Paramahansa conosceva l’arte dei “viaggi astrali”

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Paramahansa conosceva l’arte dei “viaggi astrali”

Brano tratto da:

ROY EUGENE DAVIS
< LA SCIENZA DEL KRIYA YOGA >

EDIZIONI VIDYANANDA

43. Con la perfetta contemplazione sulla relazione tra
corpo ed etere, si ottiene la leggerezza del corpo e il potere di muoversi
attraverso lo spazio (Patanjiali)

La levitazione è stata discussa in un sutra precedente. Un altro significato
di questa affermazione è che uno acquisisce la capacità d’elevarsi in
spirito e di
muoversi attraverso gli spazi interiori. Gli yogi parlano del khechan mudra,
o mudra dello
spazio, perché un meditante evoluto può muoversi in spirito attraverso gli
spazi. La pratica
fisica consiste nel rivoltare la lingua all’indietro nella gola, finché non
si estenda verso
l’alto, nella cavità dietro il palato. Ciò produce dei collegamenti tra i
nervi che stanno nella
lingua e i nervi che si trovano nella parte superiore della testa; e questo
contribuisce a
mantenere il prana stabile durante la pratica del samadhi. Non tutti gli
yogi praticano il
khechari mudra fisico; molte persone illuminate non fanno l’esperienza della
pratica fisica.
Tuttavia, alcuni guru lo insegnano perché aiuta a regolarizzare i prana
interni e a migliorare la
concentrazione.

Si sa che alcuni santi si muovevano in spirito attraverso lo spazio e
apparivano in luoghi distanti, da dove rimaneva il corpo fisico. Alcuni
santi lo fanno
coscientemente e altri lo fanno senza esserne consapevoli; vale a dire, uno
yogi può ‘sentirsi
attirato’ in un certo posto per assistere un discepolo, o un devoto, e il
devoto affermerà d’aver
visto realmente la forma del santo.

—————-

Paramahansaji si sintonizzava spesso con discepoli che si trovavano a molte
miglia di distanza e vedeva interiormente la loro condizione, mentre questi
percepivano la sua
presenza. Altre volte Paramahansaji sedeva in meditazione e lasciava il suo
corpo per andare
in aiuto di un discepolo; di solito quando il discepolo s’apprestava a
lasciare il corpo.
Allora egli introduceva il discepolo nel regno astrale e l’aiutava a fare
gli
aggiustamenti necessari per il nuovo ambiente.

Una volta Paramahansaji chiese a un discepolo di iniziare due persone nel
Kriya Yoga, per conto suo. Una distanza superiore alle mille miglia separava
il guru dal discepolo
incaricato di condurre la cerimonia d’iniziazione. Quando fece la sua
richiesta, il
Maestro gli disse: “Sarò con te in spirito”. Quando l’iniziazione ebbe
luogo, dopo le istruzioni
preliminari, mentre l’iniziatore e i due nuovi iniziati stavano meditando,
l’iniziatore percepì
un movimento sottile e aprì gli occhi.

Vide la forma luminosa di Paramahansaji. I due nuovi iniziati non videro la
forma, ma percepirono una corrente d’energia muoversi attraverso i loro
corpi e furono
sopraffatti dalla devozione e dall’amore per Dio e i guru.

Quando più tardi il discepolo fece ritorno a casa sua, ricevette
una telefonata dal suo guru, che gli disse: “Te l’avevo detto che sarei
stato con te!”.

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