L’Alimentazione ideale per il diabete

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L’Alimentazione ideale per il diabete

Cibi specifici anti diabete: un elenco completo di quali sono e delle loro straordinarie proprietà tratto dal libro “Guarire il Diabete in 21 giorni”…

di Gabriel Cousens – 13/06/2012

>> http://goo.gl/168Nk

Ecco una serie di consigli alimentari da seguire per una dieta anti-diabete.

Il topinambur
è una sostanza terapeutica che contiene frutto-oligosaccaridi (inulina) che possono essere utili
nel diabete. Lorganismo metabolizza linsulina lentamente così lo zucchero nel sangue non aumenta in maniera rapida.

Il cavolo
Lazione protettiva contro lo stress ossidativo del cavolo rosso (Brassica oleracea) è stata
studiata per sessanta giorni su topi nei quali era stato indotto il diabete. I ricercatori hanno
trovato un aumento significativo dellattività di riduzione del glutatione e della superossido
dismutasi e una diminuzione dellattività della catalasi e della capacità antiossidante dei reni.
Lassunzione quotidiana di estratto di B. oleracea per sessanta giorni fa sparire i sintomi del
diabete nei topi. Gli studiosi hanno constatato livelli più bassi di glicemia, il ripristino della
funzione renale e perdita di peso. Inoltre lestratto di cavolo attenua le conseguenze del diabete
sulla malondialdeide, il glutatione e la superossido dismutasi, sulla catalasi e sulla capacità
antiossidante dei reni. In conclusione, le proprietà antiossidanti e anti-iperglicemiche della B.
oleracea può costituire un buono strumento terapeutico per il trattamento del diabete.
Il mirtillo
Il succo di mirtillo può offrire grande protezione contro la retinopatia e la cataratta diabetiche.
Gli estratti di mirtillo sono stati sempre e sono tuttora molto usati in tutta Europa per la
prevenzione della retinopatia diabetica. Le ricerche e le scoperte sul mirtillo in oftalmologia
risalgono alla seconda guerra mondiale quando alcuni piloti della Royal Air Force in Gran Bretagna
dichiararono che mangiare marmellata di mirtilli o bere una bevanda a base di mirtilli prima di una
missione notturna sorvolando la Germania, migliorava in maniera significativa lacutezza visiva nel
buio. Queste dichiarazioni generarono grande interesse nella comunità medica europea, che iniziò a condurre studi in proposito.

Melone amaro
Il melone amaro, anche conosciuto come Momordica charantia o pera balsamica, è un frutto tropicale
molto noto in Asia, Africa e Sud America. I suoi frutti verdi sembrano dei cetrioli rinsecchiti. Il
melone amaro contiene svariate sostanze con proprietà anti-diabetogene, compresa la carantina, molto
più efficace del farmaco ipoglicemico tolbutamide, e un polipeptide insulino simile chiamato
polipeptide-P, che abbassa la glicemia quando viene iniettato nei pazienti con diabete di tipo 152.
In uno studio questa sostanza è riuscita ad abbassare la tolleranza al glucosio del 73% dopo la
somministrazione ai pazienti di circa 60 grammi. In un altro studio è stata riscontrata una
riduzione del 17% nellemoglobina glicosilata in sei persone. Una ulteriore ricerca ha osservato
come 15 grammi di estratto acquoso di questa erba abbiano indotto in sei pazienti una diminuzione
del 54% della glicemia dopo i pasti e una riduzione del 17% dellemoglobina glicosilata. Si possono
ottenere differenti preparazioni. Il succo fresco è probabilmente quella più efficace per abbassare
la glicemia. A confermare questa azione del succo fresco o dellestratto ci sono diversi studi
clinici sulluomo. Oltre 100 studi hanno dimostrato la capacità del melone amaro di abbassare lo
zucchero nel sangue, di aumentare lassorbimento del glucosio e di attivare le cellule pancreatiche
che producono insulina. Il peptide funziona come linsulina bovina e ha diversi effetti: migliora la
tolleranza al glucosio senza aumentare i livelli di insulina, stimola le cellule beta del pancreas,
sopprime il desiderio di mangiare dolci e agisce in maniera simile allinsulina stessa.

