“Near death”, esperienze di pre-morte, ecco la spiegazione

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“Near death”, esperienze di pre-morte, ecco la spiegazione

dallo SchwartzReport del 23 aprile 2012

traduzione a cura della redazione di coscienza.org – Erica Dellago

Il titolo di questo articolo è esagerato, in realtà non spiega completamente le esperienze di
pre-morte (acronimo NDE, N.d.T.). Per questo vi consiglio caldamente di leggere Consciousness after
life di Pim van Lommel. E il libro più aggiornato e completo che sia mai stato scritto sul tema delle esperienze di pre-morte e aldilà.
Tuttavia, questo articolo vi darà unidea dello stato dell’arte di questo settore della ricerca. Stephan A. Schwartz

di MARIO BEAUREGARD – Salon.com

La nuova scienza fa luce su ciò che realmente accade durante le esperienze extracorporee – con risultati sorprendenti.

Questo articolo è tratto dal nuovo libro The Brain Wars (Le guerre del cervello), edizioni Harper One.

Nel 1991, la cantautrice Pam Reynolds di Atlanta si trovò in uno stato di grande confusione, perse
la capacità di parlare, ed ebbe difficoltà a muovere il corpo. Una Tac dimostrò che aveva avuto un
aneurisma dell’arteria – un vaso sanguigno molto dilatato nella parete della sua arteria basilare,
vicino al tronco encefalico. Se fosse scoppiato, fatto che avrebbe potuto accadere in qualsiasi
momento, l’avrebbe uccisa. Ma anche un intervento di chirurgia standard di drenaggio e riparazione avrebbe potuto ucciderla.

Senza altre possibili alternative, Pam fece lultimo, disperato tentativo con un rimedio offerto dal
neurochirurgo Robert Spetzler presso il Barrow Neurological Institute di Phoenix, in Arizona. Il
Dottor Spetzler era uno specialista e pioniere nellarresto cardiaco ipotermico – una procedura
chirurgica audace soprannominata Standstill Operation. Spetzler avrebbe portato il corpo di Pam a
una temperatura così bassa che sarebbe stata sostanzialmente morta. Il suo cervello non avrebbe
funzionato, ma a questa temperatura sarebbe stato in grado di sopravvivere più a lungo senza
ossigeno. La bassa temperatura avrebbe anche ridotto la dilatazione dei vasi sanguigni, permettendo
di intervenire su di loro con minor rischio di rottura. Quando lintervento fosse stato completato,
il team chirurgico lavrebbe riportata a una temperatura normale prima che si potesse creare un danno irreversibile.

In buona sostanza, Pam accettò di morire per salvare la propria vita – e in corso dopera, ha avuto
quello che è forse il caso più famoso di conferma indipendente di percezioni documentate di
esperienza fuori dal corpo (O.O.B.E.). Questo caso è particolarmente importante perché il cardiologo
Michael Sabom potè verificare con il personale medico i dettagli cruciali dellintervento chirurgico che Pam fu in grado di riferire. Ecco cosa accadde.

Alle 7.15 del mattino Pam fu portata in sala operatoria, le fu somministrata lanestesia generale, e
perse rapidamente coscienza. A quel punto, Spetzler e il suo team di oltre 20 medici, infermieri e
tecnici iniziarono il lavoro. Lubrificarono gli occhi di Pam per prevenire la disidratazione, e
glieli sigillarono col nastro adesivo. Collegarono gli elettrodi dellEEG (elettroencefalogramma)
per monitorare l’attività elettrica della sua corteccia cerebrale. Inserirono piccoli altoparlanti
preformati nelle sue orecchie fissandoglieli con garza e nastro. Gli altoparlanti avrebbero emesso
ripetutamente schiocchi da 100 decibel più o meno il rumore prodotto da un treno espresso in
velocità -, eliminando i rumori esterni e misurando l’attività del suo tronco encefalico.

