Guida alla spiritualità indiana 4f

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Guida alla spiritualità indiana 4f

GUIDA ALLA CULTURA E ALLA SPIRITUALITA’ INDIANA
BASATA SUGLI INSEGNAMENTI DI SRI SATHYA SAI BABA

(parte quarta e fine)

(compilata da smt. Kausalyarani Rhagavan – 1980

LE DIVERSE GRANDI RELIGIONI DEL MONDO
E LA LORO UNITA’

236. Che cos’è la religione ? Danne una definizione.
La Religione può essere definita il sistema
prevalente di fede in un potere sovrumano.

237. Perchè conduciamo una vita religiosa ?
Condurre una vita religiosa vuol dire sottometterci
alla Volontà Divina agendo in modo da ottenere la
Grazia di Dio. Ogni religione ha la sua filosofia,
ma la religione appartiene al regno del cuore,
mentre la filosofia appartiene al regno della testa:
entrambe devono andare a braccetto. La religione è
una componente essenziale nella formazione dell’uomo

238. Qual’è la base della religone ? Quante religioni
esistono ? Come vengono classificate ?
La religione è qualcosa di essenziale perchè l’uomo
conduca una vita buona. La sua base è la fede. Oggi
le religioni prncipali sono undici: classificate in
Ariane, Semitiche e Mongoliche. Al gruppo Ariano
appartengono l’Induismo, il Giainismo, Il
Buddhismo, la religione di Zoroastro e quella dei
Sikh. Appartengono al gruppo Semitico l’Ebraismo il
Cristianesimo e l’Islam; sono Mongoliche il Taoismo,
il Confucianesimo e lo Scintoismo.

239. Qual’è la Verità centrale di tutte le religioni?
La verità centrale di tutte è che Dio è la perfetta
personificazione dell’Amore, della Grazia, e della
Misericordia; Egli è Perfezione assoluta; è il padre
di tutto il Creato, e tutte le creature sono figli
suoi.

240. ” Ekam sad vipra bahuda vadanti “: ” Dio è Uno,
anche se i saggi parlano di Lui in molti modi “
Cosicchè ogni religione è una rivelazione a suo
modo di questa grande verità: Dio non è monopolio
dell’una e dell’altra religione.

241. Quali sono i nomi che gli Indù danno a Dio?
Lo chiamano con molti nomi: Isvara, Rama, Krsna…
Paramatman, Brahman.

242. Qual’è il concetto di Dio dei Gianisti ?
Essi non parlano mai di Dio bensì del principio
divino della perfezione. Quando esso si incarna in
una persona lo chiamano ” Aranat “. La meta suprema
è il Regno Divino, nel quale scompare ogni vincolo
col Samsara e con le sue sofferenze, e in cui
l’individuo raggiunge la gioia eterna.
Lo stato in cui tutti i desideri e tutti gli
attaccamenti sono distrutti è chiamato ” Nirvana “
o ” Moksa “.

242 a. Qual’è il concetto Buddhista di Dio ?
Essi, come i Giainisti, non postulano l’esistenza
di Dio in modo diretto e specifico. Essi credono
che lo stato più alto che l’uomo possa raggiungere
è il ‘Buddha ‘ (risvegliato ), che non è molto
diverso dal “Dio” dei cosiddetti ‘teisti’. Egli è
divino; il “Kavalin”, o “Mukta”, o il “Buddha” è
la personificazione dell’Amore e di ” Prajna.”

243. Che nome danno a Dio i seguaci di Zoroastro ?
Lo chiamano ” Ahura Mazda “, il Dio che è
Verità, Sapienza, e Luce.

244. E i Mussulmani ?
Essi lo chiamano “Allah”, il Misericordioso, il
pietoso, il solo Signore del Creato.

245. Come chiamano Dio gli ebrei ?
Lo chiamano Geova.

246. Qual’è il nome che i Sikh danno a Dio ?
Per essi è ” Sat ” o ” Akal “; il vero e l’Eterno.

247. Le varie religioni sono altrettante vie verso Dio.
Spiegamelo.
Fin dai primi tempi l’uomo è stato conscio di una
Potenza trascendentale che governa e sostiene
l’Universo. Quest’idea si sviluppò attraverso i
secoli, e diede luogo a molti credi. Se esaminiamo
le varie religioni del mondo troviamo che hanno
tutte all’incirca la stessa idea di Dio, anche se Lo
chiamano con nomi differenti.
Fin da quei tempi l’uomo ha avuto fame di Dio ed ha
desiderato conoscere le sue Vie. Tutte le religioni
accettano in coro le tre carattersitiche
fondamentali di Dio: l’Onnipotenza, l’Onniscienza, e
l’Onnipresenza. Nessuno può vivere senza l’amore di
Dio, e nulla può essere fatto nel Creato senza il
suo potere. Quindi le diverse religioni sono
altrettante vie che conducono all’unica e stessa
Meta, che è Dio.

248. Ogni religione intende Dio a modo suo. Parlamene in
dettaglio.
Per gli Ebrei Dio è un Dio di Giustizia, perchè
essi, per una ragione o per un’altra sono sempre
stati una minoranza perseguitata in tutti i paesi
dove si trovavano; I Buddhisti e i Giainisti, che
danno molta importanza agli effetti distruttivi del
desiderio e della concupiscenza, tendono a sognare
un Principio Divino privo di passioni, eppure pieno
di compassione per l’umanità sofferente e oppressa.
Tutte le religioni credono nella preghiera, che è un
mezzo di comunicare intimamente con l’Onnipotente.
La religione Vedica insiste spesso sul “sacrificio”
( ‘Yajana’ e ‘Yaga’) e sulla rinuncia, e nel suo
sviluppo più tardo del Vedanta preme sulla necessità
dell’incessante ricerca dell’uomo per la Realtà
Suprema per mezzo dell’introspezione, del Sadhana e
dell’amore del Vero. Cristo insiste sulla
fratellanza degli uomini e sulla Paternità di Dio e
vuole che i suoi seguaci si dedichino a servire il
prossimo.
Gli Indù hanno i loro Avatara, che sono la
manifestazione umana di Dio, venuto di epoca in
epoca a riconfermare il Dharma e il Sathya in questo
Universo. Come Incarnazioni di Dio hanno un’immensa
influenza su tutta la India ed anche nel resto del
mondo.
Maometto è considerato Profeta di Allah, il Suo
portavoce, ed ha combattuto duramente per salvare la
sua gente dal peccato e dalla barbarie.
Mosè fu uno dei massimi profeti ebrei, Buddha per i
Buddhisti, e Mahavira per i Giainisti. Tutti parlano
di Dio, e diedero al mondo in forma di religione ciò
che di Dio avevano capito. Le loro Scritture
conservano i loro insegnamenti.

249. Quali sono le grandi Scritture degli Indù ?
Sono i Veda, le Upanisad, i Purana, e le Dharma
Sastra. In esse sono tracciati con ricchezza di
particolari i valori eterni della vita.

250. Quali sono le Scritture dei Cristiani ?
Sonon contenute nella Bibbia, e specialmente nei
Vangeli del Nuovo Testamento, che parla della storia
di Cristo e dei Suoi Apostoli.

251. Dimmi il nome delle sacre Scritture degli
Zoroastriani, degli Ebrei, dei Sikh, dei Buddhisti
e dell’Islam.
Le Scritture di Zoroastro sono le Zend Avesta;
quelle degli Ebrei sono la Torah e il Talmud. Il
libro sacro dei Sikh è l’Adi Granth; quello dei
Buddhisti è il Pitaka, e la sacra scrittura dei
Mussulmani è il Corano.

252. Che significa il nome “Jina” e chi fu il fondatore
del Giainismo ?
” Jina” significa ‘il Vittorioso’, ed è un titolo
dato a Vardhamana Mahavira, fondatore del Giainismo
( ‘Jainism’); viene anche dato a chi ha saputo
vincere il proprio ego inferiore ed ha raggiunto la
realizzazione del Sé. Jina Vardhamana Mahavira fu
contemporaneo di Buddha, di poco più vecchio di lui,
ed era il secondogenito dello Ksatriya re di Magada.
Alcune leggende invece attribuiscono la nascita del
Giainismo a ” Risabha” che si dice sia vissuto molti
secoli prima. Ciò è anche detto nel Bhagavata
Purana. Comunque fu Mahavir a organizzare il
Giainismo in un credo organico e a fare dei
Giainisti una comunità compatta.

253. Quali sono i principi basilari del Giainismo ?
Sono: Ahimsa ( non violenza e soccorso ), Sathya
(veracità); Astheya ( non rubare ); Aparigraha
( accontentarsi e non bramare ); e Brahmacarya
( andare verso il Brahaman, verso Dio ).

254. In che cosa credono i Giainisti ?
Credono che ogni cosa materiale contenga lo Spirito,
ecco da che nasce l’Ahimsa. Essi danno somma
importanza alla purezza, esteriore ed interiore. Per
raggiungere la perfezione è necessario un Sadhana.
Lo stesso “Mahavira” diceva che ci sono due specie
di diciplina spirituale; la ‘Vrita’ o ‘Mahavrita’
per per i Mauni ( monaci) e la ” Anu-vrita” per la
gente comune. La religione Jaina non fa molto posto
a Dio, o alla Realtà Trascendente; ma essi credono
nell’anima, la quale diventa vittima di innumerevoli
rinascite a causa dei suoi legami con le impurità
del mondo. Quindi lo scopo supremo della vita è
liberarsi da tutte le impurità.

255. Spiegami in dettaglio Le credenze del Giainismo a
proposito dell’anima e del karma, e chi è colui che
chiamiano “sant’uomo”.
L’anima pura è tutta luce, perchè ha”Ananta-Darsana”
“Ananta-Jana”,”Ananta Virya” e “Ananata Sukha”
( infinita Visione, Sapienza, Forza e Dolcezza). A
causa del suo mescolarsi con le impurità del mondo
le tocca rinascere. Lo stato puro dell’essere è
detto “Jana”; quando il karma viene annullato con
una vita giusta e pura l’anima diviene “Anpasamika”,
stato in cui il karma viene neutralizzato, benchè
sia ancora presente come brace sotto la cenere.
Quando il karma è del tutto annullato si dice che
l’anima è nello stato “Ksayika” che porta Moksa o
Kaivalya. C’è un altro stato dell’anima, detto
” Ksayopastramika ” in cui è attivo ancora qualche
po’ di karma; in questo stato l’uomo e è detto
essere dio. Quando invece l’uomo raggiunge gli stati
di Anapasamika o Ksayika diviene un “Uomo Santo”.

