LA MUSICOTERAPIA TRA LE CURE PALLIATIVE PER I MALATI TERMINALI

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LA MUSICOTERAPIA TRA LE CURE PALLIATIVE PER I MALATI TERMINALI

La musicoterapia produce emozioni e contribuisce a ridurre l’ansia e ad aumentare il benessere di pazienti terminali e delle loro famiglie.

21 giugno 2016

Nel mondo intero, da diversi anni, allinterno di programmi di cure palliative vengono applicate
alcune forme di terapia complementari, tra cui la Musicoterapia. Partendo dal presupposto che la
musica è un mezzo di comunicazione che produce emozioni ed assume un significato ancora più profondo
nei periodi di dolore e di lutto, il suo utilizzo a scopo terapeutico è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale.

di Federica Aloisio

Le cure palliative per i malati terminali

La malattia, il dolore, la sofferenza e la morte sono i momenti più critici dellesistenza di ogni individuo.
Una malattia in stadio avanzato che non risponde più alle terapie provoca reazioni molto varie,
complicate dal fatto che la situazione è in continua evoluzione, mentre la vita diventa sempre più
incerta e precaria. La persona si trova destabilizzata; emozioni come rabbia, paura, senso di colpa,
ansia, depressione, sono reazioni naturali di fronte a tale condizione, davanti allevoluzione della
malattia e ai trattamenti. Tali preoccupazioni coinvolgono non solo il paziente ma anche i familiari.

Le cure palliative intervengono proprio a favore di queste persone per affrontare la sofferenza in
tutti i suoi aspetti e guardando alla persona nella sua totalità. E importante pensare che cè
sempre molto da fare per sostenere un malato terminale; la persona è importante fino alla fine e
deve essere accompagnata verso la morte nel migliore dei modi, provando a lenire al massimo la sua sofferenza e continuare a dare senso e dignità alla sua vita.

Lo Stato italiano ha sancito il diritto di accesso alle Cure palliative attraverso la Legge del 2010
n. 38 Disposizioni per garantire laccesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. La legge definisce le Cure Palliative come

linsieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata
sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di
base, caratterizzata da uninarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici.

Secondo LEuropean Association for Palliative Care (EAPC) le cure palliative

rispettano la vita e considerano il morire un processo naturale. Il loro scopo non è quello di
accelerare o posticipare la morte, ma quello di preservare la migliore qualità della vita possibile fino alla fine.

La musicoterapia come terapia complementare

Nel mondo intero, da diversi anni, allinterno di programmi di cure palliative vengono applicate alcune forme di terapia complementari, tra cui la Musicoterapia.

Partendo dal presupposto che la musica è un mezzo di comunicazione che produce emozioni ed assume un
significato ancora più profondo nei periodi di dolore e di lutto, il suo utilizzo a scopo
terapeutico è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale. Il neurologo Oliver Sacks in un suo libro scrive infatti che

il potere della musica di integrare e curare è un elemento essenziale. (è) il più completo farmaco non chimico (Sacks O., 2014).

La musicoterapia quindi è riconosciuta come uno strumento valido per affrontare i molteplici sintomi
e risultati della malattia e migliorare il benessere del paziente. Nelle cure palliative questa
terapia aiuta ad attenuare la sofferenza e ad affrontare le problematiche ed i bisogni del malato e dei caregivers.

LAmerican Music Therapy Association definisce la musicoterapia come

luso clinico e la prova basata di interventi di musica per raggiungere gli obiettivi
individualizzati allinterno di una relazione terapeutica da un professionista certificato che ha completato un programma di musicoterapia approvato.
(American Music Therapy Association, 2011).

Il suono e la musica sono impiegati in tutti i loro aspetti (percettivi, motori, emotivi, mentali,
sociali ed estetici) per rispondere al disagio e alla sofferenza collegati a patologie fisiche e/o
psichiche, per facilitare lascolto, la comunicazione e per valorizzare le abilità e lo stile espressivo di ogni individuo.

