Il dio Scienza e i suoi comandamenti

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Il dio Scienza e i suoi comandamenti

I miti della scienza

Intervista al biologo di fama mondiale Rupert Sheldrake

A cura di Elsa Masetti, tratto dall’ultimo numero di Scienza & Conoscenza n. 47 Per gentile concessione a disinformazione.it

>> http://goo.gl/aqI8U4

Il credo materialista, professato da scienziati che hanno assunto lautorità di un nuovo
sacerdozio, ha trasformato la scienza da un metodo dindagine aperto e flessibile a un massiccio
sistema di convinzioni. Rupert Sheldrake, uno degli scienziati più innovativi a livello mondiale, ci
spiega dopo averli elencati e indagati nel suo ultimo libro perché i dogmi della scienza sono
limitanti, un potenziale pericolo per il futuro dellumanità. Sheldrake ci invita a porci con
coraggio nuove domande, offrendoci al contempo possibilità di scoperta inimmaginabili e una nuova visione del reale e di ciò che è possibile.

E primo fu il Verbo quello della Scienza
E in seguito Esso creò i sui comandamenti: dieci. Ovvio.

Essi sono scolpiti nella materia meccanica, da corpi inerti e menti limitate alla massa cerebrale.
Imponenti nella loro autorevolezza sono tali da influenzare alla base la visione delluniverso,
della vita sulla terra, della mente, della coscienza, della medicina Megafonati dai media,
infiltrati in Wikipedia, pubblicati in ogni bibbia scientifica scolastica, rappresentano a tuttoggi
il sapere della scienza e, a seguire, della visione-cultura materialista al nocciolo dormiente della
nostra civiltà. Nessuno nega che abbiano fornito ingenti miracoli al progresso tecnologico e
tuttavia è altrettanto evidente che stanno franando. Della scienza hanno perduto il passo facendosi
fissi, occhi vitrei di chi, negando la coscienza, rischia di negare la vita e il suo movimento. La
scienza, ci mostra Rupert Sheldrake uno degli scienziati più innovativi a livello mondiale è
diventata più dogmatica che scientifica. Il suo libro, intitolato nella versione italiana Le
illusioni della scienza (Urra Editore), dovrebbe circolare in tutte le scuole superiori e le
università, per stimolare di nuovo lindagine, la ricerca in aree inesplorate, lo spirito vitale del
metodo scientifico. La Scienza crede che il più sia stato scoperto, spiegato e, da tempo, si è
seduta sulle parole di un suo esimio rappresentante, di cui non ricordo il nome, che ne dichiarano
il capolinea. Infatti, a un capolinea siamo arrivati, quello della scienza meccanicistica stessa,
della moribonda ideologia materialista, dellautorità di una medicina solo chimico-chirurgica. Può
sembrare una disamina eccessiva, eppure ci credereste? il video dellintervento di Rupert
Sheldrake a TED è stato censurato e rimosso, sotto una pioggia di articolate critiche. Vedi su youtube: The Science Delusion BANNED TED TALK, sottotitoli in italiano Come dicevamo, dogma ci cova!

Sembra essere un condizionamento quasi universale: Se la scienza dice che è vero deve essere così. Da dove deriva questa fede nella scienza?
La scienza possiede unautorità enorme perché i suoi risultati tecnologici sono impressionanti. I
computers, internet, i telefoni cellulari, i jet, impressionano tutti, e a ragione.
Sono nuovi nella storia dellumanità e la scienza li ha resi possibili. Allo stesso modo, tutti sono
giustamente impressionati dai trionfi della medicina moderna, come gli antibiotici e la chirurgia
mininvasiva. Questo rende la scienza estremamente importante nel mondo contemporaneo. E da quando la
scienza moderna è iniziata nel XVII secolo si è sempre basata sullo slogan di Francesco Bacone, il principale profeta della scienza: la conoscenza è potere.
Nel XIX secolo essa è diventata il principale interesse dei movimenti sociali che volevano stabilire
una nuova agenda politica, come il comunismo, che si dichiarò scientifico. Questi movimenti sociali
impostarono la scienza come fonte di autorità che rivaleggiasse con la religione. Erano spesso
antireligiosi e vedevano gli scienziati come una nuova forma di sacerdozio. Ed è andata avanti così.
Con ogni nuovo trionfo della scienza e della tecnologia il prestigio è aumentato, almeno fino ai
tempi recenti. Tuttavia ora la scienza è diventata per molte persone un sistema di credenze
dogmatico e cè una crescente messa in discussione dei suoi presupposti. E, giacché, gli effetti
nocivi, suoi e della tecnologia globalizzate, diventano più evidenti, attraverso il fenomeno del
cambiamento climatico, ancor più diventa importante porsi domande su ciò che accade.

