Sapienza Antica 2

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Sapienza Antica 2

di Annie Besant

COMPENDIO DEGLI INSEGNAMENTI TEOSOFICI

DEDICATO
CON GRATITUDINE RIVERENZA ED AMORE
A
H. P. BLAVATSKY
CHE MI MOSTRÒ LA LUCE

Parte Seconda

CAP. I

IL PIANO FISICO
La sorgente da cui procede un universo è dunque un Essere Divino manifestato, al quale, nella forma moderna della Sapienza Antica, fu dato il nome di LOGOS, o Verbo, o Parola. Il nome è tolto dalla filosofia greca, ma esprime perfettamente l’antica idea: la Parola che emerge dal Silenzio, la Voce, il Suono, per cui i mondi vengono in esistenza. Dobbiamo ora seguire l’evoluzione dello spirito-materia per poter comprendere qualcosa su la natura dei materiali con cui siamo in relazione nel piano o mondo fisico: poiché nelle potenzialità connesse allo spirito-materia del mondo fisico sta la possibilità
dell’evoluzione. L’intero processo consiste in uno sviluppo
dall’interno per virtù propria, e nell’aiuto esterno di esseri intelligenti, i quali possono ritardare od affrettare l’evoluzione, senza oltrepassare i limiti delle capacità inerenti ai materiali. Prima di proseguire sarà quindi necessario dare qualche cenno sulle fasi primitive del “divenire” del mondo, senza però entrare in particolari troppo minuti, che ci porterebbero oltre i limiti di un trattato elementare come questo.
Uscendo dalle profondità dell’Unica Esistenza, dall’Uno che trascende ogni pensiero ed ogni parola, un Logos, con l’imporre a Sè un limite, col restringere volontariamente l’estensione del Suo proprio Essere, diventa il Dio manifestato e, tracciando la sfera di limitazione della propria attività, disegna l’area del suo universo. Dentro quella sfera l’universo nasce, evolve, muore; esso vive, si muove, ha il suo essere in Lui; la sua materia da Lui emana; le sue forze e le sue energie sono correnti della Sua vita. Egli è immanente in ogni atomo, tutto penetra, tutto sostiene, tutto evolve; dell’universo è causa ed oggetto, principio e fine, centro e circonferenza. L’universo su di Lui è edificato come su solide fondamenta e respira in Lui come suo spazio ambiente; Egli è in ogni cosa ed ogni cosa è in Lui. Questo i Savi della Sapienza Antica ci hanno detto circa l’inizio dei mondi manifestati.

Dalla stessa fonte apprendiamo il manifestarsi del Logos in una triplice forma: il Primo Logos, la Radice dell’Essere; da Esso il Secondo Logos, che manifesta i due aspetti di Vita e di Forma, la dualità primordiale, che costituisce i due poli della natura tra i quali deve essere tessuta la tela dell’universo — Vita-Forma, Spirito-Materia, Positivo-Negativo, Attivo-Ricettivo, Padre-Madre dei Mondi. Quindi il Terzo Logos, la Mente Universale, in cui tutto esiste come archetipo, che è la sorgente degli esseri, la fonte delle energie formatrici, il tesoro dove sono accumulate tutte le forme archetipo che devono poi essere prodotte ed elaborate in qualità inferiori di materia durante l’evoluzione dell’universo. Questi archetipi sono i frutti di passati universi, trasportati nel nuovo come altrettanti semi.
Lo spirito e la materia fenomenici di qualunque universo sono di estensione finita e di durata transitoria, ma la loro radice è eterna. Un profondo scrittore disse che la radice della materia (Mulaprakriti) è visibile al logos come un velo gettato sopra l’Esistenza Unica, sopra il supremo Brahman (Parabrahman) per usare l’antico nome.