Cetriolo
Il cetriolo contiene un ormone di cui le cellule beta del pancreas hanno bisogno per produrre
insulina. Lenzima erepsina nel cetriolo ha unazione specifica: fraziona le proteine in eccesso nei
reni. Nel nostro programma usiamo molto succo di cetriolo da bere e fette di cetriolo in insalata.

Sedano
Anche il sedano ha un generale effetto anti-diabetogeno ed è anche utile a chi soffre di pressione
alta come ad esempio nella sindrome X. Il succo di sedano ha un effetto calmante sul sistema nervoso
dovuto alla sua elevata concentrazione di minerali alcalini, soprattutto il sodio. I minerali
contenuti nel succo di sedano fanno sì che lorganismo utilizzi il calcio in maniera più efficace,
equilibrando il pH del sangue. Tale verdura dovrebbe essere la più presente tra i succhi freschi e
può essere utilizzata per zuppe e vellutate per alcalinizzare lorganismo danneggiato
dallacidificazione dovuta ai cibi e agli stili di vita propri della Cultura della Morte.

Il cactus nopal
Il nopal è un cactus spinoso largamente usato nella cucina tradizionale dei latino-americani.
Un gruppo di ricercatori ha somministrato a digiuno a otto diabetici 500 grammi di nopal e su ogni
paziente sono stati effettuati cinque test, quattro dopo aver mangiato il nopal crudo e cotto e uno
dopo avere somministrato solo acqua. Dopo 180 minuti la glicemia a digiuno era calata del 22-25%
dopo lassunzione di nopal, mentre dopo lassunzione di acqua solo del 6%. In uno studio sui topi,
il nopal ha dimostrato di riuscire a migliorare la tolleranza al glucosio per via iniettiva del 33%
(il valore di confronto è stato preso dopo 180 minuti) rispetto allacqua. Gli studi concordano sul
fatto che il nopal è efficace sia crudo che cotto, ma non lo sono le preparazioni commerciali a base di nopal disidratato.

Aglio e cipolla
Aglio e cipolla contengono composti solforosi noti per le loro qualità anti-diabetogene. La S-allil
cisteina sulfossido nellaglio è uno di questi. È stata documentata la sua capacità di abbassare la
glicemia a digiuno e i livelli di colesterolo in ratti diabetici e in uno studio sulluomo
lestratto di cipolla è riuscito a ridurre liperglicemia con azione dose-dipendente.

Cereali e legumi
I cereali e i legumi che elenchiamo di seguito sono carboidrati complessi ricchi di fibre che
giocano un ruolo importante per la prevenzione e la cura del diabete. Fanno parte delle diete
tradizionali indigene, soprattutto dei nativi americani, che rendevano il diabete una rarità prima
che queste culture iniziassero a seguire la dieta occidentale negli anni 40 del secolo scorso e che lincidenza del diabete iniziasse a salire.
Miglio.
Riso integrale.
Avena.
Grano saraceno.
Amaranto.
Fagioli Mung o fagioli indiani.
Ceci.
Fagioli Pinto.
Fagioli Tepari bianchi.
Fagiolini.
Fagioli Papago.

Frutta a guscio e semi
Recenti ricerche suggeriscono che il consumo regolare di frutta a guscio, insieme di varietà note
anche come frutta secca, ha un ruolo importante in una dieta salutare, malgrado negli anni passati
la frutta a guscio fosse ritenuta insalubre a causa del suo alto contenuto di grassi, circa 14-19
grammi ogni 30 di prodotto. Gran parte dei grassi presenti nella frutta secca è tra i grassi più
sani del tipo monoinsaturi e polinsaturi. I grassi monoinsaturi, come quelli contenuti anche
nellolio di oliva, di mandorle e negli avocado migliorano la sensibilità allinsulina. Uno studio
condotto ad Harvard nel 2002 sui benefici della frutta secca ha concluso che un elevato consumo di
tali alimenti riduce il rischio di morte improvvisa per problemi cardiaci, diffusa causa di morte
tra i diabetici. La frutta a guscio e i semi contengono anche elevate quantità di steroli (fitosteroli),
che diminuiscono il colesterolo e migliorano la salute del cuore. Nel lumen dellintestino, i
fitosteroli rimuovono il colesterolo e inibiscono il suo assorbimento. La frutta secca e i semi sono
ottimi da mangiare da soli o per la preparazione di pâté, zuppe, condimenti per insalate e latte.
Quando leggerete le ricette del Capitolo 6 per preparare il latte con la frutta secca, vi
meraviglierete di essere rimasti al latte di mucca, di soia o di riso. I benefici anti-diabetogeni e nutrizionali della frutta secca e dei semi meritano di essere scoperti.

