CULTURA, STORIA E SOCIETÀ 8

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CULTURA, STORIA E SOCIETÀ 8

da “Enciclopedia olistica”

di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli

Stimolare la creatività

Rolando Toro ci dà alcuni consigli per stimolare la creatività: “Trasformiamo un angolino di casa
nostra in un atelier per dipingere, modellare e per raccoglierci in silenzio. Ogni giorno dovremmo
dedicare almeno 10 minuti ad una attività artistica per migliorare la memoria e rinforzare i nostri
progetti di cambiamento. Si potrà dipingere, cantare, inventarsi una poesia. Chiudere la porta, e
isolati e al buio muoversi in libertà e danzare. La nostra sensibilità, la nostra fantasia potrà
ampliarsi in modo straordinario. Potremmo anche iniziare a leggere

poeti famosi per imparare la difficile arte della scrittura. E poi trovarsi con amici per
condividere le nostre piccole scoperte e per mostrare le nostre creazioni. L’atto creatore fa parte
della passione di vivere. E la creazione é l’espressione della nostra libertà e gioia interiore.”

Terapie con il teatro – il Biodramma.

Ribellarsi a un capoufficio tiranno, strapazzare il vicino di casa che ci perseguita. Dar libero
sfogo al pianto, alla gioia e alla voglia di verità e libertà. L’occasione ci é offerta dallo
psicodramma e dal biodramma. Allo psichiatra rumeno Jacob Levy Moreno é attribuita l’invenzione
dello psicodramma: una psicoterapia di gruppo dove al paziente attore é richiesto di “recitare” con
onestà e con verità gli eventi più traumatici della sua vita. Negli anni ’70 Lorenzo Ostuni inventa
invece il “Biodramma”. Questa volta ci si rivolge a un pubblico vasto e generico che ha voglia di
conoscersi a fondo. Si é invitati a fare un viaggio simbolico nel “biodromo” – lo spazio
scenico-attraverso tre porte iniziatiche. Bios – la porta della Vita – é agghindata come un utero e
ci vuol far rivivere l’esperienza della nascita. Poi c’è Eros – la porta dell’amore – dove si é
coinvolti in giochi affettivi e erotici con un attrice testimone. Alla fine si dovrà attraversare
Thanatos – la porta della morte- e riflettere sulla caducità, sul proprio crescere e morire. Si é
accompagnati da un attore che indossa i panni di un moderno Virgilio e alla fine la nostra “recita”
e il nostro viaggio sfida verrà interpretato dallo psicologo che assiste al biodramma.

Videospecchio & videodramma

Tutti sanno che si vive nella civiltà delle immagini che mitizza i corpi belli e sempre in forma
delle top model e per sfondare in società ci é richiesta sempre di più la “bella presenza”. Cindy
Crawford confessa a Vogue: “la mia mano sinistra é più bella della destra, il profilo sinistro rende
di più in fotografia, quello destro di più in TV”. Berlusconi é un perfezionista. Non concede
un’intervista senza farsi prima aggiustare il look da Mity Simonetto. E Maurizio Costanzo insegna ai
manager a combattere la timidezza e a recitare in TV. Sempre di più si usa foto e video per
migliorare la propia immagine e valorizzarsi in società.