256. Quali sono i vari gradi di evoluzione morale e
spirituale nel Giainismo ?
Tutta la sostanza, o materia, secondo Giainismo, può
essere di due tipi: ” Asti-kaya” ( estesa ) o
“Anasti- kaya” ( senza estensione ). La prima, che
non è “materia” è spirituale. Per il Giainismo
alcuni Jivi sono “Mukta”, liberati, e altri sono
“Buddha”, ancora vincolati.I Giainisti, danno molta
importanza alla fede e al lavoro; sono ” punya “
( buone ) tutte le azioni umane portano alla pace
della mente; ci sono nove specie di azioni “punya”:
dar da mangiare agli affamati, da bere agli
assetati, ecc. Il più grande peccato ( “papa”) è
“Himsa”, il causare male ad altri. Nel codice Jana
ogni difesa, dall’ingiuria fino all’omicidio,
costituisce un peccato.

257. Che cos’è lo stato ” Nirvana ” ?
Per I Gianisti non è l’annullamento, ma la rinascita
in uno stato di perfetta purezza e felicità, e non
può essere descritto. E’ una liberazione assoluta
dal desiderio e dall’azione; una quiete perfetta.
L’anima esiste, ma è trascendente da tutto.
Il Giainismo non ammette nè un Dio personale nè un
Brahman trascendente, ma crede negli Arhat, che sono
anime piene di sapienza e di purezza, come i grandi
Tirthankara, coloro che hanno raggiunto il Nirvana.

258. Chi ha fondato il Buddhismo ?
Fu Siddharta ( nome che vuol dire ” colui che ha
raggiunto la perfezione ” ). Il suo nome di famiglia
era Gautama, fu un principe figlio del re Sudhodana
e della regina Maya, il loro regno era quello di
Sakhya, e la capitale era Kapilavastu. Egli nacque
circa il 567 a.C. e divenne ” Buddha “, illuminato,
quando era avanti negli anni, e fondò il Buddhismo.

259. In breve cosa insegna il Buddha ?
E’ il vangelo delle quattro Nobili Verità ( ” aryan
truths “): 1. “la vita è piena di sofferenze; ogni
momento è dolore – nascita, malattia, vecchiaia,
povertà, desideri e così via; 2. L’origine del
dolore è il desiderio; la bramosia ( “Trisna”) ci
lega al ciclo interminabile delle nascite e delle
morti; 3. E’ possibile arrivare a sopprimere il
desiderio; con la sapienza e con la comprensione e
con la piena coscienza di Sè l’uomo può raggiungere
lo stato di beatitudine, e per farlo deve
risvegliarsi dallo stato di Ajnana e quello di
Jnana; 4. il modo per dar termine alle sofferenze è
di eseguire il nobile ottuplice sentiero; e sempre
occorre evitare tutti gli estremi e attenersi alla
via di mezzo. Non si raggiunge il Nirvana
mortificando il corpo.
Egli insegnava il distacco; e il saggio è il
‘Sama-darsi’, colui che vede tutto in modo obiettivo
e distaccato; egli è un vero ‘Bodhi’, un
Illuminato. Solo un cuore puro, diceva, può
raggiungere il Nirvana, la Liberazione. Nei suoi
insegnamenti il Buddha non parla mai di Dio nè
dell’anima. Si riferisce spesso al Manas, alla
mente, che provoca tutte le azioni e le parole.

260. Che cos’è il ” Panca-Sil ” dei Buddhisti ?
Sono cinque proponimenti che condensano la dottrina
del Buddha; sono: 1. Mi guarderò dall’uccidere
qualunque creatura; 2. Mi guarderà dalla menzogna;
3. Mi guarderò dal rubare; 5………………..(?)

261. Chi fu il fondatore del Zoroastrismo ?
Fu il poeta persiano Zarathustra, che visse nel VII°
secolo a.C. Ciò che più lo preoccupò fu sfatare le
superstizioni della sua gente, e perciò la prima
cosa che insegnò fu che ” Dio è Uno “: il Sapiente
Signore Ahurama Mazda. Ormuzd, Creatore
dell’universo, che vive nel cuore di ogni uomo come
Rettitudine e la Verità Eterna.

262. Quali sono le credenze caratteristiche dello
Zoroastrismo ?
Anzitutto la santità della Natura, i cui 4 elementi
sono sacri. Quindi non seppelliscono nè cremano i
cadaveri per non inquinare la Natura. I morti
vengono portati nella “Torre del Silenzio” dove
verranno divorati dagli avvoltoi.

262 a. Quali sono le credenze fondamentali dello
Zoroastrismo ?
Credono soprattutto nella santità della Natura, e i
quattro elementi aria, fuoco, acqua e terra sono
sacri. Essi adorano il Fuoco, Agni, che è il simbolo
della purificazione, e il Sole, che è la Luce
( Tejas ), oltre che la purezza. Essi devono
rispettare quattro purezze: di pensiero, di parola,
d’azione, e di castità.

263. Qual’è la religione dei Parsi ?
Gli Zoroastriani che erano emigrati in India sono
chiamati Parsi; e adorano anche il Sole. I loro
templi sono chiamati “Agiyari”, e vi è collocato il
fuoco sacro, alimentato da legno di sandalo. E’ loro
obbligo seguire il codice morale indcato nel
precedente paragrafo, ultimo a linea.

264. Che cos’è il Giudaismo ?
E’ la religione degli Ebrei, ed è pù antica del
Cristianesimo. E’ una religione strettamente
monoteistica, ed ha le sue scritture in quello che i
Cristiani chiamano Vecchio Testamento. La loro
credenza centrale è un Dio Universale e
misericordioso.

265. Chi fu il fondatore dell’Islam ?
Fu Maometto, Egli proclamò che non c’è altro Dio che
Allah, onipotente, tutto sapienza e misericordia.
Rivelò queste verità sublimi nel Corano, il Libro
sacro dei Mussulmani.

266. Quali sono gli ideali più importanti dell’Islam ?
In riassunto, dirò che l’Islam poggia su cinque
saldi pilastri, i cinque doveri del fedele: la
Preghiera, la Carità, il Digiuno, il Pellegrinaggio
alla Mecca e la Guerra Santa.

267. E il Cristianesimo, che è ?
E’ la religione di coloro che credono in Cristo
quale unica rivelazione di Dio. Sorse circa 2.000
anni fa come setta dell’ebraismo, in Palestina.
Cominciò ad accettare come proprie le Scritture
Ebraiche, ma invece della credenza degli Ebrei che
il Messia debba ancora apparire, esso afferma che il
Messia è già apparso sulla terra nella persona di
Gesù di Nazareth. Quindi il Cristianesimo ha come
asse centrale la vita e il messaggio di Gesù, che
essi chiamano Cristo, o il Messia.

268. Da chi nacque Gesù e dove ?
La sua nascita stessa pare un miracolo. Nacque in
una stalla di Betlemme da Maria, moglie di un
falegname; Guseppe. La sua nascita non fu normale,
perchè sua madre Maria era vergine, e su di lei era
scesa la grazia di Dio.

269. Dacci un’idea dei sublimi insegnamenti morali di
Cristo:
Un’idea dell’insegnamento di Gesù può esser tratta
dal Sermone sulla montagna, dal quale togliamo i
seguenti punti più indicativi:
1. Beati i puri in ispirito, perchè è loro il Regno
dei Cieli.
2. Beati i dolenti perchè saranno consolati.
3. Beati i mansueti, perchè erediteranno la terra.
4. Beati gli affamati e gli assetati di giustizia,
perchè saranno saziati.
5. Beati i pietosi, perchè riceveranno pietà.
6. Beati i pacifici, perchè saranno chiamati figli
di Dio.
7. Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio.
8. Beati coloro che sono perseguitati per la loro
virtù, perchè sarà loro il Regno dei Cieli.
9. Beati voi, che sarete disprezzati e perseguitati
e calunniati in ogni modo per Causa Mia.

270. Chi è il fondatore del Sikhimo ?
Il Sikhismo è forse la religione più recente del
mondo. Il suo fondatore fu Nanak, e nacque nel 1496
nel villaggio di Talwandi.

271. Come si chiama il libro sacro dei Sikh ?
Il libro sacro dei Sikh si chiama ” Grant Sahib “. I
loro templi si chiamano ” Gurudwara”, non hanno
immagini nè riti complicati, ma sull’altare c’è solo
il ” Granth Sahib ” che contiene gli inni e i detti
del Guru.

272. Qual’è il principio più importante della religione
Sikh ?
Un concetto importantissimo della religone Sikh è
quello della devozione del discepolo; la parola
“Sikh” significa discepolo. I Sikh venerano
grandemente i loro Maestri. Il loro primo Guru fu
Nanak; e l’ultimo fu Guru Govind Singh.
L’insegnamento del Guru lo chiamano “Guru Vani” e lo
tengono per estremamente sacro. Essi concepiscono
Dio come la loro luce o Jyoti. Essi attribuiscono
una grande santità alla meditazione ( Japa) sulla
divina Jyoti e sui Guru che sono considerati
personificazioni di questa Jyoti.

273. Quali sono i cinque precetti che i Guru hanno
prescritto ai Sikh ?
1. non devono mai tagliarsi i capelli (ksh);
2. devono portare con sè il pettine di ferro
tradizionale ( kanga ); 3. devono portare un
braccialetto di ferro ( kada ); 4. devono portare un
pugnale corto e affilato ( kirpan ); 5. tutti i Sikh
devono indossare il Kachka ( maglietta aderente ).

274. Che cos’è il Taoismo ?
Il Taoismo è una fede di pura origine cinese, basata
sugli insegnamenti di “Lao-Tze” insieme con il
confucianesimo ed il buddhismo, è una delle
religioni principali della cultura cinese. Lo si
potrebbe chiamare “poli-demonismo” ossia adorazione
di molti demoni. In esso la magia nera ha una parte
importante. Il Taoismo proclama la dottrina del
Quietismo – l’uomo potrebbe possedere una forza
interiore chiamata “Te” risvegliata dalla
meditazione e da mezzi occulti. Si attribuiscono
molti miracoli a Lao-Tze e lo si considera una
incarnazione del ” Tao”, potenze onnipresente ed
eterna, personificazione del Bene Assoluto in
continua guerra contro il Male.

275. Che cos’è il Scinto ?
E’ l’antica religione del Giappone, degli spiriti
dei defunti. E’ più antica del Confucianesimo e del
Buddhismo, e nelle sue forme più antiche era
soltanto un specie di adorazione della natura, ed in
seguito divenne una specie di adorazione della
natura, ed in seguito una specie di politeismo.
Furono costruiti dei templi in onore dei loro molti
Dei. Non vengono venerate immagini divine ma solo
oggetti ritenuti simboli degli Dei, i quali vengono
chiamati “Shintai” ( corpo buono ) da cui viene il
termine “Shinto”. Il Re del Cielo è Amaterasu, che
governa cielo e terra con l’aiuto del fratello
Susanowo Dio del Tuono. Le prime creature furono una
coppia divina, “Izanigi” e “Zanami” che si dice
abbiano creato l’isola del Giappone. Il punto
principale dell’etica Shintoista è che il bene è una
qualità divina assoluta e deve essere sempre
praticata, e un’altra virtù caratteristica è la
carità.

