La Scienza non e’ uguale per tutti

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La Scienza non e’ uguale per tutti

di Roberto Morini

«Una nuova teoria fisica non trionfa mai: sono i suoi avversari che finiscono per morire (Max
Planck)», mi armo quindi di santa pazienza e aspetto con altri «sulla riva del fiume», non essendo
il solo (pitagorici compresi), certo che sia la Musica, il linguaggio universale, e non la
Matematica (antica disciplina spesso abusata dai mathematikós non sempre inclini ad apprendere).

Forse, è nelle parole di Planck la matrice che ha portato alla ribalta tante castronerie
scientifiche (comprese le sue sui quanti). Oppure è da cercarsi nella feroce ignoranza di chi
legge e studia che, come una spugna, assorbe tutto senza mai porsi le doverose domande
sullinattaccabilità di quanti sono imposti, da docenti fanculisti, come pilastri della scienza.
Oppure ancora e, molto più semplicemente, nessuno conosce il significato e, la portata, delle parole che legge.

Alcuni esempi introduttivi che, senza tenere conto di comè effettivamente fatto il nostro piccolo
Universo, pongono in evidenza quanto suddetto nel modo più semplice possibile (almeno così spero),
cogliendo le raccomandazioni di Rutherford, per stimolare la nascita di una nuova scienza, di cui non ci si debba più vergognare.

Elettrone: Per inculcare i primi rudimenti di fisica ai giovanissimi studenti era simulato
proprio lelettrone, rappresentato da una serie di spilli sopra un foglio bianco, mossi da una
calamita (invisibile nella volontà dei dimostranti) posta sotto. Già qui si commettevano (si spera
vivamente che la didattica sia cambiata) due errori fondamentali: un sopra e un sotto posti in
evidenza, cioè una netta separazione tra causa ed effetto che, di fatto, non cè. ScienzaCome non
esiste un dentro e un fuori (anche se io stesso lho utilizzato, a volte, ma unicamente inteso
come limite tra le nostre normali percezioni e tutto il resto). Il secondo errore era di mostrare
gli elettroni (spilli), nascondendo la calamita, quando a essere invisibili, sono proprio gli
elettroni e non il contrario. Da qui, la rappresentazione falsata (che tuttora campeggia ovunque) di un nucleo con tante palline colorate che gli ruotano attorno.

Un qualunque fisico, posto di fronte alle sue responsabilità, davanti a un ingrandimento di un
atomo, superiore ai mille miliardi di volte, avrebbe ammesso con non poco imbarazzo che: «Si è
potuta misurare indirettamente la massa dei minuscoli oggetti che ruotano attorno al nucleo. Tale
massa non è nulla. Logicamente, non può esistere una massa finita compresa in un volume nullo
(cosiddetta massa propria) perciò abbiamo supposto che lelettrone avesse una densità quasi simile a quella dei protoni e dei neutroni».

Tanto per cominciare, poiché non si vedono esplicitamente e si deve assegnare loro direttamente un
volume nullo, come si può sapere che gli elettroni ci sono e che orbitano attorno al nucleo?

«Lo sappiamo indirettamente», risponderebbe il fisico di cui sopra, sempre più imbarazzato e
turbato, giacché solleviamo la questione in nome del buon senso, anziché allineare su una lavagna
file e file di formule matematiche che (Einstein docet soprattutto coi buchi bianchi) possono
dimostrare tutto e il contrario di tutto. «Lo sappiamo indirettamente, perché si costata nello
spazio lesistenza di piccoli campi magnetici, molto localizzati, che girano attorno al nucleo. Un
campo magnetico non lascia tracce visibili, ma si può evidenziare con una bussola».

Allora, come se la caverebbero i fisici, di fronte al nostro dilemma, in cui si registra il campo
magnetico di minuscole calamite, chiamate elettroni, di volume nullo e per giunta invisibili?
Tirerebbero in ballo la limitazione dei sensi e la necessità di ricorrere alle formule matematiche,
in particolare a quella probabilista. Si avrebbe così una certa probabilità di osservare la
deviazione della bussola, ma non una sola probabilità di osservare un elettrone del quale si possa dire comè fatto.

