Manuale di meditazione 2

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Manuale di meditazione 2

“Manuale di meditazione” – (di Tolle – Chopra – Watts – Krishnamurti)

(seconda parte parte)

Quindi, identificarsi completamente con il campo è una definizione pratica di ciò che significa essere illuminati. Solo allora gli ostacoli della realtà locale scompaiono e si diviene finalmente liberi di unirsi al gioco creativo dell’universo. Quando le persone scoprono che i loro desideri cominciano ad avverarsi, nonostante la realtà prevista fosse un’altra, l’improvviso influsso del potere porta con sé emozioni sfrenate; le persone esultano: si sentono fuse con il cuore stesso della natura. La paura diventa insignificante, sostituita con immenso sollievo dalla vera semplicità della vita. la chiave è proprio la semplicità. (Chopra)

Abitare il corpo

Sentite l’energia all’interno del vostro corpo e immediatamente il rumore mentale diminuisce o cessa. Sentitela nelle mani, nei piedi, nell’addome, nel torace. Sentite la vita che siete, la vita che anima il vostro corpo.

Il corpo diventa allora, per così dire, un portale verso un senso più profondo di vitalità, che sta al di sotto del flusso delle emozioni e del pensare. (T)

Dobbiamo essere profondamente radicati in noi stessi;
altrimenti la mente, che ha una grande forza,
ci trascinerà con sé
come un fiume in piena.

Essere PRESENTI significa abitare pienamente il proprio corpo; dedicare ad esso una parte almeno della nostra attenzione. La consapevolezza del corpo ci tiene ancorati all’ADESSO.

Lasciate scorrere più volte la vostra attenzione attraverso il corpo come un’onda, dai piedi alla testa e viceversa.

Percepire il corpo dall’interno significa ascoltare i suoi messaggi, tutti i messaggi che esso invia continuamente. Imparare ad ascoltarlo, leggendolo come il più interessante dei libri, significa rallentare il flusso dei pensieri. In questo modo, dalle profondità del nostro ESSERE emergeranno gioia di vivere e serenità. Potremo allora percepire l’incredibile profondità della nostra natura e i poteri che le sono propri.

Chiudete gli occhi, distendetevi e
rilassatevi per qualche minuto.

Percepite nel modo più intenso possibile
l’energia vitale dentro il vostro corpo.

Soffermatevi su ciascuna parte del corpo
per una quindicina di secondi …

Si tratta di non dare tutta la nostra attenzione alla mente, al mondo esterno della forma, ma di percepire in ogni istante anche il nostro corpo. In questo modo riusciremo a vedere la BELLEZZA e la MAGIA che si nascondono dietro e dentro ogni cosa di questo mondo.

Quando si è senza far niente
per qualche minuto
… ad esempio di sera prima di addormentarsi
e di mattina prima di alzarsi …
Potete inondare di
Consapevolezza il vostro corpo.

Non c’è niente di sbagliato nei sogni e nelle fantasie, ma non alimentateli: vedetene l’irrealtà e staccatevi. State con l’unica cosa reale: la percezione del corpo, del respiro e dell’ambiente. Il paradiso non è perduto e non dev’essere riconquistato, perché non possiamo perdere il momento presente. Anche se non ne siamo
consapevoli, è sempre qui. Non possiamo evitare il paradiso, possiamo solo evitare di vederlo. (Joko Beck)

Essere pienamente presenti
significa che dovete abitare pienamente il vostro corpo …
dovete avere sempre una parte della vostra attenzione
nel campo energetico interiore
del vostro corpo.

La Consapevolezza corporea vi tiene presenti
e vi ancora nell’Adesso.

Volete provare qualcosa di diverso, un’esperienza di là da quello che conoscete? Scoprire emozioni e sensazioni nuove? Uscite dalla mente ed entrate nel corpo. All’inizio incontrerete qualche ostacolo perché il vostro ego si opporrà con tutte le sue forze. La mente cercherà di mantenere il controllo su di voi ma, se avrete pazienza, se sarete fiduciosi e vi abbandonerete alla vita, riuscirete nell’intento. (Re)

Al di sotto della nostra forma esteriore, siamo in sintonia con qualcosa di così vasto, così incommensurabile e sacro, che non può essere concepito o descritto. (T)

Trovate un posto tranquillo e sedete in silenzio ad ascoltare la vita che scorre dentro di voi. Non cercate di ottenere qualcosa di particolare ma lasciate che sia la pace a trovarvi. Aspettate semplicemente, abbiate fiducia in voi stessi e la mente si calmerà. Dovete solo permettere che accada. E quando la mente si ferma, entrate nel nuovo mondo che si apre davanti alla vostra “PRESENZA”. La vita è sempre stata con voi, dentro di voi, unita a voi. Essa vi attende con amore e pazienza infiniti. (Re)

Ciò che stiamo facendo qui fa parte di una profonda trasformazione che sta avendo luogo nella consapevolezza collettiva del pianeta e oltre; la fine del tempo.

Stiamo spezzando schemi mentali
che dominano la vita umana da millenni.
Schemi mentali
che hanno creato sofferenza inimmaginabile su vasta scala.

Ci preoccupiamo sempre del futuro? Siamo spesso in ansia paventando ciò che potrebbe accadere domani? Ci sentiamo in colpa per quanto abbiamo detto o fatto nel passato? Significa che viviamo troppo nella testa. Probabilmente abbiamo perso il contatto con la vita e col mondo reale. Dobbiamo imparare a uscire dalla mente; siamo troppo impegnati nel soliloquio, parliamo troppo con noi stessi. E mentre stiamo così, rimuginando sempre i medesimi pensieri, la vita ci passa accanto; bussa alla nostra porta ma noi siamo perennemente assenti. (Re)

Dove ci troviamo?

Perché non siamo presenti?