276. Che cos’è il Secolarismo ?
Non significa nulla di antireligioso. E’ soltanto
” Sarva Dharma Samabhava ” ossia, chi crede nel
secolarismo, pur restando un ardente seguace della
propria religione considera tutte le altre religioni
come altrettante vie per raggiungere la stessa meta,
cioè Dio.

277. In effetti il Secolarismo è solo un termine nuovo
per indicare la tolleranza religiosa, ossia
” Sarmavata sammati ( il simbolo della nostra
organizzazione Bhagavan Sri Sathya Dai Seva è un
eccellente esempio di Secolarismo, perchè ci vediamo
unite armoniosamente le cinque grandi religioni ).
Danne una spiegazione.
Il simbolo di cui alla domanda è quello che si vede
stampato sulla copertina di questo libretto. L’Om in
questo simbolo si riferisce dall’Induismo
ossia all’Omkara Brahman. Il Cakra ( la Ruota) è il
Dharma Cakra del Buddhismo. Il simbolo del Fuoco
indica lo Zoroastrismo, la Mezzaluna con la stella
rappresenta la religione dell’Islam, e la Croce il
Cristianesimo. Nel mezzo abbiamo il Loto, che è il
simbolo di Prasanti. Questo simbolo mette in risalto
gli ideali di Bhagavan Sri Sathya Sai, che sono
Sathya, Dharma, Santi, Prema e Ahimsa. Questo
simbolo insegna il nobile modo di vivere per
raggiungere la meta di Dio. Dice che per raggiungere
l’immortalità occorre sbarrare il sentimento di
” essere l’ego “. Tiriamo una barra sull’I di Io,
facciamo morire il nostro ego sulla croce, avremo
così il simbolo della Cristianità. Distruggiamo i
nostri cattivi pensieri e le tendenze malvage nel
fuoco sacro, purifichiamoci ( come insegna
Zoroastro) nel fuoco sacro, facciamo il bene,
vediamo il bene e siamo buoni. Come la stella che
non abbandona mai la mezzaluna dell’Islam nè mai si
sposta, cerchiamo di essere fissi nella nostra fede
in Dio, senza mai vacillare. Rendiamoci conto che le
cause e gli effetti ruotano sempre come il Cakra
buddhista, e che ogni azione ha la sua reazione e se
noi facciamo il bene e facciamo la via del Dharma,
il nostro stesso Dharma ci farà godere di risultati
buoni e di una vita buona e ci salverà da questo
Bhavasakara ( il fatto di avere un corpo fisico )
sempre mutevole.
Cerchiamo di unire tutto Omkara, il Pranava che è il
suono eterno, che è l'”Aksara-Brahman”, Dio, Dio
Onnipresente negli universi ed è presente anche nel
nostro cuore. Cerchiamo di ascoltare questo Omkara e
di seguire la via della spiritualità. Tutte le
religioni, tutte le regole morali quali il Dharma
Shanty, Ahimsa, Prema e Sathya conducono tutte
all’unico e solo traguardo, che è Dio, il quale è
Sathya Svarupa ( la forma stessa della verità ).
Tutte le religioni parlano solo di Dio che è la
Verità Eterna. Il simbolo del Loto di Prasanti posto
nel centro dice che se seguiamo la via spirituale
indicata dal nostro Bhagava Sri Sathya Sai Baba, nel
nostro cuore fiorirà la Akanda Jnana e ci farà
prendere coscienza della unità di tutte le religioni
e della verità eterna che è Sathya Svarupa. Perciò
quello che ci insegna l Bhagavan Baba è Sathya
Svarupa nel vero senso della parola.

278. Descrivici la grandezza della cultura e della
spiritualità indiana ?
Il Bahgavan Sri Sai Sathya Baba dice che la cultura
indiana è nata dal cuore e dalla sapienza intuitiva,
ed è la fonte di tutte le religioni del mondo. Non
è facile afferrare appieno e giustamente la
multiforme cultura indiana. Essa non si lega alle
cose disparate ancorchè fertili del mondo materiale,
ma può esser comparata al ” Kalpavriksa “,
all’Albero Divino che ci dà tutto ciò che gli
chiediamo. Solo chi vi si accosta con rispetto e con
uno spirito di seria ricerca ne potrà capire qualche
cosa.
E’ buffo che noi, nati in India e che ci diciamo
indiani non sappiamo comprendere il messaggio
occulto e il vero senso della nostra cultura. Come
l’elefante, il quale, ignaro della sua forza,
obbedisce al suo allenatore, noi non conosciamo la
nostra forza ed ubbidiamo ad altri. La nostra
cultura fatta di tante caste, di tanti credi e di
tante usanze è come una bella ghirlanda di fiori,
anche con tutta la nostra varietà di idiomi e di
letterature ma sempre nella nostra unità. Il fattore
unificante è la nostra devozione e la spiritualità
del nostro modo di vivere; unità a livello di
spiritualità che non si ravvisa in nessun altro
paese. Il nostro tesoro sono i Veda; ciò che non si
trova in essi non si trova in nessuna altra parte.
Nel campo spirituale, l’India occupa veramente il
posto di Guru, tanto è grande il patrimonio
spirituale e culturale che abbiamo: e Dio ha scelto
proprio questa terra per proclamare la Sua Verità.
Il fatto stesso che gli Avatara di Dio siano apparsi
in questa sacra contrada dimostra la sua grandezza.
La nostra patria è un Thyaga Bhuni ( la terra del
Sacrificio ) e non un Bhoga Bhumi ( terra di
piacere ) i nostri avi, i grandi Rsi, avevano
realizzato Dio e donarono a tutto l’Universo il
tesoro dei Veda, e i grandi poemi epici del
Ramayama, del Mahabharata, il Bhagavata, oltre i
gioielli delle Upanisad e di tutto il Vedanta.
La nostra cultura e la nostra religione non
appartengono a nessuna setta, ma a tutto l’universo;
e questa è la grandezza dell’India e della sua
cultura.

279. Il Bhagavan Sai Sri Sathya Baba compara la nostra
cultura Indiana e la nostra spiritualità al grande
” Triveni Sangam “? ( la confluenza di Triveni, dei
tre fiumi sacri ).
Il Bhagavan dice che che dobbiamo raffigurarci in
Sathya, Dharma e Ahimsa come tre montagne d’argento.
Il grande Ganghe è considerato sacro e pio, e nasce
in queste montagne. La cultura dell’India è come la
pura acqua del Ganghe, ed essa non perirà mai, così
come il Ganghe non si asciugherà mai. Le azioni che
facciamo posson essere comparate a Yamuna, mentre la
Sarasvati, il misterioso fiume sotterraneo, è la
corrente spirituale che scorre nelle nostre vite
come il sangue nelle nostre vene. Il sangue degli
indiani è come la Sarasvati, le azioni che fanno
sono la Yamuna, e la loro cultura è il Ganghe,
talchè in ogni indiano vediamo la ” triveni
Sangamam”. Non ci è lecito dire che un Indiano è
solo una combinazione di carne e sangue, ossia di
terra e d’acqua; e gli Indiani che vogliono
scimmiottare altre civiltà sono in errore, perchè
non si accorgono che in queste manca il terzo
elemento, la Sarasvati della Spiritualità, della
Divina Conoscenza. Sarasvati non significa solo
letteratura ( Sarasvati, la Sakti di Brahma, è la
Dea non solo del Suono e del Linguaggio, quindi
della Musica e della Letteratura, ma soprattutto
della Conoscenza Divina, base di tutto ) ma
soprattutto la Dea che dà Ananda, perfetta
beatitudine. Essa è l’arteria che collega l’uomo a
Dio, all’Atman, e il suo lavacro toglie dall’uomo le
impurità e lo rende santo e pio. così la grandezza
della nostra spiritualità e della nostra cultura è
comparata da Sai Baba al grande e sacro
“Trivenisangam” del nostro paese.

280. Chi è un Avatar e perchè scende sulla terra ?
Il vocabolo “avatara” significa “discesa”. E’ la
discesa di Dio sulla terra in forma umana, e il suo
proposito è quello di ristabilire il Dharma, la
legge suprema della rettitudine, ogni volta che
occorra. Il Natale dell’Avatar ha due aspetti: l’uno
è la ” discesa ” di Dio in forma umana, l’altro è
l'” ascesa ” ossia la nascita dell’uomo nel Divino,
nella consapevolezza dell’uomo dell sua Divinità, la
quale si cela ne cuore di tutti gli esseri, e solo
Yogamaya ce la nasconde.
Una Nascita Divina è differente da quella umana; Dio
assume una nascita per mezzo della sua propria Maya.
Speciale carattere dell’Avatar è che il Divino che è
in Lui e in Lui sta sopra la Natura come Suo Signore
e Padrone. L’Avatar, manifesto in forma fisica, e in
questa Natura, è consapevole della Presenza Divina
in Sé del Signore, dell’Abitatore ( Adhistatri
Devata ). E’ quindi un doppio fenomeno di Divinità e
di umanità. Egli viene per avvicinare alla terra il
Regno dei Cieli, e per costruire il Regno dei Cieli
in ogni cuore umano. L’Avatara viene per rivelare
nell’uomo la sua natura Divina sopra alla sua natura
inferiore, e per mostrare quali sono le opere
Divine per cui mezzo il mortale può raggiungere
l’Unità con Dio che dimora entro di Lui.

