La resistenza alle tentazioni è gestita dal nostro cervello

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La resistenza alle tentazioni è gestita dal nostro cervello

12 ottobre 2011

Dalle scansioni del cervello di persone magre impegnate a vedere immagini di alimenti ipercalorici è
emerso che esse hanno una maggiore attività in una regione del cervello nota per per il controllo
degli impulsi, mentre nelle persone obese questa regione è risultata poco attiva.

“Penso che ci possano essere essenzialmente ragioni biologiche alla base del fatto per cui alcune
persone non riescono a controllare il loro desiderio di cibo”, ha detto Robert Sherwin della Yale
University School of Medicine in Connecticut, che ha lavorato allo studio pubblicato sul Journal of
Clinical Investigation.

Lo studio fa parte di una ricerca più ampia indirizzata alla comprensione dei processi biologici di
base che contribuiscono alla obesità, che colpisce oltre un terzo degli adulti e quasi il 17 per
cento dei bambini negli Stati Uniti.

I ricercatori della Yale e della University of Southern California hanno utilizzato la risonanza
magnetica funzionale, o fMRI, per esaminare le aree del cervello che si attivano quando una persona
vede immagini di alimenti ipercalorici, cibi sani come frutta e verdura e generi non alimentari.

Lo studio ha coinvolto 14 persone sane (nove volontari magri e cinque obesi), sottoposti a scansioni
cerebrali due ore dopo aver mangiato. Dai test è emerso che quando i livelli di zucchero nel sangue
erano bassi, alcune aree del cervello si attivavano segnalando il desiderio di mangiare.

Quando invece i livelli di zucchero nel sangue erano normali, i soggetti magri coinvolti nello
studio hanno mostrato, rispetto a quelli obesi, una maggiore attività nella corteccia prefrontale
favorendo un contenimento dell’impulso a mangiare. “C’è un controller di una funzione superiore che
controlla i nostri centri di ricompensa; tale controller – ha osservato Sherwin – è carente nelle
persone con obesità”.

Fonte: ciboscienza.it

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