Chi è e cosa ha fatto, detto e scritto Yoganandaji

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Chi è e cosa ha fatto, detto e scritto Yoganandaji

Introduzione a: “L’Eterna Ricerca dell’Uomo” – di Yogananda Paramahansa

L’umanità è all’eterna ricerca di quel “qualcos’altro” che essa spera le
possa dare la felicità, completa e senza fine. Per ciascuna di quelle anime
che hanno cercato e trovato Dio, la ricerca è finita: Egli è quel
“qualcos’altro”. (Paramahansa Yogananda)

Questo volume di discorsi di Paramahansa Yogananda è dedicato a tutti coloro
che hanno conosciuto delusioni, insoddisfazioni, scoraggiamenti, tristezze o
un inappagato anelito spirituale. E’ per quelli che hanno cercato di capire
gli enigmi della vita, per quelli che hanno custodito nel loro cuore
un’incerta speranza della realtà di Dio e della possibilità che Egli possa
essere conosciuto; ed è per i ricercatori che già si sono rivolti verso Dio
nella loro ricerca. Possa esso rappresentare per ogni lettore un raggio di
luce divina sul suo sentiero e possa portargli nuova vita, ispirazione e il
senso della giusta direzione. Dio è per tutti.

L’eterna ricerca dell’uomo è un libro che parla di Dio: del posto che Dio ha
nella vita dell’uomo, nelle speranze, nella volontà, nelle aspirazioni, nei
conseguimenti dell’uomo. La vita, l’uomo, i conseguimenti non sono che
manifestazioni dell’Unico Creatore onnipresente, dipendenti da Lui in modo
inseparabile come l’onda dall’oceano. Paramahansa spiega perchè e come
l’uomo fu creato da Dio, come esso sia, immutabilmente, parte di Dio e
spiega ciò che questo significa, individualmente per ciascuno. La
realizzazione dell’unità dell’uomo col suo Creatore è tutta l’essenza dello
Yoga. La comprensione dell’inevitabile necessità che l’uomo ha di Dio, in
ogni aspetto della vita, elimina il soprannaturale dalla religione e fa
della conoscenza di Dio la base per un accostamento scientifico e pratico
alla vita stessa.

Quale uomo di Dio e quale autorità nell’antica, divina scienza dello Yoga,
Paramahansa Yogananda ha ricevuto le più alte credenziali dai suoi
contemporanei spirituali, dai lettori delle sue opere in ogni parte del
mondo, dal pubblico letterario e generale, come dai suoi seguaci. Che egli
avesse ricevuto anche la lode massima dalla Suprema Autorità, è ampiamente
dimostrato dalle evidenti benedizioni che Dio ha elargito alla sua vita
esemplare, dalle risposte infinitamente belle, edificanti in modo
impareggiabile, che egli ricevette da Dio in visione e nella divina
comunione.

Il seguente commento pubblicato nella Review of Religions dalla Columbia
University Press, è un tipico esempio del successo ottenuto dalla precedente
opera di Paramahansa, Autobiografia di uno Yoghi:

” Non ci fu mai prima d’ora, nè in inglese, nè in altra lingua europea,
nulla di simile a questa presentazione dello Yoga”. Il San Francisco
Chronicle scrisse: “Yogananda presenta una dimostrazione convincente in
favore dello Yoga, e chi è venuto per schernire, potrà rimanere per
pregare”. Dalla Schleswig Holsteinische Tagespost, Germania: “Dobbiamo dar
credito a questo libro che ha il potere di produrre una rivoluzione
spirituale”. Dello stesso Paramahansa Yogananda, Swami Sivananda, fondatore
della Divine Life Society di Rishikesh, India, disse: “Una rara gemma di
inestimabile valore, di cui il mondo ancora non conosce pari, Paramahansa
Yogananda fu un ideale rappresentante degli antichi saggi e veggenti, gloria
dell’India”. Sua Santità lo Shankaracharya di Kanchipuram, il venerato capo
spirituale di milioni di persone nell’India del Sud, scrisse di Paramahansa:
“Vivida luce splendente in mezzo alle tenebre, tale fu la presenza di
Yogananda in questo mondo. Un’anima così grande nasce al mondo solo
raramente, quando c’è ne un reale bisogno tra gli uomini. Noi siamo grati a
Yogananda per aver divulgato la filosofia indù in modo così meraviglioso in
America e in tutto l’Occidente”.