Negli anni ’70 alcuni psicologi americani hanno inventato il videodramma per curare la dismorfofobia
– la paura di essere brutti e deformi – e altre insicurezze sul proprio corpo.Ci si mette davanti a
una telecamera e poi ci si osserva: é un bagno narcisistico e terapeutico. Nel setting di
videodramma, la videocamera si usa come uno specchio – video feedback – per osservarsi mentre ci si
muove. Alla seduta partecipa un tecnico video, uno psicologo e uno o più “soggetti – attori “. Nella
sala dove si lavora è diffusa una musica rilassante. Dopo alcuni esercizi di movimento che stimolano
il relax e la consapevolezza – alla seduta qualche volta partecipa anche un mimo o una danzatrice –
ci si mette davanti alla telecamera e si parla a ruota libera. Ci si immagina più belli e spigliati
e ci si fa riprendere mentre si “recita” questa parte. Si può anche scrivere su un foglio di carta
una serie di sogni segreti e di progetti per il futuro e poi leggerli come fanno gli speaker
televisivi. O truccarsi da clown, per imparare a ridere di sé stessi.Ci potremmo ancora specchiare
in un televisore mentre la videocamera ci gira intorno e ci riprende da ogni angolo mostrando da
angoli inusuali i particolari delle nostre mani, del viso e dello sguardo. Scopriremo così i nostri
atteggiamenti, le nostre strategie e i tanti piccoli segreti della nostra personalità.

Guarire con il teatro: l’esperienza di Franca Rame

Franca Rame é in giro per l’Italia con il suo ultimo lavoro: “Lo Zen e l’arte di scopare” scritto
dal figlio Jacopo. Con il solito coraggio Franca parla di sesso e d’un modo d’amare nuovo che ci può
far ritrovare l’onestà e la morale che abbiamo perduto. E nel suo nuovo progetto “Teatro al
femminile” sponsorizza il lavoro di 15 nuove autrici che ha scelto tra le mille partecipanti ad un
concorso che ha inventato.Ci dice: “Per me il teatro é stata una terapia.Quando anni fa sono stata
violentata dai fascisti mi sono chiusa in me stessa. Non riuscivo più a parlare con nessuno neanche
con Dario e non me la sentivo di andare da un analista. Poi ho deciso di scrivere tutto quello che
era successo. Intanto intorno a me succedevano sempre di più violenze sessuali e alla fine mi sono
decisa a mettere in scena questa mia storia. Ho debuttato senza provare e senza dire a nessuno che
quella che recitavo era successo anche a me. Iacopo mi diceva che era come se mi fossi messa in
terapia davanti a mille persone. Poi per il poco rispetto della stampa per i fatti privati della
gente la mia storia é saltata fuori e allora dopo 400 repliche non l’ho più voluta recitare. Ho
anche sofferto di una depressione terribile. La depressione é una malattia orrenda. Non mangiavo più
e mi sostenevo con gli integratori dati alle anoressiche. Ma in uno spettacolo dovevo mangiare in
scena un piatto di spaghetti. Ho scoperto allora di riuscire a mangiare solo sul palcoscenico.
Recita dopo recita mangiavo qualche forchettata di spaghetti in più e alla fine sono guarita”.

Per star bene bisogna allora vivere con coraggio e con creatività. Franca ci invita a leggere di
più, ad aprire un dialogo cogli amici e coi genitori “per cercare di educarli se necessario”. E ci
invita a spegnere la televisione, dove tutto sembra facile e tutti hanno successo. Consiglia alle
ragazze di disinibirsi. “Lo dice una che é stata inibita per tutta la vita. La mia mamma era una
santa donna, cattolica fervente. Il sesso era il peccato mortale. Poi sono stata in collegio dalle
suore che ci facevano fare il bagno con la camicia. La donna oggi deve imparare a conoscersi a
fondo. A volersi più bene, a ripettarsi, a essere sé stessa bella o brutta che sia, senza copiare da
nessuno. Deve sapere quello che veramente vuol fare nella vita e ad imporlo a chi la vuol
controllare”.

L’antiginnastica.