È questo “velo”, di cui il Logos si riveste per manifestarsi, onde formare quel limite imposto a Se stesso, che rende possibile l’attività. Da esso Egli elabora la materia del suo universo, essendo Lui stesso la vita che lo informa, lo governa, lo domina 1.
Di quanto avviene nei due piani superiori dell’universo, il settimo e il sesto, non possiamo avere che idee assai vaghe. L’energia del Logos, moto vorticoso di rapidità inconcepibile, “scava fori nello spazio”, in questa radice della materia; ed un cotale vortice di vita, rivestito di un sottile velo di radice della materia, è l’atomo primario. Gli atomi primari ed i loro aggregati, diffusi per tutto l’universo, formano tutte le suddivisioni dello spirito-materia del piano più alto, ossia del settimo. Una parte delle innumerevoli miriadi di questi atomi primari eccita dei vortici negli aggregati più densi dello stesso piano; così l’atomo primario, avvolto da fasci spirali delle più dense combinazioni del settimo piano, diventa la più sottile unità di spirito-materia, o atomo, del sesto piano. Questi atomi del sesto piano e le loro infinite combinazioni formano le suddivisioni dello spirito-materia del piano stesso.

L’atomo del sesto piano, a sua volta, eccita un vortice nei più densi aggregati del proprio piano e con questi aggregati come parete limitante diventa la più sottile unità di spirito-materia, o atomo, del quinto piano. E di nuovo, questi atomi del quinto piano e le loro combinazioni formano le suddivisioni dello spirito-materia del quinto piano. Il medesimo processo si ripete e forma successivamente lo spirito-materia del quarto, del terzo, del secondo e del primo piano. Queste sono le sette grandi regioni dell’universo, per ciò che si riferisce ai loro costituenti materiali. L’analogia ce ne fornirà un’idea più chiara, quando conosceremo le modificazioni dello spirito-materia del nostro mondo fisico.

Il termine “spirito-materia” è usato di proposito. Con esso si afferma implicitamente il fatto che non esiste materia “morta”; tutta la materia è vivente, le sue più sottili particelle sono altrettante vite. La scienza è nel vero quando afferma che “non vi è forza senza materia, né
materia senza forza”; forza e materia, congiunte indissolubilmente, attraversano l’intero ciclo della vita di un universo e nessuno può separarle. La materia è forma e non vi è forma che non sia
manifestazione di una vita; lo spirito è vita e non si ha vita che non sia limitata da una forma. Perfino il Logos, il supremo Signore, durante la manifestazione di un universo, assume l’universo stesso come sua forma; e così si dica di tutto, scendendo fino all’atomo. Questa involuzione della vita del Logos come forza animatrice di ogni particella ed il suo successivo invilupparsi nello spirito-materia di ciascun piano, in modo che i materiali di ognuno di essi hanno dentro di sé, allo stato latente, tutte le possibilità di forma e di forza del proprio piano e di tutti i piani superiori, sono i due fatti che garantiscono l’evoluzione e danno anche all’infima particella quelle potenzialità che, diventando poteri attivi, la renderanno atta a passare nelle forme degli esseri più elevati. Infatti, l’evoluzione può essere compendiata nella frase: potenzialità latenti che si trasformano in poteri attivi.
Della seconda grande onda di vita, l’evoluzione della forma, e della terza, l’evoluzione dell’autocoscienza, si parlerà in seguito. Per ora basterà dire che queste tre correnti, per ciò che riguarda l’umanità, si possono così distinguere sulla terra: preparazione dei materiali, costruzione della dimora e sviluppo dell’abitatore di essa, o, come si è detto più sopra, evoluzione dello spirito-materia, evoluzione della forma, evoluzione dell’autocoscienza. Se il lettore può afferrare e ritenere questa idea, troverà in essa il filo che gli servirà di guida nel labirinto dei fatti.

Possiamo ora passare all’esame particolareggiato del piano fisico, quello in cui il nostro mondo esiste ed a cui appartengono i nostri corpi.
Esaminando i materiali di questo piano, siamo colpiti dalla loro immensa varietà e dalle innumerevoli differenze di costituzione degli oggetti che ci circondano, minerali, vegetali, animali, tutti diversi nei loro costituenti: materia dura o molle, trasparente od opaca, fragile o duttile, amara o dolce, piacevole o nauseabonda, colorata o incolore. In questa varietà tuttavia emergono tre suddivisioni della materia, come classificazione fondamentale: materia solida, liquida e gassosa. Un esame più minuzioso dimostra che questi solidi, liquidi e gas risultano da combinazioni di corpi molto più semplici, chiamati dai chimici “elementi”, e che questi elementi possono esistere allo stato solido, liquido o gassoso senza cambiare la loro rispettiva natura. Così l’elemento chimico “ossigeno” è un costituente del legno, dove, combinato con alcuni elementi, forma le fibre legnose solide; combinato con altri elementi, vi produce una sostanza liquida come acqua, la linfa; ed ancora vi esiste non combinato, come gas. In questi tre diversi stati è ossigeno. Inoltre l’ossigeno puro può essere ridotto dallo stato gassoso allo stato liquido e dal liquido al solido, rimanendo sempre puro ossigeno; lo stesso si dica degli altri elementi. Otteniamo così tre suddivisioni o stati della materia nel piano fisico: solidi, liquidi, gas.
Continuando nelle ricerche scopriamo un quarto stato, quello dell’etere, ed un esame ancor più diligente rivela che l’etere esiste in quattro stati tanto ben definiti quanto quelli ora studiati. Prendiamo ancora come esempio l’ossigeno: come può venir ridotto dallo stato gassoso allo stato liquido e da questo al solido, così può passare dallo stato gassoso attraverso ai quattro gradi dello stato eterico, il quarto dei quali è costituito dall’ultimo atomo fisico, la cui disintegrazione porterebbe la materia completamente fuori del nostro piano, e cioè nel piano immediatamente superiore.