È detto nelle antiche scritture tibetane che Dio giunge a te molte volte ma non ti trova mai là, dove sei. Bussa alla tua porta, ma l’ospite non c’è mai – è sempre da qualche altra parte. Sei a casa tua o da qualche altra parte? Come è possibile che Dio ti trovi? Non c’è nessun bisogno di andare da lui, basta solo che tu sia in casa e sarà lui a trovarti. È in cerca di te proprio come tu sei in cerca di lui. Devi solo restare a casa, così quando verrà ti troverà. Milioni di volte è arrivato, ha bussato, è rimasto in attesa sulla porta, ma tu non c’eri mai. (Rajneesh)

Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3,20)

Abbandonati completamente a Me, Arjuna: troverai sollievo dalle sofferenze di questa vita e raggiungerai la Mia dimora eterna. (Gita)

Non avete creato il vostro corpo e nemmeno siete in grado di controllarne le funzioni. Un’intelligenza più grande della mente umana è al lavoro. È la stessa intelligenza che in natura sostiene tutto. Il modo per giungere il più vicino possibile a questa intelligenza è l’essere consapevoli del vostro campo energetico interiore, sentendone la vitalità, la presenza animatrice nel corpo. (T)

Chiudiamo gli occhi. Rivolgiamo la nostra attenzione all’interno del corpo. Cerchiamo di sentirlo da dentro. È vivo? Vi è vita nelle mani, nelle braccia, nelle gambe e nei piedi, nell’addome, nel torace? Riusciamo a sentire il sottile campo energetico che pervade l’intero corpo e dona vita vibrante a ogni organo e a ogni cellula? Riusciamo a sentirlo contemporaneamente in tutte le parti del corpo come unico campo di energia? (T)

La percezione del proprio corpo interiore è informe, illimitata e insondabile. Possiamo andare sempre più in profondità. Se non riusciamo a percepire granché in questa fase, prestiamo attenzione a ciò che effettivamente sentiamo. Forse vi è soltanto un lieve formicolio alle mani o ai piedi. Per il momento può bastare. Concentriamoci su questa sensazione. Il nostro corpo sta diventando vivo. (T)

La strada del respiro

L’osservazione del respiro è lo strumento più potente a nostra disposizione per entrare nel corpo e uscire dalla mente. È il metodo più usato per liberarsi dal mondo delle astrazioni verbali ed entrare nella realtà del Presente. Il respiro consapevole è la porta più ampia a nostra disposizione per entrare nel Non-Manifestato. Se troviamo difficile diventare consapevoli del corpo, la respirazione ci condurrà immediatamente in questa condizione. Basta semplicemente seguire l’aria che entra ed esce dalle narici per trovare subito pace e tranquillità. Non si tratta di forzare il respiro ma di osservarlo mentre diventa sempre più lento e silenzioso. (Regi)

Prendete consapevolezza del respiro. Percepite l’aria che entra ed esce dal corpo. Percepite il vostro Campo Energetico interiore.

Il respiro è uno specchio fedele dei nostri pensieri. Quando siamo in collera, la respirazione assume un ritmo diverso da quando ci troviamo tranquillamente seduti sulla nostra poltrona. Ogni volta che l’ansia prende il controllo della mente, il ritmo del respiro si adegua alla nuova situazione e diventa più caotico. Se invece osserviamo in silenzio l’aria che entra e che esce dalle narici, il respiro si trasforma rapidamente in un fluire lento e cadenzato; ma è vero anche il contrario: quando cambia il respiro, si modifica lo stato della mente. È una corrispondenza biunivoca che rimane valida anche quando la respirazione si interrompe per qualche istante. (Re)

E se il respiro si ferma anche la mente s’arresta. Non possiamo sbagliarci.

Osservate il ritmo della vostra respirazione;
percepite l’aria che entra ed esce,
percepite l’energia vitale dentro
il vostro corpo.

Consentite a ogni cosa di essere, dentro e al di fuori di voi. Permettete l’essere così di tutte le cose. Toccate qualcosa, qualunque cosa, e percepitene o riconoscetene l’Essere. Entrate in profondità nell’Adesso. State lasciando alle spalle il mondo privo di vita dell’astrazione mentale, del tempo. State uscendo dalla mente folle che vi svuota di energia vitale. (T)

L’aria che respirate è Natura,
come lo è il processo del respirare.

Per connettervi con la Natura nel modo più intimo e potente, diventate consapevoli del respiro e mantenete lì la vostra attenzione.

Questa è una profonda e potente
pratica di guarigione.

Determina uno spostamento della coscienza dal mondo concettuale e verbale del pensiero al regno interiore della Consapevolezza.

Siccome lo zen non implica un dualismo ultimo tra il controllore e il controllato, fra la mente e il corpo, lo spirituale e il materiale, esiste sempre nelle sue tecniche un aspetto fisiologico. Si dà grande importanza al modo di respirare. Il respiro non solo è uno dei due ritmi fondamentali del corpo; è anche il processo nel quale controllo e spontaneità, azione volontaria e azione involontaria trovano la loro identità più palese. Molto tempo prima delle origini della scuola zen, sia lo yoga indiano sia il taoismo cinese praticavano la sorveglianza del respiro, col proposito non di forzarlo, ma di lasciarlo diventare lento e silenzioso nei limiti del possibile. (Watts)

Il respiro è collegato alla vita;

osservare il respiro è il metodo più potente a tua disposizione per raggiungere l’Essere (Re)

L’ostacolo maggiore sarà quello ci cercare di intervenire
volontariamente, di voler respirare in un certo modo. L’ansia ci porterà a fare qualcosa per calmare la respirazione ad ogni costo. Evitiamo ogni forzatura, non dobbiamo influire su quello che sta avvenendo ma solo osservare in silenzio. Lasciamoci respirare, permettiamo al respiro di controllare se stesso. Dobbiamo solo consentire all’aria di uscire e, quando i polmoni sono vuoti, permetterle di entrare. Questo è tutto. (Regi)

Osservare la mente

Fermatevi un attimo e mettetevi comodi. Osservate i pensieri che scorrono senza posa nella vostra testa. Fate attenzione a quello che state pensando. Basta questa semplice azione perché la mente rallenti e si calmi. Continuate con pazienza e tranquillità, e noterete una pausa che nasce tra un pensiero e l’altro, un intervallo che appare quando un pensiero finisce e prima che cominci il successivo. In questa pausa, in questa apertura, si trova quello che state cercando. Nascerà allora una qualche forma di quiete, di pace profonda, una sensazione di gioia che non ha motivi esterni. Nel momento in cui osservate i vostri pensieri vi rendete conto che non siete quello che avete sempre pensato d’essere. Siete qualcosa di diverso, di più grande, di più profondo. (Re)

Non dobbiamo far altro che spalancare gli occhi della mente e la verità verrà a galla. (W)

Attraverso l’osservazione di sé, automaticamente entra nella nostra vita una maggiore presenza. Nel momento in cui ci si rende conto di non essere presenti, si è presenti. Ogni volta che si può osservare la propria mente, non si è più intrappolati in essa. (Tolle)

Ogni volta che osservate la vostra mente,
non siete più intrappolati in essa.
È comparso un altro fattore,
qualcosa che non è della mente: la presenza testimone.