E’ un ottimo anti stress che ripristina una corretta respirazione e circolazione sanguigna. “Niente
esercizi ginnici faticosi e ripetitivi” ci dice Thérèse Bertherat, la fisioterapista francese che ha
inventato l’ “antiginnastica”. Un’arte dello scioglimento e della distensione muscolare fatta di
movimenti dolci e armoniosi che mandano un’ eco benefica a tutto il corpo. Con intuizione Thérèse
osserva la “tigre” che si nasconde nel corpo, che si rifugia nella “tana” della schiena e che si
allunga sotto la pelle muovendo ossa e arti armoniosamente. La “tigre” é il nostro sistema muscolare
” possente e bellissimo” che si contrae dalla nuca alla punta dei piedi. Ci dice ancora Thérèse
Bertherat:” La tigre (il sistema muscolare) ha pieni poteri sul nostro organismo: se é contrariata
può farti spuntare una gobba sulla schiena. Può mozzarti il respiro, irrigidirti il viso, deformarti
il corpo. E’ capace delle cose peggiori e delle migliori. Può modellarti il corpo: renderlo bello e
perfetto. La forma, la bellezza e l’energia, la salute passano attraverso la legge della tigre.
Tutti noi abbiamo il potere di creare qualcosa di fragile e di meraviglioso: il nostro equilibrio!”.

Ogni corpo teso, storto o disarmonico può liberarsi dai blocchi e riavvicinarsi alla forma perfetta.
Per la Bertherat questa é la più stupefacente capacità dell’essere umano. Ci spiega che per scorgere
eventuali disarmonie ci si può mettere davanti allo specchio con i piedi uniti e le braccia
pendenti.E osservare se la clavicola destra é alla stessa altezza della sinistra, se le punte dei
capezzoli sono allo stesso livello, se fianchi e ginocchia si equivalgono. Un altro test é modellare
ad occhi chiusi po’ di plastilina per farne una figura umana che sarà una specie di nostro “doppio”
che riflette la condizione della mente e del nostro corpo. Si possono così correggere le nostre
disarmonie con gli esercizi dell’ antiginnastica. Rilassi gli occhi girandoli in tondo per tre
minuti, poi sbatti le ciglia per altri tre minuti. Muovi la bocca: ti sdrai supina e apri e chiudi
la bocca lentamente girando le mandibole e la lingua. Poi si passa alla “tigre” del collo: siedi e
appiattisci la colonna vertebrale contro una parete. Ruota la testa verso destra e sinistra e
afferra e massaggia con le mani le muscolature delle spalle e della schiena (il trapezio).Come puoi
“lavorare” la zona tra le gambe? Ti sdrai supina. Contrai e rilassi le natiche: poi metti una palla
da tennis sotto il sedere e ci dondoli sopra aprendo le gambe.

Qi Gong

E’ un toccasana contro ogni male – dai comuni mal di schiena, alle epatiti ma c’è chi giura che può
aiutare anche chi ha un tumore. Gli esercizi di Qi Gong regolano la respirazione, attivano la
circolazione del “Qi” – l’energia vitale – e inducono uno stato di armonia e di relax. Per calmare
la mente e indurre uno stato di quiete ci si dovrà concentrare sulla respirazione imparando a
contare i respiri. Poi si può immaginare di stare eretti come un pino ben piantato che non é
scrollato dai venti. Nell’esercizio del “palo eretto” si sta con i piedi divaricati quanto la
larghezza delle spalle. Poi si piegano le ginocchia e ci si “siede” nel vuoto: testa e torso
diritti.

Lo sguardo é in avanti con le palpebre abbassate. Poi si alzano le braccia all’altezza delle spalle
– mani e spalle rilassate- e si sta in questa posizione per 10 – 20 minuti. L’esercizio rinforza la
costituzione e previene le malattie. Per i disturbi del sistema nervoso invece si giace supini. Le
ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra. Poi ci si rilassa immaginando di galleggiare in una
vasca d’ acqua calda.