281. Perchè diciamo che il nostro Bhagavan è un Avatar
Purusa ( un uomo Avatar ) ?
Bhagavan Sri Sathya Sai Baba è davvero Sathya
Svarupa ( La Verità in persona ). Egli è davvero
Sathyam, Sivam e Sundaram, ossia Sat, Cit e Ananda.
Egli è in realtà Siva Sakti Svarupa, ed ha preso
quella Forma umana per riformarci e per ritabilire
l’antico Sanatana Dharma. Egli è Prema, Karuna e
Santi ( Divino Amore, Misericordia e Pace ) in
Persona. I Divini Lila e i miracoli che Egli compie
provano che Egli è Dio in forma umana, Signore della
Natura, che è Sua creazione e agente, e perciò Egli,
benchè abbia forma umana, ha controllo completo
sulla Natura, la quale è al Suo servizio per
eseguire tutto ciò che è il Suo Sankalpa ( pensiero
creatore ). I Lila e i Suoi miracoli son ciò che di
solito chiamiamo “Siddhi”. Se tali Siddhi (posseduti
da un Yoghi che li ottiene nel processo della sua
ascesi spirituale ) venissero esercitati
sconsideratamente da chi se li è ottenuti in grazia
del proprio Sadhana verrebbero persi. Però nel caso
di Bhagavan i Suoi Siddhi, o Poteri, sono parte
innata della Sua “Svabhava”, della Sua natura. Egli
nacque per essi come il Signore e Padrone della
Natura, come supremo Purusottama, e i suoi Poteri
non li ebbe a conquistare per effetto di pratiche
Yoga.
Per questo il Bhagavan non solo li usa ampiamente e
su vasta scala, ma Gli servono di strumento per
raggiungere l’obiettivo che Si è prefisso
nell’incarnarSi su questa terra. Egli ha tutte le
qualità di un Avatar. Lo Swami è Onnipresente e
Onnipotente, come lo mostrano innumerevoli fatti
della Sua vita. I Suoi Lila dimostrano a chiare note
che Egli non è vincolato dallo Spazio nè dal Tempo
nè dai Guna della Natura. Egli trascende tutto, ed è
in tutto dappertutto. E’ il Sarvabhutatman e il
Sarvantaryamin, Anima di tutte le cose e Abitatore
Occulto di tutto. Lo ha dichiarato Egli Stesso nei
Suoi Discordi Divini, ha mostrato ai Suoi devoti
molte forme Divine, ed ha dimostrato di essere un
Purnavatar Divino. Vedete quello che Baba dice di Se
Stesso.

282. Che dice il Bhagavan delle Religioni e dei simboli
impiegati a rappresentare Dio ?
Egli dice che tutte le religioni sono altrettante
vie che portano alla stessa destinazione, Dio.
Dobbiamo saper vedere l’unità di tutte le religoni e
rispettarle tutte. Bhagavan Baba dice che che i
grandi pensatori sono come quei ciechi i quali,
esaminando al tatto un elefante, dicevano che
l’elefante è come un tronco d’albero, oppure che è
come un ventaglio, o come una fune, a seconda se gli
avevano palpato la proboscide, o l’orecchio o la
coda. Così ciascuno vede della religione ciò che vi
sente. Ma tutte le religioni insegnano la via che
porta a Dio, e perciò sono identiche, e cadono tutte
sotto il Sanatana Dharma. La società e la religione
sono molto importanti, e nella diversità occorre
vedere l’unità. Noi crediamo che Sri Siva abbia il
mano il “Damuraka” ( tamburo) e il “Trisula” ( il
tridente); che Sri Visnu brandisca il “Cakra”
(disco, ruota ) e il Sankha; ma che cosa significa
questo, in realtà ? ” Damaruka”e “Sanka” sono
entrambi simboli del suono, e il ” Trisula”, il
tridente rappresenta il tempo, nelle sue tre forme
di passato, presente e futuro; anche “Cakra” sta a
indicare la ‘ruota’ del tempo. La “Gadha” ( mazza) è
simbolo di potenza, la quale sta solo nelle mani di
Dio. Il ” Puspa “, il fiore sta nelle Loro mani ed è
il simbolo del cuore nostro, il nostro
” Hrudayapuapam “; noi dobbiamo offrire a Dio il
nostro cuore, ed Egli lo accetterà nelle Sue Mani.
Ecco che ogni religione ha il suo modo di adorare
Dio, ed i suoi codici morali, che dobbiamo
rispettare in ogni caso. Non dimentichiamo che Dio è
Uno, e solo Uno senza secondo; in questa convinzione
dobbiamo vedere ovunque questa Unità e quindi la
“Samabhava” verso tutte le religioni, e riconoscere
la verità Eterna, che è Dio.

283. Quali sono i quattro pilastri della filosofia di
Baba ?
Essi sono Sathya, Dharma, Santi, e Prema; se ci
atteniamo ad essi ci sarà possibile giungere a Dio.
Il Bhagavan ci dice: ” Svegliatevi, alzatevi;
ristabilte il Sanatana Dharma e il Sai Ram Rajya
( un segno di Sai Ram ), basato su quelle quattro
solide colonne.

284. Che cos’è Sathya ?
La spinta, il sentimento che sgorga dal cuore si
chiama ” Ruta “, parola che significa ‘sentimento’ e
‘idea’. La loro importanza è somma, perchè danno le
direttive per l’azione e la determinano. Quando Ruta
si manifesta in forma di linguaggio è Verità,
Sathya.

285. E il Dharma cos’è ?
E’ la messa in pratica del Sathya. E’ quello che
nasce dal cuore, che viene espresso come Sathya e
che, tradotto in azione, è il Dharma ( forse convien
ricordare che il Cuore Spirituale, sorgente dei
nostri sentimenti più autentici, della ‘voce della
coscienza’, non è altro che il Sè, ossia Dio in noi,
e quindi “Ruta” la voce di Dio, che espressa in
parola è Sathya, Verità, e tradotta in azione è
Dharma, Dovere). Il Dharma non è qualcosa che ognuno
possa stabilire a capriccio, ma proviene dal cuore;
non da quello fisico, ma dal cuore spirituale, che è
l’Atma Tattva. La parola Io si riferisce all’Atman e
giammai al corpo. Il ” Vyavaharika Dharma “, il
‘dovere’ della routine giornaliera può variare di
volta in volta ma non il vero Dharma, che non muta
mai, che è eterno, che è Sathya. Per “Svadharma” si
intende il Dharma di ciascuno, dove “Sva” indica il
Sè: quindi per prima cosa lo Svadharma è il dovere
che abbiamo verso il nostro Sé, che è il Sé
cosmico, il Brahman, Dio.

286. Che cosa vuol dire Prema ?
L’amore privo di egoismo, diretto verso Dio si
chiama Prema. E’un amore che nulla aspetta in
compenso; fluisce dal cuore ed è vera devozione. E’
l’olio che fa ardere la divina fiamma di Santi.

287. Che cos’è allora Santi ?
Shanti vuol dire Pace, che nel suo aspetto meno alto
è quello stato uguale dell’animo che non si lascia
influenzare nè dalla gioia, nè dal dolore, nè da
altre coppie di opposti: bene-male, successo-smacco,
ecc.. Nel suo aspetto più elevato e positivo essa
non è esattamente Ananda, ma Madhuara Ananda (“Dolce
Ananada”) quando sentiamo la presenza di Dio
ovunque, tutta la manifestazione appare proiezione
di Dio.

288. Come si può coltivare Prema ?
Considerando che gli errori altrui, per grossi che
siano, sono sempre insignificanti e trascurabili,
mentre per i nostri per piccoli che siano sono
grossi, e che ce ne dobbiamo pentire. Rendiamoci
conto che nel cuore di tutte le creature risiede lo
stesso Dio Uno, e cerchiamo di amarle tutte.
Cerchiamo di sentire la paternità di Dio e la
fratellanza di tutte le creature. Seguiamo il
consiglio di Sai Baba, di cominciare il giorno con
amore, di riempirlo d’amore e di terminarlo con
amore: questa è la strada che porta a Dio.
Rendiamoci conto che Dio è puro Amore, Prema, e
che Egli è ” Premasvarupa” . Per questa ragione
diciamo che ” Dio è amore “; se realizziamo queste
cose potremo seguire la via dell’amore.

289. Mi vorresti citare qualcuno dei grandi detti della
Saggezza Indiana ?
Eccone alcuni : ” Sathyam vada, Dharmam cara” :
” Di’ il vero e segui il Dharma”. La grandezza della
cultura indiana sta nella nostra regola: ” Mathru
devi bhava, Pitru devi bhava “: ” venera la Madre
come Dio, venera il Padre come Dio”; ed ancora
” Acaryo devi bhava, ” ossia ” ” venera il maestro
come Dio ” e ” Asthiti devi bhava ” : ‘onora
l’ospite come Dio’. Questi precetti li dobbiamo
conservare nello scrigno del cuore come gemme
preziose, e dobbiamo metterli in pratica se
desideriamo la Grazia del Signore.

290. Quali furono i maggiori riformatori religiosi nel
nostro paese ?
Gli Alwar e i Nayanmar diffusero la fede Induista
nell’India del Sud. I Primi devoti a Sri Visnu, e i
secondi a Sri Siva. Gli Alwar erano in dieci, e i
Nayanmar erano in sessantatre. Il grande
Sankaracarya diffuse in India le idee
dell’Advaistismo; Madvacarya quelle del Dvaita, e
Ramanugiacarya quelle del Visistadvaita.
Questa grande e sacra Bharat è famosa per il suo
attaccamento a Dio, e vi nacque una grande quantità
di saggi e di veggenti della Verità Vedantica, quali
Valmiki, Vyasa, e Agasthyar. Essi proclamarono a
tutto il mondo la Verità dei Veda. In seguito
apparvero dei Mahapurusa (Grandi Spiriti) e
Siddhapurusa ( Spiriti Perfetti) quali Ramana
Maharsi, Ramakrsna Paramahamsa, Vivekananda,
Aurobindo e altri, i quali con la loro vita e il
loro insegnamento diffusero la cultura e la
spiritualità indiana. Dei grandi Bhakta come Buddha,
Mahavir, Guru Nanak, nacquero in questa sacra terra
e illuminarono tutto il mondo proclamando le Grandi
Verità. Grandi Bhakta come Mira Bai, Kabir,
Tulsidas, Ramdas, Surdas, Andl, Jayadeva e tanti
altri nati in questo Paese hanno insegnato
la Devozione. Perfino Dio ha preso corpo umano tante
volte, qui, come ” Avatara “; vedi Rama, Krsna,
Shirdi Sai e Sathya Sai Baba. Essi sono venuti per
proteggere il Dharma Eterno, e la loro vita e i loro
insegnamenti hanno illuminato l’universo intero.

291. Qual’è la vera Vidya o educazione ?
E’ la Vidya arricchita da ” Vinaya”, dell’Umiltà. La
si giudica dalla bontà del carattere che ha formato
e dalla condotta, e non solo dai bei voti ottenuti
scuola. Il sommo della Vidya, dell’Istruzione è la
‘Bramavidya’, quella Conoscenza pratica, di fatto,
di cui è detto, ” Brahamavidya Brahamaiva Bhavati”:
” Quis Deum scit, Desu fit = Colui che giunge a
conoscere Dio diventa Dio. Colui che giunge a
sperimentare l’Essere Supremo si accorge di esser
Dio stesso. Colui che giunge a sperimentare l’Essere
Supremo si accorge di esser Dio stesso; l’Atman è il
Paramatman. La vera Educazione è quella che insegna
l’Atman, il Brahman. Sicchè la vera Vidya è la
BRAHAMAVIDYA; la suprema Sapienza Jnana.

