Scoperta l’area del cervello che ama la musica

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Scoperta l’area del cervello che ama la musica

23 dicembre 2002

Un team di ricercatori ha scoperto che la porzione dell’organo è collegata alle aree della memoria e
delle emozioni e che reagisce sia al rap che a Bach

L’area del cervello che sa apprezzare la musica – da Mariah Carey ad una fuga di Bach – è stata
individuata da un gruppo di ricercatori di un’università americana. L’area in questione – definita a
più riprese un punto – è collegata alle parti del cervello umano legate alla memoria e alle
emozioni. Questo permetterebbe di spiegare la causa del potere speciale della musica di suscitare
sensazioni e di risvegliare emozioni in chi ascolta.

I ricercatori del Dartmouth College, nel New Hampshire, guidati da Petr Janata, hanno fatto
ascoltare una serie di brani musicali a otto persone con esperienza nel campo (tutti avevano
studiato musica per almeno dodici anni). I volontari erano collegati ad un apparecchio a risonanza
magnetica in grado di registrare le reazioni delle varie zone cerebrali agli stimoli musicali. I
ricercatori hanno scoperto che c’erano diverse zone attivate dall’ascolto dei brani musicali ma
anche che queste avevano tutte un punto di collegamento comune. Il punto cioè in cui verrebbero
elaborate le reazioni di ciascuno alle più diverse melodie. Questo punto – individuato nella
corteccia cerebrale prefrontale (ovvero poco dietro la fronte umana) – si trova in un’area dove già
transitano le connessioni del sistema nervoso centrale deposte a funzioni di memoria a breve e lungo
termine e alle emozioni.

“I risultati delle nostre ricerche creano una base importante per spiegare i legami ancora
misteriosi tra musica, emozioni e cervello”, afferma Petr Janata in un articolo pubblicato su
Science. “E’ stato un po’ come seguire il percorso di una macchina per ricostruire la mappa stradale
di una città – ha spiegato uno dei partecipanti alla ricerca – noi abbiamo fatto la stessa cosa,
seguendo il percorso dei brani musicali lungo la corteccia cerebrale, in modo da ricostruire la
struttura esistente”.

I ricercatori ritengono che il punto individuato proprio quello che, in primo luogo, consente di
distinguere una serie melodiosa di note da una sequenza di rumori, e, in secondo luogo, di
apprezzare o meno un brano musicale. Lo studio ha indicato che il cervello di quanti hanno
partecipato al test reagivano ogni volta in un modo leggermente differente allo stesso stimolo
musicale. “Questo potrebbe spiegare perché la stessa musica, in situazioni diverse, può far scattare
emozioni diverse”, afferma Janata.

La capacità di apprezzare suoni piacevoli è connaturata nelle persone non solo fin dalla nascita
(neonati di quattro mesi hanno già differenti gusti musicali e persino il feto nel grembo materno
risponde agli stimoli musicali) ma anche nell’uomo sin dagli albori della civiltà – affermano gli
studiosi – anche l’uomo primitivo era in grado di apprezzare suoni armoniosi. E la prova sta ancora
una volta nella localizzazione del punto in questione, che si trova in un’area strettamente
collegata alle parti più antiche del cervello.

www.newton.rcs.it/PrimoPiano/News/2002/12_Dicembre/23/Musica.shtml

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