L’importanza vitale dei fattori psicologici nella difesa del sistema immunitario

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L’importanza vitale dei fattori psicologici nella difesa del sistema immunitario

di Paola Botta Beltramo – OTS

Recentemente il premio Nobel per l’hiv-aids Luc Montagnier ha dichiarato:

“L’aids non porta necessariamente alla morte, specialmente se si eliminano i co-fattori che
supportano la malattia. E’ molto importante dare a questi co-fattori lo stesso peso che diamo
all’hiv.

I FATTORI PSICOLOGICI SONO DI VITALE IMPORTANZA PER SOSTENERE IL SISTEMA IMMUNITARIO. E se si
elimina questo sostegno, DICENDO A CHI E’ MALATO CHE E’ CONDANNATO A MORIRE, BASTERANNO QUESTE
PAROLE A CONDANNARLO” –

“…..alcuni individui si infettano (hiv) ma non sviluppano la malattia (dell’aids) e mantengono
spontaneamente sotto controllo la replicazione del virus. Questi individui vengono chiamati élite
proprio perché il loro sistema immunitario ha trovato il sistema giusto per bloccare il virus. La
nostra speranza sta nello studio di questi individui……”

(pag. 9 “Il sole24 ore” – 11 dicembre 2008)

“…..test genetici possono rilevare fattori ossidativi…… lo stress ossidativo può creare una
mutazione del DNA ed è sovente correlato anche allo stress psicologico …….Mens sana in corpore
sano….. bisogna convincere medici e politici…..”

(Trasmissione televisiva “Che tempo che fa” Rai 3 – 1 febbraio 2009)

Queste dichiarazioni, davvero molto importanti , nonostante il disaccordo con la scoperta di
Montagnier, aiutano tutti coloro che, in ogni tempo e, a volte, con grande sacrificio, si sono
occupati di ricercare le cause delle malattie.

Già gli Antichi conoscevano le correlazioni psicosomatiche.

Penso ai testi Vedici e Teosofici e alle affermazioni della Teosofa H,P. Blawatsky “… La potenza
dell’immaginazione sulle nostre condizioni fisiche si può constatare in molti modi. Il medico
intelligente non esita ad accordare a quella un potere curativo o morbigeno di gran lunga superiore
alle pozioni. ….La paura spesso uccide ed i dispiaceri hanno un grande effetto sui fluidi sottili
del corpo…”; …. e a quelle dell’antropologo-Teosofo Bernardino del Boca: “….G.B. Morgagni
(1682-1771) il grande medico fondatore dell’anatomia patologica ora sa che la sua scienza è basata
su errori per aver conosciuto solo la parte materiale del corpo umano ignorando la realtà eterica ed
astrale…..ora si sa com’è nato il flagello dell’aids e come guarirlo (Rivista Età dell’Acquario
pag. 4 n. 77/92)

Penso a R.G. Hamer che ha scoperto le correlazioni fra psiche-cervello-organi e che scrive, tra
l’altro sull’aids: “ Aids?: malattia da diagnostica……Dalle mie osservazioni e da quelle di altri
studiosi dell’aids, risulta precisamente che si possono manifestare i tipici (presunti) sintomi
dell’aids solo allorché la persona sa o sospetta di essere hiv positiva……”

Penso al processo penale subito da Stefan Lanka genetista virologo tedesco: accusato di 14 omicidi e
di cinquecento tentati omicidi per aver affermato che non è mai riuscito ad isolare il retrovirus
hiv, e che quindi dichiarava ufficialmente errate le scoperte di Montagnier e fu assolto perché
durante il processo non si presentò nessun scienziato a giurare di aver isolato tale retrovirus
(sentenza del Tribunale di Gottingen del 24/2/97) e penso anche a tutti gli altri ricercatori, che
con il loro lavoro, occultato dai media, hanno certamente contribuito anche loro ad aiutare la
ricerca e le persone coinvolte direttamente con questo problema e che, quindi, forse proprio grazie
a questo enorme lavoro svolto, Montagnier abbia potuto rivedere alcune sue iniziali posizioni come
le affermazioni suindicate rivelano.

Penso infine, e soprattutto, a coloro che sono passati al di là del velo per errori che non
investono certo solo il karma personale, come sovente si è portati a pensare, ma anche il karma
collettivo, e quindi di tutti, allorché si persegue ad incentivare una ricerca basata solo sulle
analisi di laboratorio procrastinando “il dividi et impera”. Le affermazioni di Montagnier
evidenziano dunque che il presunto virus diventerebbe mutante allorché si abbassano le difese
immunitarie e, contemporaneamente, evidenziano che tali difese dipendono anche dalle paure
psichiche. E’ esattamene quel che succede anche per le diagnostiche di tumore.

Nel primo caso (hiv) si attribuisce la sindrome aids all’opera del virus “mutante”, nel secondo caso
(tumore) si attribuiscono le sindromi alle cosiddette “metastasi”. Biologicamente è lo stesso
processo scatenato dal panico che, a seconda dell’immaginazione, muterà il terreno biologico nella
parte del corpo oggetto dell’immaginazione medesima. Non sono teorie; esiste ora a comprova una
ricchissima raccolta di testimonianze corredate da relativa documentazione scientifica .

Ne cito una molto significativa: sono state presentate ad un gruppo di medici due tac cerebrali
effettuate nello stesso giorno ed esattamente uguali: la prima non evidenziava alcunché; la seconda,
effettuata dopo alcune ore, evidenziava quello che viene definito il segno di un trauma psichico. Il
paziente interrogato affermò che, dopo aver effettuato la prima tac,gli fu consigliata una seconda
per un approfondimento ed il dubbio gli creò una violenta crisi di panico che produsse la modifica
riscontrata nella tac successiva .

E’ opinione di molti dunque che quel gruppo di individui definiti da Montagnier “elitari” che
saranno oggetto di studio da parte del medesimo, come soprariportato, evidenzieranno che il loro
sistema immunitario è tale, oltre che per lo stile di vita ecc., anche, e forse soprattutto, per
l’assenza di panico poiché costoro erano o sono stati subito informati circa la verità inerente a
tale diagnostica.

Come sopra detto esistono infatti oramai numerosi ricercatori, oltre a quelli già citati, che da
tempo dissentono dalle prime affermazioni di Montagnier relativamente alla scoperta dell’hiv ed al
rapporto hiv=aids.

Ne elenco alcuni:

P. Duesberg, massimo esperto in virologia autore di numerosi libri tra cui “Aids: il virus
inventato”

Heinrich Kremer direttore di cliniche specializzate per tossicodipendenti di Berlino, Brema, Amburgo
e Bassa Sassonia

Kary Mullis premio Nobel 1993

Heinz Ranger, professore di biologia molecolare e virologia, premio Koch nel 1978

Alfred Hassig, professore di immunologia all’università di Berna e direttore della banca del sangue
della Croce Rossa svizzera

Eleni Papadopulos-Eleopulos, Turner, Papadimitriou, scienziati australiani

De Marchi e Franchi autori del libro “Aids la grande truffa”

Elio Rossi, patologo clinico e psicologo autore del libro “hiv e aids: fine degli opposti
estremismi” Ed anche i professori e medici: Harry Rubin, Roger Cunninghan, Gordon Stewart, Charles
Thomas, Joseph Sonnabend, Andrei Herxheimer, Etienne de Harven, Bernard Forscher Giuseppe de
Micheli, Paolo Brunetti, Antonio Tagliati, Livia Ileana Duce, Guglielmo Campione ed altri ancora
oltre ai sopracitati Hamer , Lanka e Bernardino del Boca.

Grazie per l’attenzione.

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