La musicoterapia riduce lansia nei malati terminali

Diversi studi hanno messo in evidenza lutilizzo della musicoterapia nellambito delle cure palliative con pazienti terminali e con i loro familiari.
Lansia è un sintomo comune per i pazienti con diagnosi di malattia terminale, indipendentemente dal
fatto che il paziente ha una predisposizione allansia o meno. Lansia e la depressione sono
risultate essere i più frequenti problemi psicologici nelle cure palliative (Radbruch L. et al., 2003).

Interessante è uno studio del 2009 che ha riportato una diminuzione dei livelli di cortisolo
salivare di nove partecipanti dopo una sessione di musicoterapia. Anche se la fatica è rimasta
invariata, lansia e la depressione sono diminuite mentre il punteggio per leccitazione tendeva ad
aumentare. Così è stato indicato che la terapia musicale in un Hospice riduce il livello di stress
dei pazienti e, quindi, svolge un ruolo positivo nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti (Nakayama H. et al., 2009).

Ci sono diverse prove a sostegno del fatto che la musicoterapia gestisce lansia dei pazienti in
terapia palliativa. Nellarticolo di Horne-Thompson e Grocke del 2008 vengono riportati tre studi
che hanno dimostrato alcuni effetti positivi della musicoterapia sui pazienti terminali. Krout ha
misurato lefficacia della musicoterapia per migliorare il controllo del dolore, il benessere fisico
e il rilassamento. Lo studio ha coinvolto un singolo intervento di musicoterapia su ottanta
soggetti. I risultati sono stati significativi e lo studio ha rilevato che il controllo del dolore,
il benessere fisico e il rilassamento sono effettivamente aumentati con una sessione di
musicoterapia, sia auto-riferiti dal partecipante (p< 0.005) che riportati da un osservatore indipendente (p<0.001).

Un altro studio, condotto da Calovini con 11 malati terminali, ha esaminato i livelli di ansia di
stato (definita da Lazarus come una sgradevole eccitazione emotiva di fronte alle richieste che
minacciano o a pericoli) allinterno di una sessione di musicoterapia. E stato somministrato un
questionario prima e dopo la misurazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della
temperatura. Le misure fisiologiche sono state prese ogni 15 minuti durante lintervento di
musicoterapia. Lo studio ha trovato che lansia di stato non era influenzata significativamente da
una sessione di musicoterapia. Tuttavia, la pressione arteriosa sistolica e la frequenza cardiaca
sono diminuite, e la temperatura dei pazienti è aumentata, indicando quindi che cè una tendenza verso la riduzione dellansia.

Leffetto della musicoterapia sulla riduzione del dolore, comfort fisico, relax e soddisfazione è
stato esaminato anche da Curtis. Nove malati terminali hanno partecipato allo studio e sono state
utilizzate tre condizioni sperimentali: (A) niente musica, (B) il suono di sottofondo, (C) la
musica. Sebbene non siano stati raggiunti risultati significativi, le risposte individuali hanno
dimostrato che la condizione di un suono di sottofondo sembrava avere un effetto negativo, mentre
lintervento musicale un effetto positivo. Partendo da questi studi Horne-Thompson e Grocke nel 2008
hanno condotto uno studio per valutare gli effetti della musicoterapia sullansia. I risultati hanno
dimostrato una riduzione significativa dellansia nel gruppo sperimentale e analisi successive hanno
trovato una significativa riduzione di altre misure in particolare il dolore, la stanchezza e la sonnolenza (Horne-Thompson A. & Grocke D., 2008).

Gutgsell nel 2013 ha condotto uno studio per determinare lefficacia di una singola sessione di
musicoterapia per ridurre il dolore nei pazienti in cure palliative. Ai due campioni dello studio,
sperimentale e di controllo, sono state somministrate tre scale di valutazione: la NRS (Numeric
Rating Scale), la FLACC (Face, Legs, Activity, Cry, Consolability Scale) e la FPS (Functional Pain
Scale) sia prima che dopo lintervento di musicoterapia. Il ricercatore, un musicoterapista
professionale, ha sottoposto i pazienti ad un intervento musicale singolo di 20 minuti diretto ad
abbassare il dolore. E stata osservata una riduzione significativamente maggiore nei punteggi del
dolore nel gruppo di musicoterapia e, nella FPS, cè stato un calo significativo nel punteggio del
dolore funzionale nel gruppo di musicoterapia. Nonostante i diversi bias dello studio, i risultati
di questa ricerca sembrano indicare che un intervento singolo di musicoterapia abbassa il dolore nei pazienti ospedalizzati in cure palliative (Gutgsell K.J. et al., 2013).