La struttura dell’atomo fisico ultimo inoltre è la stessa per tutti gli “elementi”, la varietà dei quali è dovuta soltanto alla varietà dei modi in cui gli atomi fisici ultimi si combinano. Così la settima suddivisione dello spirito-materia del piano fisico è composta di atomi omogenei; la sesta è composta di combinazioni eterogenee assai semplici di questi atomi; la quinta di combinazioni più complesse, e la quarta di altre più complesse ancora; ma in tutti i casi queste combinazioni agiscono come unità. La terza suddivisione consta di combinazioni ancora più complesse, riguardate dai chimici come atomi di “elementi gassosi”; in questa suddivisione molte delle combinazioni hanno ricevuto nomi speciali, quali ossigeno, idrogeno, azoto, cloro, ecc., ed ogni nuova combinazione che si va scoprendo riceve il suo nome; la seconda consiste di combinazioni allo stato liquido, vengano esse considerate come elementi, quale il bromo, o come combinazioni chimiche, quali l’acqua e l’alcool; la prima suddivisione finalmente risulta di tutti i solidi, riguardati anch’essi o come elementi, per esempio lo iodio, l’oro, il piombo, ecc., o come corpi composti, quali il legno, la calce, il sale, e così via

Il piano fisico può servire allo studioso come modello onde formarsi per analogia un’idea degli altri piani. In Teosofia per piano si intende una regione, dove tutte le combinazioni dello spirito-materia che vi esiste sono derivate da una classe particolare di atomi; a loro volta questi atomi sono unità dotate di identica organizzazione, la cui vita è vita del Logos, velata da un numero maggiore o minore di involucri a seconda del piano, e la cui forma consta della materia solida, o della più bassa suddivisione, del piano immediatamente superiore. Così il piano è una divisione di natura e nello stesso tempo un’idea metafisica.

Fin qui abbiamo studiato i risultati dell’evoluzione dello
spirito-materia nel nostro mondo fisico o divisione del primo o più basso piano del nostro sistema. Questa corrente di evoluzione, o formazione dei materiali, continuò per epoche incalcolabili, e oggi ne vediamo i risultati nei materiali del nostro globo. Ma quando cominciamo a studiare gli abitanti del piano fisico, veniamo all’evoluzione della forma, alla costruzione cioè degli organismi fatti con questi materiali.
Quando l’evoluzione dei materiali ebbe raggiunto un grado abbastanza avanzato, la seconda grande onda di vita scaturita dal Logos diede l’impulso all’evoluzione della forma, ed il Logos divenne la forza organizzatrice 1 del Suo universo, mentre innumerevoli schiere di esseri, chiamati Costruttori 2, parteciparono alla costruzione delle forme servendosi delle combinazioni dello spirito-materia. La vita del Logos dimorante in ogni forma ne è l’energia centrale, dominante e direttiva. Questo processo di costruzione delle forme nei piani superiori non può esser qui studiato convenientemente nei suoi particolari; basti dire che tutte le forme esistono nella mente del Logos come Idee, e che in questa seconda onda di vita esse vennero proiettate come modelli per servire di guida ai Costruttori. Sul terzo e sul secondo piano le combinazioni primitive dello spirito-materia sono destinate a facilitare a questo l’assumere delle forme
organizzate per agire come unità ed aumentare a grado a grado di stabilità quando sia costituito in organismo.
Questo processo, svoltosi nel terzo e nel secondo piano, diede origine a quelli che sono detti i tre regni elementali; le combinazioni di materia che in quei piani hanno luogo sono generalmente chiamate “essenza elementale”, la quale si modella per aggregazione in forme che durano per qualche tempo e poi si disintegrano. La vita emanata, o Monade, evolvendo attraverso questi regni, raggiunse a suo tempo il piano fisico, dove incominciò a riunire gli eteri mantenendoli in forme nebulose, in cui agivano correnti di vita, e dentro le quali furono costruiti i materiali più densi adatti a costituire i primi minerali. In questi si distinguono chiaramente, come si può vedere in qualsiasi trattato di cristallografia, le linee numeriche e
geometriche sulle quali sono costruite le forme, e da codeste linee si può avere la prova convincente che la vita lavora in tutti i minerali, sebbene assai limitata e ristretta. La stanchezza a cui vanno soggetti í metalli è un’altra conferma che essi sono cose viventi; ma qui limitiamoci a ricordare che come tali sono considerati dalle dottrine occulte alle quali sono noti i processi già menzionati, per mezzo dei quali la vita è stata in essi involuta.

