Rivelazione (i Quaderni di Sarmoung) 2

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Rivelazione (i Quaderni di Sarmoung) 2

< I Quaderni di Sarmoung n° 1 >

– RIVELAZIONE –

(parte seconda)

L’IMPORTANZA DI MANTENERE LA MENTE CURIOSA

Avete notato una mente quando è curiosa? Spende mille e mille energie, fa tutti gli sforzi possibili
per cercare di svelare il mistero. Proprio le stesse energie che intendo risvegliare negli altri,
perché non vi sia mai tregua nel cercare di scoprirmi. E, in tal modo, cercando di scoprirmi,
saliranno dei gradini di coscienza. Non è necessario che sia io ad essere sull’ultimo gradino,
perché non sono obbligatoriamente io ad essere loro destinata, ma almeno avranno fatto lo sforzo.
Inoltre dare un’immagine concreta di me stessa sarebbe imbrogliarvi, perché in verità non ne ho.
Posso essere una e mille cose, dipende dallo spirito della gente. Oggi, all’ora attuale posso
parlare, fra mille anni potrò semplicemente partorire, fra diecimila anni potrò essere la giustizia
, fredda, inesorabile e quasi crudele; tutto dipende dalla necessità manifestata dall’umanità ad un
certo momento, noi rispondiamo a questa necessità.

Quindi, quando mi ponete una domanda non aspettatevi una risposta, non perché non ne abbiate
diritto, assolutamente no. Avete il diritto di pretendere, di protestare, il diritto di sapere. Ma
la risposta al vostro diritto di sapere non vi sarebbe utile, sarebbe dannosa. Voi dovete immaginare
l’infinito, il cosmico, il non creato, e fare lo sforzo per essere in armonia con tutto ciò. Invece,
se vi rispondo “mi chiamo così, ho tale aspetto, ho tale posizione”, se assecondo questo vostro
desiderio, più tardi vi accontenterete esclusivamente d’essere in armonia con questa immagine.

La meta non è divenire ad immagine di un maestro, non è essere discepolo di un maestro, la meta è di
divenire voi stessi la divinità. Divenire voi stessi la libertà cosmica, il cosmo della vostra
essenza. Perché dovrei mettere davanti ai vostri occhi un’immagine che vi potrebbe sviare dalla
realtà della vostra incarnazione, dalla realtà di tutte le incarnazioni ?

Fino ad oggi, quando è stato mandato un maestro, cosa è capitato? Egli è stato adorato, deificato,
seguito. Certo ha fatto del buon lavoro, ma gli uomini si sono accontentati di adorare, di imitare
invece di farsi carico di sé stessi. Dopo aver ascoltato la parola del maestro, gli uditori, invece
di responsabilizzarsi, si sono accontentati di seguire come pecore quella parola, di fabbricare la
parola, di ammonire: “Attenti se andate contro la parola ci sarà il castigo di Dio!”.

Così l’individuo non è diventato un essere maturo spiritualmente, responsabile cosmicamente, ma solo
un bambino programmato ad essere spirituale e per di più ad una spiritualità non idonea.

Perché? Perché l’individuo non possiede alcun discernimento, e appena gli viene tolta tutta quella
programmazione e lo si presenta nudo nel mondo, nudo nella vita, ebbene la programmazione risulta
inutile, immancabilmente fa degli errori, immancabilmente è soggetto agli istinti. Guardate cosa
avviene con la religione cattolica, guardate tutta quella gente che segue la parola di Gesù alla
lettera. Poiché non ha capito che seguire solo la parola non serve a niente, ma che bisogna essere
la parola, genera comunque moltissimi danni.