Wen Zhong You é un ex portiere della nazionale di calcio cinese che insegna Qi Gong. In Italia tiene
dei worshops al centro Soma di Milano. Ha studiato con famosi maestri buddisti e taoisti. Ci spiega:
” Gli esercizi buddisti ti insegnano a concentrare la mente su alcune parti del corpo e a lasciar
fluire i pensieri. Ci si immagina sopra un gigantesco fiore di loto e si dondola il corpo per
rilassarsi e assorbire così il Qi cosmico. Si entra così in uno stato di distacco e di
concentrazione assoluta. Nel taoismo si insegna a “sedersi nella dimenticanza”: corpo rilassato,
mente vuota e l’energia vitale che scorre per sbloccare le tensioni. Quando si é più esperti si
imparerà a dirigere il Qi nei punti deboli per rinvigorirsi. Se ci si rilassa regolarmente si gode
uno stato di benessere che é chiamato “Unità nella Natura”. Caterina Martucci é un medico agopuntore
che pratica il Qi Gong. Ci spiega un facile esercizio di “Qi Gong”: “Si pratica in piedi – all’
inizio per pochi minuti ma poi anche per mezz’ora. Le braccia sono davanti all’addome con le palme
rivolte verso l’interno. Si immagina di avere in mano una palla molto leggera. Si respira con
l’addome e si immagina di essere in un bosco tra fiori e alberi. Sentiremo diffondersi in tutto il
corpo una senso di calore, di calma e di gioia.

Il parere di Marcello Bernardi.

Pediatra di fama mondiale e autore di libri di successo, come Educazione e libertà, Gli imperfetti
genitori e Sessualità, Marcello Bernardi é un convinto sostenitore della creatività e delle libertà
del bambino e dell’adulto. Imbrigliate spesso da genitori e educatori. Ci dice: “Solo pochi
mantengono dentro quello che Freud chiamava “l’anima dell’eterno fanciullo”, una personalità
creativa, una forte individualità e indipendenza. Da questi bimbi nascono i geni – grandi filosofi e
artisti – e gli uomini nel verso senso della parola. Mentre tutti gli altri diventano seguaci, per
nulla creativi. Nella vita di ogni giorno si é sempre disattenti, si agisce ma non si pensa a cio’
che si fa, si discute impiegando argomenti banali. Non ci si sforza di avere un’idea propria.
Originalità e creatività sono cancellate dai potenti strumenti della comunicazione di massa che
invece che aprirci a nuove visioni ci “accecano”.

L’adulto si deve perciò rieducare alla creatività schermandosi prima di tutto dalla spazzatura
televisiva – spettacoli di evasione e concorsini. Aggiunge Bernardi: “Per prima cosa si dovrà vedere
meno TV, imparando a leggere i giornali in senso critico, accettando l’opinione degli altri – pur
famosi che siano – solo se la si condivide. E poi ci si deve liberare dalla schiavitù del denaro,
che domina sempre più ogni aspetto della nostra cultura – dalla salute al tempo libero. Svuotando di
senso ogni cosa che si fa. Il famoso filosofo Eric Fromm nel suo libro Avere o Essere ci ha
suggerito di lottare nella vita per essere qualcuno più che per avere qualcosa. Le scuole di
creatività funzionano solo se chi ci guida non ci impone le cose da fare e le vie da seguire. Quindi
per curarsi con l’arte si può fare di tutto: scrivere poesie, dipingere, fare judo, esplorare le
montagne. Ma la cosa più importante é che ci si muova di propria iniziativa, spinti dalla propria
curiosità e dal piacere. E con un po’ di senso critico e di senso estetico. La creatività é un fatto
così intimo e personale che o esce dalle persona stessa o non c’é. Non la si può prendere come fosse
una medicina o una psicoterapia.”

Arte Terapia: disturbi e rimedi

La tabella può aiutarci a scegliere il rimedio d’arte terapia più adatto. Ma attenzione: alcuni
disturbi (anemia, cefalea, stipsi) possono avere serie cause organiche e di fronte a un malessere
ricorrente conviene sempre consultare un medico. Ogni disturbo elencato in tabella ha una componente
psicosomatica che può ottenere benefici dalle tecniche elencate nel dossier.