Paramahansa Yogananda nacque in India il 5 Gennaio 1893. Ebbe un’infanzia
straordinaria, indicante chiaramente che la sua vita portava il segno di un
destino divino. Sua madre riconobbe questo ed incoraggiò i nobili ideali e
le aspirazioni spirituali del figlio. Quando aveva solo undici anni, la
perdita della madre, che egli amava sopra ogni cosa in questo mondo,
rafforzò la sua spontanea determinazione di trovare Dio e di ricevere dal
Creatore stesso le risposte cui anela ogni cuore umano.

Egli divenne discepolo del Grande Jnanavatar (incarnazione della saggezza)
Swami Sri Yukteswar Giri. Sri Yukteswar apparteneva ad una gerarchia di
grandissimi Guru, ai quali Yogananda era legato sin dalla nascita: i
genitori di Yogananda erano discepoli di Lahiri Mahasaya, guru di Sri
Yukteswar. Quando Yogananda era appena un neonato, nelle braccia della
madre, Lahiri Mahasaya lo benedisse e preconizzò: “Piccola madre, tuo figlio
sarà uno yoghi. Come un motore spirituale, porterà molte anime al regno di
Dio”.

Lahiri Mahasaya era un discepolo del Mahavatar Babaji, il Maestro immortale
che riportò in vita in quest’epoca l’antica scienza del Kriya Yoga. Lodato
da Krishna nella Bhagavad Gita e da Patanjali negli yoga Sutras, il Kriya
Yoga è allo stesso tempo una tecnica trascendente di meditazione e un’arte
di vita che conduce all’unione dell’anima con Dio. Il Mahavatar Babaji
rivelò il sacro Kriya a Lahiri Mahasaya che lo trasmise a Sri Yukteswar, il
quale lo insegnò a Paramahansa Yogananda.

Quando, nel 1920, Paramahansa Yogananda venne considerato pronto per
iniziare la sua missione mondiale di divulgazione della scienza Yoga
liberatrice dell’anima, il Mahavatar Babaji gli rivelò quale sarebbe stato
il suo divino incarico:”Tu sei colui che ho scelto per diffondere il
messaggio del Kriya Yoga in Occidente. Molto tempo fa incontrai il tuo Guru
Yukteswar a Kumbla Mela; gli dissi allora che ti avrei mandato a lui perchè
ti istruisse. Il Kriya Yoga, la tecnica scientifica della realizzazione di
Dio, si diffonderà alla fine in tutti i paesi, e promuoverà l’armonia fra le
nazioni attraverso la trascendente percezione personale, da parte dell’uomo,
del Padre Infinito”.

Paramahansa Yogananda iniziò la sua missione in America come delegato al
Congresso internazionale di liberali religiosi a Boston nel 1920. Per più di
un decennio egli viaggiò in lungo ed in largo attraverso l’America, parlando
quasi ogni giorno a vasti uditori in tutte le maggiori città. Il 28 gennaio
1925 il Los Angeles Times riferì:

” Il Philharmonic Auditorium presenta l’inaudito spettacolo di migliaia di
persone… rimandate indietro già un’ora prima che avesse inizio
l’annunciata conferenza nella sala che, pur essendo capace di 3000
spettatori, era già stracolma. L’attrazione è rappresentata dallo Swami
Yogananda, un indù che sta invadendo gli Stati Uniti per portarvi Dio…
predicando l’essenza della dottrina cristiana”. Per l’Occidente non fu una
rivelazione da poco quella che lo Yoga, spiegato con tanta eloquenza e
interpretato con tanta chiarezza da Sri Yogananda, è una scienza universale,
e che come tale, è invero l’essenza di tutte le religioni.

A Los Angeles, nel 1925, Paramahansa Yogananda fondò il Centro
internazionale della Self Realisation Fellowship, l’associazione da lui
avviata in India nel 1917 sotto il nome di Yogoda Satsanga of India.
All’inizio degli anni ’30 Paramahansa cominciò ad abbandonare gradualmente
le conferenze pubbliche di portata internazionale. “Non mi interessano le
folle”, egli disse, “ma le anime che vogliono seriamente conoscere Dio”. In
seguito egli concentrò i propri sforzi sulle lezioni che egli teneva per gli
studenti seriamente impegnati: nella maggior parte dei casi egli parlava nei
propri templi e nel Centro internazionale della Self Realisation Fellowship.
Le selezioni pubblicate in questo volume sono tratte da discorsi che egli
tenne in questo periodo.

Paramahansa Yogananda aveva predetto molte volte:

” Non morirò nel mio letto, ma con le scarpe ai piedi, parlando di Dio e
dell’India”.

