Anthony Elenjimittam e l’Ecumenismo Cosmico

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Anthony Elenjimittam e l’Ecumenismo Cosmico

di Anna Poletti

O Signore, fa di me uno strumento della tua Pace:
Dove è odio, fa ch’io porti l’Amore.
Dove è offesa, ch’io porti il Perdono.
Dov’è discordia, ch’io porti l’Unione.
Dov’è dubbio, ch’io porti la Fede.
Dov’è errore, ch’io porti la Verità.
Dov’è disperazione, ch’io porti la Speranza.
Dov’è tristezza, ch’io porti la Gioia.
Dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce.

O Maestro, fa ch’io non cerchi tanto:
Essere consolato, quanto consolare.
Essere compreso, quanto comprendere.
Essere amato, quanto amare.

Poichè:
è dando che si riceve;
perdonando che si è perdonati;
morendo che si risuscita a Vita Eterna.

San Francesco di Assisi

Per una serie di circostanze fortuite, ho incontrato ad Assisi un uomo
vestito con una lunga tunica bianca e una sciarpa arancione avvolta al
collo, che gli ricade lungo il corpo. Un volto sorridente di chi è diventato
un bambino di luce, due occhi indiani che emanano vibrazioni di gioia e
purezza.

Ha ormai novant’anni e da lui arrivano ancora tanti pellegrini desiderosi di
pace, conoscenza e introspezione che vogliono riavvicinarsi a se stessi e al
divino onnipervadente. Mi ha accolta nella stanza di meditazione e la prima
cosa che ho notato è stata l’immagine del Mahatma Gandhi, vicino a quella di
San Francesco.

“Dimmi, dimmi” dice lui. E allora io, felicemente seduta di fronte a una
fonte di luce, a un discepolo di Gandhi che si è battuto tutta la vita a
diffondere, con l’esempio e attraverso le sue opere, il messaggio
dell’ecumenismo
cosmico, gli domando:

– Cos’è lo Yoga?

Lo Yoga è una disciplina interiore che conduce per via diretta
all’autoconoscenza.
Nel tempio delfico, nell’antica Grecia, furono scolpite queste parole –
gnoti auton- conosci te stesso.

La nostra vita ordinaria è vissuta senza questa autoconoscenza; abbiamo
un’identità
superficiale, epidermica (dove sei nato, come ti chiami, che lavoro fai), ma
la realtà della coscienza è un’altra e va scoperta attraverso la
meditazione. Solo allora trascenderemo le esigenze dei sensi, i desideri e
le passioni, e metteremo in atto un’auto-catarsi, una purificazione del
cuore e della mente.

La maggior parte della gente vive ancora a livello sensoriale, soltanto
pochi vivono a livello spirituale. La violenza, le guerre e la sofferenza
derivano da ciò. Quando ci conosciamo e discipliniamo la mente, viene
naturale voler vivere una vita intensamente introspettiva. Bisogna bloccare
la tendenza all’estroversione, così comune nell’attuale società, ed
equilibrarla con la tendenza all’introversione, al contatto con la voce
interiore, che si raggiunge attraverso la meditazione.

Lo Yoga è la scienza dell’unione, e insegna a conoscere con disciplina
l’universo
della coscienza infinita dentro di noi. Immergendoci in questo universo ci
liberiamo definitivamente dalla sofferenza. Conosci te stesso, purifica te
stesso, realizza te stesso.

– Come si fa a restare centrati e a non disperdersi?

All’inizio non è facile, perchè ci sono certe attività e doveri che dobbiamo
svolgere e che esigono estroversione. Ma possiamo vivere la vita senza
perderci, questa è la differenza. L’uomo che vive a livello dei sensi si
perde, uno Yogi invece fa il suo lavoro perfettamente, restando in contatto
costante con la realtà coscienziale. Gandhi, ad esempio, aveva una vita
interiore che gli permetteva di compiere tutti i suoi importanti doveri
senza perdersi.

Basta rivolgersi al Sè universale presente in te e in tutti gli
esseri -L’Uno
senza secondo -, che è in definitiva l’unica realtà che esiste e la cui
manifestazione è l’intero Universo.

– L’illuminazione è una grazia o una conquista?

E’ entrambe. La grazia dell’illuminazione è una possibilità che tutti
possediamo, ma occorre un grande sforzo da parte nostra perchè si realizzi.
Dio è la Causa Prima, l’Essere Supremo, e tutto il resto dipende da Lui, ma
questo non deve diventare motivo di letargia. Aiutati che il Ciel t’aiuta!