Avete mai osservato la vostra mente? Quando vi fate la doccia, una parte di voi s’insapona e un’altra viaggia lontano. Le mani
accarezzano il corpo e la mente si trova là dove vi condurranno gli impegni della giornata. Lo stesso accade per tutte le altre attività: quando mangiate o scendete le scale, mentre guidate l’auto o state passeggiando. Non siete mai presenti a quello che fate. Pensate sia il giusto modo di vivere? Il vostro tempo trascorre così, con una parte di voi sempre lontana dal luogo e dal momento in cui vi trovate. Camminate e non vedete l’azzurro del cielo, passeggiate e non notate i fiori dei giardini. Non percepite il profumo che vi porta il vento? Non vedete la gente che vi sta intorno? Credete di vivere e invece vi muovete nel sogno creato dalla mente. Passano i giorni, le settimane, i mesi, gli anni e vi sfugge l’unica cosa vera: il momento presente. (Re)

Perché accontentarsi delle solite cose
quando possiamo avere tutto? (Re)

Se vogliamo cambiare la nostra vita dobbiamo fare chiarezza nella mente, conoscere noi stessi e i processi mentali che poniamo in atto. La conoscenza di sé è un viaggio che dura tutta la vita; più andremo in profondità e maggiori saranno i frutti del nostro lavoro. Più entreremo in noi e più la mente diventerà calma e tranquilla. Non è una conoscenza che si possa acquisire leggendo libri o ascoltando le parole di un maestro, ma attraverso la continua osservazione della mente. Più diventeremo consapevoli dei nostri processi verbali, delle emozioni che attraversano il corpo e la mente, e maggiore sarà la pace che nascerà dentro di noi. In quel silenzio, in quella tranquillità, ciò che è eterno, ciò che si trova nelle profondità infinite della nostra coscienza, verrà alla luce. (Re)

Se la reazione o l’emozione si impadroniscono di voi,
voi diventate tale reazione o emozione.

Giustificate, date torto, attaccate, vi difendete.
Ma non siete voi,
è lo schema reattivo,
la mente nel suo attuale schema di sopravvivenza.

Questo mondo e gli esseri che lo abitano sono solo la superficie di un oceano le cui profondità non sono nemmeno immaginabili. Al di sotto del più sottile strato di ciò che noi chiamiamo realtà, esistono infiniti mondi e un oceano illimitato di possibilità. Perché non approfittarne? Perché non cerchiamo di raggiungere questo luogo meraviglioso? Non è difficile, basta calmare la mente e rallentare, almeno un po’, il flusso dei pensieri.

Entrate in profondità nell’Adesso.

State lasciando alle spalle il mondo privo di vita dell’astrazione mentale. State uscendo dalla mente folle che vi svuota di energia vitale.

Dimentica oggi le tue pene, le paure e le preoccupazioni, quella sensazione strana che ti fa sentire solo anche in mezzo alla gente. Non inseguire i desideri che si rincorrono nella mente, i rimpianti del passato e guarda questo cielo limpido, l’immensità che ti sovrasta, la miriade di stelle accese sulle rive della notte, e vedrai un immenso fiume di gioia scendere per te dall’immensità celeste. (Regi)

Attraete e manifestate quello che corrisponde al vostro Stato Interiore.

State in guardia dal sé falso e infelice, basato sull’identificazione con la mente. Egli sa che il Momento Presente è la sua morte e se ne sente minacciato. Farà tutto il possibile per tirarvene fuori. Cercherà di intrappolarvi nel tempo.

È la qualità della vostra consapevolezza di questo momento a determinare il tipo di futuro che vi aspetta. (T)

Non siete consapevoli degli alberi, della luce del sole? Non siete consapevoli del corvo che gracchia, del cane che abbaia? Non vedete il colore dei fiori, il movimento delle foglie, la gente che passa? Questa è consapevolezza esteriore… E come siete esternamente consapevoli, così potete anche essere interiormente consapevoli dei vostri pensieri e sentimenti, dei motivi che vi spingono, dei bisogni, dei pregiudizi, delle invidie, dell’ingordigia e dell’orgoglio dentro di voi. Se esteriormente siete davvero consapevoli si risveglierà in voi ben presto l’inizio di una consapevolezza interiore e allora diventerete sempre più consci delle vostre reazioni… Consapevolezza esterna e interna costituiscono un processo unitario che genera l’integrazione totale della comprensione umana. (Kris)

Il mondo è uno specchio che riflette fedelmente come siamo dentro di noi. Se osserviamo come ci comportiamo con le persone che ci sono più o meno vicine, impareremo molto su noi stessi. Potremo conoscerci meglio che non andando dal più famoso analista. Le persone che incontriamo per strada, i colleghi di lavoro, i familiari, i parenti e gli amici riflettono la nostra visione del mondo e le nostre convinzioni più profonde. Se sapremo guardare con pazienza e continuità, con onestà e senza preconcetti, conosceremo noi stessi. (Regi)

Fin tanto che la mente è in conflitto, biasima, resiste, condanna, non può esserci comprensione. (K)

Dio infonde la Sua vita e la Sua forza in tutte le creature, spingendole a usare quella vita e quella forza come vogliono perché Dio è il principio della fede e dell’amore. Quando l’uomo ha quella stessa fede e quello stesso amore per tutte le creature della sua mente, che sono gli stati della sua mente di attimo in attimo, allora entra in armonia con Dio. Infatti il regno dei cieli è dentro di noi – microcosmo del macrocosmo – e l’uomo trova la sua libertà attraverso la fede nel proprio universo, facendo sorgere il sole della sua accettazione sui malvagi e sui buoni… Perché i nostri veri maestri di saggezza non sono i savi e i loro scritti, ma le creature della nostra mente, gli dei e i demoni del pensiero e del sentimento e le loro reazioni al mondo esterno dell’esperienza. E di questi demoni il più nero di tutti è chiamato Lucifero, il portatore della luce, perché è fatto per mostrarci che c’è luce nelle tenebre non meno che nella luce. (Watts)

Ascoltare il SILENZIO

Un ingresso si apre in ogni momento.

Abbiamo sentito quel cane che abbaiava in lontananza? O
quell’automobile che passava? Ascoltiamo attentamente. Avvertiamo in questo la presenza del Non Manifestato? No? Cerchiamolo nel silenzio da cui provengono e a cui ritornano i suoni. Prestiamo più attenzione al silenzio che ai suoni. Prestare attenzione al silenzio esteriore crea silenzio interiore. Un ingresso si sta aprendo. (T)

Soltanto quando la mente sarà in perfetto silenzio,
soltanto allora,

l’ignoto potrà nascere.(K)

E quell’ignoto sarà la Realtà o, con altre parole, la Vita; noi stessi.(Re)

Ogni suono nasce dal silenzio, muore nel silenzio, ed è circondato dal silenzio. Il silenzio consente al suono di esistere. È una parte intrinseca ma non manifestata di ogni suono, ogni nota musicale, ogni canzone, ogni parola. Il Non Manifestato è presente in questo mondo come silenzio. Tutto ciò che dobbiamo fare è prestarvi attenzione. (T)

Quando perdete il contatto con la quiete interiore,
perdete il contatto con voi stessi.
Quando perdete il contatto con voi stessi,
vi perdete nel mondo.

Sediamoci sulla poltrona, chiudiamo gli occhi e ascoltiamo ogni suono che ci raggiunge. Le voci della gente che passa, il cinguettio dei passeri, il suono lontano delle campane, ed ecco giungere il silenzio. Affacciamoci alla sua porta e osserviamo lo splendore della sua bellezza. Il Silenzio è la porta sull’estate, la risposta a tutte le domande. Abbandoniamoci alla sua energia inimmaginabile perché è il creatore di tutti i mondi. Entriamo nella sua luce e tutte le paure svaniranno. (Re)

Quando diventate consapevoli del Silenzio,
entrate in uno stato
di quieta vigilanza interiore.
Siete presenti.
Avete fatto un passo fuori
da migliaia di anni di condizionamento umano collettivo.

Il mondo interiore è un’isola di pace, di gioia e di serenità; è un luogo più vasto e più vero di quello esterno. In esso vive una forza rimasta latente per tanti anni. Questa forza deve essere risvegliata dal suo lungo sonno affinché possa .guidare la nostra vita, facendole assumere finalmente un nuovo e più grande significato.

In questo momento il mondo e la vita intera giacciono malati. Se io fossi un medico e venissi consultato, il mio responso sarebbe: Create Silenzio. (Kierkegaard)

Vi siete mai seduti in silenzio senza fermare l’attenzione su una cosa qualsiasi, senza fare il minimo sforzo per concentrarvi, con una mente davvero calma? Se lo fate, potete ascoltare i rumori lontani e quelli vicinissimi a voi: siete in contatto coi suoni. Allora state veramente ascoltando. La vostra mente non si limita a funzionare attraverso un solo insufficiente canale. Quando ascoltate in questo modo, con grande tranquillità, senza sforzo, scoprite che dentro di voi avviene un cambiamento straordinario, un cambiamento che non dipende dalla vostra volontà e che si produce senza che voi lo chiediate; ed è un cambiamento che porta con sé l’immensa bellezza di una percezione profonda. (K)

Per trasformare la nostra vita, serve solo una mente calma e tranquilla. Quando la mente è immobile e non oppone alcuna resistenza, è possibile capire chi siamo veramente, la nostra natura divina. (K)

Il Silenzio e la Vastità si accompagnano. L’immensità del Silenzio è l’immensità della mente in cui non esiste centro.

Non è necessario che lasciate la vostra stanza. Restate seduti al vostro tavolo e ascoltate. Non dovete neanche ascoltare, aspettate e basta. Non aspettate nemmeno, restate calmi e appartati. Il mondo verrà a offrirsi liberamente a voi per essere smascherato. Si rotolerà ai vostri piedi in preda all’estasi. (Kafka)

So per certo che nel silenzio e nella solitudine in cima a un monte o nel folto di un bosco o in un’aperta pianura o anche nel fitto d’un nebbione, se per un istante cesso di far seguire la trafila dei pensieri e delle immagini della mente, giunge la liberazione. Mi basta trattenerla dolcemente, e tutto in me si rimuta, è come acquistassi un illimitato potere, perché null’altro desidero. Mi trovo alla radice del cosmo, immobile perché ogni cosa è come fosse mia, padrone perché tutto mi circonda mitemente, felice perché nulla di più potrei desiderare, e tutti questi aggettivi stonano, perché in realtà semplicemente sono. Sono l’essere. Sono immedesimato nel monte, nel bosco, nella pianura, nella foschia. (Elemire Zolla)

Avete mai ascoltato il canto di un uccello? Per poter ascoltare, la mente deve essere calma, una calma che non c’entra nulla col misticismo. Io vi parlo e voi, se volete ascoltarmi, dovete stare in silenzio; non potete farvi ronzare nella testa le idee più diverse. Quando guardate un fiore, guardatelo senza dargli un nome, senza classificarlo, senza stabilire a quale specie appartenga; solo così potete guardarlo veramente. Ma farlo è una delle cose più difficili, proprio come è estremamente difficile saper ascoltare: ascoltare un comunista, un socialista, un politico, un capitalista; oppure vostra moglie, i vostri figli, il vostro vicino, il conducente dell’autobus, il canto di un uccello. Potete ascoltare con estrema semplicità solo quando non date spazio a un’idea o a un pensiero: allora può esserci contatto diretto; e quando siete in contatto, capite se quello che vi dicono è vero o falso. Non avete bisogno di discutere. (K)