292. Qual’è il traguardo di tutta quest’educazione, di
questa Sapienza ?
Il traguardo dell’Educazione è il Carattere, e
quello della sapienza è la liberazione.

293. Qual’è il traguardo di ogni cultura ?
La perfezione.

294. E quello della Conoscenza ?
E’ l’amore.

295. Qual’è lo scopo di tutta questa informazione ?
Lo scopo di quest’informazione è la”trasformazione”;
la trasformazione del nostro carattere.

296. Dove è nato Sri Bhagavan Sathya Baba ?
Il nostro Avatar ha avuto i suoi natali il
”’ novembre 1926, in un giorno di Karthikai
Somawaram, nel villaggio che ha nome Puttaparti,
nell’Andhra Pradesh.

297. Chi sono i santi genitori che misero al mondo
Bhagavan ?
Nel villaggio di Puttaparti viveva un santo
centenario, Kondamaraju, della famiglia Ratnakaram
Raju. Egli costruì un tempio per Sathya Bhama,moglie
di Sri Krsna. Egli diede al figlio primogenito il
nome di un famoso asceta che ornava la famiglia
Venkavadhuta ( ” Vemka” vuol dire ‘ uno che ha
abbandonato ogni attaccamento alle cose del mondo’),
chiamandolo Venkappa Raju. Questo figlio prese in
moglie una lontana cugina, di nome Isvaramba perchè
era nata dopo che suo padre aveva costruito un
tempio dedicato a Siva. Questa coppia devota e pia
ebbe un figlio e due figlie; infine nacque loro
Colui che ricevette il nome di Satyanarayana Raju, e
che è l’Avatar Sri Bhagavan Swami Sathya Sai Baba,
il quale ben presto mostrò di essere unico nella Sua
Natura Divina e nelle Sue azioni.

298. Perchè gli fu dato il nome di Sathya Narayana ?
Perchè Egli fu concepito dopo che sua madre ebbe
compiuto una Sathya Narayana puja, un pratica
devozionale a Narayana, Padre degli Uomini.

299. Come fu che Egli prese il nome di Sai Baba ?
Fu a Puttaparti, quando, il 23 maggio 1940 Egli
quattordicenne mentre stava spargendo doni nelle
mani di tutti coloro che venivano da Lui, dichiarò
di essere Sai Baba di Shirdi, ritornato per salvare
dalla catastrofe il genere umano. Prescrisse che lo
adorassero ogni giovedì, come primo passo della
disciplina spirituale. Da allora Egli fu venerato
come Sai Baba di Shirdi tornato fra noi, secondo
quanto aveva promesso a Shirdi, prima di morire.
Sathya Sai Baba ha dimostrato senza ombra di dubbio
di essere la reincarnazione di Baba di Shirdi a
molti fedeli, coi suoi Lila e con molti miracoli.
Egli dona i suoi devoti cenere sacra e medicine,
come pure lembi della veste di gherua che indossava
Baba a Shirdi, prima di morire nel 1918.

300. Qual’è il primo canto che Sathya Sai Baba insegnò
alla gente ?
E’ un invito ad abbandonarsi ai piedi del Guru che è
apparso con tanta misericordia per salvare
l’umanità. Il Bhajan dice: Manasa Bhajarè Guru
caranam; dustara bhava sagara taranam. O gente,
abbandonatevi con tutta la mente in adorazione ai
Piedi del Maestro: potrete così attraversare il mare
del dolore e delle rinascite e delle morti “.

301. Qual’è il vero significato del vocabolo Guru ?
La sillaba “Gu” vuol dire anche ” Gunathita”, ossia
Colui che ha superato il livello dei Guna, delle
qualità, di Tamas, di Rajas, e perfino di Sattva e
la sillaba “Ru” sta per “Rupavarjita”, ossia Colui
che ha afferrato l’aspetto informale del Divino e’
ovvio che il Guru dev’esser giunto a tale livello e
solo avendo sublimato le qualità inferiori in quelle
più alte, e con la costante e conscia cancellazione
dalla parte giocata dal solo nome e dalla forma. Il
Guru distrugge l’ignoranza e dà luce, e la Sua
presenza è un conforto che rinfresca. Chi vuole
realizzare Dio deve cercarsi un Guru che conosca la
Verità per esperienza e che nelle sue attività
d’ogni giorno, nelle sue parole e nel suo pensiero
rifletta tale sua realizzazione. Se non riusciamo
a trovare un tale Guru, preghiamo Dio che Egli
Stesso ci indichi la via; Dio verrà certamente a
salvarci.
Il Guru ci aiuta a valicare codesto ” Bhavasagara”
se ci abbandoniamo a lui con tutto il cuore,
pienamente. Egli è il medico che ci guarisce dalla
malattia delle morti e delle rinascite con tutte le
relative sofferenze.

302. Che cosa significa ” Baba”, e perchè si è chiamato
Sathya Sai; Chi è in verità ?
Il Bhagavan Sri Sathya Sai Baba in realtà è Dio, ed
è Sat-Cit-Ananda. E’ venuto in quella forma umana
come ” Avatara ” per salvare questa Umanità e
ristabilire la via del Dharma, del glorioso
Sanathana Dharma in questo Universo. Egli Stesso ha
proclamato al mondo di essere Sathya Sai Baba, e che
” Sai Baba ” significa ” Padre e Madre Divini “. La
parola SATHYA significa verità, quella che non
cambia mai nei tempi.
La parola Sai ha tre suoni : “sa”, “a” e “ii”. La
sillaba “Sa” sta per sacro, divino, e “AI” sta per
Madre. Come AI significa Madre, BABA significa
PAdre, e perciò SAIBABA significa Pdre e Madre del
Creato.
Analogamente, se con la lettera SA ( si noti che in
Sanscrito qualunque lettera, vocale o consonante, è
sempre accompagnata da suono “a” , così “ta” , “pa”
ecc..) indichiamo Dio, e per dire Madre diciamo AMBA
per Padre possiamo dire Siva, col che diciamo
SAIAMBASIVA o SAIBABA diciamo assolutamente la
stessa cosa.
Si rende così evidente che il Bhagavan Sri Sathya
Sai Baba è in realtà:

SIVA SAKTI ATMAKA SVARUPA

Prendiamo la parola BABA : la prima Ba sta per
“being” ( essere ), la seconda sta per ” awarness “
( consapevolezza ), la terza per per ” bliss “
( beatitudine) e la quarta per ” atman ” ( anima ):
ossia Sat ( consapevolezza cosmica ); Ananda
( beatitudine ) e Atman. Ciò significa che
Sat-Cit-Ananda è Atman. Ecco che il Nome stesso dello
Swami ci dice qual’è la Sua Vera Natura, e non ci
possono essere dubbi, al vedere la Sua Vita e il Suo
Messaggio.
Il Bhagavan Sri Sai Sathya Baba è in realtà ” SIVA
SAKTI ATMAKA SVARUPA” cioè Dio. Egli è l’abitatore
interiore di tutti gli esseri, Dio Onnipotente
Onnipresente e Onnisciente venuto in forma umana. Ha
assunto quella Sua Forma a causa della Sua
Misericordia e del Suo Prema per questa nostra
Umanità martoriata per causa propria. Egli è il Loka
Guru, il Maestro del Mondo e il Sadguru, il Vero
Maestro, e per noi è somma fortuna avere Dio, il
Bhagavan, proprio in mezzo a noi !

OM SRI SAI BHAGAVAN BABAJI JEY !
MANASA BHAJARE GURU CARANAM DUSTARA BHAVA
SAGARA TARAIAM.

La redattrice di questo manualetto rende omaggio ai Piedi di Loto del
Guru, il Guru che Si è annunciato, che è tornato a prendere su di sè il
fardello di coloro che si rifugiano in Lui, solo modo di sfuggire
all’interminabile ciclo delle rinascite, e delle morti, e di raggiungere
Dio.

Mi sento grandemente beneficata per avere ricevuto il Divino permesso e la
benedizione di Bhagavan Sri Sri Sri Sathya Sai Baba a pubblicare questo
libretto, e anche di aggiungervi i testi dei Suoi Insegnamenti, basati sulle
lettere dell’alfabeto, le rappresentazioni numeriche e le 108 massime
morali, a cominciare da questa seconda edizione in poi.
La parola di Dio è che se tu hai devozione a Lui, Egli si occuperà del tuo
bene come le palpebre proteggono gli occhi. Ma quando avviene ? Egli ci dice
che ciò avviene solo se il devoto passa tutto il suo tempo nel pensiero di
Dio, e accetta Dio come Onnipervadente e presente in ogni cosa.
Perciò, per creare in noi questo atteggiamento cerchiamo di praticare il
consiglio divino che ci dà il Bhagavan, e teniamo presenti queste
interpretazioni perchè ci facciano ricordare sempre i suoi consigli divini.
Con la Grazia del Bhagavan la scrivente ha raccolto 108 preziose e semplici
morali da praticare ogni giorno, poichè Egli dice cha la sapienza, la
Realizzazione del Sé può essere ottenuta solo col praticare e non con le
letture o con le prediche. Accettiamo questi 108 detti del Bhagavan Sathya
Sai Baba come il ” Jamapala” più prezioso, nobile e divino ( o meglio
ancora, ” Tamapala”. perchè il Sadhana è Tapas) che Egli ci dona per il
nostro bene, per salvarci da quel Bhava Sagar, quel Mare delle nascite e
dellemorti, fonte di tutte le sofferenze , per il bne nostro e di tutta
l’umanità. Se lo indossiamo come un ‘kankan’, un braccialetto votivo, decisi
a praticare ed a portare a Dio nel nostro cuore Dio verrà a collocarcisi e
se ci farà capaci di raggiungerlo. Tutta questa informazione è fatta allo
scopo della trsformazione. Così come leggiamo le Astotra e le preghiere di
ogni giorno, leggiamo anche queste regole morali pregando il Bhagavan
affinchè ci pacifichi mente e cuore, e ci renda capaci di mettere in pratica
i Suoi preziosi comandamenti al fine di ottenere la Sua Grazia e di arrivare
ai Piedi di Loto del nostro amato Signore con il nostro servizio, la nostra
devozione e il nostro amore.
O Bhagavan, Te ne preghiamo ! Concedici la fragranza di Prema Bhakti e la
bellezza di una retta condotta, e di un carattere fiorito della sapienza di
Janana, senza macchie nè cattive qualità, cattive azioni ne cattivi penseri,
in modo che le Tue Divine Mani accettino noi come fiore di Loto, scelto
appositamente per offrirlo a Te; e spandi la Tua Divina Grazia e le Tue
Benedizioni su di noi, perchè possiamo godere del Tuo Prema e raggiungere i
Tuoi Piedi di Loto.