Alle 8.40 scoperchiarono il vassoio dei ferri chirurgici, e Robert Spetzler iniziò a tagliare il
cranio di Pam con una speciale sega chirurgica che produceva un rumore simile a un trapano
dentistico. In quel momento, disse Pam più tardi, sentì se stessa uscire fuori dal corpo e librarsi al di sopra, osservando i medici lavorare sul suo corpo.

Benché avesse occhi e orecchie fuori uso, descrisse le sue osservazioni in termini di sensi e
percezioni. Ho pensato che il modo in cui avevano rasato la mia testa era molto particolare,
disse. Avevo immaginato che mi avessero tolto tutti i capelli, ma non lo avevano fatto. Descrisse
anche con notevole accuratezza e precisione il segaossa Midas Rex (Loggetto a sega di cui odiavo
il suono sembrava uno spazzolino da denti elettrico e aveva unammaccatura) e il suono da trapano dentistico che emetteva.

Intanto, Spetzler stava rimuovendo la membrana più esterna del cervello di Pamela, aprendola con le
forbici. All’incirca alla stessa ora, un cardiochirurgo donna stava cercando di localizzare
l’arteria femorale all’inguine destro di Pam. Incredibilmente, più tardi Pam affermò di ricordare
una voce femminile dire: Abbiamo un problema. Le sue arterie sono troppo piccole. E poi una voce
maschile: Prova dall’altra parte. Le cartelle cliniche confermano questa conversazione, eppure Pam non poteva averle sentite.

Il cardiochirurgo aveva ragione i vasi sanguigni di Pam erano effettivamente troppo piccoli per
accogliere labbondante flusso sanguigno richiesto dalla macchina per bypass cardiopolmonare, così
alle 10.50 venne inserito un tubo nellarteria femorale sinistra di Pam, e collegato alla macchina
per bypass cardiopolmonare. Il sangue caldo fluiva dall’arteria nei cilindri della macchina per
bypass, dove veniva raffreddato prima di essere restituito al suo corpo. La sua temperatura corporea
cominciò a scendere, e alle 11.05 il cuore di Pam si fermò. LEEG delle sue onde cerebrali si
appiattì in un silenzio totale. Pochi minuti dopo, il suo tronco cerebrale diventò totalmente
inerte, e la sua temperatura corporea scese a un sepolcrale 60 gradi Fahrenheit. Alle 11.25, il team
inclinò la testa del tavolo operatorio, spense la macchina per bypass, e drenò il sangue dal suo corpo. Pamela Reynolds era clinicamente morta.

A questo punto, lavventura fuori dal corpo di Pam si trasformò in unesperienza di pre-morte (NDE):
Pam ricorda se stessa fluttuare fuori dalla sala operatoria e viaggiare attraverso un tunnel con una
luce. Vide parenti e amici defunti, inclusa la nonna morta da lungo tempo, attendere alla fine di
questo tunnel. Registrò la presenza di una luce brillante, meravigliosamente calda e amorevole, e
sentì che la sua anima faceva parte di Dio e che tutto ciò che esiste è stato creato dalla luce (il
respiro di Dio). Ma questa straordinaria esperienza sinterruppe bruscamente, mentre lo zio defunto
della Reynolds la riportò indietro nel suo corpo – una sensazione che Pam ha descritto come immergersi in una vasca di ghiaccio.

Nel frattempo, in sala operatoria, lintervento chirurgico era terminato. Quando tutto il sangue era
stato drenato dal cervello di Pam, l’aneurisma era semplicemente collassato e Spetzler lo aveva
eliminato. Ben presto, la macchina per bypass fu accesa e il sangue caldo fu pompato di nuovo nel
suo corpo. Quando la sua temperatura corporea cominciò a salire, il suo tronco cerebrale cominciò a
reagire agli altoparlanti che schioccavano nelle sue orecchie e lEEG registrò attività elettrica
nella corteccia. La macchina per bypass fu spenta alle 12.32. La vita di Pam era stata ripristinata, e alle 14.10 fu portata in sala di recupero in condizioni stabili.

