Il nervosismo: causa e cura (Paramahansa Yogananda)

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Il nervosismo: causa e cura

di Paramahansa Yogananda

Il nervosismo è una malattia mentale che può essere superata da una medicina specifica: la calma. Il turbamento dell’equilibrio mentale che ha per risultato un disturbo nervoso, è causato da continui stati di eccitamento o di eccessiva stimolazione dei sensi. L’indulgere in pensieri continui di paura, ira, malinconia, rimorso, invidia, tristezza, odio, scontento o preoccupazione, e la mancanza del necessario per una vita normale e felice, come: cibo appropriato, sufficiente esercizio, aria fresca, sole, un lavoro piacevole e uno scopo nella vita, sono tutte cause di squilibri nervosi.

Qualsiasi eccitamento violento o persistente, sia esso mentale, emotivo o fisico, disturba enormemente e porta squilibrio nel flusso della forza vitale in tutto il meccanismo sensorio e motorio e nelle lampadine dei sensi. Se colleghiamo una lampadina da 50 Watt a una corrente di 2000 Volt, questa brucerà la lampadina. Analogamente, il sistema nervoso non è fatto per resistere alla forza distruttrice di intense emozioni o di persistenti pensieri e sentimenti negativi.

Gli effetti di vasta portata del nervosismo

Il nervosismo non è un problema semplice; esso è un nemico mortale che produce effetti di vasta portata. Fisicamente, è difficile guarire qualunque malattia fintanto che è aggravata dal nervosismo. Spiritualmente, uno squilibrio della forza vitale nel corpo rende al devoto estremamente difficile concentrarsi o meditare con profondità sufficiente per acquisire pace e saggezza. Ma il nervosismo può essere curato. Colui che ne soffre deve essere pronto ad analizzare il proprio stato e a rimuovere le disintegranti emozioni e i pensieri negativi che, a poco per volta, lo distruggono. L’analisi obiettiva dei propri problemi e il mantenere la calma in ogni situazione della vita potrà guarire i casi d’irritabilità più persistenti.

La realizzazione che ogni potere di pensare, parlare, sentire e agire proviene da Dio, e che Egli è sempre con noi a ispirarci e guidarci, porta con sé l’istantanea liberazione dal nervosismo. Sprazzi di divina gioia verranno con questa realizzazione; talvolta una profonda illuminazione pervaderà tutto l’essere e bandirà totalmente il concetto della paura. Come un oceano, il potere di Dio irrompe, inondando il cuore con una piena purificatrice, eliminando tutte le ostruzioni create dall’ingannevole dubbio, dal nervosismo e dalla paura. L’illusione della materia, la coscienza di essere soltanto un corpo mortale, viene superata dal contatto con la dolce serenità dello Spirito che si raggiunge con la quotidiana meditazione. Allora saprete che il corpo è una piccola bolla di energia nel Suo cosmico mare.

Chi è vittima del nervosismo deve capire il proprio caso, e riflettere su quegli errori continui di pensiero, che sono responsabili del suo disadattamento alla vita. Una volta che l’uomo nervoso ammette di fronte a se stesso che il suo male non ha una causa misteriosa, ma è il logico risultato delle sue abitudini, è già guarito per metà.

Il sistema nervoso

Il sistema nervoso è il telefono trasmittente e ricevente del corpo, che provvede l’uomo della sua facoltà di rispondere agli stimoli interni ed esterni. Lo stato di eccitamento sconvolge l’equilibrio nervoso, poiché manda troppa energia ad alcune parti, privandone altre del loro fabbisogno normale. Questa carenza di una giusta distribuzione della forza nervosa è la sola causa del nervosismo. L’uomo calmo, che evita di eccitarsi perché non è eccessivamente attaccato al proprio ego ed è consapevole che è Dio, e non lui stesso, a governare l’universo, è sempre in grado di affrontare qualsiasi situazione nella vita, perché la sua forza nervosa è equilibrata. Sri Krishna disse: “Munito di incrollabile discriminazione, libero dall’illusione, né giubilante nelle esperienze piacevoli né abbattuto in quelle sgradevoli, il saggio diviene ancorato in Dio”(1). Questa è la meta che dobbiamo inseguire e raggiungere.

