La correlazione fra personalità e connessioni cerebrali

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La correlazione fra personalità e connessioni cerebrali

01 ottobre 2015

I modelli di connettività fra diverse aree del cervello corrispondono non solo a diversi tratti comportamentali, come l’inclinazione alla rabbia o la capacità di sentirsi soddisfatti, ma persino a categorie come gli anni di istruzione o il reddito(red)

lescienze.it

I diversi schemi di connessione fra le aree cerebrali – il cosiddetto connettoma – che caratterizzano le persone sono correlati al loro comportamento, agli stili generali di vita e perfino alla loro appartenenza ad alcune categorie socio-demografiche. E’ questa la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford che descrivono la loro ricerca in un articolo pubblicato su “Nature Neurosience”.

Stephen M. Smith e colleghi – la cui ricerca fa parte dei programmi finanziati dallo Human Connectome Project e dalla Brain Initiative dei National Health Institutes degli Stati Uniti – hanno eseguito scansioni di risonanza magnetica funzionale di qualità senza precedenti su 461 soggetti, ottenendo mappe dettagliate della forza delle connessioni fra circa 200 aree e sotto aree del cervello con funzioni distinte.

Questo ha portato alla scoperta di una serie di differenti modelli di connettoma che caratterizzavano vari gruppi di persone. I ricercatori hanno quindi controllato se esistevano delle correlazioni fra quei modelli e 280 misure relative ai tratti comportamentali delle persone e a vari di indicatori demografici.

E’ così emersa una forte correlazione tra le caratteristiche specifiche del connettoma dei soggetti e i punteggi loro assegnati in base a varie misurazioni comportamentali e demografiche.

In particolare, i ricercatori hanno scoperto che quanto più forti erano le connessioni fra alcune aree cerebrali, tanto maggiore era il punteggio sia su una scala che esprimeva tratti comportamentali considerati positivi – come la memoria, la ricchezza del vocabolario e la soddisfazione per la propria vita – sia su quella relativa a indicatori demografici, come il reddito e gli anni di istruzione. Una riduzione del livello di connettività di quelle aree corrispondeva invece a tratti negativi, come una più elevata suscettibilità alla rabbia e a comportamenti trasgressivi.

Fra le aree cerebrali che hanno mostrato la correlazione più elevata vi sono quelle associate alle funzioni di più alto livello, come il livello del quoziente intellettivo, alla memoria, all’immaginazione e ai processi decisionali razionali.

Ma una correlazione particolarmente forte è stata riscontrata con la connettività fra le strutture cerebrali che tendono a “parlare” fra loro anche quando il cervello si trova nel cosiddetto “stato di default” – ossia non è impegnato in alcun compito specifico – durante il quale vengono alla ribalta alcuni circuiti la cui attività si smorza non appena la persona si concentra su un particolare obiettivo.

www.nature.com/neuro/journal/vaop/ncurrent/full/nn.4125.html

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