Diminuzione del desiderio sessuale – danza terapia, qi gong, biodanza, neosciamanesimo,
automotivazione e euritmia.

Stanchezza – musicoterapia, arte / natura, comico terapia, qi gong.

Mal di schiena – musicoterapia, biodanza, arte / natura, antiginnastica e qi gong.

Artrite – danza terapia, musicoterapia, biodanza, antiginnastica e qi gong.

Variabilità di umore e disturbi nervosi – arte terapia, euritmia, biodramma, videodramma,
comicoterapia, qi gong e neosciamanesimo.

Cefalea – danza terapia, musicoterapia, biodanza, arte/natura, comicoterapia, antiginnastica e qi
gong.

Insonnia – danza terapia, arte terapia, musicoterapia, biodramma, videodramma, qi gong e arte /
natura, euritmia.

Irregolarità mestruali – danza terapia,biodanza, arte/natura, qi gong.

Menopausa – danza terapia, euritmia, arte/natura, antiginnastica, comicoterapia,qigong e
neosciamanesimo, videodramma.

Disturbi digestivi – arte terapia, videodramma, musicoterapia, biodanza, arte / natura,qi gong,
euritmia.

Stipsi – danza terapia, qi gong, biodanza, arte / natura, comicoterapia.

Squilibri pressori – musicoterapia, biodramma, videodramma, biodanza, qi gong, arte/natura,
comicoterapia.

Eczemi – danza terapia, arte terapia, biodramma, videodramma, biodanza, arte / natura e qi gong.

Asma – arte terapia, musicoterapia, psicodramma, biodanza, arte/natura, qi gong.

Comico terapia – guarire col ridere – Da Patch Adams a Jacopo Fo
di Italo Bertolasi

Film comici, candid camera demenziali e barzellette per mostrarci gli aspetti assurdi e ridicoli
della vita. E ancora risi e risate a crepapelle al posto di pillole analgesiche e di costose
psicoterapie per curarci e riacquistare ottimismo e buonumore. Sono le semplici ricette della “Humor
Terapy”, la terapia dell’umorismo, proposta da psicologi allegroni, dottori clown ed artisti di
cabaret convinti che il buon riso ha poteri curativi straodinari. “Chi è musone, triste e depresso”
ci dice il premio Nobel per la medicina Susamo Tonegawa “non riuscirà a tener lontano le malattie”.

L’uomo è l’unico animale ridente: non c’è nessuna emozione, a parte l’amore, che sia così potente e
universale. Eppure ancor oggi “per la scienza il riso è misterioso come un buco nero” ci dice il
medico inglese Jhon Hadfield. Le ultime scoperte della PNEI – lo studio delle relazioni tra psiche,
sistema neuroendocrino e immunitario – hanno accertato che tristezza e pessimismo inibiscono la
nostra vitalità favorendo stati di stress e depressione. Allora compaiono palpitazioni, disturbi del
sonno e dell’appetito assieme ad ansia e tensioni. Mentre riso e buonumore giovano all’intero
organismo, al nostro io profondo, alle nostre relazioni sociali e aiutano i processi di guarigione.
Per questo a New York, fin dal 1986, un’equipe di 35 clown del Big Apple Circus affianca i dottori
nei reparti di oncologia e negli ospedali pediatrici. E Patch Adams, medico e clown professionista,
ha fondato in West Virginia la comunità sanitaria Gesundheit Institute per curarci con la medicina
del pensiero positivo e del buon ridere. Patch è convinto che non si può separare la salute del
mondo da quella dell’individuo e che allegria e autosostegno morale sono le cure più efficaci. Da
sempre infatti si sa che “ridere fa buon sangue”!