La realtà è materiale? Se non lo è, le dispiacerebbe spiegare a nostri lettori la sua conoscenza diretta di ciò?
Naturalmente parte della realtà è materiale, fatta di materia. Nessuno sarebbe in disaccordo su
questo. La filosofia del materialismo, però, afferma che tutto è, in ultima analisi, materiale,
anche la coscienza. Le nostre menti non sono altro che il prodotto del cervello. L’attività mentale è attività cerebrale e niente più.
Non è questo il presupposto con cui la scienza moderna ha avuto inizio. Nel XVII secolo si basava su
una netta dualità tra mente e materia. Cartesio pensava che tutta la materia fosse incosciente e
meccanica, i corpi umani erano inconsci e meccanici a parte linterazione con la mente conscia in
una piccola regione del cervello. Le uniche menti coscienti nell’universo erano quelle degli esseri
umani, degli angeli e di Dio. Questo estremo dualismo permetteva alla scienza meccanicistica di
coesistere con la religione, e concedeva agli scienziati di rimanere religiosi pur trattando la
natura come meccanica. C’è stato, però, un cambiamento nel XIX secolo, quando coloro che si
opponevano al dualismo cartesiano hanno provato a sostituirlo con un monismo di un tipo o
dellaltro. Gli idealisti hanno cercato di sostenere che tutto era mente, e i materialisti che tutto
era materia. I materialisti hanno trionfato e nel tardo XIX secolo il materialismo diventa la visione del mondo di default predefinita delle scienze.
Ci sono però due problemi fondamentali con questatteggiamento.
Il primo è che la fisica stessa ha trasceso il materialismo perché la materia non è più il suo
ultimo principio esplicativo. La materia stessa è spiegata in termini di campi e di energia. Un
elettrone è una vibrazione all’interno di un campo di elettroni, un atomo è un modello vibratorio di
attività all’interno dei campi quantistici di nuclei ed elettroni. La materia è diventata un processo piuttosto che una cosa.
In secondo luogo il materialismo non fornisce alcuna spiegazione per la coscienza e, in effetti, da
un rigoroso punto di vista materialistico, la coscienza non dovrebbe esistere. Tuttavia esiste,
almeno negli esseri umani. Nel campo degli studi sulla coscienza, vi è ora un vivace dibattito sulla
filosofia materialista, e un numero crescente di ex materialisti stanno adottando una diversa
filosofia della natura, il panpsichismo, secondo il quale vi è un qualche aspetto della mente a
tutti i livelli della natura nei sistemi di auto organizzazione, anche negli elettroni e negli atomi.

Nella sua esperienza scientifica esiste la coscienza? Se sì, come lo sa?
La scienza stessa è basata sulla coscienza. Nella teoria quantistica è generalmente riconosciuto che
tutte le osservazioni richiedono degli osservatori e quindi le menti dei fisici. Ma questo è vero
per qualsiasi tipo di osservazione. Osservare richiede degli osservatori e quindi delle menti. La
Scienza nasce dallesperienza umana e questa non può essere spiegata semplicemente in termini di
scienza materialista. Questo è un punto logico semplice ed evidente. La scienza presuppone la coscienza e quindi non è in grado di spiegare ciò che essa stessa presuppone.

