Oggi, sarai con me in paradiso… (Yoganandaji ci spiega il Piano Astrale, dopo la morte)

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< Oggi, sarai con me in paradiso... (Yoganandaji ci
spiega il Piano Astrale, dopo la morte) > – di Yoganandaji

Tratto da:

< Il vangelo di Gesù,
secondo Paramhansa Yogananda >

Volume terzo.
Edizioni Vidyananda

COME UN LADRO ANDÒ IN PARADISO

“Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno alla sua destra
e l’altro alla sua sinistra. Gesù diceva: ‘Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno’.
Poi si divisero le sue vesti e le tirarono a sorte. Il popolo stava a guardare, mentre i capi lo
schernivano dicendo: ‘Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto’.

Anche i soldati lo schernivano, e gli s’accostavano per dargli dell’aceto, e dicevano: ‘Se tu sei il
re dei Giudei salva te stesso’. C’era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei
Giudei. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: ‘Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e
anche noi!’. Ma l’altro lo rimproverava: ‘Neanche tu hai timore di Dio, benché condannato alla
stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha
fatto nulla di male’. E aggiunse: ‘Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo regno’. Gli rispose:
‘In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso'”. (Luca 23: 33-43).

– Il Più grande miracolo –

Gesù non volle usare la sua volontà umana per proteggere il suo corpo, ma preferì seguire la volontà
del Padre Divino di conquistare l’odio con l’amore, piuttosto che col potere della forza
soprannaturale dei miracoli. Dicendo ‘Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno’, Gesù
creò nel cuore dell’umanità di tutti i tempi un monumento permanente d’amore, e dimostrò la qualità
dell’amore divino.

Nessun miracolo potrebbe essere più grande di quello dell’amore di Cristo, che rifiutò d’usare il
potere divino, o qualsiasi altro mezzo eccetto l’amore, per conquistare l’odio dei suoi malvagi
fratelli.

Rivolgendosi a Dio come ‘Padre’, Gesù disse: “Padre Celeste, Tu hai creato i padri umani e hai messo
in loro l’istinto dell’amore per i figli; perciò Tu hai molto più amore per i Tuoi figli erranti: i
fratelli che mi stanno perseguitando”.

Quando disse ‘Perdona loro’, Gesù voleva dire: “Padre Celeste, essendo onnipotente, solo Tu puoi
perdonare i miei persecutori, perché non subiscano le conseguenze dei terribili peccati che hanno
commesso contro di me”. Soltanto il Padre Celeste, col Suo potere onnipotente, può perdonare i
peccati del cattivo karma di un individuo, quando questi si pente e si sforza di diventare virtuoso.

‘Perché non sanno quello che fanno’ significa che tutti i peccati, sia fatti coscientemente che
incoscientemente, sono commessi a causa dell’innata ignoranza umana. Ogni anima che ha ottenuto la
saggezza divina non può fare cose sbagliate.

In risposta alla preghiera di uno dei ladri crocifissi al suo fianco, Gesù rispose: “Invero, per la
verità che sento dentro di me, io ti prometto che oggi stesso – dopo aver lasciato il corpo – tu
sarai alla presenza tangibile del mio corpo astrale, nel mondo astrale fatto di beatitudine
celeste”.

È meraviglioso vedere come, tramite la promessa di Gesù, a un ladro fu concessa la liberazione
spirituale grazie alla sua preghiera al Signore onnipotente manifestato in Gesù. Inoltre è
meraviglioso vedere come Gesù, pur soffrendo sulla croce, non mancò di rispondere all’appello del
ladro coscienzioso che era stato crocifisso accanto a lui. Uno sarebbe volentieri anche un ladro,
pur di essere crocifisso a fianco a Gesù per potergli chiedere l’emancipazione finale, e ricevere
subito l’assicurazione: ‘Oggi stesso sarai con me in paradiso’.

Le cattive azioni di una persona, che si pente al momento giusto, possono essere perdonate dai
grandi maestri, o da Dio. Ora, venendo crocifisso, il ladro aveva quasi pagato il debito karmico per
i suoi peccati. E a questo punto, quando già estremamente pentito pregò Cristo per avere la
redenzione, l’ebbe immediatamente per mano di Gesù.