Ciò nonostante, pur restando assolutamente invisibile o, a scanso dequivoci per mediare le pecche,
avvolto nella nube elettronica (vuoi vedere che anche qui sono passati con le chemtrails) e
quantaltro, la scienza moderna sa tutto dellelettrone al punto che, se a qualcuno venisse in
mente che potrebbe avere le mutande, sarebbero supposti con precisione anche taglia e colore!

Se poi, volessimo prendere in considerazione la Regola dellottetto, ci spiegherebbero che è una:
«regola empirica (definizione di empirico: «estraneo al rigore scientifico e per questo
generalmente sconsigliabile») formulata nel 1916 da Gilbert Newton Lewis (già una parte del cognome,
pur non sussistendo legami di sangue, è tutto un programma!) per spiegare in modo approssimato la
formazione di legami chimici tra gli atomi, utilizzabile a rigore solo per gli atomi dei gruppi
principali. Elementi con numero atomico Z vicino a quello dellelio come idrogeno, litio e berillio
raggiungono una configurazione completa con due elettroni, detta duetto (Considerato il fatto che
tuttavia il primo livello può contenere al massimo due elettroni, sarebbe meglio parlare di regola
dellottetto-duetto). Unaltra eccezione è rappresentata dai metalli di transizione, nel cui guscio
di valenza possono essere ospitati fino a 18 elettroni e si dice che hanno ottetto espanso. Dalla
regola dellottetto segue che i gas nobili non formano legami, anche se in condizioni particolari è
stato possibile ottenere composti di gas nobili (soprattutto di xeno), in particolare ossidi, fluoruri e clatrati».

Se è empirica, approssimativa e con tante eccezioni, fermo restando che lelettrone
fisicamente non cè, qualcuno può spiegare in cosa consiste la validità di questa regola? Un
ottetto che può essere anche duetto fino ad arrivare a un diciottetto? (ma, essendo più del
doppio, si sono vergognati e lhanno chiamato espanso). Dont panic! Perché nella terminologia
tecnico-scientifica, da cartoni animati, ci sono anche il doppietto e il singoletto (campo di Higgs). Per il pistoletto chiedere eventualmente alle Belle Arti

Velocità della luce: I particolari riferiti allelettrone (che, come tutto il resto, non sfuggono
al setaccio e, agli effetti nefasti, della Relatività einsteiniana) hanno posto in evidenza questo
punto, ma, come già descritto in altro articolo, per conoscere esattamente la velocità della luce
occorre, aprioristicamente, conoscere la distanza altrettanto esatta tra due corpi, che è possibile
ottenere solo se si conosce già lesatta velocità della luce! Magari, provate a rileggere più volte
questo concetto, chissà che, così, non possiate assumere la portata di tale assurdità e le
ripercussioni che comporta. Rammento a tale proposito questa dichiarazione: «Sebbene poco
appariscente, il lavoro di Hipparcos è dimportanza fondamentale: senza misure accurate di posizione e soprattutto di distanza non si può fare astrofisica».

Assegnarle allora un valore, per giunta costante (Einstein), è ridicolo e lo diventa ancora di più,
se consideriamo la predetta missione Hipparcos dellESA (Satellite per ottenere parallassi ad alta
precisione, «il cui obiettivo era di misurare i parametri astrometrici di circa 120.000 stelle con
una precisione da 2 a 4 milli-arcosecondi». Per altri dettagli si veda: Terra il grande inganno)
che, per ora, alla luce di nuovi calcoli, ha sbagliato la distanza tra la Terra e la Stella Polare
di oltre un milione di miliardi di chilometri (111 anni luce?). Perché, allinterno delle
fantasie scientifiche, questerrore diventa clamoroso? Perché la Stella Polare «è usata come punto
di riferimento per misurare la scala delle distanze nellUniverso (David Turner, c/o Halifax
University)». Anche le dichiarazioni di Giuseppe Bono (astrofisico dellINAF: Istituto Nazionale di
Astrofisica di Roma) lasciano basiti, giacché riconosce ufficialmente, durante unintervista del
24/11/2010, un grado dincertezza in questo tipo di misurazioni del 30-40% (ricerca pubblicata anche su Nature).