Raggiunta nella maggior parte dei minerali una grande stabilità di forma, la Monade in evoluzione elaborò nel regno vegetale una maggiore plasticità di forma, combinata con una stabilità di organizzazione. Queste caratteristiche trovarono un’espressione ancor più
1 Come Atma-Buddhi, indivisibile nell’azione, e perciò detto la Monade, tutte le forme hanno Atma-Buddhi come via regolatrice. equilibrata nel mondo animale e raggiunsero il massimo equilibrio nell’uomo; in questo il corpo fisico è composto di elementi nelle più instabili condizioni di equilibrio, ciò che gli assicura una grande adattabilità, ma nello stesso tempo è tenuto insieme da una forza centrale di combinazione che resiste alla disintegrazione generale, anche nelle condizioni più varie.
Il corpo fisico dell’uomo si divide in due parti principali: il corpo denso costituito di elementi presi dai tre livelli inferiori del piano fisico, e cioè di solidi, liquidi e gas; e il doppio eterico, di colore grigio-violetto e grigio-azzurro, che compenetra il corpo denso ed è composto di materiali presi dai quattro livelli superiori. La funzione generale del corpo fisico è di ricevere le impressioni del mondo fisico e di trasmetterle all’interno, affinché servano da materiali da cui l’entità cosciente, che dimora nel corpo, possa elaborare la conoscenza. Il doppio eterico ha pure il compito di agire come veicolo per trasportare le correnti di vita emanate dal sole ed adattarle agli usi delle particelle più dense. Il sole è il grande serbatoio delle forze elettriche, magnetiche e vitali del nostro sistema ed emana in grande abbondanza queste correnti di energia animatrice; le quali, raccolte dai doppi eterici dei minerali, dei vegetali, degli animali e degli uomini, vengono da essi trasformate nelle varie energie vitali di cui ciascuna entità ha bisogno 1, e quindi assimilate, specializzate e distribuite nelle rispettive controparti fisiche. È stato osservato che un essere in piena salute trasforma assai più energie vitali che non siano richieste dal suo corpo fisico per il proprio mantenimento; le energie superflue vengono irradiate e sono prese ed utilizzate dagli esseri più deboli. Ciò che tecnicamente si chiama l’aura della salute, è la parte del doppio eterico che si estende di alcuni centimetri oltre la superficie del corpo in forma di linee rette divergenti che, simili ai raggi di una sfera, irradiano in tutte le direzioni. Queste linee si incurvano verso il basso quando la vitalità è diminuita al di sotto del livello della salute; riprendono il loro aspetto raggiante col ritorno della salute. È questa energia vitale, specializzata dal doppio eterico, che il mesmerizzatore emette per rinforzare i deboli e per curare i malati, benché spesso egli vi mescoli delle correnti di un genere più rarefatto. Di qui la depressione di energia vitale dimostrata dall’esaurimento del mesmerizzatore che abbia prolungato
eccessivamente il lavoro.
Il corpo dell’uomo è di struttura delicata o rozza a seconda dei materiali presi dal piano fisico per la sua composizione. Ogni suddivisione di materia provvede materiali più fini o più grossolani; si paragoni il corpo di un macellaio con quello di uno studioso raffinato: ambedue hanno dei solidi nel loro corpo, ma la loro qualità differisce molto. Noi sappiamo inoltre che un corpo rozzo può essere raffinato e un corpo raffinato può diventar rozzo. Il corpo cambia continuamente; ogni sua particella è una vita e le vite vanno e vengono: vanno ai corpi consoni a loro, e vengono respinte da quelli coi quali non sono in accordo. Tutte le cose vivono in vibrazioni ritmiche, tutte cercano l’armonia e sono respinte dalla dissonanza. Così un corpo puro respinge le particelle grossolane perché vibrano con ritmo diverso dal suo, e un corpo rozzo invece le attrae perché le loro vibrazioni sono in accordo con le proprie. Quindi un corpo il quale muta il ritmo delle sue vibrazioni, elimina poco alla volta quegli elementi che non possono intonarsi al nuovo ritmo, e ne riempie i vuoti con l’attirare dentro di sé dalla natura esterna altri elementi che gli siano armonici. La natura provvede materiali vibranti in tutti i modi possibili e ciascun corpo esercita la propria azione selettiva.
Nella formazione primitiva dei corpi umani questa azione selettiva era dovuta alla Monade della forma; ma ora che l’uomo è diventato un’entità autocosciente, presiede egli stesso a tale formazione. Coi suoi pensieri dà la nota fondamentale della sua musica, ed eccita i ritmi che sono i fattori più potenti nei continui cambiamenti del suo corpo fisico e di tutti gli altri. Col crescere delle sue cognizioni egli impara come costruire il corpo fisico con alimenti puri, facilitandone così l’accordo, ed a vivere secondo l’assioma della purificazione: “puro cibo, pura mente e pensiero costante di Dio”. Come la creatura vivente più elevata che viva nel piano fisico, l’Uomo fa qui le veci del Logos, e nei limiti dei suoi poteri è responsabile dell’ordine, della pace e del buon governo di questo piano; dovere che egli non può compiere senza i tre requisiti enunciati.