In uno studio presentato allAmerican College of Cardiology il 14 marzo 2000, il dottor Richard
Vogel, responsabile della cardiologia allUniversità del Maryland di Baltimora, era arrivato a
concludere che lolio di oliva fosse dannoso per le arterie quasi quanto i grassi saturi. Aveva
scoperto che lolio di oliva comprometteva la funzione vascolare quanto un Big Mac, i cibi fritti o
i Sara Lee Cheesecake (dolci confezionati commercializzati negli Stati Uniti), un restringimento del
34%. Questo restringimento vascolare è grave perché danneggia lendotelio dei vasi sanguigni e può
contribuire alle malattie cardiache, poiché predispone allaterosclerosi vascolare. Aveva anche
constatato che gli oli con molti omega-3, che lolio doliva non ha, non provocavano danni ai vasi
sanguigni. Il dottor Vogel sottolineò come tutto ciò non dipendesse dai grassi monoinsaturi
o polinsaturi, ma piuttosto dai livelli di omega-3. Lolio di oliva è molto ricco di omega-9 e
questo pone unaltra importante questione, cui il dottor Vogel ha trovato una risposta: non è lolio
di oliva ad essere lelemento decisivo del Lyon Diet Heart Study (uno studio randomizzato voluto
dallAmerican Heart Association e condotto su pazienti alimentati con la dieta mediterranea) ma
piuttosto la frutta, la verdura, la frutta secca, il pane e il pesce, insieme a un ridotto consumo
di carne. Infatti, ha sottolineato Vogel, in quello studio non è stato utilizzato olio di oliva.

Le ricerche suggeriscono che lolio di oliva non presenti benefici per il cuore, malgrado sia
chiaramente più sano che cibi pieni di grassi trans. Ma essere meglio di quei cibi non vuol dire
molto. Quando gli studiosi dellUniversità di Creta hanno confrontato due gruppi di popolazione
locale, uno con malattie cardiache e laltro senza, hanno trovato che chi soffriva di cuore
utilizzava nella dieta quantità maggiori di olio di oliva e di grassi di altro tipo. In sostanza,
ciò che il dottor Vogel ha voluto dire è che gli alimenti con funzione protettiva nella dieta
mediterranea sono gli antiossidanti che si trovano negli alimenti vegetali che fanno parte di questo
regime. Egli ha concluso che questo tipo di dieta garantisce una forma di protezione contro il
danneggiamento diretto della funzione endoteliale causata dai cibi ricchi di grassi, compreso lolio
di oliva. In un altro studio sullo stesso argomento, pubblicato sullAmerican Journal of Cardiology,
i ricercatori hanno anche riscontrato che il restringimento delle arterie peggiorava in dodici
soggetti sani e in dodici individui con colesterolo alto dopo il consumo di olio di oliva.
Lolio di oliva extravergine, comunque, contiene polifenoli antiossidanti che forniscono una certa protezione. È vero però che molti cibi vegetali sono ricchi di polifenoli.

In uno studio presentato allAmerican College of Cardiology il 14 marzo 2000, il dottor Richard
Vogel, responsabile della cardiologia allUniversità del Maryland di Baltimora, era arrivato a
concludere che lolio di oliva fosse dannoso per le arterie quasi quanto i grassi saturi. Aveva
scoperto che lolio di oliva comprometteva la funzione vascolare quanto un Big Mac, i cibi fritti o
i Sara Lee Cheesecake (dolci confezionati commercializzati negli Stati Uniti), un restringimento del
34%. Questo restringimento vascolare è grave perché danneggia lendotelio dei vasi sanguigni e può
contribuire alle malattie cardiache, poiché predispone allaterosclerosi vascolare. Aveva anche
constatato che gli oli con molti omega-3, che lolio doliva non ha, non provocavano danni ai vasi
sanguigni. Il dottor Vogel sottolineò come tutto ciò non dipendesse dai grassi monoinsaturi o
polinsaturi, ma piuttosto dai livelli di omega-3. Lolio di oliva è molto ricco di omega-9 e questo
pone unaltra importante questione, cui il dottor Vogel ha trovato una risposta: non è lolio di
oliva ad essere lelemento decisivo del Lyon Diet Heart Study (uno studio randomizzato voluto
dallAmerican Heart Association e condotto su pazienti alimentati con la dieta mediterranea) ma
piuttosto la frutta, la verdura, la frutta secca, il pane e il pesce, insieme a un ridotto consumo
di carne. Infatti, ha sottolineato Vogel, in quello studio non è stato utilizzato olio di oliva.

