Gli oli omega-3 e omega-6: perché fanno bene?

pubblicato in: AltreViste 0

Gli oli omega-3 e omega-6: perché fanno bene?

di Robert O. Young, Shelley Redford Young

Gli oli omega-3 e omega-6 sono assolutamente fondamentali per la nostra salute ed è importante
assumerli in quantità adeguate sia con la dieta che tramite integratori specifici…

da “Il miracolo del PH alcalino” – BIS Edizioni, 2010.

Gli oli omega-3, in particolare, sono assolutamente fondamentali per la vostra salute, per cui
dovreste integrare la vostra alimentazione con pesce, semi ed oli sani. Gli oli omega-3 polinsaturi
a catena lunga sono capaci di chelare o respingere gli acidi ambientali, alimentari e metabolici.
Gli omega-3 e gli omega-6 fanno normalmente parte delle cellule umane e sono particolarmente
abbondanti nelle cellule cerebrali, nelle sinapsi dei nervi, nei recettori visivi, nelle ghiandole
surrenali e nelle ghiandole sessuali. Essi proteggono il cuore, inibiscono le cellule cancerose e forniscono, inoltre, una serie di altri benefici salutari.

Gli oli omega-3 proteggono il cuore in svariati modi: aiutano a disperdere gli acidi grassi saturi,
che sono soliti raggrumarsi, evitando così coaguli di grasso nel sangue che riducono le cariche
elettriche; preservano le piastrine dal diventare troppo aggreganti riducendo la probabilità di
formazione di coaguli che possono causare attacchi cardiaci o ictus; riducono i trigliceridi fino al
65%; abbassano il colesterolo e le lipoproteine a bassa densità (LDL); diminuiscono della metà le
lipoproteine a densità molto bassa (VLDL). Inoltre, convertono i nocivi VLDL in LDL, cosa
particolarmente utile in persone col diabete. Livelli di trigliceridi elevati, soprattutto il LDL ed
il VLDL, sono associati a patologie cardiache: ipertensione, arteriosclerosi, insufficienza cardiaca
e renale, ictus ed attacco cardiaco. Per di più, i nostri organismi ricavano prostaglandina PG3
dallEPA [acido eicosapentaenoico: derivato metabolico degli AGE, acidi grassi essenziali, e in
particolare dell’acido linolenico, che è un acido omega-3; N.d.T.]. La PG3 aiuta a prevenire gli
ictus e gli attacchi cardiaci, abbassa la pressione sanguigna (bloccando la produzione di
prostaglandina PG2 contenuta nella carne) e previene la coagulazione patologica del sangue nei polmoni e nei vasi sanguigni.

Lacido eicosapentaenoico (EPA) e lacido docosaesaenoico (DHA) degli omega-3 sono antimicotossici,
abbassando i livelli di proteine riparatrici (un segno delle micotossine nel sangue) nelle arterie.
Le proteine riparatrici sono anche coinvolte nello sviluppo dellarteriosclerosi, per cui ridurle rappresenta un doppio vantaggio.

Gli oli omega possono aiutare a:

Abbassare la pressione sanguigna, il colesterolo nel sangue ed il rischio di ictus ed attacchi cardiaci.
Normalizzare il metabolismo dei grassi nel diabete e diminuire la quantità dinsulina richiesta dai diabetici.
Prevenire danni epatici provocati da alcolismo, ridurre sintomi da crisi dastinenza successivi
allinterruzione dellassunzione di alcool ed aiutare a riprendersi da postumi di sbornia.
Contribuire alla produzione di una prostaglandina che aiuta alcuni malati di schizofrenia.
Causare una diminuzione di peso aumentando il tasso metabolico e la combustione del grasso.
Procurare sollievo dal dolore premestruale al seno e dalla sindrome premestruale. È stato dimostrato
che lolio di borragine, insieme a vitamine e minerali, migliora la condizione di quasi il 90% delle pazienti.
Prevenire la disidratazione e latrofia delle ghiandole lacrimali e sali vari (Sindrome di Sjögren). Prevenire lartrite, come da studi fatti sugli animali.
Migliorare la condizione di capelli, unghia e pelle.
Migliorare alcuni tipi di eczema.
Rallentare o bloccare la progressione della sclerosi multipla, soprattutto se assunti subito dopo la
diagnosi iniziale. (Gli oli di pesce sono stati utilizzati con la stessa efficacia.)
Aiutare a curare degenerazioni nervose (neuropatia diabetica) nel diabete del tipo 2, quando anche lo zucchero e gli acidi saturi vengono banditi dalla dieta.
Eliminare le cellule cancerose (cellule infestate di muffe e micotossine) in colture tissutali,
senza danneggiare le cellule normali; studi sugli animali hanno dimostrato che lEPA ed il DHA inibiscono la crescita tumorale e le metastasi.

Un altro omega benefico, lomega-5 CLA, compare in rare forme vegetali, tra cui i semi di melagrana
(il CLA è presente comunemente in carne e latticini), per cui i semi ed i relativi oli sono ottimi per voi.
I pesci dacqua fredda sono buone fonti di oli omega-3 ed i loro oli, in forma di integratori, sono
una valida scelta. Se desiderate evitare tutti i prodotti animali, esistono anche delle fonti
vegetali, inclusi gli oli di lino, canapa, noce e fagiolo di soia. Occorre sottolineare, però, che
lorganismo converte gli omega-3 di derivazione vegetale in quelle che si ritrovano nel pesce, un
processo con diverse fasi che richiede del lavoro. Quindi, se avete un sistema indebolito, potrebbe essere meglio assumere gli omega-3 già in forma assimilabile (quelli animali).

Gli omega-6 si trovano in semi di borragine, enagra, girasole e ribes nero, come anche in oli di
pesce. Lacido gammalinolenico (GLA) è quello più rilevante. Lolio di semi di borragine contiene
fino al 24% di GLA; lolio di enagra intorno alla metà della percentuale precedente. La borragine
contiene intorno al 34% di acido linoleico, un altro omega-6. Il cartamo ne contiene il 79%, il
girasole il 69%, le mandorle il 26%, i semi di zucca il 42% e la canola il 28%, Lolio di canapa ha
una proporzione ideale di 3 parti di oli omega-3 a 1 parte di oli omega-6, proprio come per gli oli di pesce.

LEPA e il DHA si trovano in pesci dacqua fredda ed in altri animali marini nordici. Trota,
salmone, sgombro, sardine, tonno, anguilla sono le fonti più ricche di acidi grassi omega-3. Per
coloro che desiderano evitare prodotti animali, esistono fonti vegetali di un precursore di EPA e
DHA, un altro omega-3 chiamato acido alfa-linoleico (ALA), che si trova nellolio di lino, canapa, noce e fagiolo di soia.
Ingerite quotidianamente almeno 3.000-4.000 mg di ciascun omega per aiutare lorganismo a tamponare
gli acidi e rispettare la propria predisposizione alcalina. Accertatevi che gli integratori che
usate siano freschi. Controllarlo è semplice: rompete una capsula e annusatela; non dovrebbe esserci nessun odore di pesce.

Tratto da “Il miracolo del PH alcalino” – BIS Edizioni, 2010.

Robert O. Young, Shelley Redford Young
Il Miracolo del PH Alcalino
Bilanciate la vostra dieta, recuperate la vostra salute
BIS Edizioni
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-miracolo-del-ph-alcalino.php?pn=1567

0 0 vote
Voto Articolo
Sottoscrivi Notifiche
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments