Mente e cervello: discussione scientifica che conduce all’esistenza dell’anima

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Mente e cervello: Una discussione scientifica che conduce all’esistenza dell’anima

a cura di: Marco Biagini
Dottore di Ricerca in Fisica dello Stato Solido

Introduzione – Che cosa è il cervello? – La vita biologica non implica la vita psichica – L’attività
cerebrale e la vita psichica – Le leggi della fisica e le altre scienze naturali – Le leggi della
fisica e la storia – I calcoli da principi primi – Conclusioni – Un commento alla teoria
dell’evoluzione

Introduzione

Certamente il problema della coscienza è stato ampiamente dibattuto sul piano filosofico. Poichè
lo scopo di questo articolo è di affrontare il tema della coscienza da un punto di vista
scientifico, non mi soffermerò sulle diverse definizioni e concezioni che i filosofi hanno espresso
a questo proposito. Mi limito a definire la coscienza o vita psichica come la nostra capacità di
essere coscienti e/o senzienti, di avere percezione di noi stessi, di provare sensazioni, emozioni,
sentimenti, pensieri, ecc. Non uso la parola intelligenza, perché oggi essa è spesso associata al
concetto di intelligenza artificiale, che non implica nessuna forma di vita psichica e di stato
cosciente o senziente. La scienza, al contrario della filosofia, si fonda sempre sull’osservazione
di fenomeni; la possibilità di una verifica sperimentale è ciò che in ultima istanza distingue una
teoria scientifica da una concezione filosofica. La vita psichica dell’uomo è un fenomeno
direttamente osservabile di cui abbiamo quindi piena evidenza sperimentale (anzi, esso rappresenta
il fondamento di ogni altra osservazione sperimentale, poichè se non fossimo coscienti non potremmo
osservare nessun fenomeno); il fenomeno “coscienza” merita quindi di essere analizzato sul piano
scientifico.

Che cosa è il cervello ?

Oggi sappiamo che il nostro cervello è solo un insieme di particelle come elettroni e protoni,
che interagiscono attraverso il campo elettromagnetico. Ogni processo biologico è dovuto soltanto a
reazioni chimiche che a loro volta sono dovute all’interazione elettromagnetica tra gli elettroni ed
i protoni degli atomi che costituiscono il nostro organismo. Ogni neurone ed ogni cellula non sono
altro che insiemi di elettroni, protoni e neutroni, con una certa collocazione spaziale;
l’interazione elettromagnetica può essere infatti attrattiva e questo fa sì che le particelle
possano attrarsi formando determinate disposizione geometriche nello spazio. Le proprietà di ogni
molecola (incluse le molecole di DNA, gli ormoni, ecc.) ed ogni processo biologico sono dovuti solo
alle leggi della fisica; più precisamente, poiché nel nostro organismo non avvengono reazioni
nucleari e le forze gravitazionali sono troppo deboli per interferire con i processi molecolari,
ogni processo biologico è dovuto unicamente alle leggi dell’elettrodinamica quantistica.

Ogni tentativo di spiegare la nostra vita psichica nell’ambito del materialismo implica che ciò
che soffre, ama, desidera, percepisce, ecc. in noi siano oggetti come elettroni o campi
elettromagnetici. Ma gli oggetti non posso percepire nulla; gli oggetti non possono provare né gioia
né tristezza, né piacere né dolore, ecc. La scienza ha dimostrato che le equazioni del campo
elettromagnetico sono universali ; esse descrivono tanto il campo elettromagnetico dentro il nostro
cervello come quello in un qualunque filo di rame o quello all’interno di un atomo. Non c’è alcuna
traccia di coscienza, sensazioni, sentimenti, pensieri, ecc. nelle equazioni del campo
elettromagnetico. Se si ipotizza che il campo elettromagnetico sia l’origine della nostra vita
psichica, allora la sola logica conclusione sarebbe che anche la nostra lavatrice, la nostra
televisione, il nostro tostapane di tanto in tanto saranno depressi o felici o sofferenti…
Infatti, dal punto di vista scientifico non vi è alcuna differenza tra i campi elettromagnetici
presenti nel nostro cervello e quelli presenti in questi apparecchi.

Affermare che gli impulsi elettrici che avvengono nel cervello siano o generino sensazioni o
pensieri significa contraddire le leggi della fisica che considerano equivalenti tutti gli impulsi
elettrici, che avvengano dentro o fuori dal cervello. Infatti, un impulso elettrico è costituito
solo da elettroni in movimento, e gli elettroni sono tutti identici ed indistinguibili e sono sempre
in movimento in qualunque materiale o circuito elettrico. Attribuire agli elettroni del nostro
cervello proprietà (come quella di generare sensazioni o emozioni) e non attribuire la stessa
proprietà a tutti gli altri elettroni dell’universo, significa contraddire uno dei principi
fondamentali della fisica, il principio di Pauli, che stabilisce che tutti gli elettroni sono
identici ed indistinguibili, ossia hanno tutti le stesse esatte caratteristiche e proprietà.
Inoltre le leggi della fisica stabiliscono che gli impulsi elettrici generano solo campi
elettromagnetici ; quindi l’ipotesi tipica dei materialisti secondo cui gli impulsi elettrici del
cervello generano sensazioni, emozioni ecc., è in stridente contraddizione con le leggi della
fisica. A loro volta, le onde elettromagnetiche generate dagli impulsi elettrici nel nostro cervello
sono del tutto equivalenti a quelle generate da qualunque altro impulso elettrico ; tali onde escono
dal nostro cervello e si disperdono nello spazio esterno alla velocità della luce, come tutte le
onde elettromagnetiche.

Le leggi della fisica stabiliscono quali tipi di processi avvengono nella realtà fisica;
escludendo le reazioni nucleari e subnucleari, che non avvengono certo nel cervello, i soli processi
possibili sono il movimento di particelle e lo scambio di energia tra particelle (collisioni tra
particelle) e tra particelle e campo elettromagnetico (emissione o assorbimento di fotoni). I soli
processi fisici possibili sono determinati da un operatore matematico chiamato “Hamiltoniano”, che
determina anche quali siano i soli tipi di energia esistenti nella realtà fisica. L’Hamiltoniano è
infatti costituito dalla somma di alcuni termini, ciascuno dei quali determina un tipo di energia,
come l’energia cinetica dell’elettrone o l’energia del fotone. Per avere altri processi o altri tipi
di energia è necessario aggiungere altri termini all’Hamiltoniana, alterando così le equazioni della
fisica, e conseguentemente tutte le loro soluzioni (vedi paragrafo “Le leggi della fisica e la
storia”). In conclusione, le leggi della fisica smentiscono l’ipotesi base del materialismo secondo
cui la vita psichica è generata dai processi cerebrali. Le leggi della fisica non permettono di
spiegare, né di giustificare, nemmeno in linea di principio o concettualmente, l’esistenza della
vita psichica, neppure l’esistenza della sensazione più banale.

La vita biologica non implica la vita psichica

La scienza ha dimostrato che il nostro cervello è solo un insieme di particelle (ossia un
oggetto) e che la vita biologica consiste unicamente in una successione di reazioni chimiche
concatenate, che a loro volta consistono unicamente in processi fisici (per la precisione, processi
quanto-elettromagnetici). D’altra parte la nostra vita psichica trascende le leggi della fisica e
non può quindi essere considerata il prodotto dei processi biologici o cerebrali, essendo essi meri
processi fisici. Questo implica che la nostra psiche ed il nostro cervello non siano la stessa
entità, ma due diverse entità interagenti. Uso il termine psiche per indicare il componente
non-fisico/non-biologico dell’uomo che genera la nostra vita psichica cosciente. Naturalmente si
potrebbero usare anche altri temini, come mente, spirito, anima, ecc.

A questo punto è doveroso chiedersi se esista qualche evidenza scientifica sull’eventuale
esistenza di una qualche specie di vita psichica cosciente negli animali, come percezione di
sensazioni o emozioni. La prima osservazione che deve essere fatta a questo proposito è la seguente;
oggi sappiamo che è possibile in linea di principio simulare al computer ogni aspetto del
comportamento degli animali, incluso la capacità di apprendimento o l’apparente capacità di
riconoscersi allo specchio. Un software adeguato può permettere al computer di registrare in memoria
i dati di input, analizzarli, e produrre determinati output ; tutte queste operazioni avvengono
naturalmente in modo automatico, senza che il computer sia cosciente di nulla. Per esempio un
computer può “distinguere” le immagini che riceve tramite una telecamera; questo avviene
automaticamente attraverso algoritmi matematici senza che il computer abbia alcuna sensazione
visiva; questo significa che il fatto che il cane distingua il bastone da un osso non prova che il
cane abbia una sensazione visiva.

Non è quindi possibile in nessun modo escludere dal punto di vista scientifico o razionale che la
vita degli animali sia solo un processo puramente biologico e sia priva di alcuna forma di vita
cosciente; in altre parole la scienza non permette di escludere la possibilità che l’animale sia
solo un “robot biologico”, che non è cosciente di nulla e non percepisce alcun tipo di sensazione,
le cui azioni e reazioni sono determinate da un “software” chimico impiantato nel suo cervello. E’
possibile spiegare anche quei comportamenti degli animali che sono spesso ritenuti un’indicazione di
stati emotivi. Per esempio, i cani che a causa di mutazioni genetiche esibivano casualmente degli
atteggiamenti affettuosi, avevano una maggior probabilità di essere “adottati” dall’uomo, e quindi
di sopravvivere. Era sufficiente che l’animale presentasse questi atteggiamenti nei confronti di un
solo membro della famiglia (anche se non era quello che gli dava il cibo) per essere accettato dalla
famiglia. Si tratterebbe solo di un caso di selezione naturale, anche se inconsapevolmente indotta
dall’uomo, che ha di fatto programmato il comportamento e le reazioni del cane. Poiché non abbiamo
alcuna modo di osservare l’esistenza di una qualsiasi forma di vita psichica negli animali e
l’ipotesi che tale vita psichica esista non è necessaria per spiegare i fenomeni osservabili negli
animali, possiamo affermare che non esiste alcuna evidenza sperimentale o scientifica dell’esistenza
di una qualsiasi forma di vita psichica negli animali, neppure di sensazioni o emozioni.

L’idea che gli animali abbiano una qualche forma di vita psichica è quindi solo un’ipotesi
arbitraria, priva di alcun fondamento scientifico o razionale. Tale ipotesi può essere considerata
una reminiscenza dell’infanzia, poiché tutti i bambini tendono ad attribuire agli animali pensieri,
emozioni e sensazioni. Del resto, i popoli primitivi tendevano ad attribuire caratteri antropomorfi
a molti elementi della natura: il sole, il mare, il vento, le foreste, le montagne… L’uomo ha mano
a mano capito che i fenomeni naturali non implicavano l’esistenza di “spiriti” addetti al loro
controllo, ma avvenivano automaticamente a causa di specifiche leggi naturali; l’uomo ha capito che
la natura è oggetto e non persona. La concezione antropomorfa degli animali è l’ultimo residuo di
questo atteggiamento pre-scientifico che ha condotto l’uomo a personalizzare i processi naturali che
non riusciva a spiegare; il progresso scientifico e tecnologico ci permette ora di spiegare anche il
comportamento degli animali senza attribuire ad essi alcun carattere antropomorfo.

L’attività cerebrale e la vita psichica

Vorrei fare osservare che il fatto che danni al cervello o la droga provochino alterazioni delle
capacità mentali del soggetto dimostra semplicemente l’esistenza di una interazione tra la psiche ed
il cervello. In nessun modo questo può essere considerato una prova del fatto che il cervello sia
l’origine della coscienza e della capacità di percepire emozioni, ecc. Se abbiamo un problema ai
nostri occhi, le nostre capacità visive risultano alterate, ma questo certamente non significa che
siano i nostri occhi ad avere o a generare una sensazione visiva ; questo significa semplicemente
che l’occhio ha un ruolo preliminare nel processo di generazione della sensazione visiva. L’occhio è
solo uno strumento usato dalla psiche per vedere, ma l’occhio non vede nulla perché non percepisce
alcuna sensazione visiva. Allo steso modo, anche il cervello ha solo un ruolo preliminare e può
essere considerato uno strumento usato dalla psiche. Tutti gli studi neurologici sul cervello
provano solo l’esistenza di una interazione tra psiche e cervello. Del resto, l’esistenza di questa
interazione è ovvia, perché senza di essa, la nostra psiche sarebbe completamente isolata dalla
realtà esterna, e quindi noi non potremmo interagire con la realtà esterna.

Resta il fatto che stimolo fisico e la sensazione che noi proviamo sono due fenomeni
completamente diversi. Per esempio, la vibrazione delle molecole dell’aria rappresenta lo stimolo
fisico che procura in noi la sensazione “suono”, ossia la sensazione uditiva. Tuttavia, la
vibrazione delle molecole dell’aria non è la sensazione “suono” ; le molecole dell’aria non sentono
alcun suono, così come sarebbe assurdo affermare che le molecole dell’aria che vibrano sono una
sensazione uditiva. La sensazione “suono” esiste solo a livello psichico e non a livello fisico; la
sensazione uditiva è generata dalla psiche come elaborazione di un determinato stimolo fisico. Lo
stesso vale per gli impulsi elettrici e le reazioni chimiche che avvengono nel cervello: tali
reazioni chimiche o impulsi elettrici non sono emozioni, sensazioni o pensieri, ma sono solo degli
stimoli fisici; è infatti la nostra psiche che elabora e traduce questi processi fisici in emozioni,
sensazioni o pensieri.

Le leggi della fisica e le altre scienze naturali

Vorrei ora proporre alcune considerazioni sull’affidabilità delle nostre conoscenze scientifiche.
Innanzitutto voglio spiegare la differenza tra una teoria fenomenologica ed una teoria da “principi
primi”. Una teoria fenomenologica consiste in una versione approssimata e semplificata di una teoria
da “principi primi”, che rappresenta la spiegazione esatta dei fenomeni naturali. La biologia e la
neurologia sono esempi di teorie fenomenologiche, mentre la fisica è la sola teoria da principi
primi, da cui tutte le altre scienza naturali derivano. Naturalmente poiché i calcoli da principi
primi sono estremamente lunghi e laboriosi, noi abbiamo bisogno anche di teorie semplificate che ci
permettano di trattare più agevolmente i sistemi composti da molti atomi.

Le leggi della fisica hanno un valore generale, ma nella loro applicazione a sistemi specifici, è
possibile utilizzare delle regole più semplici, specifiche per quel tipo di sistema; tali regole non
sono né estranee, né indipendenti dalle leggi della fisica, ma sono una diretta conseguenza delle
leggi della fisica. Un risultato di queste teorie fenomenologiche non può essere accettato se
risulta in contraddizione con le leggi della fisica, che sono i soli veri principi all’origine della
teoria fenomenologica. Solo le leggi della fisica rappresentano la spiegazione da principi primi
della realtà materiale, tanto di quella inorganica quanto di quella organica. Una teoria
approssimata (come la biologia o la neurologia) non può essere ovviamente usata per negare la teoria
da cui deriva e di cui essa è solo un’approssimazione.

Tutte le altre scienze naturali sono dunque subordinate alla fisica. Si può anche osservare che
tutte le scienze naturali (biologia, neurologia, medicina, ecc.) usano oggi nei loro studi degli
strumenti di misura e di analisi microscopica che sono stati progettati e costruiti unicamente sulla
base delle leggi della fisica. I dati che tali discipline analizzano e studiano hanno senso solo
perché le leggi della fisica assicurano il corretto funzionamento degli strumenti di misura
utilizzati. Se si mettessero in discussione le leggi della fisica, crollerebbero immediatamente
tutte le altre scienze naturali, perché i dati da esse utilizzati a sostegno delle proprie teorie
non avrebbero più alcun senso. Dunque nessuna delle scienze naturali può elaborare teorie in
contraddizione con le leggi della fisica, né può in alcun modo mai smentire le leggi della fisica.
Questo significherebbe fare perdere di significato a tutti i dati, reperiti attraverso strumenti il
cui funzionamento è garantito unicamente dalle leggi della fisica, dati sui quali sarebbero state
costruite le teorie stesse. Si tratterebbe di una palese contraddizione logica. Le leggi della
fisica sono quindi il fondamento di tutte le altre scienze naturali.

Per comprendere meglio il rapporto tra la fisica e le altre scienze naturali si consideri il
seguente esempio: per aprire un lucchetto a combinazione dobbiamo conoscere la combinazione. Anche
se non conosciamo la combinazione, e non possiamo quindi aprire il lucchetto, sappiamo già che tipo
di processo avverrà quando troveremo la combinazione. Le leggi della meccanica stabiliscono che il
solo tipo di processo che osserveremo sarà l’apertura del lucchetto; le leggi della meccanica
stabiliscono che il lucchetto non si metterà a pensare, nè proverà dolore o piacere, paura o gioia.
Allo stesso modo, l’elettrodinamica quantistica stabilisce che ogni processo biologico consiste
unicamente in successioni di reazioni chimiche, che a loro volta consistono in successioni di
processi cinetici ed elettromagnetici, ossia movimento di particelle, emissione ed assorbimento di
fotoni. Ancora non conosciamo le esatte successioni di reazioni chimiche che avvengono in tutti i
processi biologici, ed è compito della biologia cercare di determinare tali successioni; ma, proprio
come nell’esempio del lucchetto, le leggi della fisica stabiliscono che nessuna successione di
reazioni chimiche può generare pensieri, sensazioni o emozioni. Da qui, la necessaria esistenza di
un elemento non-fisico (l’anima), come sorgente della nostra vita psichica.

Le leggi della fisica e la storia

Le leggi che generano tutti processi chimici, biologici e neurologici sono oggi perfettamente
note. Mai prima d’ora nella storia, la scienza è stata capace di spiegare i principi da cui hanno
origine tutti i processi biologici. Questo rappresenta una vera svolta nella storia della scienza.
Ciò che la fisica scoprirà in futuro non avrà più nulla a che fare con il funzionamento del nostro
organismo, né con qualunque altro organismo biologico. Ci sono certamente ancora cose non pienamente
comprese nel campo dell’astrofisica, ma questi processi non influenzano in nessun modo i processi
biologici, che sono dovuti unicamente alle leggi dell’elettrodinamica quantistica. Non vi è dunque
alcuna ragione per dubitare delle leggi della fisica e della loro capacità di spiegare perfettamente
ogni sistema biologico.

Le leggi della fisica sono costituite da poche equazioni matematiche correlate tra loro. La loro
compatta e rigida struttura matematica esclude la possibilità che esse possano essere modificate o
perfezionate; infatti ogni modifica di un’equazione matematica comporta dei cambiamenti radicali di
tutte le soluzioni di tale equazione. Poiché dalle equazioni della fisica sono state ottenute
miliardi e miliardi di soluzioni confermate con grande precisione dagli esperimenti, modificare le
equazioni della fisica significherebbe gettare via di colpo tutte queste soluzioni corrette. D’altra
parte, assistiamo giorno dopo giorno ad una sistematica riconferma sperimentale delle leggi della
fisica su sempre nuovi sistemi. Ipotizzare che le leggi della fisica siano sbagliate equivale a dire
che tutti questi miliardi e miliardi di sistematiche e quantitative conferme sperimentali siano solo
una fortunata coincidenza. In questi ultimi decenni sono state compiute molte più verifiche
sperimentali di quante non ne siano state compiute nel corso di tutta la storia, ma le leggi della
fisica quantistica scoperte nei primi decenni del secolo scorso non sono mai state modificate. Sulla
base del numero di verifiche sperimentali compiute, si può affermare che l’elettrodinamica
quantistica sia la più anziana e la più testata teoria scientifica della storia.

I calcoli da principi primi

Oggi noi siamo in grado di fare calcoli da “principi primi” relativi a sistemi molecolari
composti da molti atomi ; questo significa che possiamo calcolare le soluzioni delle equazioni della
fisica quantistica anche per sistemi macroscopici. Il punto chiave è che noi sappiamo già che TIPO
di informazione possiamo ottenere da un calcolo da “principi primi” di un qualsivoglia sistema
molecolare. Infatti, dalla soluzione dell’equazione di Schroedinger per un sistema molecolare, noi
sappiamo che possiamo ottenere informazioni relative alla distribuzione di carica o ai livelli di
energia. In nessun modo noi possiamo ottenere coscienza, emozioni, sentimenti, ecc. Questi non sono
possibili risultati di un calcolo da principi primi. Anche se con un supercomputer noi potessimo
calcolare la funzione d’onda del nostro cervello, noi potremmo ricavare da tale funzione d’onda solo
proprietà come densità di carica e livelli energetici ; non potremmo mai ottenere alcuna esperienza
psichica. Infatti noi sappiamo già quale tipo di informazione possiamo ottenere da qualunque
funzione d’onda. Noi possiamo già fare calcoli da principi primi su molti sistemi molecolari, ma il
tipo di proprietà che possiamo ottenere da questi calcoli è indipendente dal tipo di molecole o dal
numero di atomi del sistema. Se la psiche non esistesse come componente non-fisico dell’uomo, in
base alle nostre conoscenze scientifiche noi dovremmo essere dei robot biologici, che agiscono a
causa di specifiche reazioni chimiche senza essere coscienti di nulla e senza provare alcuna
sensazione. Gli studi in campo neurologico dimostrano soltanto l’esistenza di una interazione tra la
psiche ed il cervello, ma non rivelano nulla della natura della psiche.

Conclusioni

La scienza moderna non è in grado di spiegare, nè di giustificare, nemmeno in linea di principio
o concettualmente, l’esistenza della vita psichica, neppure della sensazione più banale. Questo
risultato acquista un significato molto profondo se si analizza lo stato delle nostre attuali
conoscenze scentifiche. Innanzitutto, tutte le scienze naturali sono subordinate alle leggi della
fisica, che rappresentano i principi da cui esse derivano e di cui sono solo versioni
approssimative. Oggi infatti conosciamo le leggi che determinano tutti i processi molecolari,
elettromagnetici, chimici, biologici, neurologici e cerebrali: sono le leggi dell’elettrodinamica
quantistica, la leggi scientifiche che hanno ottenuto le più ampie, generali, sistematiche, numerose
e precise conferme sperimentali di tutta la storia. Le leggi dell’elettrodinamica quantistica sono
confermate da un numero così alto di risultati sperimentali che sarebbe assurdo dubitare della loro
validità nella spiegazione dei sistemi molecolari, ed in particolare dei sistemi biologici.

Del resto, la rigidità della struttura matematica dell’elettrodinamica quantistica, rende del
tutto irragionevole l’ipotesi di potere modificare tali leggi, poiché questo avrebbe conseguenze
catastrofiche su tutte le soluzioni corrette che finora abbiamo ottenuto. Questo significa che
l’elettrodinamica quantistica rappresenta la teoria definitiva per la spiegazione dei processi
molecolari, e conseguentemente, dei processi biologici.
Le leggi dell’elettrodinamica quantistica possono quindi essere considerati i principi primi
che determinano tutti i processi molecolari e biologici. Il punto è che tali principi forniscono,
almeno in linea di principio, una consistente spiegazione meccanicistica di tutti i processi
molecolari e biologici, ma non spiegano, nemmeno in linea di principio , l’esistenza della vita
psichica. Le leggi della fisica smentiscono così l’ipotesi base del materialismo, secondo cui la
vita psichica sarebbe generata da processi biologici o cerebrali. La vita psichica (sensazioni,
emozioni, pensieri, ecc.) trascende le leggi della fisica e quindi la causa dell’esistenza della
vita psichica non può essere identificata con il cervello; la vita psichica è originata
necessariamente da un componente non-fisico/non-biologico, ossia sovrannaturale: la psiche o anima.
Esistono quindi due realtà distinte: la realtà fisica, ossia l’universo, che ha una struttura
intrinsecamente matematica (le leggi della fisica) che determina ogni processo fisico, chimico o
biologico; la realtà psichica che trascende tali leggi, e, conseguentemente, trascende la realtà
fisica.

A questo punto sorge la domanda: da dove ha avuto origine la nostra psiche? Il fenomeno della
vita psichica dimostra che la psiche ad un certo punto certamente comincia ad esistere in noi. Le
leggi della fisica dimostrano che la psiche non può essere il prodotto di processi fisici, chimici o
biologici. Dunque l’origine dell’anima è trascendente rispetto alla realtà fisica. Possiamo quindi
chiamare Dio la Causa necessaria all’esistenza della psiche, essendo tale Causa trascendente. Questo
rappresenta la conferma scientifica della dottrina cattolica (ndr. e non solo) secondo la quale ogni
uomo ha un’anima che è creata direttamente da Dio. Ritengo sia legittimo dire che oggi l’esistenza
dell’anima e l’esistenza di un Dio trascendente sono dimostrate scientificamente.

Un commento alla teoria dell’evoluzione

Aggiungo una breve osservazione sulla teoria dell’evoluzione. La teoria dell’evoluzione, essendo
fondata sul ritrovamento di fossili, si applica soltanto agli organismi biologici. Non abbiamo
elementi sufficienti per stabilire se realmente l’organismo biologico dell’uomo sia il risultato di
un processo evolutivo. Il punto è però che la vita psichica è trascendente rispetto alla realtà
fisica/biologica e richiede nell’uomo l’esistenza di un componente trascendente (la psiche o anima o
mente ecc.).
Poiché non esistono fossili di mente, la teoria dell’evoluzione non può dire nulla relativamente
all’origine della vita psichica umana. Dunque, anche ammettendo che il corpo umano sia il risultato
di una evoluzione biologica, l’uomo non potrebbe avere alcuna vita psichica cosciente se non avesse
ricevuto anche un’anima, anima che non può essere generata da processi biologici/evoluzionistici.
Senza un’anima, noi saremmo solo dei robot biologici in grado di agire e reagire, ma incapaci di
percepire alcuna sensazione, emozione o pensiero. Alcuni evoluzionisti a volte tentano di formulare
delle teorie sull’evoluzione della vita psichica, ma è chiaro che si tratta di pure speculazioni
campate per aria, prive di alcun fondamento razionale o scientifico.

da members.xoom.virgilio.it/fedeescienza/discusitnf

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