AUM … SANTI SANTI SANTI !!!

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CHE COSA CI SUGGERISCE LO SWAMI MEDIANTE LE LETTERE DELL’ALFABETO.

Ogni lettera dll’alfabeto ci ricorda qualcuno dei detti del Bhagavan:
A. – Alzati! Svegliati dal sonno dell’ignoranza e raggiungi lo stato della
Realizzazione dell’Atman !
L’Atman è qualcosa di infinitamente piccino eppure ravvolge tutto ciò che è
infinitamente grande, è presente dovunque e si manifesta in ogni
circostanza. L’Atman è Brahman.

B. – Brahman è la sola verità e risplende in tutte le forme degli esseri
come Atman. Ciò che è Verità Eterna, ciò che è immutabile, ciò che è pura
Conoscenza e che non può essere descritto con le parole è il Brahman.
La Conoscenza del Brahman è la Brahmavidya; essa è la vera reale Vidya. Il
Brahman è l’Uno senza secondo.

C. – Il Carattere è la nostra ricchezza e la buona condotta è il nostro
tesoro. Il fondamento di entrambi è Dio che è in noi. La Voce di Dio, della
Coscienza nostra maestra e nostra guida.

D. – Il Dovere è Dio. Il lavoro è preghiera. Disciplina, devozione e dovere
sono le tre D necessarie per il nostro bene. Non temiate la morte, non
dimenticate Dio, non fatevi coinvolgere troppo in questo mondo.
” Dil me Ram, hath me Kam” : “pensa a Ram (DIO) e fai Kam ( lavoro), abbi
nel tuo cuore Ram e abbi Kam nelle tue mani.

E.- L’Educazione ha il suo risultato solo se siamo capaci di controllare i
sensi, di mettere le ideee sulla giusta via, e di mantenere pulita la mente.
La vera educazione richiede che si impari l’umiltà ed è quella che porta
pace nel cuore e nella mente, e la felicità nella vita. L’educazione deve
risultare nello sviluppo di ” Viveka ” e di ” Vinaya ” ( discernimento ed
umiltà ).

F- Perchè sia felice il nostro futuro dobbiamo fin da adesso esser buoni,
fare il bene, e vedere il bene. Seguire il Mestro, ossia la nosta Coscienza.
Fronteggia le cattive tendenze (il diavolo)
Combatti fino alla fine ( finchè si realizza l’Uno ).
Finisci la partita ( immergiti in Dio ).

G.- Il Guru non è altri che Dio.
La visione di Dio, il quale risiede nel cuore, si può ottenere per mezzo di
una incrollabile devozione ai Piedi di Loto del Guru e seguendo i suoi
Consigli.

H.- Humility: l’umiltà ottenuta per mezzo della conoscenza ci porterà al
merito; e il merito ci darà la prosperità; questa ci farà rispettosi del
Dharma e capaci di servire e di salvarci. Questo è il modo di ottenere la
grazia del Signore.

I.- L'”Io” è in tutto e dovunque quindi chi sa capire questo Io che è
dappertutto può facilmente realizzarlo e vedere che è l’Atman.

J. – Jiva è Brahman sono come i due cotiledoni di un seme dal quale sorge la
vita. Dio è Mahasakti e il Jivi è Mahasakti. Dio è reale, e il Jivi è
l’ombra, l’apparenza.

K. – ” Kama” ( desiderio ) e Krodha ( ira ) sono l’origine di tutti i
peccati e la causa di tutti i guai. Quando Rama entra nel nostro cuore, Kama
viene distrutto

L.- Leggeri occorre viaggiare, perchè il viaggio sia comodo. La nostra vita
è un lungo viaggio e noi staimo accumulando un mucchio di bagagli in forma
di tanti desideri, di ansie e di guai. Allegerite il bagaglio, ossia
abbandonando i desideri è Vairagya.

M.- ” Matru Devo Bhava, Pitru Devo Bhava, Acarya Devo Bhava, Atiti Devo
Bhava “.
La Madre come Dio, il Padre come Dio, il Maestro come Dio, l’Ospite come
Dio. Questi sono i comandamenti che ci danno le Scritture, e Dio è contento
solo se noi compiamo bene codesti doveri. La mMdre e il Padre sono per noi
Dio invisibile perchè ci hanno dato la vita e hanno sofferto tanti sacrifici
per noi. Se oggi voi rispettate i vostri genitori i vostri figli
rispetteranno voi e vi faranno contenti in futuro.

N.- Nobili pensieri, nobili azioni e nobili parole ci fanno nobili e
purificano il nostro cuore in modo che il Para Brahman possa rilfettervisi.
Nara deve cercare di diventare Narayana.

O.- One and the only reality; Iddio Onnipresente, Onnipotente, ed
Onnisciente è la sola unica Realtà.
Om, l’Omkar, rappresenta il Brahman.

P.- Il percorso la via del karma, dell’opera, è come il percorsoche fai a
piedi La via della Bhakti, devozione, è come la strada che fai in macchina,
e la via dello Yoga, della concentrazione è come la strada che fai in
ferrovia. La via di Jnana, della sapienza, è quella che fai in aereo. Tutte
le strade conducono al Dio vivente, a Puttaparti.

Q.- Qual’è la porta della “Sapienza”? La ricerca della Conoscenza è la porta
della sapienza; la ricerca del proprio vero Sè è l’Atma Vudya, o
Brahmavudya, per mezzo dela quale conosci la Verità.

R.- Ricorda! Finchè hai in te dei Samskalpa, dei desideri, non puoi fuggire
alla rinascita.
Vita+ desiderio = Umano
Vita- desiderio = Divino

S.- Solo la soddisfazione che viene dalla fiducia in sè stessi è sicura.
Quando avrai la soddisfazione di te stesso, saprai praticare la grande virtù
del sacrificio di te stesso, che solo ti permetterà di raggiungere la
Realizzazione di te stesso.
E’ molto è possibile comprendere lo Spirito Divino mentre sei giovane e la
tua mente ed il corpo sono forti e sani. Qundi incomincia subito queste
buone pratiche e sii costante mentre sei ancora giovane: parti di buon ora
vai piano e arriva sicuro.

T. – Tacere invece di dire cose cattive. La lingua è due volte sacra e si
dovrebbe impiegare solo per pronunciare il nome di Dio al fine di
trasformare il Manava ( uomo) in Madhava ( Dio).
Se invece abusate della lingua e parlate male degli altri divenatte un
animale. Se vi sciola un piede e cadete vi potete curare, ma se la lingua
sbaglia la ferita che prodcete nel cuore di un altro non guarirà più. Essa
può compiere quattro torti: dire il falso, seminare scandalo, cercare gli
errori degli altri, ed eccedere nel parlare. Parlate sempre con dolcezza.

U.- Ultimo passo della tua carriera spirituale sarà l’unione con Dio;
intanto pronuncia sempre il nome di Dio, medita continuamente su di Lui,
passa il tuo tempo in compagnia di giusti. Dona i tuoi averi ai deboli e ai
bisognosi. Finirai così a raggiungere l’unione con l’Onnipotente e così
l’immortalità.

V.- La virtù non può essere praticata nel vuoto. Non occorre ritirarsi nella
foresta per liberarsi dell’ira dell’odio e delle altre cattive qualità.
Resta l’ambiente del monodo dove c’è la possibiilità che insorgano emozioni
e molte occasioni di imparare a controllarle. Questo sarà un risultato
meritorio.

W.- I tre W cui devi aspirare per avere la Grazia di Dio sono: “work”
(lavoro), “Workship” (preghiera), “wisdom”
( saggezza ).Il lavoro deve essere quello che giova alla prosperità e alla
felicità di tutti, e così è il lavoro sacro. Devi pregare con la mente pura
e aspirare alla saggezza.
I tre W da evitare sono: “whealth” ( ricchezza), “women” (donne), “wine” (
alcolici e droghe )

X.- X-mas ( il Natale) e tutte le altre festività religiose del calendario
non sono veramente giorni santi. E’ veramente santo il giorno nel quale
cominceremo a vedere Dio in tutto ciò che ci circonda.

Y.- Yearn ( abbi brama del – ) la grazia è di Dio e procuratela con Prema,
Bhakti e un Seva ( servizio sincero ). Chiunque venga a chiederci un
servizio è la migliore delle persone in quel momento. Qualnque aiuto tu le
possa dare lo devi fare come il maggiore dei tuoi doveri, e sarà la miglior
opera che tu possa fare per guadagnare la grazia di Dio.

Z. Lo zoo è il luogo dove gli animali stanno in gabbia e vengono allevati.
Non permettete che il vostro cuore diventi uno zoo in cui degli animali come
l’ira, la gelosia, e l’odio possano moltiplicarsi. Sopprimete queste
tendenze per mezzo del Namasmarana e cercate di farvi delle qualità
sattviche per mezzo del Sadhana. Se ti metti in cuore delle qualità divine
Dio stesso vi verrà ad abitare e con la Sua Grazia farà divino anche te.

* * *

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RAPPRESENTAZIONI NUMERICHE

Anche i numeri ci ricordano gli insegnamenti del Bhagavan:

0. – Lo Zero rappresenta il mondo, e la cifra
significativa che lo può accompagnare indica Dio:
senza di questa lo Zero non ha valore.
Senza Dio cioè, che è l’Uno, il mondo, zero, non
significa nulla.

1. – L’Uno è l’unica Realtà è Dio. C’è solo una
religione, la religione dell’amore.
Una sola casta: l’umanità; un solo linguaggio; il
linguaggio del cuore; un solo Dio,che è Onnipotente.

2. – Due cose devi ricordare sempre: l’esistenza di Dio e
l’inevitabilità della morte.
Due cose devi dimenticare: ogni aiuto che hai dato
agli altri, e ogni offesa che da altri hai ricevuto.
Due sono i doveri che hai: seguire la Dharma Marga
( la via della giustizia ) nei confronti del mondo,
e seguire la Brahma Marga ( la via di Dio ) per la
tua liberazione.

3. – Tre persone tu sei, e non una; quella che credi di
essere, quella che gli altri credono che tu sia, e
quella che veramente sei. Se saprai condurre la tua
vita tenendo in mente questo ti sarà possibile
giungere all’Atmatattva mentre sei ancora in vita.
Tre cose devi tener sempre in mente e fare, e sono:
Non pensare ad altro che a Dio, non far nulla senza
il permesso di Dio; Tener sempre l’attenzione fissa
in Dio.

