Musicoterapia in Italia e in Europa 1-2

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Musicoterapia in Italia e in Europa 1-2

ATTI F.I.M. DEL CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MUSICOTERAPIA

“Musicoterapia in Italia e in Europa: Realtà e prospettive di una professione”

(parte 1-2)

BOLOGNA 24-25 settembre 2005

L’EMTC (European Music Therapy Confederation ) è una federazione riconosciuta dallo stato del
Belgio. Attraverso il suo direttivo ed i suoi delegati, è stata presente a Bologna, per l’assemblea
generale e per partecipare ad un incontro dal carattere internazionale. Il presidente dell’AIM,
Ferdinando Suvini è, al momento, il rappresentante italiano ed ha ricevuto l’incarico della
vicepresidenza per il sud dell’Europa. Nel 2007, in occasione del prossimo Congresso Europeo, verrà
messa ai voti la candidatura del rappresentante italiano.

All’EMTC sono iscritte la F.I.M. (fondata nel maggio 1998) e l’AIM, (di recente fondazione). Altre
due associazioni italiane sono in attesa di ricevere la conferma all’iscrizione all’EMTC.

Ho dichiarato in pubblico che le giornate di Bologna avrebbero avuto un carattere storico. Così è
stato.
AIM e F.I.M sono state sedute allo stesso tavolo con i rappresentanti dei paesi dell’Europa. Se ci
possono essere dubbi fondati sul fatto che l’AIM (all’interno della quale ci sono la Conf.I.A.M. e
tante altre associazioni) e la F.I.M riusciranno a dialogare sempre meglio, con il passare del
tempo, possiamo essere certi che Ferdinando Suvini e Giulia Cremaschi Trovesi si stanno conoscendo e
stimando in modo sincero. I tempi delle discussioni, del tirare l’acqua al proprio mulino sono
finiti. L’EMTC sta lavorando per istituire il Registro Professionale Europeo (EMTR). Il presidente
dell’EMTC, Jos De Backer ha dichiarato che, nel tempo, il livello di preparazione, formazione e
supervisione continuerà ad alzarsi.

I punti cardine emersi in sede di discussione sono:
– la Musica è centrale nella musicoterapia;
– l’improvvisazione clinica al pianoforte è un asse portante della musicoterapia;
– la musicoterapia non è psicoterapia. La musicoterapia è musicoterapia.

I docenti italiani che, negli anni passati e tuttora, hanno perseguito la linea del mettere, sempre
e comunque, la musica in secondo per non dire ultimo piano rispetto alla terapia, si sono sbagliati.
E’ possibile utilizzare soltanto aspetti della musica senza comprenderla, senza conoscerla? E’
possibile parlare del suono, di un solo suono, credendo di produrre quella musica senza la quale non
può esistere la musicoterapia? “Spesso la potenza e l’efficacia dell’analisi ci rende ciechi e
dimentichi del momento globale del comprendere, che nondimeno è all’origine di ogni nostra
esperienza e di ogni nostro apprendimento. Finiamo allora con l’essere indotti a credere che gli
elementi emersi nell’analisi siano essi stessi originari e non il frutto di una nostra operazione
scompositiva sul corpo indistinto della primordiale comprensione” (C. Sini prefazione nel libro
“…dal suono al segno..” G. Cremaschi Trovesi-M. Verdina ed Junior, BG 2000)

L’Europa ha preso, sin dall’inizio, quella direzione che in Italia soltanto ora sarà possibile
prendere. Le discussioni del passato oggi non servono più. Oggi facciamo i conti con gli standard
europei e mondiali.
Gli aspetti ed i fondamenti teorici, a maggior motivo epistemologici della F.I.M. (musicoterapia
umanistica) sono stati approvati con l’Accreditamento da parte del Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca. Il direttivo F.I.M li ha pubblicati nelle pagineweb:
www.musicoterapia.it
Sono utili per verificare i contenuti della F.I.M. con quelli dell’Europa. (v. alle voci: Pratica
clinica, Formazione, Supervisione)

L’incontro di Bologna porta al superamento di posizioni radicate su aspetti che non hanno più motivo
di esistere. Se vogliamo andare al passo con l’Europa apriamo il nostro orizzonte nei confronti
della musica comprendendola nella sua complessità. “La Mousikè alla quale si riferivano gli antichi
non era né l’arte né la scienza nella loro moderna separazione, era l’integrale formazione
dell’emotività umana, cioè di come l’uomo si muove nel mondo (e-mozione), è performativo nel mondo,
di quale abito deve acquisire per essere giusto e felice”. (Milano 2002 relazione di Carlo Sini al
convegno F.I.M.).

Musicoterapia in Italia

Autore: Giulia Cremaschi Trovesi

BOLOGNA 24-25 settembre 2005

Se guardiamo alla storia della musica in Italia, nel periodo storico che inizia dopo il Medioevo,
vediamo il sorgere di stili e generi musicali collocati in città diverse, per esempio Roma, Firenze,
Napoli, Venezia… La presenza di scuole artistiche diverse, a tratti in lotta fra loro, ha
contribuito a creare produzioni artistiche di altissimo livello.