Le parole dicono pietra e acqua e quindi i pensieri sono duri e molli. Ma non ci sono parole per ciò che viene prima delle parole, né pensieri per ciò che viene prima dei pensieri. Nel silenzio che precede il momento in cui le parole vengono pronunciate, e nel vuoto che precede il concepimento dei pensieri, c’è qualcosa che non può essere detto, che non può essere pensato. Ecco perché le parole e i pensieri non bastano mai. (da Tao barca)

Percepire lo Spazio Vuoto

Come non può esistere suono senza il silenzio, niente può esistere senza il nulla, senza lo spazio vuoto che gli consenta di esistere. Ogni oggetto o corpo fisico è venuto dal nulla, è circondato dal nulla e prima o poi ritornerà nel nulla. Perfino dentro ogni corpo fisico vi è molto più nulla che qualcosa. Perfino la materia solida, compreso il nostro corpo fisico, è quasi tutta “spazio vuoto”. “La forma è vuoto, il vuoto è la forma” afferma il Sutra del cuore.

L’essenza di tutte le cose è il vuoto. (T)

Il Non Manifestato non è presente in questo mondo soltanto come silenzio; permea anche l’intero universo fisico come spazio, interiore ed esteriore. Anche di questo è difficile accorgersi. Ognuno presta attenzione alle cose nello spazio, ma chi presta attenzione allo spazio in sé? (T)

Ma non facciamo del “nulla” un qualcosa. Nel momento in cui pensiamo che il nulla sia qualcosa, l’abbiamo perso. Il nulla è la comparsa del Non Manifestato come fenomeno esteriorizzato. Esso non può diventare oggetto di conoscenza (convenzionale o comunque verbale). (T)

Il “Nulla” può diventare un ingresso al Non manifestato
soltanto se non cerchiamo di afferrarlo o capirlo.

Lo spazio non ha esistenza, non si può capire. Ma sebbene in sé non abbia esistenza, consente ad ogni altra cosa di esistere. Allora cosa avviene se noi distogliamo l’attenzione dagli oggetti presenti nello spazio e diventiamo consapevoli dello spazio in sé? Qual è l’essenza di questa stanza? Lo spazio, naturalmente, lo spazio vuoto. Senza di esso non vi sarebbe “stanza”.

Poiché lo spazio è “nulla”, possiamo dire che ciò che non c’è è più importante di ciò che è.

Non pensiamoci. Percepiamolo, solo. Prestiamo attenzione al “nulla”. Così facendo dentro di noi ha luogo uno spostamento di consapevolezza. L’equivalente interiore degli oggetti nello spazio (mobili, persone, stanza) sono i nostri oggetti mentali: pensieri ed emozioni. (T)

Oggetti nello spazio  pensieri, emozioni.

L’equivalente interiore dello spazio è la consapevolezza che consente agli oggetti mentali di esistere, come lo spazio consente a tutte le cose di esistere.

Spazio esteriore  consapevolezza, presenza.

Se distogliamo l’attenzione dalle cose, automaticamente distogliamo l’ettenzione anche dagli oggetti mentali. Non possiamo pensare e allo stesso tempo essere consapevoli dello spazio o, se è per questo, del silenzio.

Diventando consapevoli dello spazio vuoto attorno a noi, nello stesso tempo diventiamo consapevoli dello spazio di assenza di mente, della consapevolezza pura: il Non Manifestato. Ecco come la contemplazione dello spazio può diventare un ingresso. (T)

Spazio e silenzio sono due aspetti della stessa cosa, dello stesso nulla. Sono un’esteriorizzazione dello spazio interiore, che è la quiete: il grembo infinitamente creativo di ogni esistenza. La maggior parte degli esseri umani è completamente inconsapevole di questa dimensione. (T)

Senza spazio interiore, non vi è quiete.

Mi piace stupirmi davanti all’immensità del lago. La chiara distesa delle sue acque rammenta la calma e la serenità di cui è colmo l’universo. E come il cielo si specchia nella sua vastità, così il mondo si riflette nella mia anima. Quando i pensieri si fermano e il silenzio emerge dalle profondità interiori, ecco che appare, anche solo per pochi istanti, la forza che fa tremare di gioia ogni atomo dell’universo. (Re)

Se non vi fosse nient’altro che silenzio, per noi non esisterebbe; non sapremmo che cosa sia. Soltanto quando compare il suono nasce anche il silenzio. Analogamente, se vi fosse soltanto lo spazio senza alcun oggetto nello spazio, per noi non esisterebbe. Lo spazio nasce nel momento in cui l’Uno diventa due, e quando “due” diventano le “diecimila cose”, come Lao Tzu chiama il mondo manifestato, lo spazio diventa sempre più vasto. Per cui il mondo e lo spazio nascono contemporaneamente.

Prima del “Big Bang” non vi era uno spazio vuoto in attesa d’essere riempito. Non vi era spazio, come non vi era alcuna cosa. Vi era soltanto il Non Manifestato, l’Uno. Quando l’Uno diventò le “diecimila cose”, all’improvviso lo spazio sembrò essere lì e consentì al molteplice di esistere. Da dove è arrivato? È stato creato da Dio per sistemarvi l’universo? Naturalmente no! Lo spazio è nulla, per cui non è mai stato creato.

Usciamo in una notte limpida e osserviamo il cielo. Subito ci apparirà l’imponente infinità dello spazio, la profondità e la quiete che consentono a questa magnificenza di esistere. Niente potrebbe essere più imponente e maestoso dell’inconcepibile vastità e quiete dello spazio, eppure che cos’è questo? Un vuoto, un enorme vuoto. (T)

Noi siamo il largo Spazio che permette ad ogni cosa di esistere, siamo la profondità infinita da cui emergono le forme e gli eventi della Vita.

Ciò che ci appare come spazio nel nostro universo percepito attraverso la mente e i sensi è il Non Manifestato, esteriorizzato. È il corpo di Dio. E il miracolo più grande è questo: quella tranquilla vastità che consente all’universo di esistere non è soltanto fuori nello spazio, è anche dentro di noi. Quando siamo completamente e totalmente presenti, la incontriamo come spazio tranquillo interiore dell’assenza di mente.

Dentro di noi è vasto in profondità, non in estensione. L’estensione spaziale è in definitiva una percezione errata della profondità infinita, un attributo dell’unica realtà trascendente. (T)

Mentre lo spazio è il regno tranquillo e infinitamente profondo della assenza di mente, l’equivalente interiore del tempo è la presenza, la consapevolezza dell’adesso eterno.

Rammentiamo che non vi è distinzione tra noi e loro. Quindi lo scopo ultimo del mondo non sta dentro il mondo ma nel trascendere il mondo. Così come noi non saremmo consapevoli dello spazio se non vi fossero oggetti in esso, il mondo è necessario per la realizzazione del Non Manifestato. Infatti i buddisti dicono: “Se non vi fosse illusione non vi sarebbe illuminazione”.

È attraverso il mondo e in definitiva attraverso di noi che il Non Manifestato conosce se stesso. Noi siamo qui per consentire al divino scopo dell’universo di manifestarsi. Ecco quanto siamo importanti!

Sapete che cos’è lo spazio. In questa stanza c’è spazio. Spazio è la distanza che dovete percorrere per arrivare a casa vostra, è la distanza tra il ponte e la vostra casa, tra questa riva e l’altra riva del fiume. Ora, c’è spazio nella vostra mente? Oppure la vostra mente e così affollata che non ha più alcuno spazio? Se nella vostra mente c’è spazio, in quello spazio c’è silenzio e da quel silenzio proviene ogni altra cosa, perché in quel silenzio potete ascoltare, potete fare attenzione senza opporre la minima resistenza. Per questo è molto importante che nella mente ci sia spazio. Se la mente non è affollata, non è occupata senza sosta dal pensiero, allora può ascoltare il cane che abbaia, il rumore del treno che passa su quel ponte lontano ed essere anche pienamente consapevole di quello che una persona sta dicendo qui. Allora la mente e viva, non è morta. (K)

Chi siamo

Chi siamo veramente? Questa è la domanda più importante che possiamo farci, ma la sola che non troverà risposta. La nostra realtà è così grande che nessuna mente potrà mai comprenderla. Siamo formati da una parte materiale e da una spirituale, dal corpo e dall’anima. Una parte di noi partecipa attivamente alla vita mentre l’altra osserva in silenzio. In verità, la nostra natura si trova oltre questo mondo materiale, in un luogo dove la ragione non può entrare. Siamo al di là degli opposti. Siamo l’ordine e il disordine, la luce e le tenebre, il giorno e la notte, il bene e il male, siamo l’essere e il non essere. Non è meraviglioso!? (Re)

Al di là dell’ego vi è la vostra vera natura. Essa è impavida, libera, non teme le critiche né le sfide. Non è inferiore né superiore a nessuno; è piena di magia, di mistero, d’incanto. Il contatto con la vera essenza dell’essere permette di comprendere a fondo la natura dei veri rapporti, che sono il riflesso di quello che si ha con se stessi. (Chopra)

Voi siete l’Assoluto, voi siete il Sentiero, voi siete in ogni albero del giardino, in ogni pianta, in ogni creatura. Se voi comprendeste ciò dovreste ubbidire soltanto a quella voce, che è dentro di voi. … Allora, non soltanto riceverete, ma avrete anche il potere di dare. (J. Krishnamurti)

L’uomo è un tappeto per il gioco delle forze di tutto l’universo, che circola in lui in una corrente che è la forza che sta dietro tutti i suoi pensieri e le sue azioni, che anzi, è più veramente il sé dell’uomo che non il suo corpo o la sua mente, suoi strumenti. (Watts)

L’Adesso, al livello più profondo,
è inseparabile da chi siete voi.

Dobbiamo dunque riesaminare la nostra posizione. Forse lo stupore umano di fronte alla vastità dello spazio non è che la meraviglia dell’uomo di fronte a se stesso. (Watts)

La quiete è la vostra natura essenziale.

Che cosa è la quiete?
È lo spazio interiore o la Consapevolezza
nella quale le parole di questa pagina sono percepite
e diventano pensieri.

Senza questa Consapevolezza non ci sarebbe percezione
non vi sarebbero pensieri
non ci sarebbe il mondo.

Voi siete quella Consapevolezza, camuffata da persona.

Tutta la miseria del pianeta ha origine dal senso personalizzato del o del . Questo nasconde l’essenza di chi siete voi. Quando siete inconsapevoli di quell’essenza interiore, finite per creare sempre e solo miseria. È proprio così semplice. Quando non sapete chi siete, al posto del vostro bellissimo Essere Divino, create un sostituto fatto dalla mente e vi attaccate a quel sé timoroso e bisognoso. (Tolle)

I nostri occhi sono le aperture
attraverso le quali
l’universo è consapevole di se stesso. (Watts)

Quando una persona si dimentica di possedere l’anima e non rammenta che la sua fonte affonda le radici nell’Essere eterno, ne deriva la separazione, a cui fanno seguito tutti gli altri dolori e tormenti. (Chopra)

Voi non avete una vita, voi siete Vita.

L’unica Vita, l’unica Consapevolezza che pervade l’intero universo e prende temporaneamente forma, per sperimentare se stessa, come pietra o come filo d’erba, come animale o come persona, come stella o galassia. Potete sentire profondamente dentro di voi che questo lo sapete già? Potete sentire che siete già Questo? (T)

Quando non ci attacchiamo al mondo e non abbiamo più un atteggiamento ostile nei suoi confronti, ci rendiamo conto che il mondo è noi stessi. (Watts)

condizione di fare da confine tra la terra e il cielo. Il corpo e la mente sono al di qua e la nostra Vera Natura (Consapevolezza) al di là di quello che conosciamo.