4. – Quattro sono le Purusartha, le mete della vita:
Atma, Dharma, Kama, Moksa. Guadagna Artha (beni,
soldi) nel rispetto del Dharma e per servire il
Dharma; fa’ che il tuo Kama, il tuo desiderio sia
solo per Moksa, per la Liberazione.
Quattro debiti dobbiamo pagare in questo mondo:
debito verso i genitori, verso i maestri, verso la
Natura e verso Dio.
Quattro soli sono i giorni da tenere per santi: il
giorno in cui i Bhakta si adunano per cantare e
glorie dl Signore; quello in cui diamo da mangiare
agli affamati; quello in cui ci incontriamo con un
grande saggio, e quello in cui albeggia in noi la
Viveka, il Discernimento.

5. – Cinque sono gli involucri che racchiudonon l’Atman e
impediscono che si riveli il suo splendore. Fa’ che
ognuno di essi sia puro e luminoso.
I° L’Annamayakosa dev’essre purificato per mezzo di
cibo puro e sano;
II° Il Pranamayakosa si fa puro con un respiro sano e
con un animo tranquillo;
III° Il Manomayakosa si fa purocon pensieri santi
ed emozioni immuni da attaccamenti ai sensi e
dall’effetto del piacere e del dolore;
III° Il Vijnamayakosa si fa puro con pensieri santi ed
emozioni immuni da attaccamenti ai sensi e
dall’effetto del piacere e del dolore;
IV° Il Vijnanamayakosa si fa puro con la
contemplazione della Realtà; e
V° L’Ananadamayakosa si fa puro immergendosi
nell’estasi della Realizzazione di Dio.

6. – Sei sono le brutte qualità che degradano l’essere
umano a un livello peggiore di quello animalesco. Sono
Kama ( bramosia ), Krodha ( ira ), Lobha
( ingordigia), Moha ( attaccamento, errore ), Mada
( superbia ), Matsarya ( invidia ). Sei
caratteristiche Divine possiede il Bhagavan, e sono
Aisvarya, Kirti, Jnana, Vairagya, Srsti-sthiti e Laya
( Divino Splendore, Gloria, Sapienza, Distacco, Potere
di creare e conservare, Potere di distruggere. Puoi
ritenere Divino chiunque possieda questi sei
requisiti, propri degli Avatara della Mahasakti, i
quali per mezzo di Mayasakti ( potere di illudere
della Maya ) si vestono di forma umana. ( “Mahasakti”=
potenza di Dio ).

7. – Sette cose devono essere alimentate e protette per
il bene del mondo; la vacca, Colui che aspira al
Brahman ( il Brahmino), i Veda, la Castità, la Verità,
il Distacco e il Dharma. Quando questo declina Dio
viene come Avatar e lo rimetta al pristino splendore.

8. – Otto stadi ha lo Yoga, e perciò si chiama Asthanga
Yoga : Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Prathyahara,
Dharana, Dhyana, Samadhi: la culminazione è l’Unione
( Yoga ) con l’Assoluto.

9. – Nove diverse forme ha la Bhakti: Sravana, Kirtana,
Smarana, Vandana, Pade Seva, Arcana, Dasya, Sakhya e
Atmaniveda ( ascoltare le parole del Maestro, Cantare
le lodi di Dio, amare la Natura, servizio ai Piedi del
Signore, culto rituale, elemosina, amicizia e
coscienza continua dell’Atman ).
In tutte questa forma la componente principale è il
Prema, l’Amore sacro, ed è proprio questo Prema che
riempie di gioia e di speranza.

10. – I dieci sensi ( 5 jnanandriya e 5 karmendrriya,
cinque sensi di cognizione e cinque d’azione ) devono
esser sotto controllo. Chi ci riesce è veramente un
‘Dasaratha’ ( nome storico del re Mitila, padre
adottivo di Sita e suocero di Rama, letteralmente il
nome significa ‘quello dai dieci carri’, e
simboleggia ogni ‘carro’ rappresenta un senso, che ci
può trasportare effettivamente verso gli oggetti del
mondo sensibile ). Fate un mazzo dei dieci Indriya,
e fondete il Jivatman con il Paramatman. Questo è il
significato del saluto tradizionale Indiano, fatto
giungendo le mani e portandole all’altezza del cuore.

* * *

108 MASSIME MORALI ( ASTHOTRA )

Sono questi 108 precetti che dà Sri Bhagavan Swami Sathya Sai Baba, affinchè
siano da noi messi in pratica nella nostra vita d’ogni giorno.

1. – svegliati, sorgi e aiuta a stabilire il Sai Samrajya ( Il Regno
Universale dei Sai ), basato sui pilastri di Sathya, Dharma, Santi, Prema.

2. – Tutti e tutto siamo Uno; ritieniti uguale agli altri. Il mondo è uno:
sii buono con tutti.

3. Sii buono, vedi solo il bene e fa’ solo il bene. Questa è la via del
Signore.

4. La nostra vita è perfetta se viviamo nella moralità.

5. I soldi vanno e vengono, ma la moralità viene e cresce!

6. – Kala, il Tempo consuma tutto e tutti, non sprecate il tempo ! Sciupare
tempo è sciupare vita.

7. – Il passato è irricuperabile, e il futuro non è certo. Il tempo giusto è
adesso; non indugiare, e fa ciò che è giusto.

8. – Il silenzio è il solo linguaggio del realizzato. Solo nella profondità
del silenzio si può udire la voce di Dio. Il silenzio calma le onde del
cuore.

9. – La vita si perde sognando e l’essere si perde nel divenire.

10. ” Brahmavid Brahmiva Bhavanti”: chi conosce l’Essere Supremo, il Brahman
Dio, diviene Dio.

11. Non farti traviare da questo mondo illusorio. Realizza l’eterno Atman,
la Realtà ultima e Assoluta, immutabile ed eterna, senza principio nè fine.

12. – L’uomo non è nato per andare in cerca di Anna
( cibo, beni materiali ), ma per andare in cerca dell’Atman.

13. – Renditi conto che il Divino è presente in ogni essere vivente come
l’Atman che in esso risiede.

14. Dà gioia e felicità realizzare l’Unità che sta dietro la diversità.

15. – Tutte le religioni sono strade che conducono all’una e unica meta,
Dio. Le divei considerare tutte con lo stesso rispetto: tutte insegnano che
dobbiamo purificare la mente, conoscere qual’è il nostro Sè e sentire Prema.

16. – La verità sei solo tu stesso; ciò che vedi da sveglio è solo un sogno
diurno, e ciò che sogni dormendo è sogno notturno.

17. – Il Brahman eè sempre nel tuo cuore, e funziona sempre come Testimone
consapevole. Quindi non possiamo nasconder nulla, come se Dio fosse altrove.

18. – L’uomo senza Dio non è un uomo. Dio senza l’uomo è sempre Dio.

19. – Poichè Dio è l’Atman che risiede in ogni essere, rende servizio o far
del bene ad una persona è in realtà un atto di adorazione a Dio, mentre lo
sparlare e far del male ad un altro essere è sparlare di Dio e volerGli far
del male.

20. – Il bene e il male, il piacere e il dolore, che sembrano differenti e
contrari, si originano tutti entro l’uomo e non fuori di lui.

21. – Rivolgi la tua mente all’interno, verso l’Atman, e godrai pace e
gioia. Rimani immerso in quella Gioia.

22. – Ogni opposto non è altro che l’altra faccia della medaglia rispetto l
suo contrario: il bene e il male, gioia e dolore sono due faccie della
stessa moneta.

23. – La sola causa della felicità come del dispiacere, della schiavitù e
della libertà non è altro che la mente.

24. – Se non ci fossero duri periodi di dolore, non sapresti che cos’è il
piacere. La gioia il solo intervallo tra due dolori.

25. – Dobbiamo far del bene agli altri e tenere per noi soli i nostri
dolori; solo così potremo affermare che Dio è dentro di noi.

26. – La vera vita spirituale è quella che ci insegna l’unità e ci rende
privi di egoismi e pieni d’amore.

27. – La filosofia è il burro estratto dal latte della Conoscenza. La Brahma
Vidya è quella Vidya conosciuta la quale conosciamo tutto, e la Verità
Ultima.

28. – Ogni nostra azione, ogni nostro pensiero produce una reazione, un
riflesso, un’eco.

29. – Tutto ciò che facciamo, di bene e di male, coscientemente o meno,
genera sempre un risultato e perciò occorre fare solo il bene, affinchè
buone siano le conseguenze.

30. – La vita non è una strada a senso unico: dobbiamo esser pronti a dare,
e non solo a prendere.

31. – L’amore vive dando e perdonando; l’ego vive prendendo e dimenticando.

32. – Il pensiero che viene dalla tua mente deve essere puro; le paorle che
dici devon esser veraci e dolci, e il lavoro che fai dev’esser sacro.

3. – Una vita buona dev’esser un viaggio dalla posizione di “io” a quella di
“noi”.

34. – Se porit gli occhiali di Prema vedi Prema dappertutto e vedrai la
Prema-sva rupa del Bhagavan.

35. – Qualunque cosa tu faccia, se la fai sicuro che la faresti anche a te
stesso non farai mai nulla di male.

36. – Se noncominci con l’aver fatto il servo, non potrai mai diventare un
capo.

37. – Il riconoscere il proprio errore è il principio della saggezza.

38. – Nel momento che tu punti il dito contro qualcuno, le altre dita
puntano contro di te. Ciò vuol dire che, quando tu segnali un errore altrui,
devi aver esaminato per tre volte i tuoi errori.

39. – Prima di predicare, metti in pratica quello che vuoi insegnare; non
far tu l’errore che critichi negli altri.

40. – Ringrazia chi ti fa notare un tuo errore, perchè non l’hai saputo
vedere tu stesso, dato che tu guardi al di fuori, e i tuoi occhi vedno solo
gli errori degli altri.

41. – Il Satsang, la buona compagnia è molto importante, perchè giova
coltivare le buone qualità.

42. – Iddio ti dà una ghirlanda fatta di tuto quello che hai fatto di bene e
di male nelle tue vite anteriori. Ce l’hai al collo fin dalla nascita.

43. – Una cattiva azione non dà buoni risultati; una buona azione non ne dà
cattivi. Sei tu che scegli e pianti il seme; la pianta verrà come è il seme.

44. – Noi siamo nati per non rinascere; dobbiamo ritornare laddove siamo
venuti, al Brahman: raggiungere questa fonte è il vero scopo della nostra
vita.

45. – Il Brahman, Dio non è qualcosa di estero a te: è presente in te, è il
tuo Sé. Renditene conto.

46. – Poco importa che tu viva nel mondo; fa’ solo che il mondo non viva in
te.