A questo punto, come le più attendibili, ci restano solo le lanterne di quel truffatore di
Galileo, o gli specchi riflettenti di Borelli! ma, nonostante ciò, che rappresenta solo alcuni dei
molteplici esempi possibili, che screditano totalmente i valori riferiti alla velocità della luce,
qualcosa è cambiato? Nemmeno per sogno! LUniverso deve restare infinito e la Terra rotonda,
dispersa e insignificante come un granello di sabbia nel vento, altrimenti tutti quegli imbecilli
che si cibano principalmente di pane ed Einstein come farebbero a sopravvivere?

Perché non si prova a considerare una più concepibile Velocità della luce compresa tra 662,9 mi/s
(T=0) e 665,5 mi/s (DT)? E, tenete presente che io zappo già la terra del mio orto, mentre fisici e
astrofisici, che lagricoltura saprebbe bene come impiegarli, ancora no purtroppo!

Buchi neri: LAstrofisica rientra nellambito della Fisica ed è stata costretta ad ammettere che
possano esistere regioni, nel cosmo, dove lo spazio e il tempo si scambiano i ruoli,: dove i
fenomeni, cioè, si svolgerebbero risalendo il tempo.Premetto che anche qui ci sono concrete
similitudini con lelettrone, quando si prendono in considerazione le dinamiche ufficiali che entrerebbero in gioco.

Quando gli astrofisici vogliono descrivere una stella morente nella sua fase finale (dopo avere
superato il limite di Chandrasekhar, cioè 3,4 volte la massa inopinatamente voluta per il nostro
Sole), laddove assumerebbe lattributo di pulsar, la descrizione, sempre ufficiale, dellagonia e
del suo stato finale suonerebbe pressappoco così: «Lo spazio è molto curvo intorno al pulsar in
contrazione (ancora Einstein tirato in ballo) e, via, via che la contrazione continua, lo spazio
sincurva sempre di più. A un certo momento del collasso, la curvatura è così forte che lo spazio si
chiude su se stesso, come un sacchetto di carta si chiuderebbe intorno a un palloncino, quando si
piegano sempre più i bordi dellimboccatura. Come il sacchetto di carta, lo spazio chiuso su se
stesso isola completamente la stella morente dal mondo esterno. Né il calore, né i segnali
elettromagnetici, né altro, possono essere emessi dal pulsar e uscire dallo spazio in cui è
racchiuso, per giungere in un punto qualunque del nostro spazio, per esempio la Terra. Il sacco,
cioè lo spazio chiuso in se stesso, è una scatola nera e per sempre. Non si riceverà mai più un
qualunque segnale, luminoso o daltro genere, che possa darci indicazioni su ciò che avviene allinterno di un buco nero».

Se dal buco nero non esce alcun segnale, comè possibile allora scoprirne lesistenza? Facile! Si fa
come con gli elettroni: «Si può identificarlo indirettamente. Le particelle cariche che viaggiano
presso un buco nero assumono velocità altissime (curvatura dello spazio) e turbinio (campo
magnetico) e, tutto questo, comporta unemissione di radiazioni elettromagnetiche potenti
(soprattutto raggi X). Questi raggi X segnalano la presenza probabile di un buco nero».

Attenti, allora, a non fratturarvi le ossa, perché quando vi faranno le radiografie, potreste
inciampare in un buco nero! In fondo è invisibile e potrebbe essere ovunque. E, magari fosse tutto qui!

Allinizio del punto si parlava di spazio e di tempo che si scambiano i ruoli e, lAstrofisica
simpegna a fondo su questo tema: «Due caratteristiche essenziali distinguono lo spazio e il tempo
allinterno dei buchi neri, dallo spazio e dal tempo quali li conosciamo abitualmente. Innanzitutto,
nei buchi neri il tempo scorre in senso inverso rispetto al nostro, quindi, il tempo e lo spazio si
sono scambiati i ruoli, laddove è lo spazio che scorre e ci si sposta nel tempo, cosicché, il
tempo nei buchi neri procede dal futuro verso il passato. Naturalmente, chiunque fosse trasportato
in un mondo, dove il tempo è invertito, vivrebbe secondo la sua durata abituale (in Fisica si chiama
tempo proprio) e invecchierebbe normalmente, sarebbe invece, per questi, come se vedessero un film
al contrario lentropia non sarebbe più crescente (secondo principio della termodinamica), ma
decrescente e, mentre losservatore invecchierebbe normalmente, le cose attorno a lui tornerebbero nuove e le persone ringiovanirebbero».

