L’unità

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Lunità

di Christina Feldman

Traduzione di Chandra Candiani

Oggi, vorrei riflettere sul tema dellunità e vorrei cominciare con una breve poesia del grande maestro cinese Li Po:

Gli uccelli sono spariti nel cielo
e ora svanisce lultima nuvola.
Ci sediamo insieme
la montagna e io
finché solo la montagna
rimane.

La ricerca dellunità mi sembra un tema che attraversa tutta la nostra vita. Una delle più grandi sofferenze che sperimentiamo, come esseri umani, è la sofferenza di sentirsi separati, isolati, o esclusi. È un dolore che ha le sue radici nella solitudine, nella paura e
nellimbarazzo. Quando ci sentiamo isolati o non in contatto, questo senso di separazione può esprimersi in varie forme dansia, e cerchiamo di porre fine a questa sofferenza attraverso la ricerca di unità, nella relazione o nellintimità, con gli altri, con la natura, con noi stessi.

Una delle più grandi fonti di gioia che sperimentiamo, come esseri umani, sono i momenti in cui abbiamo un barlume di unione. Quando scompare la separazione, prende il suo posto una profonda intimità e connessione. Questi barlumi di unione possiamo ritrovarli nelle stesse situazioni in cui sperimentiamo la separazione: nelle nostre relazioni con gli altri, nella natura, con noi stessi. E nei momenti in cui vi è un bagliore di unione, è presente la sensazione che quello che sta accadendo ci basti, sia sufficiente, non manca niente, nulla da conquistare o a cui aspirare.

Non abbiamo bisogno di situazioni speciali per incontrare questi barlumi di unione. Possono accadere in momenti di vera semplicità. E quando avvengono, sono momenti che ci dànno ispirazione e ci fanno intravedere una possibilità. La meditazione riverbera spesso la ricerca di unione.

Nella meditazione vengono sottolineate due dimensioni di unità: cè lunione che nasce dallo sviluppo di unattenzione chiara e saggia nel presente, ed è la qualità di unione che nasce dalla concentrazione; e vi è unaltra dimensione di unione e non separazione che nasce dalla comprensione intuitiva.

Nella pratica di meditazione, sviluppiamo entrambe le dimensioni di unità. Riapprendiamo e riscopriamo la piena attenzione, e insieme approfondiamo la saggezza, lasciando cadere la confusione e i fraintendimenti. Ora, lunione della concentrazione e lunione della visione profonda non sono esattamente le stesse.

Penso che nessuno potrebbe affermare che la concentrazione è di per sé liberante, non è nemmeno un pre-requisito per la visione profonda, tuttavia è connessa allo sviluppo della comprensione intuitiva o visione profonda. Il Buddha creò questa immagine ternaria: sulla bontà del cuore si costruisce lattenzione saggia; sullattenzione saggia si edifica la comprensione profonda.

Ci sono alcuni temi paralleli presenti sia nellunione sviluppata attraverso la concentrazione, sia nellunione della comprensione intuitiva, perché sia la concentrazione che la visione intuitiva comportano il lasciar cadere e abbandonare la frammentazione, il distanziarci, la resistenza. Sia la concentrazione che la comprensione intuitiva coinvolgono lessere pienamente nel momento presente.

Quando cominciamo a coltivare e a sviluppare la pratica meditativa, quello che sviluppiamo è lattenzione saggia. È un processo di avvicinamento, sempre più intimo, al momento presente, imparando a vedere le cose così come sono, con grande semplicità, senza
aggiungere, né togliere niente. Allora, quando respiriamo,
semplicemente respiriamo; quando ascoltiamo, semplicemente ascoltiamo. In questa piena attenzione, il mondo delle associazioni, delle preferenze, delle simpatie e antipatie, comincia a tramontare.

Al Buddha una volta fu chiesto: “Come si riconosce un illuminato da un non illuminato?”. Il Buddha rispose con questo esempio: immagina una persona che cammina attraverso un campo, dove si trova un arciere che gli scaglia una freccia e la persona rimane ferita a una gamba. Allora, che la persona sia illuminata o non lo sia, sentirà male. Ma si può notare la differenza, se quella persona, guardando in su, vede larciere che sta per lanciare unaltra freccia. La persona non illuminata dirà: “So che anche questa freccia mi colpirà, so esattamente quanto mi farà male e quanto grande sarà la ferita”, e via dicendo tutte le storie che nella sua mente potrebbero sorgere. Mentre lilluminato, probabilmente, se ne andrà dal campo.