Racconti di esperienze ultraterrene hanno apparentemente sempre fatto parte delle culture umane, ma
le NDE in quanto tali arrivarono allattenzione pubblica più ampia per la prima volta nel 1975
attraverso il famoso libro Life After Life dello psichiatra e filosofo americano Raymond Moody.
Presentò oltre 100 casi di persone che avevano sperimentato esperienze mentali vivide e lucide in
punto di morte o durante la morte clinica e che successivamente si erano riprese per raccontare la
storia. Le loro esperienze erano incredibilmente simili, e Moody coniò lespressione NDE per
riferirsi a questo fenomeno. Il libro fu popolare e controverso, e la ricerca scientifica delle NDE
ebbe inizio subito dopo la sua pubblicazione con la fondazione, nel 1978, della International
Association for Near Death Studies – IANDS (associazione internazionale studi pre-morte) – la prima
organizzazione al mondo dedicata allo studio scientifico delle NDE e del loro rapporto con la mente e la coscienza.

Le NDE sono le esperienze vivide, lucide, realistiche, che il più delle volte cambiano in modo
profondo la vita di uomini, donne e bambini che sono stati fisiologicamente o psicologicamente in
punto di morte. Possono essere provocate da arresto cardiaco e coma da danno cerebrale,
intossicazione o asfissia. Possono verificarsi anche in seguito ad eventi quali la folgorazione,
complicazioni da intervento chirurgico, o gravi emorragie durante o post parto. Possono verificarsi
anche come conseguenza di incidenti o malattie in cui gli individui hanno reale paura di morire.
Indagini condotte negli Stati Uniti e in Germania indicano che circa il 4,2 percento della
popolazione ha dichiarato di aver vissuto una NDE. E stato inoltre stimato che negli ultimi 50 anni oltre 25 milioni di individui in tutto il mondo hanno vissuto una NDE.

Le NDE vengono vissute da persone di ogni ceto e pensiero. Gli studi indicano che le NDE non sono
influenzate da sesso, razza, status socio-economico, o livello distruzione. Anche se le NDE sono a
volte presentate come esperienze religiose, pare siano questione di percezione individuale. Inoltre,
i ricercatori non hanno trovato alcuna relazione tra religione e NDE. Cioè, non aveva nessuna
importanza che le persone reclutate per quegli studi fossero cattoliche, protestanti, musulmane, induiste, ebree, buddiste, atee o agnostiche.

Anche se i dettagli possono variare, le NDE sono caratterizzate da un certo tipo di caratteristiche
principali. Probabilmente la più intensa è l’O.O.B.E.: la sensazione di avere lasciato il proprio
corpo e di guardare ciò che accade attorno al proprio corpo o, a volte, in qualche luogo fisicamente
distante. Durante le esperienze extracorporee (O.O.B.E.), coloro che sperimentano la NDE sono spesso
sorpresi di scoprire che hanno conservato la consapevolezza, la percezione, il pensiero lucido, la
memoria, le emozioni, e il senso di identità individuale. Anzi, questi processi sono intensificati:
il pensiero è vivido e lucido, l’udito è acuto, e la visione può estendersi a 360 gradi. Quelli che
hanno vissuto la pre-morte affermano che, senza il corpo fisico, sono in grado di penetrare
attraverso i muri e le porte e proiettare se stessi ovunque vogliano. Spesso segnalano la capacità di leggere il pensiero degli altri.

Gli effetti delle NDE sono intensi, travolgenti e reali. Una serie di studi condotti negli Stati
Uniti, nei Paesi dell’Europa occidentale e in Australia ha dimostrato che la maggior parte dei
ritornati sono profondamente e positivamente trasformati dall’esperienza. Una donna dice: Sono
totalmente cambiata dopo l’incidente. Un’altra persona, a detta di chi mi viveva accanto. Sono
felice, rido, apprezzo le piccole cose, scherzo, sorrido molto, sono diventata amica di tutti … così totalmente diversa da come ero prima.