Ce nè abbastanza per uscire di senno, senza tenere conto che è sottolineato che non si potrà mai
sapere cosa ci sia dentro a un buco nero, perché come sostengono apertamente: «Lo spazio del nostro
Universo, nella regione dove sparisce per sempre il buco nero, riprende la sua forma normale, cioè
scompare ogni traccia». In ogni caso, si creano trame, scenari e film (vedasi 2001 Odissea nello
Spazio) che scambiano sì i ruoli, non tra il tempo e lo spazio, ma tra la realtà e la fiction.

Come se non bastasse, ci sono astrofisici che hanno sostenuto la tesi della successiva espansione
del buco nero: «Il buco nero in contrazione si pone in espansione, dando così origine a un nuovo
Universo in espansione, simile al nostro ma completamente indipendente Il nostro Universo che
genera buchi neri e si divide come fanno le cellule del nostro corpo, creando altri Universi…».

Se non fossero animali intelligentissimi, verrebbe da dire: Somari!. Non per quello che potreste intendere con questi esempi, ma per ciò che esporrò alla fine.

Quello che osserviamo in cielo sono solo forme generate dalla vibrazione (si veda la Cimatica) che
cambiano gradualmente struttura (scomparsa di una stella = buco nero e sviluppo dei quasar, per
dirla come loro) per modificare/aggiornare linfluenza che, tali forme, esercitano sulla sfera
biologica (si veda la Radionica), dando stimolo allevoluzione. In parole povere, in sé e per sé, sono solo parti di disegni che cambiano forma.

Particelle elementari: Qui ci sarebbe da scrivere un libro, basti pensare che: «Il modello
standard rappresenta per i fisici quello che la teoria dellevoluzione rappresenta per i biologi»
invero, entrambi una grandissima cagata, ma perfettamente funzionale agli scopi! Cè pure chi lo
ammette apertamente, anche se in altri termini: «Molti fisici teorici si aspettano che una nuova
fisica emerga oltre il Modello standard, a causa di alcune proprietà insoddisfacenti del modello stesso».

«Luniverso è enorme e il modello standard ne spiega solo una parte. È stato individuato un gap tra
quello che riusciamo a vedere e quello che deve esserci. Il gap deve essere riempito da qualcosa che
non comprendiamo completamente, che è stato soprannominato materia oscura (27%). Anche le galassie
sfrecciano via una dallaltra in modo più veloce rispetto alle forze che conosciamo. Questo gap è
definito energia oscura (68%). Confermare il modello standard, o magari modificarlo, sarebbe un
passo in avanti verso il santo Graal della fisica: una teoria del tutto che abbracci materia
oscura, forza oscura e forza di gravità, che il modello standard non spiega». Le percentuali tra
parentesi sono dati ufficiali, come ufficiale è quello che la scienza ammette di conoscere del
nostro (tra tantissime virgolette) infinito Universo: «[…] della massa-energia dellUniverso, lenergia e la materia ordinaria ne rappresenterebbero solo il 5%».

E, con un 5% noto, percentuale difficilmente ipotizzabile, considerate le cazzate che sfornano a
ripetizione, pretenderebbero di avere scoperta la particella di Dio! Altrimenti detta bosone di
Higgs, particella «elementare, massiva e scalare che svolge un ruolo fondamentale allinterno del
Modello standard». Magari, anziché svolge era meglio dire che potrebbe svolgere, qualora
scoperta, dato che è definita «teorica» e, il fatto di escluderla, o trovare qualcosa di diverso,
fa ammettere candidamente che: «costringerebbe a ripensare la teoria su come lUniverso si è formato».