Conoscete bene quelle donne bigotte che pur avendo letto nella Bibbia che non si deve giudicare, nel
brano in cui Gesù ferma il braccio pronto alla lapidazione della donna adultera, ebbene, malgrado
ciò, persino quando sono in chiesa, esse condannano la donna adultera che è loro vicina, o
condannano il proprio figlio perché convive con una ragazza o perché non ha più ragazze, o
condannano il tale perché ha dato poco alla questua. Hanno letto che la parola di Cristo diceva “Non
giudicare”, e la prima parola che ribatteranno a chi cercherà di far loro una critica sarà: “Cattivo
discepolo, non hai letto che il maestro ha detto di non giudicare!”. Ma nel momento in cui le loro
energie terrestri si risveglieranno, appena in loro nascerà l’intolleranza, non si ricorderanno più
la parola di Cristo, e giudicheranno.

Occorre che questo spirito non esista più; e affinché questo spirito finisca, non bisogna più dare
direttive all’umanità.

Ma non dare direttive all’umanità è difficile, molto difficile. Perché gli uomini che hanno perso il
loro equilibrio dicono: “Voglio Dio, voglio andare sulla via, ma vorrei almeno una lanterna. ti
prego guida, procuramela!”.

È questo che gli uomini vengono a dirmi. Avviene allora che io li precipiti in una notte ancora più
nera dicendo loro: “La sola luce è in te, accendi la tua luce e vedrai che ti rischiarerà ancora più
intensamente della piccola lanterna che potrei darti, poiché non posso offrirti che un piccolo lume.
Giacché se ti dessi la luce totale non saresti capace di vederla, non saresti capace di
appropriartene per rischiarare te stesso. Io ti brucerei se ti dessi la verità!”.

La parola è energia, la verità è energia, il Verbo è energia.

Non è stato scritto nel Vangelo “all’origine era il Verbo”? Che cosa vuol dire ? Come un Verbo può
esistere? Come un Verbo può creare? Orbene, perché il Verbo è unicamente un suono, un’energia, è il
suono primordiale, è l’energia primordiale . e allora, in accordo con la realtà, non avete
null’altro cui pensare che all’energia, a stato di coscienza ed energia. Capite fin dove bisogna
distruggere il mentale dell’uomo, fino a che punto bisogna spazzare via le strutture, eliminare le
immagini, e tutte le cose inutili.

Quando in una scodella vuoi far entrare l’infinito cosa bisogna fare? Nella scodella l’infinito non
entrerà mai, perché l’infinito dovrebbe essere finito. Ed è esattamente ciò che è capitato alla
coscienza quando è stata data al pianeta. Automaticamente l’infinito è diventato finito, perché si
trattava di fare entrare l’infinito in qualche cosa di limitato come l’intelletto umano, la
comprensione umana, l’intendimento umano. Come fare entrare delle nozioni cosmiche che non hanno che
l’infinito per corrispondenza e per immagine, in un intelletto umano? L’unica strada era concedere
solo una parte di questo infinito. Ed inevitabilmente, da quel momento, l’uomo ha creduto che le
realtà cosmiche avessero un aspetto determinato e delle spiegazioni teoriche “finite”. Ecco come
l’uomo si è detto: “Sì, quindi Dio è il padre, e poi il perdono di Dio è il Figlio, che si è
lasciato crocifiggere. E il battesimo è lo Spirito Santo. e là vi è il pianeta, la terra, il posto
dove si sperimenta. là v’è il castigo dove si è puniti, ed in alto, lontano, c’è il Paradiso”.

Ve lo dico, appena si fa entrare l’infinito nel finito, automaticamente esso assume aspetti
limitati. L’uomo ha architettato delle teorie, dei metodi, degli aspetti di Dio. È così, ad esempio,
che in India ogni energia che è solo energia, è stata deificata, e ci sono Shiva, Vishnù, Kalì . Ma
dietro tutte queste invenzioni umane, settarie, meschine, stupide, errate, c’è semplicemente
l’Universo, ci sono semplicemente l’energia e la coscienza.

Si provi, però, ad esporre questi argomenti agli uomini! La testa farà loro male e penseranno: “No,
non possiamo, siamo obbligati a credere a qualche cosa, siamo obbligati ad avere una strada”.