– Dimora di Beatitudine –

Quando disse ‘Oggi sarai con me in paradiso’, Gesù confermò a tutta l’umanità la definita presenza
di Dio e della Sua onnipresente dimora di beatitudine o paradiso: il luogo dove le anime si
raccolgono – dopo la morte – davanti alla Sua Maestà Celeste e a tutti i santi liberati. Bisogna
ricordare che il cielo non è come la terra, dove ogni essere si riconosce dalla sua forma. Quando le
anime defunte della terra visitano il regno astrale, non vedono necessariamente Dio sotto forma di
un essere umano; ma possono vederLo come una luce, o una voce, o una beata presenza che parla
attraverso l’intuizione di tutte le anime astrali riunite.

Conformemente alla loro devozione e autorealizzazione, le anime che visitano la terra astrale
possono vedere qualsiasi forma materializzata del Padre i loro cuori desiderino. Come i gas
invisibili dell’idrogeno e dell’ossigeno possono essere materializzati in ghiaccio, similmente lo
Spirito invisibile può essere materializzato in una forma dalla profonda e condensante devozione del
devoto.

– Triplice schiavitù –

Di fatto Gesù voleva dire che quando avrebbe lasciato il corpo fisico avrebbe raggiunto la terra
astrale, e là, in paradiso, col suo potere divino avrebbe richiamato il corpo astrale del ladro alla
presenza del Padre. Bisogna ricordare che nello stato dopo la morte ciascun’anima mantiene il
visibile corpo astrale luminoso di diciannove elementi e l’invisibile corpo causale di trentacinque
elementi.

Anche Gesù ebbe bisogno di tre giorni per liberare la sua anima dai suoi corpi astrale e causale.
Una volta che l’anima è liberata dalla schiavitù dei tre corpi – fisico, astrale e causale – essa si
fonde con lo Spirito e rimane invisibilmente presente in Esso, ritenendo un’individualità formale,
ma diventando nell’essenza una sola cosa con lo Spirito.

Gesù sapeva che a causa delle sue cattive azioni il ladro era diretto verso le regioni inferiori del
mondo astrale; ma, quando lo vide pentito, gli promise un viaggio nella parte migliore della terra
astrale, nel paradiso.

Sebbene il paradiso non sia visibile agli occhi di milioni di mortali, ciò nondimeno è reale. Ci fu
un tempo quando la gente non sapeva dell’esistenza di vibrazioni radio nell’etere, ma oggi milioni
di persone le conoscono. Come i suoni e i canti che si muovono nell’etere non possono essere
ascoltati da nessuno senza l’ausilio di una radio, e le immagini di persone mandate attraverso
l’etere non si possono vedere senza un televisore, così i canti, le parole e le forme degli angeli,
o dei luminosi corpi astrali, sebbene apparentemente non esistenti alla percezione mortale, possono
tuttavia essere percepiti sintonizzando la radio mentale e sviluppando il potere televisivo
interiore con la meditazione.

Quando supera la statica dell’agitazione e dei desideri mortali, allora l’anima sviluppa il potere
della super-audizione e della super-visione, tramite cui può udire e vedere gli angeli. Gli angeli
non hanno ali; ma sono immagini super-elettriche che viaggiano sulle onde eteriche più velocemente
dell’elettricità. Queste immagini intelligenti possono rendersi a volontà grandi, o piccole,
visibili o invisibili nel mondo astrale. Le anime più potenti e avanzate possono materializzare e
smaterializzare i loro corpi astrali sia nel regno astrale che sulla terra. Nello stato dopo la
morte, i comuni corpi astrali rimangono confinati in una certa parte del mondo astrale, oppure si
reincarnano presto sulla terra, secondo le loro azioni (karma) passate.

Le anime confinate nel mondo astrale non hanno il potere di materializzarsi sulla terra a volontà.
Se fosse stato altrimenti, gli uomini avrebbero incontrato i loro defunti a piacimento.

Perciò tutti i devoti crocifissi dalle cattive tendenze e dalle sofferenze dovrebbero volgersi
dentro e pregare la loro Coscienza Cristica, crocifissa dall’ignoranza, per ottenere la liberazione
dell’anima – dal mondo fisico e dalle sue limitazioni – nell’eterna libertà del regno astrale del
paradiso. Un uomo con l’integrità di Gesù Cristo non avrebbe promesso al ladro il paradiso se non
fosse esistito realmente. Quindi, invece di rimanere piena di dubbi e d’indifferenza spirituale,
ogni anima intelligente dovrebbe sforzarsi di fare il massimo per annientare la statica
dell’agitazione e sintonizzarsi con gli angeli e le realtà e la libertà dell’eterna terra astrale
del paradiso.

Approfondimento sul sito www.sublimen.com

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