Le ricerche suggeriscono che lolio di oliva non presenti benefici per il cuore, malgrado sia
chiaramente più sano che cibi pieni di grassi trans. Ma essere meglio di quei cibi non vuol dire
molto. Quando gli studiosi dellUniversità di Creta hanno confrontato due gruppi di popolazione
locale, uno con malattie cardiache e laltro senza, hanno trovato che chi soffriva di cuore
utilizzava nella dieta quantità maggiori di olio di oliva e di grassi di altro tipo. In sostanza,
ciò che il dottor Vogel ha voluto dire è che gli alimenti con funzione protettiva nella dieta
mediterranea sono gli antiossidanti che si trovano negli alimenti vegetali che fanno parte di questo
regime. Egli ha concluso che questo tipo di dieta garantisce una forma di protezione contro il
danneggiamento diretto della funzione endoteliale causata dai cibi ricchi di grassi, compreso lolio
di oliva. In un altro studio sullo stesso argomento, pubblicato sullAmerican Journal of Cardiology,
i ricercatori hanno anche riscontrato che il restringimento delle arterie peggiorava in dodici
soggetti sani e in dodici individui con colesterolo alto dopo il consumo di olio di oliva.

È vero però che molti cibi vegetali sono ricchi di polifenoli e ne forniscono di più, per ogni
caloria, rispetto allolio di oliva. Per esempio, una porzione da 11 calorie di lattuga a foglia
verde fornisce la stessa quantità di polifenoli (30 mg) di una porzione di olio di oliva da 120
calorie. Un altro gruppo di ricercatori ha studiato 200 uomini che hanno usato tre differenti oli
doliva per tre settimane; uno era extravergine, gli altri due no e avevano pochi polifenoli. Gli
scienziati hanno trovato che lextravergine ha effetti migliori sulla salute del cuore, inducendo
alti livelli di colesterolo HDL e meno stress ossidativo. Lo stress ossidativo è quello che aumenta
linfiammazione nelle arterie, distruggendo le cellule endoteliali e predisponendo alla rottura delle placche e ad attacchi di cuore.

Lolio di oliva non abbassa il colesterolo LDL, potenziale indicatore di malattia cardiaca.
Comunque, gli studi sono abbastanza confusi poiché i pazienti, dopo avere sostituito i grassi saturi
e i grassi trans con lolio di oliva, hanno visto diminuire i valori dellLDL. Il punto è che non è
laggiunta di olio di oliva che ha fatto diminuire il colesterolo cattivo LDL, bensì leliminazione dei grassi dannosi dalla dieta.
Sulla base delle conclusioni che nella maggior parte dei casi hanno caratterizzato questi studi, non
possiamo dire che lolio doliva abbia una funzione protettiva per il cuore. Infatti, le persone con
la più lunga aspettativa di vita e meno attacchi di cuore hanno una dieta povera di olio doliva ma ricca di cibi vegetali.

Dobbiamo tenere a mente che ci sono pochissimi studi al momento su questi aspetti, quindi possiamo
solo fornire suggerimenti e non trarre conclusioni definitive riguardo gli effetti avversi dellolio
di oliva sul sistema cardiovascolare. Uno studio pubblicato il 27 marzo su Archives of Internal
Medicine mostrava che lutilizzo di olio doliva faceva abbassare la pressione. In un gruppo di
ventitrè pazienti, i ricercatori italiani avevano riscontrato che dopo avere consumato olio doliva
per sei mesi, luso di farmaci per la pressione era diminuito del 48% e otto partecipanti erano
riusciti a smettere di assumere le medicine. Lolio di girasole invece non ha effetti sulla pressione sanguigna.

