LE UPANISHAD

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LE UPANISHAD

di Manonath Dasa, 1995

Le Upanishad sono testi di filosofia generalmente porzioni conclusive delle Brahmana e delle
Aranyaka (1) dei quattro Veda. Un certo numero di Upanishad sono esistenti tutt’oggi, con i commenti
delle varie scuole Vedanta (2).

Le Upanishad non formano un libro uniforme, in quanto strettamente connesse al Veda di cui fanno
parte e quegli insegnamenti spesso si riferiscono a quel particolare inno o rituali di cui la
sezione si sta occupando. Nelle tradizioni Vedanta, le Upanishad vengono spesso chiamate sruti
prasthana, cioè Scrittura rivelata, da cui la conoscenza del Brahman è ottenuta.

Essendo dirette sezioni dei Veda ed essendo il Brahma-sutra la spiegazione naturale dei Veda, il
Vedanta-sutra contiene numerosi riferimenti alle Upanishad. Il Brahma-sutra ha la funzione di
armonizzare e di dare il siddhanta (3) vedico conclusivo.

Quei filosofi che volevano esporre la loro teoria spesso per fondare una nuova scuola vedanta, lo
facevano scrivendo un bhashya (4) ai Brahma-sutra. Di solito i commentatori appartenenti alle
differenti scuole si trovano d’accordo sulle sorgenti upanishadiche a cui dovrebbe riferirsi ciascun
vedanta-sutra. Una buona parte di questi si riferiscono
La maggior che ciascun sutra è tradizionalmente supporto di riferirsi. La maggior parte dei sutra si
riferiscono a passi del Brihad-aranyaka e della Chandogya Upanishad. Queste due, insieme a qualcun
altra Upanishad delle quali esistono commenti di maestri, hanno col tempo acquisito maggiore
importanza di altre. Queste sono:

Aitareya (dal Rig-veda),
Brihad-aranyaka (dallo Sukla Yajur-veda),
Isa (dallo Sukla Yajur-veda),
Taittiriya (dal Krishna Yajur-veda),
Katha (dal Krishna Yajur-veda),
Chandogya (dal Sama-veda),
Kena (dal Sama-veda),
Mundaka (dall’Atharva-veda),
Mandukya (dall’Atharva-veda),
Prashna (dall’Atharva-veda).

Anche se queste dieci sono ritenute le più importanti, ne esistono altre dai contenuti filosofici di
grande pregio.

Il problema delle datazioni
Le tradizioni indiane riguardano le Upanishad come sruti (5), per cui la questione di stabilire la
data della composizione delle stesse ha scarsa importanza. Gli studiosi moderni, in particolar modo
occidentali, ciononostante cercano di stabilire le datazioni, con metodi che spesso raggiungono il
risibile.

Classificazione delle Upanishad
Generalmente le Upanishad vengono classificate in termini dell’argomento che ricoprono. Si hanno un
grande numero di Upanishad che trattano di argomenti generali del Vedanta, altre che insegnano yoga
(6), altre che delineano le regole del sannyasa (7) e via dicendo.
Le Upanishad tendono a concentrarsi su una delle Grandi Divinità della tradizione vedica. Da qui
nasce un’altra possibile classificazione, che è:

Vaishnava (di Vishnu), Shaiva (di Shiva), e Shakta (delle Shakti).

Una lista delle 108 Upanishad principali, corredate del Veda di provenienza dalla classificazione
secondo tipologia di Divinità è disponibile presso la nostra Accademia.

note:

(1) Le Brahmana e le Aranyaka sono sezioni dei Veda

(2) Il Vedanta è la base filosofica di tutte le scuole di tradizione vedica. Generalmente quando si
dice Vedanta, si intende il libro scritto da Sri Vyasadeva chiamato Vedanta-sutra (o anche
Brahma-sutra)

(3) La corretta conclusione

(4) Un commento

(5) Apprese attraverso l’ascolto

(6) Discipline psico-fisiche che consentono l’elevazione a piani superiori

(7) L’ordine di rinuncia, il monachesimo indiano

di Manonath Dasa, 1995Le Upanishad sono testi di filosofia generalmente porzioni conclusive delle
Brahmana e delle Aranyaka (1) dei quattro Veda. Un certo numero di Upanishad sono esistenti
tutt’oggi, con i commenti delle varie scuole Vedanta (2).