Per quanto diverse fossero le loro personalità prima della NDE, quelli che lhanno vissuta tendono a
condividere un profilo psicologico simile dopo averla avuta. In effetti, le loro opinioni, i loro
valori, i loro comportamenti, e la loro visione del mondo sembrano completamente uguali in seguito.
È importante sottolineare che questi cambiamenti psicologici e comportamentali non sono il tipo di
cambiamento che ci si aspetterebbe se questa esperienza fosse un’allucinazione. E, come il noto
ricercatore di NDE Pim Van Lommel e i suoi colleghi hanno dimostrato, questi cambiamenti diventano più evidenti con il passare del tempo.

Alcuni scettici sostengono legittimamente che il problema principale delle testimonianze delle
percezioni O.O.B.E. è che spesso si basano unicamente sulla testimonianza del ritornato – non
esistono conferme indipendenti. Dal punto di vista scientifico, queste auto-dichiarazioni restano
non probanti. Ma nel corso degli ultimi decenni, alcune auto-dichiarazioni dei ritornati sono state
convalidate in modo indipendente da testimoni, come quella di Pam Reynolds. Una delle più note tra
queste percezioni NDE percezioni che è stato provato coincidere con la realtà – è l’esperienza di
una donna di nome Maria, il cui caso è stato documentato per la prima volta dalla sua assistente sociale di terapia intensiva, Kimberly Clark.

Maria era una lavoratrice immigrata che subì un grave attacco cardiaco mentre era in visita da amici
a Seattle. Fu ricoverata al Harborview Hospital nel reparto di terapia coronarica. Pochi giorni
dopo, ebbe un arresto cardiaco, ma fu rapidamente rianimata. Il giorno seguente, la Clark andò da
lei. Maria le raccontò che nel corso dellarresto cardiaco era stata in grado di osservare dal
soffitto e vedere l’equipe medica al lavoro sul suo corpo. Maria raccontò che a un certo punto di
questa esperienza, si trovò fuori dall’ospedale e scorse una scarpa da tennis sul davanzale del
terzo piano sul lato nord del palazzo. Fornì alcuni dettagli concernenti laspetto, osservando che
uno dei lacci era bloccato sotto il tallone e che l’area del mignolo era logora. Maria voleva sapere
con certezza se avesse “realmente” visto quella scarpa, e pregò la Clark di cercare di localizzarla.

Piuttosto scettica, la Clark andò nel luogo descritto da Maria – e trovò la scarpa da tennis. Dalla
finestra della sua stanza d’ospedale non sarebbe stato possibile discernere i dettagli che Maria
aveva raccontato. Ma al ritrovamento della scarpa, la Clark confermò le osservazioni di Maria.
L’unico modo in cui avrebbe potuto avere tale prospettiva disse la Clark era che fosse fluttuata
fuori a destra, e a distanza molto ravvicinata dalla scarpa da tennis. Ho recuperato la scarpa e lho portata a Maria: per me fu la prova concreta e evidente.

Questo caso colpisce in modo particolare dato che durante l’arresto cardiaco il flusso di sangue al
cervello viene interrotto. Quando ciò accade, l’attività elettrica del cervello scompare tra i 10 e
20 secondi dopo (secondo quanto misurato con lECG). In questo stato, il paziente è in coma
profondo. Poiché le strutture cerebrali che mediano le funzioni mentali superiori sono gravemente
compromesse, ci si aspetta che questi pazienti non siano in grado di ricordare esperienze mentali
chiare e lucide. Ciò nonostante, gli studi condotti nei Paesi Bassi, nel Regno Unito, e negli Stati
Uniti hanno rivelato che circa il 15 percento dei sopravvissuti allarresto cardiaco segnalano
qualche ricordo del tempo in cui erano clinicamente morti. Questi studi indicano che è possibile
avere coscienza, percezioni, pensieri e emozioni anche quando il cervello non mostra attività misurabili.