Ecco perché, quando vengo, dico loro: “Non vi è una strada, tutto è strada”.

ESSERE SPIRITUALI NEL QUOTIDIANO: ECCO IL SEGRETO

Il solo fatto di andare ad aiutare il vicino a stare meglio con sé stesso, o il massaggiare qualcuno
affinché il suo dolore scompaia, o il tenere semplicemente compagnia ad un bambino non
considerandolo come una piccola cosa, questa è la strada. è altrettanto importante che sedersi
un’ora a meditare, è altrettanto importante che leggere l’insegnamento della Gerarchia. Perché fino
a quando l’uomo non sarà divenuto spirituale nelle cose quotidiane, ebbene, non sarà mai spirituale.

Perché la spiritualità non è da una parte della sfera e la materia dall’altra, tutto è spirituale.
In verità anche la materia lo è. è la separatività dell’uomo che crea la differenza.

Orbene, se Dio stesso avesse avuto questo spirito, sareste lontani e persi per sempre, perché vi
avrebbe creati materia e vi avrebbe creati al di fuori di lui completamente. Non ci sarebbe nessuna
possibile comunicazione, nessuna interazione, nessun paradiso promesso. Se avesse detto: “Ci sono Io
e la mia spiritualità da una parte, e poi ci sono questi uomini e la materia dall’altra”, non ci
sarebbe nessuna integrazione possibile.

Viceversa cosa avviene? La coscienza vi ama, Dio – per farmi capire – vi ama e viene a cercarvi,
quindi la vostra stessa materia è Dio, la vostra materia è divina quanto Lui è divino, le vostre
opere sono divine quanto Lui è divino.

SIETE TUTTI FRATELLI

Ricordate che non bisogna mai creare separazione. Appena si pensa separatività si pensa dualità,
appena si pensa dualità, si è obbligatoriamente fuori dall’unità! Lo capite? E se si è fuori
dall’unità, si è fuori di Dio.

Quando si pensa unità, si è in Dio, si è nel divino. Perché l’unità si trova solo nel divino, in
nessun’altra cosa. Poter sentire, poter concepire che l’umanità intera è una sola e stessa anima. è
questo che Gesù comunicò quando disse: “Siete tutti fratelli”. Non disse: “Amatevi gli uni e gli
altri perché è la legge che lo vuole, perché è molto dignitoso, perché è nobile e fa molto
cristico”. Disse invece: “Rendetevi conto che in verità siete una sola e medesima anima anche se
siete individuali, siete la stessa anima ossia uno con tutti gli uomini”.

Questo non è un principio “carino” o “intellettuale”, è un principio energetico.

Così anche nel giorno in cui praticherete la giustizia, cioè nel giorno in cui sarete chiamati a
separarvi da qualcuno, perché una persona vi circonda di vibrazioni troppo cattive, o vi costringe a
fare delle cose nocive per voi, anche in quel momento, in cui siete obbligati ad esercitare la
vostra intelligenza, la vostra giustizia, e a dare luogo a un’azione di separazione, nel vostro
spirito sappiate sempre che l’unità ugualmente esiste, malgrado tutto.

Ancora una volta non mi stanco di dirlo: la spiritualità, la fraternità, l’amore, non devono essere
vissuti come aspetti poetici del Buon Dio, occorre anche conoscere, occorre anche essere
discernimento e giustizia. E contemporaneamente, malgrado l’applicazione di queste facoltà
necessarie, è basilare che il vostro spirito mantenga sempre la nozione del reale, la nozione
dell’unità, la nozione della fraternità. Così non sarete individui che agiscono egoisticamente, ma
persone che agiscono con giustizia. Dio stesso agisce con giustizia. Se volete essere il divino,
attuate le opere del divino. Perché gli uomini appartengono alla terra? Perché si accontentano di
attuare le cose della terra.

Se volete divenire il divino, attuate le opere del divino come egli stesso le attua.

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