47. – Colloca Dio nel tuo cuore e offriGli le frutta dei tuoi buoni
sentimenti, le lacrime di gioia sulla foglia del corpo che Gli sacrifichi.

48. – Prega il Signore Dio tuo nella tua mente e offrigli qualcosa di tuo,
di pulito e profumato di virtù e d’innocenza, e lavato nelle lacrime del
pentimento.

49. – La via al successo spirituale è la fede assoluta in Dio.

50. – Ricorda che il Signore non ama il Baktha, ma la sua Bhakti.

51. – La più alta forma di Bhakti è Saranagati, l’abbandono totale al
Signore. Accetta tutto ciò che ti accade come Suo dono, siia gioia o dolore,
successo o sconfitta: la tua fede sia incrollabile,; abbandona tutto al
Volere del Signore.

52. – Dio è un oceano di misericordia, e la Bhakti è il modo più facile per
ottenere la sua Grazia, che è come la luce del sole: sol lucet omnibus, per
tutti.

53. – Sraddha e Bhakti sono i due remi che ti aiutano a spingere la barca
della vita attraverso il fiume del Samsara.

54. – Non ci è possibile entrare nella Casa di Dio se non abbiamo Sama (
controllo dei sensi ) e Dama
( controllo della mente ).

55. – Se la nostra mente è sempre immersa nel Divino possiamo raggiungere
Moksa anchhe facendo la vita del mondo. Offriamo a Dio ogni lavoro che
facciamo.

56. – Se ci comportimo come bestie, pur avendo avuto questa sacra occasione
di avere un’esistenza umana – sì difficile da avere – sciupiamo la nostra
vita e non giustifichiamo questo dono di Dio.

57. – La mente che si volge all’interno vede solo l’ìAtman e ne gode
l’Ananada. A questo momento non notate più alcuna differenza tra piacere e
dolore, bene e male,. Vedrete solo l’Unità in ogni cosa, e diverrete Uno con
Dio. Questo è il vero Samadhi, che vuol dire ” sama ” (uguaglianza) di “
buddhi ” (d’animo).

58. – Noi dobbimao condurre la vita in modo disciplinato con ” Papa Bhiti” e
“Daiva Prithi”, timor del peccato e amor di Dio: avremo così la vera
felicità.

59. – Per quanta forza abbiamo, essa è inutile se non c’è la forza del
Dharma, che è ” Daivabala” (forza Divina ), e la forza che viene dal Dharma
è “Dharmabala”.

60. – ” Sathya Vada”: di’ il vero; ” Dharmam cara”: procedi secondo il
Dharma; questo sia il nostro motto per il bene e la prosperità di tutta
l’umanità.

61. – Dove c’è il Dharma c’è Dio, e dove c’è Dio c’è la vittoria. Senza la
Grazia di Dio non può esservi il successo.

62. – Se c’è l’Anugraha, la grazia di Dio, non può agire nessuna “graha” (
influenza astrologica). Cerca di guadagnarti questa Anugraha con la
preghiera e col Prema.

63. – Come la madre accorre all’udire il pianto del suo piccino ( senza
stare ad analizzare il ‘tala’ -ritmo- o la ‘0raga’ – melodia – del suo
pianto), Iddio accorre se ode l’uomo piangere dal profondo del cuore, e lo
aiuta ovunque sia.

64. – L’Avatar non fa nulla senza una profonda ragione. Dio non dice mai
parole prive di significato. Tutto ciò che egli fa e dice o vede ha un suo
significato spirituale occulto.

65. – Puoi adorare un ritratto come Dio, m non Dio come un ritratto. Puoi
elevare una cosa a livello di Dio, ma non abbassare Dio a livello di una
cosa.

66. Solo il Nome di Dio Lo può commuovere, e solo la Bhakti e con Prema
sinceri li puoi far venire a te: non con doni di denaro o d’altro.

67. – Grosso errore è cercare pace e felicità fuori di te. Le dobbiamo
cercare entro di noi, e sarà vera gioia se le cerchiamo con la mente pura.

68. – Attenti alle vostre parole, alle azioni, ai pensieri, al carattere e
al cuore. La mente è come una scimmia pazzerella, e non ci dobbiamo
abbandonare ad essa. La dobbiamo sorvegliare con attenzione e dobbiamo
controllarla.

69. – E’ ingnoranza identificare il corpo con noi stessi. Nessuno è isolato
dalla grande corrente della vita; ognuno è una cellula della società.

70. – L’amicizia non dev’essere basata su considerazioni di timore o di
favore. L’unico amico che sarà sempre con te è l’Amico Divino: il Signore.

71. – ” Upavasa ” vuol dire essere vicini a Dio, e
” Upasana ” star seduti vicino a Lui. Il beneficio delle due cose è che il
Satcitananada di Dio scorre in noi.

72. – Tu sei vicino a Dio esattamente quanto Egli è vicino a te. Chi si dà
conto che Dio è Onnipresente si accorge che Egli è vicinissimo, e che egli
stesso non è altri che Dio Stesso.

73. – Perchè il risultato venga occorre che ci siano inseimen la Grazia di
Dio e lo sforzo umano; cerchiamo di vincere la Grazia di Dio con le nostre
Sraddha e Bhakti.

74. – Vuota il vaso del tuo cuore da tutta l’acqua dei desideri, e rimepilo
con l’olio del Namasmarana di Dio
( la ripetizione del Nome di Dio). Prendi il lucignolo di Jivi e asciugalo
al sole di Vairagya, e l’Amarjyoti; la fiamma immortale della Sapienza
arderà diritta e ferma.

75. – La pigrizia è come la polevre e la ruggine, mentre il lavoro alacre e
altruistico è come pulitura e la crematura.

76. – La fretta porta allo sciupio; lo sciupio fa’ dispoiacere. Non vi
affrettate, dunque. chi va piano va sano a va lontano …. e voince la
corsa.

77. – Il peggior nemico è l’ira, mentre la calma è la miglior corrazza. La
nostra Gioia è il più bello dei paradisi, e il nostro dolore il peggiore
degli inferni.

78. – Perfino l’Avatar rispetta disciplinato gli anziani; i capi devono
innanzitutto praticare la loro disciplina prima di predicarla agli altri.
Neanche Dio viola le norme e le leggi che Egli stesso ha posto.

79. – Vivi nella fratellanza con gli uomini, e nella paterntià di Dio. Servi
tutti con Prema e con il tuo lavoro disinteressato, e cerca di vedere
l’Unità di tutto.

80. – Può darsi che sbagliamo, ma non dobbiamo ripetere l’errore, quando lo
abbiamo riconosciuto. Errare humanum est, in errore perseverare autam
diabolicum.

81. – Siano coerenti i tuoi pensieri, le tue parole e le tue azioni.

82. – Il vero punteggio cui dobbiamo aspirare nella scuola e nella vita
dev’essere di ” non avere ” alcun pnteggio.

83. La tua patria devi vederla come tua madre; e dobbiamo servire questa
madre divina. Segui la nostra sacra cultura, che la madre ci ha conservato.
Imitare lo straniero è prova di debolzza.

84. – Chi vuol correggere il monodo e rimetterlo sulla giusta strada deve
cominciare a correggere se stesso, e la propria condotta col controllo dei
suoi sensi e dei suoi desideri.

85. – La Verità è Dio; per raggiungerla, ci dobbiamo attenere ad Essa.

86. – ” Nadigam Sagaro Gatih “; tutti i fuimi vanno al mare, così come il
creato tutto e ogni corrente di vita tornerà a confluire nella sua fonte,
nel Brahman. Aspira a questa felice conclusione.

87. – Veniamo al mondo piangenti; non dobbiamo morire nel pianto ma col
sorriso.

88. – Dio ci concede la vita affinchè Lo cerchiamo e Lo raggiungiamo.

89. – Gli occhi ci sono dati affinchè ci servano a vedere ed a raggiungere
Dio Supremo e Onnipotente.

90. – Le gambe ci sono state date affinchè possiamo viitare i templi di Dio.

91. – Le mani ci sono state date affinchè facciamo buone azioni e porgiamo
Pujia ( doni rituali ) al Signore.

92. – L’intelligenza ci è stata data affinchè possiamo comprendere che tutto
ciò che vediamo nel mondo è effimero e che DIO SOLO è la Realtà eterna.

93. – La lingua ci è stata data affinchè possiamo cantare le Glorie del
Signore e fare Namasarana.

94. Le orecchie ci sono state date affinchè possiamo udire i canti di lode
del Signore.

95. – Questo corpo ci è stato dato affinchè ci serva ad aiutare il prossimo.

96. – La base di tutto il mondo è il Prema del Signore. Per quanto uno sia
intelligente e istruito, è una persona inutile se non ha amore nel suo
cuore.

97. – Dio è Amore; Comincia il giorno con l’amore, riempi il giorno d’amore,
finiscilo nell’amore: questa è la strada che conduce a Dio.

98. – Ama e rispetta i tuoi genitori, come devi amare e rispettare Dio; così
la Grazia di Dio verrà a te anche se non la chiedi.

99. – E’ imutile riempirvi la testa con la pura informazione e scienza;
riempite invece di Prema il vostro cuore. A nulla serve imparare a memoria i
Veda e le Sastra, se lo studio non vi serve a raggiungere i Pedi del
Signore.

100. – L’essenza di tutti i Purana e dei Veda è questa: fa’ del bene agli
altri, ed astieniti da far del male agli altri. Far del male agli altri è il
più grande
” papa ” ( peccato ) .

101. – Se non sei in grado di far del bene agli altri, cerca almeno di non
fare loro del male e di non dar loro sofferenza morale.

102. Non dimenticate Dio e non temere la morte. Stai in attesa del gioioso
momento della tua riunione a Dio: questa è l’immortalità.

103. – La Vidya viene arricchita da Vinaya, dall’umiltà. Sii umile e nobile.

104. – Se non raccogliamo informazione non ci è possibile avere la
trasformazione.

105. – Quei segnali indicatori che sono i libri non fanno altro che dirci la
strada, o la direzione per arrivare a destino; ma il viaggio bisogna farlo e
sperimentare la gioia della vittoria.

106. La sapienza si acquista con l’esperienza. Se hai sperimentato la Gioia
Divina cerca di trasmetterla ad altri per farli felici.

107. – Solo se fai quello che ti dice il Guru ne potrai sentire la presenza
vitale nel cuore; allora egli sarà in te una presenza vivificante.

108. – Colloca ” SAI ” sull’altare del tuo cuore ( sul tuo Hrdhayastay ) e
sarai ” hai “, ossia felice e tranquillo sempre.

OM SRI BHAGAVAN BABAJI SAY JAY !
OM
OM OM

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