Le NDE vissute da persone cieche sono molto intriganti. Nel 1994, i ricercatori Kenneth Ring e
Sharon Cooper decisero di intraprendere una ricerca su casi di percezioni basate su NDE di ciechi.
Avevano pensato che tali casi avrebbero rappresentato la dimostrazione ultima della veridicità delle
percezioni durante le NDE. Se una persona non vedente fosse stata in grado di riferire eventi
verificabili avvenuti mentre era clinicamente morta, significava che si trattava di qualcosa di
reale. Intervistarono 31 individui, di cui 14 ciechi dalla nascita. Ventuno dei partecipanti avevano
avuto una NDE, gli altri solo O.O.B.E.. Incredibilmente, le esperienze riportate erano conformi al
modello NDE classico, sia che fossero nati ciechi o avessero perso la vista in età avanzata. I
risultati dello studio furono pubblicati nel 1997. Sulla base di tutti i casi studiati, Ring e
Cooper conclusero che ciò che accade durante una NDE offre una diversa prospettiva di percepire la
realtà che non dipende dai sensi del corpo fisico. Proposero di chiamare questo altro modo di percepire mindsight.

Nonostante i resoconti confermati, molti scienziati materialisti si aggrappano alla nozione che le
O.O.B.E. e le NDE sono localizzate nel cervello. Nel 2002, il neurologo Olaf Blanke e i suoi
colleghi degli Ospedali Universitari di Ginevra e Losanna in Svizzera, descrissero nella prestigiosa
rivista scientifica Nature lo strano caso che accadde a una paziente di 43 anni sofferente di
epilessia. Poiché i suoi attacchi non potevano essere tenuti sotto controllo con i soli farmaci,
venne presa in considerazione la neurochirurgia come passo successivo. I ricercatori impiantarono
elettrodi nel suo lobo temporale destro per avere informazioni sulla localizzazione e l’estensione
della zona epilettogena – l’area del cervello che stava causando le crisi da rimuovere
chirurgicamente. Impiantarono anche altri elettrodi per identificare e localizzare, per mezzo di
stimolazione elettrica, le aree del cervello che, se rimosse avrebbero comportato la perdita delle
capacità sensoriali, del linguaggio o addirittura la paralisi. Questo tipo di procedura è
particolarmente importante per risparmiare aree cerebrali importanti adiacenti alla zona epilettogena.

Quando stimolarono il gyrus angolare – una regione del cervello nel lobo parietale che si pensa
integri le informazioni sensoriali relative a vista, tatto, e equilibrio per darci una percezione
dei nostri stessi corpi -, la paziente riferì di aver visto se stessa sdraiata a letto, dallalto,
ma vedo solo le mie gambe e il tronco inferiore. Descrisse se stessa come fluttuante in prossimità del soffitto. Riferì di aver visto le sue gambe divenire più corte.

L’articolo ebbe una copertura stampa globale e creò un bel trambusto. Gli editori di Nature si
spinsero fino a dichiarare trionfalmente che, a seguito di questo unico studio – che aveva coinvolto
un solo paziente era stata localizzata la parte del cervello che può indurre lO.O.B.E..

E un altro duro colpo nei confronti di coloro che credono che mente e spirito siano in qualche
modo separati dal cervello, affermò lo psicologo Michael Shermer, direttore della Skeptics Society
(Società degli Scettici), che cerca di sfatare tutte le dichiarazioni paranormali. In realtà, tutte le esperienze derivano dal cervello.

In un altro articolo pubblicato nel 2004, Blanke e i suoi collaboratori descrissero sei pazienti,
tre dei quali avevano sperimentato una O.O.B.E. atipica e incompleta. Quattro pazienti riferirono
unautoscopia – cioè, laver visto il proprio doppio dal punto di vista del proprio corpo. In questo
articolo, i ricercatori descrissero l O.O.B.E. come una disfunzione temporanea della giunzione
della corteccia temporale e parietale. Ma, come specificato da Pim van Lommel, le esperienze
corporee anomale descritte da Blanke e colleghi comportano un senso falso della realtà.
Le O.O.B.E. tipiche, al contrario, implicano una percezione verificabile (da una posizione al di
sopra o al di fuori del corpo) degli eventi, quali la propria rianimazione o un incidente stradale,
e lambiente e i dintorni in cui gli eventi hanno avuto luogo. Sulla stessa linea, lo psichiatra
Bruce Greyson della University of Virginia ha commentato: Dal fatto che la stimolazione elettrica
del cervello possa indurre illusioni simili allO.O.B.E. non possiamo dedurre che tutte le O.O.B.E. siano quindi illusioni.