Ora, questa qualità di piena attenzione è qualcosa che possiamo addestrare e che si attua attraverso lo sforzo saggio, la felicità e la chiara intenzione; attraverso questi fattori, mente e corpo pervengono a uno stato di calma, di silenzio, e di benessere.

Tutte le pratiche di attenzione saggia sono essenzialmente pratiche che diminuiscono il senso di distanza e di isolamento. Dovendo attraversare strati di resistenza, strati delle nostre storie, e di irrequietezza, alcuni hanno difficoltà a coltivare lattenzione saggia; tendono ad avere una visione gerarchica e a pensare che la concentrazione non sia molto importante. Talvolta questa resistenza sorge semplicemente perché la concentrazione necessita di molto sforzo e energia: come avrete visto in questi giorni, coltivare lattenzione saggia richiede unimmensa dedizione. È vero che la mente non attenta può avere molte comprensioni intuitive, ma molto spesso rimangono a livello del pensiero, senza avere potere trasformante.

In inglese abbiamo il detto: lignoranza è beatitudine. Penso che sia stato inventato da qualcuno che aveva molte intuizioni, ma non abbastanza concentrazione. Noi ci vediamo cadere e ricadere sempre nello stesso buco, e questa esperienza, alla fine, crea frustrazione: frustrazione di essere prigionieri delle nostre abitudini che causano sofferenza, labitudine allindugio, le ossessioni, o le simpatie e antipatie.

Non cè necessariamente mancanza di visione profonda in tutto questo, ma quello che manca è la calma necessaria che permette a queste visioni profonde di penetrare a livello cellulare, dove la
comprensione è sufficientemente forte da sradicare labitudine alla confusione. Queste abitudini di confusione richiedono veramente lattenzione saggia.

Lattenzione saggia provvede un ambiente interiore di calma e benessere, dove la comprensione può toccarci in profondità.
Lattenzione saggia è un antidoto alla frammentazione, che consiste nella sensazione di essere persi senza fine nei nostri pensieri riguardo la realtà, pensieri che spesso ci conducono a smarrirci in storie e costruzioni molto drammatiche.

Quando ho cominciato a insegnare, uno dei primi ritiri che ho condotto era nella foresta tropicale in Australia. Avendo vissuto a lungo in Asia, mi vedevo come una persona forte e stabile, ma gli Australiani sono gente davvero solida. Quando per la prima volta entrai nella foresta tropicale, dovera situato il centro, mi accorsi ben presto di quanti animali selvaggi vivano nella foresta. Devi camminare molto consapevolmente sul sentiero, perché i serpenti velenosi amano dormirvi. Non puoi camminare nella foresta, senza che qualche sanguisuga ti cada sopra e ti si attacchi addosso. E cerano enormi, gigantesche lucertole che sembravano coccodrilli. Tutti gli
australiani mi dicevano: “Sono animali selvaggi molto mansueti, non ti faranno del male”. E dicevano: “È solo una lucertola!”, ma io ero sicura che fosse un coccodrillo quello che cadeva dagli alberi.

E poi la capanna nella foresta: costruiscono le capanne senza porte. Durante la notte, tutti gli animali selvaggi, che di solito stanno fuori, entrano dentro. Chiaramente, stando sdraiati a letto, sul pavimento, senza elettricità, ci si può solo immaginare cosa sia entrato. E io giacevo lì, aspettando di essere mangiata da un coccodrillo o che un serpente mi si avvitasse intorno al collo.

Dopo essere rimasta nella morsa del panico per alcune notti, mi venne in mente che la vera chiave per avere a che fare con tutto questo poteva essere lattenzione saggia. Cera un intervallo vuoto, tra i suoni che sentivo e la storia che immaginavo a riguardo, e non era certo possibile trovare rifugio nella storia; ma ascoltare un suono solo come un suono, questo era un rifugio.

Mi vengono in mente quei meravigliosi versi cinesi che dicono:

la grande Via non è difficile
per coloro che non hanno preferenze.