Il sistema nervoso fornisce corrente vitale al cervello, al cuore e alle altre parti del corpo. Distribuisce energia ai cinque sensi (vista, udito, tatto, gusto e odorato). I nervi sono il nostro mezzo di contatto col mondo esterno e la fonte di tutte le nostre reazioni sensorie. Quanto è perciò importante mantenere i nervi in uno stato di equilibrio perfetto, evitando di colpire una parte del corpo con una quantità eccessiva di energia e, di conseguenza, riducendo il suo rifornimento in altre zone. Non è mediante irrequietezza o reazioni emotive, ma mediante la calma e la profonda fede in Dio che si raggiunge lo stato yoghico di esseri equilibrati.

Gli yoghi hanno delle tecniche speciali con le quali possono far rivivere tessuti bruciati dal nervosismo, inviando energia vitale nei nervi parzialmente distrutti per essere stati a lungo bistrattati. Ogni cellula e ogni tessuto del sistema nervoso è una struttura viva e intelligente. L’energia vitale può sempre rinnovarli.

Superate il nervosismo con la buona compagnia

Ci sono due tipi di nervosismo: quello psicologico e quello meccanico, ossia superficiale o organico. La varietà psicologica, la più comune, è dovuta ad eccitamento mentale. Questa condizione, continuata a lungo e accompagnata dall’associazione con persone poco ispiranti, da una dieta sbagliata e da cattive abitudini igieniche, causa le manifestazioni croniche, o organiche, delle malattie nervose.

La dieta dovrebbe essere semplice, equilibrata e non troppo abbondante. L’esercizio dovrebbe essere regolare. Troppo sonno droga i nervi e troppo poco li danneggia. Ma soprattutto è importante la scelta delle compagnie. “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Gli adulatori non ci aiutano. Noi dobbiamo cercare la compagnia di uomini superiori, di coloro che ci dicono la verità e ci aiutano a migliorarci. Il nostro migliore amico è colui che umilmente ci suggerisce come possiamo effettuare utili modifiche per cambiare in meglio la nostra vita.
Aspre critiche, fatte in modo falso o cattivo, agiscono come martellate in testa. Il potere dell’amore è infinitamente più efficace.
Suggerimenti gentili, dati con amore e comprensione, possono compiere miracoli; la critica pura e semplice non ottiene niente. Un uomo è in grado di giudicare gli altri solo dopo avere perfezionato la propria natura. Fino allora, giudicare se stessi è l’unica analisi proficua.
L’associarsi a persone calme e sagge è uno dei modi più rapidi per bandire il nervosismo e realizzare la nostra innata divinità. Le persone nervose dovrebbero tenersi lontane da coloro che soffrono di mali consimili.

La cura migliore è la calma

La cura migliore del nervosismo è il coltivare la calma. Chi è naturalmente calmo non perde il proprio senso della razionalità, della giustizia o dell’umorismo in nessuna circostanza. Saprà sempre separare il sentimento o il proprio desiderio dai fatti. Non si lascerà fuorviare dalle parole mielate delle persone disoneste che gli proporranno schemi improbabili per acquisire ricchezze non guadagnate. Non avvelenerà i tessuti del proprio corpo con la rabbia o con la paura, che agiscono in modo dannoso sulla circolazione. È un fatto ben accertato che il latte di una madre irritata può avere un effetto nocivo sul suo bambino. Quale prova più lampante potremmo richiedere, del fatto che le emozioni violente finiranno per ridurre il corpo a un misero relitto?

L’equilibrio è una qualità bellissima. Noi dovremmo modellare la nostra vita secondo un disegno triangolare: la calma e la dolcezza sono i due lati, la base è la felicità. Ogni giorno, dobbiamo ricordarci: “Sono un principe della pace, seduto sul trono dell’equilibrio a governare il mio regno di attività”. Che si agisca con rapidità o con lentezza, in solitudine o nelle affollate piazze degli uomini, il centro di noi stessi deve essere in pace e in equilibrio. Il Cristo ci ha dato questo ideale. Ovunque, egli dimostrò la pace e passò attraverso ogni prova concepibile senza perdere il suo equilibrio.

Dio è dovunque, controlla i pianeti e le galassie, eppure non è mai turbato. Benché Egli sia nel mondo, è al disopra di questo mondo. Noi dobbiamo riflettere la Sua immagine e somiglianza. Dobbiamo meditare spesso e conservare in noi gli effetti di pace creati dalla meditazione. Dobbiamo emanare pensieri di amore, benvolere e armonia. Nel tempio della meditazione, con la luce dell’intuizione accesa sull’altare, non c’è inquietudine, né sforzo o ricerca nervosi. L’uomo è finalmente, veramente a casa, in un santuario edificato non da mani umane, ma dalla pace di Dio.

1) Bhagavad Gita, V, 20.

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