Le Upanishad non formano un libro uniforme, in quanto strettamente connesse al Veda di cui fanno
parte e quegli insegnamenti spesso si riferiscono a quel particolare inno o rituali di cui la
sezione si sta occupando. Nelle tradizioni Vedanta, le Upanishad vengono spesso chiamate sruti
prasthana, cioè Scrittura rivelata, da cui la conoscenza del Brahman è ottenuta.

Essendo dirette sezioni dei Veda ed essendo il Brahma-sutra la spiegazione naturale dei Veda, il
Vedanta-sutra contiene numerosi riferimenti alle Upanishad. Il Brahma-sutra ha la funzione di
armonizzare e di dare il siddhanta (3) vedico conclusivo.

Quei filosofi che volevano esporre la loro teoria spesso per fondare una nuova scuola vedanta, lo
facevano scrivendo un bhashya (4) ai Brahma-sutra. Di solito i commentatori appartenenti alle
differenti scuole si trovano d’accordo sulle sorgenti upanishadiche a cui dovrebbe riferirsi ciascun
vedanta-sutra. Una buona parte di questi si riferiscono
La maggior che ciascun sutra è tradizionalmente supporto di riferirsi. La maggior parte dei sutra si
riferiscono a passi del Brihad-aranyaka e della Chandogya Upanishad. Queste due, insieme a qualcun
altra Upanishad delle quali esistono commenti di maestri, hanno col tempo acquisito maggiore
importanza di altre. Queste sono:

Aitareya (dal Rig-veda),
Brihad-aranyaka (dallo Sukla Yajur-veda),
Isa (dallo Sukla Yajur-veda),
Taittiriya (dal Krishna Yajur-veda),
Katha (dal Krishna Yajur-veda),
Chandogya (dal Sama-veda),
Kena (dal Sama-veda),
Mundaka (dall’Atharva-veda),
Mandukya (dall’Atharva-veda),
Prashna (dall’Atharva-veda).

Anche se queste dieci sono ritenute le più importanti, ne esistono altre dai contenuti filosofici di
grande pregio.

Il problema delle datazioni
Le tradizioni indiane riguardano le Upanishad come sruti (5), per cui la questione di stabilire la
data della composizione delle stesse ha scarsa importanza. Gli studiosi moderni, in particolar modo
occidentali, ciononostante cercano di stabilire le datazioni, con metodi che spesso raggiungono il
risibile.

Classificazione delle Upanishad
Generalmente le Upanishad vengono classificate in termini dell’argomento che ricoprono. Si hanno un
grande numero di Upanishad che trattano di argomenti generali del Vedanta, altre che insegnano yoga
(6), altre che delineano le regole del sannyasa (7) e via dicendo.
Le Upanishad tendono a concentrarsi su una delle Grandi Divinità della tradizione vedica. Da qui
nasce un’altra possibile classificazione, che è:

Vaishnava (di Vishnu), Shaiva (di Shiva), e Shakta (delle Shakti).

Una lista delle 108 Upanishad principali, corredate del Veda di provenienza dalla classificazione
secondo tipologia di Divinità è disponibile presso la nostra Accademia.

note:

(1) Le Brahmana e le Aranyaka sono sezioni dei Veda

(2) Il Vedanta è la base filosofica di tutte le scuole di tradizione vedica. Generalmente quando si
dice Vedanta, si intende il libro scritto da Sri Vyasadeva chiamato Vedanta-sutra (o anche
Brahma-sutra)

(3) La corretta conclusione

(4) Un commento

(5) Apprese attraverso l’ascolto

(6) Discipline psico-fisiche che consentono l’elevazione a piani superiori

(7) L’ordine di rinuncia, il monachesimo indiano

di Manonath Dasa, 1995

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