Siamo la porta che conduce dalla terra del dolore e della separazione a quella della beatitudine. E questa porta è il cuore. Con esso possiamo passare da una parte all’altra a nostro piacimento, scegliere tra l’inferno e il paradiso. Questa è la libertà che ci è stata data. (Re)

Il regno di Dio è dentro di voi. (Luca 17:21)

Nelle profondità del cuore esiste un luogo dove dimora l’anima, lo spirito. Alla periferia si trova l’ego, la maschera che abbiamo assunto per vivere nella società, ma al centro siamo pura
consapevolezza, siamo l’esistenza, la vita. Dentro di noi abita un essere meraviglioso, ma per conoscerlo dobbiamo attraversare gli strati più esterni della nostra mente. (Re)

Questo viaggio ci costerà fatica perché ci costringerà ad incontrare tutte le negatività che si sono depositate in noi durante l’intera esistenza. Ma accadrà una cosa bellissima: ogni negatività che porteremo alla luce svanirà subito nel nulla dal quale è venuta. (Re)

Solo quando avremo affrontato tutte le paure
raggiungeremo il centro.

Se avremo pazienza, se persisteremo nella ricerca, se avremo fiducia nella vita, alla fine troveremo la verità. In superficie siamo il mondo e al centro siamo Dio. All’esterno apparteniamo al mondo ma al centro siamo l’Essere, l’intelligenza che pervade ogni atomo dell’universo, la Vita stessa. In superficie siamo la mente e al centro siamo la divinità. Dobbiamo solo lasciarla emergere.

Incontreremo allora la bellezza che non ha contrari, l’innocenza, la gioia e il potere di influire sulla realtà. Basterà raggiungere il centro per cambiare il mondo che ci circonda. Vale la pena di tentare. (Re)

La quiete è intelligenza in se stessa,
la Coscienza

dalla quale nasce ogni forma.

Come può essere separata da voi?

È l’essenza di tutte le galassie e di tutti i fili d’erba
di tutti i fiori, gli alberi, gli uccelli
e di tutte le altre forme.

là ma anche in profondità all’interno di ogni forma in quanto sua essenza intima invisibile e indistruttibile. Ciò significa che è accessibile a noi adesso in quanto nostro sé più profondo, nostra vera natura. Ma non dobbiamo cercare di afferrarlo con la mente. Non dobbiamo cercare di capirlo. Possiamo conoscerlo soltanto quando la mente è tranquilla. Quando siamo presenti, pienamente e intensamente nell’adesso, l’Essere può venire percepito, ma non può mai essere capito mentalmente. Riacquistare la consapevolezza dell’Essere e dimorare in quello stato di comprensione intuitiva è l’illuminazione. (Tolle)

(La Vita) è la mia grande recita. E se devo mettere in scena qualcosa, metterò in scena il più grande spettacolo e dirò: “Al diavolo tutte le chiacchiere, so benissimo che sono impermanente, che sono una manifestazione precaria di un mistero al di là di ogni comprensione” E questo è quello che voglio. Sono una manifestazione della sostanza stessa dell’Universo, che è ciò che tutti gli uomini chiamano Dio, Atman o Brahman. E penso che sia fantastico saperlo. È fantastico sapere che non è solo una teoria, ma è una sensazione positiva e reale dentro di me. (W)

Dentro di noi, nella parte più profonda del cuore, esiste un cielo più grande, azzurro e sereno di quello che si trova sopra di noi. I due cieli sembrano diversi, separati tra loro, ma in realtà sono una sola grande immensità senza limiti. Comprende tutto quello che c’è e quello che non c’è. Questo cielo infinito e senza confini, parte dentro di noi e parte fuori, racchiude il mondo materiale e quello spirituale, il corpo e l’anima. E noi siamo la porta, siamo la soglia che separa i due universi ma che, nello stesso tempo, li unisce. Ci hai pensato? È una cosa meravigliosa! Non siamo il corpo in cui viviamo o la mente nella quale ci identifichiamo; siamo qualcosa di più, molto di più. (Re)

Sono la profondità infinita da cui tutti i mondi

Emergono.

Oltre ogni forma

per sempre immobile.

Così io sono. (Ashtavakra Gita)

Siamo la porta che collega la materia allo spirito, la soglia che unisce il momentaneo e mutevole con ciò che è eterno e immutabile. Siamo la strada che conduce al paradiso. E quando ne saremo convinti, potremo compiere un viaggio meraviglioso. Non una semplice escursione in Africa o sul Tibet, ma il più grande, avventuroso e magnifico viaggio che poche persone hanno compiuto.

Potremo raggiungere il luogo
dove il dolore e la noia sono stati banditi.

In quei lidi lontani e tuttavia vicinissimi, potremo scoprire la nostra natura divina. Potremo finalmente incontrare noi stessi e portare alla luce l’altra parte di noi, ciò che abbiamo sempre cercato e non siamo mai riusciti a trovare. (Re)

Nella casa, così poco nota della nostra vita, non nel sottosuolo come molti credono, ma in stanze lontane che noi visitiamo raramente, dimora un Essere misterioso, metà genio (poiché può compiere cose meravigliose) e metà schiavo (perché realizza senza opposizione ciascun pensiero e ciascuna indicazione che gli facciamo pervenire). (Alice Baird)

Ma l’eterno che è in te

conosce l’eternità della vita

e sa che ieri

è il ricordare di oggi

e domani

è il sognare di ora

e ciò che in te canta e contempla

è ancora racchiuso

in quell’attimo

che ha disseminato

il cielo di stelle.