Se fai un passo verso Dio, Dio fa dieci passi verso di te. Quando manca lo
sforzo interiore, la ferma volontà di migliorare, la colpa è tua, non di
altri. La grazia di Dio è ovunque, così come l’ossigeno e l’aria sono
ovunque. Se io rimango in una stanza chiusa e non apro le porte e le
finestre, restando al buio con poca aria, la colpa è mia. Bisogna aprire
quelle porte e finestre e far circolare la luce e l’aria. Dio ti ha dato
l’intelligenza,
la volontà, l’energia. Utilizzale per auto-realizzarti, invece di vivere in
oziosità. Sii vigile giorno dopo giorno, anno dopo anno. La vita è un
dinamismo e un’avventura continua, un progresso e una rivelazione senza
fine.

Tu sei l’architetto del tuo destino. Tu sei il timoniere della tua
barchetta. Dobbiamo fare la nostra parte e proseguire verso
l’auto-realizzazione.
La preghiera ha i suoi effetti, ma non basta pregare, bisogna anche fare il
proprio dovere. Soprattutto, per poter vivere la vita divina e beatificante,
bisogna rinunciare continuamente al proprio egoismo. E per questo bisogna
sforzarsi, senza diminuire lo zelo e l’entusiamo.

Dobbiamo cercare le chiavi del regno di Dio entro le nostre tasche, e non
altrove. Dovrebbe essere chiaro a chiunque aspiri alla perfezione spirituale
che la salvezza, l’emancipazione o l’illuminazione – con qualsiasi nome
vogliamo chiamarla- non dipende da fattori esterni, chiese di pietra, esseri
umani fatti di carne e ossa, bensì solo dalla Luce Interiore, la Luce del
Logos, la luce che illumina ogni uomo che viene a questo mondo. Dio aiuta
coloro che si aiutano.

– Come si riconosce la missione dell’anima?

I dogmi non ci servono più, anzi impediscono l’Autorealizzazione. Dobbiamo
nascere di nuovo. Ricorda le parole di Cristo: “Ciò che è nato dalla carne è
carne. Ciò che nasce dallo spirito è spirito”. Tutti noi abbiamo corpo (la
parte psico-fisica) e anima (la parte pneumatica). Se controlliamo le
tendenze negative e viviamo la parte spirituale, riusciamo a scoprire la
missione dell’anima. La via dei sensi è la via più facile, e molta gente,
illudendosi di trovare lì la felicità, la segue e trova invece sofferenza e
malattia.

L’uomo da una parte è un animale, dall’altra è un angelo e un Dio. Quando ne
sentiamo il bisogno, sviluppiamo la parte divina presente in noi. In tal
modo non saremo più soli, perchè vivremo in compagnia dell’Universo
invisibile, del mondo spirituale a cui si accede con la vista spirituale. Il
peccato originale, il fuoco di concupiscenza che ci brucia tutti, allora
svanisce.

La prima nascita è quella nel corpo, la seconda nascita è nello spirito, ed
è l’Autorealizzazione, uno stato di pace, rivelazione, beatitudine e salute.
Da una parte c’è il piacere sensoriale e dall’altra la gioia dello spirito.
Bisogna scegliere uno o l’altra. All’inizio – finchè non si è raggiunta la
perfezione spirituale- c’è conflittualità tra le due tendenze opposte. La
via della gioia però illumina la tua mente, ti eleva, ed è accessibile a chi
davvero vuole realizzare se stesso.

Si dice nelle Bhagavat Gita: “quella felicità che all’inizio sembra miele,
poi diventa fiele; mentre quella felicità che all’inizio sembra fiele poi
diventa miele”. La prima felicità è quella che dipende dal mondo sensoriale,
illusorio. La seconda è la felicità spirituale. E’ l’ignoranza spirtuale –
Avidya -che ci fa accettare e ricercare ciò che è evanescente come se fosse
Permanente, ciò che è illusorio come Reale, ciò che è piacevole come fosse
Beatitudine e ciò che è causa di morte come fosse elargitore di vita.