Il corpo fisico, così composto di elementi presi da tutte le suddivisioni del piano cui appartiene, è atto a riceverne le impressioni di ogni genere ed a rispondervi. I suoi primi contatti saranno della specie più semplice e più rozza; e poiché reagendo allo stimolo esterno la vita che è dentro di esso vibra eccitandone le molecole a vibrazioni di risposta, si sviluppa su tutta la superficie del corpo il senso del tatto, ossia la sensazione di qualche cosa che viene in contatto con esso. Con lo sviluppo di organi sensori specializzati per ricevere particolari specie di vibrazioni, il valore del corpo aumenta come futuro veicolo per un essere cosciente nel piano fisico. Quanto maggiore è il numero delle impressioni cui può rispondere, tanto più utile esso diventa, perché solo quelle alle quali esso è in grado di rispondere possono raggiungere la coscienza. Anche ora, attorno a noi nella natura fisica vi sono miriadi di vibrazioni, che non possiamo conoscere, essendo il nostro veicolo fisico non idoneo a riceverle ed a vibrare in accordo con esse. Bellezze mai sognate, melodie squisite, delicate finezze toccano i muri della nostra prigione corporea e passano inavvertite. Non si è ancora sviluppato il corpo perfetto, che dovrà vibrare ad ogni pulsazione della natura, come l’arpa eolica allo zefiro.
Il corpo trasmette le vibrazioni, che è capace dì ricevere, ai centri appartenenti al suo complicatissimo sistema nervoso. Le vibrazioni eteriche, che accompagnano tutte le vibrazioni dei materiali fisici più densi, sono allo stesso modo ricevute dal doppio eterico e trasmesse ai suoi centri corrispondenti. La maggior parte delle vibrazioni nella materia densa si mutano in forme chimiche, termiche ed in altre di energia fisica; quelle nella materia eterica danno origine all’azione magnetica ed elettrica ed anche si trasformano in vibrazioni del corpo astrale, donde, come vedremo più tardi, raggiungono la mente. In questo modo le notizie intorno al mondo esterno arrivano fino all’essere cosciente che risiede nel corpo, il Signore del corpo, come qualche volta è chiamato. Man mano che i canali d’informazione si sviluppano e vengono esercitati, l’entità cosciente cresce per mezzo dei materiali da essi fornitile; ma l’uomo è oggi ancora così poco sviluppato, che anche il doppio eterico non è abbastanza armonizzato per trasmettergli in modo regolare le impressioni ricevute indipendentemente dal suo compagno più denso, o per imprimergliele nel cervello. Talvolta vi riesce; abbiamo allora la forma più bassa di chiaroveggenza, la visione dei doppi eterici degli oggetti fisici e delle cose che hanno un corpo eterico come involucro più basso.
L’uomo dimora, come vedremo, in vari veicoli: fisico, astrale e mentale; ed è importante sapere e ricordare che, mentre procediamo nella nostra evoluzione ascendente, il più grossolano dei veicoli, il veicolo fisico denso, è quello che la coscienza domina per primo e comprende con la ragione. Nella vita di veglia il cervello fisico è lo strumento della coscienza nel piano fisico, e la coscienza lavora in esso — nell’uomo non sviluppato — più efficacemente che in qualunque altro veicolo. Le sue potenzialità sono minori di quelle dei veicoli più sottili, ma le sue attività attuali sono più grandi, e l’uomo riconosce se stesso come “Io” nel corpo fisico, prima di riconoscersi tale negli altri corpi. Anche se fosse più sviluppato dell’uomo comune, l’“Io” non può palesarsi che nella misura permessagli dall’organismo fisico, giacché nel piano fisico la coscienza può manifestarsi solo per quel tanto che il veicolo fisico comporta.