Nel dicembre 1999, sullAmerican Journal of Clinical Nutrition, ricercatori danesi hanno riportato
che lolio doliva era più efficace dellolio di canola nellinibire i coaguli nel sangue dopo un pasto a base di grassi.
Anche il dottor Vogel, che aveva constatato un restringimento delle arterie del 34%, ha comunque
riscontrato che, quando lolio doliva viene assunto insieme a frutta e verdure ricche di
antiossidanti, scompare leffetto di ostruzione delle arterie. Quando comunque la dieta è a base di
cibi vivi ricchi di antiossidanti, o si assumono integratori come vitamina E (400-600 U.I.),
vitamina C ( 2.000 mg), L-arginina (2.000 mg), aglio, acido alfa-lipoico (300 mg al giorno) e
flavonoidi (ci sono 5.000 differenti flavonoidi, potenti antiossidanti, presenti nei cibi vegetali),
tutto serve a migliorare la funzione endoteliale e il tono dei vasi sanguigni. Inoltre, se una
persona sana ha una dieta a base di cibi vivi ricchi di antiossidanti e usa olio doliva extravergine, leffetto di restringimento vascolare viene mitigato.

Suggeriamo però a tutti coloro che soffrono di grave ASCVD (malattia cardiovascolare
arteriosclerotica) di seguire le raccomandazioni del dottor Esselstyn e di eliminare lolio di oliva
e i grassi saturi cotti, oltre a diminuire i grassi crudi; questo nellambito di un approccio vegano alla cura dellaterosclerosi.

Allo stesso modo, i pazienti cui è stato diagnosticato il diabete da più di un anno devono stare
molto attenti ed evitare o ridurre al minimo luso di olio doliva fino a che la condizione diabetica non sia guarita del tutto per almeno due anni.

Benché gli oli ricchi di antiossidanti e di omega-3 siano una buona alternativa, per noi sarebbe
meglio che si utilizzassero condimenti a base solo di frutta secca e semi sminuzzati piuttosto che
oli ricavati sempre da questi due tipi di alimenti, che contengono solo antiossidanti liposolubili.
In genere, anche se questi oli fanno bene, durante il processo di guarigione dal diabete attraverso
la dieta a base di cibi vivi, raccomandiamo comunque che lassunzione di grassi rimanga bassa (circa
15-20% del totale delle calorie). In un contesto come questo, con una dieta a base di cibi vivi in
cui si mangia la metà con gli stessi benefici nutrizionali, assumere il 15-20% di grassi è
teoricamente meglio e più sano dellassumerne 10-15% con una dieta a base di cibi cotti.
I migliori oli da usare come condimento delle insalate sono quelli ricchi di omega-3 come lolio di
noci, di lino e di canapa, o anche lolio di sesamo, ricco di antiossidanti. Noi raccomandiamo nelle nostre ricette di sostituire questi oli allolio di oliva.

Nei nostri pazienti, che osservano una dieta costituita completamente da cibi vivi e crudi con un
15-20% di grassi vegetali crudi, inclusi frutta secca, semi e avocado, abbiamo visto una diminuzione
media del 44% dellLDL con un assestamento medio sul livello di 82. Osserviamo anche la regressione
dei sintomi degenerativi del diabete, in cui rientra anche la lucidità mentale. Il miglioramento
della funzionalità mentale indica un aumento di flusso sanguigno al cervello. Questi risultati
confermano studi più ampi che attestano i benefici del consumo di frutta secca e semi crudi come noci e mandorle.

Le noci
Le noci sono eccezionalmente ricche di grassi monoinsaturi, di acidi grassi omega-3 e acido
alfa-linolenico (ALA). Uno studio pubblicato nel novembre 2004 da Kris-Etherton et al. ha dimostrato
che lALA riduce grassi e colesterolo nel sangue e riduce anche la proteina C-reattiva (CRP), un marker infiammatorio associato alle malattie cardiache.
Inoltre, le noci associano questi grassi salutari per il cuore con grandi dosi di antiossidanti, tra cui almeno sedici fenoli antiossidanti, vitamina E, acido ellagico e gallico.
Nel 1993, il New England Journal of Medicine68 ha riportato che mangiare 8-16 noci al giorno
diminuisce il colesterolo totale e LDL del 5-10% e riduce lincidenza di ictus e coaguli nelle arterie di oltre il 70%69.

