata e fugge rincorrendo fantasie, ricordi o emozioni (Rajas).

In generale le cause principali che ostacolano la meditazione sui sette livelli dell’essere sono: 1)
il dolore e la paura fisica, la debolezza, l’inibizione dell’azione, la mancanza di coraggio e di
energia vitale, 2) l’essere schiavi dei legami affettivi, amore, odio e attaccamento, 3) l’ego e le
sue identificazioni, i giochi di potere e i giudizi negativi, 4) la chiusura del cuore e dei
sentimenti superiori, 5) la perdita del senso della verità e della sua espressione creativa, 6) La
perdita del senso della bellezza e della sua espressione creativa, la mancanza del sé e
dell’autostima, una bassa intelligenza o evoluzione che porta alla mancanza di chiarezza e
confusione sul vero senso delle cose confondendo la mente con la coscienza e i maestri veri con
quelli falsi, 7) La perdita del senso positivo di “vuoto interiore” e della sua espressione
creativa, che porta a non avere più il coraggio di vivere e di morire totalmente.

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