Dobbiamo instillare nei nostri cuori la conoscenza sperimentale di Dio come
il Sè dentro di noi, come Dio interiore, trascendendo il nostro sè
individuale. Questa conoscenza non può essere ottenuta attraverso una
teologia dogmatica o pratiche liturgiche popolari appartenenti alle varie
istituzioni religiose Cristiane, Indù, Mussulmane, etc. Essa può sorgere
solo grazie alla visione di quei Maestri e Guide che hanno conosciuto e
realizzato Dio tramite l’esperienza diretta, e che possono quindi indicare
la strada a tutti i pellegrini del mondo, inviati su questa terra per
acquistare Saggezza.

Solo nella consapevolezza e nell’Amore del Reale, Dio, può finalmente
esserci riposo per le nostre menti inquiete. Dio non è una proposizione
teologica per dividere gli uomini e metterli l’uno contro l’altro, per
dividere nazioni, razze, religioni mettendole le une contro le altre, ma è
Pace mentale, Calma interiore, Equilibro ed Energia. Egli è la Tranquillità
del cuore, la Purezza del cuore e della mente, acquistate solo dopo aver
trasceso l’ego, l’attacamento e le tempestose regioni delle passioni e delle
brame.

– Cos’è la preghiera?

La preghierà è il dialogo con Dio. Non si tratta di chiederGli di soddisfare
i nostri desideri, ma di ascoltare la Sua volontà e di domandarGli la forza
di compierla. Le preghiere liturgiche ripetute superficialmente non servono
a molto, mentre la ricerca costante del dialogo con la presenza divina in
noi sì.
Bisogna meditare sulle parole di Cristo: “A che ti serve conquistare tutto
il mondo, se perdi te stesso?”. Per trovare se stessi occorre purificare il
cuore e la mente, e sorvegliare la mente, che ha in sè le impressioni
psichiche del tuo passato in questa vita e delle tue vite passate.
L’auto-consapevolezza
comincia dall’osservazione dei pensieri.

Ci sono due forze contendenti nell’essere umano, l’egoismo e l’altruismo.
Rafforza l’altruismo, che è la coscienza di essere parte del Tutto. Sei
parte di tutto, sei uno fra milioni e il tuo interesse include l’interesse e
il bene di tutti. Egoista è chi non segue la voce interiore, la chiamata
della sua anima, e subordina tutto e tutti all’interesse della sua
personalità. Estirpiamo l’egoimo presente in noi.

Siamo particelle viventi di un tutto e la forza animatrice è Dio. La tua
anima e la mia anima sono particelle dell’anima universale. L’egoismo deriva
dall’illusione di essere separati da Dio. Il mondo attuale vive a livello
dell’ego, per questo ci sono tante lotte, uccisioni, anche in nome della
religione. Viviamo in una società viziata. Dobbiamo saper rinunciare agli
agi e alle comodità ottenute senza sforzo. La vita naturale, spontanea,
semplice, potrebbe aiutarci a sviluppare l’altruismo. Anche il tuo discorso
dovrebbe essere semplice, non complicato.

A differenza del passato, nel nuovo millennio, tutte le religioni sono
nostre. Cerchiamo di prendere ciò che è valido da ognuna di essa, come le
api prendono il polline da differenti fiori. Siamo nell’era globale. I dogmi
che separano non servono più, e neppure le funzioni religiose. Invece, senza
il controllo della mente e il dialogo con la scintilla di luce presente in
noi, non si può andare avanti.

La Chiesa (religiosa) dà importanza alle pratiche di tipo liturgico e
cerimoniale, mentre le religioni psicologiche come il Vedanta, lo Yoga e
l’intera
cultura esoterica del mondo Indo-Buddhista, le religioni mistiche di tutta
la famiglia umana, all’unisono, ci insegnano la religione dello spirito; la
religione dell’auto-rivelazione tramite l’auto-coscienza,
l’auto-purificazione,
l’auto-realizzazione. Dio è Spirito, perciò coloro che Lo adorano dovrebbero
adorarLo in Spirito e Verità.

Per tutta la mia vita ho cercato di scoprire le perle presenti in tutte le
religioni per far colare il succo religioso nel Tempio universale dell’Uomo,
la cui realtà più nascosta dietro ai suoi sensi, mente ed ego, è Dio. Noi e
il nostro Padre Celeste siamo Uno. Il concetto più alto è quello
dell’Uomo-Dio,
Dio-Uomo, e la realizzazione della Divinità in noi è la religione elevata al
suo più alto grado.