Gli scienziati materialisti hanno proposto una serie di spiegazioni fisiologiche per spiegare le
varie caratteristiche delle NDE. La psicologa inglese Susan Blackmore ha avanzato lipotesi di
morte cerebrale, ovvero che la mancanza di ossigeno (o anossia) durante il processo di morte
potrebbe indurre una eliminazione abnorme di neuroni nelle aree cerebrali responsabili per la vista,
e che tale anomala eliminazione potrebbe generare l’illusione di vedere una luce brillante alla fine di un tunnel buio.

Potrebbe essere così? Van Lommel e colleghi hanno obiettato che se lanossia svolgesse un ruolo
centrale nellinduzione di NDE, la maggior parte dei pazienti con arresto cardiaco avrebbe riferito
di aver vissuto una NDE. Gli studi dimostrano che questo non è chiaramente il caso. Un altro punto
debole di questa ipotesi è che i resoconti di un tunnel sono assenti da diverse spiegazioni di
ritornati. Come sottolineato dal famoso ricercatore di NDE Sam Parnia, alcuni individui hanno
riferito di NDE non collegate a situazioni di malattia terminale e quindi con livelli normali di ossigeno nel cervello.

Parnia solleva un altro aspetto: quando i livelli di ossigeno diminuiscono in modo marcato, i
pazienti i cui polmoni o cuore non funzionano in modo corretto sperimentano uno stato confusionale
acuto, durante il quale sono molto confusi e agitati e hanno poca o nessuna memoria di ricordi. In
netto contrasto, durante le NDE le persone sperimentano coscienza lucida, processi di pensiero ben
strutturati, e ragionamenti chiari. Ricordano perfettamente la NDE, di solito per diversi decenni.
Datro canto, Parnia sostiene che se questa ipotesi fosse corretta, allora l’illusione di vedere una
luce e il tunnel si svilupperebbe progressivamente mentre i livelli di ossigeno nel sangue del
paziente si abbassano. Losservazione medica, invece, indica che i pazienti con bassi livelli di
ossigeno non riferiscono di vedere né una luce, né un tunnel, né una qualsiasi delle caratteristiche comuni di una NDE discusse in precedenza.

Negli anni 90, ulteriori ricerche indicarono che la teoria dellanossia in relazione alle NDE era
una pista sbagliata. James Whinnery, professore di chimica alla West Texas A&M, fu coinvolto in
studi che simulavano le condizioni estreme che possono verificarsi durante le manovre di
combattimento aereo. In questi studi, i piloti dei caccia furono sottoposti a forze gravitazionali
estreme in una centrifuga gigante. Tale accelerazione rapida riduce il flusso sanguigno e, di
conseguenza, il trasferimento di ossigeno al cervello. In questo modo, induce brevi periodi di non
coscienza che Whinnery chiama dreamlets. Whinnery ipotizzò che, anche se alcune delle
caratteristiche fondamentali delle NDE si ritrovano durante i dreamlet, le caratteristiche
principali dei dreamlet sono una compromissione della memoria degli eventi appena prima
dell’inizio della perdita di coscienza, confusione, e disorientamento al risveglio. Questi sintomi
non sono tipicamente associati alle NDE. In aggiunta, non vengono riportate trasformazioni di vita in seguito ai dreamlet.

Quindi, se il cervello che muore non è responsabile delle NDE, potrebbero essere semplicemente
allucinazioni? A mio parere, la risposta è no. Osserviamo l’esempio di allucinazioni che possono
derivare dallingerire ketamina, un farmaco veterinario che viene a volte utilizzato nella terapia ricreativa, e spesso a caro prezzo per l’utilizzatore.