Ulteriori ricerche hanno confermato che quando le noci vengono consumate nellambito di una dieta a
basso tenore di grassi, si nota un maggiore effetto cardioprotettivo nei pazienti diabetici rispetto
a quello che si potrebbe ottenere semplicemente abbassando il contenuto di grassi della dieta. In
uno studio pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association, tutti i cinquantacinque
partecipanti con diabete di tipo 2 erano stati sottoposti a una dieta a basso contenuto di grassi ma
il solo gruppo che ha avuto benefici a livello di cardioprotezione è stato quello nel quale i
partecipanti mangiavano noci (30 grammi al giorno). Altri studi hanno ottenuto risultati simili. Il
dottor Emilio Ros di Barcellona ha pubblicato il 17 ottobre 2006 sul Journal of the American College
of Cardiology, che mangiare noci può far regredire i danni alla funzione endoteliale associati a
cibi grassi, mentre lolio doliva non ha mostrato effetti misurabili. Secondo il suo studio,
mangiare una manciata di noci previene laumento delle infiammazioni arteriose e delle disfunzioni
endoteliali, mentre lolio doliva previene, sì, laumento delle infiammazioni, ma non previene
invece le disfunzioni endoteliali associate al consumo di cibi grassi. In un precedente studio del
dottor Ros, egli aveva dimostrato che mangiare noci per quattro settimane aiutava a migliorare le
disfunzioni endoteliali. Ros ha quindi concluso che le noci contengono diversi elementi in grado di
aiutare la funzione riparatoria; alcuni di questi elementi sono i grassi polinsaturi, lALA, i
grassi omega-3, larginina e molti antiossidanti. Per questo consiglia di mangiare almeno 6-8 noci al giorno.

Le mandorle
Anche le mandorle hanno un ruolo importante nel controllo del diabete. In uno studio condotto su
venti individui, i ricercatori hanno analizzato gli effetti di 100 grammi di mandorle al giorno
trovando che erano diminuiti i livelli di colesterolo totale e LDL, mentre la glicemia non era
cambiata. Nello spezzone crossover di questo studio (il gruppo sottoposto a trattamento
alternativo), i livelli di colesterolo totale e LDL erano diminuiti rispettivamente del 21 e 23%,
mentre non vi erano stati effetti sul controllo della glicemia. Lo studio ha mostrato che le
mandorle possono essere ricomprese in una dieta sana senza effetti negativi sulla glicemia e inoltre
abbassano il colesterolo. Il Journal of Nutrition ha anche pubblicato uno studio secondo cui quando
noci e mandorle sono aggiunte al pasto, consentono di tenere sotto controllo i livelli di glucosio anche dopo un pasto abbondante.
Una manciata di mandorle, con 160 calorie, fornisce vitamina E, magnesio e fibre, tutti elementi
importanti per prevenire il diabete. Mandorle e noci rappresentano i due tipi di frutta secca più studiati riguardo al diabete e alle malattie cardiache.

Gli avocado migliorano la sensibilità allinsulina. Uno studio condotto ad Harvard nel 2002 sui
benefici della frutta secca ha concluso che un elevato consumo di tali alimenti riduce il rischio di
morte improvvisa per problemi cardiaci, diffusa causa di morte tra i diabetici. La frutta a guscio e
i semi contengono anche elevate quantità di steroli (fitosteroli), che diminuiscono il colesterolo e
migliorano la salute del cuore. Nel lumen dellintestino, i fitosteroli rimuovono il colesterolo e inibiscono il suo assorbimento.

La frutta secca e i semi sono ottimi da mangiare da soli o per la preparazione di pâté, zuppe,
condimenti per insalate e latte. Quando leggerete le ricette del Capitolo 6 per preparare il latte
con la frutta secca, vi meraviglierete di essere rimasti al latte di mucca, di soia o di riso. I
benefici anti-diabetogeni e nutrizionali della frutta secca e dei semi meritano di essere scoperti.

Tratto da Curare il Diabete in 21 giorni Macro Edizioni, 2010 >> http://goo.gl/168Nk

Gabriel Cousens
Curare il Diabete in 21 Giorni
Macro Edizioni
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__curare-il-diabete-in-21-giorni-nuovo.php?pn=1567

Alex Ortner
Crudo & Semplice – Film Documentario – DVD
Macrovideo
http://www.macrolibrarsi.it/video/__crudo-semplice-film-documentario-dvd.php?pn=1567

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