(Kahlil Gibran)

Noi non siamo i nostri pensieri, le emozioni che ci attraversano, le percezioni dei sensi e nemmeno le nostre esperienze. Non siamo il contenuto della nostra vita. Noi siamo la Vita. Siamo l’ampio spazio nel quale tutte le cose avvengono. Dentro di noi si trova l’intero universo. E questo è veramente confortante. (Regi)

Colui che abita negli spazi infiniti è seduto qui nella nostra stanza, e non solo infonde in noi la sua intelligenza, ma attraverso noi continua a creare, diffondendo la sua forza, guidando in ogni momento le nostre menti per vie diverse … facendo … di ognuno di noi, un corpo solo. Come il sole, la luna e le stelle sono frutto di una creazione senza fine, così la presenza di Dio in mezzo a noi non avrà mai termine. E scopriremo la gioia inestimabile di questa certezza. (R. Tagore)

La vita è un continuo alternarsi degli opposti che governano il mondo. Il chiaro diventa scuro, la notte si alterna al giorno, la gioia si trasforma in dolore e così per ogni altro aspetto. Ma c’è qualcosa che non cambia mai, che rimane indistruttibile ed eterna, forte e splendida, ed è la nostra Natura Divina. Se troviamo il modo di comunicare con le nostre profondità interiori tutto diventa facile, il dolore sopportabile e si scopre che anche nelle tenebre si nasconde una infinità di luce. (Re)

siamo i piccoli svolazzi ai suoi confini, tutti connessi l’uno con l’altro. In seguito all’esplosione primordiale ci stiamo ancora espandendo e questa esplosione, in un certo senso, è dentro di noi e noi la stiamo ancora manifestando. (Watts)

Gli atomi che formano il nostro corpo sono stati forgiati nel cuore di stelle antichissime apparse molto prima del Sole. Per questo, siamo più antichi delle Montagne e di ogni stella che splende in Cielo. (Regi)

Qualsiasi cosa tocchiamo (inclusi noi stessi) è incredibilmente antica. Ogni cosa risale all’inizio dei tempi, e così, se la nostra mente si risveglia, vedremo improvvisamente che tutti gli amici che abbiamo in realtà sono incredibilmente antichi. Non intendo dire antichi nel senso di vecchi, ma antichi come gli angeli, come esseri eterni che sono sempre esistiti, fin dall’inizio. (Watts)

La Virtù e il Potere

I principi fondamentali della filosofia taoista sono: il Tao (il corso della natura); wu-wei (non forzare, il carattere della natura è simile all’acqua che scorre); il tè (il potere apparentemente magico che deriva dal seguire la via dell’acqua che scorre e dallo scegliere la via di minor resistenza). Seguire la via dell’acqua che scorre denota sempre un ordine di intelligenza superiore, perché è più saggio andare in barca a vela piuttosto che remare. (W)

Quando un uomo ha imparato ad abbandonare la sua mente, così che essa funzioni in modo integrale e spontaneo che è ad essa connaturale, egli comincia a mostrare lo speciale tipo di “virtù” o “facoltà” chiamata te. Questa non è virtù nel senso corrente di rettitudine morale, ma nel senso più antico di efficacia, come quando si parla delle virtù curative di una pianta. Inoltre il te è virtù non-affettata o spontanea, che non si può coltivare o imitare con un metodo
deliberato. (Watts)

Tao è soltanto un nome per quello che avviene

Eppure il Tao è la più certa ed ultima realtà ed energia
dell’universo, il terreno dell’essere e del non-essere. (Watts)

Il Tao è il corso, la corrente, il lasciarsi andare, o il processo della natura, ed io lo chiamo la Via dell’acqua che scorre perché sia Lao-tzu che Chuang-tzu usano come metafora principale di questo lo scorrere dell’acqua. Il Tao non può essere definito a parole e non è né un’idea né un concetto. Tuttavia, come dice Chuang­tzu, “Può essere raggiunto ma non può essere visto”, o, in altre parole, sentito ma non concepito, intuito ma non categorizzato, divinato ma non spiegato. (Watts)

Il “te” è l’impensabile ingegnosità e facoltà creativa della funzione spontanea e naturale dell’uomo: facoltà che s’inceppa quando ci si sforza di dominarla in base a metodi e tecniche formali. (A. Watts)

La cultura del taoismo e dello zen

offre all’individuo di diventare l’origine inconsapevole
di meravigliosi accidenti. (Watts)

L’equilibrio si sposta quando ci rendiamo conto di poter soddisfare da soli le nostre necessità, e scopriamo che non ci serve un Dio che se ne sta lassù e ci dona pace e saggezza: la nostra corteccia celebrale contiene un meccanismo capace di creare tali condizioni. (Chopra)

Il te è la realizzazione o l’espressione del Tao nella vita reale, ma ciò non vuol dire virtù nel senso di rettitudine morale. È piuttosto come quando parliamo delle virtù salutari di una pianta, che possiede connotazioni di potenza o persino doti magiche, quando per magico si intendono eventi meravigliosi e felici che avvengono spontaneamente.

Il principio fondamentale dell’universo è la sorpresa: la spontaneità e la sorpresa sono il principio del Tao.

Questo significa compiere un miracolo senza fare niente,
senza pianificarlo. (W)

Io sono il campo, tu sei il campo e tutto è il campo. Nonostante l’infinita potenza del campo, non è necessario un gran balzo per controllarlo, lo facciamo ogni volta che abbiamo un pensiero. Ma per ottenere il vero dominio, per far si che i nostri desideri più profondi si realizzino, dobbiamo impegnarci a raggiungere uno stato più elevato di coscienza. Come tutte le forze della natura, la forza della consapevolezza può essere debole o potente. E’ più forte in quelle persone le cui menti si sono identificate col campo, più debole in coloro le cui menti sono incagliate sulla superficie della vita. Quindi, identificarsi completamente con il campo è una definizione pratica di ciò che significa essere illuminati. Solo allora gli ostacoli della realtà locale scompaiono e si diviene finalmente liberi di unirsi al gioco creativo dell’universo. Quando le persone scoprono che i loro desideri cominciano ad avverarsi, nonostante la realtà prevista fosse un’altra, l’improvviso influsso del potere porta con sé emozioni sfrenate; le persone esultano: si sentono fuse con il cuore stesso della natura. La paura diventa insignificante, sostituita con immenso sollievo dalla vera semplicità della vita. la chiave è proprio la semplicità. (Chopra)

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