Potrebbe sembrare, dalle sue parole, che mente e coscienza siano la stessa cosa, è così?
Non penso che la mente sia uguale alla coscienza, perché, naturalmente, molta della nostra mente è
inconscia. Credo che gli aspetti abituali della mente siano ampiamente inconsci, come le abitudini
in generale. La nostra coscienza riguarda in gran parte azioni potenziali, il futuro e le scelte tra più possibilità.

Qual è secondo lei il taboo della scienza più duro a morire?
Come mostro nel mio libro, Le illusioni della scienza, ci sono dieci dogmi fondamentali e ognuno di
essi è protetto da tabù. Mettere in discussione uno di questi dogmi provoca in automatico attacchi
dai difensori dellortodossia. Molti, del resto, non sono consapevoli della maggior parte di tali
tabù. Per esempio lidea che la memoria sia immagazzinata nel cervello è data per scontata da molti
tra i non scienziati così come tra gli scienziati stessi, solo perché non possono pensare dove
altrimenti potrebbe trovarsi. Il tabù di cui molti sono coscienti, e anche il più fortemente
combattuto, è quello contro i fenomeni psichici. I materialisti credono che la mente sia nientaltro
che il cervello e perciò si trovi dentro la testa. Per questa ragione i fenomeni come la telepatia
dovrebbero essere inesistenti, perché la mente non può avere effetti a distanza. Le organizzazioni
dei cosiddetti scettici cercano di difendere un materialismo ortodosso negando levidenza di
qualsiasi fenomeno psichico e respingendone le prove scientifiche come imperfette o fraudolente. Ho
avuto molte discussioni con i cosiddetti scettici e la cosa che è diventata più chiara è che la
maggior parte non sa nulla di ricerca sui fenomeni psichici. Essi credono di sapere in anticipo che
questi fenomeni sono impossibili, quindi non c’è bisogno alcuno di cercarne le prove. Questo è un
perfetto esempio di pregiudizio, che, a mio parere, è anti-scientifico, non scientifico: inibisce
lindagine e lesplorazione chiudendo la scienza dentro limiti dogmatici ristretti.

Se il potere non è nella conoscenza come ha affermato Bacone dove, a suo avviso, dovrebbe risiedere?
Non cè dubbio che il potere sia confermato da un certo tipo di conoscenza. La conoscenza dalla
quale dipendono le tecnologie conferisce un potere enorme sugli umani. Ci sono, però, ovviamente
molti atri generi di potere. I leader carismatici non derivano il loro potere dal fatto di conoscere
più di altri, ma da una qualità che convince e attrae. Il potere di grandi leader spirituali può
dipendere da una certa conoscenza, ma è evidente che sia possibile essere un santo senza essere un filosofo o un teologo.

Possono degli scienziati che vivono nel quotidiano credendo di essere il loro corpo (materia) come
quasi ognuno di noi crede lasciare davvero andare una visione meccanicistica della scienza? Così il punto sembra sia a monte della scienza ovvero in unidentità fuorviante
Molti scienziati sono materialisti e quindi negano il libero arbitrio. Credono anche che la loro
mente sia confinata al cervello. In pratica, però, questo non è il loro modo di vivere. Il sistema
di convinzioni dei materialisti dovrebbe significare che la loro stessa credenza nel materialismo è
solo una conseguenza dellattività fisica del cervello. A loro piace credere, però, di aver scelto
la loro fede sulla base della scienza, della ragione e della prova. Essi non si limitano a crederci
perché il cervello impone loro di farlo. Questa è di per sé una contraddizione. Così i materialisti
fanno un’eccezione per loro stessi e per quelli che conoscono bene. Questa filosofia è, di fatto,
estremamente fuorviante, perché non riceve vero credito da coloro che affermano di crederci. E se in
modo consistente continuano a crederci, le loro stesse convinzioni sono solo causalmente determinate
dal cervello e potrebbero non avere nulla a che fare con la verità, ma semplicemente con il condizionamento.