Così è accaduto ed accade per la musicoterapia. In Italia ci sono differenti modelli. Ogni modello
ha la sua validità ed è una risorsa. Questa pluralità è stata ed è motivo di crescita culturale e
professionale che ha portato verso l’attuale collaborazione.
Ringrazio l’amico Ferdinando per l’impegno e la tenacia per il riconoscimento della musicoterapia in
Italia.

La storia della musicoterapia in Italia è iniziata ad Assisi. Da trent’anni faccio parte del suo
percorso. Sin dall’inizio la parola terapia ha tratto in inganno alcuni specialisti, non musicisti.
Essi hanno preso in considerazione il termine “terapia” in ordine prioritario rispetto alla musica.
A seguito di questa interpretazione il primo corso di musicoterapia in Italia, al quale ne sono
seguiti altri ed altri, è stato aperto anche a persone in possesso della licenza della scuola media
inferiore e senza conoscenze musicali.
Ho partecipato ai convegni della Cittadella di Assisi a partire dagli anni ’70 e ho insegnato nel
corso di Assisi fino al 2000.
Con il passare degli anni il corso di Assisi ha richiesto ai corsisti il diploma di scuola media
superiore. Non sono mai stati richiesti specifici studi musicali. La stragrande maggioranza dei
corsi italiani di musicoterapia, ancora oggi, non richiede studi musicali.

Sono sempre stata convinta che la musica è centrale nella musicoterapia… Vari studenti del corso
di Assisi mi chiesero di fare formazione sulla base delle mie esperienze. Si organizzò così un
gruppo di studio in costante e progressivo aumento, attivo tuttora. Nel maggio 1991 fondai
l’A.P.M.M. (Associazione Pedagogia Musicale e Musicoterapia), “Giulia Cremaschi Trovesi”. Si stava
delineando un modello di musicoterapia specifico dove educazione e terapia sono fondate sugli stessi
principi. Molti dei professionisti aderenti al gruppo di studio dell’A.P.M.M. hanno fondato
associazioni, centri di studio, atelier di musica ecc. nelle loro città. Con l’estendersi delle
esperienze nel maggio del 1998 è stata fondata la F.I.M. (Federazione Italiana Musicoterapeuti).
La F.I.M. è una Federazione di Professionisti, senza finalità di lucro.
I soci F.I.M. ha istituito un Registro Professionale a tutela dei professionisti e dell’utenza.
Nel 2001 è stato emesso il Codice Deontologico.

Allo stato attuale l’A.P.M.M. ed altre realtà associative presenti in altre città, sono sede dei
percorsi di formazione e degli incontri di supervisione, mentre la F.I.M. svolge il suo ruolo
istituzionale e divulgativo. Le esperienze, gli studi ed il confronto con realtà straniere con le
quali sono venuta in contatto attraverso la W.F.M.T. e l’E.M.T.C., mi hanno confermato sul fatto che
la musica è centrale rispetto alla musicoterapia. Ho espresso chiaramente la mia opinione nei libri
“Musicoterapia, arte della comunicazione” e “Il Corpo Vibrante” (sono riportate prove di ascolto su
485 bambini sordi).
Con la collaborazione del collega psicoterapeuta e Musicoterapeuta Mauro Scardovelli, la
condivisione delle esperienze con la psicopedagogista Simona Colpani e l’apporto professionale e
culturale del filosofo Carlo Sini, sono stati messi in luce i principi teorici ed i fondamenti
epistemologici della musicoterapia. Il modello della Musicoterapia Umanistica si è delineato
attraverso la pratica clinica, l’approfondimento degli studi, l’analisi dei risultati a partire da
competenze professionali diverse. I fondamenti teorici sono radicati nel pensiero fenomenologico –
esistenziale.
La Musicoterapia Umanistica ha la sua identità come modello teorico con fondamenti epistemologici. I
professionisti associati alla F.I.M. operano sul territorio italiano, secondo il modello della
Musicoterapia Umanistica. Il loro operare è avallato dall’accreditamento presso il Ministero
dell’Istruzione, Università e Ricerca.
In Italia dal 1974 i bambini con handicap sono inseriti nelle classi con i bambini normali. I
fondamenti teorico – epistemologici del modello Umanistico comprendono l’educazione e la terapia. La
Musicoterapia Umanistica e la Pedagogia Musicale sono congruenti fra loro (modello A.P.M.M.). Questi
principi consentono di operare con efficacia sul piano educativo, nelle classi, negli inserimenti
scolastici di bambini con handicap inseriti con i compagno normodotati e nell’ambito terapeutico.
I cardini di questo modello ruotano intorno ai seguenti aspetti teorici:
– Risonanza corporea;
– Improvvisazione clinica al pianoforte;
– Dialogo sonoro;
– Euritmia;
– Strumenti musicali idiofoni (epistemologia della musica). Relazioni fra il suono, il movimento,
l’origine ed il farsi della parola e del numero nei bambini normali e in situazioni di handicap);
– Presenza dei genitori (per gli interventi precoci e con i bambini);
– Relazione Circolare (il musicoterapeuta opera con il co-terapeuta nei casi di handicap gravissimo
o multihandicap).
Le basi teoriche e le modalità operative della musicoterapia umanistica sono congrue con quelli
della PNL (Neuro Linguistic Programming) Umanistica – Integrata elaborata da Mauro Scardovelli.
L’associazione ALEPH, fondata da Scardovelli – Bozzo è membro dell’EANLPt (European Association
Neuro Linguistic Programming, therapy).