Quello che la saggia attenzione fa è demolire labitudine di allontanarsi da ciò che è, perché labitudine di abbandonare ciò che cè è anche labitudine di creare separazione e distanza. Quindi, noi nella pratica impariamo a ritornare sempre di nuovo, in virtù dellunione, a questo momento. E ogni volta che torniamo al respiro, ogni volta che iniziamo di nuovo, stiamo anche imparando la profonda lezione del lasciar andare. Lasciar andare la frammentazione, la divisione, lindugio. Ci addestriamo nella semplicità e nella calma. Tutto questo coltiva il fattore dellunità.

È detto che nel campo della concentrazione ci sono cinque fattori di sviluppo dellunione o dellassorbimento. Sono: attenzione applicata, attenzione sostenuta, rapimento, felicità, e unità. Il primo fattore, lattenzione applicata, è quello che pratichiamo qui. È quello da cui partiamo: portiamo lattenzione, ancora, sempre di nuovo, al momento presente. E questo ci avvicina, e avvicinandoci, essendo più vicini al respiro, siamo più vicini al momento presente.

Inoltre, constatiamo che la nostra attenzione è spesso riluttante a rilassarsi in questa unità. Perdiamo interesse nel respiro, ci annoiamo, lattenzione viene presa in ostaggio da qualcosaltro che sta accadendo, o si perde nelle reazioni a quello che avviene. Diamo qualche occhiata di sfuggita al respiro, ma sembra che ci sia molto altro che si frappone: suoni, pensieri, sensazioni del corpo, tutte cose che si intromettono. Allinizio, ci troviamo a cercare di spingere via tutto questo, reagiamo, e trattiamo tutto come
distrazione, ma così facendo diventiamo più tesi, e aumenta la resistenza.

Più avanti, cominciamo a vedere che la coltivazione dellunità deve includere tutto. Così, invece di lamentarci, o resistere, o lottare con i suoni e le sensazioni, scopriamo che possiamo portare la stessa attenzione saggia a tutto quanto. E invece di perderci o di diventare reattivi, impariamo a sostenere tutto quello che sorge, con
unattenzione calma e gentile; e vediamo che la forza della nostra attenzione sta nellilluminare tutto quello che cè. E quando tutto è illuminato dallattenzione saggia, non esistono ostacoli.

In questa calma, ci spostiamo dallattenzione applicata allattenzione sostenuta. Quando la mente e il corpo cominciano a integrarsi, e riposano in un senso di felicità e benessere, non cè bisogno di molto sforzo per essere presenti, perché scopriamo che essere presenti, svegli e attenti è di fatto un aspetto della felicità.

Quando arriviamo a unattenzione naturale e senza sforzo, riposiamo nel respiro: il respiro respira se stesso, cè il semplice ascoltare, il solo camminare. Questa è detta attenzione sostenuta, perché è semplice riposare nel momento presente.

Allinterno dellattenzione sostenuta, sorge il rapimento, un profondo e intenso senso di beatitudine, che pervade la mente e il corpo, e accade un grande silenzio. Questo senso di rapimento diventa più calmo e si muta in una forma molto quieta e silenziosa di felicità; e la felicità è ciò che dà origine allunione o assorbimento. Questo è lo sviluppo della concentrazione.

Non lho esposto per deprimervi con pensieri su quanto distanti siate dallunione, ma per comprendere che cè un intero percorso di sviluppo allinterno del sentiero della concentrazione. E la felicità è un aspetto importantissimo dello sviluppo della concentrazione. Si dice che nella mente di felicità, lattenzione trova il suo vero
fondamento.

Gli stati di unione che si raggiungono attraverso la concentrazione sono temporanei, dipendono da certi fattori: energia, tempo, sforzo. Ma, anche se gli stati di concentrazione sono temporanei, da essi nascono benefici e comprensioni durevoli. Vorrei menzionare alcuni di questi benefici. Prima di tutto, la scoperta di una qualità di felicità interiore, profonda e intensa, che non dipende da ciò che riceviamo attraverso i sensi; non è qualcosa che acquisiamo, otteniamo, o raggiungiamo.

Nella scoperta di questa qualità di felicità interiore, cè una profonda comprensione del fatto che non si può, altrimenti,
raggiungere uno stato piacevole comparabile a questo. E questa comprensione cambia la nostra relazione con il mondo: diminuisce la tendenza allattaccamento e allavversione, spezza lossessione ad acquisire e a liberarsi da.