Con la comicoterapia si possono fare miracoli. Ne è convinto Jacopo Fo, figlio del Nobel Dario Fo,
che ha ideato corsi di “Yoga demenziale e Zen occidentale” che si tengono alla Libera Università di
Alcatraz, una valle dell’Eden alternativo, tra Gubbio e Perugia ed Assisi. Ci dice: “Lo Zen è qui,
ora, ogni volta che ti viene da ridere! La vita è tutta una roba da ridire: le endorfine prodotte da
una bella risata rassicurano, tranquillizzano e liberano l’energia vitale più profonda. Lo Zen
occidentale ha scelto come maestro spirituale il piacere e il buon ridere. Via i sensi di colpa che
ci bloccano e via le paure che ci avvelenano la vita. Perchè tutta la saggezza d’Oriente e
d’Occidente può essere riassunta in una gigantesca risata!”.

A settembre la cittadina ligure di Bordighera è diventata ancora una volta la “Città dell’Allegria e
dell’Umorismo” che ha accolto il congresso internazionale sull’umorismo dedicato quest’anno al tema:
“Guarire dal Ridere”. Dibattiti, spettacoli, mostre, corsi di fumetto umoristico e seminari sono
stati proposti come una “terapia intensiva e un periodo di cure alle terme del buonumore e alle
beauty farm dello spirito”. Si sono ritrovati medici e studiosi che hanno indagato le virtù
terapeutiche dell’umorismo e che hanno spiegato a un pubblico attentissimo come, quanto e perchè fa
bene ridere. Oltre a Patch Adams e Jacopo Fo c’erano Branko Bokun, studioso di psicologia sociale e
autore di “Ridere per vivere” Mondadori, Mario Farnè, docente di psicologia medica e autore di
“Guarir dal Ridere” Bollati Boringhieri, l’associazione romana “Ridere per Vivere” e la fondazione
svizzera “Theodora”. La neonata “medicina umoristica” è così finalmente di moda! Dopo aver invaso i
siti Internet, le librerie, gli ospedali e i fitness center d’America è sbarcata anche in Italia. In
America l’American Association for Therapeutic Humor – l’ Aath – gia da anni fa indossare ai suoi
medici nasi da clown e mette in circolo riviste di settore, come il “Giornale della gaiezza
infermieristica”, che ci informano sui progressi della comicoterapia.

I medici del sorriso ci dicono che ridere a creapelle fa lo stesso effetto rilassante di un buon
esercizio fisico: dieci belle risate al giorno sono come dieci minuti di aerobica o di vogatore.
Quando si ride si fa una microginnastica salutare dei muscoli facciali, delle spalle, del diaframma
e dell’addome. Ci dà una carica di vitalità che stimola il nostro sistema immunitario riducendo i
livelli di adrenalina nel sangue e liberando dal cervello le beta – edorfine che hanno un potente
effetto analgesico e rilassante.

Ecco allora scientificamente confermato il buon detto popolare che “una risata al giorno toglie il
medico di torno”. Ridere migliora la memoria e ci allegerisce dalla noia e dalle delusioni che ogni
tanto ci riserva la vita. E’ un meccanismo di difesa contro ogni forma di ansia. Le battute oscene
esorcizzano le paure e i tabù sessuali. L’umor nero ci aiuta a convivere con morte, malattie e
catastrofi sentimentali. La satira è una salutare e pacifica ribellione contro chi ostacola le
nostre libertà. L’umorismo scatologico ci libera dai tabù che riguardano gli escrementi e le
funzioni fisiologiche. E l’ironia verso sé stessi è un’autodifesa contro gli insuccessi
professionali e i cali d’autostima. Il riso del clown è sempre stato anche un atto di rivolta contro
i soprusi dei potenti e contro la censura morale di chi pretende di educarci. Il riso non va preso
sottogamba: è una cosa seria! A ripetercelo è lo psicologo Mario Farnè: “ridere è veramente
importante in qualsiasi momento della vita. Non bisogna mai perdere l’occasione di farsi una bella
risata per affrontare gli eventi quotidiani con un bel sorriso sulle labbra.”

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