– Come posso trasformare i pensieri negativi in pensieri positivi

Imparando a memoria pensieri positivi per combattere quelli negativi e
nutrendo la mente con pensieri positivi. Non di solo pane vive l’uomo. La
mente va nutrita con pensieri luminosi. Rimani vigile.

Buddha diceva: “Vigilanza è la strada per l’Immortalità (Nirvana), la
pigrizia la strada per la Morte: coloro che sono vigilanti non moriranno
mai, mentre i pigri mentali sono già morti. Comprendendo ciò in modo chiaro,
il saggio si tiene vigile e si dedica a sfere si attività convenienti agli
Elevati.”

E ancora: “In qualunque modo una persona possa far male a colui che odia, o
un nemico possa ingiuriare il suo nemico, più grande sarà il danno fatto da
una mente male indirizzata”. Se la mente è controllata e purificata diventa
il tuo migliore amico, altrimenti diventa il tuo peggior nemico. E quando la
mente diventa tua alleata e amica, lo sarà per sempre, e nessun altro quanto
lei potrà aiutarti a migliorarti.

– Cos’è la vera umiltà?

L’umiltà: riconoscere che siamo entità non autosussistenti. Dipendiamo
dall’aria,
dall’acqua, etc, e per questo San Francesco si rivolgeva al Sole e alla Luna
chiamandoli fratello Sole e sorella Luna. Anche la morte per San Francesco,
che comprendeva di essere uno con il creato, non era più la morte, ma
sorella Morte. La morte è solo un passaggio a un’altra dimensione.

La realtà immortale è l’anima. Il corpo è il tempio dell’Anima. Quando
muoriamo, il dimorante (l’anima) semplicemente cambia dimora (corpo). Siamo
inter-dipendenti e dobbiamo usare tutto quello che è a nostra disposizione
per migliorarci, umilmente.

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ANTHONY ELENJIMITTAN

Anthony Elenjimittan, allievo del Mahatma Gandhi e padre domenicano, ha
fondato nel 1957 la Welfare Society For Destitute Children al fine di
aiutare i bambini emarginati di Bombay. E’ anche il fondatore e il direttore
della casa editrice Aquinas Publications di Bombay. Padre Anthony ha
trascorso la sua vita in un continuo pellegrinaggio tra oriente e occidente
intrattenendo una fitta attività in qualità di conferenziere, scrittore e
guida spirituale.

Ha pubblicato numerosi libri, tra cui disponibili in italiano: La filosofia
Yoga di Patanjali, Le Upanishad, Dialogando con l’Eterno, Francesco
d’ssisi – lo Yogi dell’amore cosmico, la Vita di Buddha e il Dhammapada,
Mahatma
Gandhi – il profeta dell’Età dell’Acquario, Gnosi Vedantica, Sublimazione
del Sesso, Pensieri per la meditazione giornaliera, Psicologia
dell’Autorealizzazione,
Ecumenismo Cosmico e, ultimamente, Il vangello della Purezza.

Amico di Papa Giovanni XXIII, dal quale rifiutò la mitra arcivescovile per
continuare liberamente la sua missione, avendo ricevuto il mandato gandhiano
di lavoro per l’intesa inter-religiosa. La conoscenza e l’esperienza diretta
della spiritualità indiana orientale e di tutto il mondo rivela la
profondità di Padre Anthony nelle molte opere scritte in inglese e in
italiano.

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Nella sua autobiografia scrive:
“Mentre conducevo un tipo di vita Parivrajika (la vita dei monaci
itineranti) nel Bihar, avevo assunto il nome di Bhikshu Ishabhodananda, che
significa – monaco mendicante la cui beatitudine (Ananda) è Isha Bhodh, la
conoscenza di Dio, la cui gioia è Gesù e Buddha, Dio incarnato in un corpo
umano e pienamente Illuminato. Scelsi io questo nome, Anthony è il mio nome
di battesimo, mentre Antonius è il nome ricevuto quando feci la professione
religiosa Domenicana. Questa lunga ed interminabile odissea della mia vita è
semplicemente la storia di un uomo che ha cercato il proprio compimento
nell’ideale
di Isha Bhodha Ananda Bhikshu – un monaco itinerante libero che ha cercato
la sua beatitudine nella realizzazione dell’Atman, il Sè Cosmico, e nella
conoscenza di Dio, seguendo le orme di profeti quali Gesù e Buddha.”

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