Aspetti Istituzionali

Regionali
– La F.I.M. è iscritta al Registro Regionale delle Associazioni senza scopo di lucro della Regione
Lombardia con Decreto n. 31366 del 14-12-2001.
– La F.I.M. è impegnata presso la Regione Lombardia per il riconoscimento della musicoterapia come
nuova professione.

Nazionali
– La F.I.M. è Accreditata presso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca,con Decreto
Ministeriale 177/2000, prot. n. 4420/C/3/A, in data 12-01-2005.
– La F.I.M. è iscritta, dal 2001, al CNEL (National Council Economy and World) ente impegnato per
il riconoscimento delle nuove professioni.
– La F.I.M. è iscritta, al CoLaP (Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali).

Internazionali
La F.I.M. è associata alla EMTC ed alla WFMT.

Attività
– Patrocinare percorsi di formazione, seminari, convegni, concerti, symposium, iniziative culturali
per Enti, Istituzioni, Associazioni o Centri specializzati preparati secondo gli standard
professionali da lei riconosciuti.

– Patrocinare le iniziative culturali e professionali promosse dai suoi associati.
– Organizzare Congressi di Musicoterapia.
– Il 1° Congresso “Il Suono della Vita” è stato realizzato ad Assisi, nel giugno del 2000.
– Milano 4-5- maggio 2001 “Corpo, Voce, Parola: espressione delle emozioni” con Carlo Sini e lo
scrittore Giuseppe Pontiggia.
– Bergamo, 26-27 ottobre 2002 “La dinamica del gesto come teatro della parola” analisi di lavoro
sull’autismo infantile con Carlo Sini, Scardovelli, Cremaschi.
– Nei giorni 10-11-12 Novembre 2005 si svolgerà in Sicilia il II Congresso italiano di
Musicoterapia, dal titolo “Il canto Originario” fondamenti epistemologico – musicali della
Musicoterapia Umanistica.
– Settembre 2005 pubblicazione del libro “Il Suono della Vita” a cura di G. Cremaschi Trovesi e
Mauro Scardovelli ARMANDO EDITORE, collana medico-psico-pedagogica diretta da Giovanni Bollea.

La Formazione nella Musicoterapia Umanistica è articolata sui seguenti aspetti.

Musicali
– Pedagogia musicale (modello APMM)
– Epistemologia musicale (modello APMM)
– Improvvisazione clinica al pianoforte (modello APMM)
– Relazione Circolare (modello APMM)

Psicologici
– Modello Programmazione Neurolinguistica Umanistico – integrata.

Personali
– Il professionista sceglie il formatore secondo le sue preferenze.

Supervisione Il modello di Musicoterapia Umanistica ruota attorno a tre aspetti:
– Musicale (Improvvisazione clinica al pianoforte in modalità specifiche e particolareggiate);
– Armonia e musicalità nell’espressione corporea;
– Personale (PNLUm.Int.).

Situazione Professionale
Gli studi e la formazione in musicoterapia in Italia sono tuttora affidati ad iniziative private. Il
musicoterapeuta formato sul modello umanistico, mediante l’accreditamento presso il Ministero
dell’Istruzione, Università e Ricerca, può svolgere ufficialmente la sua professione nei seguenti
ambiti:
– attività specialistica nelle classi per favorire l’inserimento e l’integrazione di bambini con
handicap;
– formazione agli insegnanti delle scuola dell’obbligo per l’area non verbale;
– formazione agli insegnanti della scuola dell’obbligo negli ambiti linguistico e
logico-matematico;
– formazione nell’ambito universitario per gli studenti di discipline umanistiche e non;
– formazione per gli studenti dei Conservatori di musica.

Per approfondimenti e contatti:

F.I.M. Federazione Italiana Musicoterapeuti
via Rosciano, 15 – Ponteranica 24010 (BG)
tel./fax +39 035 570658

e-mail fim@musicoterapia.it

sito internet www.musicoterapia.it

A.P.M.M. Associazione Pedagogia Musicale e Musicoterapia
Via Rosciano, 15 – Ponteranica 24010 (BG)
tel./fax +39 035 570658

e-mail giulia.cremaschi@musicoterapia.it

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