Il 7 marzo 1952, la sua profezia si compì. Paramahansa era stato invitato a
parlare al banchetto dato in onore dell’ambasciatore dell’India, B. R. Sen.
Fece un discorso profondamente toccante, e concluse con queste parole,
tratte da una sua poesia,”La mia India”: “Dove Gange, foreste, grotte
himalaiane e uomini sognano Dio, fui consacrato; il mio corpo toccò quel
suolo!”. Poi sollevò lo sguardo ed entrò nel mahasamadhi, l’uscita cosciente
dalla vita terrena dello yoghi evoluto. Egli morì com’era vissuto, esortando
gli uomini a conoscere Dio.

I discorsi del Guru, nei primi anni del suo ministero, furono registrati
solo saltuariamente. Ma quando, nel 1931, Sri Daya Mata divenne discepola di
Paramahansa Yogananda, si assunse il sacro compito di registrare fedelmente,
per le generazioni future, tutti i discorsi e tutte le lezioni del suo Guru.
Questo volume non è che un campione: sotto la direzione di Paramahansa
Yogananda, molte trascrizioni (in particolare quelle contenenti istruzioni
private, tecniche e insegnamenti dati agli studenti della Self Realization
Fellowship) vennero compilate, insieme ad alcuni suoi scritti, in una serie
di Lezioni della Self Realization Fellowship. Altri discorsi appaiono
regolarmente nel Self Realisation Magazine (pubblicato in inglese).

Poichè la maggior parte dei discorsi contenuti in questo libro erano rivolti
a un pubblico che aveva familiarità con gli insegnamenti della Self
Realisation Fellowship, alcuni chiarimenti riguardanti la terminologia e i
concetti filosofici potranno essere utili al lettore nuovo a tali argomenti.
A questo scopo sono state incluse molte note a piè di pagina; così pure un
glossario che spiega il significato di alcune parole sanscrite e di altri
termini filosofici e dà, inoltre, informazioni circa eventi, persone e
luoghi che hanno attinenza con la vita e l’opera di Paramahansa Yogananda.

Possiamo qui osservare che le citazioni dalla Bhagavad Gita incluse in
questo volume sono state tradotte in inglese dallo stesso Bhagavad Gita
incluse in questo volume sono state tradotte in inglese dallo stesso
Paramahansa Yogananda.

Paramahansa Yogananda avrebbe potuto dire, con Gesù: “Non credete che io sia
venuto ad abolire la legge, o i profeti; non sono venuto per abolirli, ma
per completarli” (da Matteo, 5, 17). Paramahansa onorava tutte le religioni
e i loro fondatori e rispettava tutti i sinceri ricercatori di Dio. Una
parte della sua missione mondiale è stata quella di rivelare la completa
armonia e unità fondamentale del Cristianesimo originale, insegnato da Gesù
Cristo, con lo Yoga originale, insegnato da Bhagavan Krishna (vedi Scopi e
Ideali a pagina 441). Lungi dall’introdurre nel mondo un dogma che divida,
Paramahansa dimostrò che la pratica dello yoga stabilisce una sintonia
interiore con Dio che costituisce la base universale di tutte le religioni.
Le astrazioni di una religione teorica sbiadiscono davanti all’effettiva
esperienza di Dio. La Verità non può essere dimostrata interamente da
nessuno a nessun altro ricercatore; ma, mediante la pratica dello yoga,
l’aspirante spirituale può trovare la prova della verità da sè, attraverso
la propria esperienza.

Dio è; e ogni uomo che lo cerchi sinceramente Lo conoscerà. L’uomo non può
avere vita, nè alcun potere di agire, pensare o sentire, senza prendere a
prestito quel potere da Dio. Perciò Paramahansa Yogananda faceva notare,
conoscere Dio non è soltanto un privilegio e un divino dovere, ma una
necessità pratica. Perchè l’uomo dovrebbe strisciare nel fango della propria
insufficienza, quando può attingere alla Fonte d’ogni potere e d’ogni
esaudimento?

La saggezza contenuta in questo volume non è erudizione acquisita sui libri
da uno studioso; è la testimonianza empirica di un dinamico personaggio
spirituale, la cui vita era colma di gioia interiore e compiutezza
esteriore, un Maestro del mondo che visse quello che insegnava, un
Premavatar (incarnazione dell’amore) il cui unico desiderio era quello di
condividere la saggezza e l’amore di Dio con tutti.

Los Angeles, Californa Maggio 1975. Self Realization Fellowship

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