Che esista una particella primordiale che permetta, alle altre che entrano in contatto con la
stessa, di acquisire masse differenti (caratteristica attribuita al bosone di Higgs da John Ellis
del CERN) può rientrare in una logica, volendo, anche inossidabile. Che il bosone di Higgs possa
definirsi la particella di Dio, intendendo con questo la particella matrice dalla quale tutto è
nato, per la stessa logica, è un abbaglio madornale. In ogni caso, terminando gli esempi, entrambe
le particelle (di Higgs, o di Dio) non potranno mai essere osservate, perché confinate in uno stato
non percepibile, né dai nostri sensi, né da qualsiasi strumento alla nostra portata. E, già qualche
scettico se nè reso conto con la: «Teoria in cui molte delle buone caratteristiche teoriche del
settore di Higgs nel Modello standard possono essere riprodotte, per particolari valori dei
parametri del modello, dallintroduzione di un settore extra dimensionale (Csaki, Grojean, Pilo e Terning in Physical Review 2004)».

Ogni particella elementare (mattone individuale e, nellambito universale, eterno) ha una sua
vibrazione che la distingue da tutte e, un mondo al suo interno che è individuale e inaccessibile
per chiunque altro. È il suo database, dove sono racchiuse tutte le esperienze vissute singolarmente e interpretate allo stesso modo. Lo stesso è per noi.

La necessità di aggregazione (trasmessa poi a livello cellulare: ogni cellula media ne contiene un
miliardo di miliardi) nasce dal bisogno di evolvere e fare esperienze sempre più complesse che,
singolarmente la singola particella non riuscirebbe a fare (esempio: per eseguire una sinfonia
occorre che diversi suonatori si siano accordati, seguendo partiture parallele, per dare ununità
allinsieme dei suoni che intendono produrre. Questunione si chiama: orchestra, formata da tanti
suonatori, che sono individui, che hanno una diversa esperienza del vissuto, e suonano strumenti
diversi). Allo stesso modo, le particelle (come accade per le predette cellule), in uno stato di
aggregazione, non perdono la loro individualità. Tale diversità è anche unità, grazie al
comportamento armonioso dellinsieme di queste energie costitutive, esattamente come larmonia
prodotta dallorchestra non è creata dallastrazione orchestra, ma dalla conoscenza e dallarte di ognuno dei musicisti che ne fanno parte.

Poi, a livello di settimo guscio (si veda comè fatto il nostro Universo in Le sette Terre Cave)
dove sosta compartimentata la particella di Dio con il bosone di Higgs, cioè dove tutto ha
inizio e fine in qualunque forma giunga laggregazione, tutte le singole informazioni/esperienze,
portate dalle particelle, saranno messe a confronto per ottenere alla fine, lunica risposta
possibile: «I S. P.». Anche il solo fatto che le particelle siano tornate al punto di partenza, palesa la medesima risposta.

Questo sarà il lasciapassare per attraversare lultima frontiera, quella energetica: il settimo firmamento.

Ora, occorre fare dei distinguo ben precisi: non esiste un sotto e un sopra, come non esiste un
dentro e un fuori, ma, soprattutto, non esistono unenergia da una parte e una materia dallaltra!
Tutto è energia, differenziata dalla vibrazione, della quale noi costituiamo una piccolissima parte,
unitamente a ciò che riusciamo a percepire. Se per cercare di trovare il predetto bosone di Higgs
si mettono in campo energie superiori ai diecimila miliardi di elettronvolt (14TeV) è abbastanza
comprensibile che, quando si parla di energia (se qualcuno vuole chiamarla Spirito è lo stesso),
alla fonte, ci troviamo dinnanzi a valori spaventosamente elevati. Nel nostro caso, siamo sempre
noi, qui, in uno stato fisico che rappresenta quello ultimo, di ununica estensione che si esprime
attraverso vari stadi vibrazionali a valori discendenti (cè chi li chiama corpi sottili),
proporzionalmente attenuati e, pur sempre, indissolubilmente collegati e interagenti tra loro.

Se parliamo di vibrazioni, perché è questo che regola e caratterizza tutto ciò che esiste
nellUniverso, plasmando lenergia, chiunque è in grado di comprendere che producano un suono. Ogni particella, quindi, produrrà una particolare nota musicale.