Durante la vita terrena il corpo denso e il doppio eterico non sono di regola separati; ordinariamente funzionano insieme, come le corde più basse e le più alte di un solo strumento al suono di un accordo, ma esplicano pure delle attività distinte, benché coordinate. In condizioni di salute debole o di eccitamento nervoso, il doppio eterico può in gran parte e in via anormale venir separato dalla sua controparte densa; quest’ultima resta allora con una coscienza molto ottusa o in letargo, secondo la maggiore o minore quantità di materia eterica esteriorizzata. Gli anestetici hanno la proprietà di mandar fuori la maggior parte del doppio eterico, in modo che la coscienza non può influire sul corpo denso, né essere da questo influenzata, mancando il ponte di comunicazione tra loro. In persone di
costituzione anormale, chiamate medium, la separazione dei due corpi avviene facilmente ed in questo caso il doppio eterico reso così libero fornisce largamente la base fisica per le “materializzazioni”. Nel sonno, allorché la coscienza lascia il veicolo fisico di cui fa uso durante la veglia, i corpi denso ed eterico rimangono insieme, ma nella vita del sogno fisico essi funzionano sino ad un certo punto indipendentemente. Le impressioni sperimentate durante la veglia sono riprodotte per l’azione automatica del corpo, e i due cervelli, il fisico e l’eterico, sono riempiti d’immagini frammentarie slegate, in cui le vibrazioni cozzano, per così dire, fra loro e producono le più grottesche combinazioni. Anche le vibrazioni esterne li influenzano entrambi, e le combinazioni stabilite di frequente nella veglia sono facilmente chiamate in attività da correnti del mondo astrale di natura simile alla loro. La purità od impurità dei pensieri nella veglia influisce largamente sulle immagini che si presentano nei sogni, sia spontaneamente, sia indotte da cause esterne.

Quando avviene ciò che si chiama morte, la coscienza, abbandonando il corpo denso, ne distacca il doppio eterico e il legame magnetico che esisteva tra essi durante la vita terrena viene troncato; per alcune ore la coscienza rimane avvolta in questo involucro eterico. In esso il defunto appare talvolta a coloro a cui è strettamente legato, sotto l’aspetto di una figura nebulosa, assai ottusamente cosciente e muta: il fantasma. Il doppio eterico può anche esser veduto, dopo che l’entità cosciente se ne è ritirata, ondeggiare sulla tomba dove è sepolta la sua controparte densa, disintegrandosi a poco a poco con l’andar del tempo.
Giunto il momento della rinascita, il doppio eterico viene formato prima del corpo denso, il quale lo segue esattamente nel suo sviluppo prenatale. Si può dire che questi corpi seguano le limitazioni entro cui l’entità cosciente dovrà vivere e lavorare durante la sua vita terrena; ma di codesto argomento si tratterà più largamente nel Capitolo IX sul Karma.

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