In uno studio del 2015 Warth e colleghi hanno assegnato casualmente 84 pazienti ricoverati in
Hospice ad un trattamento di musicoterapia o ad un trattamento di controllo. Lintervento di
musicoterapia consisteva in due sessioni di esercizi di musica dal vivo basati sul rilassamento; i
pazienti del gruppo di controllo hanno ascoltato un esercizio di rilassamento verbale. Le analisi
statistiche hanno rilevato che la terapia musicale è stata più efficace nel promuovere il
rilassamento (F = 13,7; p <0.001) e il benessere (F = 6.41; p = 0.01) rispetto al trattamento di
controllo. Questo effetto è stato sostenuto da un significativo aumento di oscillazioni ad alta
frequenza del battito cardiaco (F = 8.13; p = 0,01). La musicoterapia non ha ridotto
significativamente il dolore (F = 0.4; p = 0.53), ma ha portato ad una riduzione significativamente
maggiore nel punteggio di fatica sulla scala della qualità di vita (F = 4,74; p = 0.03). Quindi gli autori hanno dimostrato che

la musicoterapia è un trattamento efficace, con un basso tasso di abbandono, per la promozione di
relax e benessere in malati terminali sottoposti a cure palliative (Warth M. et al., 2015).

Inoltre nel 2015 Burns e colleghi hanno dimostrato che i pazienti che hanno ricevuto la
musicoterapia sono stati più propensi a parlare di argomenti spirituali (P = 0.01) e avevano
marginalmente meno problemi di respirazione (P = 0,06) (Burns D. S. et al., 2015).

Gli effetti benefici della musicoterapia anche nei familiari dei malati terminali

La musicoterapia promuove il benessere non solo al paziente ma anche ai familiari coinvolti
nellassistenza. Una revisione del 2009 sottolinea infatti la significatività e limportante ruolo
di questa terapia per i familiari e il personale (OCallaghan C., 2009). La musica sembra giocare un
ruolo vitale nellaiutare il familiare in quanto permette di rilassarsi durante i periodi
psicologicamente difficili e può servire ad affrontare il dolore ed elaborare con il tempo il lutto.

Conclusioni

La musicoterapia è quindi oggetto dinteresse da molti anni e usata con successo come parte dei
programmi di cure palliative per i pazienti gravemente malati. Tuttavia, nonostante labbondante
ricerca in merito, vi è carenza di letteratura di ricerca empirica, soprattutto per quanto riguarda lefficacia della musicoterapia sul lungo termine.

Hilliard nel 2005 ha riferito che

anche se gli studi empirici in questo ambito stanno cominciando ad emergere, rimane una grave
mancanza di studi controllati con campioni di grandi dimensioni che consentano una generalizzazione;
vi è la necessità di studi con livelli elevati di controllo e con la randomizzazione dei soggetti (Hillard R.E., 2005).

Più recentemente anche Korczak e Warth hanno sostenuto che gli studi sulla musicoterapia nelle cure
palliative sono di bassa qualità e il rischio di bias è molto elevato; la maggior parte degli studi
hanno infatti piccoli campioni e spesso la randomizzazione non è chiara. Pertanto gli autori
suggeriscono la necessità di ulteriori studi di alta qualità (Korczak D. et al., 2013; Warth M. et al., 2014).

Sulla base di questi risultati sarebbe opportuno ampliare la ricerca in questo ambito, effettuando
studi che siano il più possibile riproducibili e con meno errori; lobiettivo è poter offrire una
terapia efficace e fornire i migliori interventi clinici per soddisfare al meglio le esigenze dei pazienti e delle loro famiglie in questo difficile momento della vita.

da stateofmind.it

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