La risonanza morfica che cosa ha da insegnare a un paradigma scientifico obsoleto? E al regno della spiritualità?
La risonanza morfica è un principio generale di memoria in natura. È rilevante per molti dei dogmi
della scienza. Il dogma che le leggi della natura siano fisse e siano le stesse dal Big Bang è una
sbornia derivante dal vecchio presupposto che la natura sia governata da una specie di ordine
matematico platonico, un assunto che fu più teologico che filosofico. Alla luce della risonanza
morfica, però, nel nostro universo evolutivo le leggi non hanno bisogno di essere fisse dagli
albori, ma si evolvono. E, in effetti, è meglio pensare a esse come abitudini più che come leggi, così tutta la natura può avere una sorta di memoria.
La risonanza morfica getta anche nuova luce sul presupposto standard nella biologia che
l’ereditarietà è interamente materiale e portata dai geni, da modificazioni epigenetiche dei geni e
dall’eredità citoplasmatica. Essa suggerisce che molto di quello che abbiamo ereditato è attraverso
di essa non attraverso i geni. Come discusso nel mio libro, c’è, oggi, una crisi al cuore della
biologia a causa del cosiddetto problema dellereditabilità mancante, in cui i geni si prestano a
spiegare molto meno di ereditarietà di ciò che si è abituati ad assumere. Penso che sia perché gran
parte del patrimonio della forma e del comportamento dipenda dalla risonanza morfica. Sappiamo cosa
i geni fanno: essi codificano la struttura primaria delle proteine. Non codificano per le forme dei
volti o gli istinti degli animali. Così i geni spiegano una parte dellereditarietà, ma solo una relativamente piccola.
La risonanza morfica getta anche una nuova luce sulla natura della memoria. Il dogma che i ricordi
siano immagazzinati all’interno del cervello è generalmente dato per scontato, ma le prove a suo
favore sono sorprendentemente scarse. Penso che il cervello sia più simile a un ricevitore TV che a
un videoregistratore, ed è un sistema di accordatura che consente alle memorie di essere recuperate
dalla risonanza morfica. Ricordiamo le nostre stesse memorie perché assomigliamo più a noi stessi
nel passato più che ad altre persone, ma la memoria individuale e quella collettiva, da questo punto
di vista, sono diverse solo in scala, e sono aspetti differenti dello stesso fenomeno.
Anche nel regno spirituale ci sono campi, o abitudini, o modelli nei rituali e nelle pratiche
tradizionali. Penso che questi sintonizzino i praticanti odierni con quelli che hanno praticato gli
stessi rituali o pratiche spirituali in passato, portando a collegamenti attraverso il tempo entro le tradizioni spirituali.