A ogni nota musicale corrisponde un numero, un colore e una forma, che assumono la stessa valenza
nella scala delle frequenze. E, la gamma infinita di frequenze consegna a tutto ciò che esiste la vita

Ecco, allora, che può nascere un nuovo modo, fedele alla realtà, dintendere i legami atomici (e
questo è rivolto, oltre a quelli che sono in perfetta buonafede, a chi varca la soglia per la prima
volta, affinché apra gli occhi su ciò che lo attende). Due, o più atomi (i cui pesi atomici sono
direttamente proporzionali alla densità prodotta dalle rispettive vibrazioni), formano legami
stabili perché entrano in sintonia, sviluppando accordi armoniosi, non per la regola dellottetto
ma, per la regola dellOttava musicale, giacché tutto ciò che esiste al nostro livello, sia esso
spirituale, psichico, o fisico, poggia sulle leggi delle Ottave, o Scale musicali naturali.

A questo punto, chiunque potrebbe pensare che la scienza ufficiale sia stupidamente immersa in un vortice di contraddizioni, dove annaspa per rimanere a galla. Non è così!
Purtroppo, la maggior parte preferisce ingoiare il rospo della stupidità, purché possa crescere il
proprio orticello. Che ci siano dei letargici pantofolai è fuori discussione, ma tutti quei
prezzolati, che ricoprono ruoli chiave, sanno perfettamente come stanno le cose e, volutamente,
imbrogliano le carte, seguendo i diktat di chi li paga profumatamente per tenere le masse nella più
profonda ignoranza. «Ogni uomo è guidato dallavidità di potere e dalla bramosia di onori. Sono, in
vero, assai rari coloro che non sono pronti a sacrificare il benessere altrui pur di raggiungere le proprie finalità».

Così, riferendoci al solo campo scientifico, si predispongono formule, leggi, postulati, teorie,
ecc, che devono soddisfarne tante altre, complicandone la verifica, passando altresì sotto la lente
dei grandi e, onnipresenti, truffatori. Nomi altisonanti, ben noti e posti saldamente sullaltare al
solo scopo di cancellare ogni traccia sia della verità, sia delle manovre, più o meno oscure, dei
burattinai e della loro infinita e, connivente, manovalanza subordinata, operante in tutti i settori.

A conferma di ciò, si vedano i Rapporti NASA di cui una piccola parte è stata pubblicata in video
da Dino Tinelli (link), dove sono poste in chiara evidenza: unatmosfera statica e una Terra
piatta e non rotante. La Terra piatta è citata pure in uno dei tanti rapporti della CIA, preso
qui come esempio (link) e dallArmy Research Laboratory (link) in un rapporto il cui titolo è tutto
un programma: Propagation of Electromagnetic Fields Over Flat Earth. Questi sono solo pochi
esempi, ce ne sono tantissimi altri, tratti esclusivamente da documenti governativi, che saranno
pubblicati una volta completato lelenco. Bastano, tuttavia, per zittire definitivamente i cretini e
i disinformatori, sempre pronti a contestare ciò che pubblichiamo ormai da una vita

«La verità vi renderà liberi». Queste parole non fanno paura solo agli assetati di potere e dominio,
ma, soprattutto e purtroppo, a quanti sono sempre stati abituati a vivere in catene, convinti del
contrario. Questo è ciò che preoccupa maggiormente, perché leventuale risveglio, dopo tanto
sonnambulismo, potrebbe dare libero sfogo agli istinti più brutali, anziché adoperarsi per resettare il tutto con estrema intelligenza.

Raccomandazioni inutili le mie, perché chi vive in questo mondo, si comporta come se ne avesse altri
a disposizione, pensando che le sue azioni non si ripercuoteranno mai, pesantemente, né su se stesso, né su chi gli sta attorno.

Negli anni 60 del secolo scorso, fu trasmesso dalla RAI un Corso distruzione popolare per il
recupero delladulto analfabeta che sintitolava: Non è mai troppo tardi lo stesso vale anche per rinsavire!

Roberto Morini Fisico Nucleare

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