A piccole dosi, lagente anestetico ketamina può indurre allucinazioni e sensazioni di fuoriuscita
dal corpo. Si ritiene che la ketamina agisca principalmente inibendo i recettori N-Metil-D-Aspartico
(NMDA), che normalmente si aprono in seguito al legame col glutammato, il messaggero chimico più
fortemente eccitante nel cervello umano. Lo psichiatra Karl Jensen ha ipotizzato che il blocco dei
recettori NMDA possa indurre una NDE. Ma le esperienze con la ketamina creano spesso paure,
producendo immagini strane, e gli utilizzatori di ketamina sono consapevoli che le esperienze
prodotte da questo farmaco sono illusorie. Al contrario, i ritornati sono fortemente convinti della
realtà di ciò che hanno vissuto. Inoltre, molte delle caratteristiche principali delle NDE non
vengono segnalate in caso di uso di ketamina. Detto questo, non possiamo escludere che il blocco dei recettori NMDA possa essere coinvolto in alcune NDE.

Il neuroscienziato Michael Persinger ha affermato che lui e i suoi colleghi hanno prodotto tutte le
caratteristiche principali della NDE utilizzando una debole stimolazione magnetica transcranica
(TMS) dei lobi temporali. Il lavoro di Persinger si basa sulla premessa che l’attività anormale nel
lobo temporale possa scatenare una NDE. Unanalisi della letteratura sullepilessia, tuttavia,
indica che le caratteristiche classiche delle NDE non sono associate a crisi epilettiche situate nei
lobi temporali. Inoltre, come giustamente sottolineato da Bruce Greyson e dai suoi collaboratori, le
esperienze riportate dai partecipanti agli studi TMS di Persinger somigliano ben poco alle caratteristiche tipiche delle NDE.

Gli studi scientifici sulle NDE effettuati negli ultimi decenni indicano che funzioni mentali
elevate possono essere sperimentate in modo indipendente dal corpo nel momento in cui l’attività
cerebrale è notevolmente ridotta o apparentemente assente (come durante un arresto cardiaco). Alcuni
di questi studi dimostrano che le persone cieche possono avere percezioni veritiere durante le
O.O.B.E. associate a una NDE. Altre indagini dimostrano che le NDE spesso sfociano in cambiamenti psicologici e spirituali profondi.

Questi risultati sfidano fortemente l’opinione neuroscientifica dominante che mente e coscienza
derivino esclusivamente dallattività cerebrale. Come abbiamo visto, questo punto di vista non
riesce a spiegare come i ritornati possano sperimentare – quando i loro cuori sono fermi pensieri
vividi e complessi e acquisire informazioni veritiere su oggetti o eventi distanti dai loro corpi.

Gli studi sulle NDE indicano anche che dopo la morte fisica, mente e coscienza possono continuare a
un livello trascendente della realtà che normalmente non è accessibile ai nostri sensi e alla nostra
consapevolezza. Inutile dire che questo punto di vista è del tutto incompatibile con la convinzione di molti materialisti che il mondo materiale sia l’unica realtà.

http://www.barnesandnoble.com/w/brain-wars-mario-beauregard/1110784807?ean=9780062071569

Estratto con il permesso di The Brain Wars: The Scientific Battle Over the Existence of the Mind
and the Proof That Will Change the Way We Live Our Lives. per gentile concessione della HarperOne.
(Le guerre del cervello: la battaglia scientifica circa l’esistenza della mente e la prova che cambierà il modo in cui viviamo le nostre vite)

Mario Beauregard è professore associato di ricerca presso i Dipartimenti di Psicologia e Radiologia
e il Centro di Ricerca di Neuroscienze presso l’Università di Montreal. E coautore di The
Spiritual Brain (La mente spirituale) e di oltre cento pubblicazioni nel campo delle neuroscienze, psicologia e psichiatria.

approfondimenti su:
http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/esperienze_extracorporee.html

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