In medicina, la scienza spesso mostra il suo punto di vista cieco e a breve termine. Recentemente mi
sono trovata a leggere un libro di Michel Odent un ostetrico francese che ha dedicato la sua
pratica e la ricerca alla nascita. Egli è arrivato al punto attraverso studi e indagini campione
che la capacità di amare, noi stessi e gli altri, si giochi nella prima ora, e include il rilascio
naturale del feto dal grembo materno. La scienza medica, forte della tecnologia, sta scoprendo la
facilità e la convenienza del parto cesareo programmato. Le statistiche sono positive: meno dolore e soprattutto meno rischio per la madre e il bambino.
Non sembra che si tratti solo della scienza obsoleta, piuttosto dellabitudine umana a preferire la comodità allamore. Le va di commentare?
La medicina meccanicistica parte da un punto di vista molto limitato, poiché si basa sulla teoria
che il corpo non è altro che una macchina e che la medicina dovrebbe funzionare fisicamente o
chimicamente, mediante la chirurgia o i farmaci. Tutti sanno che molto di più vi è coinvolto. Anche
la medicina convenzionale ha rilevato il potere dell’effetto placebo, che dipende da credenze,
speranze e aspettative, nessuna delle quali è materiale. Non ho studiato le ricerche di Michel
Odent, mi sembra tuttavia una questione empirica, non ideologica. Se uno studio su persone nate da
parti cesarei programmati mostra che, in media, questi presentano diversità da quelli nati da parto
naturale, allora ciò potrebbe dirci qualcosa circa gli effetti a lungo termine del processo di
nascita. Se si scopre che i parti cesarei portano a problemi, più tardi nella vita, allora questa
sarebbe una buona evidenza scientifica per non farli, solo perché compatibili con la comodità dei
medici o i desideri di convenienza delle madri. Naturalmente in alcuni casi i parti cesarei sono
necessari ed è importante non peggiorare la situazione raccontando a chi è nato da cesareo che è in qualche modo danneggiato per la vita.
Penso che il modo migliore di procedere nella ricerca medica è attraverso lindagine comparativa
dell’efficacia, scoprire ciò che funziona indipendentemente dalla teoria o dallideologia. Quando le
persone sono malate e chiedono di essere curate, vogliono sapere che cosa funziona, e non importa
molto la teoria che ci sta dietro. Non c’è dubbio che la medicina meccanicistica è un grande
successo in alcune aree, ovviamente ne ha di meno in campi che riguardano i pensieri, le idee, le
credenze, le abitudini, i problemi spirituali o i modelli familiari ereditati. Altre sono, in questi
campi, le forme di terapia, magari molto più efficaci, anche per aiutare le persone a condurre una
vita sana, in modo da ammalarsi di meno e avere meno problemi di salute. Si tratta, in altre parole,
di quelle pratiche che promuovono la salute piuttosto che limitarsi a curare la malattia.

Sì, la ricerca di Odent (La nascita al tempo della plastica, Aam Terranuova) è empirica, riporta già
studi campione su effetti a medio, lungo termine ed esorta a molte più ricerche sul lungo raggio.
La natura non depriva nessuno del suo supporto, quindi i bambini nati da cesareo possiedono sicuramente risorse che gli altri non hanno anche queste andrebbero studiate.

Il campo morfogenetico e la risonanza morfica
Il campo morfogenetico o morfico (dal greco morphe, forma, e genesis, messa in essere, che genera),
è, nellipotesi di Rupert Shaldrake, un vero e proprio campo di memorie. Questo significa che, in
ogni sistema, esso esercita la sua influenza sui sistemi successivi, mediante un processo chiamato
risonanza morfica, una sorta di telecinesi-trasmissione di memorie. Per fare un esempio, tale campo
informato spiega il motivo per cui una cellula di una pianta si differenzia in quella di una foglia
piuttosto che in una di radice. Essa si sintonizza, per così dire, attraverso la risonanza morfica,
con i campi morfogenetici di tutte le foglie precedenti della stessa specie. Questo processo si
determina per tutti i sistemi riscontrabili in natura, compresi i campi che sottendono le relazioni
umane. Si tratta di un fenomeno empirico, di cui è riscontrabile leffetto. Inoltre, tale campo di
memoria non è memorizzato nel cervello, ma è un campo dinformazioni al quale si può accedere mediante il cervello.

Chi è Rupert Sheldrake
Rupert Sheldrake è un biologo, autore dinnumerevoli pubblicazioni scientifiche e di ben dieci
libri. Ha anche credenziali impeccabili come biochimico, a Cambridge e a Harvard.
Ricercatore molto innovativo e amante di un approccio scientifico autentico che continua a
indagare liberamente vanta scoperte, studi e ricerche di ineccepibile rigore, nonostante gli
ortodossi vogliano tacciarlo come eretico per la sua teoria sulla risonanza morfica e la ricerca sulle capacità psichiche naturali.
www.sheldrake.org

Tratto dall’ultimo numero di Scienza & Conoscenza n. 47 >> http://goo.gl/aqI8U4

Scienza e Conoscenza
Scienza e Conoscenza – N. 47 – Rivista
Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza
Editore: Scienza e Conoscenza – Editore
Data pubblicazione: Febbraio 2014
Formato: Rivista
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-47-rivista.php?pn=1567

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