Nel benessere di questi stati di concentrazione, troviamo un vero grande silenzio. E scopriamo che amiamo essere presenti, e, per questo, la mente tende a perdere la sua dipendenza e infatuazione per il mondo dellessere perennemente indaffarati, dellagitazione e della fantasia; tende a perdere la dipendenza dallansia e dallindugio, ed emerge la sua capacità di pensare liberamente e creativamente. In questo senso, la mente diventa una nostra grande amica.

Questa è una delle dimensioni dellunità. Cè una sorta di fusione tra due cose, in cui chi respira è assorbito dal respiro, lascoltatore è assorbito nel suono. Ma cè anche unaltra dimensione di unione, che nasce dalla visione profonda, che nasce dal vedere la trasparenza della separazione.

Il senso di separazione, negli insegnamenti del Dharma, è considerato un fraintendimento, radicato nellattaccamento a unidea del sé, come separato, isolato, e indipendente da altri sé. Attenersi allidea di un sé fisso, nel mezzo di un mondo di persone e di cose che cambia, attaccarsi a questa credenza nel sé, rende tutto il resto altro. E, proprio come percepiamo il nostro sé come indipendente e isolato, vediamo anche gli altri sé come indipendenti e isolati. È una prospettiva che incute paura. Ed è terreno fertile per un incessante attaccamento e avversione.

E lincessante avvicendarsi di attaccamento, avversione e separazione è la natura stessa dellalienazione. Un mistico cristiano disse che lansia è lo stato danimo dellignoranza. Certo cè ansia, se viviamo in modo da vedere la separazione ovunque, perché abbiamo paura della perdita, o timore di essere feriti, o la paura di mancare di qualcosa; e queste paure ci spingono ad afferrarci e attaccarci ancora più strettamente.

Non sempre ascoltiamo le sensazioni di ansia come messaggeri, quali sono. Sono messaggeri che ci chiedono di osservare se la separazione è una cosa reale, mentre noi vogliamo istantaneamente liberarci dallansia; e passiamo il tempo ad aggrapparci o a distrarci in un modo o nellaltro, creando nelle nostre vite ulteriore paura e resistenza.

È curioso che quello che stiamo cercando, nellattaccarci e
aggrapparci, è una sorta di unione. Pensiamo che afferrandoci alle cose, afferrandoci alle persone molto strettamente, possiamo farle nostre o scomparire in loro, ma attorno a tutta questa attività di afferrarci e attaccarci cè, naturalmente, la realtà. E cosa fa la realtà? Cambia continuamente, si muove in continuazione: è una bruttissima notizia per lattaccamento, perché niente starà fermo per noi, e noi, in realtà, non possiamo aggrapparci a niente.

Così, ci troviamo davanti a questo doloroso dilemma o enigma: ci aggrappiamo alle cose, per liberarci dalla sofferenza della
separazione, dallansietà, ma viviamo in un mondo in cui non è veramente possibile aggrapparsi a nulla. Se lo capiamo in profondità, è una comprensione molto potente che ci permette di fare un passo indietro, per osservare le radici del senso di separazione e della sofferenza. Questo è il punto da cui possiamo cominciare a vedere la trasparenza della separazione.

Quello che effettivamente vediamo non è reale separazione, ma le svariate formazioni mentali che sorgono e passano, seguendo il loro ritmo, abbracciate da una consapevolezza molto espansiva, molto ampia. Se costruiamo la nostra casa negli oggetti, pensieri, idee, che sorgono e passano, dicendoci: “Grazie allattaccamento, questo è quello che io sono”, allora avremo sempre frammentazione.

Se invece, attraverso la comprensione, siamo capaci di riposare nellatto stesso del vedere e nella consapevolezza, questa
espansività, questa ampiezza non è più limitata dal continuo sorgere e passare e ha una qualità di silenzio in cui la comprensione intuitiva arriva come una grazia e dove la trasparenza diventa una profonda comprensione.

Lattenzione ha come suo frutto la calma e il silenzio; e il silenzio ha come sua natura la capacità di ascolto e la ricettività; e la ricettività ha la possibilità di essere toccata dalla comprensione profonda.

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